Liga

Triplo Raul, il Real s’avvicina. Barcellona bloccato a Valencia

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L’evergreen Raul fa tripletta e lancia il Real -4
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Madrid- Il destino ha voluto aggiungere un pò di “pepe”  (anche se il vero Pepe, squalificato per 10 giornate dopo la follia del match col Getafe, non ci sarà) al superclasico di sabato al “Bernabeu”. Alla vigilia della sfida delle sfide, infatti, il Real Madrid è riuscito a rosicchiare due punti agli eterni rivali del Barcellona, portandosi a -4 e  regalandosi l’opportunità di riaprire il campionato. Merito di un Valencia in grande forma che spaventa la capolista, costringendola ad un sofferto pari al Mestalla, ma anche delle merengues, capaci di sbancare il “Sanchez Pizjuan” di Siviglia trascinate da un super Raul. Se in vetta c’è pathos, altrettanto può dirsi per la caccia ai posti Champions e Uefa, con una doppia corsa a tre, e per la salvezza, dove il verdetto è più che mai incerto.

Hat trick Raul- S’interrompe a sette, dunque, la striscia vincente della capolista. La differenza tra blaugrana e merengues è stata segnata probabilmente dal differente stato di forma dell’avversario. I primi hanno affrontato un Valencia lanciatissimo, in piena ascesa, mentre gli uomini di Ramos hanno steso un Siviglia in caduta libera, che vede ora a repentaglio una qualificazione alla Champions che appariva scontata fino a qualche settimana fa. La partenza degli andalusi, a dir il vero, era stata travolgente, anche troppo forse. Dopo il vantaggio firmato Renato, è uscito pian piano il Real e soprattutto capitan Raul, autore di un fantastico hat trick. Il Siviglia non ha mollato, ha accorciato con Capel, ma Marcelo ha chiuso i giochi con il 4-2 finale. Il Barça, invece, non è riuscito a replicare. Avanti con il solito Messi, ha subito l’uno-due micidiale Maduro-Hernandez e ha temuto il peggio. Ci ha pensato Henry, all’85′, ad arpionare un preziosissimo pari. La band Guardiola è umana, e tra sei giorni il club della capitale farà di tutto pur di riaprire il discorso scudetto.

Doppia corsa a tre- In virtù di questi due risultati, si fa sempre più serrata la lotta Champions. Il Villarreal, infatti, conferma di esser tornato ai suoi livelli espugnando il Coliseum e decretando l’esonero di Munoz dalla panchina di un Getafe in piena lotta per non retrocedere (2-1, reti di Capdevila e Llorente). Il Sottomarino rosicchia così punti  e si porta a -2 dal Siviglia e -1 dal Valencia. Si preannuncia così uno sprint a tre per due posti. E’ ancora in corsa l’Atletico Madrid, che si riprende dalla scoppola di Santander con un secco 3-1 allo Sporting (Forlan, Simao, Aguero), ma ha mostrato troppa discontinuità nell’arco dell’andata. I colchoneros faranno bene a difendere il piazzamento Uefa dalle altre due contendenti, Malaga e Deportivo, che non si sono fatte del male nello scontro diretto (1-1, Luque e Gonzalez).

Miracolo Espanyol- Continua a regalare emozioni la corsa per la salvezza. Da questo turno la situazione inizia a delinearsi con alcune squadre che lentamente si mettono in salvo. Una di queste è il Maiorca, che in otto giorni coglie tre successi e vola alla rassicurante quota 42; dopo tante vittorie in casa, gli isolani convincono anche in trasferta, espugnando il campo di un sempre più inguaiato Recreativo (4-2). Due gradini sotto c’è l’Almeria, che fa il suo dovere affondando il fanalino Numancia (2-1) e portandosi a +7 sulla zona retrocessione. Sale a quota 40 anche l’Athletic, sei punti negli ultimi due turni, vittorioso per 2-1 sul Racing Santander. Ma il vero miracolo si chiama Espanyol. La formazione di Pochettino è letteralmente risorta e, grazie al terzo hurrà di fila, si trova per la prima volta dopo mesi fuori dalla zona rossa. Zona calda dove è scivolato lo Sporting e rimangono Recre e Numancia, ma anche il Getafe inizia a tremare. Pari che sa di brodino, invece, tra Valladolid e Getafe (0-0).

