Una corazzata inaffondabile
Aldo OLIVIERI
Grande portiere istintivo, militava nella Lucchese, ma passò al Torino
dopo la splendida cavalcata mondiale, che lo vide tra i grandi protagonisti.
Giocò 25 partite in Nazionale.
Alfredo FONI
Raccolse nella Juventus la difficile eredità di Virginio Rosetta e non
fece rimpiangere il grande predecessore, grazie a doti atletiche e tecniche
da campione. Vinse uno scudetto con la Juventus e il titolo olimpico nel 1936,
totalizzò 23 partite in Nazionale e fu poi allenatore di successo, conquistando
due scudetti alla guida dellInter.
Pietro RAVA
Formò con Alfredo Foni una celebre coppia di terzini juventini. Abile
nel gioco di testa, vinse uno scudetto con la Juve, il titolo olimpico nel 1936
e collezionò 30 partite in Nazionale.
Pietro SERANTONI
Era lanima gemella, sul piano tattico, di Giuseppe Meazza,
con cui giocò a lungo nellAmbrosiana. Era però anche un
formidabile trascinatore e in azzurro rifulsero le sue doti di incontrista e
maratoneta di grande tempra agonistica. Vinse la Coppa Internazionale del 1935,
uno scudetto con lAmbrosiana e uno con la Juve, giocando 17 partite in
Nazionale.
Michele ANDREOLO
Cresciuto nel Nacional Montevideo, era centromediano di classe internazionale.
Lo ingaggiò il Bologna, con cui vinse quattro scudetti e il Torneo dellEsposizione
di Parigi nel 1937, dopo i due scudetti conquistati in patria con il Nacional.
In azzurro giocò 16 volte, degno seguito del grande Luis Monti, grazie
alla raffinata tecnica di base e al grande senso tattico.
Ugo LOCATELLI
Mediano di raffinata grana tecnica, campione olimpico nel 1936, vinse due scudetti
con lAmbrosiana-Inter, poi passò alla Juventus. In Nazionale giocò
22 partite.
Amedeo BIAVATI
Possedeva solo il piede destro, non eccelleva nel tiro a rete, eppure fu una
delle ali più efficaci della storia del calcio italiano. Cresciuto nel
Bologna, affinò una finta micidiale, il passo doppio, che
gli consentiva di saltare sempre luomo. A descriverlo ci provò
il grande Gianni Brera: «lo scambietto, cioè la finta di iniziare
il dribbling con il destro, teso e poi trattenuto e richiamato con armoniosa
sornioneria quando lavversario ha ormai pensato al sinistro: per la sua
semplicità inganna lavversario che sta per opporsi in tackle e
vi rinuncia, insospettito da questa pausa: allora ne approfitta Biavati per
partire e prendere vantaggio». Vinse tre scudetti con la squadra rossoblù,
esordì in Nazionale al Mondiale del 1938 e collezionò 18 presenze
in azzurro.
Giuseppe MEAZZA
Viene annoverato tra i più grandi in assoluto del calcio italiano. Talento
purissimo e precoce, a diciotto anni era già titolare nella sua squadra,
lAmbrosiana, nelle cui giovanili era cresciuto e con cui avrebbe vinto
due scudetti e tre titoli di capocannoniere, a diciannove era colonna della
Nazionale. Lo soprannominarono il Balilla, il suo calcio era fatto
di guizzi e invenzioni, sublimate da un innato senso del gol; dominò
la scena per oltre un decennio (oltre alla maglia dellAmbrosiana vestì,
dopo una lunga assenza provocata da un embolo al piede destro, quelle di Milan,
Juventus e Atalanta), realizzando 225 reti in Serie A. Celebre il suo gol con
la chiamata del portiere, invitato alluscita e beffato con
un tiro secco dopo un accenno di finta. Centravanti per vocazione ma non certo
di sfondamento (il suo tiro era perfido e preciso, non necessitava della potenza),
venne genialmente arretrato a interno da Vittorio Pozzo, che ne fece un inimitabile
inventore di gioco, di cui molto si giovarono attaccanti durto come Schiavio
e Piola. Chiuse con 53 presenze e 33 reti in azzurro, simbolo leggendario di
eleganza applicata al calcio. A lui è dedicato lo stadio milanese di
San Siro.
