Coppa Uefa

Uefa, colpaccio Werder. E’ finalissima con lo Shakthar

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Pizarro e Diego trascinano il Werder in finale
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Saranno Werder Brema e Shakthar Donetsk a contendersi la coppa Uefa il prossimo 20 maggio ad Istanbul. Le due compagini battono Amburgo e Dinamo Kiev nei rispettivi derby nazionali e volano così all’atto finale. Gli uomini di Schaaf fanno il colpo grosso alla “North Bank Arena” ribaltando la sconfitta dell’andata, mentre la formazione di Lucescu strappa il pass per la sua prima storica finale in extremis.

Shakthar Donetsk- Dinamo Kiev 2-1
Con un gol al fotofinish di Ilsinho, gli arancioni di Donetsk conquistano la prima finale europea della loro storia. Successo meritato per gli uomini di Lucescu che, dopo aver mostrato più intraprendenza nel match d’andata, hanno legittimato il passaggio del turno in casa. I locali partono a mille e al 17′ Jadson firma il vantaggio. Al 37′ la Dinamo perviene al pari, ma il gol di Vukojevic, nettamente in fuorigioco al momento del tap in vincente, viene giustamente annullato. Pareggio soltanto rinviato, perchè al 2′ della ripresa il solito Bangoura, ben assistito da Alyiev, trafigge Pyatov. Il match è molto più vivace e i ritmi decisamente più alti rispetto sette giorni fa, soprattutto grazie allo Shakthar che dopo il pari si riversa in avanti. Bogush esce alla grande su Jadson al 20′, poi combina un mezzo pasticcio a cui la difesa pone rimedio. La pressione arancione porta i suoi frutti all’88′, quando l’esterno brasiliano Ilsinho trova un diagonale chirurgico, scongiurando l’eventualità dei supplementari e prenotando il volo per Istanbul.

Amburgo- Werder Brema 2-3
Sorriso a metà per Tomas Schaaf, che fa il colpaccio alla North Bank Arena ma perde per la finale la stella Diego e Hugo Almeida. Il Werder si conferma bestia nera dei cugini dell’Amburgo, estromettendoli dalla finale Uefa dopo averli eliminati anche nella semifinale di coppa di Germania ai rigori. La band Schaaf ribadisce inoltre il suo feeling con le trasferte, dove ha costruito i propri successi stagionali in Europa, e la facilità nell’andare a segno.
Dopo il ko dell’andata, gli ospiti sono costretti a scoprirsi, e la formazione di Jol può agire di rimessa. E quando lo fa,  è letale: al 17′ Olic s’invola tutto solo davanti a Wiese e deposita in rete con un morbido pallonetto. Sotto di due gol (tra andata e ritorno), il Werder non si scompone e s’aggrappa ai suoi campioni. Nasce da uno straordinario scambio tra gli assi Diego e Pizarro, concluso da un perfetto tocco sotto del brasiliano, l’azione del pari del 29′. Il fantasista in odore di passaggio alla Juve centra anche una traversa, ma rovina tutto litigando spesso con Alex Silva e beccandosi il giallo che gli costerà la finale. Il match rimane intenso e spettacolare come all’andata, Wiese salva in uscita disperata su uno scatenato Olic. Il collega Rost, invece, combina la frittatona al 21′ della ripresa sul destro non irresistibile di Pizarro, che si era visto annullare poco prima un gol per fuorigioco millimetrico. E’ la svolta, ora la bilancia pende dalle parti degli ospiti, che su calcio d’angolo trovano anche il colpo del ko con Baumann, fortunato nella deviazione decisiva dopo la prima inzuccata di Hugo Almeida.  Olic, però, riapre il match con un bel tuffo di testa all’88′ -settimo centro in Uefa-; l’Amburgo non s’arrende. E all’ultimo assalto al 93′, invoca un rigore per un fallo su Rost, fiondatosi in avanti per il corner della disperazione. Ma De Bleeckere non fa una piega: ad Istanbul ci vanno gli uomini di Schaaf con la possibilità di alzare al cielo due trofei in questa stagione, ma dovranno farcela senza il loro faro.

