Fiorentina, Genoa, Juventus, Sampdoria, Serie A

Anticipi di serie A: pari tra Samp e Juve, Gilardino rialza la Fiorentina

Pareggio scialbo - Sampdoria e Juventus non si fanno male e tornano a casa con un punto a testa, nel primo anticipo della quinta giornata in serie A. A Marassi i blucerchiati incanalano la gara sulla fisicità, coprendo bene gli spazi a centrocampo e concedendo poche occasioni ad una Juventus che fatica a servire le punte. L’occasione migliore dei primi 45′ e forse di tutto il match, capita sui piedi di Del Piero, ma il suo diagonale di destro si stampa contro il palo alla destra di Mirante. La ripresa è sempre equilibrata e avara di emozioni. La Samp, disposta magnificamente in fase difensiva da Mazzarri, crea qualche timida occasione dalle parti di Manninger, ma non vi sono squilli in una gara molto chiusa da ambo le parti.

Nel segno della continuità - Per un certo punto di vista, si può dire che in Sampdoria-Juventus ci sono state delle conferme. Mentre Cassano e compagni sono ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato, i bianconeri soffrono la compattezza e la tenacità delle “piccole”, come già si era visto nell’1-1 di mercoledì scorso contro il Catania. Più contenti sicuramente i blucerchiati, che dopo aver intimato l’alt all’Inter di Mourinho nella prima giornata, si ripetono contro la Juventus. Per Ranieri invece si prospetta una settimana di lavoro intenso per ritrovare quello smalto e quella convinzione, che chi vuole lottare per lo scudetto, deve avere.

pallas/copyright flickr.com

3° centro per il rinato Gila
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Reazione viola - Dopo la serata stortissima dell’Olimpico, Prandelli aveva usato il bastone, per richiamare i suoi dopo la figuraccia contro la Lazio. Così, a distanza di tre giorni, i viola ritrovano i tre punti battendo 1-0 di misura il Genoa, ancora galvanizzato dalla vittoria di mercoledì contro la Roma. Gasperini lascia inizialmente in panchina il principe Milito e i padroni di casa partono subito forte, pressando a tutto campo i rossoblu. Mutu e Montolivo fanno venire i brividi a Rubinho, ma nonostante il gran ritmo, le occasioni latitano. Il Genoa esce dal guscio e risponde pan per focaccia al pressing della Fiorentina, ma davanti manca il pezzo da 90, e quindi di occasioni non se ne vedono.

Ripresa frizzante e perla da tre punti - Inizia la ripresa e dopo 6′ Gasperini manda in campo Diego Milito e il match prende un’altra piega. Con le due punte, il Genoa è più intraprendente e macina subito occasioni: prima con Oliveira, poi Frey è super su Milito lanciato in porta. La spinta offensiva però lascia campo al contropiede viola. I toscani passano con l’uomo più in forma: Alberto Gilardino trova un gol dei suoi, girandosi prontamente in area e battendo in diagonale di sinistro l’incolpevole Rubinho. E’ il 16 del secondo tempo.
Il Genoa prova la reazione, ma dove la difesa non arriva, ci pensa Frey a salvaguardare i tre punti, che rilanciano la Fiorentina nel morale e invitano Gasperini a riflettere: come mai il Genoa non riesce a far punti anche in trasferta?

Serie A

Quarta giornata: l’Inter sale in vetta

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Il solito Cruz manda in fuga l’Inter
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ROMA- Nel primo turno infrasettimanale della stagione l’Inter si accomoda sola in vetta alla classifica, in virtù anche del pareggio della Juventus. La Fiorentina stramazza all’Olimpico, il Milan batte la Reggina non brillando, mentre la Roma capitola a Genoa e contesta l’arbitro.

Inter-Lecce   1-0Beretta decide di non giocarsi la partita, disponendo gli 11 uomini in una sorta di muro di cemento: il catenaccio funziona bene, l’Inter- votata all’attacco- ha pochi spazi e si vede costretta a dare vita a passaggi in orizzontale. Unico brivido è la traversa di Ibrahimovic su punizione. Ma è tornato l’uomo della provvidenza: a 10′ dalla fine Cruz sblocca il risultato su cross dello svedese. E’ primato in classifica.

