Inter, Serie A

I pregiudizi di Mr Speciale

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Primi grattacapi per Mourinho
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Come ci ricorda in questi giorni la pubblicità di una nota casa automobilistica le persone Speciali sono intorno a noi, e possiamo riconoscerle, perchè catturano la nostra attenzione. Sinceramente non credo sia proprio così, anzi ritengo sia molto difficile riconoscere qualcosa di speciale in un mare di normalità. Casomai è molto facile scovare la normalità quando si è circondati da banalità.

Ritengo Josè Mourinho, alias The Special One, un grandissimo esempio di personaggio carismatico nell’età dell’informazione: tipo curato, con quel broncio che lo rende anche affascinante e che buca lo schermo, preparato nel suo lavoro e capace di esprimere le proprie idee. In poche parole un leader, anche carismatico, e un motivatore (che non guasta). Insomma, uno che sa il fatto suo e che è capace di vendercelo come se fosse l’acqua nel deserto. Bravissimo, non c’è che dire. Ma bastano tutte queste pur lodevoli qualità per essere considerato speciale? Addirittura LO Speciale… Non credo. E ieri sera, vedendo l’Inter in campo nella prima partita che contava davvero e ascoltando Mou a caldo, di speciale, sinceramente, non ho visto (e udito) niente. Casomai ho trovato il portoghese, per la prima volta, molto normale. Quasi banale…

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Dinho dà il 1° dispiacere a don Josè
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Ma entriamo nel merito: il derby che ho visto io è stato bruttino, con due squadre attentissime a non prenderle, molto lente nella costruzione del gioco e che avevano grosse difficoltà ad arrivare in porta, con il Milan che aveva un lieve vantaggio quando i suoi solisti puntavano uno-contro-uno l’avversario diretto, mentre Mancini e Mister Trivèla non incidevano sulla gara. Poi il gol, un po’ a sorpresa, con un bello scambio tra Palloni d’oro aiutati da una difesa sorpresa e mal posizionata (sennò Dinho di testa non l’avrebbe mai presa, con tutto il rispetto…). A questo punto ti aspetti la reazione grande squadra ferita, l’invenzione speciale che ti riapre il match. Cosa si partorisce, invece? Il doppio cambio (molto manciniano in realtà) Cruz+Adriano al posto di Materazzi e Mancini, per l’assioma (sbagliato) più punte più gol. E infatti le occasioni fioccano. Si, per il Milan, ora vero padrone del campo con Kaka e soprattutto Seedorf a creare grattacapi solo portando avanti il pallone e con Sheva (mister fuoriforma) a sfiorare il gol. Nel mentre l’espulsione (sacrosanta) di Burdisso (perchè non mettere Cordoba, a proposito), un rigore non dato su Adriano (che pareggia il fallo di Materazzi nel primo tempo) un paio di occasioni sciupate (Ibra e Adri di testa) e nulla più. In compenso i nerazzurri perdono la testa e l’arbitro grazia Stankovic per un fallaccio da dietro. Sconfitta meritata, e la solita sensazione (anche questa dei tempi manciniani) di una squadra incapace di perdere una partita senza perdere anche la faccia (vedi Valencia, vedi Liverpool, vedi derby di Champions con fumogeno ammazza Dida).