Bundesliga

Bundesliga: Wolfsburg solo al comando, riscatto Bayern

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La supercoppia Dzeko-Grafite fa volare il Wolfsburg
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BERLINO- Dopo 27 giornate questa pazza Bundesliga sembra avere un nuovo padrone: è il Wolfsburg del sergente di ferro Felix Magath, nonchè degli italiani Barzagli e Zaccardo, costruita sui gol di Dzeko e del capocannoniere Grafite. Squadra ambiziosa, figlia della Volkswagen, quest’anno sembra finalmente pronta per uscire dall’anonimato e portare a casa uno Schale che avrebbe il sapore dell’impresa. A sette giornate dalla fine i punti di vantaggio sugli avversari (Amburgo e Bayern Monaco) sono soltanto 3, ma la progressione della squadra negli ultimi due mesi, e i risultati sbalorditivi, come il 5-1 rifilato proprio al Bayern, lasciano davvero ben sperare…

In testa- Detto del Wolfsburg, vittorioso 2-1 a Mönchengladbach grazie al solito Dzeko e a Riether; dobbiamo registrare le defaillance dell’Hertha Berlino e dell’Hoffenheim, le squadre più belle in autunno hanno fuso il motore proprio sul più bello. I berlinesi firmano il secondo tonfo di fila perdendo ad Hannover 2-0 (Hanke e Bruggink) mentre i SAP boys vengono presi a pallate da Sestak, autore di una tripletta per il Bochum in cerca di punti salvezza. Quanto sia contato l’infortunio di Ibisevic, quanto l’inesperienza di una squadra molto giovane e all’esordio in Bundesliga, quanto infine la sindrome da appagamento? Il risultato è che gli uomini di Rangnick stanno uscendo mestamente non soltanto dalla lotta per il titolo, ma anche da quella per l’Europa. E sarebbe davvero un peccato. Perde anche il solito Amburgo da trasferta, fermato questa 1-0 da uno Stoccarda ormai serio candidato per la vittoria finale, se è vero che davanti si va a passo di lumaca e che i punti da recuperare dagli svevi sono ormai soltanto sei. Di Marione Gomez al 90′ il gol vittoria. Il Bayern riscatta una settimana orribile (1 gol fatto, 9 subiti) strapazzando l’Eintracht 4-0 (Ribery, Toni, Lucio, Schweinsteiger). Con un piede e mezzo fuori dalla Champions i bavaresi non possono fallire in questo campionato senza padroni. Lo diciamo dall’autunno, questo Bayern non incanta. Sempre lontano non soltanto dalla vetta, ma anche dalla zona Champions all’andata, ha migliorato le sue sorti approfittando del crollo delle concorrenti e oggi è a 3 punti dalla vetta. Anche se alla fine dovesse spuntarla (plausibile), ci sarebbe davvero poco da festeggiare.

Le altre- A proposito di deluse. L’eterna incompiuta Bayer Leverkusen scivola nelle zone anonime di centroclassifica dopo il pareggio interno con un Werder ormai interamente proiettato sulla Coppa UEFA. Barnetta e Pizarro i protagonisti dell’1-1 finale. Percorso inverso invece per le due della Ruhr che ha braccetto si stanno dirigendo verso la zona Europa. Lo Schalke 04 vince 2-0 in casa contro il derelitto Karlsrhue grazie ai soliti Kuranyi e Farfan; il Borussia Dortmund si impone al Westfalenstadion contro il tranquillo Colonia 3-1 in rimonta: vantaggio iniziale di Vucicevic, poi ci pensano Subotic, Hajnal e uno sfortunato autogol di Geromel a raddrizzare l’incontro e continuare a coltivare il sogno Europa. Chiudiamo con lo scontro salvezza di Cottbus, dove l’Energie si impone 2-1 sull’Arminia grazie alla coppia bulgara Rangelov e Angelov.

Bundesliga

Bundesliga: Wolfsburg in vetta con l’Amburgo

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La super coppia del Wolfsburg Dzeko-Grafite
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BERLINO- 26esima giornata di Bundesliga nuovo cambio di guardia in cima alla classifica. Abdica l’Hertha Berlino, al suo posto una bella coppia: l’Amburgo e il Wolfsburg che negli scontri diretti battono rispettivamente l’Hoffenheim e il Bayern (già concentrato sulla Champions?). Considerando anche la rimonta dello Stoccarda ci sono sei squadre in sette punti e otto gare da giocare: tutto sembra ancora possibile.

