Calcio Internazionale, confederations cup

Spagna sconfitta per troppa supponenza?

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Casillas a terra, immagine di una Spagna ko dopo 35 match

Roma - La sconfitta della Spagna di ieri contro gli Stati Uniti in Confederations Cup ha sorpreso tutti quelli che già si aspettavano la supersfida con il Brasile in finale. La Spagna di ieri è parsa lenta e prevedibile contro una squadra ben disposta in campo che ha fatto dell’aggressività e del contropiede le sue armi. La domanda che viene spontanea a valle di questa disfatta spagnola è la seguente: la Spagna dei record non ha perso anche per troppa supponenza?

Opinione- La risposta personale è SI’. Sappiamo tutti benissimo come i giornali spagnoli abbiano sempre incensato le gesta dei propri atleti e soprattutto della propria nazionale di calcio. Spesso i media iberici si sono focalizzati su un confronto tra calcio nazionale e calcio estero beatificando spesso loro stessi e prendendo in giro altri (vedi calcio italiano). Francamente non ricordo che in Spagna abbiano mai detto di apprendere qualcosa da noi o a da chiunque altro nonostante per 80 anni non abbiano vinto niente. In Italia spesso si è parlato di modello spagnolo sul piano del gioco e si critica spesso i propri colori, lì la cosa è rara come la neve nel deserto…

Conclusione- La mia conclusione è che tutte queste pressioni e tutta questa campagna propagandistica che la squadra di calcio ha avuto, soprattutto dopo i successi dell’Europeo e del Barcellona, abbia fatto sì che i giocatori spagnoli si siano sentiti superiori e abbiano “sottovalutato” l’impegno con gli Usa pagando a caro prezzo questo tipo di atteggiamento. Per cui, oltre a NOI, anche LORO una bella lezioncina dalla Confederations Cup credo proprio se la porteranno. Magari Marca o As, invece di impicciarsi degli affari degli altri, focalizzeranno l’attenzione sui loro problemi.

A voi i commenti

Calcio giovanile, Italia

Europei Under 17, pari all’esordio per l’Italia

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Al via l’Europeo under 17
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DESSAU ROSSLAU - Al via oggi gli Europei Under 17, che si concluderanno con la finalissima lunedì 18 maggio e che saranno validi anche per le qualificazioni ai prossimi Mondiali di categoria in Nigeria. Otto le squadre qualificatesi per la fase finale, suddivise in due gruppi: il girone A, oltre agli azzurrini guidati da Pasquale Salerno, vede la presenza della temibile Spagna, vincitrice delle ultime due edizioni, della Francia e della Svizzera, mentre nel gruppo B sono inserite Germania, Turchia, Inghilterra e Olanda. Anche quest’anno i campioni uscenti sembrano essere i favoriti per la vittoria finale. L’Europeo Under 17 costituisce comunque un’ottima vetrina per i giovani europei e di casa nostra, basti pensare che nelle edizioni passate si sono aggiudicati la palma di miglior giocatore del torneo campioni del calibro di Wayne Rooney e Cesc Fabregas.

Questi i giocatori a disposizione del tecnico azzurro:

Portieri: Perin (Genoa), Bardi (Livorno);

Difensori: Benedetti (Torino), Campoli (Lazio), Sini (Roma), Baraldo (Piacenza), Camporese (Fiorentina), Camilleri (Reggina), Natalino (Inter);

Centrocampisti: De Vitis (Fiorentina), Finocchio (Parma), Fossati (Inter), Bianchi (Empoli), Crisetig (Inter);

Attaccanti: Libertazzi (Juventus), Dell’Agnello (Inter), Beretta (Albinoleffe), El Shaarawi (Genoa).

ESORDIO AZZURRO - La nazionale italiana ha esordito oggi proprio contro la Spagna, racimolando soltanto un pareggio a reti inviolate. Gli azzurrini possono comunque essere soddisfatti del risultato visto il dominio territoriale che le Furie Rosse hanno esercitato per tutta la durata del match. La gara si è svolta al “The Paul Greizfu Stadion” di Dessau Rosslau, sotto una pioggia incessante che ha reso il terreno particolarmente scivoloso e che ha quindi penalizzato notevolmente lo spettacolo. Nonostante il prolungato possesso palla degli spagnoli, gli azzurri  si sono resi pericolosi in più di un’occasione, soprattutto grazie alla velocità del talento genoano El Shaarawi (unico giocatore della spedizione azzurra ad aver già esordito in Serie A) e di Beretta. E’ proprio il talento dell’Albinoleffe a costruire la migliore palla gol azzurra della prima frazione, liberando un bel diagonale mancino efficacemente respinto dal portiere Badia. La Spagna si rende pericolosa con Sarabia, talento della “cantera” del Real Madrid, che colpisce la traversa dopo una miracolosa deviazione del nerazzurro Natalino. Nel secondo tempo, le Furie Rosse provano ad accelerare, ma il portiere Perin si fa trovare pronto sui tiri di Goni, Pozuelo e Fernandez. Gli azzurrini riescono comunque a tenere gli assalti spagnoli e la propria porta inviolata. Lo 0-0, anche alla luce del risultato nell’altra gara del girone (1-1 tra Svizzera e Francia), resta un buon risultato. LItalia scenderà in campo sabato 9 contro gli elvetici e martedì 12 contro i transalpini.

Questi i risultati della prima giornata:

Spagna - Italia 0-0

Svizzera - Francia 1-1  Ben Khalifa (S), 59′ - Situ (F) 76′)

Inghilterra - Olanda 1-1  Özyakup 4′ (O) - Garbutt 29′ (I)

Germania - Turchia 3-1  Sari 10′ (T) - Scheidhauer 11′ (G) - Buchtmann 51′ (G) - Mustafi 67′ (G)

Amarcord di calcio

Miti del calcio: Alfredo Di Stefano

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Il giovane Di Stefano ai tempi del River
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“Io non so dire se come giocatore ero meglio di Pelé, ma posso dire senza ombra di dubbio che Di Stefano era meglio di Pelé.” Parole e musica di Diego Armando Maradona. Orgoglio argentino? O la solita uscita del Pibe de Oro?

Di sicuro Alfredo Di Stefano è stato il miglior giocatore dei suoi tempi. Attaccante letale sotto porta, ma non solo: la Saeta Rubia! Un biondino che correva da una parte all’altra del campo quando gli altri ancora camminavano. Il primo calciatore moderno, regista d’attacco e uomo simbolo del Real Madrid tra il 1953 e il 1964. Mica una squadra qualsiasi in un periodo qualunque. Ma ci torneremo.

Di Stefano nasce a Buenos Aires il 4 luglio 1926. Figlio di emigranti italiani e collezionatore di cittadinanze: argentina, of course, ma anche colombiana e spagnola, che raccontano anche la sua storia da girovago del pallone. Storia che inizia, come per tutti a quei tempi e in quella terra, nelle polverose periferie della sconfinata capitale argentina. Eppure a quel biondino dalla tecnica sublime si apre subito un’autostrada: il River Plate. Dalle giovanili alla prima squadra il passo è brevissimo, non così quello tra la panchina e il campo. Prima ancora di esordire viene smistato all’Huracan. Il solito prestito formativo. Se son rose fioriranno… E fioriranno davvero in poco tempo, basta una stagione, 10 gol in 25 partite, tra cui una storica al River dopo 15 secondi dal fischio d’inizio. Record di velocità per il campionato argentino e mea culpa immediato dei Millonarios che lo riportano alla base e gli danno un posto da titolare in attacco e la licenza di segnare. Di Stefano non tradirà le attese: al primo colpo arrivano uno scudetto e il titolo di capocanniere grazie alle sue 27 marcature in 30 partite. E la chiamata della Seleccìon per la Coppa America di dicembre in Ecuador. 6 presenze, 6 gol: Argentina Campione delle Americhe per l’ottava volta e Di Stefano catapultato nel gotha del calcio continentale. Altre due stagioni al River con alti e bassi poi l’addio, complice uno sciopero dei calciatori che mette in pericolo lo svolgimento del campionato.

