Calcio, Serie A

180′ e tutto ancora da scrivere

Ancora 180′, ed è tutto da scrivere. Questo campionato non finisce di stupire, e arrivati alla penultima giornata la matematica non ha ancora deciso nulla.

Zona retrocessione- 6 punti in palio per Livorno, Empoli, Parma, Catania e Reggina, con uno scontro diretto previsto per domani: Reggina-Empoli.

Champions e Coppa Uefa- Anche qui il discorso è aperto a sorprese. Se la Juventus è certa di accedere ai preliminari, Milan, Fiorentina, Udinese e Sampdoria sono racchiuse in soli 4 punti, con gli scontri diretti terminati, tranne quello tra i rossoneri e i friulani, previsto per l’ultima di campionato.

Scudetto- L’unica posta in palio che sembra non avere più storia, nonostante le sole 3 lunghezze, che diventano 4 per gli scontri diretti, è quella tra Inter e Roma. Sembrava una stagione conclusa a Gennaio, ed invece i nerazzurri hanno cambiato marcia, perdendo colpi lungo il cammino. Domani si ospita un Siena matematicamente certo della permanenza in serie A, e salvo “cataclismi”, sarà ancora una volta festa scudetto per i ragazzi di Mancini esattamente come un anno fa. La Roma ospita l’Atalanta, ma in casa giallorossa sanno che a questo punto solo l’Inter può regalare il titolo. Cadute come quella contro il Livorno ed il Siena sono state determinanti per la resa della Roma. Sembra tutto scritto, ma la certezza si avrà solo domani al fischio finale.

Calcio Internazionale

Lione, fine di un’epoca?

La penultima giornata del campionato francese, la Ligue 1, decreterà con ogni probabilità la vincitrice. La capolista Lione cerca il 7° scudetto consecutivo nel big match con il Nancy terzo in classifica. Il titolo arriverà soltanto se il Bordeaux non vincerà. Il compito degli uomini di Perrin, però, è tutt’altro che facile.

I campioni in carica, infatti, sono in caduta libera da diverse giornate. 6 punti nelle ultime 5 partite è la statistica che certifica la flessione del Lione. I rivali del Bordeaux ne hanno approfittato per avvicinarsi. Ora le lunghezze di distacco sono solamente due: i girondini sognano il clamoroso sorpasso. L’impegno odierno dell’inseguitrice, al contrario di quello della capolista, è morbido. Lecito, dunque, aspettarsi un favore dal Nancy. La formazione di Blanc ha compiuto una poderosa rimonta da -9 a -2, grazie anche alla ritrovata vena dell’argentino Cavenaghi, autore di 14 gol nel 2008.  Il Lione, in caso di tracollo, può chiudere un’epoca, mentre il Bordeaux ne può aprire una nuova. 90 minuti per decidere se il regno del Lione continuerà o meno.

Calcio mercato, Juventus

Nedved-Juve, fumata nera.

L’incontro tra l’a.d. Blanc e Mino Raiola, procuratore di Nedved, non ha sortito l’effetto sperato. Il rinnovo del centrocampista ceco, dunque, è in dubbio. Dopo la fumata nera di fine aprile, ieri pareva essere il giorno giusto, ma le cose sono andate diversamente da come speravano le due parti in causa. La Juventus ha offerto un rinnovo con ingaggio decurtato di quasi la metà (da 3,8 milioni annui a 2 milioni): Nedved sembrava orientato ad accettare, ma la tanto attesa fumata bianca non è arrivata. Motivo: tra domanda e offerta ci sono ancora più di 500mila euro di differenza. Certo è che il club di Via Galileo Ferraris spenderebbe molto di più se dovesse cercare un sostituto. I nomi più papabili sono Schweinsteiger del Bayern e Jankovic del Palermo. Il club bianconero, però, farà di tutto per garantirsi ancora per un anno le prestazioni del fuoriclasse ceco.

Calcio mercato, Roma

Doni rinnova fino al 2012.