In testa-Il botto di giornata lo fa esplodere Felix Magath: il suo Wolfsburg è forse la squadra più in forma in Germania, ma schiantare 5-1 il Bayern Monaco fa comunque rumore e mette una seria candidatura dei lupi sullo Schale. Dopo un primo tempo equilibrato Gentner apre le marcature ma Toni pareggia immediatamente. 1-1 all’intervallo. Nella ripresa il black-out per la Klinsmann band: le doppiette di Dzeko e Grafite (a quota 20 è il re dei marcatori) regalano il primato alla squadra della Volkswagen e pensieri nerissimi al Bayern in vista dei quarti di Champions League. Nell’altro scontro diretto della giornata ha la meglio l’Amburgo su un Hoffenheim decisamente in affanno, e ormai a sei lunghezze dal primato, tenuto proprio dagli anseatici in coabitazione. Del burkinabé Pitroipa il gol partita al 28′. Cade, e male, la ex capolista Hertha sul suolo amico, finora punto di forza dei berlinesi. 3-1 del Borussia Dortmund non ammette repliche: apre Frei, pareggia Rafael, ma nella ripresa lo sprint decisivo è dei gialloneri con Kehl e Haedo Valdez. Continua la risalita dello Stoccarda. La Babbel band si impone a Bochum in rimonta e all’ultimo minuto grazie al gol del giovane Tasci al 89′. Cacau aveva pareggiato il vantaggio iniziale del Bochum di Epalle.

Le altre- Vince in trasferta il Bayer Leverkusen e resta attaccato al treno UEFA (o come si chiama la nuova Coppa che ne prenderà il posto) battendo il Colonia 2-0 grazie ai suoi bomber Kiessiling ed Helmes. Bene anche lo Schalke 04 che si impone 2-0 a Bielefeld grazie ai suoi uomini copertina Farfan e Kuranyi. Pizarro sugli scudi del Werder Brema: il peruviano firma una tripletta nella vittoria per 4-1 degli uomini di Schaaf sull’Hannover. Di Diego e Krzynowek le altre reti. In chiave salvezza importante successo dell’Eintracht sull’Energie Cottbus per 2-1: Steinhöfer e Liberopulos ribaltano il vantaggio iniziale di Rangelov. Chiudiamo con l’inutile 0-0 tra Karlsrhue e Borussia Mönchengladbach, entrambe in piena zona retrocessione. Un punto per uno che non fa bene a nessuno.

Coppa Uefa

Coppa Uefa, Werder Brema e Marsiglia ai quarti

In un mercoledì di calcio privo di Champions, si sono giocati due match di ritorno degli ottavi di coppa Uefa, dove Werder Brema e Olympique Marsiglia strappano il pass per il turno successivo. Eliminate, dunque, Saint Etienne e Ajax. Stasera gli altri incontri in programma, con l’Udinese chiamata a difendere a San Pietroburgo il 2-0 del “Friuli”.

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Mears decisivo ad Amsterdam
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Saint Etienne- Werder Brema 2-2
Forti dell’1-0 dell’andata, i tedeschi giustizieri del Milan ottengono senza tanti patemi il pass per i quarti. Al 6′, infatti, Prodl firma il vantaggio con un’inzuccata su corner. E al 27′ Pizarro cala il sipario, ancora con un colpo di testa, sui francesi. Nella ripresa i verts salvano almeno l’onore accorciando con Yohan Benalouane al 64′ e trovando il pari con Grax al 90′. Reazione tardiva e inutile, la formazione di Schaaf vola ai quarti.

Ajax-Olympique Marsiglia 2-2 d.t.s.
Scontri, arresti, laser contro i giocatori: succede di tutto, soprattutto in ambito extracalcistico, ad Amsterdam. Prima del match vengono fermati ed arrestati 19 tifosi di entrambe le fazioni per scontri; evento verificatosi anche una settimana fa in Francia e in occasione della sfida tra Marsiglia e Twente. L’idiozia non si placa dopo il fischio d’inizio. Zenden, esterno olandese dell’Olympique, viene continuamente puntato con un laser e l’arbitro Meyer decide di sospendere la partita. Dopo un annuncio via altoparlante che minacciava lo stop definitivo dell’incontro, si comincia finalmente a giocare. A cavallo della mezz’ora botta risposta Enoh-Niang, poi Sulejmani trova il 2-1 che fa il pari col risultato dell’andata e prolunga la sfida ai supplementari. All’extratime, però, la formazione di Van Basten deve arrendersi alla capocciata di Mears (105′).

Calcio Internazionale

Coppe nazionali, out Bayern e Lione. E il piccolo Rodez fa fuori il PSG

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Il Bayer di Helmes-Kiessling fatale a Klinsmann

Non solo l’Athletic che torna in finale di coppa del Re dopo 24 anni o la Samp che rifila tre schiaffoni all’Inter. La serata dedicata alle coppe nazionali ha regalato emozioni e sorprese ancor più vivide e clamorose. In Germania e Francia sono state eliminati i campioni nazionali del Bayern Monaco e del Lione, mentre una squadra di C manda a casa il lanciatissimo Paris S.G. Incredibile dictu.