Liga

Messi fa 20, ma il Real non molla. Il Valencia ‘mata’ il Siviglia

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20 volte Messi
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Madrid- Il copione è ormai lo stesso, ed ogni settimana ci ritroviamo a commentare all’incirca le stesse cose: il Barcellona non ferma la propria corsa, ma il Real non molla. I catalani passano al Coliseum col 20° centro nella Liga di un Messi formato gigante, le merengues sbancano Huelva, anch’esse col medesimo risultato di 1-0. Niente e nessuno sembra in grado di fermare la loro corsa. Continua la sua risalita il Valencia, che batte e avvicina il Siviglia mantenendo saldo il suo preziosissimo quarto posto. Qualificazione alla prossima Champions in cui continua a credere l’Atletico, travolgente contro il Numancia, mentre s’arena ancora il Villarreal. In fondo, colpo dell’Espanyol, ma la situazione delle ultime tre -i catalani, il Numancia e il Recreativo- si fa critica.

Inarrestabili- Il doppio 1-0 con cui Barcellona e Real si sbarazzano dei rispettivi avversari (Getafe e Recreativo) non deve però ingannare. Le due rivali avrebbero potuto vincere con punteggio molto più largo, ma hanno trovato davanti due portieri in serata di grazia, nella fattispecie Stojkovic e Riesgo. Travolgente e a tratti spettacolare la formazione di Guardiola, che si affida alla solita invenzione di Messi per risolvere la contesa. Per la Pulce, oltre al 20° centro in campionato, da annotare anche un gol ingiustamente annullato, prima del palo di Eto’o. Meno sfavillanti le merengues, che passano a Huelva con Marcelo, ben assistito da Gago. Anche per loro un legno targato Raul. La formazione di Ramos non molla, i punti di distacco rimangono sei.

Lotta per l’Europa- Quarta vittoria di fila per il Valencia che batte e avvicina a -5 il Siviglia terzo. Gli andalusi s’illudono con Escudè, ma Villa, Mata e Hernandez ribaltano totalmente la situazione. Tre punti d’oro per gli uomini di Emery che rinforzano così il quarto posto dall’assalto dell’Atletico Madrid, che rifila tre sberle, tutte nella ripresa, al Numancia -Banega, Forlan, Simao- ora ultimo e sempre più vicino alla retrocessione. Perde ancora colpi, invece, il Villarreal falcidiato dalle assenze e logorato dall’eliminazione Champions di Londra. Lo 0-0 di Valladolid lo manda a -3 dal Valencia. Solo un pari anche per il Malaga, fermato in casa sull’1-1 dal Maiorca, mentre torna a sperare in un piazzamento Uefa il Deportivo, corsaro a Bilbao con Alvarez.

Si riaccende la speranza dell’Espanyol. I catalani battono il Racing (1-0), abbandonano l’ultima piazza e conquistano il settimo punto nelle ultime tre partite. La salvezza è ora distante quattro lunghezze: raggiungerla non è più utopia. Lo Sporting, infatti, scivola pericolosamente al quart’ultimo posto dopo il ko di Siviglia: la doppietta di Emana inguaia la squadra di Gijon e dà una boccata d’ossigeno al Betis, che sale a +7 sulla zona rossa. Un’altra doppietta, quella di Negredo, risulta decisiva nell’altro incrocio pericoloso tra Almeria e Osasuna (2-1, inutile la rete navarra di Pandiani).

Liga

Il Barça gioca a tennis, tris del Real. Valencia, ritorno alla vittoria

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Il trio delle meraviglie
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Madrid- Tu ne fai tre? Beh, io ne faccio sei. Continua l’ideale botta e risposta tra Real Madrid e Barcellona ai vertici della Liga. Le merengues si avvicinano per qualche ora alla vetta rifilando un bel tris all’Almeria, ma i blaugrana fanno ancora meglio spazzando via il Malaga con sei reti. Vincono in zona Champions Siviglia e Villarreal, esce dalla crisi il Valencia espugnando Santander. Grandi movimenti in coda. Il Maiorca sgambetta l’Atletico, fondamentali successi per Getafe, Numancia e Osasuna. Sembra ormai spacciato, invece, l’Espanyol.