Pur di non restare ferma, la Saeta Rubia accetta i dollari dei Millonarios di Bogotà, Colombia. Campionato minore e non riconosciuto dalla FIFA dove il nostro, naturalmente, fa il bello e il cattivo tempo. In quattro stagioni porta a casa tre titoli (1949, 1951, 1952), mettendo insieme 108 presenze e 88 gol in campionato. E riuscendo anche ad esordire nella nazionale colombiana di cui nel frattempo aveva preso la cittadinanza. Quattro presenze in tutto, nessun gol. A quel punto l’Europa non può più restare indifferente al miglior calciatore dell’epoca.

Il Barcellona prepara le carte e costruisce i ponti per il suo approdo in Spagna, ma la situazione contrattuale confusa (il River Plate aveva ancora i diritti sul giocatore) arena le trattative. Di Stefano arriva in Spagna per firmare il contratto con i blaugrana pur avendo lasciato la Colombia senza permesso. La FIFA avalla dicendo che c’è l’autorizzazione del River Plate proprietario dei diritti, ma a sorpresa è la Federazione spagnola a bloccare tutto. Dietro questa mossa c’è addirittura il Generalissimo Francisco Franco, e il suo braccio armato nello sport: il presidente del Real Madrid Santiago Bernabeu che convince Di Stefano a firmare con le merengues. Potere e pallone: storia vecchia… Barcellona contro Madrid, falangisti contro repubblicani, centro contro periferia. Raggiunto l’obbiettivo nascosto, la Federazione Spagnola può anche permettere un compromesso: l’argentino, che aveva firmato con entrambe le squadre per quattro anni avrebbe militato ad anni alterni con entrambe, il Real Madrid avrebbe pagato ai catalani quattro milioni di pesetas per lo sgarbo e se lo sarebbe tenuto per la prima stagione. Il Barcellona declinò offeso, giurando odio eterno al Real. E Di Stefano fu merengue. Per undici stagioni.

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Di Stefano in posa con le cinque coppe Campioni del Real
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Premessa: il Real Madrid nel 1953 aveva in bacheca la bellezza di due titoli (2) racimolati in venti (20) anni. Altro che galacticos… la parte del leone sotto i Pirenei la facevano da sempre le due squadre separatiste: il Barcellona e l’Athletic Bilbao. Claro che a Madrid, e in Castiglia in generale (o Generalissimo), era dura ingoiare il rospo. Di Stefano rappresentava dunque il vento che… doveva cambiare. Infatti, con lui niente sarebbe stato più lo stesso. Otto campionati in undici stagioni più una Copa del Generalísimo (futura Coppa de Re), e un’aurea di immortalità, in patria, ma soprattutto all’estero. Era il Real di Puskas, KopaGento, Rial, Muñoz. Era il Real delle cinque Coppe dei Campioni: la squadra del secolo! Ma soprattutto era il Real della Saeta Rubia, di quel biondino di Barracas, Buenos Aires, che non solo segnava e faceva segnare, ma che dirigeva tutta l’orchestra. Anche dalla difesa, quando serviva. Con 216 gol in 282 partite è il secondo cannoniere del Real Madrid, essendo stato appena superato da Raul. Cinque volte Pichichi, di cui quattro in fila, due Palloni d’Oro. Il migliore di sempre nella squadra migliore di sempre… forse. Troppo difficile fare una classifica. Di certo Di Stefano sta al calcio come Mozart alla musica. Il resto sta ai personalissimi gusti del “consumatore”.

La Coppa dei Campioni era nata dall’utopia di un giornalista francese dell’Equipe, Gabriel Hanot. Osteggiata in un primo tempo da FIFA e UEFA, perchè minacciava la vitalità dei campionati nazionali e rischiava di oscurare il nascente Europeo per Nazioni, la “coppa dalle grandi orecchie” nasceva tra nubi minacciose che oscuravano la vallata. Gli spocchiosi inglesi non la ritenevano alla loro altezza; per gli spagnoli, al contrario, era un’occasione unica per uscire dall’isolamento politico in cui si era cacciato il regime. Chiaro che il Real Madrid, la squadra di Bernabeu, si buttasse a capofitto nell’impresa. Ma accentuare i valori politici non sminuisce quelli tecnici di una squadra costruita mattone su mattone per essere perfetta. Di Stefano è  l’uomo simbolo, il leader. Grazie a lui la manifestazione cresce in fascino e attenzione. La Champions odierna deve molto ai blancos e al suo alfiere che ne ha costruito le basi per l’immortalità. Messe in fila, in ordine, lo Stade Reims, la Fiorentina, il Milan, ancora lo Stade e l’Eintracht. Cinque vittorie consecutive e a segno in tutte le finali, per sette gol complessivi. Numeri da gigante del calcio, che però non bastano a spiegarne la grandezza. Perchè la Saeta Rubia era classe, eleganza ed intelligenza. Ciliegina sulla torta, l’Intercontinentale del 1960, la prima edizione, naturalmente, di un torneo creato su misura per decretare la grandezza delle merengues.

Gli mancò il Mondiale, che invece rese immortale Pelè e Maradona. Unico Pallone d’Oro mai presente. Colpa del periodo storico. Nel ‘50 l’Argentina rifiutò l’invito degli storici nemici brasiliani. Nel ‘54, da colombiano, pagò la mancata iscrizione della sua nazionale alle qualificazioni. Divenuto spagnolo, riuscì finalmente a qualificarsi nel 1962, ma un infortunio lo estromise all’ultimo. Due stagioni all’Espanyol, nell’”altra” Barcellona, prima del ritiro nel 1966. E gli onori. Presidente onorario del Real Madrid dal 2000, Giocatore del secolo per la Federazione Spagnola. Quarto di tutti i tempi, dietro Pelè, Maradona e Cruyff in una sondaggio di France Football tra gli ex Palloni d’Oro. Eppure, un giocatore così completo, attaccante, difensore, regista, leader forse non lo abbiamo più visto.

Mondiali 2010

Spagna, Olanda e Inghilterra prenotano il Sudafrica. Ok tutte le big

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La Spagna non si ferma più
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Oltre alla gara del “San Nicola”, il mercoledì calcistico ha visto andare in scena altre 23 incontri validi per i gironi di qualificazione europei ai Mondiali. Non c’è stato spazio per sorprese, le big hanno vinto in blocco, consegnando a Spagna, Inghilterra e Olanda il pass virtuale per il Sudafrica. Successi fondamentali anche per Germania e Francia. Ma andiamo a vedere quanto successo girone per girone.

Gruppo 1
Ungheria-Malta 3-0
Hajnal, Gera e Juhasz spazzano via il modesto Malta. I magiari continuano la loro corsa a braccetto con i danesi (seppur con una partita in più) allungando su Svezia e Portogallo.

Danimarca- Albania 3-0
Non sbagliano i danesi che proseguono senza soste la loro corsa in testa al girone. Andreasen, Larsen e lo juventino Poulsen regolano con un tris l’Albania, ormai tagliata fuori dal discorso qualificazione.

Gruppo 2
Lettonia-Lussemburgo 2-0
Tornano in corsa i baltici grazie all’agevole successo con Lussemburgo. Zigajevs e Verpakovskis gli autori delle reti. Lettonia a -3 dal duo di testa Grecia-Svizzera.

Svizzera- Moldova 2-0
Seconda vittoria in quattro giorni degli elvetici sui moldavi. Nkufo e Frei confermano il momento positivo dei biancocrociati e li mantengono in testa al girone appaiati alla Grecia.

Grecia-Israele 2-1
Va agli ellenici il big match del gruppo, cruciale per la corsa verso il Sudafrica. Barda risponde a Salpingidis, ma stavolta i campioni d’Europa del 2004 trovano il guizzo vincente con il rigore di Samaras. Grecia prima, brutto colpo alle speranze di Israele.