Coppa di Germania- Se non fosse per il pokerissimo rifilato allo Sporting, il 2009 del Bayern sarebbe disastroso. Dopo gli stenti in campionato, matura infatti un’eliminazione ai quarti di coppa senza attenuanti per mano del Bayer Leverkusen. Succede tutto in un pirotecnico secondo tempo. Barnetta colpisce subito dalla distanza (54′), Vidal di testa (61′) e Helmes (70′) calano un tris che pare chiudere la partita. I bavaresi, privi di Toni, riescono però a rientrare in partita in soli due minuti con un’inzuccata di Lucio e un tap in di Klose (72′ e 74′). L’assalto finale costa caro, poichè i padroni di casa possono colpire in contropiede con Kiessling e sancire il passaggio alla semifinale.
Gol e spettacolo anche a Wolfsburg, dove Diego e Pizarro trascinano il Werder in semifinale con le loro doppiette. Il brasiliano apre le danze seguito da Ozil, ma Dzeko rimette in carreggiata i lupi con una doppietta. Il fantasista seguito dalla Juve non accetta di buon grado e riporta il Werder avanti (56′), prima che nell’ultimo quarto d’ora si scateni il peruviano. Finisce così 5-2 per un Werder tanto scoppiettante nelle coppe quanto deludente in Bundesliga. La serata delle doppiette prosegue con quella di Petric dell’Amburgo che regola il club di seconda serie SV Wehen-Taunusstein (2-1). C’è anche una cenerentola nelle ‘magnifiche quattro’: il Mainz, attualmente secondo nella “Zweite Bundesliga”. Con una rete di Bance nel finale, i “Nullfünfer” (zerocinque) estromettono dalla competizione lo Schalke 04, delusione numero uno della stagione tedesca.

Risultati quarti:
Bayer Leverkusen- Bayern Monaco 4-2
Wolfsburg- Werder Brema 2-5
Mainz- Schalke 04 1-0
Amburgo- SV Wehen-Taunusstein 2-1

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Il Rodez festeggia incredulo l’impresa

Coppa di Francia- Il calcio è spesso una favola. Una favola che diviene realtà quando i Davide sconfiggono i Golia. E’ quanto successo a Rodez, piccola cittadina transalpina di 23mila abitanti, dove la squadra locale milita in serie C. Un modesto team capace di battere il club della capitale, quel PSG secondo in Ligue 1. Al “Paul Lignon” il miracolo è maturato dopo i supplementari. Gli sconosciuti Choplin e Pacios hanno spezzato l’equilibrio dei primi 90′ e spedito il Rodez ai quarti (3-1 il finale).
Salutano anzitempo la competizione anche i campioni in carica del Lione, battuti 3-2 dal Lilla. Dopo il doppio botta e risposta del primo tempo (Bastos-Hazard per i locali, Makoun-Mounier per gli ospiti), decide Fauvergue al 90′. La coppa, quindi, rimane priva di quasi tutte le big del calcio transalpino, viste le precedenti eliminazioni di Bordeaux e Marsiglia. A parte la vittoria del Guingamp sul Le Mans, si svolge tutto secondo pronostico: avanti Rennes, Monaco, Tolosa, Grenoble e Sedan.

Risultati ottavi:
Rennes-Lorient 3-0
Rodez- Paris SG 3-1 d.t.s
Lilla- Lione 3-2
Sedan- Vitre 3-0
Ajaccio- Monaco 0-2
Guingamp- Le Mans 1-0
Boulogne-sur-Mer - Tolosa 0-2
Dijon - Grenoble 1-1 (2-4 dcr)

Coppa Uefa, Milan

Pizarro rimonta il Milan, Werder agli ottavi. E’ tempo di bilanci

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Pizarro elimina il Milan
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MILANO - Il Milan crolla nella notte di San Siro sotto i colpi del Werder Brema in una serata definita da “Champions” solo poche ore prima dallo stesso Carlo Ancelotti. I rossoneri, avanti di due reti nel primo tempo, si fanno rimontare da una doppietta di Pizarro e vengono eliminati ai sedicesimi di finale di Coppa Uefa in virtù dell’1-1 dell’andata.

