Archivio per la categoria 'Napoli'

Atalanta, Calcio, Genoa, Napoli, Sampdoria, Serie A

Serie A 2009/2010 - terza giornata

Lanterna

Non c’è dubbio che la notizia della settimana sia la Genova calcistica in testa alla classifica di serie A. Genoa e Sampdoria inanellano la terza vittoria su tre incontri e in coabitazione con la Juventus guardano tutte le altre dall’alto. Si tratta probabilmente di una situazione provvisoria, di certo tappa importante della rivalutazione delle due squadre, iniziata ormai qualche anno fa. Non ha molto senso andare a commentare la classifica delle altre, in quanto i distacchi sono esigui e le giornate giocate troppo poche. Per ora i tifosi genovesi se la godono e hanno tutte le ragioni per farlo.

Genoa-Napoli 4-1

Il Genoa vince e convince contro un Napoli ancora una volta poco attento a cogliere le occasioni. Da subito la partita è bella e ricca di occasioni. Nemmeno l’espulsione di Criscito (apparsa esagerata visti i numerosi vaff… scanditi un po’ dappertutto sui campi. Un po’ di uniformità di giudizio sarebbe necessaria) rallenta i ritmi.  Il Napoli sfrutta la  superiorità e passa per primo con un bel gol di Hamšik servito magistralmente da Quagliarella nello stretto. I rossoblù non si scompongono e prima del riposo pareggiano con un rigore concesso per un fallo (dubbio) di Campagnaro su Sculli. L’ex sampdoriano nell’occasione viene espulso e l’esordiente  Floccari pareggia mandando in delirio Marassi.

La ripresa è un monologo dei ragazzi di Gasperini, troppo affamati per concedere al Napoli qualunque possibilità. Al cinquantacinquesimo Amelia pesca sulla sinistra Mesto che stoppa, rientra verso il centro e segna con un siluro dalla distanza. Gli azzurri a questo punto si sbilanciano alla ricerca del pareggio, costruendo un paio di buone occasioni, ma è ancora il Genoa a colpire in contropiede, prima con Crespo, servito da Palacio al settantacinquesimo, e poi con un altro rigore, questa volta messo a segno da Kharja allo scadere.

I rossoblù continuano con il ritmo casalingo della scorsa stagione, e cominciano a sognare. Il Napoli invece conferma i suoi limiti in trasferta con due sconfitte su due partite giocate e sette gol subiti.

Atalanta-Sampdoria 0-1

Continua anche la marcia della Samp di Del Neri, solida, bella  e fortunata.

Solida perché in grado di costruire comunque qualche buona occasione in un primo tempo controllato dall”Atalanta, che sfiora il gol con Padoin e Ceravolo,  e perché capace di giocare bene anche in dieci dopo l’espulsione di Tissone a inizio ripresa.

Bella per il bel gioco, che si trasforma in oro al diciottesimo della ripresa, quando Cassano semina mezza difesa orobica e serve a Mannini, secondo gol consecutivo per l’esterno ex Napoli, la palla d’oro per l ‘uno a zero.  Bella anche nella forma degli interventi di Castellazzi, vera saracinesca nel secondo tempo.

Fortunata perché in grado di sopravvivere indenne all’arrembante reazione dell’Atalanta che prima spreca con Doni, e poi colpisce due pali clamorosi con Valdes e Tiribocchi a tempo scaduto. La fortuna aiuta gli audaci, si dice. Per ora la Sampdoria incarna perfettamente il detto e vince. L’Atalanta invece avrebbe bisogno di un buon risultato per scacciare i fantasmi dell’ultimo, immeritatissimo, posto in classifica. Per ora il debito con la fortuna della Dea cresce.

Risultati

Livorno-MIlano 0-0; Lazio-Juventus 0-2; Atalanta-Sampdoria 0-1; Palermo-Bari 1-1; Siena-Roma 1-2; Fiorentina-Cagliari 1-0; Inter-Parma 2-0; Bologna-Chievo 0-2; Udinese-Catania 4-2; Genoa-Napoli 4-1

Classifica

Genoa, Juventus, Sampdoria 9; Fiorentina, Inter 7; Lazio 6; Milan, Palermo, Parma, Udinese 4; Bari, Chievo, Napoli, Roma, Siena 3; Bologna, Livorno 2; Cagliari 1; Atalanta, Catania 0

Calcio, Calcio Catania, Genoa, Napoli, Palermo, Roma, Sampdoria, Serie A

Serie A 2009/2010 - prima giornata

Ricomincia il campionato, le gambe sono ancora molli e le grandi favorite faticano. Juventus e Milan conquistano i primi tre punti non senza qualche apprensione mentre l’Inter continua a non vincere, pur giocando un buon calcio. Interessanti e spettacolari le vittorie di Genoa, Palermo e Sampdoria, candidate alla “zona Europa League”, e forse a qualcosa di più.