Gruppo 3
Repubblica Ceca- Slovacchia 1-2
A Praga, colpaccio slovacco nel sentitissimo derby. Gli ospiti sovvertono le tradizionali gerarchie con Sestak e Jendrisek, inutile il sigillo dello juventino Grygera. La Slovacchia ‘vede’ il primato e inguaia non poco i ‘cugini’.

Polonia- San Marino 10-0
Passeggiata di salute dei polacchi che dimenticano il ko di sabato. San Marino non può nulla, travolta dai poker di Smolarek, le doppiette di Lewandowski e Boguski e i sigilli di Jelen e Saganowski.

Irlanda del Nord- Slovenia 1-0
Continua a sorprendere la piccola nazionale britannica, ancora vittoriosa, stavolta contro la Slovenia. E’ Feeney l’uomo che fa esplodere di gioia Belfast e mantiene i suoi clamorosamente in testa al girone (anche se con una partita in più).

Gruppo 4
Liechtenstein- Russia 0-1
Il massimo con il minimo sforzo. Zyrianov piega la resistenza degli avversari a Vaduz e tiene la formazione di Hiddink nella scia tedesca.

Galles- Germania 0-2
Bel successo dei tedeschi nell’ostica trasferta di Cardiff. Ballack ancora a segno, chiude i conti un’autorete di Williams in una gara senza patemi. La nazionale di Loew rimane in testa, tenendo a distanza i russi.

Gruppo 5
Estonia-Armenia 1-0
Nel duello tra ultime, prevalgono i baltici con Puri. Ora l’Armenia è fanalino di coda in solitaria.

Turchia- Spagna 1-2
31 risultati utili di fila -eguagliata la gestione Clemente-, 11 vittorie consecutive. La striscia dei campioni d’Europa s’impreziosce con il blitz in rimonta di Istanbul. Samih Senturk illude i padroni di casa, Xabi Alonso pareggia i conti su calcio di rigore. E nel finale il difensore del Liverpool Riera firma il colpaccio. Spagna virtualmente in Sudafrica, manca ormai soltanto la certezza matematica.

Bosnia- Belgio 2-1
Il solito Dzeko (doppietta) castiga ancora i belgi e avvicina la Bosnia ad un inaspettato secondo posto. Inutile la rete di Swerts. La nazionale dell’ex Jugoslavia ha ora quattro punti di margine sulla Turchia terza.

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Terry-gol e l’Inghilterra vola
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Gruppo 6
Kazakistan- Bielorussia 1-5
Con il pokerissimo di Almaty, la Bielorussia torna a sperare. I kazaki chiudono il primo tempo in vantaggio (Abdulin), ma vengono travolti nella ripresa. Hleb impatta, poi si scatena Kalachev (doppietta). Stasevich e Rodionov completano la festa ospite.

Andorra- Croazia 0-2
Firme d’autore per riagganciare il secondo posto. Klasnic e il rientrante Eduardo regolano la piccola repubblica dei Pirenei e timbrano il sorpasso sull’Ucraina, caduta a Wembley.

Inghilterra- Ucraina 2-1
Quinta vittoria in altrettanti incontri: come Capello nessuno alla guida della selezione dei Tre Leoni. A Wembley, è un tocco di Terry all’85′ a regalare il pass virtuale per il Sudafrica. Prima c’era stato l’1-0 di Crouch e il momentaneo pari del redivivo Shevchenko.

Gruppo 7
Austria- Romania 2-1
Una doppietta di Hoffer affonda definitivamente le speranze della formazione di Piturca -priva del leader Mutu- a cui non basta Tanase.

Francia- Lituania 1-0
Ormai lo chiameranno “le Roi”. Con il secondo gol decisivo in quattro giorni, Ribery è ufficialmente il salvatore della patria. E di Domenech. L’asso del Bayern sgretola il bunker baltico a coronamento di una bella azione orchestrata dagli assi transalpini; Benzema, Henry e Gignac. Successo meritato e fondamentale per Domenech che conquista il secondo posto e si porta a -2 dalla Serbia.

Gruppo 8
Bulgaria- Cipro 2-0
Si riaccende la fiammella della speranza per Berbatov e soci, in virtù del pari tra Italia e Irlanda. Popov e Makriev castigano oltre i propri demeriti Cipro e riportano la Bulgaria a -5 dal secondo posto con una gara in meno.

Georgia- Montenegro 0-0
Scialbo pareggio senza reti in una gara praticamente priva di significato ai fini della qualificazione.

Gruppo 9
Scozia- Islanda 2-1
Successo fondamentale degli scozzesi in chiave secondo posto. Dopo il botta e risposta McCormack-Sigudsson, decide il centrocampista dei Red Devils Fletcher.

Olanda- Macedonia 4-0
Altre quattro sberle per gli oranje che rimangono a punteggio pieno. La doppietta del solito Kuyt e le reti di Huntelaar e Van der Vaart spingono l’Olanda vicinissima ai Mondiali sudafricani.

Mondiali 2010

Ribery tiene in vita la Francia. Spagna e Olanda avanti a gonfie vele

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Ribery salva la Francia
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C’è viaggia a marce altissime, c’è chi non riesce nemmeno ad ingranare la prima. Se da un lato la partecipazione di alcune big europee è ormai scontata (Spagna e Olanda), dall’altro il Mondiale sudafricano rischia di perdere anzitempo alcuni nobili interpreti (Portogallo e Francia). Da Dublino arrivano invece buone notizie per l’Italia di Lippi, dove la Bulgaria blocca l’Irlanda (1-1) e permette agli azzurri di rimanere soli in testa al girone in attesa dello scontro diretto di mercoledì a Bari.

Nobili in crisi- Ribery salva Domenech e tiene in vita le speranze della Francia. L’esterno del Bayern decide con un gran sinistro da fuori la soffertissima trasferta in terra di Lituania, mantenendo i transalpini a - 5 dalla fuggitiva Serbia. Praticamente spacciata, invece, la Romania di Mutu, affondata proprio dai serbi a Costanta (3-2).  A fortissimo rischio eliminazione anche Svezia e (soprattutto) Portogallo, che non riescono a superarsi nello scontro diretto (0-0), e vedono allontanarsi Danimarca e Ungheria. I danesi passano senza problemi a Malta rafforzando la loro leadership (10 punti in 4 gare), i magiari tengono il passo con il blitz in terra d’Albania con il bltz firmato Torghelle (10 pt in 5 gare).

A gonfie vele- Sempre più in fuga Spagna e Olanda. I campioni d’Europa proseguono il loro filotto di vittorie piegando anche la Turchia, grazie al tap in di Piquè. Gli iberici hanno ora sei lunghezze di vantaggio sulla Bosnia, protagonista di una clamorosa vittoria in Belgio (4-2). Finisce 2-2 l’altro scontro Armenia-Estonia. Ancor più vicini alla qualificazione gli oranje, che battono con tris d’autore la Scozia (Huntelaar, Van Persie, Kuyt) e volano addirittura a +8 sui rivali.

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Olanda sempre più vicina ai Mondiali
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Equilibrio e sorprese- Tutto come da pronostico nel gruppo 4, dove continua il duello Germania-Russia. Nessun problema per i tedeschi che calano il poker contro il Liechtenstein (a segno Ballack, Jensen, Schweinsteiger, Podolski) e mantengono quattro lunghezze di vantaggio (ma con un match giocato in più) sulla nazionale di Hiddink, che a sua volta regola l’Azerbaigian (2-0, Pavlyuchenko, Zyrianov). Rimane in corsa anche la Finlandia corsara in Galles (2-0). Equilibrio anche nel gruppo 2: la Svizzera passa in Moldova (2-0) e aggancia in vetta la Grecia, frenata sul pari da Israele (1-1). Ma la sorpresa più grossa arriva dal gruppo 3. La piccola Irlanda del Nord, favorita da una super papera di Boruc e un’autorete di Zewlakow, batte la Polonia (3-2) e s’installa momentaneamente al comando. Slovenia e Repubblica Ceca, infatti, si bloccano a vicenda e lasciano strada agli irlandesi rendendo ancora più intricato il discorso qualificazione, con 5 squadre raccolte in tre punti.