A fine partita la beffa maggiore, Mou il carismatico, Mou lo Speciale fa i complimenti al Milan (bravo) e riconosce che la sua Inter… ha giocato la partita perfetta, specie nel secondo tempo, quando un arbitro un po’ protagonista ha scippato la squadra del meritato successo. Non bastasse ricorda come l’Inter sia ancora davanti alle avversarie dirette (peraltro vero) mentre la Lazio e il Napoli non lo riguardano, fanno un altro campionato… A chi (Collovati alla DS) provava ad analizzare i fatti in modo un po più realistico rispondeva scocciato, quasi offeso, come un signor Chiunque. Proprio lui, Lo Speciale mi faceva venire in mente quei bambini che facendo una marachella, e sapendo di aver sbagliato, si ostinano a voler la ragione (ho un fratello di 8 anni…la sensazione la conosco bene…). Certamente avere alibi aiuta la coscienza. Sicuramente l’uomo è intelligente e non pensa quel che dice, ma cerca di difendere il gruppo. Ovviamente mi auguro consideri tutte le partecipanti alla Serie A allo stesso modo, altrimenti il rischio figuracce per l’Inter diventa altissimo. Eppure il dubbio resta. Questo Mr Speciale sembra sempre più un tipo normale: sicuramente non un rivoluzionario a livello tattico (il suo 4-5-1 è evidente soltanto a me?!), che vede il calcio italiano con quella certa superficialità tipica dell’Europa da bere (mi dette quest’idea anche dopo la vittoria in Supercoppa, sembrando sorpreso che due squadre italiane potessero dar vita ad una bella partita. Ricordate?)e non come un laboratorio tattico e di grandi risorse umane (a livello di tecnici e non tecnico, naturalmente) che invece è. Dove il campionato si vince battendo la Reggina e non la Juventus, il Cagliari e non il Milan. I pregiudizi nel calcio non aiutano, casomai rendono arroganti e superbi. Mou, se sei davvero Speciale lo dovresti sapere anche tu.

Inter, Milan, Serie A

Milan-Inter e l’insolito derby di settembre

Siamo a settembre ma è già tempo di derby, e che derby. Milan-Inter non è mai una sfida qualsiasi, anche quando in palio non c’è altro che il prestigio, oltre ai 3 punti che dopo 5 giornate  di serie A non saranno comunque decisivi. Domani sera scendono in campo due squadre che attraversano momenti diversi.

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Ancelotti vs…
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Milan- I rossoneri arrivano da 2 vittorie consecutive dopo aver perso incredibilmente le prime 2 gare con Bologna e Genoa. La forma fisica non è ancora delle migliori, anche se progressi visibili ce ne sono stati. Una squadra decimata da infortuni: Nesta, Senderos, Pirlo, Inzaghi, e per ultimo Borriello, problema muscolare per l’attaccante riscontrato durante il turno infrasettimanale a Reggio Calabria. Una squadra che deve ancora crescere non tanto sotto il profilo del gioco quanto nell’organizzazione della manovra stessa. I problemi maggiori si riscontrano nella retroguardia, che risente da matti la mancanza di uno come Nesta. In attesa che si riprenda gente come Shevchenko e Ronaldinho, l’attacco può contare su uno come Pato: 3 gare ufficiali, 3 gol. Una media da paura.

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…Mourinho
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Nerazzurri- L’Inter sa di non essere bella, e lo sa anche Mourinho. Ma è consapevole di essere cinica, di avere ottime coperture e rincalzi in tutti i reparti. Con un Ibrahimovic, poi, ormai confermatosi insostituibile e determinante, se mai ne avesse avuto bisogno di conferme il popolo interista. Mou sino ad ora ha raccimolato quello che voleva, ma sa che il lavoro è ancora lungo. Far convivere tutta quella forza in attacco non sarà impresa facile. E per il derby ha solo l’imbarazzo della scelta: Adriano, Cruz, Balotelli. Chi affiancherà Ibra non si sa ancora.

San Siro dunque è pronto per ospitare il derby numero 268: 104 vittorie per i rossoneri, 91 per i nerazzurri. Domani si saprà se l’Inter allungherà in vetta o se il Milan si porterà solo ad un punto. Un pareggio è l’ultimo dei risultati che ci si aspetta.

Serie A

Quarta giornata: l’Inter sale in vetta

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Il solito Cruz manda in fuga l’Inter
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ROMA- Nel primo turno infrasettimanale della stagione l’Inter si accomoda sola in vetta alla classifica, in virtù anche del pareggio della Juventus. La Fiorentina stramazza all’Olimpico, il Milan batte la Reggina non brillando, mentre la Roma capitola a Genoa e contesta l’arbitro.