La Roma inizia a pianificare la prossima stagione. Il primo tassello è il rinnovo di Doni fino al 2012. Il portiere carioca percepirà un ingaggio a salire: 3,8 milioni il primo anno, 3,9 in secondo, 4,1 il terzo e 4,3 il quarto. Doni ha scelto di legarsi al club che ha creduto in lui quando ancora era uno sconosciuto. Il rinnovo del numero uno è solo la prima mossa del club capitolino. Brighi dovrebbe prolungare a breve, più complicato il rinnovo di De Rossi, ma la sua permanenza non si discute: il centrocampista della Nazionale sarà il capitano e simbolo del dopo Totti. La Roma, inoltre, cerca di trattenere il gioiello Aquilani, richiestissimo da Inter, Juve e importanti club europei.

Calcio Internazionale

Scandalo “apito dourado”, Boavista in B.

Lo scandalo “apito dourado” (fischietti d’oro; vedi: “Portogallo: Porto campione ma sotto inchiesta“) ha mietuto le sue vittime. La vicenda di corruzione arbitrale relativa alla stagione 2003/’04 (stile Calciopoli) scatenatasi in Portogallo è costata carissimo al Boavista. Il club di Oporto è stato retrocesso in B. I neocampioni del Porto, invece, hanno subito una penalizzazione di 6 punti che non intacca il titolo vinto. I Dragoes, infatti, hanno trionfato con ben 20 punti di distacco sulle avversarie.

Albinoleffe, Lecce, Serie B

Albinoleffe, appuntamento con il sogno.

Nel 2003, in una domenica di caldo infernale, si giocava la finale di play-off di serie C all’Atleti Azzurri d’Italia. Un piccolo club di Bergamo, l’Albinoleffe, era all’appuntamento con la storia. Tutti pensavano che un momento così importante non sarebbe più capitato. La sfida con il Pisa fu epica, si estese ai supplementari e regalò agli orobici un’incredibile e inaspettata promozione. Oggi pomeriggio, a distanza di cinque anni, il sorprendente club bergamasco scende in campo per un altro appuntamento da cuori forti: stavolta, addirittura, c’è in palio mezza serie A. La favola continua.

Eh sì, perchè gli uomini di Gustinetti stanno disputando una stagione straordinaria, trascinando il club verso traguardi inimmaginabili. L’Albino, secondo in classifica, affronta il Lecce in una partita decisiva. I salentini inseguono a 3 lunghezze, in mezzo alle due compagini c’è solo il Bologna. In caso di vittoria locale, il Lecce si ritroverebbe a -6 a tre giornate dal termine. Ergo, sarebbe tagliato fuori dalla corsa ai primi due posti. La strada degli azzurri verso la promozione diretta, invece, sarebbe in discesa. Negli ultimi tre turni il calendario prevede scontri con squadre già appagate,  l’assalto del Bologna potrebbe essere respinto. L’appuntamento con il sogno è alle ore 16 all’Atleti Azzurri d’Italia.

Calcio, Calcio mercato, Milan

Milan: Dida va, torna Abbiati

Continua il mercato del Milan e questa volta tocca al reparto portieri, situazione delicata in casa rossonera da tempo.

Dida- Si parte da una certezza: il brasiliano lascerà Milano a fine stagione, e lo farà con una buonauscita non indifferente, due annate intere stipendiate. I troppi infortuni e gli ultimi tempi poco brillanti sono le vere motivazioni di questo “divorzio” voluto ormai da tempo soprattutto dalla tifoseria milanista, che non ne ha mai fatto mistero.

Ritorni- L’idea Frey continua a stuzzicare via Turati, soprattutto dopo l’interessamento di Prandelli a Gilardino. Uno scambio di favori potrebbe essere possibile. Ma la dirigenza rossonera fa sapere che senza dubbio ritornerà Abbiati. Il portiere dell’Atletico Madrid, in prestito, affiancherà Kalac, ormai titolare inamovibile. Probabile anche il ritorno di Coppola: l’Atalanta ha chiesto all’estremo difensore, di proprietà rossonera, di convertire il prestito in comproprietà. Si attendono sviluppi.