I risultati del weekend di qualificazione europeo:

Malta- Danimarca 0-3
Albania-Ungheria 0-1
Portogallo-Svezia 0-0
Lussemburgo-Lettonia 0-4
Moldova-Svizzera 0-2
Israele-Grecia 1-1
Irlanda del Nord-Polonia 3-2
Slovenia-Repubblica Ceca 0-0
Russia-Azerbaigian 2-0
Galles-Finlandia 2-0
Germania-Lichtenstein 4-0
Armenia-Estonia 2-2
Belgio-Bosnia 2-4
Spagna-Turchia 1-0
Romania-Serbia 2-3
Lituania-Francia 0-1
Cipro-Georgia 2-1
Irlanda-Bulgaria 1-1
Montenegro-Italia 0-2
Olanda-Scozia 3-0

Calcio Internazionale, Mondiali 2010

Spagna e Argentina stendono Inghilterra e Francia. Keane salva il Trap

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Doppio Keane lancia l’Irlanda
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Mercoledì di amichevoli internazionali e qualificazioni ai prossimi mondiali di Sudafrica 2010. L’Italia di Marcello Lippi seguiva da vicino la gara tra Irlanda e Georgia, mentre molto interessanti e anche con qualche sorpresa le amichevoli di lusso Francia-Argentina e Spagna-Inghilterra.

Qualificazioni mondiali- La Georgia stava per fare un regalone grosso così agli Azzurri. Dopo solo due minuti, la Georgia passa in vantaggio con Iashvili e ci vogliono settantuno minuti per piegare la resistenza della nazionale caucasica. Al 73esimo, Robbie Keane, fresco di ritorno con la maglia del Totthenam, viene atterrato da Khizanisvili in piena area: lo stesso attaccante ex Inter e Liverpool trasforma. Passano cinque minuti e il bomber di Trapattoni realizza la rete del 2-1 finale, che consegna all’Eire tre punti d’oro verso la rincorsa ai Mondiali, consentendo l’aggancio in classifica alla nazionale campione del Mondo.
Nel gruppo 1, invece, pari in Malta-Albania (0-0). Vittoria per 3-0 dell’Irlanda del Nord a San Marino.
Giocate alcune gare anche in Asia. Importante vittoria della Corea del Nord sull’Arabia Saudita, reti bianche nel big match Giappone-Australia.
Si fa nera la situazione per Eriksson. Il ct della nazionale messicana, già sulla graticola e dato vicino alla panchina del Portsmouth, incassa contro gli Stati Uniti il terzo ko di fila mettendo a rischio la qualificazione del Messico ai prossimi Mondiali. Per la cronaca, il primo incontro della seconda fase di qualificazione Concacaf è stato deciso da una doppietta del centrocampista del Borussia Bradley. Negli altri incontri, Costarica batte Honduras 2-0 mentre El Salvador e Trinidad e Tobago impattano 2-2.

Classifica gruppo 8 Europa:

Italia e Irlanda 10, Bulgaria 3, Montenegro e Georgia 2, Cipro 1.

Gruppo 1 Asia:

Corea del Nord-Arabia Saudita 1-0

Iran-Corea del Sud 1-1

Class: Corea del Sud 8, Corea del Nord 7, Iran 6, Arabia Saudita 4, Emirati Arabi Uniti 1.

Gruppo 2 Asia:

Giappone-Australia 0-0

Uzbekistan-Bahrain 0-1

Class: Australia 10, Giappone 8, Bahrain e Qatar 4, Uzbekistan 1.

Seconda fase Concacaf:

Stati Uniti-Messico 2-0

Costarica- Honduras 2-0

El Salvador-Trinidad e Tobago 2-2

Class: Stati Uniti e Costarica 3; El Salvador e Trinidad & Tobago 1; Messico e Honduras 0.

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Record per El Guaje
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Amichevoli- Dopo Brasile-Italia, altra serata di lusso delle amichevoli internazionali. Il “Sanchez Pizjuan” di Siviglia si rivela ancora una volta roccaforte inespugnabile della Spagna che piega 2-0 l’Inghilterra di Capello allungando a 29 la propria striscia utile. La formazione di Del Bosque tesse come sempre pazientemente la sua tela col rinomato ‘tiqui taca’, e quando affonda fa male. Al 25′ un gran numero di Villa su verticalizzazione di Xabi Alonso spezza l’equilibrio: 6° centro di fila in Nazionale, un record, per ‘El Guaje’. Un’Inghilterra priva di alcuni big (Rooney e Gerrard) non riesce a incidere e nel finale viene castigata ancora dal neoentrato Llorente. Ennesima prova di forza degli iberici, record di presenze amaro (108 come Bobby Moore) per Beckham.
A Parigi, la Francia non esce dal tunnel della crisi di risultati e si fa battere dall’Argentina di Maradona: 0-2 il risultato finale -in un match che di amichevole ha avuto poco-, con le reti di Gutierrez e Lionel Messi, autore di una gran magia. Fra le avversarie degli Azzurri nella corsa al Mondiale, la Bulgaria pareggia in Svizzera, dopo essere passata in vantaggio con Popov, mentre vince Cipro, 3-2 contro la buona Slovacchia. Sorpresa in Germania, dove la nazionale di Loew esce sconfitta dal confronto con la Norvegia: di Grindhem al 63esimo il gol vittoria. Vince la Svezia in casa dell’Austria, con i gol tutti nella ripresa di Elm e Kallstrom. Kranjicar consegna la vittoria alla Croazia nella sfida contro la Romania: al gol di Marica al 22esimo, risponde Rakitic sei minuti dopo. Nonostante un periodo buio con il suo club, il Real Madrid, Huntelaar segna il momentaneo vantaggio dell’Olanda di Maarwick sulla Tunisia. Poi Saihi consegna un pari prestigioso alla nazionale nordafricana. Vince il Portogallo di Cristiano Ronaldo, proprio con un penalty del numero sette del Manchester United, mentre Grecia e Danimarca impattano sull’1-1, scaturito dai gol di Borring al 49esimo e pareggio ellenico al 61esimo con Gekas. Buona vittoria dell’Ucraina in casa della Serbia: gol decisivo di Nazarenko. L’Uruguay passa in Libia (3-2). A segno Eguren, Martinez e Pereira per i sudamericani; Esnani e Fazani per i nordafricani.

Tutti i risultati delle amichevoli:
Burkina Faso-Togo 1-1
Lettonia-Armenia 0-0
Libia-Uruguay 2-3
Mozambico-Malawi 2-0
Islanda-Liechtenstein 2-0
Kuwait-Azerbaijan 1-1
Israele-Ungheria 1-0
Estonia-Kazakhstan 0-2
Lituania-Andorra 3-1
Galles-Polonia 0-1
Camerun-Guinea 3-1
Egitto-Ghana 2-2
Macedonia-Moldova 1-1
Sud Africa-Cile 0-2
Turchia-Costa d’Avorio 1-1
Romania-Croazia 1-2
Tunisia-Olanda 1-1
Algeria-Benin 2-1
Marocco-Repubblica Ceca 0-0
Grecia-Danimarca 1-1
Austria-Svezia 0-2
Germania-Norvegia 0-1
Svizzera-Bulgaria 1-1
Belgio-Slovenia 2-0
Giamaica-Nigeria 0-0
Francia-Argentina 0-2
Portogallo-Finlandia 1-0
Spagna-Inghilterra 2-0

Calcio

Finisce il 2008…Finisce un anno di emozioni calcistiche. Riviviamole…

Domani finiranno i 366 giorni che abbiamo trascorso in questo 2008 e con esso finiscono le numerose emozioni calcistiche che ci sono state nel corso di questo anno solare. Dividiamo per mesi ognuna di esse.