Inter-Lecce   1-0Beretta decide di non giocarsi la partita, disponendo gli 11 uomini in una sorta di muro di cemento: il catenaccio funziona bene, l’Inter- votata all’attacco- ha pochi spazi e si vede costretta a dare vita a passaggi in orizzontale. Unico brivido è la traversa di Ibrahimovic su punizione. Ma è tornato l’uomo della provvidenza: a 10′ dalla fine Cruz sblocca il risultato su cross dello svedese. E’ primato in classifica.

Reggina-Milan   1-2-  Su un campo in stato pessimo, il Milan conquista 3 punti d’oro contro una Reggina caparbia. E’ la serata del primo gol di Borriello in campionato, stacco di testa poderoso su punizione di Seedorf. Siamo al 24′ del primo tempo. Ma poi si infortuna, si pensa niente di grave. Classico calo di concentrazione dei rossoneri e Corradi fa 1-1. Il Milan si dà la carica e attacca a più non posso. Sarà Kakà- stasera in ombra- a dare il là per il vantaggio: assist perfetto dalla destra per Pato che azzecca l’angolino. 3 punti d’oro.

Juventus-Catania   1-1-  La Juve bastona gli uomini di Zenga, ma solo negli ultimi 10′: una caterva di azioni da gol, due traverse- Amauri e Del Piero- ma non è serata. Gioca meglio il Catania nel primo tempo, ma sono i bianconeri a passare con il solito Amauri. La ripresa è uguale, la Juve è davvero inconsistente e ci si mette anche uno dei rari errori di Chiellini: salta a vuoto su Plasmati ed è gol.

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Dopo il Milan,il Principe affonda anche la Roma
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Genoa-Roma   3-1-  Risultato molto largo, e agli uomini di Spalletti non viene convalidato un gol regolare di Panucci per un fuorigioco inesistente. Sculli apre le marcature, poi sarà De Rossi- espulso al 24′ della ripresa- a pareggiare. Ma l’uomo partita è Milito: doppietta per lui, al 16′ e al 43′.

Lazio-Fiorentina   3-0-  Si prospettava come la partita della giornata e le attese non sono state smentite. Mauri, Pandev e Siviglia firmano questa vittoria meritata e anche un pò stretta. La Fiorentina non c’è, sia in attacco che in difesa.

Bologna-Udinese   0-3-  Ancora una sconfitta per i bolognesi, in 10′ dal 13′. L’Udinese va in gol con D’Agostino, Floro Flores e Pepe, e si permette il lusso di lasciare fuori Quagliarella e Di Natale. I rossoblu anche sfortunati per un palo colpito da Marchini.

Napoli-Palermo   2-1Hamsik e Zalayeta danno questa vittoria ad un Napoli sofferente contro un buon Palermo, soprattutto nella ripresa. A 10′ dalla fine Miccoli si procura un rigore che non sbaglia. Ma l’assedio dei rosanero è troppo tardivo.

Atalanta-Cagliari   1-0-  Gara priva di emozioni a Bergamo. Squadre troppo contratte e poco propense a scoprirsi. Sarebbero stati un pò tutti contenti del pareggio, ma Floccari non è dello stesso parere e in contropiede firma la rete dei 3 punti.

Chievo-Torino   1-1-  Il Chievo doveva osare di più, ma decide che va bene così. Partita soft, senza troppi patemi e sbloccata da un rigore realizzato da Bianchi. I veronesi non ci stanno e pareggiano subito con Marcolini.

Siena-Sampdoria   0-0-  E’ la noia a farla da padrone tra due squadre che si studiano anche troppo a vicenda. Sarà solo Cassano a tentare di dare una scossa, ben supportato dai compagni di reparto. Ma è solo un fuoco di paglia, troppi gli sprechi sotto porta.

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Calcio, Serie A

Inter e Juve in vetta. Ok Roma e Fiorentina. Pari tra Udinese e Napoli

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Maicon, gran gol al Toro
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ROMA - In attesa che si giochi il posticipo tra Milan e Lazio la classifica inizia a prendere forma. In testa, appaiate a quota 7, ci sono Juventus e Inter. Respirano Palermo, Fiorentina e Roma grazie alle vittorie casalinghe. Si inceppano, invece, Genoa, Bologna e Atalanta. Pari con emozioni in Samp-Chievo e Udinese-Napoli. Segno X anche nella sfida di Lecce tra i padroni di casa e il Siena.

