Calcio

SERIE A, DOMANI AL VIA LA 21° GIORNATA

Domani, sabato 23 gennaio 2010, parte la ventunesima giornata del campionato di Serie A, la seconda del girone di ritorno. Al Massimino alle ore 18 saranno di scena Catania e Parma, mentre lo stadio Olimpico di Torino (ore 20:45) vedrà impegnate Juventus e Roma. I rossoblù siciliani, galvanizzati dall’arrivo di Maxi Lopez, cercano punti per proseguire nella striscia positiva (con Mihajlovic 7 punti in 4 partite), mentre i parmensi vorranno ritrovare lo smalto perduto nell’ultimo mese, con un solo punto conquistato in quattro partite.
Nella sfida serale, invece, la Juventus deve invertire la pessima rotta che la sta portando nel baratro, e Ferrara pare intenzionato a farlo schierando Alessandro Del Piero dal primo minuto. L’anno scorso fu proprio Pinturicchio ad aprire le marcature con una magistrale punizione. Dal canto suo la Roma arriva a Torino con ben altro stato d’animo, la squadra giallorossa sembra aver cambiato pelle e ora si ritrova proprio sopra i bianconeri. E poi c’è un famoso ex caricatissimo dagli ultimi risultati della squadra, quel Ranieri cacciato via un pò troppo frettolosamente a due giornate dal termine del campionato scorso; c’è da scommettere che farà di tutto per prendersi la sua meritata rivincita.
Quanto alle sfide della domenica, questo il programma:
Bologna-Bari : I padroni di casa si presentano alla sfida dopo il 2a2 interno nel recupero con l’Atalanta, ma soprattutto dopo l’esaltante vittoria di domenica scorsa in casa della Fiorentina; c’è tutto per provare a rimpinguare la classifica con la ricerca dei tre punti. Gli uomini di Ventura ormai non sono più una sorpresa, l’Europa è lì ad un passo e unico obiettivo dichiarato è la vittoria. Largo in avanti al duo Barreto-Meggiorini, mentre Colomba conferma il baby Gimenez.;
Genoa-Atalanta : Di fronte due squadre in leggera ripresa dopo molti risultati altalenanti : da un lato il Genoa, sempre micidiale in casa nonostante il pareggio interno con il Bari (1a1) di mercoledì, dall’altro un Atalanta a caccia di punti-salvezza che con Mutti non ha ancora perso (una vittoria e un pareggio).
; Inter-Milan (posticipo) : Le due compagini milanesi si giocheranno un derby dal sapore antico, finalmente importante per entrambe in chiave scudetto. L’Inter è sempre lassù, a più sei dai cugini, e non è intenzionata a fare sconti, ma l’ultimo Milan che abbiamo ammmirato ha tutte le carte in regola per battere i nerazzurri, e poi deve vendicare lo 0a4 dell’andata. Insomma, un match tutto da guardare.
Lazio-Chievo : Gli uomini di Ballardini devono ancora convincere del tutto di essere usciti dalla crisi, servono i tre punti per iniziare a scalare la classifica in maniera efficace. Peccato che di fronte ci sia il Chievo, squadra vera forte della vittoria sulla Juve e di un gioco degno di una grande, soprattutto in trasferta. Partita alquanto incerta.
Livorno-Napoli : Dopo la pesante sconfitta di Cagliari, i livornesi cercano riscatto ma dovranno fare a meno del faro Candreva, appena passato alla Juventus. Il Napoli invece non perde da tredici turni, per Mazzarri questa è un’altra prova di maturità, almeno quanto quella di Bergamo; in Lombardia fu vittoria, stavolta la squadra di Cosmi sembra più ostica della derelitta Atalanta di due settimane fa.
Palermo-Fiorentina : E’ senz’altro il secondo big match della giornata, con due squadre in piena corsa Champions. Il Palermo da quando c’è Delio Rossi è schizzato su in classifica e per non fermarsi punta tutto su Pastore e Miccoli, la Fiorentina deve riscattare lo smacco interno con il Bologna e presenta la miglior formazione possibile, con l’ormai ritrovato Mutu. Anche questa partita da tripla.
Siena-Cagliari : Gli undici di Malesani sono in una situazione quasi disperata, ma tutto sommato hanno il conforto di un bel gioco e di un grande Maccarone. L’obbligo è quello di vincere. Gli ospiti invece volano in alta quota, si presentano al Franchi dopo il roboante 3a0 rifilato al Livorno e cercheranno una vittoria che li proietterebbe ancora più in alto, in zona vertigini. L’unico neo è rappresentato dal secondo forfait consecutivo di Daniele Conti.
Udinese-Sampdoria : I bianconeri dovranno confermare i flebili segnali di ripresa avvistati a Parma, De Biasi vuole vincere a tutti i costi per iniziare a dare una svolta al brutto campionato sin qui svolto dai friulani, e anche alla sua carriera sulla panchina dei bianconeri. Stesso discorso per la Samp, da tre mesi a questa parte ormai irriconoscibile, che non vede punti in trasferta addirittura da ottobre. Partita apertissima e, si prevede, ricca di tensione per l’importanza dei punti in palio.

