Calcio Internazionale

Brasile a valanga, buona la prima per Maradona. Ok Olanda e Spagna

ROMA - Mercoledì di calcio in Europa e non solo con le grandi nazionali protagoniste assolute sui campi di tutto il mondo. Si passa dalla goleada del Brasile ai danni del Portogallo, alla prima vittoria di Diego Armando Maradona come Ct dell’Argentina, dalla spettacolare sfida di Berlino tra Germania e Inghilterra, al pareggio senza troppe emozioni dei campioni del mondo dell’Italia. Ma andiamo con ordine.

Bel debutto per El Pibe de Oro
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LA PRIMA DI DIEGO - Inizia col piede giusto la nuova avventura di Diego Armando Maradona. L’Argentina, infatti, arriva a Glasgow e si impone di misura grazie a una rete a inizio gara di Maxi Rodriguez. E’ l’ottavo minuto quando il centrocampista dell’Atletico Madrid finalizza un triangolo stretto sull’asse Tevez-Gutierrez. Meglio la Selecion a inizio partita, poi pian piano la Scozia ha preso le misure della squadra sudamericana rendendosi pericolosa soprattutto sulle palle alte. Buona la prima, dunque, ma c’è ancora molto da lavorare.

BRASILE A VALANGA - Nel giorno della sfida tra Kakà e Cristiano Ronaldo è il Brasile a farla da padrona. La nazionale verdeoro travolge il Portogallo per 6-2 e chiude un 2008 non proprio positivo con una prova molto più che convincente. Eppure il match non era iniziato nel migliore dei modi per gli uomini di Dunga andati sotto con una rete di Danny. La reazione al gol lusitano è pressoché travolgente: Luis Fabiano con una doppietta segna il sorpasso dei padroni di casa, poi Maicon prima del terzo gol e quindi della tripletta dell’attaccante del Siviglia dilagano per il Brasile. I portoghesi si rifanno sotto con Simao, ma per Elano ristabilisce le distanze prima del gol finale del neo entrato Adriano.

Mr.Fabio espugna Berlino
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COLPACCIO CAPELLO - Un’Inghilterra rimaneggiata (si fa per dire) espugna l’Olympiastadion al termina di una gara tiratissima ed entusiasmante contro una Germania mai doma (1-2). Capello, che deve fare a meno di Rooney, Lampard, Gerrard e Ferdinand, si affida ai gol di Upson (gol in mischia su azione da calcio d’angolo) e al sempre giovane Terry (colpo di testa in elevazione su Westermann). Proprio il capitano inglese era stato protagonista di una disattenzione difensiva (grave incertezza con collaborazione del portiere) in occasione del gol tedesco firmato da Helmes. Da segnalare anche un palo di Wright Phillips dalla lunga distanza.

DELUSIONE FRANCIA, OK SPAGNA UCRAINA E OLANDA - Gara priva di emozioni a Parigi dove la Francia di Domenech impatta sullo 0-0 contro un ottimo Uruguay bravo nel chiudere tutti gli spazi e a bloccare sul nascere ogni iniziativa transalpina. Ottima, invece, la prova dell’Olanda che affonda una Svezia orfana di Ibrahimovic (3-1). Negli Orange spiccano uno straordinario Van Persie, autore di una doppietta, e il solito Kuyt. Di Kallstrom il gol bandiera degli scandinavi. Vittoria facile per i campioni d’Europa della Spagna che si impongono con un secco 3-0 sul Cile grazie alle reti di Villa (rig), Fernando Torres e Cazorla e allungano così la loro striscia positiva a 28 partite. Vittoria di rigore per l’Ucraina che batte la Norvegia grazie a una rete dagli undici metri di Seleznev.
Una rete di Ziegler permette alla Svizzera di superare un’ostica Finlandia nell’unica gara europea valida per le qualificazioni.

LE RIVALI AZZURRE - Sguardo finale sulle rivali italiani del girone di qualificazione ai Mondiali del Sud Africa. Perde in casa l’Eire del Trap per 2-3 con la Polonia. Affonda a Belgrado la Bulgaria. La Serbia, infatti, si impone con un tennistico 6-1 sbagliando anche due rigori con Milosevic, autore comunque di una doppietta.