Genoa-Roma 3-2

I rossoblù di Gasperini sembrano non essere andati mai in vacanza. Cambiati gli interpreti, la musica è rimasta la stessa: spettacolo e tanta grinta per un 3-2 che ricorda una delle vittorie più spettacolari del grifone nello scorso campionato, sempre in rimonta, contro la Juventus di Ranieri. Allora decisivo fu Thiago Motta con una doppietta, ora invece lo sono stati il lavoro collettivo e la sagacia del mister ex Crotone che, dopo un primo tempo bloccato, azzecca all’intervallo i cambi perfetti.

È infatti il nuovo entrato Criscito, in forma nazionale, a siglare il gol del vantaggio dopo quattro minuti con un potente destro da appena dentro l’area. Nonostante la buona vena di Palacio e Crespo che confermano le buone cose viste nel precampionato, la Roma riesce a ribaltare il risultato fra il decimo e il ventesimo grazie all’opportunismo di Taddei e Totti. Il primo ribadisce in rete una corta respinta di Amelia mentre il capitano giallorosso devia una conclusione da fuori di Guberti spiazzando il portiere rossoblù.
Ma il Genoa è arrembante ed è uno dei più promettenti nuovi arrivati a siglare il pareggio. Lo spagnolo Zapater, descritto da Preziosi come la futura rivelazione del campionato, disegna una punizione di quelle che fanno innamorare i tifosi. Potenza e precisione per un battesimo eccezionale a Marassi. A otto dalla fine Biava in mischia dopo uno schema su calcio piazzato completa l’impresa rossoblù.

Il Genoa vince meritatamente e riesce a confermarsi una realtà importante del campionato. La prova decisiva saranno gli impegni ravvicinati, quando l’Europa League entrerà nel vivo. A quel punto sarà più chiaro dove potrà arrivare la banda di Gasperini.
La Roma può rammaricarsi per le occasioni sprecate da un Totti stranamente impreciso sotto porta, e per qualche decisione arbitrale dubbia, fra cui il fallo da ultimo uomo di Biava su Menez, sanzionato da Morganti con un semplice cartellino giallo. Poche attenuanti comunque per una squadra disattenta e per un allenatore che pare aver perso un po’ di entusiasmo.

Palermo-Napoli 2-1

Zenga punta allo scudetto e i primi tre punti sono conquistati. La tattica dialettica del neo allenatore rosanero, unita a quella sul campo, si rivela vincente contro un Napoli poco fortunato.

Il primo tempo infatti è tutto degli azzurri. Tre pali, due di Maggio e uno di Campagnaro, un gol annullato ad Hamšik per fuorigioco. Come spesso accade però, alla prima occasione il Palermo passa. Lo stesso Maggio, poco prima dell’intervallo, sceglie di proteggere un pallone all’interno dell’area piccola, e viene bruciato da Cavani che segna il gol del vantaggio.

Il gol del pareggio arriva con un gran tiro da fuori di Hamšik al ventottesimo della ripresa, premiando gli ospiti con il meritato pareggio. Un minuto dopo però è un altro errore a condannare gli azzurri. Il neo entrato Zuniga sgambetta Cavani commettendo il più classico dei falli da rigore. È Miccoli a trasformare il tiro dal dischetto regalando i primi tre punti al Palermo.

La squadra rosanero vince grazie alla grande abilità di sfruttare le poche occasioni a disposizione ma non è protagonista di una grande prestazione. Una vittoria dunque ancora più importante, contro una rivale diretta per le coppe. Per ora basta questo, insieme all’entusiasmo di squadra e dell’allenatore. È indubbio infatti che le dichiarazioni di Zenga facciano bene all’ambiente. Bisognerà valutare se saranno anche efficaci con Zamparini, permettendogli di rimanere in carica anche quando arriveranno le prime difficoltà.
Il Napoli rimane invece al palo, troppo sfortunato ma altrettanto colpevolmente distratto in fase difensiva. Il tempo per rimediare agli errori e per riscuotere il credito con la dea bendata c’è tutto.