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SERIE A, DOMANI AL VIA LA 21° GIORNATA

Domani, sabato 23 gennaio 2010, parte la ventunesima giornata del campionato di Serie A, la seconda del girone di ritorno. Al Massimino alle ore 18 saranno di scena Catania e Parma, mentre lo stadio Olimpico di Torino (ore 20:45) vedrà impegnate Juventus e Roma. I rossoblù siciliani, galvanizzati dall’arrivo di Maxi Lopez, cercano punti per proseguire nella striscia positiva (con Mihajlovic 7 punti in 4 partite), mentre i parmensi vorranno ritrovare lo smalto perduto nell’ultimo mese, con un solo punto conquistato in quattro partite.
Nella sfida serale, invece, la Juventus deve invertire la pessima rotta che la sta portando nel baratro, e Ferrara pare intenzionato a farlo schierando Alessandro Del Piero dal primo minuto. L’anno scorso fu proprio Pinturicchio ad aprire le marcature con una magistrale punizione. Dal canto suo la Roma arriva a Torino con ben altro stato d’animo, la squadra giallorossa sembra aver cambiato pelle e ora si ritrova proprio sopra i bianconeri. E poi c’è un famoso ex caricatissimo dagli ultimi risultati della squadra, quel Ranieri cacciato via un pò troppo frettolosamente a due giornate dal termine del campionato scorso; c’è da scommettere che farà di tutto per prendersi la sua meritata rivincita.
Quanto alle sfide della domenica, questo il programma:
Bologna-Bari : I padroni di casa si presentano alla sfida dopo il 2a2 interno nel recupero con l’Atalanta, ma soprattutto dopo l’esaltante vittoria di domenica scorsa in casa della Fiorentina; c’è tutto per provare a rimpinguare la classifica con la ricerca dei tre punti. Gli uomini di Ventura ormai non sono più una sorpresa, l’Europa è lì ad un passo e unico obiettivo dichiarato è la vittoria. Largo in avanti al duo Barreto-Meggiorini, mentre Colomba conferma il baby Gimenez.;
Genoa-Atalanta : Di fronte due squadre in leggera ripresa dopo molti risultati altalenanti : da un lato il Genoa, sempre micidiale in casa nonostante il pareggio interno con il Bari (1a1) di mercoledì, dall’altro un Atalanta a caccia di punti-salvezza che con Mutti non ha ancora perso (una vittoria e un pareggio).
; Inter-Milan (posticipo) : Le due compagini milanesi si giocheranno un derby dal sapore antico, finalmente importante per entrambe in chiave scudetto. L’Inter è sempre lassù, a più sei dai cugini, e non è intenzionata a fare sconti, ma l’ultimo Milan che abbiamo ammmirato ha tutte le carte in regola per battere i nerazzurri, e poi deve vendicare lo 0a4 dell’andata. Insomma, un match tutto da guardare.
Lazio-Chievo : Gli uomini di Ballardini devono ancora convincere del tutto di essere usciti dalla crisi, servono i tre punti per iniziare a scalare la classifica in maniera efficace. Peccato che di fronte ci sia il Chievo, squadra vera forte della vittoria sulla Juve e di un gioco degno di una grande, soprattutto in trasferta. Partita alquanto incerta.
Livorno-Napoli : Dopo la pesante sconfitta di Cagliari, i livornesi cercano riscatto ma dovranno fare a meno del faro Candreva, appena passato alla Juventus. Il Napoli invece non perde da tredici turni, per Mazzarri questa è un’altra prova di maturità, almeno quanto quella di Bergamo; in Lombardia fu vittoria, stavolta la squadra di Cosmi sembra più ostica della derelitta Atalanta di due settimane fa.
Palermo-Fiorentina : E’ senz’altro il secondo big match della giornata, con due squadre in piena corsa Champions. Il Palermo da quando c’è Delio Rossi è schizzato su in classifica e per non fermarsi punta tutto su Pastore e Miccoli, la Fiorentina deve riscattare lo smacco interno con il Bologna e presenta la miglior formazione possibile, con l’ormai ritrovato Mutu. Anche questa partita da tripla.
Siena-Cagliari : Gli undici di Malesani sono in una situazione quasi disperata, ma tutto sommato hanno il conforto di un bel gioco e di un grande Maccarone. L’obbligo è quello di vincere. Gli ospiti invece volano in alta quota, si presentano al Franchi dopo il roboante 3a0 rifilato al Livorno e cercheranno una vittoria che li proietterebbe ancora più in alto, in zona vertigini. L’unico neo è rappresentato dal secondo forfait consecutivo di Daniele Conti.
Udinese-Sampdoria : I bianconeri dovranno confermare i flebili segnali di ripresa avvistati a Parma, De Biasi vuole vincere a tutti i costi per iniziare a dare una svolta al brutto campionato sin qui svolto dai friulani, e anche alla sua carriera sulla panchina dei bianconeri. Stesso discorso per la Samp, da tre mesi a questa parte ormai irriconoscibile, che non vede punti in trasferta addirittura da ottobre. Partita apertissima e, si prevede, ricca di tensione per l’importanza dei punti in palio.