CATANIA - ATALANTA 1-0
La capolista cade a Catania e perde il primato. Al Massimino finisce 1-0 per i padroni di casa che vincono grazie al gol dell’ex Paolucci: palla in area a sinistra per l’attaccane rossazzurro che penetra e calcia un rasoterra sinistro sul primo palo non irresistibile. Coppola è in ritardo e subisce il primo gol in campionato. Inutile l’assalto finale degli orobici. Etnei che agganciano i nerazzurri a 6 punti.
ROMA - REGGINA 3-0
Si risveglia la Roma. Il 3-0 alla Reggina serve per dimenticare la batosta casalinga di Champions e per dare morale alla squadra. Capitolini in vantaggio sul finale di primo tempo con Panucci che appoggia in rete il più facile dei gol. Nella ripresa al 6′ Aquilani raddoppia con un sinistro violentissimo che si infila nel sette alla destra i Campagnolo. Nel recupero il tris di Perrotta lesto ad approfittare di una ribattuta corta del numero uno amaranto su punizione di Totti.

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La zampata di Amauri dà il primato alla Juve
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CAGLIARI - JUVENTUS 0-1
La Juventus non si ferma. Nemmeno quando in infermeria ci sono più titolari che in campo e di fronte c’è un Cagliari letteralmente agguerrito. La rete che vale i tre punti la segna Amauri (40′ pt) che sfrutta un cross di Marchisio deviato leggermente da Iaquinta. Alla fine del primo tempo Buffon si fa male all’interno coscia e rimane negli spogliatoi. In settimana si saprà di più. In pieno recupero Manninger è costretto a fare i miracoli su un tiro potentissimo di Matri.
FIORENTINA - BOLOGNA 1-0
Gilardino è rinato. E’ sempre lui l’uomo-gol della Fiorentina anche se in questo caso un grande grazie va alla scellerata uscita di Antonioli che spalanca la porta all’ex rossonero, bravo a finalizzare di testa un cross di Santana. Ai viola, quindi, vanno i primi 3 punti del proprio torneo. Al Bologna, invece, va l’ennesimo rimprovero per i tanti errori difensivi che costano la seconda sconfitta di fila.

LECCE - SIENA 1-1
Rimane “tabù” il Via del Mare per il Siena che a Lecce non ha mai vinto. Toscani in vantaggio nel primo tempo con Ficagna che approfitta di una disattenzione difensiva e a due passi dalla porta leccese infila Benussi. Nella ripresa i salentini provano a reagire e, dopo aver rischiato di subire il raddoppio, pareggiano con un colpo di testa su punizione di Caserta.

PALERMO - GENOA 2-1
La cura “Ballardini” sembra far ben ai siciliani. Con l’ex tecnico del Cagliari, i rosanero hanno segnato sul proprio ruolino di marcia due vittorie in due partite. Questa volta la vittima è un Genoa irriconoscibile e alla seconda sconfitta in campionato. I padroni di casa vanno in vantaggio nel primo tempo con un siluro da dentro l’area di destra di Cavani. Nella ripresa Bovo dai 30 metri batte nuovamente Rubinho. Inutile il gol nel finale di Milito che a porta vuota accorcia le distanze.

SAMPDORIA - CHIEVO 1-1
Non basta un ispiratissimo Antonio Cassano ai blucerchiati per portare a casa il primo successo in campionato. Di fronte un Chievo ben messo in campo, più brillante dal punto di vista fisico e determinato a portar via un punto dal Ferraris. Samp in vantaggio con Franceschini che conclude in rete una splendida azione targata Cassano. Due minuti dopo il pari dei veronesi con Langella che di forza supera Mirante e mette in rete una palla che passa in una selva di gambe blucerchiate.