DOV’ERA IL MILAN? - Il 2-2 finale, però, non è il vero ritratto della partita. In campo a San Siro c’era solo una squadra, il Werder. Sin dai primissimi minuti i rossoneri si sono stretti attorno alla propria area di rigore difendendo con le unghie e con i denti un risultato inconsistente. Quella contro i tedeschi è stata la peggior gara dell’ “Era Ancelotti“. Peggiore del 4-0 subito a La Coruna nel 2004 che costò alla squadra rossonera l’eliminazione dalla Champions ai quarti di finale, dopo che all’andata si erano imposta per 4-1. Sul piano del carattere questo pareggio è addirittura peggiore di quello subito in finale di Champions contro il Liverpool quando, in vantaggio per 3-0, i rossoneri si fecero rimontare in 6′ tre gol che poi portarono i Reds ad alzare la coppa. L’impressione è che sia finito un ciclo.

FALLIMENTO - A febbraio, quindi, in casa Milan è già tempo di bilanci. Fuori dalla Coppa Italia, reputata una scocciatura, fuori dalla corsa scudetto, unico vero obiettivo ad inizio stagione, fuori anche dalla Coppa Uefa, divenuto l’obiettivo primario dopo la sconfitta nel derby. Fuori da tutto insomma. Agli uomini di Ancelotti non resta, quindi, che difendere il terzo posto in classifica in vista del prossimo anno.

TIRO AL BERSAGLIO - Veniamo alla gara. Neanche il tempo di iniziare che dopo dieci minuti il Werder ha già tirato in porta quattro volte: prima con Pizarro che sfiora il palo, poi con Tziolis che manda sul fondo, quindi con Diego che impegna Dida, infine nuovamente con Pizarro che chiama ancora alla parata il brasiliano. Al 25′ il Milan accenna alla reazione con una galoppata di Pato che costringe al fallo Fritz dal limite. Sulla punizione di Beckham, Frings, in barriera, tocca con la mano e per l’arbitro è calcio di rigore che Pirlo non sbaglia. Passano pochi minuti e il secondo affondo di Pato è fatale alla difesa tedesca che va sotto 2-0. I tedeschi non ci stanno e Dida è costretto al doppio miracolo prima su un colpo di testa ravvicinato di Pizarro, poi su un tiro dai 20 metri di Tziolis.

RIMONTA - Nella ripresa i rossoneri riescono a far anche peggio del primo tempo, non uscendo praticamente mai dalla propria metà campo. E al 23′ l’assedio tedesco paga. Punizione di Diego per la testa di Pizarro che non sbaglia. Tempo 10′ e ancora un colpo di testa del peruviano porta il risultato in parità. Nel finale i rossoneri ci provano con un tiro-cross di Flamini respinto con i pugni da Vander. Davvero troppo poco per passare il turno.

Champions League, Inter

Werder Brema - Inter 2-1: Nerazzurri secondi

Terzo centro contro l’Inter per Pizarro
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BREMA- Seconda sconfitta consecutiva per gli uomini di Mourinho in Champions League. Un’Inter svogliata che è sembrata a tratti quella vista col Panathinaikos, soccombe ad un Werder evidentemente più motivato dall’obiettivo del terzo posto nel girone valevole per l’accesso all’UEFA Cup. Il tecnico lusitano ripropone il vecchio modulo ad una punta (Adriano) supportata dai due esterni Mancini e Quaresma. In panchina per la prima volta Ibrahimovic dopo 21 gare consecutive giocate dal 1′. Nel Werder assenze pesanti di Almeida, Naldo e Diego. Schaaf al posto del fantasista brasiliano manda in campo l’under 21 tedesco Ozil.

LA GARA- La temperatura sotto lo zero frena inizialmente le due squadre. La prima vera occasione è per Pizarro che al 16′ trova pronto Julio Cesar che devia in corner. Risponde l’Inter con Adriano che servito da Mancini, è impreciso davanti a Wiese. Gara tattica e poco divertente che ha nelle giocate di Ozil gli unici spunti degni di nota. Nel finale di tempo c’è spazio per un paio di occasioni del solito Pizarro che non sorprendono Julio Cesar, e per Adriano che si fa anticipare all’ultimo da Mertesacker. Nella ripresa Maxwell e Ibrahimovic rilevano Materazzi (infortunato) e Adriano. Il Werder spinge di più e sfiora il vantaggio prima con Rosenberg e poi con Pizarro. Al 55′ Burdisso stacca di testa su corner e trova il salvataggio sulla linea di Fritz. Al 63′ Ozil calcia verso la porta, Julio Cesar respinge male e Pizarro ne approfitta per portare in vantaggio i suoi e realizzare la sua terza rete personale ai nerazzurri (tra Bayern e Werder). Mou inserisce Balotelli per Muntari, e poco dopo il giovane 18enne spreca di testa la palla del pareggio. Per l’Inter non è serata, all’ 81′ Rosenberg firma il 2-0 che a conti fatti chiude il match. All’ 88′ arriva la prima rete stagionale in Champions per Ibrahimovic, utile solo per le statistiche.