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SERIE A, DOMANI AL VIA LA 21° GIORNATA

Domani, sabato 23 gennaio 2010, parte la ventunesima giornata del campionato di Serie A, la seconda del girone di ritorno. Al Massimino alle ore 18 saranno di scena Catania e Parma, mentre lo stadio Olimpico di Torino (ore 20:45) vedrà impegnate Juventus e Roma. I rossoblù siciliani, galvanizzati dall’arrivo di Maxi Lopez, cercano punti per proseguire nella striscia positiva (con Mihajlovic 7 punti in 4 partite), mentre i parmensi vorranno ritrovare lo smalto perduto nell’ultimo mese, con un solo punto conquistato in quattro partite.
Nella sfida serale, invece, la Juventus deve invertire la pessima rotta che la sta portando nel baratro, e Ferrara pare intenzionato a farlo schierando Alessandro Del Piero dal primo minuto. L’anno scorso fu proprio Pinturicchio ad aprire le marcature con una magistrale punizione. Dal canto suo la Roma arriva a Torino con ben altro stato d’animo, la squadra giallorossa sembra aver cambiato pelle e ora si ritrova proprio sopra i bianconeri. E poi c’è un famoso ex caricatissimo dagli ultimi risultati della squadra, quel Ranieri cacciato via un pò troppo frettolosamente a due giornate dal termine del campionato scorso; c’è da scommettere che farà di tutto per prendersi la sua meritata rivincita.
Quanto alle sfide della domenica, questo il programma:
Bologna-Bari : I padroni di casa si presentano alla sfida dopo il 2a2 interno nel recupero con l’Atalanta, ma soprattutto dopo l’esaltante vittoria di domenica scorsa in casa della Fiorentina; c’è tutto per provare a rimpinguare la classifica con la ricerca dei tre punti. Gli uomini di Ventura ormai non sono più una sorpresa, l’Europa è lì ad un passo e unico obiettivo dichiarato è la vittoria. Largo in avanti al duo Barreto-Meggiorini, mentre Colomba conferma il baby Gimenez.;
Genoa-Atalanta : Di fronte due squadre in leggera ripresa dopo molti risultati altalenanti : da un lato il Genoa, sempre micidiale in casa nonostante il pareggio interno con il Bari (1a1) di mercoledì, dall’altro un Atalanta a caccia di punti-salvezza che con Mutti non ha ancora perso (una vittoria e un pareggio).
; Inter-Milan (posticipo) : Le due compagini milanesi si giocheranno un derby dal sapore antico, finalmente importante per entrambe in chiave scudetto. L’Inter è sempre lassù, a più sei dai cugini, e non è intenzionata a fare sconti, ma l’ultimo Milan che abbiamo ammmirato ha tutte le carte in regola per battere i nerazzurri, e poi deve vendicare lo 0a4 dell’andata. Insomma, un match tutto da guardare.
Lazio-Chievo : Gli uomini di Ballardini devono ancora convincere del tutto di essere usciti dalla crisi, servono i tre punti per iniziare a scalare la classifica in maniera efficace. Peccato che di fronte ci sia il Chievo, squadra vera forte della vittoria sulla Juve e di un gioco degno di una grande, soprattutto in trasferta. Partita alquanto incerta.
Livorno-Napoli : Dopo la pesante sconfitta di Cagliari, i livornesi cercano riscatto ma dovranno fare a meno del faro Candreva, appena passato alla Juventus. Il Napoli invece non perde da tredici turni, per Mazzarri questa è un’altra prova di maturità, almeno quanto quella di Bergamo; in Lombardia fu vittoria, stavolta la squadra di Cosmi sembra più ostica della derelitta Atalanta di due settimane fa.
Palermo-Fiorentina : E’ senz’altro il secondo big match della giornata, con due squadre in piena corsa Champions. Il Palermo da quando c’è Delio Rossi è schizzato su in classifica e per non fermarsi punta tutto su Pastore e Miccoli, la Fiorentina deve riscattare lo smacco interno con il Bologna e presenta la miglior formazione possibile, con l’ormai ritrovato Mutu. Anche questa partita da tripla.
Siena-Cagliari : Gli undici di Malesani sono in una situazione quasi disperata, ma tutto sommato hanno il conforto di un bel gioco e di un grande Maccarone. L’obbligo è quello di vincere. Gli ospiti invece volano in alta quota, si presentano al Franchi dopo il roboante 3a0 rifilato al Livorno e cercheranno una vittoria che li proietterebbe ancora più in alto, in zona vertigini. L’unico neo è rappresentato dal secondo forfait consecutivo di Daniele Conti.
Udinese-Sampdoria : I bianconeri dovranno confermare i flebili segnali di ripresa avvistati a Parma, De Biasi vuole vincere a tutti i costi per iniziare a dare una svolta al brutto campionato sin qui svolto dai friulani, e anche alla sua carriera sulla panchina dei bianconeri. Stesso discorso per la Samp, da tre mesi a questa parte ormai irriconoscibile, che non vede punti in trasferta addirittura da ottobre. Partita apertissima e, si prevede, ricca di tensione per l’importanza dei punti in palio.