Calcio mercato, Inter

Hleb vicino all’Inter, continua l’esodo dall’Arsenal.

Wenger non sa più che pesci pigliare. Dopo l’addio ufficiale di Flamini, accasatosi al Milan (vedi “Milan, è il momento di Flamini“), il tecnico francese vorrebbe bloccare l’emorragia di giovani talenti. Ma la partenza del 24enne mediano sembra soltanto la prima della lista.

Un’altro Gunner con le valigie in mano è Hleb. Il bielorusso ha fatto capire a chiare lettere che vuole andarsene. La destinazione dovrebbe essere Milano, sponda Inter, che ha offerto al centrocampista un quadriennale da 20 milioni di euro. L’offerta del Barcellona è maggiore (25 milioni), ma la società nerazzurra pare in vantaggio. In bilico anche la posizione di Fabregas, corteggiatissimo dal Real, mentre Lehmann e Gilberto Silva lasceranno Londra senza ombra di dubbio.

Capitolo Adebayor. Il bomber togolese ha ribadito la sua fedeltà all’Arsenal, ma la sua permanenza non è affatto certa. Un sostanzioso adeguamento del contratto è il viatico per rimanere tra le fila dei Gunners. Le pretese, però, sono alte, e alla fine il togolese potrebbe migrare altrove. Si profila, dunque, un esodo.

Calcio Internazionale

Copa Libertadores, si inizia a far sul serio.

Entra nel vivo la Copa Libertadores, la massima competizione a livello di club del continente americano. La “Champions sudamericana” è giunta ai quarti di finale, dove otto squadre si contenderanno l’ambito trofeo. Il panorama rispetto un anno fa è nettamente cambiato. Le tre potenze storiche, ovvero Brasile, Argentina e Messico, si accaparrano la quasi totalità dei “seggi”, con 7 rappresentanti su 8. L’unica intrusa è la Liga di Quitò (Ecuador). Spariscono in blocco, quindi, le uruguagie, le colombiane, le cilene e le paraguaiane: un vero e proprio “massacro” di massa calcistico.

Le favorite sono Boca Juniors, Santos e San Paolo. Gli argentini campioni in carica hanno una potenziale offensivo incredibile, potendo contare sull’estro di Riquelme e i gol della terribile coppia Palermo-Palacio. Eliminato il Cruzeiro, affronteranno nei quarti l’Atlas, squadra storicamente rognosa (come tutte le messicane), ma l’impresa è fattibile. Il San Paolo si affida, invece, ad Adriano. L’interista è stato grande protagonista sinora, una sua rete ha sbloccato il difficile retour match con gli uruguaiani del Nacional, terminato 2-0 (in Uruguay finì 0-0). L’Imperatore ha una gran voglia di mettersi in mostra per tornare ad essere protagonista in nerazzurro e la Copa è la vetrina giusta. I paulisti giocheranno il derby col Fluminense. Solida anche l’altra formazione paulista, il Santos, anche se sulla sua strada c’è un ostacolo impervio. L’America, infatti, è reduce dall’impresa del Maracanà. Sconfitti 4-2 in casa, i messicani, trascinati dal cannoniere Cabanas, hanno inflitto uno storico 3-0 al Flamengo in uno dei templi mondiali del calcio. Infine, attenzione al San Lorenzo. Pure i rossoblù hanno firmato un’impresa, mandando a casa il titolato River Plate. D’Alessandro e Bergessio hanno spinto la propria squadra tra le 8 regine del Sudamerica e ringraziano il sorteggio apparentemente agevole.

PROGRAMMA QUARTI (andata 14-15/05; ritorno 21-22/05):

Boca Juniors (ARG)-Atlas (MEX)

San Paolo (BRA)- Fluminense (BRA)

San Lorenzo (ARG)- LDU Quito (ECU)

America (MEX)-Santos (BRA)

Serie C1

Salernitana e Sassuolo in B nel segno di Piccioni.