SECONDO POSTO- In virtù della sconfitta e della contemporanea vittoria del Panathinaikos i nerazzurri retrocedono al secondo posto del girone chiudendo con 8 punti (peggior bottino nerazzurro da quando esiste il girone di Champions, al pari della stagione 2003-04, che valse però in quell’occasione l’accesso all’UEFA). Ora l’Inter dovrà dimostrare di sapersi confrontare a febbraio con le “grandi” d’Europa, cercando di invertire la tendenza che nelle ultime due stagioni l’ha vista fuori agli ottavi di finale. Ai posteri l’ardua sentenza.

LE DICHIARAZIONI- Così Mourinho ai microfoni di Sky: “Dopo il 2-0 sapevamo il risultato del Panathinaikos e non potevamo fare molto per il primo posto. Loro fisicamente sono fortissimi, siamo andati in difficolta` sulle palle inattive. Non abbiamo avuto molto spazio per fare il nostro gioco, il Werder e` una squadra di primo livello, doveva qualificarsi lei e non il Panathinaikos. Volevo fare riposare qualcuno mantenendo la struttura della squadra, ma stiamo meglio con il 4-4-2. Non era facile per Mancini e Quaresma, hanno fatto un lavoro di grande sacrificio. Senza Stankovic la squadra perde in forza e intensita`.
Per Capitan Zanetti gara numero 117 in Europa e record di Bergomi eguagliato. Ecco cosa ha detto nel post partita:  L’Inter e` la mia seconda casa, mi ha dato fiducia quando ero sconosciuto. Raggiungere uno come Bergomi in cima alle presenze per un interista in coppa e` un motivo d’orgoglio. La cosa piu` importante era la qualificazione, volevamo arrivare primi ma questa era una partita complicata. Ora possiamo solo crescere e vediamo a febbraio cosa ci aspettera`. Il Werder e` una squadra che da meta` campo in avanti puo` mettere in difficolta` chiunque, il campo era scivoloso. Ora pensiamo alla partita di domenica e a finire bene in campionato. Io aspetterei a dare dei giudizi, adesso arrivano le partite da dentro o fuori’.

LE PAGELLE- Werder Brema: Wiese 6; Boenisch 6,5; Mertesacker 6,5; Fritz 6; Prodl 6; Vranjes 6,5 (44′ st Niemeyer sv); Frings 6,5; Hunt 6; Ozil 7 (47′ st Jensen sv); Pizarro 7; Rosenberg 6. A disp. Vander, Pasanen, Tosic, Baumann, Husejinovic.

Inter: Julio Cesar 7,5; Maicon 5,5; Cordoba 6,5; Materazzi 6 (1′ st Maxwell 5,5); Burdisso 5; J.Zanetti 5,5; Cambiasso 6; Muntari 5 (26′ st Balotelli 5); Quaresma 4,5; Adriano 5 (1′ st Ibrahimovic 6,5), Mancini 4,5. A disp. Orlandoni; Santon; Figo; Jimenez.

Bundesliga

Bundesliga: il Bayern schianta Leverkusen

Toni-Klose sbancano Leverkusen
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BERLINO- A due giornate dal giro di boa la classifica della Bundesliga inizia a sgranarsi: continua la fuga dell’Hoffenheim, mentre, dopo l’Amburgo, perde contatto anche anche il Bayer Leverkusen, che perde la sfida della maturità con il Bayern Monaco straripante di questo periodo. Gli uomini di Klinsmann sono ora secondi in solitaria ed attendono la capolista all’Allianz Arena sabato prossimo per completare l’inseguimento alla vetta. Intanto il redivivo Toni e Klose firmano il successo ad Aspirina City. Spazi sempre più chiusi per il golden boy Podolski, che potrebbe andarsene già a gennaio… mezza Premier League si frega già le mani.