LE ALTRE PARTITE

AUSTRIA-TURCHIA 2-4
AZERBAIGIAN-ALBANIA 1-1
CIPRO-BIELORUSSIA 2-1
DANIMARCA-GALLES 0-1
EGITTO-BENIN 5-1
GHANA-TUNISIA 0-0
ISRAELE-COSTA D’AVORIO 2-2
LITUANIA-MOLDAVIA 1-1
LUSSEMBURGO-BELGIO 1-1
MALTA-ISLANDA 0-1
MONTENEGRO-MACEDONIA 2-1
OMAN-PARAGUAY 0-1
ROMANIA-GEORGIA 2-1
SLOVENIA-BOSNIA 3-4
SUD AFRICA-CAMERUN 3-2

Italia

Grecia-Italia 1-1: è record per Lippi

Record per Lippi
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ATENE- E’ Grecia-Italia, è un’amichevole, ma è soprattutto il 31esimo risultato positivo consecutivo di Marcello Lippi sulla panchina azzurra. Supera tutti, Pozzo compreso, un record.

RITMI BLANDI- Il primo tempo dice poco o nulla. Gli azzurri partono con un 4-2-3-1, con Toni unica punta e Rossi alle sue spalle. Poche emozioni, squadre che si studiano e che spingono poco. L’Italia ci prova con un bel tiro al volo di Gattuso, solita grinta da vendere, e con Rossi. La Grecia si sveglia solo al 25′ con un colpo di testa di Katsouranis, ma la palla scivola sul fondo. I padroni di casa reclamano anche per un presunto fallo di mano di Gattuso nell’area piccola e vanno in rete con Mantzios, ma in fuorigioco, il guardalinee è bravo ad alzare la bandierina.

ITALIA SCATENATA- La ripresa sembra estrapolata da un’altra gara. Gli azzurri entrano in campo con un’altra testa, complice forse anche il cambio di modulo e di uomini: si passa al 4-4-2 con Pepe al posto di Montolivo e la coppia Toni-Rossi in avanti. Cominciano le occasioni sprecate dai ragazzi di Lippi, prima con Toni, poi con Camoranesi e Gattuso. E come capita spesso, nel momento migliore di una squadra arriva la rete degli avversari: passaggio filtrante per Gekas che si invola verso la porta e batte De Sanctis. Siamo al 5′. L’Italia si sente punta sul vivo e ci mette solo 4′ per pareggiare: punizione di De Rossi perfetta per la testa di Toni, che così spezza un digiuno di oltre 700 minuti con la maglia della nazionale. Ancora Camoranesi poco dopo cerca il vantaggio, ma Tzorvas non si fa sorprendere. C’è il tempo per fare i cambi: dentro Maggio, Iaquinta e Gilardino al posto di Camoranesi, Rossi e Toni. Ma ormai la gara ha poco da dire.

SORVEGLIATO SPECIALE- Era la serata di Rossi, un test importante per lui. Lippi lo ha voluto, ha puntato sul suo talento. E ha fatto bene, perchè nonostante non abbia segnato, il ragazzo ha dimostrato per l’ennesima volta di valere, dando vita ad una prestazione di sostanza e di qualità. Anche lui nel futuro sarà un azzurro.

Lecce

Riportiamo i colori giallorossi allo stadio Via del Mare

da Leccechannel.it

LECCE- Fa discutere sulla decisione dell’osservatorio sulle manifestazioni sportive della Questura di Lecce di non far esporre allo stadio Via del Mare lo striscione “Il Salento è la nostra Terra DifendiamolA” votato dai telespettatori di Leccechannel. Provvedimento sensato o misura esageratamente repressiva? Leccechannel.it ha indetto un sondaggio in merito.

Calcio Internazionale, Italiani all'estero

Tornano Cudicini e Roma, in gol Rossi e Toni. Respira Zola

Toni ancora in gol
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ROMA – Torna come di consueto l’appuntamento con gli italiani all’estero. Weekend in parte positivo per i nostri connazionali impegnati nei campionati europei. Si rivedono in campo Cudicini e Roma, mentre vanno in rete i soliti Toni e Giuseppe Rossi. Torna dal primo minuto Donati, mentre Zola respira dopo le quattro sconfitte di fila.
Questo il quadro completo torneo per torneo.

INGHILTERRA – Torna a difendere la porta del Chelsea Carlo Cudicini che passa un pomeriggio tranquillo, come tutto il reparto difensivo dei Blues. Dopo quattro sconfitte consecutive, Gianfranco Zola rivedere uno spiraglio. Il suo West Ham, dove Di Michele rimane tutta la gara in panchina, pareggia 0-0 con il Portsmouth. Panchina anche per Dossena nel Liverpool che vince a Bolton.