Due realtà diverse, ma egualmente vincenti. E con un denominatore comune curioso: l’uomo promozione si chiama Piccioni.

I match winner delle due sfide che hanno regalato ai due club la promozione in B, infatti, si chiamano entrambi Piccioni. Due realtà totalmente differenti, dicevamo. La Salernitana, avvezza ai campionati prestigiosi, riassapora la serie cadetta dopo 3 anni d’esilio, mentre il Sassuolo si avvicina alla prima storica partecipazione.

Il trionfo degli emiliani è stato ampiamente meritato. I neroverdi, seppur con qualche incidente di percorso, sono stati i più continui nell’arco della stagione. Sono stati abili, inoltre, nell’approfittare dei passi falsi altrui, come quelli della favorita Cremonese che ha raccolto soltanto 5 punti negli ultimi 5 turni di campionato, contro i 10 della neopromossa. L’altra rivale, il Cittadella, ha fatto poco meglio dei lombardi conquistando 6 punti. E così gli uomini di Allegri hanno potuto esultare. Il crocevia del campionato è stato il 25°turno. Al termine del primo tempo di Sassuolo-Cavese i campani sono avanti 1-0. Nell’intervallo scende la nebbia e la partita viene sospesa. Nel recupero, inspiegabilmente,  il match riparte dallo 0-0 (non come in A e B, quindi) e i neroverdi prevalgono 1-0. Tre punti d’oro nella corsa alla promozione. Gli uomini più importanti di questa impresa sono stati il difensore ex Bologna Tarozzi, il capitano Piccioni, l’esterno offensivo di grandissima qualità Erpen (dal suo piede sono nati quasi tutte le reti emiliane) e il bomber sammarinese Selva (l’attaccante più prolifico nella storia della sua nazionale). Allegri ha diretto sapientemente il gruppo verso un traguardo storico, dimenticando la delusione post play-off dell’anno scorso. I tifosi pregustano già il super derby col Modena…

Storia diversa quella dei granata. Dopo anni di purgatorio, Salerno chiedeva la B. Ma la stagione granata è stata difficile, tribolata. Nella prima parte dominano il torneo, salvo incepparsi e incassare una sonora sconfitta con il Taranto. Lo scivolone costa carissimo ad Agostinelli, che viene esonerato sebbene i granata siano in vetta con 4 punti di margine sulle inseguitrici. L’avvento di Brini pare non portare i frutti sperati, tant’è che i campani collezionano la miseria di un punto in 6 giornate. I granata vengono agguantati in vetta dall’Ancona, si arriva allo scontro diretto con 3 lunghezze di vantaggio. Dopo 45 minuti gli ospiti conducono 2-0, ma i dorici impattano nella ripresa. Il pareggio è preziosissimo, i campani vedono la B. Che diventa realtà alla penultima giornata contro il Pescara in un Arechi gremito (30.000 spettatori!!!). Il protagonista assoluto è l’intramontabile Di Napoli. Re Artù  con i suoi 21 sigilli (fondamentali quello al Lanciano) e ha sospinto la Brini band in serie cadetta. L’incubo è finito.

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Un po' di storia


Le cronache dei mondiali, i campioni di tutti i tempi, gli avvenimenti e gli incontri leggendari. Dagli albori ai nostri giorni tutta la storia del calcio in filmati originali e spesso inediti. Inoltre con i menù interattivi è possibile accedere immediatamente ai filmati monografici dei campionissimi e alle schede grafiche con gli albi d'oro del campionato italiano, di tutte le coppe internazioneali e tutti gli incontri di ciascun Mondiale di calcio.