Barça show- E’ ufficiale: è tornato il Barça di inizio stagione. Dopo un’inevitabile flessione, i blaugrana riprendono a triturare gli avversari senza pietà, sommergendoli con valanghe di gol. A farne le spese il Malaga, travolto con un tennistico 6-0. Apre le danze Xavi con un gran taglio servito da Eto’o, poi si scatena il trio delle meraviglie: Messi fa un numero dei suoi (19° perla per una Pulce da Pallone d’Oro), Henry segna saltando anche il portiere ed Eto’o cala il poker prima del 45′. Ma la festa non è finita, perchè anche Dani Alves mette la sua firma con una gran inzuccata e il camerunense rafforza il suo primato di ‘pichichi’ col 25° centro in campionato. Il sogno del Real, dunque, è durato un paio d’ore. Pur giocando male, l’Almeria deve arrendersi alla verve di Marcelo (gran destro) e di Huntelaar che, con un’altra doppietta, dimostra di essersi pienamente ambientato in terra iberica. Ma il 3-0 non basta a ridurre le preesistenti sei lunghezze di ritardo.

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Hat trick per Kanoutè
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Triplo Kanoutè, rinascita Valencia- Rinforzano le loro posizioni Champions Siviglia e Villarreal. Gli andalusi, forti di un vantaggio di 11 punti sulle quinte, possono ormai dirsi al sicuro. Nel 4-1 alla sorpresa Valladolid, il protagonista assoluto è Kanoutè: il maliano segna la sua prima tripletta spagnola, issandosi a quota 15 sigilli, e manda in rete anche il compagno di reparto Luis Fabiano. Niente da fare per i viola, illusisi con il momentaneo pari di Goitom. Più sofferto il successo del Sottomarino, che deve attendere il 68′ per aver ragione dell’Athletic. E’ Cazorla, ispirato da Rossi, a sbloccare il match, prima che Fernandez raddoppi. La formazione di Pellegrini vola così a +5 sulle inseguitrici. Il lunatico Atletico, infatti, vanifica le ultime imprese (contro Real, Barça e proprio Villarreal) cadendo malamente a Maiorca (0-2) -tre punti di platino per gli isolani in ottica salvezza- mentre il Depor frena col sempre più inguaiato Betis, (1-1) ora ad un passo dalla zona retrocessione. Risorge il Valencia, tornato alla vittoria dopo quasi due mesi sul campo del Racing. L’uomo della provvidenza è Mata, a segno ad una decina di minuti dal fischio finale. Il club del Pipistrello si rilancia nella corsa al quarto posto.

Colpi di coda- Accesa e combattuta più che mai la lotta salvezza. Oltre al balzo del Maiorca, pesano come macigni le vittorie di Getafe, Numancia e Osasuna negli scontri diretti. La terza squadra della capitale piega e sorpassa in rimonta il Recreativo con una doppietta di Soldado, il Numancia tiene viva la fiammella della speranza piegando lo Sporting (2-1). E’ una rete in piena zona Cesarini di Nekounam, invece, ad affondare l’Espanyol -ultimissimo a -6 dalla salvezza, vicino più che  mai alla retrocessione- e regalare alla band Camacho tre punti fondamentali.

Liga

Il Real frena nel derby, riallungo del Barcellona. Crisi Valencia

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Forlan blocca il Real Madrid
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Madrid- All’undicesima il Real si fermò. La 26° giornata di Liga sancisce la fine della corsa merengues e del suo recupero sul Barcellona, che riprende il discorso con la vittoria al Sant Mames di Bilbao. E’ l’Atletico Madrid, infatti, a bloccare i cugini dopo averli favoriti con la vittoria sui blaugrana di sette giorni fa: le lunghezze di distacco tornano ad essere sei. Siviglia e Villarreal, alle loro spalle, lanciano una minifuga per i piazzamenti Champions, vista la perdurante crisi del Valencia, caduto anche col fanalino di coda Numancia (1-2). Rimonta sensazionale del Maiorca sul Betis (3-3), cinquina del Depor al Racing, colpi esterni di Malaga, Sporting e Valladolid.

Pari ’scippato’- Un Atletico in gran forma ferma dunque la corsa del Real Madrid. E, a dir il vero, i colchoneros meriterebbero la vittoria anche contro gli odiati cugini, visto che l’1-1 targato Huntelaar è viziato da una netta posizione di fuorigioco. La formazione di Resino si porta in vantaggio con un contropiede avviato da Aguero e finalizzato da Forlan (38′) e tiene le redini del gioco. Juande Ramos prova ad invertire il trend con gli ingressi di Higuain e Salgado, e perlomeno viene premiato dalla buona sorte sul pari di Huntelaar. Sull’1-1 le migliori chanches capitano ancora ai colchoneros: Forlan timbra il palo, Aguero sciupa. Il Real scivola a -6 ma ringrazia sentitamente, l’Atletico dimostra di poter lottare per il quarto posto.