GERMANIA – Ancora in rete Luca Toni, che sempre aver ritrovato la forma della scorsa stagione, nel 2-2 finale tra Bayern e Borussia. Panchina per Oddo. Stessa sorte per Zaccardo nel Wolfsburg che perde in casa dell’ Hoffenheim. Gara tutto sommato sufficiente per Barzagli che soffre, al pari dei compagni di reparto, la micidiale velocità del tridente dell’Hoffenheim (Obasi-Ibisevic-Ba).

7°gol per Rossi
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SPAGNA – Vince solo Enzo Maresca tra gli italiani impegnati nella Liga spagnola. Il suo Siviglia, infatti, si impone 2-0 sul campo del Getafe con una buona prova per l’ex juventino. Al Villareal non basta il settimo gol in stagione di Giuseppe Rossi. I gialli, infatti, non vanno oltre il 2-2 col Malaga. Sabato nero, invece, per Cannavaro e Moretti che perdono rispettivamente col Valladolid e lo Sporting Gijon. Prestazioni da dimenticare per i due.

FRANCIA – Nel Monaco si rivede tra i pali Flavio Roma. Il portiere si rende protagonista di grandi interventi ma nulla può sui due gol che segnano la sconfitta della squadra monegasca. Non convocato, invece, Legati. Panchina per Grosso nel big match della Ligue 1 tra il Lione e il Bordeaux.

SCOZIA - Finalmente titolare Massimo Donati nella vittoria del Celtic sul campo dell’Hamilton. Schiarato dal primo minuto anche Pascali che vince col suo Kilmarnock (2-0 sul Dundee United) e si avvicina al quarto posto.

SVIZZERA – Solita panchina per Guatelli nell’1-1 dello Zurigo a Basilea. Vittoria esterna, invece, il Bellinzona della colonia italiana. Scendono in campo il portiere Bucchi e i difensori Raso e La Rocca, mentre Miccolis entra nel finale di gara. In panchina, il secondo portiere Gritti. Assenti Conti, Belotti, Carbone e Ferrazza. Dilaga 6-1 il Lucerna di Ravasi che gioca per 70’.

ROMANIA – Due italiani al terzo posto. Il Cluj di Trombetta batte 2-0 l’Arges Pitesti e affianca a quota 26 punti l’Universitatea Craiova di Niccolò Napoli, che non va oltre lo 0-0 interno con il temutissimo Rapid Bucarest.

SLOVENIA - L’Interblock Lubiana di Alberto Bigon pareggia tra le mura amiche 1-1 con l’NK Publikum e fallisce l’avvicinamento al terzo posto.

BELGIO - Mirri assente per squalifica nello 0-0 del Mons con il Mechelen. Migliore non convocato.

OLANDA – Indisponibile per infortunio Pellè nell’1-1 dell’Az Alkmaar contro il Vitesse.

TURCHIA – Normale amministrazione per De Sanctis, fresco di convocazione in nazionale, nel Galatasaray che vince il derby per 2-0 contro l’Istanbul Buyuksehir.

RUSSIA – Sempre panchina per Pelizzoli nel Lokomotiv che vince 3-2 il derby con il Mosca FC.

Calcio giovanile, Italia

Kroos piega l’Under 21. Ma non è una brutta Italia

Il match winner Kroos
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OSNABRUCK- L’Under 21 di Casiraghi esce sconfitta dal test amichevole con la Germania ma lo fa a testa alta. Il preludio ad un possibile scontro negli Europei di giugno, infatti, è stato equilibrato, giocato senza timori reverenziali. Decide un gran gol di Kroos, il talento teutonico più puro. Italia rimandata ma non bocciata.

La cronaca- Gli azzurrini partono forte, non patiscono l’effetto trasferta. Balotelli viene atterrato in area: il fallo sembra esserci, l’arbitro fa proseguire. Poco dopo Lanzafame centra il palo in contropiede, ma è in posizione di fuorigioco. I tedeschi non stanno a guardare e rispondono con una punizione di Kroos deviata da Andreolli sulla traversa. Queste le emozioni più intense di una prima frazione di sostanziale studio. Nella ripresa Casiraghi inserisce De Silvestri, Candreva e Cerci per Motta, Criscito e Lanzafame. I due elementi più talentuosi, Balotelli e Giovinco, vanno solo a sprazzi, e così colpisce il fenomeno di casa Kroos. E’ il 3′ quando il trequartista classe ‘90 fulmina Sirigu con un bellissimo destro da fuori area. L’Italia non ci sta e cerca il pari. Balotelli sfiora il palo, Santacroce lo centra clamorosamente da due passi sciupando l’impossibile. Un brivido lo corre anche la nostra retroguardia su un passaggio di De Silvestri che colpisce l’ennesimo legno di serata, ma l’ultimo sussulto è di marca azzurra. Il tiro di Giovinco, però, non entra. Finisce 1-0 per la Germania, ma in fondo è solo un amichevole. Quando si farà sul serio, speriamo che il finale sia diverso.