Capitoli DAGLI INIZI AL 1933 Una breve storia dei primi campioni e gli incontri del secolo. Tutto faceva intuire che quello sarebbe diventato lo sport più diffuso al mondo. DAL 1934 AL 1949 Nel 1930 il calcio divenne così popolare che nacque l'idea di fare un torneo mondiale.
I problemi logistici, la mancanza di soldi, la sempre turbolenta situazione militare dei vari paesi non poterono nulla contro la spettacolarità di questo sport, e anche se con qualche defezione improvvisa, i mondiali divennero una consolidata e attesissima manifestazione. DAL 1950 AL 1965 Il dopoguerra portò una nuova era anche nel calcio. Il professionismo si affermò, i grandi team segnarono un'epoca, i mondiali ripresero a spostarsi per il continente. Brasile, Italia, Germania diventarono le squadre da battere e Pelè, Garrinchia, Di Stefano gli extraterresti che accompagnarono le loro squadre verso la vittoria. DAL 1965 IN POI I mondiali d'Inghilterra con gli arbitri discutibili e la figuraccia dell'Italia. Il mondiale del 1970 e le sue notti al cardiopalma, la nascita come grande potenza calcistica dell'Argentina, la vittoria del 1982 e.. il resto è storia dei nostri giorni.

Le regole principali


Introduzione
Il gioco del Calcio si svolge su un campo erboso di forma rettangolare lungo da 90 a 110 metri e largo da 75 a 90. Al centro dei lati minori del rettangolo sono sistemate le due porte. Una partita di Calcio è divisa in due tempi della durata di 45 minuti ciascuno con un intervallo non superiore a 15 minuti. Scopo di ciascuna delle due squadre, composte da 11 giocatori, è tirare il pallone, di forma e peso regolamentari, nella porta avversaria, realizzando gol (o rete).Vince la squadra che alla fine della partita ha totalizzato il maggior numero di gol. Pur essendo molto semplice nei suoi principi, il gioco del Calcio si fonda su un sistema di regole e situazioni precise: la punizione, il calcio di rigore, la rimessa laterale, il calcio d’angolo, la rimessa dal fondo, i falli, ammonizioni ed espulsioni e il fuorigioco.

Fallo
Un giocatore che commette un’azione scorretta (fallo) contro un giocatore della squadra avversaria, provoca l’intervento dell’arbitro che assegna un calcio di punizione contro la sua squadra. Il gioco si ferma e il pallone viene posizionato nel punto in cui è stato commesso il fallo. I giocatori avversari non potranno avvicinarsi al pallone sino a quando non sarà stato battuto.

Rigore
Se il fallo viene commesso nell’area di rigore, nell’estremo tentativo di bloccare un attaccante, la punizione si trasforma in un rigore. Il calcio di rigore è una sfida a due tra il portiere e il giocatore incaricato di batterlo. Il pallone viene posto sul dischetto di fronte alla porta alla distanza di 11 metri e, al fischio dell’arbitro, viene battuto. Nessun giocatore potrà avvicinarsi al pallone o entrare nell’area di rigore sino a quando non sarà stato battuto.

Ammonizione
Un giocatore deve essere ammonito durante lo svolgimento della partita se : trasgredisce ripetutamente le regole del gioco; si rende colpevole di una condotta scorretta; pronuncia frasi ingiuriose o volgari; ostruisce volontariamente la prosecuzione del gioco; se inveisce o protesta energicamente o ripetutamente verso l’arbitro.

Espulsione
Un calciatore deve essere espulso dal terreno di gioco se a giudizio dell’arbitro : si rende colpevole di condotta gravemente scorretta si rende colpevole di condotta violenta è passibile di una seconda ammonizione. Se a giudizio dell’arbitro, un calciatore si dirige verso la porta avversaria con l’evidente opportunità di segnare una rete e ne viene intenzionalmente impedito con mezzi illeciti, cioè con un fallo punibile con un calcio di punizione diretto (o di rigore) , il calciatore colpevole deve essere espulso per condotta gravemente scorretta Se a giudizio dell’arbitro un calciatore, ostruisce il tiro toccando intenzionalmente il pallone con una mano, deve essere espulso per condotta gravemente scorretta. Un calciatore espulso viene squalificato.

Fuorigioco
La regola del fuorigioco prevede che tra un attaccante e la linea di porta ci debbano essere almeno due giocatori in difesa perchè l’azione di gioco possa continuare. In caso contrario l’arbitro ferma il gioco e decreta una punizione a favore della squadra che difende.

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