15 febbraio 1956 l’ultimo gol in Nazionale di Riccardo Carapellese
Di gol in Nazionale, Riccardo Carapellese (Cerignola, Foggia, 1 luglio 1922 – Rapallo, Genova, 20 ottobre 1995) ne ha segnati 10 (su 16 presenze).
Di gol in Nazionale, Riccardo Carapellese (Cerignola, Foggia, 1 luglio 1922 – Rapallo, Genova, 20 ottobre 1995) ne ha segnati 10 (su 16 presenze).
I genitori di Francisco Fedullo erano campani e lui fu il primo oriundo a tornare a giocare in Italia, poi i venti di guerra lo riportarono oltre Oceano.
A Terni, contro il Belgio, si registra il debutto in Nazionale di Pierluigi Casiraghi, questa è la prima di 44 apparizioni azzurre e 13 i gol segnati.
Il calcio italiano lo sa bene: vincere non è facile confermarsi a volte è difficilissimo. Capita così che la Nazionale non riesca ad andare agli Europei.
Enrique Guaita, attaccante argentino di nascita e formazione calcistica, arrivato dalla Roma nel 1933, naturalizzato italiano e cooptato da Pozzo in Nazionale.
Avete altri dieci euro per tentare? Ecco la mia selezione, ovviamente da non seguire: Lecce-Roma 2, Lazio-Atalanta 2, Bologna-Monza 1 e Sampdoria-Inter 2.
Simone Perrotta era un motoperpetuo, capace di adattarsi a più ruoli di centrocampo, conta 48 presenze (2 reti) in Nazionale, e il titolo di Campione del Mondo.
Ulisse Paleni alle sirene ci aveva resistito fino a 27 anni, ma quando la Dea bergamasca lo chiamò non poteva dire di no.
Dopo essere stato lanciato da Trapattoni e confermato da Lippi, sono 16 le presenze in Nazionale, con un solo gol, appunto quello segnato contro la Russia.
In questa amichevole, sale sugli scudi Ciccio Graziani, autore di una doppietta, rubando la scena al “gemello” granata Paolo Pulici e allo juventino Bettega.
Giocava stopper, Mauro Bellugi, ma con i piedi che aveva se la sarebbe cavata pure a centrocampo. In Nazionale, 32 presenze e nessun gol, e i Mondiali 1978.
Il giovane Verratti (21 anni, all’epoca), passato l’anno prima dal Pescara al Paris Saint-Germain, è alla terza presenza azzurra.
Nessuno può sapere che futuro avrà Daniele De Rossi come allenatore. Al suo debutto in panchina, alla Spal in Serie B, sinceramente non è ancora giudicabile.
Per preparare i Mondiali in Messico, l’Italia organizza tre amichevoli. E per la prima di questo trittico decide di andare a giocare ad Avellino.
Sbagliare è umano, perseverare diabolico, continuare a regalare i nostri eurini ai simpatici bookmakers sarebbe demenziale.
L’Italia Campione del Mondo non riesce a qualificarsi agli Europei, così il 1984 diventa l’anno delle amichevoli. La prima è all’Olimpico contro il Messico: non c’è match, troppo ampia la differenza fra le due squadre. Merita una citazione perché in quell’occasione Paolo Rossi torna a essere Pablito e realizza la sua seconda (e ultima) tripletta…
Per spiegare le qualità tecniche di Renzo De Vecchi, basta ricordare il nomignolo che gli affibbiarono i tifosi del Milan: Figlio di Dio.
I recenti capricci di Zaniolo con la Roma, non meno capricciosa di lui, hanno portato un po’ tutti a una analogia tra la stellina giallorossa e Balotelli.