Calcio

Sale la febbre da Cagliari-Juve

Domenica 29 novembre,alle ore 15, il Cagliari riceve la Juventus seconda in classifica per la quattordicesima giornata del campionato di serie A. Si tratta forse della partita più attesa dai tifosi rossoblù, che in meno di due giorni si sono assicurati tutti i tagliandi disponibili per la partita. Il vecchio S. Elia sarà dunque gremito in ogni ordine di posti, per quello che a buon diritto può essere considerato un big match, vista la posizione in classifica dei sardi (ottavo posto con 19 punti, a soli 8 dalla Juventus). Il Cagliari di Allegri si presenta alla sfida in gran forma, forte di un gioco spumeggiante che raccoglie applausi in tutt’ Italia; basti pensare all’incredibile sconfitta di domenica scorsa in casa del Milan, per la quale i rossoblù hanno senz’altro da recriminare. La vittoria contro la Signora manca dal campionato 1998-99, quando un gol di Daniele Berretta stese una Juve allo sbando. La scorsa stagione furono invece i bianconeri a imporsi 1a0 con rete di Amauri. La settimana di allenamenti dei rossoblù si è svolta senza intoppi, anzi l’infermeria è ormai praticamente vuota: il solo Marzoratti continua a lavorare a parte, mentre Matri e Pisano hanno completamente recuperato. Se per il centravanti è prevista la solita staffetta con Nenè (5 reti a testa finora), per il terzino selargino dovrebbe essere finalmente l’ora dell’impiego dal primo minuto. Per il resto la formazione non presenterà sorprese, visto anche il rientro di Cossu dopo un turno di squalifica. L’attesa di società e tifosi è davvero spasmodica, c’è la possibilità di battere una Signora non brillantissima e il tecnico Allegri vuole giocarsi tutte le sue carte per ottenere un altro risultato storico. Dal canto suo la Juventus arriva in Sardegna dopo la bruciante sconfitta in Champions in casa del Bordeaux (0a2) che rimanda il discorso qualificazione all’ultimo turno del girone.
I bianconeri vorranno dunque rifarsi con i tre punti, per non perdere la scia dell’ Inter e soprattutto per ritrovare un pò di convinzione. Ferrara, viste le numerose defezioni in avanti (Amauri, Iaquinta, Trezeguet) è tentato dal proporre in avanti la coppia-fantasia Diego- Del piero, mentre in difesa e a centrocampo pare intenzionato a non cambiare nulla rispetto alle ultime uscite. Il tecnico juventino non vuole sentir parlare di stanchezza, una vittoria a Cagliari sarebbe fondamentale a sette giorni dalla supersfida con la capolista Inter, ma di fronte troverà un Cagliari assetato di punti e bel gioco che certamente venderà cara la pelle.

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Sale la febbre da Cagliari-Juve

Domenica 29 novembre,alle ore 15, il Cagliari riceve la Juventus seconda in classifica per la quattordicesima giornata del campionato di serie A. Si tratta forse della partita più attesa dai tifosi rossoblù, che in meno di due giorni si sono assicurati tutti i tagliandi disponibili per la partita. Il vecchio S. Elia sarà dunque gremito in ogni ordine di posti, per quello che a buon diritto può essere considerato un big match, vista la posizione in classifica dei sardi (ottavo posto con 19 punti, a soli 8 dalla Juventus). Il Cagliari di Allegri si presenta alla sfida in gran forma, forte di un gioco spumeggiante che raccoglie applausi in tutt’ Italia; basti pensare all’incredibile sconfitta di domenica scorsa in casa del Milan, per la quale i rossoblù hanno senz’altro da recriminare. La vittoria contro la Signora manca dal campionato 1998-99, quando un gol di Daniele Berretta stese una Juve allo sbando. La scorsa stagione furono invece i bianconeri a imporsi 1a0 con rete di Amauri. La settimana di allenamenti dei rossoblù si è svolta senza intoppi, anzi l’infermeria è ormai praticamente vuota: il solo Marzoratti continua a lavorare a parte, mentre Matri e Pisano hanno completamente recuperato. Se per il centravanti è prevista la solita staffetta con Nenè (5 reti a testa finora), per il terzino selargino dovrebbe essere finalmente l’ora dell’impiego dal primo minuto. Per il resto la formazione non presenterà sorprese, visto anche il rientro di Cossu dopo un turno di squalifica. L’attesa di società e tifosi è davvero spasmodica, c’è la possibilità di battere una Signora non brillantissima e il tecnico Allegri vuole giocarsi tutte le sue carte per ottenere un altro risultato storico. Dal canto suo la Juventus arriva in Sardegna dopo la bruciante sconfitta in Champions in casa del Bordeaux (0a2) che rimanda il discorso qualificazione all’ultimo turno del girone.
I bianconeri vorranno dunque rifarsi con i tre punti, per non perdere la scia dell’ Inter e soprattutto per ritrovare un pò di convinzione. Ferrara, viste le numerose defezioni in avanti (Amauri, Iaquinta, Trezeguet) è tentato dal proporre in avanti la coppia-fantasia Diego- Del piero, mentre in difesa e a centrocampo pare intenzionato a non cambiare nulla rispetto alle ultime uscite. Il tecnico juventino non vuole sentir parlare di stanchezza, una vittoria a Cagliari sarebbe fondamentale a sette giorni dalla supersfida con la capolista Inter, ma di fronte troverà un Cagliari assetato di punti e bel gioco che certamente venderà cara la pelle.

Calcio, Inter, Juventus, Serie A

Serie A: verso la undicesima di campionato

La decima di campionato ci ha regalato spettacolo e tanti goal. Protagoniste assolute le due favorite per lo scudetto: Juventus e Inter.
I bianconeri hanno spazzato via la Samp (5-1) infrangfendo i sogni di primato dei blucerchiati, regalando al tecnico e ai tifosi una prova di alta fattura.
L’Inter, nel posticipo serale di ieri sera contro il Palermo, è stata protagonista di un thriller calcistico: chiude la prima fase di gioco in vantaggio per 4-0 per poi svanire ad inizio ripresa subendo 3 goal nei primi venti minuti.
Ci vuole la spinta di un Maicon devastante, con la complicità del rientrante Milito, a mettere definitamente k.o. i rosanero: l’argentino sigla il 5-3 definitivo per i nerazzuri.

Ora, cosa aspettarsi da questo week-end calcistico?

Sicuramente una Juve agguerrita, volenterosa di continuare a inseguire l’Inter da vicino. Contro il Napoli, i ragazzi di Ferrara dovranno confermare l’ottima prestazione di mercoledì cercando di acciuffare la quarta vittoria consecutiva. Non sarà cosa facile, considerando i buoni progressi fatti dai partenopei nelle ultime due gare.