Reggina-Milan   1-2-  Su un campo in stato pessimo, il Milan conquista 3 punti d’oro contro una Reggina caparbia. E’ la serata del primo gol di Borriello in campionato, stacco di testa poderoso su punizione di Seedorf. Siamo al 24′ del primo tempo. Ma poi si infortuna, si pensa niente di grave. Classico calo di concentrazione dei rossoneri e Corradi fa 1-1. Il Milan si dà la carica e attacca a più non posso. Sarà Kakà- stasera in ombra- a dare il là per il vantaggio: assist perfetto dalla destra per Pato che azzecca l’angolino. 3 punti d’oro.

Juventus-Catania   1-1-  La Juve bastona gli uomini di Zenga, ma solo negli ultimi 10′: una caterva di azioni da gol, due traverse- Amauri e Del Piero- ma non è serata. Gioca meglio il Catania nel primo tempo, ma sono i bianconeri a passare con il solito Amauri. La ripresa è uguale, la Juve è davvero inconsistente e ci si mette anche uno dei rari errori di Chiellini: salta a vuoto su Plasmati ed è gol.

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Dopo il Milan,il Principe affonda anche la Roma
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Genoa-Roma   3-1-  Risultato molto largo, e agli uomini di Spalletti non viene convalidato un gol regolare di Panucci per un fuorigioco inesistente. Sculli apre le marcature, poi sarà De Rossi- espulso al 24′ della ripresa- a pareggiare. Ma l’uomo partita è Milito: doppietta per lui, al 16′ e al 43′.

Lazio-Fiorentina   3-0-  Si prospettava come la partita della giornata e le attese non sono state smentite. Mauri, Pandev e Siviglia firmano questa vittoria meritata e anche un pò stretta. La Fiorentina non c’è, sia in attacco che in difesa.

Bologna-Udinese   0-3-  Ancora una sconfitta per i bolognesi, in 10′ dal 13′. L’Udinese va in gol con D’Agostino, Floro Flores e Pepe, e si permette il lusso di lasciare fuori Quagliarella e Di Natale. I rossoblu anche sfortunati per un palo colpito da Marchini.

Napoli-Palermo   2-1Hamsik e Zalayeta danno questa vittoria ad un Napoli sofferente contro un buon Palermo, soprattutto nella ripresa. A 10′ dalla fine Miccoli si procura un rigore che non sbaglia. Ma l’assedio dei rosanero è troppo tardivo.

Atalanta-Cagliari   1-0-  Gara priva di emozioni a Bergamo. Squadre troppo contratte e poco propense a scoprirsi. Sarebbero stati un pò tutti contenti del pareggio, ma Floccari non è dello stesso parere e in contropiede firma la rete dei 3 punti.

Chievo-Torino   1-1-  Il Chievo doveva osare di più, ma decide che va bene così. Partita soft, senza troppi patemi e sbloccata da un rigore realizzato da Bianchi. I veronesi non ci stanno e pareggiano subito con Marcolini.

Siena-Sampdoria   0-0-  E’ la noia a farla da padrone tra due squadre che si studiano anche troppo a vicenda. Sarà solo Cassano a tentare di dare una scossa, ben supportato dai compagni di reparto. Ma è solo un fuoco di paglia, troppi gli sprechi sotto porta.

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Champions League, Juventus

Del Piero illumina la Juve. Zenit trafitto 1-0

TORINO - Madames et Messieurs voilà Del Piero. Una magia disegnata alla perfezione dal capitano bianconero alla mezzora del secondo tempo regala alla Juventus il primo successo della ritrovata Champions League contro uno Zenit aggressivo e poco propenso a fare regali.