Calcio Internazionale

Ventata di novità dal nord

Se i principali campionati europei sono in pieno svolgimento, all’estremo nord del continente i giochi sono invece fatti. E i verdetti, una volta tanto, sono stati a sorpresa. I tre campionati scandinavi e la Russia festeggiano infatti campioni atipici, tutti al loro primo trionfo.

Dopo la coppa il Kalmar vince anche il titolo

In Svezia il Kalmar era dato tra i favoriti. I rossi, rappresentanti di una piccola cittadina situata proprio di fronte all’isola Oland, venivano dal secondo posto del 2007 alle spalle del IFK Göteborg e dalla vittoria della Coppa di Svezia, la terza nella loro storia dopo i successi nel 1981 e 1987. Un bottino certamente non impressionante per una squadra fondata nel 1910 e da sempre lontana dal grande calcio, persino per i canoni svedesi, dove a farla da padrona sono sempre state le squadre di Stoccolma, il Malmö e il Göteborg. Invece questo è stato davvero l’anno buono, dopo un testa a testa con l’Esfsborg lungo tutta la stagione che ha premiato però la squadra di Nanne Bergstrand in panchina e un gruppo di giocatori certamente non eccelso in cui spiccano il difensore Lantz, il centrocampista Elm, nel giro della nazionale, i brasiliani Sacramento e Sobralense e il nigeriano Dauda.

Nella Tippeliga invece primo storico successo dello Stabaek, club di Baerun, sobborgo di Oslo. Club antico (fondato nel 1912) e anche più con un palmares alquanto scarno (soltanto una coppa vinta nel 1998) ma risultati recenti più che soddisfacenti, vedi il secondo posto dello scorso anno. Eppure tra i fiordi, nessuno la dava come una favorita: troppo il divario con le emergenti Valerenga a Brann. E invece le favorite hanno ampiamente deluso (per non parlare del Rosenborg, il cui ciclo è ormai al capolino) e i nerazzurri sono venuti fuori alla distanza tra un gruppo di outsider comprendente anche il Tromso e il Fredrikstadt. Decisive per il successo finale le reti del duo svedese Nannskog e Johan Andersson (rispettivamente 34 e 24 anni) che hanno occupato anche le prime due piazze della classifica cannonieri. Ma il merito principale del successo va ad un brasiliano formato mignon, di cui si parla già di naturalizzazione: Alanzinho, classe ‘83, cresciuto in quella fucina di talenti che è il Flamengo, prima di passare con esiti alterni all’America e al Gama. Ma è in Norvegia che il folletto è esploso. Alla faccia della saudade

Spostiamoci in Finlandia dove si è imposta un’altra squadra nerazzurra: l’Inter di Turku. Club fondato nel 1990 con chiare allusioni ai più famosi milanesi nella città che fu capitale della Finlandia fino al 1819, quando il governo si trasferì a Helsinki. Il miglior risultato finora risaliva al 2004 (quarto posto), mentre nella passata stagone era arrivato un anonimo nono posto. Difficile quindi ipotizzare anche lontanamente una vittoria in campionato. Anche perchè i Sinimustat (nerazzurri in finnico), a differenza dell’Inter italiana, non hanno un magnate come Moratti alla presidenza, ma Stefan Hakans, businessman molto attento a non sforare il bilancio. Pilastri della squadra campione allenata dall’olandese Dragtsma sono il difensore, olandese anch’egli, Hooiveld e il veterano Nuorela.

Festa grande per la sorpresa Rubin Kazan

Infine in Russia dove per il secondo anno consecutivo non si è imposta una squadra di Mosca. Il successo è infatti andato al Rubin Kazan, la squadra del Tatarstan, repubblica a maggioranza musulmana della sconfinata Federazione russa. Il club, fondato nel 1958, è arrivato nella massima divisione solo nel 2003, e grazie ai suoi munifici sponsor (si parla di un budget intorno ai 50 milioni di euro) tra cui il Presidente del Tatarstan, e ad un gruppo di giocatori esperti guidati dal nazionale Semak, da Savo Milosevic (ex Parma) e Stjepan Tomas (ex Como e Vicenza) ha dominato la stagione russa dall’inizio alla fine, con la ciliegina del 4-1 ai campioni uscenti dello Zenit. E proprio la squadra di San Pietroburgo, con i suoi successi in Europa, è l’esempio da seguire: ora l’obbiettivo è far bene in Champions League. L’appetito, si sa, vien mangiando…