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Scarpa e Pallone d’oro per il super Cristiano Ronaldo
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Gennaio- Classico mese del mercato di riparazione, mese in cui le squadre cercano di puntellare eventuali errori commessi nella finestra estiva con pedine mancanti nella squadra. Gli acquisti interessanti del mercato di Gennaio sono stati Sissoko alla Juventus e il rientro in Italia di Alessandro Lucarelli con la maglia del Parma dopo la piccola parentesi russa; l’arrivo “polemico” di Rolando Bianchi alla Lazio in prestito dal Manchester City dopo che lo stesso si era già accordato col Toro e debutto in maglia biancoceleste proprio all’Olimpico di Torino durato pochi minuti perché espulso dal direttore di gara. L’arrivo alla Lazio non si dimostrò semplice per lui con soli tre gol segnati fino alla fine del campionato. Mentre dal mese di Gennaio sulla panchina del Cagliari subentra Daniele Ballardini che riesce a costruire una mega rimonta con un ruolino da primato in tutto il girone di ritorno (il girone d’andata si era chiuso all’ultimo posto con pochi punti in classifica).

Febbraio- Prosegue il campionato con in testa sempre l’Inter di Roberto Mancini con un vantaggio di undici punti sulla Roma mentre nella zona calda sono in tante le squadre a battagliare;  la lotta si fa serrata perché tutte si riprendono e c’è un interessante testa a testa che finirà l’ultima giornata di campionato. In Serie B si consolida il primato di Bologna e Chievo per la promozione diretta.

Marzo- E’ in questo mese che l’Inter di Mancini ha più problemi nel rapporto tra il mister e società in rotta di collisione soprattutto dopo la conferenza stampa del coach dopo l’uscita di scena dalla Champions League contro il Liverpool; inoltre grazie alla sconfitta a S. Siro contro la Juventus, la squadra giallorossa arriva a meno quattro dai neroazzurri. Il Milan è sempre lontano dall’agguantare la zona Champions con Fiorentina e Udinese davanti ai rossoneri.

Aprile- Mese di tira e molla per la zona alta della classifica, con romanisti ancora in Champions e poi eliminati con un nettissimo 7-1 dalla squadra che poi conquisterà il massimo trofeo continentale, il Manchester UTD. Si comincia a sentire l’aria di Europei e di convocazioni che arriveranno da Roberto Donadoni.

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Sotto la pioggia parmense Ibra regala il 16° scudetto ai nerazzurri
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Maggio- Il 3 maggio 2008 durante la partita Treviso-Grosseto (sospesa sullo 0-1) Luciana Callegher, poliziotta di 42 anni originaria di Belluno, in servizio all’esterno dello Stadio Omobono Tenni si è sparata un colpo di pistola alla testa, ferendosi gravemente. Un’altra poliziotta è rimasta ferita lievemente nel tentativo di fermarla. I tifosi del Treviso, udendo lo sparo, hanno avvisato i giocatori delle due squadre e l’arbitro Pinzani dell’accaduto e la partita è stata sospesa ed è ripresa il 14 maggio (vittoria 2-1 del Treviso).
Finisce il campionato, scudetto deciso all’ultima giornata ma vittorioso per l’Inter sul campo del Parma (grazie ad una doppietta di Ibrahimovic) mentre la Roma pareggia a Catania e un solo punto divideva le due compagini in testa. Vanno in Champions League Inter, Roma, Juventus e Fiorentina. In UEFA Milan, Sampdoria e Udinese. Il Napoli ha diritto a partecipare alla Coppa Intertoto. Retrocedono in B Empoli, Livorno e Parma. Si conclude la grande annata di Alex Del Piero chiudendo come capocannoniere della massima serie italiana con 21 reti. La Roma conquista la Coppa Italia contro la solita Inter. Arrivano le convocazioni di Donadoni con la classica squadra delle qualificazioni più le sorprese Cassano e Del Piero. In campo continentale il Manchester UTD conquista la Champions League contro la connazionale Chelsea a Mosca ai calci di rigore mentre lo Zenit San Pietroburgo conquista la Coppa UEFA. Nei maggiori campionati esteri, il Bayern Monaco torna a trionfare grazie ad uno straripante Luca Toni, il Lione si conferma per la settima volta di fila campione, il Real Madrid vince in una Liga dai toni bassi e il Manchester fa doppietta bruciando anche qui sul filo di lana la concorrenza dei Blues.

Giugno- Dal 7 al 29 giugno è il mese dell’europeo, un europeo che apre con Svizzera – Repubblica Ceca e finisce con la finale Spagna – Germania, europeo vinto dalla squadra iberica -dopo 44 anni di digiuno- e mister Aragones premiato per meriti di aver cresciuto un gruppo di giovani e capace di vincere contro squadre di calibro superiore sulla carta come la nostra Italia e l’altra finalista Germania. Azzurri eliminati ai rigori dalla Spagna nei quarti di finale e Donadoni che conclude l’avventura azzurra. Abete e la Federazione preferiranno richiamare Marcello Lippi alla guida degli azzurri. Chievo e Bologna tornano in Serie A. Il Lecce più avanti conquisterà la massima serie dopo aver vinto i Play – off.  In Argentina Simeone conquista il Clausura alla guida del River Plate.

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Il tabù lungo 44 anni è spezzato: Spagna campione d’Europa
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Luglio- Manca il calcio giocato, ma è il mercato a dare nell’occhio. L’Inter cambia allenatore e chiama l’ex del Chelsea Josè Mourinho che si presenta alla prima conferenza stampa a parlare un quasi perfetto italiano. La Juventus acquista Amauri dal Palermo come fiore all’occhiello e il Milan porta in Italia dal Barcellona Ronaldinho. Il Napoli si rinforza ulteriormente con giovani di valore e il veloce attaccante German Denis. La Fiorentina si rivoluziona in ogni reparto per fare bene col ritorno in Champions: arrivano Gilardino, Felipe Melo, Vargas, Comotto e tanti altri… E dopo qualche malumore, Corvino riesce a far rimanere a Firenze Adrian Mutu. La serie C cambia nome e si chiamerà Lega Pro le categorie Prima e Seconda Divisione.

Agosto- Ancora mercato, ritorna definitivamente in Italia Rolando Bianchi e stavolta (davvero) al Toro, Sheva torna al Milan. L’Inter si rinforza con Mancini dalla Roma, Muntari e Quaresma. In attacco mantiene i giocatori dello scorso anno. Alla Juve arriva Poulsen a centrocampo, conosciuto in Italia per lo sputo che gli arrivò da Totti nell’Europeo del 2005. Al Genoa torna il Principe Diego Milito. Nella supercoppa di Lega, l’Inter vince e convince contro la Roma e lo “Special One” conquista elogi da parte di tutti. La supercoppa europea viene vinta a sorpresa dallo Zenit che batte il Manchester a Monaco. Inizia il campionato di Serie A, inizio con un pareggio dell’Inter a Genova contro la Samp, il Milan esce sconfitto da S. Siro contro la neopromossa Bologna e i bianconeri pareggiano a Firenze, la Lazio vince con una gran doppietta dello debuttante Zarate e il Toro vince all’olimpico per 3-0 contro il Lecce. Il mangia – allenatori Zamparini manda a casa Colantuono sostituendolo con Daniele Ballardini, tecnico del miracoloso girone di ritorno del Cagliari dello scorso campionato.

Settembre- Il campionato entra nel vivo e inizia con una grande Lazio e una Roma in forte crisi e ancora priva del capitano Francesco Totti, reduce dall’infortunio, con un Inter con alti e bassi, una Juve che non segna ma fa bel gioco, il Milan in difficoltà. Posizione tra le grandi di Udinese e Napoli insieme alla sorpresa Catania con un gran bel gruppo plasmato da Mister Zenga. Ben al di sotto delle aspettative ci sono il Toro di De Biasi con un attacco completamente deludente soprattutto dal trio Rosina – Amoruso – Bianchi. Rinato invece è Gilardino che segna gol come ai tempi di Parma e grande goleador sono Zarate e il Principe Diego Milito. Debutta la Nazionale di Marcello Lippi alle qualificazioni per Sud Africa 2010.