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Lo Zenit s’inchina alla perla di Del Piero
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Nuova Champions, vecchia Juve. Ranieri, infatti, per il ritorno nell’Europa che conta si affida ai senatori, a coloro che con la Signora hanno subìto le piaghe del purgatorio. E allora spazio per l’occasione alla coppia Del Piero-Trezeguet con Nedved e Camoranesi sulle fasce di centrocampo. Dietro i centrali Chiellini e Legrottaglie davanti all’insostituibile Buffon.
Lo Zenit, dal canto suo, risponde con la miglior formazione possibile provando il trio Denison-Arshavin-Danny dietro all’unica punta Pogrebnyak.
Pronti via e gli uomini di Ranieri capiscono subito che la gara non sarà affatto una passeggiata. I russi sono subito aggressivi e pronti al raddoppio di marcatura. Capita così che dopo dieci minuti, mentre Danny si divora il più facile dei gol, Trezeguet latiti nella trequarti avversaria e Del Piero si faccia intimorire dalla rete costruitagli su misura dal tecnico Avocaat. Come se non bastasse alla mezzora Camoranesi, che da poco aveva colpito un palo, è costretto ad uscire per infortunio (contusione al piede sinistro, ndr).

Nella ripresa per i padroni di casa non va di certo meglio. Gli Zar di San Pietroburgo aggrediscono in ogni parte del campo mettendo in apprensione la difesa juventina: al 12′ ci vuole un attento Buffon a deviare in angolo una conclusione dalla sinistra di Sirl.
Man mano che il tempo passa la squadra di Advocaat cala di intensità e dalle palle inattive iniziano ad arrivare i maggiori pericoli per Malafeev che prima deve esaltarsi su un colpo di testa di Poulsen, poi deve arrendersi a un’invenzione di Del Piero.
Inutile l’assalto finale dello Zenit. Finisce 1-0 per la Juve che da oggi può sognare anche l’Europa.

JUVENTUS-ZENIT 1-0 (0-0)
MARCATORE: Del Piero al 30’ s.t.

JUVENTUS (4-4-2): Buffon 6.5; Grygera 6.5, Legrottaglie 7, Chiellini 6.5, Molinaro 6 (dal 12’ s.t. De Ceglie 6); Camoranesi 6.5 (dal 31’ p.t. Salihamidzic 5.5), Poulsen 6.5, Sissoko 6, Nedved 6; Trezeguet 5.5 (dal 42’ s.t. Amauri s.v.), Del Piero 7.5. (Manninger, Mellberg, Marchisio, Iaquinta). All. Ranieri 6.

ZENIT (4-2-3-1): Malafeev 5.5; Anyukov 6.5, Krizanac 6, Puygrenier 6, Sirl 6.5, Denisov 6, Tymoschuk 5.5, Zyrianov 5.5 (dal 35’ s.t. Dominguez 6), Arshavin 6, Pogrebnyak 5, Danny 6. (Contofalski, Hubocan, Kim, Radimov, Fayzulin, Ricksen). All. Advocaat 5.5.
ARBITRO: De Bleeckere (Ola) 6.
NOTE: spettatori 20.853 per un incasso di 641.925 euro. Ammoniti Pogrebnyak per proteste, Sirl e Salihamidzic per gioco scorretto. Recupero: 1’ p.t., 3’ s.t.

Juventus, Serie A, Udinese

Amauri premia una bella Juve

1°gol casalingo per Amauri
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Torino- Una bella Juve piega l’Udinese nel posticipo della terza giornata di serie A. Un successo striminzito nel punteggio (1-0) ma non nella forma, visto che i bianconeri di casa hanno letteralmente dominato il match. Uno strepitoso Handanovic si è opposto a tutti i tentativi della banda Ranieri, ma il fortino è caduto grazie il rasoterra di Amauri, al primo gol all’Olimpico. Una rete che ha spezzato quel che pareva essere un tabù e che vale il secondo posto in classifica a pari merito con l’Inter alle spalle del duo Lazio-Atalanta. La Marino band reclama per un dubbio contatto in area Chiellini-Floro Flores al 90′, ma non è mai stata in partita, travolta dalla voglia di far bene e dalla smagliante forma degli juventini.
Amauri piega un super Handanovic- Ranieri, in vista della trasferta Champions di San Pietroburgo, schiera la coppia d’attacco di riserva (si fa per dire) Amauri-Iaquinta. In difesa rientra dopo un mese Chiellini e sulla sinistra si vede De Ceglie. Solito tridente, invece, per Marino. La Juve parte fortissimo e mette alle corde l’avversario. Camoranesi disegna calcio sia sull’out destro che accentrandosi, le punte sono vivaci e i buttafuori Sissoko-Poulsen dominano in mezzo. Allora ci vuole un Handanovic in versione superman per fermare un doppio tentativo di Iaquinta (che si vede anche annullare- giustamente- un gol) e la sventola di Nedved. E quando non ci arriva lui, è il palo a strozzare l’urlo in gola ad Amauri. Dei friulani non v’è traccia. Nella ripresa ci provano dalla distanza i mastini Poulsen (secondo legno di serata) e Sissoko, ma la porta sembra stregata. Quando il fantasma del pari beffa inizia ad aleggiare sull’Olimpico, l’ex Liverpool va in percussione, la sfera finisce ad Amauri che batte l’estremo friulano con un precisissimo rasoterra. Il futuro nazionale azzurro (?) segna così il primo gol casalingo con la maglia bianconera e regala i tre punti ai suoi. Nel finale c’è tempo solo per la recriminazione udinese verso la terna arbitrale, ma il successo della formazione di Ranieri è strameritato. Lo Zenit è avvisato.