Silvio PIOLA
E stato il più grande attaccante italiano di tutti i tempi. Dalla
Pro Vercelli passò alla Lazio, poi al Torino, alla Juventus e al Novara,
totalizzando 290 reti in campionato, primato tuttora ineguagliato. Fisicamente
forte, le leve lunghe gli consentivano una notevole abilità nel gioco
di testa, possedeva un tiro secco e preciso, al quale gli aprivano la strada
le sue doti di coraggio e irruenza in area di rigore. Fu due volte capocannoniere,
vinse la Coppa Internazionale 1935 giocò 34 partite in Nazionale realizzando
30 reti. Lultima sua partita in Nazionale risale al 1952, quando aveva
39 anni.
Giovanni FERRARI
E tuttora il primatista assoluto (assieme allo juventino Beppe Furino)
di scudetti vinti, con ben otto titoli, conquistati in carriera con le maglie
di Juventus, Ambrosiana-Inter e Bologna. Interno di rara intelligenza tattica,
fu lideale complemento di Meazza, la cui fantasia e genialità mirabilmente
contrappesava con il suo senso del raziocinio e la precisione del gioco. Provvisto
di un tiro da lontano piuttosto pungente, vinse due Mondiali e due Coppe Internazionali,
chiudendo la carriera azzurra con 44 presenze e 14 reti.
Gino COLAUSSI
Ala sinistra di grande velocità, alfiere della Triestina, si intendeva
a meraviglia con Piola e fu tra i più prolifici realizzatori azzurri:
chiuse la carriera con 26 partite e 15 gol in Nazionale.
Eraldo MONZEGLIO
Terzino di raffinata grana tecnica, uscì dalla rinomata scuola casalese,
prima di diventare campione col Bologna, nelle cui file vinse uno scudetto e
due Mitropa Cup, prima di trasferirsi alla Roma. Collezionò 35 presenze
in Nazionale e a fine carriera fu allenatore di buon livello.
Pietro FERRARIS II
Funambolica ala dallistinto vincente, vinse due scudetti con lAmbrosiana,
quattro con il Grande Torino, lasciato un anno prima della tragedia di Superga.
Collezionò 14 partite in Nazionale.
Piero PASINATI
Era laltra ala della Triestina, dotata di un tiro potente e di notevoli
doti tecniche e di velocità. In Nazionale totalizzò 11 partite.
Sergio BERTONI
Centravanti campione olimpico nel 1936, giocò tre partite in Nazionale.
Carlo CERESOLI
Successore di Giampiero Combi in Nazionale, perse i Mondiali 1934 per una frattura
in allenamento nel ritiro azzurro. Vinse due scudetti col Bologna e il Torneo
dellEsposizione di Parigi nel 1937 e totalizzò 8 presenze in Nazionale.
Bruno CHIZZO
Interno, giocò per Udinese, Triestina, Milan e Genoa. Non esordì
mai in azzurro.
Aldo DONATI
Mediano, vinse due scudetti col Bologna e uno con la Roma, oltre a una Mitropa
Cup con i colori rossoblù. Non esordì mai in azzurro.
Mario GENTA
Mediano, vinse uno scudetto con la Juventus e giocò 2 partite in Nazionale.
Guido MASETTI
Portiere passato dal Verona alla Roma, dove vinse uno scudetto, giocò
2 partite in Nazionale.
Renato OLMI
Centromediano di grandi doti, vinse due scudetti con lAmbrosiana Inter
e totalizzò 3 partite inNazionale.
Mario PERAZZOLO
Interno cresciuto nel Padova, giocò per Fiorentina, Genoa e Brescia e
totalizzò 8 partite in Nazionale.