Catania-Sampdoria 1-2

La Sampdoria riparte da molti volti nuovi, compresa la guida tecnica e lo fa nel migliore dei modi, espugnando Catania dopo ventinove anni.

È un primo tempo da urlo quello di Cassano e compagni che non permettono al Catania di imporre il suo agressivo 4-3-3  e anzi lo costringono sulla difensiva. Bene i nuovi Tissone e Semioli, rapidi e con le idee chiare. Ma è Fantantonio Cassano a salire in cattedra, prima piazzando l’assist per il gemello Pazzini al nono, poi sfoggiando il consueto repertorio di dribbling e giocate sopraffine.
La netta prevalenza blucerchiata è interrotta da una bella verticalizzazione dell’ex Del Vecchio per Mascara su cui Castellazzi si supera, e dal pareggio di Morimoto, freddo ad insaccare dopo un rimpallo fortunato al trentottesimo.

La ripresa è meno spettacolare del primo tempo e affiora molta stanchezza. A decidere la gara sono due episodi, l’espulsione di Augustyn per doppia ammonizione e il gol partita di Gastaldello, bravo e coraggioso a realizzare su corner di Ziegler, procurandosi la frattura delle ossa nasali.

Parte bene il Doria e parte bene Cassano. La stagione è lunga e Lippi potrebbe anche convincersi a chiamarlo finalmente in azzurro, magari insieme a Pazzini. La speranza è che possano avere più fortuna dell’altra e più celebre coppia blucerchiata, quei Vialli e Mancini cui la nazionale ha chiesto sempre troppo poco.
Per il Catania tanto cuore e poca lucidità. Il pareggio sarebbe anche stato meritato ma iniziare con una sconfitta al Massimino, campo praticamente inviolabile nelle ultime stagioni, è un segnale preoccupante.

Calcio mercato, Empoli, Mantova, Napoli, Parma, Serie B, Torino

De Ceglie al Napoli, Paloschi resta al Parma. Valzer di panchine in B

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De Ceglie al Napoli

Roma- Napoli scatenato: dopo gli acquisti di Quagliarella, Cigarini e Campagnaro (alla Samp 3 milioni più la metà di Mannini) è quasi fatta per l’esterno della Juventus De Ceglie. In attesa dell’ufficialità, prevista per la fine dell’Europeo under 21 dove il neo partenopeo è impegnato, le due società hanno raggiunto l’accordo: 4,5 milioni per la comproprietà. Il Napoli copre così la cronica falla sull’out sinistro, quella che tanto ha fatto penare prima Reja poi Donadoni. Ora Marino andrà a caccia di un altro attaccante (indipendentemente o no dalla risoluzione del caso Lavezzi) e di un numero uno affidabile; in pole il nazionale azzurro De Sanctis. Insomma, tutto lasciare pensare ad un Napoli molto competitivo nella prossima stagione.

Si risolve una delle comproprietà più spinose: Paloschi rimane al Parma. Dopo un’estenuante trattativa, Ghirardi realizza il suo desiderio, trattenere il suo baby bomber anche in serie A; la comproprietà con il Milan, infatti, è stata rinnovata per un’altra stagione.
Dopo l’avvento di Novellino in quel di Reggio Calabria, è più che mai tempo di valzer di panchine in serie B. E’ Stefano Colantuono l’uomo chiamato a risollevare il Toro. Ha vinto la concorrrenza di Rossi e Giampaolo ed ha firmato un contratto annuale che si rinnoverà automaticamente in caso di promozione in A. Nel frattempo, Cairo ha riscattato Dzemaili dal Bolton esercitando la clausola stipulata 12 mesi fa. Clamoroso ad Empoli. Nonostante l’ottimo campionato disputato, chiuso con l’eliminazione nella semifinale play-off per mano del Brescia, Baldini viene silurato a 24 ore di distanza dalla (presunta) riconferma. Al suo posto ci sarà Salvatore Campilongo, ex tecnico dell’Avellino. A
Vicenza, invece, arriva Maran, reduce da un positivo biennio alla Triestina. Sostituisce Angelo Gregucci, neo allenatore dell’Atalanta. Infine, cambia anche il Mantova. Il club virgiliano, reduce da un campionato deludente, si affida a Michele Serena, ex allenatore del Venezia, nonchè ex terzino dell’Inter.