Fiorentina, Juventus, Serie A

La Juve scappa, Gila l’acciuffa

Gila acciuffa la Juve galeria futbolera/copyright flickr.com

Gila acciuffa la Juve
galeria futbolera/copyright flickr.com

Nell’Olimpo della serie A c’è la classe operaia dei Chievo, Atalanta, Bologna, Catania. Nessuna delle big, infatti, bagna l’esordio con una vittoria. Quasi come se fosse un peccato iniziare a spron battuto. Juve e Fiorentina, nel primo succosissimo posticipo frutto delle nuove regole del calendario, impattano rispettando questa regola. I bianconeri scappano con Nedved, potrebbero chiudere il match, ma vengono acchiappati dall’acuto di Gila all’ultimo respiro, nonostante i viola fossero in 10. Finisce 1-1, ed è giusto così.
Il guizzo da bomber consumato del Gila è la nota più lieta della serata. Non solo per i 41000 del Franchi, estasiati dalla ’sviolinata’ dell’ex rossonero, ma per tutto il calcio italiano. Rivedere l’attaccante appena rientrato nel giro della Nazionale compiere gesti e prodezze a lui usuali, infatti, è un’ottima notizia in vista dei prossimi impegni azzurri. Al di là del Gila, il match è stato intenso, combattuto. Le tantissime assenze da ambo le parti (Mutu, Montolivo, Chiellini, Sissoko e Trezeguet) hanno condizionato solo in parte lo spettacolo. I bianconeri sono passati al primo affondo con il sempiterno Nedved, ed ha controllato agevolmente le sfuriate altrui con la vecchia guardia. L’unico peccato (capitale) della banda Ranieri è stato tenere in vita l’avversario, non affondare i colpi con un Iaquinta entrato troppo tardi per fare male. E allora Prandelli ha suonato la carica buttando nella mischia i suoi giovani di talento come Jovetic e Pazzini che, guarda caso, mettono lo zampino nell’azione del pari. Pari arrivato nonostante l’espulsione di Felipe. L’ultimo brivido è targato Amauri, ma uno dei vecchi (si fa per dire…) leoni viola, ossia Frey, si è opposto da campione. Perchè almeno per due settimane la classe operaia deve andare (da sola) in paradiso. E perchè battere i viola sarà un’impresa ardua per tutti.