La capolista Inter se la giocherà in quel di Livorno, piazza sicuramente ostica di questi tempi. Cosmi ha portato nuovo vigore all’ambiente e i ragazzi, guidati dal faro ispiratore  Candreva, daranno sicuramente del filo da torcere ai milanesi.

Juve e Inter dunque. Saranno loro le uniche due squadre a contendersi il tricolore? Anche se i punti restano 4, tra nerazzurri  e bianconeri, il turno infrasettimanale sembra comunque aver portato chiarezza in un campionato dalle gerarchie ancora da definire. Ecco allora il copione che ci si aspettava: Juve e Inter a duellare fino al 5 dicembre, giorno dello scontro diretto. Nel frattempo, godiamoci i goal e lo spettacolo del campionato più bello (e pazzo) del mondo!juve1

Calcio, Juventus, Serie A

Juve: è calcio “champagne”

E’ una Juve stellare quella che ieri sera, nel turno infrasettimanale, ha annichilito l’ottima Samp d’inizio stagione.
Al triplice fischio, il tabellone dell’Olimpico indica un altisonante 5-1 per i bianconeri.

Ciò che emerso dalla gara è una Vecchia Signora ritrovata, dalla grande personalità e capace di esprimere, finalmente, un bel calcio.
Nel riproporre il 4-2-3-1 schierato in Champions la scorsa settimana, Ferrara non può far altro che ammirare la prova dei suoi: Diego, Giovinco e Camoranesi (schierati sulla linea della trequarti) illuminano il gioco; Amauri segna due reti e sembra essersi definitivamente sbloccato. Melo e Sissoko sono una diga impenetrabile mentre la premiata ditta Cannavaro-Chiellini ha annullato i temutissimi Cassano e Pazzini.
Singoli a parte, a dover rendere felice il popolo bianconero dev’essere la prova corale espressa da questa Juve: una Juve che non ha mai permesso ai doriani di giocare. Una Juve che si è mostrata sempre veloce nella manovra, precisa nei passaggi e nelle ripartenze. Una Juve ordinata dietro e spietata in zona goal.
Ma al di là del modulo, come Amauri ha ben evidenziato nelle interviste post-gara, è la mentalita che conta: “Serve la voglia giusta in campo, bisogna essere pronti a sacrificarsi. Ripeto, ora dobbiamo trovare la continuità, abbiamo fatto tre vittorie di fila e dobbiamo andare avanti così”.

Nel prossimo turno, i bianconeri se la vedranno con il Napoli (sabato 31 ore 18;00).
Ci sarà da aspettarsi la squadra lenta e impacciata di Siena o quella brillante e dirompente di ieri?
Questo non è ancora dato a sapersi, ma al momento sembra che Ferrara abbia lanciato un messaggio chiaro a Mourinho & Co.: “L’anti-Inter siamo noi!”
juve

Calcio, Calcio Internazionale, Champions League, Juventus, Serie A

Punto della situazione in casa Juve

imagescadcihkf4A due giorni dalla partita col Siena è tempo di qualche bilancio in casa Juve.
Mercoledì i bianconeri hanno ottenuto i primi 3 punti Champions e protagonista della serata, oltre al nubifragio abbattutosi su Torino, è stato il 4-2-3-1 impiegato da Ferrara.

Il nuovo modulo ha sicuramente espresso i suoi lati positivi, puntualmente sottolineati dal tecnico: con i due mediani davanti alla difesa si è alzato il baricentro della manovra, fattore che ha permesso ai trequartisti di ricevere palla più avanti e proporre una Juve più offensiva di quella vista nelle uscite precedenti.
Buone infatti le prove di Diego e Giovinco in fase d’ attacco, nonché quelle di Melo e del ritrovato Sissoko in copertura.
Inoltre, un ottimo aspetto del 4-2-3-1 è che all’occorrenza può diventare un 4-4-2 nascosto, con Giovinco o Iaquinta (pensando al ritorno di Del Piero) che possono giocare da seconde punte e con un Diego a scalare nella posizione di fantasista dietro il tandem offensivo, in modo da non dare riferimenti alle difese avversarie.

Due le note dolenti. In primis la pochezza degli esterni difensivi: con un modulo del genere serve sia spinta che copertura sulle fasce, ma Grosso è ancora sotto i suoi standard mentre a destra Zebina non è affidabile né fisicamente (si è infortunato di nuovo) né tecnicamente. Se si aggiunge che Grygera ha ormai ampiamente dimostrato i suoi limiti e Caceres è un punto interrogativo che lascia più di una perplessità, c’è da preoccuparsi. La dirigenza sta infatti pensando al mercato di gennaio per rinforzare il settore difensivo di destra e ad emergere sono stati, ad oggi, i nomi di Zuniga (scambio con Molinaro), Rufinha e Behrami.

L’altro aspetto negativo è la scarsa gestione del gioco emersa in certe fasi del match. Contro il Maccabi, sopra 1-0 e con un uomo in più, i bianconeri son risultati a tratti frenetici, incapaci di proteggere e mettere in cassa forte il risultato, dando più di una volta la possibilità all’Haifa di ripartire e andare in goal. A sventare le occasioni degli israeliani ci è voluto infatti un super Buffon, cimentatosi in almeno tre parate decisive. Per una squadra che punta ai vertici sia in Italia che in Europa, è d’obbligo un ottimo possesso palla (stile Barcellona) e su questo Ferarra dovrà lavorare sicuramente.