Ottobre- Continua il campionato Italiano, inizia la Champions League e vede partire bene Inter e Juventus; Roma e Fiorentina stentano. I bianconeri sono autori di una grande prestazione al Bernabeu di Madrid mentre i neroazzurri vanno scemando in Champions e non sono perfetti in campionato. Pessime le partite di Ricardo Quaresma.

Novembre- Il campionato continua e Mourinho trova finalmente la soluzione giusta per la sua Inter e renderla veramente forte e stellare, continuando con una serie positiva e riuscendo a battere anche la Juventus con un gioco nettamente superiore a quello bianconero. Il Milan tra alti e bassi mantiene la terza posizione, Udinese in netta crisi e caduta libera con un solo punto in cinque partite, un Napoli fortissimo al S. Paolo e stentante in trasferta. La Fiorentina stabilmente al quarto posto tra le grandi del Campionato e si mantiene la sorpresa Catania subito dopo Lazio, Genoa e Napoli. Torna la Roma con il suo capitano Francesco Totti che riprende pian piano vigore mentre sono ancora nettamente deludenti Toro e Samp. In Spagna vola in alto il Barcellona rinato sotto la guida di Guardiola, mentre Oltremanica si rivede in vetta il Liverpool. Ma la sorpresa più bella è il miracolo tutto tedesco dell’Hoffenheim, club neopromosso capace di tener testa al blasonato Bayern e vincere il titolo di campione d’inverno.

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Il Manchester UTD campione del mondo è la squadra dell’anno
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Dicembre- L’Inter è già in fuga davanti a Juve e Milan, nello scontro diretto tra queste ultime due i bianconeri si impongono per ben quattro reti a due mentre nella successiva giornata i rossoneri si riprendono con un netto cinque a uno sull’Udinese di Marino ancora in forte crisi. Il Toro patisce le ennesime sofferenze a Torino la Fiorentina rifila quattro reti a un “Toro Matato e Seduto”, contestazione dei tifosi, De Biasi esonerato e viene richiamato alla guida Walter Novellino, il debutto non è dei più facili perché a Bologna anche se per due volte in vantaggio subisce ben quattro reti in venti minuti uscendo sconfitto dal Dall’Ara per cinque a due. Successivamente vince in Coppa Italia con la Fiorentina a Firenze e in campionato col Napoli entrambe vinte per uno a zero e reti di Bianchi, a quanto pare Monzon l’ha fatto rinascere… Saltano anche le panchine di Arrigoni a Bologna, sostituito da Mihajlovic, e Iachini (Chievo), a cui subentra Di Carlo. Pallone d’Oro conquistato da Cristiano Ronaldo (Portogallo, Manchester Utd) con 446 punti da parte dei più grandi giornalisti d’Europa e assegnato dalla rivistra France Football. In Champions League passano il turno Juventus, Inter e Roma mentre la Fiorentina si piazza al terzo posto del girone ottenendo di poter disputare la Coppa UEFA. Le tre italiane rimaste in Champions dovranno sfidare negli ottavi tre squadre inglesi: Inter – Manchester UTD; Roma – Liverpool; Juventus – Chelsea. Il Mondiale per Club se lo aggiudica nuovamente una squadra europea, ancora il Manchester UTD, vittorioso in finale contro gli ecuadoregni della LDU Quito. In Brasile, terzo titolo nazionale di fila (dopo un’eccezionale rimonta) per il San Paolo di Ramalho, mentre in Argentina il Boca Juniors suda le cosiddette sette camicie per trionfare -dopo un incredibile spareggio a tre- nel campionato di Apertura.

Si è concluso un 2008 pieno di emozioni calcistiche sotto ogni punto di vista, non sono mancate le soprese. Mi scuso se ho dimenticato qualcosa ma è tutto quello che mi è rimasto nella mia memoria di questo anno di calcio. Vi auguro un sereno e felice 2009 insieme a Solocalcio.

Calcio, Italia

2008 Azzurro tra delusioni e nuove speranze

Un 2008 in chiaroscuro per la Nazionale campione del Mondo in carica. E’ stato l’anno degli Europei, dove la nostra Nazionale era attesa a riconfermarsi ai massimi livelli dopo il trionfo mondiale, obiettivo naufragato con i rigori iberici fatali. E’ stato l’anno del ritorno del grande condottiero mondiale Marcello Lippi, pronto a guidare gli Azzurri verso un’altra magnifica avventura, non prima di aver rigenerato nel corpo e nello spirito la Nazionale reduce dalla delusione in terra austro-elvetica. E’ stato l’anno dei bomber in crisi, degli addii eccellenti, delle trentuno partite senza sconfitte sotto la guida di Lippi, del ritorno di Cassano e del successivo allontanamento del talento della Sampdoria, un anno insomma vissuto con le consuete emozioni che contraddistinguono le vicende della Nazionale Azzurra, pronta ad un 2009 in cui ci sarà da guadagnarsi la qualificazione ai campionati del mondo di Sudafrica 2010 e la Confederations Cup, manifestazione dal minor appeal rispetto al Mondiale, ma che vede la presenza di Brasile e Spagna. Che un grido percorri i dodici mesi dell’anno che sta per iniziare: Forza Azzurri.

donadoni

2008 amaro per l’ex ct Donadoni
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Verso gli Europei: grande fiducia nel clan Italia- Il 2007 si era chiuso come meglio non poteva per la Nazionale azzurra guidata da Roberto Donadoni, improvvisamente entrato nei cuori dei tifosi e della dirigenza della FIGC. La qualificazione ai campionati Europei di Austria e Svizzera era stata ottenuta grazie ad una brillante conclusione di girone, che dopo il pari della partita di San Siro contro i cugini francesi, era sembrata alquanto complicata. Il Ct aveva lasciato cadere critiche e polemiche, pensando a come portare l’italia agli Europei. Missione compiuta grazie ad un gioco gradevole e un gruppo ben affiatato: la vittoria simbolo di Glasgow, contro i padroni di casa della Scozia, è senza dubbio la migliore partita della gestione Donadoni. Con un gruppo ben affiatato e collaudato, composto per la grand parte da campioni del mondo, il Ct ha potuto testare e dirimere i suoi ultimi dubbi circa la lista definitiva dei 23 da portare al di là delle Alpi, con tre test match prima dell’esordio contro l’Olanda. Il 6 febbraio a Zurigo, gli Azzurri sfidavano il Portogallo di Cristiano Ronaldo, altra squadra pretendente alla vittoria finale. Al “Letzingrund”, teatro di alcune sfide europee della nostra nazionale, la squadra di Donadoni fa un figurone di fronte alla squadra del futuro Pallone d’Oro: il trio d’attacco Di Natale- Palladino- Toni abbatte le resistenze della squadra lusitana e fornisce una prova di bel calcio e ottima intesa individuale, mentre a centrocampo il trio Pirlo- De Rossi- Ambrosini fa dimenticare l’assenza di Gattuso. Un mese dopo, altro test di prestigio con la Spagna, futura campione d’Europa, a Elche, che dà altri confortanti indicazioni al Ct: entra in pianta stabile tra gli undici titolari Panucci, mentre Aquilani e Borriello si candidano a essere i rincalzi dei titolari ed entrare nella fatidica lista dei 23. Contro la squadra di Aragones, l’Italia gioca bene, diverte a sprazzi, ma fallisce troppe occasioni e deve arrendersi ad una prodezza di David Villa, che batte imparabilmente Buffon. Con la conclusione del campionato, Donadoni conferma tutte le previsioni delle vigilia e convoca il gruppo ampiamente forgiato nei mesi che hanno preceduto la massima manifestazione continentale per nazionali: restano a casa Iaquinta, Oddo e Montolivo, mentre fra lo scalpore c’è Antonio Cassano, autore di una ottima conclusione di stagione con la Sampdoria. Una Nazionale con un Cassano in più e con tanta, tanta euforia e sicurezza in sè stessa e nelle sue potenzialità. Sicurezza che l’Olanda cancella in un battibaleno…