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Serie A

PARTE LA A: Dinho e i baroni rampanti, sfida intrigante a Mourinho

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Special One contro tutti
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Mourinho contro Ronaldinho. Sarà questo il tormentone della stagione 2008-’09? Quel che è certo è che il portoghese e il brasiliano sono stati i due grandi protagonisti della calda estate di mercato. La serie A al via, comunque, si presenta ancora più affascinante ed equilibrata rispetto alle ultime edizioni. Perchè non si vive di sola Inter e, in questo caso, Milan. C’è una Juve pronta a lottare di nuovo per il tricolore, la solita frizzante Roma che vuole sbarazzarsi dello scomodo ruolo di eterna seconda, una Fiorentina sempre più ambiziosa ed una serie di baroni rampanti: il Napoli europeo, la Samp di Cassano, l’Udinese di Marino, il nuovissimo Genoa e il turbolento Palermo.
La rivoluzione dello Special One- Quaresma, a quanto pare, sarà il terzo e ultimo rinforzo dei campioni d’Italia. Ma, al di là degli arrivi di Mustang, del solido Muntari e il guizzante Mancini, la vera novità in casa Inter è in panchina. Lo Special One ha stupito tutti con i suoi metodi, la sua dialettica ed ha portato una ventata di freschezza nel nostro campionato. In Supercoppa, primo obiettivo centrato da un tecnico indubbiamente vincente, si sono visti sprazzi dell’innovativa Inter che verrà. Squadra corta, pressing, gioco sulle ali. La continuità con l’anno passato sarà rappresentata dalle irrinunciabili invenzioni di Ibra, mentre il neoazzurro Balotelli è sempre più in rampa di lancio e per Adriano è l’ultimissima chanche. Le avversarie si sono rinforzate, ma i nerazzurri restano in pole per aggiudicarsi il 4° tricolore consecutivo. Anche se in via Durini vogliono la coppa delle grandi orecchie.

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Dinho, show a San Siro
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Futebol bailado a San Siro- Lo scudetto, invece, è l’obiettivo primario dei cugini. Giocoforza, dato che dopo anni di Champions il Milan disputerà l’Uefa. Tra colpi ad effetto (Ronaldinho), amarcord romantici (Sheva) e rinforzi ‘cum grano salis’ (la coppia Gunner Flamini-Senderos) la sfida rossonera è certamente la più suggestiva. Così come lo sarà l’arduo compito di Ancelotti: riuscirà a far convivere tutte le sue stelle? L’altra incognita è in porta, Abbiati può (e deve) dare tranquillità al reparto difensivo. Una cosa è certa, a San Siro ci sarà da divertirsi, sia col tridente brasiliano che col figliol prodigo ucraino.
In nome di Franco- Ha perso Mancini, ma ha acquistato il promettentissimo Menez e la Bestia Baptista. Senza dimenticare il rosso Riise. La Roma, in fin dei conti, si è rinforzata pure quest’anno. Con raziocinio, senza folli spese. La forza delle idee prevale da tempo sul dio denaro in riva al Tevere, e i risultati si sono visti. Le pretendenti al titolo sono aumentate, probabilmente non sarà più una lotta a due, ma i giallorossi diranno ancora la loro. In nome del compianto e amato presidentissimo Sensi. Siete pronti a scommettere il contrario?

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La Bestia alla conquista di Roma
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I 4 moschettieri-  E’ la Vecchia Signora del nostro calcio. Riconquistata l’amata Champions, il processo di redenzione completa può essere coronato soltanto dal tricolore. La Juve dei 4 moschettieri -Amauri, Del Piero, Trezeguet, Iaquinta- sarà un osso duro per tutti. Durissimo. La mediana muscolare voluta da Ranieri e il superman dei portieri tra i pali garantiranno solidità, davanti saranno appunto gli attaccanti a dover fare la differenza. Il tasso di qualità carente in mezzo dovrà essere sopperito dai fedelissimi Camoranesi e Nedved, sperando che quel peperino di Giovinco trovi spazi adeguati. In caso contrario, sarebbe un vero peccato.
Big di fatto- La Viola fa ormai parte delle big. I Della Valle hanno messo mano al portafoglio per portare in riva all’Arno -o trattenere, vedi Frey e Mutu- fior fior di giocatori. Su tutti un Gila in cerca del riscatto, ma anche Vargas, i giovani Melo, Jovetic, e tanti altri ancora. Prandelli saprà giostrarli al meglio. Un solo dubbio: reggerà il doppio impegno Champions-campionato? Con la Uefa andò bene, ma la massima competizione continentale è altra cosa. Quel che è certo è che nella culla del Rinascimento hanno fatto le cose per bene.
Baroni rampanti- Sono le squadre ambiziose, le piazze importantui ‘vogliose’ d’Europa. Tra chi l’assapora già (Samp, Udinese, Napoli) e chi vorrebbe tornarci (Palermo, Genoa, Lazio) la lista è lunga. Il Grifone è la squadra è più rinnovata insieme al club di Zamparini, il Napoli balla il tango con i suoi argentini come ai bei tempi e i blucerchiati coccolano il talento di Bari Vecchia. Possibile outsider il Toro, i tifosi vogliono smettere di soffrire e puntare più in alto. L’arrivo di Bianchi e Amoruso è un buon segno. Anche il Catania di Zenga, se avrà vinto le sue scommesse (Ledesma, Dica) e ritroverà uno Spinesi ispirato in zona gol, potrebbe stupire. L’Atalanta, invece, è gia abituata a farlo.
Bagarre per la permanenza- Infine, la lotta salvezza. Il neopromosso ‘atipico’ -e sudamericano- Bologna non dovrebbe avere problemi, mentre a Lecce, Reggio Calabria, Siena e Verona ci sarà da soffrire. La campagna acquisti toscana è stata mediocre, i salentini sperano nell’esplosione di Cacia e nelle idee di Caserta, gli amaranto puntano tutto (per l’ennesimo miracolo) sul genio di Brienza e della bandiera Cozza, Iachinisi è rinforzato con Langella, Sorrentino e Pinzi ma si affida in gran parte al bel gruppo della promozione. Potrebbe bastare. Così come il progetto avviato l’anno scorso e proseguito dal Cagliari (eccezion fatta per l’allenatore). Ad ogni modo, sarà una bella lotta. Le sorprese sono sempre dietro l’angolo, ogni considerazione potrebbe essere sovvertita. Per fortuna: è il sale del calcio.