Napoli, Sampdoria

Quagliarella al Napoli, Del Neri alla Sampdoria

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Gigi Del Neri

ROMA - Giornata calcistica attivissima sul mercato. La Sampdoria ha ufficializzato l’arrivo in panchina di Gigi Del Neri, mentre il Napoli ha portato in azzurro Fabio Quagliarella. Il Catania ha, invece, presentato il giovane centrocampista argentino, Pablo Barrientos.

DEL NERI - Dopo le dichiarazioni d’addio di Walter Mazzarri al termine della gara col Palermo, il club doriano ha deciso di puntare di Gigi Del Neri che in questa stagione ha allenato l’Atalanta e sempre pronto ad appoggiare nuovi e ambiziosi progetti. “L’U.C. Sampdoria - si legge in una nota ufficiale - comunica di aver sottoscritto un contratto economico con il sig. Luigi Del Neri in qualità di allenatore della prima squadra. Il signor Del Neri ed il suo staff, Francesco Conti (allenatore in seconda), Roberto De Bellis (preparatore atletico), Guido Bistazzoni (preparatore dei portieri), saranno presentati mercoledì 3 giugno, alle ore 11.30, presso lo Starhotel President di Genova. Nel contempo - si legge - la Società intende ringraziare il signor Walter Mazzarri ed il suo staff per la professionalità e la dedizione dimostrata in queste ultime due stagioni ed augura al mister e ai suoi collaboratori le migliori fortune umane e professionali per il prosieguo della loro carriera”.

BARRIENTOS - Intanto il Catania ha presentato il primo acquisto estivo. E’ l’argentino Pablo Barrientos, trequartista classe ‘85, prelevato a titolo definitivo dal Fc Mosca con un contratto quadriennale. “Non vedo l’ora di andare in campo. Il campionato italiano è tra i più competitivi del mondo, per me è una bella sfida - afferma il giocatore -. Ho scelto la società rossazzurra, perché è stata quella che più di tutte ha mostrato di volermi. L’amministratore delegato Lo Monaco è venuto fino in Argentina per parlare con me, un gesto d’attenzione che ho apprezzato - dice il nuovo acquisto degli etnei -. La presenza di tanti argentini in squadra, a cominciare da alcune vecchie conoscenze come Silvestre e Ledesma, ha favorito la mia decisione. In Russia ho trascorso due anni: il primo è stato positivo, il secondo meno perché è cambiato tutto, società, dirigenti e giocatori. E’ stata comunque un’esperienza utile, conosco il calcio europeo, non ho paura dei difensori italiani”.

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Fabio Quagliarella

QUAGLIARELLA - Da giorni sulla bocca di tutti, mancava solo l’ufficialità: Fabio Quagliarella è un giocatore del Napoli. Il napoletano ha firmato un contratto per cinque anni. Il patron dell’Udinese, Gianpaolo Pozzo, che nei giorni scorsi aveva quantificato in 25 milioni di euro il valore del giocatore ha liquidato la questione con una battuta ai microfoni de ‘La politica nel pallone’, su GR Parlamento. “Abbiamo venduto Quagliarella al Napoli. C’è stato un piccolo sconto”. Il giocatore è costato alla società partenopea circa 16 milioni più l’altra metà del cartellino di Domizzi.

Calcio, Inter, Napoli, Serie A

L’Inter cade a Napoli. Campionato riaperto

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Zalayeta indigesto per la capolista
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NAPOLI -  L’Inter conferma la sua pessima tradizione al San Paolo, dove non vince dal 1997. I nerazzurri perdono anche quest’anno e riaprono un campionato che sembrava ormai in ghiaccio. Il successo odierno del Milan, infatti, porta i rossoneri al secondo posto a 7 punti dalla capolista a 5 giornate dalla fine. Tre, ormai, le gare senza vittorie per la squadra di Mourinho, che adesso inizia a pagare in maniera pesante i punti gettati alle ortiche con Palermo e Juventus. Il Napoli, che non vinceva da gennaio, trova finalmente i 3 punti e regala a Donadoni il primo successo sulla panchina partenopea.