Bundesliga

Bundesliga: inciampa il Bayern, bene le due di testa

La coppia Helmes-Kiessling stende lo Schalke
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BERLINO- La tredicesima giornata di Bundesliga rida un po’ di fiato alla coppia di testa, che nelle ultime settimane avevano visto il prepotente ritorno del Bayern verso la vetta. E dire che anche sabato, per i bavaresi sembrava tutto in discesa, addirittura l’aggancio alla vetta sembrava fatto. Invece le vittorie dell’Hoffenheim e del Bayer Leverkusen e la rimonta del Borussia Mönchengladbach dell’ex Ziege relegano i bavaresi di nuovo a -3 dalla vetta. Per il resto, vittoria del Werder, ennesima sconfitta esterna dell’Amburgo. Seconda sconfitta di fila invece per lo Schalke 04.

Torna l’Hoffenheim- Gli uomini di Rangnick soffrono ma riescono ad avere la meglio sul coriaceo Wolfsburg di Magath: per due volte in vantaggio con Ibisevic e Carlos Eduardo e due volte raggiunti da Grafite e Dzeko è Obasi a firmare il gol decisivo. Vince anche il Bayer Leverkusen 2-1 aprendo ufficialmente la crisi dello Schalke. Kiessling ed Helmes mettono la firma sulla vittoria della aspirine, inutile il gol di Kuranyi nel finale. Dicevamo del pareggio del Bayern a Mönchengladbach: Toni porta in vantaggio i suoi, Ribery replica su rigore ma a 10 minuti dalla fine succede il finimondo. Doppia dormita della difesa, Friend e Bradley ringraziano e portano a casa un preziosissimo punto in chiave salvezza.

Hertha ammazzagrandi

Hertha ammazzagrandi- L’Olympiastadion continua ad essere un muro invalicabile, dopo l’Hoffenheim cade anche l’Amburgo, alla terza sconfitta esterna di fila, e momentaneamente fuori dai giochi d’alta classifica. Ringrazia l’Hertha che riesce, con Cicero e Domovchisky, a ribaltare il vantaggio iniziale di Petric. Sale anche il Borussia Dortmund che rifila un sonoro 4-0 all’altalenante Eintracht. Sugli scudi Subotic, autore di una doppietta. Vince il Werder nel posticipo domenicale 3-1 contro il Colonia. Marcatori: Diego, Naldo e Almeida, Novakovic firma il gol della bandiera. Gli uomini di Schaaf raggiungono lo Schalke in classifica. Mal comune mezzo gaudio…

Brodino per il Cottbus- L’unica squadra della ex DDR vince 1-0 con un Karlsrhue sempre più agonizzante (ora è al terzultimo posto). Decisivo il gol di Jelic. 0-0 per l’altro fanalino di coda Arminia a Stoccarda (a proposito di grandi in difficoltà…). 1-1 che sa di brodino riscaldato infine nell’anticipo tra Hannover e Bochum.

Ligue 1

Ligue 1: il Lione fa fuori il Bordeaux

Kallstrom a segno contro il Bordeaux
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PARIGI- La quattordicesima giornata di Ligue 1 metteva di fronte le due principali candidate alla vittoria finale; i campioni di Francia del Lione e gli eterni sfidanti del Bordeaux. L’hanno spuntata i primi grazie a Benzema e Kallstrom che tra il 33′ e il 38′ infilano un uno-due micidiale. A poco serve il gol della bandiera di Cavenaghi all’81′. Il Lione ritenta la fuga, il Bordeaux, che era faticosamente riuscito a issarsi al terzo posto, ripiomba al sesto a -9. E ora la scalata è davvero in salita.

Marsiglia a picco- Se gli uomini di Puel se ne vanno, un pò di merito va al Lorient. I Merluzzi infatti centrano la seconda vittoria esterna consecutiva al Velodrome di Marsiglia. E pensare che gli uomini di Gerets si erano portati sul 2-0 (Ziani e Niang) al 60′. Non è bastato, nel giro di 11 minuti il Lorient ne fa 3 (Amalfitano, Abriel, Gameiro); il Marsiglia collassa, il Lione ringrazia. L’OM ora dovrebbe iniziare a guardarsi le spalle. Continuano a far faville infatti il Rennes, il Nizza e il Tolosa, che vincono e a braccetto si portano a -1 dal secondo posto. Impressionanti i bretoni, non tanto per il risultato di giornata (2-1 al Monaco), quanto perchè sono imbattuti dalla seconda di campionato. Sognare, si può… Identico risultato per il Nizza in casa con il Nantes, ma arrivato in rimonta e soltanto all’80′ con Mouloungui. Il Tolosa infine si sbarazza del Grenoble grazie ad una doppietta del solito Gignac.