Champions League, Juventus

Juventus: si riapre la porta Champions

1°gol in bianconero per Amauri
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E’ finito il calvario per la Juventus. La società torinese ritorna in Champions League dopo il lungo cammino partito dalla serie B.Finisce 1-1 il ritorno con l’Artmedia.

Amauri c’è- A Bratislava è Amauri il protagonista, e non solo per la rete che ha regalato il pareggio della sicurezza- l’Artmedia era andata in vantaggio al 13′ con Fodrek. Il neo acquisto bianconero si è reso pericoloso costantemente per quasi tutti i 90′, considerando anche tutto lo spazio a sua disposizione per le assenze di Del Piero e soprattutto Trezeguet.

La gara- Si parte in sordina, con la Juve adagiata sugli allori dopo il 4-0 dell’andata. Ma subita la rete del vantaggio avversario la reazione non si fa attendere: 10′ e su cross di Nedved il brasiliano stacca di testa e mette in rete. Potrebbe esserci un suo bis, ma il palo gli nega l’esultanza. Anche Iaquinta ha la palla del definitivo ko, sprecata malamente. La fine sarà solo una pura e semplice formalità, sbrigata anche con le dovute accortezze: inutile svenarsi per una qualificazione ormai scritta. E meritata.

Champions League, Juventus

La Juve passeggia sull’Artmedia, Champions ipotecata

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Una prova di forza impressionante. La Juve incanta nella notte del ritorno in Europa ipotecando l’ingresso nella fase a gironi di Champions League. I bianconeri calano un poker perentorio che non lascia scampo ad un Artmedia mai in partita e divertono il pubblico presente.
Ranieri s’affida alla classica supercoppia Del Piero-Trezeguet e lancia al debutto Poulsen. In difesa, spazio al tandem collaudato Legrottaglie (preferito a Mellberg)-Chiellini. I bianconeri partono fortissimo, collezionando tre corner in un minuto. E al 7′ è già vantaggio: bella incursione di Grygera sulla destra, il suo tentativo viene stoppato ma Camoranesi batte di giustezza, col piattone destro, Kamenar. Poco dopo, però, il ceco deve abbandonare il campo per uno scontro col connazionale Urbanek: al suo posto, a sorpresa, entra Iaquinta. Juve ridisegnata in un 4-3-3 con Salihamidzic che scala a destra nel ruolo di terzino. Cambia il modulo ma non la musica. La Juve è arrembante, l’Artmedia alle corde. E, come sempre nelle grandi occasioni, s’accende la stella di Del Piero. Il capitano, all’avvio della 16°stagione in bianconero, disegna una parabola delle sue nel sette. In corsa. Un gol alla Alex, insomma, che mette il match ulteriormente in discesa. Per il numero 10 si tratta del 38° centro in Champions. Sissoko giganteggia in mezzo, Poulsen debutta bene e Camoranesi disegna calcio. L’Artmedia si rivela decisamente modesto e non impensierisce mai Buffon, alla 500° da professionista. Nel finale di tempo c’è gloria anche Chiellini, il cui stacco risulta fatale per l’uscita a vuoto dell’estremo ceco. 3-0 e qualificazione in ghiaccio. La ripresa è una formalità con gli uomini di Ranieri che sfiorano il poker con Iaquinta (palo), Trezeguet (gol annullato) e un altra perla a girare (stavolta di sinistro) di Del Piero. Quarto sigillo che arriva in chiusura, sempre su calcio da fermo: stavolta l’inzuccata vincente è di Legrottaglie. 4-0 e tutti a casa, il ritorno in Slovacchia sarà poco più di una sgambata. E, a due anni e mezzo di distanza, sancirà il sospirato ritorno in Champions.