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La cocente eliminazione all’Europeo per mano della Spagna
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La Spagna ci fa fuori ai rigori: Donadoni abbandona la panchina azzurra- Il 9 giugno, gli Azzurri iniziano il loro cammino europeo da Berna, contro gli Oranje di Marco Van Basten. Dopo aver perso capitan Cannavaro per infortunio, durante gli allenamenti prima dell’esordio, l’Italia perde anche la faccia contro gli arancioni, subendo un tracollo di proporzioni gigantesche per dei campioni del Mondo; un 3-0 firmato Van Nistelrooy, Sneijder e Van Bronckhorst che non ammette repliche. Difesa ridicola, centrocampo disastroso e senza mordente, attacco spuntato e Donadoni si ridesta dall’idillio con la stampa e torna più sotto accusa che mai con alle spalle la minacciosa ombra di Lippi. Il riscatto potrebbe arrivare quattro giorni dopo a Zurigo contro la presunta cenerontola del girone Romania: quanta sofferenza per strappare un pareggio per i nostri sfortunati e impotenti Azzurri, che riagguantano la squadra di Piturca con Christian Panucci, dopo aver subito il gol di Mutu (su incredibile svarione di Zambrotta) e aver rischiato di essere eliminati, causa rigore (sbagliato) dello stesso Mutu. Non è servito inserire forze fresche tra gli undici titolari, come De Rossi, Del Piero e Chiellini. Il gioco risulta macchinoso, abulico, inconcludente, Donadoni sente già lontana la panchina azzurra. Per agguntare una difficoltosa qualificazione bisogna battere la Francia e sperare che la Romania non batta l’Olanda. La partita più attesa del girone, la rivincita della finalissima mondiale, vede la vittoria dell’Italia, che grazie alla vittoria olandese, ottiene il pass per i quarti di finale. Donadoni con i cugini transalpini decide di schierare subito Cassano e le sue scelte sono premiate dall’uno-due di Pirlo e De Rossi, che abbattono una deludentissima Francia. Il 22 giugno a Vienna ci aspetta la Spagna, capace di vincere il suo girone con un cammino netto di tre vittorie su tre partite. Donadoni opta per un centrocampo a quattro per tre quarti giallorosso romanista: Aquilani, De Rossi, Perrotta e il milanista Ambrosini, mentre la coppia Cassano-Toni con il compito di far male a Casillas. Si assiste ad una partita nervosa, a ritmi alti, che lascia ben poco allo spettacolo e che vede una nazionale italiana contratta, con una manovra poco fluida, con ataviche indecisioni e problemi di costruzione. Non bastano centoventi minuti per decidere la semifinalista che sfiderà la sorpresa Russia di Hiddink e sono necessari i rigori. Proprio gli undici metri che in Germania ci furono così benigni, adesso ci condannano ad abbandonare anzitempo la competizione continentale: gli errori di De Rossi e Di Natale fanno da contraltare alla perfetta esecuzione degli iberici, che passano alla semifinale ed andranno poi a conquistare il titolo di campioni. Donadoni, senza più fiducia della Federazione e contestato dalla stampa, preferisce dimettersi dalla guida della Nazionale azzurra, mettendo fine ad un discusso incarico e spesso ad una ingenerosa valutazione data alle sue scelte. Al suo posto viene richiamato Marcello Lippi, nel tentativo di rivitalizzare una squadra apparsa appannata e tentare una nuova rincorsa mondiale.

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Il grande ritorno di Marcello Lippi
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Lippi in fuga verso Sudafrica 2010, con un Giuseppe Rossi in più. “Dove eravamo rimasti?“- Con queste parole “il più bel prodotto di Viareggio dopo Stefania Sandrelli” (parole del compianto avvocato Agnelli) riprende lì dove aveva lasciato, con il compito di risollevare il morale un pò provato dalla prematura eliminazione europea. Si ricomincia senza scossoni, senza rivoluzioni paventate e ipotizzate dalla critica. Per la prima amichevole del Lippi-bis contro l’Austria, rimangono molti reduci di Euro 2008, con l’aggiunta di alcune new entry o vecchie conoscenze della maglia azzurra: si rivedono Bonera e Gilardino, mentre all’esordio assoluto Andrea Dossena, appena acquistato dal Liverpool, oltre a Palombo e Cassetti. Il ritorno dell’ex tecnico juventino coincide con un sofferto pareggio contro l’Austria, che addirittura va in vantaggio di due gol, salvo poi essere riagguntata da un gol di Gilardino e un autogol maldestro del portiere Oczan. Ben più importante la partita del 6 settembre in quel di Larnaca, teatro della prima partita degli Azzurri verso Sudafrica 2010. Lippi propone l’audace tridente Gilardino-Di Natale-Toni contro i baldi ciprioti: ne viene fuori una sfida complicata e durissima che ci vede vicino all’incredibile ko. Dopo essere andati in vantaggio con un gran gol di Totò Di Natale, Aloneftis ci fà capire che Cipro non è sinonimo di belle scampagnate e abbronzature da far invidiare altre ben più rinomate località, ma ci trasforma una serata in cui si sarebbe aspettata una goleada in sofferenza atroce per i titolati campioni azzurri. Solo un gol dello stesso Di Natale in pieno recupero ci consente di tornare in Italia immeritatamente con i tre punti. Quattro giorni dopo seconda gara del raggruppamento contro la Georgia al “Friuli” di Udine, una doppietta di De Rossi ci fa superare l’ostacolo caucasico. Un mese dopo, la Nazionale Azzurra fà visita alla Bulgaria di Markov, con la grande novità Giuseppe Rossi, da tutti indicato come astro nascente della massima selezione nazionale. L’altra novità è rappresentata dall’esordio di Simone Pepe, attaccante dell’Udinese. A Sofia si vedono più sbadigli che azioni da gol ed è inevitabile il pareggio finale. Poco male, visto che quattro giorni dopo Aquilani ci regala i tre punti contro il Montenegro, in una gara per nulla facile da portare a casa. La nazionale montenegrina degli “italiani” Vucinic e Jovetic ci mette in difficoltà, ma due bei gol del centrocampista della Roma ci regalano tre punti importanti a mantenere la media inglese. Con uno score rassicurante di dieci punti, che vale il primo posto in classifica, a tre punti di distacco sull’Irlanda di Giovanni Trapattoni, la Nazionale lippiana chiude il suo 2008 chiaroscuro, ad Atene, in una amichevole contro la Grecia di Otto Rehhagel. Una gara amichevole, ma importante per due avvenimenti: l’1-1 finale consegna a Lippi la sua 31esima partita consecutiva senza sconfitte sulla panchina dell’Italia e il gol al 54esimo minuto di gioco di Luca Toni, interrompe il digiuno dell’attaccante del Bayern Monaco, dopo oltre 600 minuti senza realizzazioni.

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Nel 2009 a caccia
della Confederations Cup

Adesso dateci la qualificazione mondiale e la Confederations Cup- Dopo un 2008 intenso e pieno di impegni importanti, anche il 2009 non sarà da meno. Già a febbraio giocheremo la prestigiosa amichevole contro il Brasile di Carlos Dunga, sfida che manca dal lontano 1997, da un pirotecnico 3-3. Poi subito sotto con le qualificazioni mondiali, dove ci giocheremo gran parte delle nostre speranze di approdare in Sudafrica contro il Montenegro e l’Irlanda, la uniche che possono negarci il pass iridato. Sudafrica che visiteremo comunque a giugno, con l’inedita (per noi) Confederations Cup, il mondiale in miniatura voluto da Joseph Blatter. Anche qui ci sarà l’affascinante sfida ai verdeoro, oltre al confronto contro USA e Egitto, e siamo sicuri che Lippi vorrà indubbiamente fare bella figura, oltre a continuare l’inserimento dei giovani azzurri entrati in pianta stabile nel giro della nazionale. Dopo l’estate, si riprenderà con l’ultima tornata di gara di qualificazione al Mondiale, che speriamo ci possa permettere di difendere il titolo ottenuto nel 2006 in Germania.