Ritorno alla vittoria- Dopo 4 turni di digiuno, il Barcellona torna a vincere e prende una boccata d’ossigeno alla vigilia del match di Champions col Lione. Guardiola non risparmia nessun titolare, visto che l’avversario di turno è la sfidante nella finale della coppa del Re, l’Athletic. Per quanto visto nell’antipasto’ del Camp Nou,  però, vi saranno  ben poche speranze per i baschi. Il giovane Busquets sblocca di testa al 17′, Messi chiude la contesa al 33′ su calcio di rigore concesso per atterramento di Iniesta. Da lì in poi non c’è partita,  i blaugrana sprecano a ripetizione mancando il tris. Il peggio sembra esser alle spalle.

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Doppietta Castro
nella super rimonta maiorchina

Crisi Valencia- E’ crisi nera in casa Valencia. Il club del Pipistrello, già funestato dalla grana debiti, deve far i conti anche con una preoccupante serie negativa in campionato: sono appena due i punti raccolti nelle ultime cinque uscite. Gli uomini di Emery riescono addirittura a far resuscitare il boccheggiante Numancia che, grazie ad Aranda e Barkero, ribalta lo svantaggio iniziale e coglie un vitale successo (2-1). Il Valencia scivola a -6 dal quarto posto.
Il Villarreal, infatti, fa il suo dovere battendo l’Espanyol -di nuovo ultimo- con Fuentes, mentre il Siviglia regola l’Almeria 2-1 (Kanoutè- Renato).
Salgono in piena zona Uefa e continuano a sperare alle loro spalle Deportivo La Coruna e Malaga. La formazione di Lotina dà spettacolo contro il Racing imponendosi con uno scoppiettante 5-3. Colpo esterno, invece, per i biancoblù, che sbancano il Coliseum: Getafe battuto 2-1 con Eliseu Pereira e Baha.
Successi in trasferta anche per lo Sporting, che interrompe il momento positivo dell’Osasuna (2-1; Barral-Castro, inutile il calcio di rigore di Nekounam), e Valladolid, che vince in 9 contro 11 a Huelva. Nel 3-2 finale decisiva la doppietta della meteora ex Udinese Goitom. Da un’impresa all’altra a suon di gol, chiudiamo con l’incredibile rimonta del Maiorca sul Betis: sotto 0-3 al 68′, gli isolani in 11 minuti (doppietta di Castro, subentrato al 63′, e sigillo di Webò) acciuffano un pari preziosissimo in chiave salvezza per la disperazione degli andalusi che rimangono impantanati nella cosiddetta zona rossa.

Calcio Internazionale, Liga

Valencia sommerso dai debiti. In vendita “i gioielli della corona”

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Villa sul piede di partenza
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Valencia- Da 120 a 360 milioni. In tre anni il debito del Valencia si è triplicato, ed ora i giocatori devono ricevere 15 milioni di stipendi arretrati. Una situazione economica disastrosa che ha spinto il club del Pipistrello sull’orlo del baratro, al punto che oggi il nuovo consigliere delegato Javier Gomez -ex direttore generale promosso dal maggior azionista Soler- ha dovuto ammettere suo malgrado che “non  si sa quando verranno pagati gli stipendi”. Un’ammissione che sa di rassegnazione.

Debiti- Non soltanto i giocatori, infatti, devono ricevere denaro dal club. C’è anche la società a cui era stato dato l’incarico di costruire il nuovo stadio che, stufa dei continui rinvii e di un debito pari a 23 milioni, ha bloccato i lavori. Perchè il presidente Soriano -rimasto formalmente in carica, ma privato da ogni potere da patron Soler nel recente ‘rimpasto’ dirigenziale- sperava di ripianare parte delle spese, vendendo il terreno del “Mestalla” e un altro terreno attiguo al nuovo impianto. La cosiddetta crisi del mattone, però, ha mandato per aria i progetti del presidente. Ed allora il contenimento dei costi diviene obbligatorio. L’unico settore dove tagliare è la rosa, riducendo del 50% l’attuale monte stipendi di 90 milioni l’anno. Si profila all’orizzonte, quindi, la cessione dei pezzi pregiati ed un fatale ridimensionamento, dopo anni ad altissimo livello che hanno portato il Valencia a due finali di Champions League e alla conquista di due campionati e una coppa Uefa.