FORMAZIONI - Mourinho, privo dell’infortunato Muntari, non ha molte alternative a centrocampo. Si affida, così, alla stessa formazione vista a Torino contro la Juventus: Zanetti arretrato come terzino destro, Chivu a sinistra, Vieira a centrocampo e in avanti il tridente composto da Figo-Ibrahimovic-Balotelli. Donadoni risponde con una linea difensiva a 3, recuperando Santacroce in extremis, un centrocampo folto e di interdizione, con le sorprese Montervino e Amodio, e Denis preferito inizialmente a Zalayeta. Il primo tempo è decisamente sottotono. L’unica occasione significativa della prima frazione di gioco nasce da una palla inattiva, su cui Samuel si avventa di testa e che Navarro con un gran riflesso devia in angolo.

EQUILIBRIO - Per un’ora abbondante di gioco, non succede praticamente niente. Nel Napoli spicca Mannini, che contiene ottimamente un Figo non particolarmente attivo e costringe Vieira ad un fallo da ammonizione. Tra i nerazzurri, invece, si distingue il solito Balotelli. Il gioco di entrambe le squadre è lento e prevedibile: l’Inter si affida ad un lungo e sterile possesso di palla, mentre il Napoli opta per i lanci lunghi verso le punte, non molto ispirate stasera. Nel secondo tempo, la squadra di Donadoni sembra più motivata, ma Julio Cesar resta comunque inoperoso. L’unico tiro degno di nota è di Ibrahimovic, stasera decisamente in ombra, su calcio di punizione diretto su cui si distende Navarro.

GOL NAPOLI - L’Inter sembra intenzionata a conservare lo 0-0 e smette di fatto di giocare. Il Napoli, invece, inizia a crederci. Donadoni si gioca la carta Zalayeta, già castigatore dei nerazzurri nello scorso campionato, al posto di uno spento Denis. Nel giro di 10 minuti, l’uruguagio segna il gol del vantaggio dopo una bella giocata di Lavezzi. Restano 20 minuti all’Inter per tentare di recuperare il risultato, così Mourinho decide di mettere in campo Cruz al posto di Vieira. La reazione, forse anche a causa dell’impegno di giovedì in Coppa Italia, in realtà non arriva e il Napoli porta a casa un successo tutto sommato meritato. L‘Inter, in svantaggio negli scontri diretti con il Milan, dovrà fare 9 punti per vincere il campionato, invece degli 8 che le sarebbero bastati se l’inseguitrice fosse stata la Juve.

Milan, Napoli, Serie A

Milan-Napoli a reti inviolate

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Pari stretto per Donadoni contro il suo Milan
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NAPOLI - Nel suo esordio al San Paolo Roberto Donadoni si deve accontentare ancora di un punto. Ma lo 0-0 con il Milan gli va stretto. Un Napoli così non si vedeva da gennaio. Gli azzurri, dopo un primo tempo timido, in cui però segnano un gol valido con Hamsik annullato per inesistente fuorigioco, salgono in cattedra nella ripresa e mancano due volte il vantaggio con Zalayeta. L’esordio dell’ex c.t. al San Paolo non è fulminante, ma Donadoni può guardare con fiducia al futuro degli azzurri che tengono sotto un Milan molle e poco convincente e a bocca asciutta dopo 29 partite consecutive con gol.

Tattica- Con Grava e Mannini sulle fasce nel folto centrocampo a cinque; con Zalayeta preferito a Denis, Donadoni regala più potenza e tecnica alla squadra. Il tecnico del Napoli oppone al Milan un 3-5-2 molto elastico, in cui benedice la marcatura a uomo. Ancelotti lo aveva previsto, ma schiera lo stesso il suo inossidabile 4-3-1-2, dove il trequartista è Seedorf alle spalle di Inzaghi e Pato. Kakà va in panchina con Ronaldinho; utili in caso di emergenza.