Impresa del Lorient

Avanzano Lille e PSG- Bella vittoria in trasferta del Paris S.G. a Le Havre (3-1) che centra la seconda vittoria consecutiva ed è alle calcagna del Bordeaux. Hombre del partido ancora Hoarau, che segna una doppietta contro la sua ex squadra. A braccetto con i parigini il Lille che ha gioco facile in casa contro un Saint Etienne ormai in disarmo, nonostante l’arrivo di Perrin in panchina. Le reti di Hazard, Obraniak e Vittek sigillano l’ennesimo tracollo vert. Bene anche il Le Mans, vittorioso 1-0 contro il Valenciennes grazie ad un gol da calcio d’angolo di Coutadeur. Stesso risultato per l’Auxerre in casa contro il Sochaux. Lejeune è il marcatore. Chiudiamo con l’unico pari di giornata tra Nancy e Caen (1-1) in cui si segnala l’ennesimo gol di Savidan, che festeggia nel miglior modo possibile la convocazione in nazionale per l’amichevole contro l’Uruguay.

Brasileirao

Brasileirao 2008: lotta ristretta a due

6 gol in 3 partite per Borges
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BRASILIA- Sarà lotta a due. Questo ha decretato la 35° giornata del Brasileirao 2008. La corsa senza soste del San Paolo ha mietuto altre due vittime (Palmeiras e Cruzeiro); solo il Gremio tiene il passo e continua a lottare. Giusto così, in fondo. Il titolo finirà a chi ha dimostrato più continuità nel momento clou del torneo (i paulisti) o a chi ha comandato per un periodo più lungo (i gauchos).

Borges sugli scudi- La galoppata della formazione di Ramalho sta schiantando le reni alla concorrenza. La serie di 15 risultati utili è impressionante, imprevedibile a queste latitudini. Senza dimenticare che il San Paolo detiene pure il miglior attacco del torneo. Le 5 vittorie di fila portano la firma in calce di Borges: dopo un digiuno lungo più di due mesi, il bomber è rinato ed ha segnato sei volte nelle ultime tre uscite. La sua ultima vittima è il Figueirense, letteralmente schiacciato nella prima frazione di gioco. L’undici di Ramalho è poi calato, soffrendo dopo la rete di Cleiton Xavier, ma ha chiuso la contesa con Hugo nel momento di maggior difficoltà. Le grandi squadre vincono così. Il calendario non è tenero (Vasco e Fluminense, due squadre affamate di punti, prima di una prevedibile passeggiata di salute col Goias), ma di questo passo non ce ne sarà per nessuno.

San Tcheco- Resiste solo il Gremio. Qui l’eroe è Tcheco, l’uomo che, dopo aver risolto il drammatico scontro col Palmeiras, dà il la al successo sul Coritiba. La rete del centrocampista, la quarta stagionale, rasserena i gauchos che mettono in ghiaccio i tre punti nella ripresa. Il San Paolo è appena due lunghezze sopra, e sebbene il cammino della capolista paia inarrestabile, crederci è lecito. In tal senso il calendario dà una mano: Vitoria e Atletico Mineiro non hanno più nulla da chiedere al campionato, l’Ipatinga potrebbe essere già spacciato tra 90 minuti. Il monito, insomma, è raccogliere 9 punti e sperare. Chissà che il Tricolor non ritrovi proprio alla fine la vetta persa settimane fa.

Tripletta super per Ibson: il mediano sale a quota 10
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Salto doppio- Il crollo delle rivali è verticale. Il destino ha voluto che per entrambe la resa assumesse l’identica proporzione di un 2-5 imbarazzante. Il Palmeiras cede di botto al Maracanà con un Flamengo che, seppure solo per la matematica, rimane in corsa per il titolo (-5 a 270′ dal termine).  Più realisticamente il capolavoro messo in atto da Ibson (che tripletta! il ‘volante’ sale a quota 10, cifra ragguardevole per il ruolo, diventando capocannoniere dei rubronegros) e compagni potrebbe risultare decisivo per l’assegnazione di un posto nella prossima Libertadores. I rubronegros, infatti, balzano con questo successo al 3° posto. Ma a Rio de Janeiro staranno maledicendo i 4 punti buttati via con Portoguesa e Vitoria… Il Cruzeiro, invece, s’arrende alla ‘fame’ del Nautico. Il pokerissimo affonda i celestes fuori dal G4 e colloca la formazione di Recife fuori dalle sabbie mobili della zona retrocessione.