Gioielli in (s?)vendita- El Guaje David Villa è naturalmente il primo indiziato. La scorsa estate venne rifiutata una faraonica offerta del Real Madrid, evento che non si riverificherà la prossima. Anzi, il rischio che i club rivali provino a lucrare sulle difficoltà economiche valenciane, imponendo prezzi da saldo, è fortissimo. Ad ogni modo, il capocannoniere dell’ultimo Europeo vuole rimanere in patria, con buona pace di Chelsea e City; perciò gli rimane la scelta tra merengues e Barcellona. Destino diverso per i giovani gioielli Silva e Mata: l’esterno potrebbe finire alla Juve, l’ex Real ha una nutrita schiera di ammiratori, visto il recente rendimento. Si passa poi al rivitalizzato Joaquin, ai difensori Albiol e Marchena che potrebbero sbarcare in Premier, senza dimenticare l’interessante mediano portoghese Fernandes e il nostrano Moretti. Insomma, anche nel calcio i tempi delle vacche grasse sono finiti, e a Valencia dovranno presto abituarvicisi. Così come potrebbe accadere in altre gloriose squadre come il Liverpool, dove simili problemi bollono in pentola già da un pò.

Coppa Uefa

Uefa, esclusioni eccellenti. Fuori Valencia, Tottenham e Aston Villa

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Kravets, il matador del Valencia
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La serata di calcio europeo non è stata soltanto caratterizzata dalla Caporetto delle nostre rappresentanti. I sedicesimi di Uefa hanno infatti riservato molte altre sorprese, confermando lo status di imprevedibilità di questa competizione. Valencia, Tottenham e Aston Villa sono le esclusioni più eccellenti, mentre il Marsiglia salva ‘le penne’ soltanto ai rigori. A far festa sono le formazioni dell’Est, le russe e ucraine, le più coriacee nel clima invernale che ha contraddistinto questo turno. Bene le francesi, bilancio in parità per le formazioni tedesche.

Vento dell’est- Cska Mosca, Zenit San Pietroburgo, Dinamo Kiev, Shakthar Donetsk e Metalist Kharkiv: la truppa dell’ex Urss è quanto mai folta e agguerrita. Desta scalpore poi la presenza di tre formazioni ucraine negli ottavi, evento mai verificatosi in una competizione europea. L’impresa è targata Dinamo: dopo l’1-1 dell’andata, il club della capitale esce imbattuto dal Mestalla di Valencia riuscendo a segnare le due reti necessarie al passaggio del turno. Eroe di serata Kravets, la cui doppietta ha gelato le speranze spagnole. Meno problemi per il Cska che nel gelo di Mosca ha fatto fuori senza problemi l’Aston Villa con un 2-0 targato Zhirkov-Vagner Love. La spedizione inglese, così come quella italiana, è stata d’altronde un fallimento quasi totale: il Tottenham ha provato la rimonta sullo Shakhtar (Dos Santos), ma Fernandinho l’ha riportato sulla terra; solo il City approda agli ottavi dopo il 2-1 targato Bellamy sul Copenaghen. Il sorprendente Metalist, come ben sappiamo, ha eliminato la Samp, mentre il destino dell’unica superstite italiana, l’Udinese, incrocierà quella dell’altra russa, lo Zenit che piazza il colpaccio a Stoccarda (2-1). Solo i friulani non sono stati spazzati via dal vento dell’est, speriamo sia di buon auspicio.

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Sarioglu spinge il Galatasaray agli ottavi
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Ciao ciao Spagna- Come dicevamo, è stato un turno nefasto per le big. La Spagna è sparita dal torneo -il Deportivo ha incassato un pesante 6-1 globale dall’Aalborg- mentre per la Francia il saldo è positivo. Il Marsiglia impatta con Twente il ko dell’andata (1-0, Ben Arfa) e la spunta ai rigori,  Saint Etienne e PSG eliminano senza problemi Olimpiacos e Wolsfburg. Fuori soltanto il Bordeaux nel pirotecnico 4-3 che qualifica il Galatasaray: Bellion apre le danze dopo 1′, Kewell e Arda (doppietta) spingono avanti i turchi. Sembra fatta, ma nell’arco di un minuto (74′ e 75′) Chamakh e Cavenaghi firmano l’insperato pari che qualificherebbe la formazione di Blanc; sul gong, però, Sarioglu fa esplodere la polveriera dell’Ali Sami Yen e manda a casa i girondini. Bilancio in parità per la Germania: detto delle eliminate Wolfsburg e Stoccarda, il Werder (col Milan) e l’Amburgo (1-0 al Nec) volano agli ottavi. Infine, avanzano Ajax (a spese della Fiorentina) e Sporting Braga, che amministra agevolmente il vantaggio acquisito all’andata sullo Standard (3-0, 1-1).