il solito Hoffenheim, il solito Amburgo- Due facce di questa Bundesliga. Gli uomini di Rangnick continuano il loro personalissimo show regolando l’Arminia Bielefeld 3-0 grazie al solito immarcabile Ibisevic, a Carlos Eduardo e a Copado. Intanto il presidente Hopp esce allo scoperto annunciando movimenti in entrata per gennaio: obbiettivo mantenere la vetta fino alla fine. L’Amburgo, invece, continua la sua crisi lontano da casa andando a pareggiare a Bochum, dopo esser stato sotto per metà partita (Sestak e Olic i marcatori nell’1-1 finale). La vetta è ormai lontana 7 punti per gli anseatici, mentre la zona Champions dista “solo” 3 lunghezze, ma senza far punti lontano dall’AOL Arena sarà davvero dura. Terzo posto ora detenuto dal frizzante Hertha Berlino che batte 2-1 un Colonia in fase di recessione (Kacar e Pantelic a segno, di Novakovic il momentaneo pareggio dei renani). Da Borussia Dortmund e Wolfsburg, squadre votate all’attacco ci si attendeva un grappolo di gol. Così non è stato, 0-0, un punto che smuove la classifica e nient’altro.

Buon esordio per Babbel
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Risorge il Werder, buona la prima di Babbel- L’ultima settimana era stata a dir poco catastrofica: sconfitta ad Amburgo nel derby del nord, eliminazione dalla Champions League (in un gruppo tutt’altro che complicato), invece il solito pazzo Werder esce alla grande: gli uomini di Schaaf ne segnano 5 (a 0) all’Eintracht: si rivede il Pizarro dei bei tempi (tripletta per lui) oltre a un Diego ispiratissimo. Il problema sarà dare continuità ad una squadra che sa essere altamente spettacolare (vedi 5-2 di Monaco o trasferta di Milano in Champions) ma anche inconcludente e fragile. Dovesse arrivare, i 7 punti dalla zona Champions non sono certo irrecuperabili… Esordio positivo per Markus Babbel sulla panchina dello Stoccarda. L’ex grintoso difensore di Bayern e Liverpool si carica sulle spalle una squadra sfiduciata e banchetta sulle macerie dello Schalke 04 (che non vince in trasferta dal primo novembre a Cottbus). Sicari in campo Simak e Gomez che regolano il conto tra il 79′ e l’ 83′. Respira l’Hannover, che batte 3-2 un Karlsrhue, per contro, sempre più in agonia (ora è ultimo). Hanke (doppietta) e Forssell chiudono i giochi già nel primo tempo, a nulla servono le successive marcature di Silva e Stindl nella ripresa. O meglio, a ritrovare l’orgoglio e cominciare un nuovo campionato. Prima che sia troppo tardi. Dicevano dell’ultimo posto del Karlsrhue. Già, il Cottbus si impone a Mönchengladbach 3-1 e lascia il fondo della classifica. Finisse oggi il campionato, l’unica formazione ex DDR in Bundesliga sarebbe addirittura salva…

Bundesliga

Bundesliga: Wunder Hoffenheim

Ibisevic e Hoffenheim sempre più “wunder”
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BERLINO-Dopo 11 giornate fa sempre più impressione. Cosa? Il fenomeno Hoffenheim 31 gol fatti (quasi 3 a partita) e 16 subiti, primato solitario in classifica, gioco spumeggiante e buone individualità. Dove può arrivare? La curiosità è tanta, e un nome nuovo in Germania (da 40 anni Bayern dipendente) può fare soltanto del bene. Delle 3 cugine bene il Bayer Leverkusen mentre collassa l’Amburgo. Vincono infine tutte e tre le grandi: quest’anno non era ancora mai successo.

Ibisevic quota 13- L’Hoffenheim tramortisce 4-1 il Karlsrhue, in quello che può considerarsi il derby del Palatinato. Derby senza passato né storia: troppa la differenza tra Ibisevic (doppietta per lui, 13 gol in totale, più di uno a partita) e soci contro una squadra alla quarta sconfitta di fila e ormai risucchiata in fondo. Tiene il passo il Bayer Leverkusen, vittorioso 2-0 contro l’incostante Wolfsburg. Di Barnetta e Kiessling i gol del meritato successo. Molla invece l’Amburgo, che subisce il secondo 3-0 di fila in trasferta, ad Hannover, e viene scavalcato in classifica dal Bayern e raggiunto dallo Schalke.

In spolvero le grandi- E non succedeva da un bel po. Vince il Bayern 3-1 contro l’Arminia grazie ai soliti Klose e Ribery (+ Podolski). A Monaco la crisi sembra definitivamente passata, Fiorentina avvisata… Vince anche lo Schalke 04 a Cottbus con Westermann e Farfan (secondo gol di fila per il peruviano) e udite, udite vince il Werder Brema. La squadra più pazza della Bundesliga, la squadra che in tutto il mese di ottobre ha raccolto due miseri punti, torna al successo e lo fa da…Werder: 5-1 al malcapitato Hertha (mica l’ultimo arrivato). A segno i big: Diego, Rosenberg e Pizarro (doppietta) più l’autogol di Kacar ad aprire le marcature. Si attendono nuovi responsi….