Avvio milanista-In avvio è il Milan a fare la partita, ma si tratta soprattutto di possesso palla, utile per spezzare il pressing degli azzurri ben disposti in campo. Il Napoli fa girare molto la palla a centrocampo; i rossoneri optano per il possesso per spezzare il pressing azzurro. Si vede la mano di Donadoni che obbliga Lavezzi ad arretrare e infastidire Pirlo, Blasi a marcare stretto Seedorf, mentre in difesa è grande l’attenzione su Inzaghi, francobollato da Contini. Sul fronte rossonero Pato fa la differenza; anticipa che è un piacere e cerca spazi nello stretto. Soprattutto si tira dietro due difensori, subito raddoppiati dai centrocampisti. Ma il brasiliano è troppo solo per nuocere.

Gol Annullato- E’ un Napoli prudente che bada a non scoprirsi e attendere il momento giusto per affondare. Sembra, anzi, che gli azzurri, siano poco consapevoli della loro potenziale forza, perché quando decidono di spingere in velocità mettono il Milan alle corde. Lavezzi, rispetto alle ultime prestazioni, sembra rinato. L’argentino cerca spazi e arriva al cross e quando può prova a cercare il gol. Al 37′ il Napoli segna, ma la rete viene annullata per un inesistente fuorigioco di Hamsik che spinge in rete un colpo di testa di Zalayeta. Il Milan rallenta il ritmo bloccando il gioco sulla liena mediana. Ecco quindi che a fare la differenza sono giocatori di quantità come Flamini che si sacrifica e s’immola su ogni palla. Al pari di Mannini, molto carico al rientro dopo la sospensione della squalifica, strepitoso punto di riferimento in fase difensiva come in quella offensiva.

Napoli sprecone - Il Milan capisce che per fare punti deve giocarsela come il Napoli: aumentando il ritmo e pressando ferocemente su palla e uomo. Ma le marcature non permettono a Pato di saltare l’uomo. Ancelotti reclama accelerazioni; Seedorf non gliele garantisce ed ecco Kakà. Constatato poi che Inzaghi non può fare i miracoli ogni domenica, lo sostituisce con Ronaldinho. Il tridente brasiliano potrebbe fare di più, ma i nuovo entrati non hanno ritmo nelle gambe. Semmai è il Napoli a mangiarsi le mani. Al 19′ Hamisk mette davanti a Zalayeta la palla da spingere in rete; l’uruguaiano si avvita e mette a lato con la porta spalancata: incredibile. E’ il Napoli dal calcio spregiudicato voluto da Donadoni; che detta i tempi alla gara. Al Milan non resta che frenare, ma gli azzurri salgono di tono e sfiorano il gol ancora con Zalayeta, stoppato due volte da Dida, poco dopo l’ingresso di Senderos per Favalli. Il Napoli ha capito di averne di più e sfrutta il macchinoso andirivieni di un Milan senza idee e forza fisica. Poco convincente anche con il “Ka-Pa-Ro”, annullato dall’attenta difesa campana. Resta solo il tempo per assistere a una punizione maligna di Beckham parata da Navarro. La ciliegina per l’inglese, ancora una volta tra i migliori e convocato da Capello.

Brescia, Calcio, Napoli

Mannini & Possanzini, giustizia è fatta. Il Tas sospende la squalifica

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Mannini torna a disposizione di Donadoni
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Losanna- Giustizia è fatta. O quasi. Il Tas ha sospeso la squalifica di un anno a Mannini e Possanzini, comminata soltanto per essersi presentati in ritardo ad un controllo antidoping (vedi “Tas, assurda squalifica per doping a Mannini e Possanzini“). Una sospensione che, nella decisiva udienza del 3 aprile, dovrebbe essere revocata e trasformata in semplice ammenda.

Per l’esterno del Napoli e il bomber del Brescia, dunque, è la fine di un brutto incubo. Già dal prossimo impegno di campionato -il posticipo di lusso con il Milan per il partenopeo, la trasferta di Salerno di lunedì per il capitano delle Rondinelle- potranno scendere in campo, per la gioia dei loro tecnici. E del calcio italiano, che ha sovvertito una sentenza profondamente ingiusta e insensata. “Abbiamo avuto ragione, è prevalso il buon senso” il trionfante commento del presidente del Coni Petrucci.

Calcio mercato, Napoli

A Napoli è tempo di esonero: via Reja, arriva Donadoni

donadoni

Donadoni nuovo mister del Napoli
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NAPOLI- Tutto in una sera. Edy Reja lascia la panchina del Napoli, esonerato dalla società partenopea. Al suo posto arriva Roberto Donadoni.