-vedi risultati sedicesimi coppa Uefa e ottavi coppa Uefa-

Liga

Raul nella leggenda. Messi fa 5000, il Barça prosegue la sua fuga

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Raul aggancia Di Stefano
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Madrid- Con un Barcellona in fuga inarrestabile, sono i singoli a movimentare la 21esima giornata di Liga. Singoli come Raul e Messi, mica gente qualsiasi. Il capitano merengue è entrato di diritto nella storia del Real agganciando il mitico Di Stefano a quota 307 gol. La Pulce, invece, ha risolto la difficile trasferta di Santander timbrando il gol numero 5000 della storia blaugrana. Il Barça prosegue la sua fuga solitaria, dietro soltanto il Real mantiene il passo, seppur a debita distanza.

Ci pensa Leo- Nelle giornate di difficoltà ci pensa Leo Messi. Il Barcellona, finora irrefrenabile, va incontro ad una serata di stenti in quel di Santander. Il Racing gioca senza timori reverenziali, punge in contropiede e si porta in vantaggio con un rigore di Zigic. A quel punto Guardiola fa togliere la tuta a Messi, rimasto in panchina per riposare dopo le fatiche di coppa. La Pulce entra e rivolta il match come un calzino in un amen. Prima raccoglie una respinta di Tono per siglare il pari, poi scarica un diagonale di destro dopo uno splendido stop di petto. Anche il Racing va ko, il margine sui madridisti rimane di 12 punti.

Raul come Di Stefano- 307, come la “Saeta Rubia”. Raul Gonzalez Blanco entra ufficialmente nella leggenda del Real. La vincente trasferta di Numancia si trasforma nella meritatissima celebrazione del capitano blanco che al 47′ segna una delle più facili tra le sue 307 perle. L’altro eroe di serata- e non è una novità- è Robben, ispiratore del primo gol e autore del raddoppio. La formazione di Ramos coglie il sesto successo di fila sull’unico campo in cui la capolista è caduta ed è sempre più seconda (+6 sul Siviglia terzo). Peccato che il Barcellona sia di un altro pianeta.

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Provvidenziale Messi

Convulsa lotta Champions- Torna Villa e riecco il Valencia. Il rientro del bomber iberico riporta al successo la formazione di Emery dopo tre turni senza vittorie e l’eliminazione in coppa del Re. Sua la doppietta (17° e 18° centro in campionato) insieme al sigillo di Joaquin che piegano la resistenza dell’Almeria di Negredo (doppietta anche per lui che lo issa a quota 1o). Vittoria fondamentale in chiave Champions viste le difficoltà altrui. Un Siviglia ampiamente rimaneggiato cade infatti a Gijon (1-0, Castro) e vede i valenciani ad una sola lunghezza, il Villarreal privo di Rossi crolla a La Coruna sotto i colpi di Lafita (doppietta) e Sanchez, scivolando a -3 dalla quarta piazza. Male anche l’Atletico che cade ancora una volta in casa con il Valladolid (1-2). S’infiamma quindi la lotta per la Champions con sei squadre in sei punti (vedi classifica Liga). L’ultima del gruppo è il Malaga che cade però a Bilbao (3-2). I baschi continuano la loro incredibile risalita di questo inizio 2009 ed ora sognano addirittura l’Europa.
Pandiani regala un pesantissimo successo in chiave salvezza all’Osasuna sul Maiorca. La formazione di Camacho aggancia proprio gli isolani e l’Espanyol (pari beffardo con il Recreativo) formando un terzetto di coda. Pari show (2-2) in Betis-Getafe.