TORINO - INTER 1-3
Brava e fortunata la formazione nerazzurra che passa in vantaggio con un’autorete di Pisano su cross di Mancini, poi raddoppia con un gran destro a incrociare di Maicon dal limite. Nella ripresa il Toro colpisce il palo con Cambiasso che devia verso la propria porta un cross di Diana. Un minuto dopo Ibrahimovic, servito da Mancini, buca per la terza volta Sereni con un rasoterra non irresistibile. Il gol bandiera granata arriva alla mezzora con Abbruscato che insacca in spaccata su un traversone di Samuel.

UDINESE - NAPOLI 0-0
Rischiava di essere un’amichevole visto le fatiche del giovedì di Coppa e l’ampio turn over di Reja (mancano 6/11 della formazione titolare), invece è stata una gara tiratissima al Friuli di Udine. Nella ripresa da segnalare un palo di Blasi (2′ st) e una traversa di Inler (35′ st). Napoli in 10 per l’espulsione di Santacroce (per doppia ammonizione) al 28′ del secondo tempo.

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Calcio, Serie A

Tutti i numeri e le curiosità della terza giornata di Serie A

Buffon guida la difesa A
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ROMA -Dopo la “tre giorni” europea riparte la serie A con la terza giornata e con tutte le curiosità e le statistiche che essa porta con sé.

CAGLIARI - JUVENTUS
La Juventus non perde in gare ufficiali da 12 gare (l’ultima sconfitta risale al 4 maggio 2008, Siena-Juventus 1-0, ndr) e va a segno da altrettante partite. Il Cagliari, invece, non fa centro in gare ufficiali da 239’, ovvero dal 31’ di Cagliari-Lazio 1-4 del 31 agosto scorso. Lo scorso anno al Sant’Elia la Juve vinse 3-2 tra le polemiche.

CATANIA - ATALANTA
Si parte già da un dato record: è la sfida tra le due compagini che hanno subito più cartellini fino ad ora (10 per i siciliani, 7 per i bergamaschi). Gli uomini di Del Neri, tra vecchia e nuova stagione, arrivano al Massimino con un filotto di 4 vittorie consecutive, non subendo gol in gare ufficiali dalla partita di Coppa Italia vinta col Modena (2-1, ndr) il 23 agosto scorso (rete di Bruno su rigore al 35′pt, ndr). Gli etnei, dal canto loro, non subiscono reti in casa in gare ufficiali dal 23 agosto scorso (Coppa Italia, Catania-Parma 2-1, ndr). Tra vecchia e nuova stagione i rossazzurri vanno a segno da 10 gare consecutive.

FIORENTINA - BOLOGNA
Dall’ultima volta che il Bologna vinse a Firenze sono passati 19 anni (5 novembre 1989, 0-1, ndr), da allora si sono disputati 9 incontri ufficiali con un bilancio di 4 vittorie viola e 5 pareggi. I padroni di casa non perdono al Franchi in campionato da 14 gare ufficiali (l’ultima sconfitta: 3 febbraio 2008, Fiorentina-Milan 0-1, ndr). Nel Bologna Marazzina (se dovesse giocare) raggiungerebbe quota 100 presenze con la maglia degli emiliani. 99, invece, le sconfitte in carriera per il tecnico rossoblu Daniele Arrigoni.

LECCE - SIENA
Via del Mare stregato per la squadra senese: nei sei precedenti ufficiali il Lecce si è imposto per 3 volte, mentre nelle restanti tre gare altrettanti pareggi. La squadra salentina ha la porta inviolata in casa dal 22 aprile 2006 (Lecce-Treviso 1-1, ndr). Non può sorridere di certo il Siena che nelle ultime 11 gare ufficiali (tra vecchia stagione e nuova) ha vinto una sola volta in trasferta (Empoli-Siena 0-2, ndr). Per il resto 6 pareggi e 4 sconfitte.