Un’ ultima questione da prendere in analisi e che non fa certo onore alla Juve sono stati i commenti troppo agguerriti dei tifosi contro Ferrara, emersi in questi giorni sul web.
Se è vero che in questo inizio di stagione il c.t. juventino ha più di una volta peccato d’inesperienza in qualche scelta, è anche vero che ha sempre ammesso i suoi errori con dignità, cercando di rimediare coraggiosamente.
C’è da considerare, inoltre, che l’attuale tecnico bianconero è approdato alla guida di una Juve in pieno stato di rivoluzione tattica e far giocare bene una squadra con molto giocatori nuovi e, soprattutto, con un modulo mai adottato prima, non è certo facile.
E’ quindi giusto aspettare e dare al buon Ciro tutta la fiducia di cui merita.

Calcio Internazionale

L’Italia va ai mondiali, tra qualche polemica

m_lippi_0409051Si sono concluse le qualificazioni ai mondiali in Sudafrica della prossima estate, se si escludono gli ultimi spareggi. L’Italia si è qualificata brillantemente con sette vittorie e tre pareggi in totale, anche se le ultime due partite hanno lasciato dei dubbi, quantomeno sulla serenità emotiva del nostro Ct.

Se in Irlanda la squadra aveva giocato discretamente , sventando allo scadere una sconfitta che sarebbe stata veramente troppo pesante, con Cipro è subentrate la leggerezza e la poca concentrazione tipiche di una partita che non conta nulla. Qualcuno ha giocato bene qualcun’altro meno, ciò che conta è il raggiungimento del risultato. Lo sa Lippi e lo sappiamo noi tifosi, abituati a vedere delle qualificazioni storicamente  poco brillanti, in cui la nazionale non riesce ad esprimersi con intensità. Tant’è, è un difetto congenito cui ormai ci siamo rassegnati tutti.

Ciò che lascia perplessi in fondo sono le dichiarazioni dello stesso Lippi alla fine della partita con Cipro. Indignato dai fischi del pubblico di Parma se ne è lamentato in modo plateale ed esagerato. Il fatto è che abbiamo rischiato di perdere fino all’ultimo ma alla fine abbiamo vinto, in rimonta, esprimendo una buona intensità nel finale, con qualcuno dei fidati vecchietti che non ci stava proprio a lasciare i tre punti ai ciprioti. Le dichiarazioni di Lippi ricordano quelle di un tifoso, che si lamenta dei suoi compagni di tribuna perché, invece di incitare, fischiano. Posizione sacrosanta, nella bocca di un tifoso, poco edificante in quella di un Ct, che in fondo è il responsabile, idea socialmente accettata, delle brutte prestazioni della sua squadra. Non dico, ci mancherebbe, che debba giustificare una prestazione in parte poco birillante, ma nemmeno accendersi così per qualche fischio. Nemmeno pensare che l’abbia fatto per difendere i suoi giocatori sembra essere plausibile, dato il proposito qualche anno fa quando propose, cito a memoria, di appendere i suoi giocatori al muro e di prenderli a calci nel culo.

Lippi non accetta i fischi, non accetta nemmeno l’incitamento nel finale, quando la gente si è entusiasmata per la rimonta azzurra. Non ammette di essere criticato nemmeno dal pubblico pagante, che si sa, non è un soggetto molto affabile, come del resto è evidente che se un decimo degli spalti fischia, risalta molto se chi non fischia sta in silenzio.

Lippi sta perdendo la misura, nel senso che sta perdendo la capacità di confrontarsi dialetticamente con i suoi critici, incapace di affrontare serenamente il fatto che sono sempre di più. Fatica a rapportarsi con la stampa, fuggendo sempre più spesso di fronte alle domande scomode, su Cassano principalmente. Ricorda un po’ il Mourinho-style, incline al dialogo solo se è un monologo, e ricorda anche altri personaggi di italica fattura che è meglio non coinvolgere nel discorso.

Andrebbe riacquisita un po’ di serenità e, perché no, un po’ di umiltà. L’umiltà di raccontare ai giornalisti, che dei santi non sono di certo, il perché di certe scelte; l’umiltà di capire che il pubblico se non si diverte, e perde due a zero in casa con Cipro, fischia; l’umiltà di spiegare perché spera nella naturalizzazione di Amauri, che fino a ieri non segnava da mesi, o nel ritorno di Totti, fisicamente inadatto a disputare un mondiale.

Intanto rimane a casa una nazionale illustre come la Svezia di Ibrahimovic. Francia e Portogallo vanno agli spareggi europei. Si salva invece l’Argentina di Maradona, qualificata con l’ultimo posto utile, condannando l’Uruguay agli spareggi.

Squadre qualificate:

Danimarca, Svizzera, Slovacchia, Germania, Spagna, Inghilterra, Serbia, Italia, Olanda

Ghana, Costa d’Avorio

Brasile, Cile, Paraguay, Argentina

Australia, Corea del Sud, Giappone, Corea del Nord

USA, Messico, Honduras

Spareggi:

Francia, Portogallo, Russia Grecia teste di serie europee

Ucraina, Islanda, Bosnia, Slovenia non teste di serie europee

Bahrain-Nuova  Zelanda; Costa Rica-Uruguay

Calcio, Champions League, Coppa Uefa, Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Roma

Coppe europee: italiane in chiaroscuro

fiore

Il risultato della tre giorni europea di questa settimana rivela un calcio italiano sempre più in difficoltà nel confronto con le altre realtà europee.