Champions League, Juventus

La Juve ha voglia di Champions

La retrocessione in B, il purgatorio e la risalita. La Vecchia Signora del nostro calcio riabbraccia stasera la dimensione a lei più consona, ovvero la Champions League, con una voglia matta di tornare a dire la propria a due anni di distanza dall’ultima apparizione. Il preliminare, però, è solo un assaggio, un antipasto. A patto che non rimanga indigesto.

A preoccupare Ranieri e il popolo bianconero, più dei modesti slovacchi, sono le assenze. Le defezioni in casa Juve, infatti, sono ben 6: i tre olimpici Giovinco, De Ceglie e Marchisio (seppure ko), i due freschi infortunati Zanetti e Marchionni (entrambi out per un mese) e lo squalificato Nedved. E’ emergenza vera, quindi, a centrocampo: il tecnico del Testaccio ha gli uomini contati e punterà forzatamente su Camoranesi, Sissoko, Poulsen e il tuttofare Salihamidzic. Nonostante ciò, il trainer è fiducioso: “I sostituti faranno bene, conto sulla voglia della Juventus di tornare nelle competizioni europee“. L’Artmedia, come dicevamo, non è avversario da far tremare i polsi, ma guai abbassare la guardia: “L’errore più grosso sarebbe quello di considerare la Champions League già conquistata” le significative parole di Ranieri. In queste partite, d’altronde, sottovalutare l’avversario è l’insidia più grossa. Ma la Juve ‘vogliosa’ d’Europa vorrà conseguire ad ogni costo l’obiettivo.

Calcio mercato, Fiorentina, Juventus

Ennesimo colpo viola, preso Almiron

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Sembrava non dovesse arrivare più. L’acquisto di Zauri pareva aver chiuso le porte ad Almiron, centrocampista in sovrannumero alla Juventus. E invece no, l’ex empolese approda alla corte di Prandelli rinforzando ulteriormente un organico di prim’ordine. La Fiorentina ha ottenuto in prestito con diritto di riscatto sulla comproprietà con cifra fissata a 3,5 milioni. In breve, se l’argentino convincerà la dirigenza diventerà a tutti gli effetti un giocatore viola a partire da giugno.

In cerca del riscatto- Sergio Almiron, centrocampista classe ‘80, è reduce da una stagione totalmente negativa. Acquistato dalla Juve per la bellezza di 9 milioni di euro dopo i fasti di Empoli, si è rivelato un flop clamoroso. Da qui la cessione in prestito al Monaco a gennaio, dove ha collezionato 11 gettoni ma non ha lasciato il segno. Fino ad oggi, alla firma con i viola. Chissà che l’aria toscana non lo riporti ai livelli di due stagioni fa.

Manninger nuovo vice Buffon- La Juve, ‘liberatasi’ di un giocatore che non rientrava nei piani dell’allenatore, ha piazzato un colpo in entrata (probabilmente l’ultimo). E’ stato individuato, infatti, il nuovo vice Buffon, dato che Chimenti non offriva certezze nel ruolo. Stiamo parlando di Alexander Manninger, reduce da alcune buonissime stagioni in quel di Siena. Il portierone austriaco, quindi, torna in Italia dopo essere tornato momentaneamente in madrepatria (Salisburgo). Il giocatore ha sottoscritto in giornata un contratto quadriennale.

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