Il capocannoniere Zarate
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MILAN - LAZIO
E’ il big match della giornata. Un testa-coda impensabile solo due un mese fa. Ai rossoneri spaventa soprattutto il reparto difensivo: solo in una delle ultime 17 gare di campionato il Milan non ha subito gol (22 marzo 2008, 1-0 al Torino, ndr) per un totale complessivo di 25 reti incassate. La Lazio (tra vecchia e nuova stagione) è reduce da 5 successi di fila e trova in Zarate l’uomo gol di questa inizio di stagione (3 reti in due partite). 100/a gara in maglia rossonera per Jankulovski. Festa anche per Shevchenko. Se l’ucraino dovesse scendere in campo arriverebbe a quota 300 col diavolo.

PALERMO - GENOA
Si parte dal 2-3 dello scorso anno che il Grifone inflisse al Palermo in casa. L’ultima vittoria in serie A dei padroni di casa risale addirittura al 14 ottobre del 1956 quando dopo 8′ di gioco Vicariotto mise il proprio sigillo sulla gara. Molti gli ex da entrambe le parti: Gasbarroni, Modesto e Jankovic per il Genoa; Bovo, Nocerino e Tedesco per il Palermo.

ROMA - REGGINA
Mai un pareggio nelle 8 gare ufficiali disputate sul terreno dell’Olimpico (6 vittorie per i giallorossi, 2 per gli amaranto). La Roma va a segno tra le mura amiche da 17 turni per un totale di 34 reti realizzate. La Reggina, invece, subisce reti in trasferta da 16 partite ufficiali consecutive. L’ultima volta che la porta calabrese rimase inviolata avvenne il 28 ottobre 2007 (Siena-Reggina 0-0, ndr). Amaranto in gol da 10 gare ufficiali consecutive. 100/a presenza in Serie A per il portiere brasiliano della Roma, Doni (l’esordio il 23 ottobre 2005, Roma-Lazio 1-1, ndr).

SAMPDORIA - CHIEVO
219: questi i minuti a secco di gol del Chievo in trasferta. L’ultima rete risale al 13 maggio 2007 (Reggina-Chievo 1-1, ndr). Nelle 14 gare giocate tra Genova e Verona la Samp solo nel primo confronto assoluto non ha segnato contro i veneti: 0-0 al Marassi (31 ottobre 1999, ndr). Nelle seguenti 13 gare i blucerchiati sono sempre andati in gol per un totale di 18 reti.

TORINO - INTER
Bilancio tragico per il Torino nelle partite casalinghe contro i nerazzurri: l’ultima vittoria risale al 27 febbraio 1994 (2-0, ndr). Da allora l’Inter ha sempre vinto (7 volte) subendo una sola rete. Non è di conforto il quadro delle ultime 9 uscite casalinghe dei granata: 4 vittorie e 5 sconfitte. I nerazzurri, invece, non hanno segnato solo in una delle ultime 18 gare ufficiali disputate, tra vecchia e nuova stagione (16 aprile 2008, Coppa Italia, Inter-Lazio 0-0, ndr).

UDINESE - NAPOLI
Sfida numero 30 tra friulani e partenopei. Sono 29 i precedenti al Friuli: 10 successi dei bianconeri, 15 pareggi e 4 vittorie degli azzurri. L’ultima volta finì 5-0 per gli uomini di Reja (2 settembre 2007, ndr). Napoli in gol da 10 gare ufficiali consecutive, per un totale di 21 marcature. L’ultimo stop risale al 27 aprile scorso, 0-0 casalingo contro il Siena in campionato. Un solo pareggio, invece, per l’Udinese nelle ultime 13 uscite ufficiali (tra vecchia e nuova stagione), 6 i successi, 6 le sconfitte.

Champions League, Inter

Inter: esordio Champions come previsto

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Adriano torna al gol ad Atene dopo 11 mesi
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Atene- 3 punti sudati, ma preziosi. Comincia nella maniera migliore l’avventura Champions League dell’Inter, che con due “mezzi” gol di Ibra (uomo-assist perfetto prima per Mancini e poi per il ritorno al gol di Adriano) affossa il Panathinaikos.