Se si considera la Champions League, saltano all’occhio da subito gli stentati pareggi di Juventus e Inter, le due migliori squadre italiane,  seppur non in un periodo brillantissimo. Se però il punto strappato dalla Juventus all’Allianz Arena di Monaco è molto importante, in quanto i tedeschi sono senza dubbio i diretti avversari per il primo posto del girone,  quello dell’Inter in Russia contro il Rubin Kazan, è un po’ più preoccupante.

In settimana Mourinho si è lamentato per l’atteggiamento dei giornalisti riguardo i passi falsi della sua squadra, giudicati sempre troppo duramente a differenza di quelli della rivali. Certamente il tecnico portoghese non ha tutti i torti, l’Inter è sempre sulla cresta dell’onda ed ogni non-vittoria fa scalpore. Vedere però i nerazzurri subire per novanta minuti contro una squadra all’esordio in Champions non fa certamente dormire sogni tranquilli ai tifosi interisti e al movimento calcistico italiano in generale.

Il nodo fondamentale infatti di questa e della prossima annata europea consiste nel ranking UEFA che assegna ad ogni nazione il numero di squadre ammesse alle competizioni . Se le italiane non faranno bene in questo biennio è  molto probabile che dovranno rinunciare ad una squadra in Champions, passando da quattro a tre partecipanti.

La disarmante sconfitta del Milan in casa con gli svizzeri dello Zurigo è un’altro brutto segnale in questo senso. Paradossalmente a salvare la faccia dell’Italia ci ha pensato al più giovane delle quattro rappresentanti, impegnata nella partita più difficile. La Fiorentina di Prandelli ha disputato infatti un incontro perfetto contro il Liverpool, sconfiggendolo due a zero senza appello. I viola sono stati in grado di mettere sotto i Reds primo tempo e di resistere con ordine al loro ritorno nella ripresa. Dopo la sconfitta di Lione, la qualificazione ora non è più un miraggio.

Gruppo A

Bayern Monaco(4)-Juventus (2) 0-0; Bordeaux(4)-Maccabi Haifa(0) 1-0

Gruppo C

Milan(3)-Zurigo(3) 0-1; Real Madrid(6)-Olympique Marsiglia(0) 3-0

Gruppo E

Debrecen(0)-Lione(6) 0-4; Fiorentina(3)-Liverpool(3) 2-0

Gruppo F

Rubin Kazan(1)-Inter(2) 1-1; Barcellona(4)-Dinamo Kiev(3) 2-0

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Vanno un po’ meglio le italiane in Europa League, ma le avversarie sono di ben altra caratura. La Roma si risolleva dalla sconfitta di Basilea e batte due a zero il Cska Sofia, mentre la Lazio surclassa quattro a zero in trasferta il Levski, completando il trionfo nel derby incrociato Roma/Sofia.

Cade invece a Valencia il Genoa, alla quarta partita senza vittorie, dopo aver chiuso in vantaggio il primo tempo per uno a zero. Tutte e tre le squadre sono ora a tre punti in due partite, pienamente in corsa per il passaggio del turno, ma tutte con difficoltà più o meno gravi. Da anni le prestazioni delle italiane nella vecchia Coppa Uefa, ora Europa League, non sono all’altezza, soprattutto in confronto agli anni novanta, quando otto edizioni su undici furono conquistate dalle nostre formazioni, e spesso con derby tricolori in finale. L’ultima squadra italiana a vincerla fu il Parma nel 1999, le ultime ad arrivare in semifinale la Fiorentina nel 2008 lo stesso Parma nel 2005.

Gruppo B

Slavia Praga(0)-Lille(4) 1-5; Valencia(4)-Genoa(3) 3-2

Gruppo E

Fulham(4)-Basilea(3) 1-0; Roma(3)-CSKA Sofia(1) 2-0

gruppo G

Levski Sofia(0)-Lazio(3) 0-4; Rb Salzburg(6)-Villareal(3) 2-0

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Storia del calcio in pillole.. by Solo calcio