In fondo- A proposito di lotta salvezza. Un gol di Quiñonez dovrebbe aver tolto definitivamente d’imbarazzo il Santos. Le altre sono ancora tutte in ballo. L’Atletico Paranaense fa un bel balzo in avanti tenendosi dietro sei squadre grazie alla vittoria in rimonta sul Vitoria. Respira anche il Fluminense, anch’esso vittorioso in rimonta nello scontro diretto col Portoguesa, ora terz’ultimo. Si ricaccia nei guai, invece, il Vasco, travolto dall’Atletico Mineiro nell’anticipo. Il quint’ultimo posto detenuto dal Flu s’allontana a tre lunghezze. Infine, l’Ipatinga travolge lo Sport (3-0) e rimane in vita.

Serie B

Botta e risposta tra Empoli e Grosseto. Niente fuga

il 7° sigillo di Sansovini fissa il pari nello scontro al vertice
vivigrossetosport.it

EMPOLI- Fuga rimandata. Le capolista Empoli e Grosseto impattano nello scontro diretto -nonchè derby- valido per la 14° giornata di serie B e ritornano a braccetto in vetta. Il pari è lo specchio fedele di un incontro combattuto ed equilibrato, anche se più che far felici le contendenti, rallegra la nutritissima concorrenza: mezzo cadetteria è raccolta ora in 5 punti. L’equilibrio domina sovrano, ci sarà da divertirsi.

Botta e risposta- Il match conferma le indicazioni della vigilia: gli azzurri faticano da morire al Castellani, dove nelle ultime 2 gare hanno incassato altrettanti ko, i maremmani balbettano lontano da casa. Succede tutto nel primo quarto d’ora. L’Empoli si porta in vantaggio con Vannucchi, abile a chiudere un bel triangolo con Lodi. I padroni di casa sfiorano subito il raddoppio ma incassano al 16′ il pareggio. Sansovini sorprende la difesa in contropiede e fulmina Bassi con un bel sinistro per il settimo sigillo stagionale. Da lì in poi prevale l’equilibrio, le due formazioni provano ad offendere ma le rispettive difese hanno la meglio. Finisce 1-1, Empoli e Grosseto tornano in testa con una sola lunghezza di vantaggio sulle inseguitrici Sassuolo e Bari. E con il Livorno appena due gradini dietro, il dominio toscano nei quartieri alti è completo.

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Storia calcistica in pillole