Bene Eintracht e Colonia- Che vincono in trasferta e sono tranquille a metà classifica. L’Eintracht passa a Mönchengladbach in rimonta grazie a Fenin e Fink, ma l’impresa la firma il Colonia che strapazza a domicilio lo Stoccarda (altra crisi aperta). Man of the match: Novakovic 2 gol per lui sabato, 7 in stagione. 1-1 infine al Westfalen Stadion tra Borussia Dortmund e Bochum in uno dei derby della Ruhr.

-clicca qui per vedere risultati Bundesliga e classifica Bundesliga-

Bundesliga

Bundesliga: spettacolo Hoffenheim

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La coppia Ibisevic-Ba grande protagonista della sorpresa Hoffenheim
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BERLINO- La squadra copertina del’ottava giornata di Bundesliga rappresenta un paesino di circa 3500 anime situanto nel Land della Renania-Palatinato alla prima esperienza in Bundesliga. L’Hoffenheim è reduce dal doppio salto dalla Regionalliga alla classe regina del calcio tedesco. In panchina la guida Ulf Rangnick, protagonista di un simile salto quando allenava l’Ulm, a fine anni ‘90 e poi passato allo Schalke 04 dove non ha avuto ugual fortuna. Quindi se il nome Hoffenheim non vi dice niente non vi spaventate… imparerete a ricordarvelo. Sì, perchè per i palatini la Bundesliga non era un traguardo, bensì la rampa di lancio. Il presidente Dietmar Hopp è uno dei soci fondatori della SAP; ha un patrimonio di circa 6  miliardi di euro (precrisi) e il calcio come hobby. così ha rilevato la squadra della sua città con l’intento di farne una grande in Germania e in Europa. E dopo le prime 8 giornate in Bundesliga il sogno sembra abbastanza alla portata: secondo posto in campionato con 16 punti, a uno dalla capolista Amburgo; gioco spumeggiante, ottime individualità (Ba, Ibisevic e Carlos Eduardo su tutti), manico capace e imprese in serie: non era facile vincere ad Hannover, la squadra più casalinga della Bundesliga, farlo per 5-2 sa di irriverenza. Specie se al 70′ perdevi 2-1. Intanto con la doppietta di sabato Ibisevic (bosniaco classe ‘84) è salito a quota 9 in classifica marcatori. Come lui nessuno…

L’equilibrio- 11 squadre in 5 punti, se pensate che la Serie A sia equilibrata venite in Germania…difficile identificare delle big, o distinguere quelle canoniche in crisi (tipo Bayern) dal ceto medio rampante. L’Amburgo capolista pareggia 1-1 con lo Schalke nel big match di giornata (gol di Trochowski e Höwedes) che non sposta di un millimetro il cammino delle due squadre. Idem con patate per il 3-3 tra il solito Werder Brema fenomenale dalla cintola in su e il Borussia Dortmund, con gli ospiti capaci di portarsi per 3 volte in vantaggio con Frei, Hummels e Zidan (quest’ultimo al 90′) e di farsi sempre rimontare (Baumann e doppietta di Pizarro a filo della sirena). Partita non adatta ai deboli di cuore…si dice così, no? Per il resto registriamo finalmente la vittoria (deludente in realtà) del Bayern a Karlsruhe (ma di questa partita s’è già parlato fino alla noia in Italia), e quella in po’ più probante del Wolfsburg sull’Arminia per 4-1. Bene anche il Bayer di Helmes (uno su cui vale la pena soffermarsi, appena potrò) vittorioso 2-0 contro il derelitto Eintracht. Aspirine sole al terzo posto a -2 dall’Amburgo. Vince l’Hertha sullo Stoccarda 2-1 all’Olympiastadion, visto l’equilibrio, sperare è lecito per entrambe. Il Colonia infila la seconda vittoria consecutiva, 1-0 al Cottbus e visto il ritmo di chi la precede sogna l’Europa. Nello scontro salvezza 2-2 tra il Bochum e il Borussia Mönchengladbach, a cui il cambio di allenatore (via l’olandese Luhukay, sostituito dal suo vice, l’ex milanista Ziege) non ha dato frutti nell’immediato.

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