Le origini del calcio- Il calcio: questo sport che appassiona milioni di persone ha un'origine antichissima. L'antenato del calcio fu l'haspartum di origine romana, gioco in cui l'obiettivo delle due squadre era portare la palla oltre la linea di fondo avversaria. Il suo erede conobbe i natali nella Firenze comunale-rinascimentale- il celebre calcio fiorentino- mentre quello vero e proprio nacque in Inghilterra a metà del XIX secolo.
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Nel 1848 vennero definite le regole di gioco presso l'Università di Cambridge, il passo successivo fu la creazione della prima federazione nazionale di calcio, ovviamente sempre in terra britannica. Nel 1888 partì così il campionato di calcio inglese, l'attuale Premier League. Nel frattempo la disciplina si trasformò da sport d'elitè a sport per tutti, diffondendosi in tutt'Europa. Al fine di coordinare al meglio le competizioni e federazioni, nacque nel 1904 la Fifa, tuttora l'organo più importante nel mondo del calcio.
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I primi mondiali di calcio- Le scuole di calcio rinomate, quelle che hanno fatto la storia stessa del calcio, sono state tante e differenziate. Agli albori, la scuola inglese era praticamente inarrivabile. Il primo mondiale di calcio, denominato coppa Rimet, venne però vinto dall'Uruguay. E negli anni neri del totalitarismo l'Italia fascista dello storico Pozzo vinse ben due mondiali di calcio consecutivi, impresa che riuscì a ben pochi altri. Il calcio, infatti, è da sempre sport combattuto ed equilibrato.
Nel dopoguerra si affermò la scuola di calcio ungherese fondata sul blocco della Honved, l'esercito magiaro, che annoverava bomber Puskas, Bozsik e Kocsis. Questo dominio, però, non venne tradotto in un successo: il mondiale di calcio del '54, infatti, venne vinto dalla Germania proprio contro i magiari. Quattro anni dopo, venne alla ribalta il Brasile, nazione che sarebbe diventata poi simbolo stesso dello spettacolo nel calcio internazionale. Il calcio bailado dei vari Pelè, Garrincha, Vavà, Rivelino (solo per citarne alcuni) incantò la platea mondiale, strappando applausi ovunque. In Portogallo, invece, esplose la stella di Eusebio, bomber implacabile del Benfica.
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L'avvento delle competizioni di calcio europeo- Questo predominio venne spezzato dall'unico successo dell'Inghilterra della coppia Best-Charlton (1966), il “maledetto” e il “gentleman”. Una vittoria, per altro, molto contestata: tutti ricorderanno il gol fantasma in finale. Eh sì, perchè i cosiddetti 'veleni' inficiano il calcio da molto tempo...Pochi anni prima (1955) era nata anche la coppa Campioni per club, oggi ribattezzata Champions League, competizione a cui partecipavano le squadre vincitrici dei campionati nazionali di tutto il continente. Il Real di Di Stefano, unico giocatore nella storia del calcio in grado di segnare in 5 finali continentali (vinte) diverse, spadroneggiò in lungo e in largo prima dei successi del Milan di Altafini (1°trionfo del calcio italiano), della grande Inter di Herrera e dei club inglesi. Il biennio ’68-‘70 rimarrà a lungo impresso nella mente dei tifosi italiani: su tutto il dualismo Riva-Rivera (primo pallone d’oro di casa nostra) che infiammò la critica, ma soprattutto l’unico alloro europeo e il mitico 4-3 inflitto ai tedeschi nella semifinale mondiale di calcio. Anche se in finale, contro i verdeoro, non ci fu storia… calcio
Le scuole calcio- Gli anni '70 inaugurano l'epoca del calcio totale olandese, una vera e propria rivoluzione. Ma questo è anche il periodo della concretezza tedesca e dell'avvento dell'Argentina. A livello di club emergono l'Ajax, il Bayern Monaco e il Liverpool. I vari Cruijff, Neeskens, Muller, Beckenbauer furono i protagonisti assoluti di questo decennio di svolta per il calcio. Si arriva così al magico '82, al mundialito di Paolo Rossi e Bearzot che ci ricollocò sulla vetta del mondo. Ma gli anni '80 sono soprattutto gli anni di Maradona, il talento più puro mai apparso sulla faccia della terra, e di Platini. Il numero 10 argentino, tra giocate d'autore ed altre più discusse (la mano di Dios) fece sognare e gioire una città (Napoli) e una nazione (Argentina) intera. Nella nostra serie A affiorano i primi casi di calcio scommesse- un male che sarà molto difficile da estirpare dal calcio- le retrocessioni storiche a tavolino in serie B e il clamoroso (e probabilmente irripetibile) successo del Verona.
Il calcio moderno- A cavallo con gli anni '90 emerse il Milan olandese di Berlusconi e Sacchi, che rivoluzionò il modo di fare e pensare calcio conquistando l'Europa e il mondo. L'Italia vide poi nascere la stella di Roby Baggio, il divin codino che ci trascinò con le sue invenzioni alla maledetta finale -e alle lacrime- di Pasadena. La maledizione rigori ha colpito la nostra nazionale in tutte le manifestazioni di calcio importanti, privandoci della gioia più grande, fino al favoloso trionfo del 2006 targato Marcello Lippi. Il tecnico toscano, coadiuvato da un gruppo fantastico, ha fatto impazzire di felicità l’Italia intera. E negli occhi di tutti rimarrà la testata di Zidane al petto di Materazzi
Negli ultimi anni il calcio è cambiato, il numero di partite è lievitato, ergo nessun club è riuscito più a imporre il suo dominio come in passato. Si sono succedute così sulla cima d’Europa le nostre Milan e Juve, ma anche grandissimi club stranieri come Real, Manchester, Liverpool, Barcellona, Porto, ecc...Tra i tanti talenti venuti alla ribalta, la stella indiscussa di inizio millennio è Ronaldo, centravanti inventore del doppio passo ma dalle ginocchia fragili. Ma il vero protagonista del calcio diventa il denaro: mai come in questo periodo si son visti trasferimenti faraonici in sede di calcio mercato come quello record di Zidane, passato dal Real alla Juve per un centinaio di miliardi...e il primato potrebbe cadere...
Il nostro campionato di calcio, invece, ha conosciuto l'ignominia dei crack finanziari di Parmalat e Cirio e lo scandalo di Calciopoli che ne ha minato le fondamenta stesse. Poi la rinascita (anche se i problemi sono all'ordine del giorno), gli ultimi 3 scudetti dell'Inter, società a cui mancava il successo dall'89 ed aveva vinto soltanto qualche coppa Uefa, e la recente vittoria europea della Spagna, scuola calcio storicamente bella ma perdente….ma questa è già cronaca…sempre e comunque storie di calcio.
Solo calcio parla dunque di calcio, calcio e ancora calcio. Spaziamo dal calcio italiano al calcio internazionale, sveliamo i retroscena sul calcio mercato e individuiamo i talenti del calcio giovanile. Il calcio estero è il nostro punto di forza, dato che seguiamo campionati quali Liga, Premier, Apertura, Bundesliga, ecc... Insomma, se siete appassionati di calcio, non dovete far altro che seguire Solo calcio.

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