Calcio Internazionale

Spagna, Coppa del Re: andata dei sedicesimi. Paura per De La Red

Incredibile 5-0 dell’Ejido al Villarreal
lacronica.net

MADRID- Tempo di Coppa del Re in terra iberica. A differenza dei più importanti paesi europei dove si è disputato un turno infrasettimanale di campionato, in Spagna si sono giocati i match d’andata dei sedicesimi di coppa. Protagoniste, finalmente, tutte le compagini di Liga che iniziano qui il loro percorso.

Eroi per una notte- La Coppa, snobbata da tutto e tutti, è diventata come sempre vetrina di sconosciuti o semisconosciuti: Portilla del Ponferradina, il matador del Siviglia, oppure Juan Dominguez e Jorge Molina, i veri e propri eroi di serata. Il giovane del Real Union, infatti, ricorderà questo turno di coppa per l’eternità. Non capita a tutti i giocatori di Segunda B, d’altronde, di rifilare una doppietta al Real (quello vero dei 31 scudetti e 9 Champions) -seppur ampiamente rimaneggiato- e contribuire in maniera decisiva ad una vittoria storica. Anche se il gol della staffa sarà firmato da Goikoetxea, un altro che avrà qualcosa da raccontare ai nipotini. Union batte Madrid 3-2 e si aggiudica, almeno per una notte, la palma di Real.
L’attaccante del Poli Ejido, invece, si prende il lusso di rifilare uno spettacolare hat-trick al Villarreal. Il Sottomarino giallo sprofonda negli abissi patendo uno 0-5 finale (di Gregory gli altri due gol) che ha dell’incredibile. Della serie Davide sconfigge (e sbeffeggia) Golia…

Paura De La Red- Nel match delle merengues minuti di terrore per la perdita di sensi di De La Red che, accasciatosi improvvisamente a terra, ha tenuto col fiato sospeso lo stadio Gal. Il centrocampista ha trascorso tutta la notte in ospedale per accertamenti, ma per fortuna non dovrebbe trattarsi di nulla di grave. Gli esami clinici hanno evidenziato una semplice sincope acuta con svenimento.

Ecco tutti i risultati d’andata dei sedicesimi:
Real Union-Real Madrid 3-2
Portugalete-Valencia 1-4
Ponferradina-Siviglia 1-0
Orihuela-Atletico 0-1
Poli Ejido-Villarreal 5-0
Hercules-Valladolid 1-5
Rayo Vallecano-Almeria 1-2
Celta-Espanyol 2-2
Castello-Betis 0-2
Murcia-Racing Santander 2-1
Elche-Deportivo La Coruna 0-2
Numancia-Sporting Gijon 0-1
Malaga-Mallorca 1-1
Athletic Bilbao-Recreativo Huelva 2-0
Getafe-Osasuna 0-0
Benidorm-Barcellona 0-1

Mondiali 2010

Portogallo, è crisi nera. Spagna, Olanda e Inghilterra a punteggio pieno

patrick liu/copyright flickr.com

Super Rooney a Minsk
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Oltre alla vittoria degli azzurri sul Montenegro, il mercoledì calcistico europeo ha visto scendere in campo altre 42 squadre per la qualificazione ai Mondiali sudafricani. La notizia che fa più scalpore è la crisi irreversibile del Portogallo, fermato in casa dall’Albania dopo i ko con Svezia e Danimarca. Volano le altre big: Inghilterra, Olanda e Spagna corsare autoritarie a punteggio pieno, Germania meno brillante ma comunque vincente. Ma vediamo nel dettaglio, girone per girone, quello che è successo.

Gruppo 1. Portogallo cercasi. La dipartita di Scolari e l’arrivo di Queiroz sembrano aver clamorosamente inaridito una formazione così talentuosa. I vari Ronaldo, Quaresma e Nuno Gomes sciupano l’inverosimile nella notte di Braga, con l’Albania è solo 0-0. Dopo il ko con la Danimarca e il pari con la Svezia, la strada verso il Mondiale è decisamente in salita. Nell’altro incontro di giornata, l’Ungheria espugna Malta con gol di Torghelle e sale al 2° posto.

Gruppo 2. Bel colpo della Svizzera ad Atene. Gli uomini di Hitzfield riscattano il deludente pari col Lussemburgo sconfiggendo i greci sin lì imbattuti. A segno Frei e N’Kufo, in mezzo il momentaneo 1-1 di Charisteas. Finiscono in parità, invece, gli altri due incontri. Il Lussemburgo infila un altro risultato positivo bloccando sullo 0-0 la Moldavia, il lituano Kolesnicenko acciuffa nel finale Israele, passata in vantaggio col solito Benayoun. E’ equilibrio in vetta con israeliani, svizzeri e greci raccolti in 2 punti.

Gruppo 3. La Slovacchia vola a sorpresa in testa al girone superando la Polonia grazie alla doppietta di Sestak. I polacchi si erano illusi col vantaggio di Smolarek, ma si vedono raggiunti e superati sia nell’incontro di Bratislava che in classifica. Tornano in vita i cugini cechi che raccolgono contro la Slovenia il primo successo in queste qualificazioni: decisivo Sionko. Tutto facile, invece, per l’Irlanda del Nord contro San Marino; un poker che non ammette repliche.

Gruppo 4. Mamma mia che fatica. La Germania deve attendere il 72′ per piegare la resistenza di un volitivo Galles. I teutonici, dunque, non brillano ancora una volta, ma il gol di Trochowski vale oro, ossia la primia mini fuga nel raggruppamento. Bene gli inseguitori russi che riscattano l’ultimo ko. La Finlandia è battuta con due autoreti e il sigillo finale del genietto Arshavin.

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Villa trascina un’incontenibile Spagna
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Gruppo 5. Incontenibile. E’ la Spagna di Del Bosque giunta al 27° risultato utile consecutivo. La vittoria all’Europeo ha cambiato molto nella mentalità iberica, ieri a Bruxelles se n’è avuta la conferma. Sotto per effetto della rete di Sonck, gli iberici hanno ribaltato il punteggio con Iniesta e il solito Villa. 4 partite e 12 punti, un ruolino impeccabile: la formazione di Del Bosque, per altro, approfitta del mezzo passo falso della Turchia in Estonia per andare in fuga. Nell’altro incontro, netta affermazione della Bosnia sull’Armenia. Hombre del partido l’atalantino Muslimovic, autore di una doppietta.

Gruppo 6. Vola l’Inghilterra, anch’essa a punteggio pieno. Gli uomini di Capello, trascinati da un super Rooney (assist e doppietta), espugnano con autorità Minsk. Oltremanica saranno certamente soddisfatti della concretezza instillata dal tecnico friulano alla loro nazionale. Prosegue la corsa alla 2° piazza la Croazia che si sbarazza senza problemi di Andorra: a segno Rakitic (doppietta), Olic e Modric.

Gruppo 7. Con la Francia a riposo, Serbia e Lituania proseguono la loro corsa a braccetto in testa. Danilevicius -sempre lui- castiga le Far Oer, ai serbi bastano 24 minuti per sbancare Vienna:Krasic, Jovanovic e Obradovic i marcatori.

Gruppo 8. L’anti Italia è l’Irlanda del Trap. A Croke Park Keane scaccia subito il fantasma Cipro - nelle qualificazioni a Euro 2008 gli irlandesi subirono una scoppola clamorosa a Nicosia- e lancia i suoi all’inseguimento degli azzurri. L’altra possibile rivale, la Bulgaria, continua infatti a deludere. Con la Georgia rimane ancora a secco, lo 0-0 è inevitabile.

Gruppo 9. La terza squadra a punteggio pieno è l’Olanda. Gli oranje passano anche a Oslo ipotecando il passaggio del girone, visto il vantaggio accumulato (+5) sulla seconda. Decisivo un bolide di Van Bommel. Poco influente, invece, l’identico 1-0 con cui l’Islanda batte la Macedonia.

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