Calcio Internazionale

Coppa del Re: Barça, Siviglia, Athletic e Maiorca in semifinale

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Squillaci regala la semifinale al Siviglia

Madrid- Barcellona, Siviglia, Athletic Bilbao e Maiorca. Ecco le magnifiche quattro che si contenderanno la coppa del Re. Nel ritorno dei quarti i blaugrana soffrono più del previsto per eliminare i cugini dell’Espanyol, gli andalusi vincono la battaglia coi campioni in carica del Valencia, mentre i baschi confermano il loro stato di forma. Per gli isolani è invece un’occasione per dimenticare gli affanni del campionato e ritagliarsi un pezzetto di gloria.

Siviglia all’ultimo tuffo- Il Siviglia riesce dunque a ribaltare il 2-3 patito al Mestalla. E pensare che le cose si mettono subito male per l’undici di Jimenez, dato che Marchena approfitta di una dormita su corner per castigare di testa Palop. Il centralone iberico gela il Sanchez Pizjuan, ma Kanoutè ristabilisce la parità al 36′. Il Valencia inizia ad accusare l’assenza di Villa e di una punta di ruolo -Emery schiera infatti l’esterno Mata in attacco- e subisce l’avanzare degli avversari. Una marea crescente che trova il giusto premio proprio alla fine. Ancora su corner, infatti, Squillaci (89′) trova la zampata giusta che regala la semifinale agli andalusi.

Sofferenza Barça- Emozioni forti anche nel derby di Barcellona. Sembra tutto facile per la formazione di Guardiola -imbottita di riserve ma con Messi in campo- che a cavallo del primo e secondo tempo rifila un sonoro tris ai cugini (doppietta di Bojan e sigillo di Piquè). L’Espanyol, però, torna clamorosamente in corsa nell’arco di 11 minuti con Coro e Callejon. Alla formazione di Pochettino basterebbe un solo gol per firmare l’impresa. Guardiola suda freddo, mette in campo l’artiglieria pesante (Iniesta e Eto’o) e conduce in porto una soffertissima vittoria. In semifinale sarà sfida al Maiorca.

Antichi fasti baschi- Gli isolani hanno infatti la meglio su uno spento Betis. Dopo l’1-0 dell’andata, riescono ad ingabbiare senza eccessivi patemi i biancoverdi confermando gli ultimi progressi. Il tunnel della crisi, dopo il successo in campionato sul Valencia e questo prestigioso traguardo, dovrebbe essere alla fine.
Blitz con rimonta, invece, per l’Athletic Bilbao. Lo Sporting s’illude andando a segno dopo 30 secondi con Carmelo, ma gli ospiti hanno la forza di ribaltare il risultato con Gabilondo e David Lopez. E così i baschi rinverdiscono gli antichi fasti che li vedevano “re di coppa”. In caso di vittoria finale, infatti, l’Athletic diventerebbe il club con più coppe in bacheca insieme al Barcellona (24). Sulla sua strada troverà il Siviglia, il divertimento è assicurato.

Quarti di finale:
Espanyol- Barcellona  0-0   2-3
Valencia- Siviglia   3-2   1-2
Maiorca- Betis Siviglia  1-0  0-0
Athletic Bilbao- Sporting Gijon 0-0  2-1

Semifinali:
Barcellona- Maiorca
Siviglia- Athletic Bilbao

Liga

Barcellona macchina da gol. Valencia e Siviglia ko, solo il Real tiene

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Raul ad un passo da Di Stefano
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Madrid- Ogni settimana ci troviamo qui a raccontare le gesta del Barcellona, la sua personalissima e spettacolare corsa contro ogni record. Il girone di ritorno si chiude infatti com’era finito quello d’andata, ovvero con un roboante successo dei blaugrana. Che non fa più notizia. La vittima di turno è il Numancia, travolto da un poker del trio delle meraviglie Messi-Eto’o-Henry. Senza incantare, tiene solo il Real Madrid, lontano 12 lunghezze dalla capolista, con la quinta vittoria di fila. Per le altre big è una domenica da Caporetto (o quasi): il Siviglia cade in casa col Racing, il Valencia crolla a Maiorca, frenano Atletico e Villarreal.

Macchina da gol- Stavolta il Barça deve pazientare un pò più del solito per rullare l’avversario di turno, il Numancia. Gli attaccanti blaugrana, infatti, sbagliano di tutto nella prima frazione (chiusa sullo 0-0) prima di scatenarsi nella ripresa. I soliti Messi (doppietta, 14 centri per lui), Eto’o (19° sigillo) e Henry (12) regalano l’ennesima abbuffata di spettacolo e gol al proprio pubblico, salendo a quota 45 centri. La formazione di Guardiola centra il 17° successo in 20 gare, continuando solitaria la propria corsa contro ogni record.