Questo sport che appassiona milioni di persone ha un'origine antichissima. L'antenato di questa disciplina fu l'haspartum di origine romana, gioco in cui l'obiettivo delle due squadre era portare la palla oltre la linea di fondo avversaria. Il suo erede conobbe i natali nella Firenze comunale-rinascimentale- il celebre calcio fiorentino- mentre quello vero e proprio nacque in Inghilterra a metà del XIX secolo.
Nel 1848 vennero definite le regole di gioco presso l'Università di Cambridge, il passo successivo fu la creazione della prima federazione nazionale, ovviamente sempre in terra britannica. Nel 1888 partì così il campionato di football inglese, l'attuale Premier League. Nel frattempo la disciplina si trasformò da sport d'elitè a sport per tutti, diffondendosi in tutt'Europa. Al fine di coordinare al meglio le competizioni e federazioni, nacque nel 1904 la Fifa.
Le scuole rinomate, quelle che hanno fatto la storia di questo sport, sono state tante e differenziate. Agli albori, la scuola inglese era praticamente inarrivabile. Il primo mondiale, denominato coppa Rimet, venne però vinto dall'Uruguay. E negli anni neri del totalitarismo l'Italia fascista dello storico Pozzo vinse ben due mondiali consecutivi, impresa che riuscì a ben pochi altri.
Nel dopoguerra si affermò la scuola ungherese fondata sul blocco della Honved, l'esercito magiaro, che annoverava bomber Puskas, Bozsik e Kocsis. Questo dominio, però, non venne tradotto in un successo: il mondiale del '54, infatti, venne vinto dalla Germania proprio contro i magiari. Quattro anni dopo, venne alla ribalta il Brasile, nazione che sarebbe diventata poi simbolo stesso dello spettacolo nel calcio internazionale. Il futebol bailado dei vari Pelè, Garrincha, Vavà, Rivelino (solo per citarne alcuni) incantò la platea mondiale, strappando applausi ovunque. In Portogallo, invece, esplose la stella di Eusebio, bomber implacabile del Benfica.
Questo predominio venne spezzato dall'unico successo dell'Inghilterra della coppia Best-Charlton (1966), il “maledetto” e il “gentleman”. Una vittoria, per altro, molto contestata: tutti ricorderanno il gol fantasma in finale. Eh sì, perchè i cosiddetti 'veleni' inficiano questo sport da molto tempo...Pochi anni prima (1955) era nata anche la coppa Campioni per club, oggi ribattezzata Champions League, competizione a cui partecipavano le squadre vincitrici dei campionati nazionali di tutto il continente. Il Real di Di Stefano, unico giocatore della storia di grado di segnare in 5 finali continentali (vinte) diverse, spadroneggiò in lungo e in largo prima dei successi del Milan di Altafini (1°trionfo italiano), della grande Inter di Herrera e dei club inglesi. Il biennio ’68-‘70 rimarrà a lungo impresso nella mente dei tifosi italiani: su tutto il dualismo Riva-Rivera (primo pallone d’oro di casa nostra) che infiammò la critica, ma soprattutto l’unico alloro europeo e il mitico 4-3 inflitto ai tedeschi nella semifinale mondiale. Anche se in finale, contro i verdeoro, non ci fu storia…
Gli anni '70 inaugurano l'epoca del 'soccer' totale olandese, una vera e propria rivoluzione. Ma questo è anche il periodo della concretezza tedesca e dell'avvento dell'Argentina. A livello di club emergono l'Ajax, il Bayern Monaco e il Liverpool. I vari Cruijff, Neeskens, Muller, Beckenbauer furono i protagonisti assoluti di questo decennio di svolta. Si arriva così al magico '82, al mundialito di Paolo Rossi e Bearzot che ci ricollocò sulla vetta del mondo. Ma gli anni '80 sono soprattutto gli anni di Maradona, il talento più puro mai apparso sulla faccia della terra, e di Platini. Il numero 10 argentino, tra giocate d'autore ed altre più discusse (la mano di Dios) fece sognare e gioire una città (Napoli) e una nazione (Argentina) intera. Nella nostra serie A affiorano i primi casi di calcio scommesse- un male che sarà molto difficile da estirpare- le retrocessioni storiche a tavolino in serie B e il clamoroso (e probabilmente irripetibile) successo del Verona.
A cavallo con gli anni '90 emerse il Milan olandese di Berlusconi e Sacchi, che rivoluzionò il modo di fare e pensare 'football' conquistando l'Europa e il mondo. L'Italia vide poi nascere la stella di Roby Baggio, il divin codino che ci trascinò con le sue invenzioni alla maledetta finale -e alle lacrime- di Pasadena. La maledizione rigori ha colpito la nostra nazionale in tutte le manifestazioni importanti, privandoci della gioia più grande, fino al favoloso trionfo del 2006 targato Marcello Lippi. Il tecnico toscano, coadiuvato da un gruppo fantastico, ha fatto impazzire di felicità l’Italia intera. E negli occhi di tutti rimarrà la testata di Zidane al petto di Materazzi
Negli ultimi anni tutto è cambiato, il numero di partite è lievitato, ergo nessun club è riuscito più a imporre il suo dominio come in passato. Si sono succedute così sulla cima d’Europa le nostre Milan e Juve, ma anche grandissimi club stranieri come Real, Manchester, Liverpool, Barcellona, Porto, ecc...Tra i tanti talenti venuti alla ribalta, la stella indiscussa di inizio millennio è Ronaldo, centravanti inventore del doppio passo ma dalle ginocchia fragili. Ma il vero protagonista è il denaro: mai come in questo periodo si son visti trasferimenti faraonici in sede di calcio mercato come quello record di Zidane, passato dal Real alla Juve per un centinaio di miliardi...e il primato potrebbe cadere...
Il nostro campionato, invece, ha conosciuto l'ignominia dei crack finanziari di Parmalat e Cirio e lo scandalo di Calciopoli che ne ha minato le fondamenta stesse. Poi la rinascita (anche se i problemi sono all'ordine del giorno), gli ultimi 3 scudetti dell'Inter, società a cui mancava il successo dall'89 ed aveva vinto soltanto qualche coppa Uefa, e la recente vittoria europea della Spagna, scuola storicamente bella ma perdente….ma questa è già cronaca…
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