CINQUE ANNI INTENSI- Sulla nota divulgata dallo staff napoletano si legge il rammarico per questa decisione verso il tecnico che ha portato la squadra dalla C alla serie A. Cinque anni intensi e fondamentali, ma il presente dice altro: 2 soli punti nelle ultime 9 gionate. L’ultima vittoria risale all’11 gennaio, 1-0 sul Catania, mentre in trasferta il Napoli non fa bottino pieno dal 26 ottobre, quando riuscì a trionfare sulla Lazio. Dopo un girone d’andata ad alti livelli il Napoli è caduto sino all’undicesimo posto in classifica.

NUOVA SFIDA- L’ex tecnico della Nazionale approda nel capoluogo campano in tutta fretta. Un contratto di 2 anni e mezzo, e domani in mattinata la presentazione ufficiale. Per il 45enne ex giocatore del Milan è l’ennesima esperienza sulla panchina tra i professionisti dopo Lecco, Genoa e Livorno.

Bologna, Juventus, Lazio, Napoli, Serie A

Zarate trascina la Lazio, Marchisio stende il Napoli

ROMA - In attesa del big match di giornata tra Inter e Roma, la 26/a giornata della serie A propone due delicati anticipi per quanto riguarda la classifica. La Lazio domina in casa il Bologna superandolo 2-0 ritrovando la vittoria tra le mura amiche dopo oltre due mesi di astinenza. Da un Olimpico all’altro dove la Juventus batte di misura il Napoli grazie a un gol di Marchisio e consolida il secondo posto in classifica.

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Zarate ritrova il gol dopo 75 giorni
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LAZIO-BOLOGNA 2-0
Una doppietta di Zarate consegna alla Lazio tre punti fondamentali in vista dell’ultimo posto Uefa disponibile. Un successo importante in vista del futuro e che inguaia ulteriormente il Bologna nella lotta per non retrocedere. Sorride, quindi, Delio Rossi. La sua squadra ritrova la vittoria casalinga che non arrivava dal 21 dicembre scorso (Lazio-Palermo 1-0, ndr) e può contare anche sui gol di un rinato Zarate a digiuno da 75 giorni. Non solo. Il tecnico laziale ritrova a centrocampo, dopo l’infortunio, un solido Matuzalem che ridà equilibrio al centrocampo, oltre che un Pasquale Foggia rigenerato sulla corsia di sinistra. Sorride meno Mihajlovic alla terza sconfitta nelle ultime quattro gare. La sua squadra, sul piano del gioco,  fa un passo indietro rispetto alle ultime uscite. Troppo molle il centrocampo, troppo solo Di Vaio nella ragnatela biancoceleste. Inoltre un solo punto di vantaggio dalla terzultima in classifica con una gara in più non è affatto una notizia che può lasciar tranquilli.

Ma veniamo alla gara in cui la Lazio domina a centrocampo soprattutto nella prima frazione di gioco. I biancocelesti hanno sempre in mano il pallino del gioco ma sbloccano il risultato su calcio piazzato. Una punizione magistrale di Zarate dal limite che scavalca la barriera e si infila nel sette dove Antonioli non può arrivare. Il Bologna accusa il colpo e nel finale di tempo il numero uno emiliano blocca affannosamente in due tempi una forte conclusione di Foggia.
Nella ripresa Mihajlovic inserisce Marazzina al posto di un anonimo Rodriguez e l’attaccante va in un paio di occasioni vicino al pareggio. Nel momento migliore degli ospiti, però, la Lazio raddoppia con un uno-due al limite tra Zarate e Rocchi che l’argentino finalizza in gol con un tocco sotto a scavalcare il portiere dal limite dell’area piccola. Nel finale Di Vaio (l’ultimo ad arrendersi dei suoi) prova a riapre il match, ma Muslera è bravo a chiudergli lo specchio della porta e a mantenere la porta inviolata.