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Zigic castiga il Siviglia
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Eterno Raul- Tiene, a debita distanza, soltanto il Real Madrid. Juande Ramos, dopo il tonfo al suo esordio in panchina al Camp Nou, ha raccolto solo successi. Contro il Deportivo matura infatti la quinta vittoria consecutiva, firmata ancora una volta dall’eterno capitan Raul: il numero 7 merengue è ad una sola rete (306 vs 307) dal mito Di Stefano.  Ma il vero protagonista di serata è Arjen Robben. L’olandese “volante” ha dimostrato ancora una volta, infortuni permettendo, di essere uno dei migliori nel ruolo di ala. Il Real rimane solo al secondo posto in classifica in virtù del ko del Siviglia.
Serata da dimenticare per gli andalusi. Nonostante la superiorità numerica maturata al 31′ (espulsione di Serrano), soccombe di fronte alla batteria aerea del Racing. I ‘lunghi’ Cesar Navas e Zigic castigano i padroni di casa a cui non basta schierare quattro attaccanti per impensierire l’estremo ospite. Ancor più inusitata la batosta patita dal Valencia a Maiorca. Emery applica il turnover in vista della coppa del Re e viene punito da una squadra in crisi netta, a secco di vittorie dal 26 ottobre scorso. Hombre del partido Jurado: due gol segnati e un rigore procurato nell’inaspettato 3-1 finale che riaccende le speranze salvezza degli isolani.

Le altre- Non basta il solito Rossi al Villarreal che viene frenato a domicilio dal fanalino di coda Osasuna (pari di Dady; 1-1). Il Sottomarino giallo manca così l’opportunità di agganciare la zona Champions. Pari nel duello per l’Europa tra Malaga e Atletico (1-1). Continua il digiuno di vittorie dei colchoneros. Le due compagini rimangono appaiate al sesto posto. Torna a sorridere -e respirare- dopo quattro turni il Getafe. E lo fa con una devastante cinquina allo Sporting. Si ferma a sette, invece, la striscia positiva dell’Athletic. I baschi cedono il passo all’Almeria (2-1). Pari sofferto quanto inutile per l’Espanyol a Valladolid (1-1). L’undici di Pochettino rimane in piena zona retrocessione.

Calcio Internazionale

Coppa del Re: ribaltone Valencia, Barça frenato nel derby

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Mata protagonista al Mestalla
reuters.com

“Pausa di riflessione” in coppa del Re per il Barcellona. Nell’andata dei quarti i blaugrana vengono infatti costretti allo 0-0 dai cugini dell’Espanyol. Nell’altra interessante sfida di serata, successo rocambolesco del Valencia sul Siviglia. Il 3-2 finale lascia i giochi apertissimi in vista del ritorno.

Espanyol-Barcellona 0-0
E’ un Barcellona in formazione ampiamente rimaneggiata quello che impatta nel derby dell’Olimpico e pone fine ad una serie di 13 vittorie esterne in tutte le competizioni. Senza Eto’o, Valdes, Dani Alves e con Xavi e Messi in campo solo per uno scampolo, il “Barça B” non brilla. Pochi i grattacapi creati all’Espanyol di Pochettino che debutta dunque al meglio sulla panchina catalana. Discorso qualificazione rinviato fra sette giorni al Camp Nou.

Valencia-Siviglia 3-2
Decisamente più divertente il match del Mestalla. Villa approfitta dopo appena 5 minuti di uno svarione di Adriano per portare avanti i suoi. La sua partita, però, dura poco, perchè al 13′ viene sostituito in via precauzionale da Morientes. Il primo tempo del Valencia, trascinato dalla spinta sulle fasce di Joaquin e Vicente, è convincente. La svolta avviene nella ripresa con l’ingresso di Capel. L’esterno rivitalizza gli andalusi e fa impazzire il dirimpettaio Moretti. Non a caso è sua la pennellata per l’inzuccata di Luis Fabiano (52′). E’ poi il guardalinee a regalare il sorpasso al Siviglia quando non segnala una chiara posizione di fuorigioco di Adriano che può battere senza problemi Guaita. Emery gioca allora la carta Mata. L’esterno spariglia l’incontro in 5 minuti servendo a Baraja il 2-2 (81′) e inventando il controsorpasso a 4′ dal gong. Giustizia è fatta.

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