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Marchisio stende il Napoli
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JUVENTUS-NAPOLI 1-0
Nel secondo anticipo della 26/a giornata di serie A la Juventus si lascia alle spalle il Ko di Champions battendo con un gol di Marchisio il Napoli all’ottava sconfitta consecutiva in trasferta. I bianconeri, in ampio turn over, mostrano di non attraversare un buon periodo sul piano fisico e soffrono un Napoli anch’esso non nella migliore condizione. Zero punti nelle ultime otto trasferte, solo due, invece, i punti nella ultime otto gare assolute. Sono questi i numeri del Napoli di questi tempi. Numeri impressionanti se si pensa che fino a due mesi fa questa squadra lottava per un posto Champions. Questa volta almeno, una reazione di carattere si è vista dopo il vantaggio juventino. Una reazione che lascia ben sperare per il futuro.

Gara brutta, bruttissima sul piano del gioco. Pochi tiri in porta, un gol trovato su deviazione e un secondo tempo più tattico che altro. Nella prima frazione di gara è la Juventus a fare la partita gestendo il pallone essenzialmente a centrocampo. I padroni di casa vanno vicini al vantaggio prima con Trezeguet, poi con Del Piero ma in entrambe le occasioni sono decisive le parate di Navarro. La risposta partenopea è affidata ad un tiro ravvicinato di Hamsik che trova l’ottima risposta  di Buffon. Ma allo scadere di tempo un tiro di Marchisio dal limite trova la fortunosa deviazione di Blasi che spiazza il portiere azzurro e porta i padroni di casa in vantaggio.
Nella ripresa Reja si gioca la carta Datolo e l’argentino dà consistenza alla squadra campana. Il Napoli, però, non va mai realmente al tiro e nel finale si vede annullare un gol di Lavezzi per un fuorigioco millimetrico di Cannavaro.

Bologna, Lazio, Napoli, Serie A, Torino

Per Lazio e Torino un punto che non serve. Fischi al San Paolo

Gli anticipi della 5° giornata di serie A si concludono con due pareggi. Rispettivamente Lazio -  Torino e Napoli - Bologna si concludono sull’identico risultato di 1 a 1.

Lazio - Torino
Pareggio che non serve a nessuno per la partita dell’Olimpico, dove si incontrano due squadre decisamente in crisi. Un Torino più vivace e ben messo in campo di una Lazio che da ormai troppe giornate ha perso la voglia di segnare delle sue punte. Passano infatti meritatamente in vantaggio gli ospiti (37′), grazie ad un disimpegno sbagliato di Dabo, sul quale arriva Abate che piazza da fuori area una bomba sul quale Muslera può solo tentare il tuffo. E’ una Lazio disordinata quella che cerca di arrivare al pareggio. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo è bravo Rocchi a tenere in gioco il pallone e a rimetterlo in mezzo sul quale Mauri prova un improbabile acrobazia facendo arrivare il pallone a Siviglia che di testa batte Sereni per l’1 a 1.

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16° sigillo per Di Vaio
copyright flickr.com

Napoli - Bologna
i fischi che subissano il Napoli alla fine della partita la dicono lunga sulla prestazione dei partenopei che da ormai qualche giornata hanno smarrito la via del bel gioco dettato spesso dal fantasista Lavezzi. Un Napoli che ha dovuto fare i conti con un super Antonioli che dopo 4′ ha respito una rovesciata di Lavezzi su cross di Maggio a due passi dalla linea di porta. Bisogna aspettare però il 20′ per vedere un altra azione degna di nota e questa porta la firma finale in fondo alla rete di Maggio al suo 4° centro stagionale dopo una bella percussione di Lavezzi che rasoterra mette in mezzo per il più facile dei gol. La risposta emiliana non si fa attendere e arriva pochi minuti più tardi (23′) con il solito Di Vaio -sempre piu capocannoniere con i suoi 16 centri- abile a sfruttare una topica evidente della difesa napoletana su un tiro non trattenuto dal portiere Navarro. Il Napoli accusa il colpo e il pubblico, che in casa spesso è stato il 12° uomo in campo, non è per niente soddisfatto. Mugugni che si trasformano in fischi quando esce Cannavaro per lasciare posto a Russotto. Bologna vicinissimo al goal della vittoria in due occasioni, una al 55′ su cross di Valiani sul quale Di Vaio colpisce di testa a botta sicura ma trova sulla sua strada un ottimo Navarro. L’altra al 68′ quando una punizione battuta velocemente mette in ottima posizione di tiro Volpi che scaraventa un missile sull’interno della traversa, a Navarro battuto. Fischi per il Napoli al San Paolo. Finisce 1 a 1.

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