45′ nerazzurri- Il primo tempo è tutto interista: gioco sulle fasce e scambi al centro con Ibra a fare lavoro di disimpegno e incursione allo stesso tempo. Gli uomini di Mourinho non si perdono in giri di parole e arrivano sempre dove possono fare male, ma Galinovic chiude lo specchio prima a Quaresma (esordio europeo sottotono per lui) e poi allo svedese. Al 27′ il vantaggio: Ibra semina in velocità e in contrasto 3 avversari e su un rimpallo appoggia la palla per l’arrivo di Mancini dalla sinistra che non sbaglia. I greci- molto volenterosi ma carenti in fase offensiva- non ci stanno e cominciano a dare un senso alla partita, spingendosi pericolosamente in avanti. Al 43′ la traversa salva Julio Cesar: un tiro di Moon è deviato da Materassi. L’Inter si salva e va sotto la doccia sempre sopra di un gol.

Affanno- La ripresa è di stampo greco: ci provano in tutte le maniere, mentre Mourinho decide di cambiare, fuori Quaresma e Vieira, dentro Figo e Muntari. Ma la solfa non cambia: il Panathinaikos vuole il pareggio e comincia a produrre una grande quantità di tiri dalla distanza, ma il portiere narazzurro c’è. Pagano a caro prezzo la mancanza di una punta che sappia tagliare gli spazi, ben chiusi soprattutto da Cordoba, il migliore della retroguardia interista. Tra Adriano (che nel pre-partita era dato titolare) e Balotelli, il tecnico portoghese sceglie il primo, e sarà una mossa azzeccata. L’Imperatore entra e dopo soli 3′ segna con un gran sinistro su un magnifico assist di Ibra. Partita archiviata, si torna a Milano soddisfatti non tanto per il gioco espresso- il lavoro di assimilazione dei nuovi schemi è ancora lungo- ma per un risultato favorevole in virtù anche del clamoroso pareggio del Werder Brema contro l’Anorthosis.

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Champions League

E’ già Champions: stasera si parte

Tutti a caccia della coppa

Tutti a caccia della coppa dalle grandi orecchie

Poco più di 2 ore e il calcio europeo che conta si mostrerà per inaugurare il primo ingresso in campo della nuova edizione della Champions League. 13 gare tra qualificazione ed eliminazione diretta per approdare a Roma il 27 maggio prossimo.

Le italiane- Inter, Roma, Juve e Fiorentina. Sono queste le speranze italiane, ognuna con un cammino diverso. l’Inter probabilmente andrà molto lontano visto il girone più che abbordabile e la nuova mentalità “continentale” che Mourinho sta inculcando da quando è arrivato a Milano. E stasera se ne potrebbe avere un assaggio: ore 20,45 ad Atene va in scena la sfida contro il Panathinaikos, per il gruppo B. Mentre la Roma- gruppo A- ospiterà i rumeni del Cluj, guidati dall’italiano Maurizio Trombetta.

Formazioni- Probabile 4-4-2 dei nerazzurri, con il ritorno da titolare di Adriano al fianco di Ibra. Novità a centrocampo con Vieira, preferito a Muntari. Spalletti invece si affiderà probabilmente al 4-2-3-1, con capitan Totti a fare da terminale.

Queste le altre sfide della serata, in attesa dell’esordio di Juve e Fiorentina di domani:

gruppo A  Chelsea-Bordeaux

gruppo B   Werder Brema-Anorthosis

gruppo C   Barcellona-Sporting Lisbona, Basilea-Shakhtar Donetsk

gruppo D  Marsiglia-Liverpool, PSV-Atletico Madrid

Inter, Palermo, Roma, Serie A

Inter avanti con 2 autogol, Miccoli affonda la Roma

Miccoli affonda la Roma corrao/copyright flickr.com

Miccoli affonda la Roma
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Un risultato prevedibile ed uno che non t’aspetti. Gli anticipi della 2° giornata di serie A vedevano il confronto a distanza tra le due rivali delle ultime stagioni, Inter e Roma. Duello che ha visto uscire vincitrici i nerazzurri, seppur con una dose di buona sorte, ma soprattutto il Palermo, rivitalizzato dalla cura Ballardini.
I rosanero, infatti, paiono aver tratto beneficio dal cambio in panchina. Scossa temporanea o cura a lungo termine? Ai posteri l’ardua sentenza. Nel frattempo, però, il pubblico del Barbera rimane deliziato dalle magie di Miccoli, autore di una doppietta di pregevole fattura- destro a girare e tocco sotto- e dalle intuizioni di Simplicio, restituito finalmente al suo ruolo di playmaker. Così è maturata la rimonta su una Roma arrembante in avvio- ottima la trama Cicinho-Aquilani-Okaka conclusa dal primo sigillo in giallorosso di Baptista- ma sgonfiatasi molto presto. Complice sia la marea d’infortuni- ai tanti della vigilia si sono aggiunti Vucinic nel riscaldamento e De Rossi nel corso della 1° frazione- che le amnesie difensive di Cicinho sulla destra, senza togliere meriti alla verve rosanero. Ribaltato il risultato, i siciliani hanno controllato il match con autorità, chiudendolo con Cavani. Ottima la prima di Ballardini, dunque, mentre la formazione di Spalletti rimane con un misero punto in classifica.
Ben altro umore in casa Inter. Il rendez vous con l’Uomo Ragno si trasforma in una serata benaugurante e, soprattutto, nella prima vittoria stagionale. Successo in rimonta maturato grazie a due sfortunate autoreti etnee -Mascara e Terlizzi- ma piena di buoni spunti per Mourinho. L’ottimo debutto di Quaresma (dalla sua fatidica ‘trivela’ è nato il pari), la vivacità di Mancini nel finale, il recupero di Vieira e la tenuta mostrata nonostante l’uomo in meno. Insomma, lo Special One ha avuto ancora una volta ragione, è bastata un’Inter ‘normale’ per batter il Catania. E il portoghese può festeggiare il 99° risultato utile consecutivo nelle gare casalinghe.

Calcio mercato, Inter

Mou ha la sua Mustang: Quaresma sbarca a Milano

Quaresma-Inter, finalmente sì mrcnrq7/copyright flickr.com

Quaresma-Inter, finalmente sì
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E’ sbarcato nella notte a Malpensa l’oggetto del desiderio dello Special One, il sogno di un’intera estate di calciomercato, l’uomo in grado d’accendere il gioco nerazzurro sulle ali. Ricardo Quaresma, dopo mesi di trattative estenuanti, tira e molla continui, smentite e conferme, abbraccia l’Inter e il suo mentore. Finalmente.

L’accordo col giocatore c’era da tempo. Mustang sfreccierà sull’erba di San Siro per i prossimi 5 anni e percepirà 2,5 (a salire) a stagione. Viceversa, il tormentone è stato sempre legato alla trattativa col Porto. Infinita e complicata. I lusitani si ostinavano a non scendere col prezzo (la prima sparata 30, poi 20 più Pelè), i nerazzurri non volevano spendere più di 18 milioni e rinunciare al contempo al centrocampista portoghese. Alla fine, dato che il 25enne esterno era un corpo esterno alla squadra (ha saltato le prime due di Superliga) creando grossi squlibri nello spogliatoio, e Mourinho lo richiedeva con insistenza, le due società sono giunte ad un compromesso. L’Inter è salita a 18,6 mln cedendo Pelè ai Dragoes, ma ha ottenuto la dilazione del pagamento in tre anni (ne chiedeva quattro e patron Pinto ne proponeva la metà, anche qui si è scesi a patti). Decisivi il pressing del procuratore, la chiara volontà del giocatore e l’insistenza del tecnico lusitano. Quel che conta, alla fine, è che sia arrivata la firma. Giusto in tempo per essere inserito nella lista Champions. Don Josè ha la sua Mustang e i tifosi della Beneamata hanno un motivo per consolarsi dopo il pari di Marassi.

Serie A

PARTE LA A: Dinho e i baroni rampanti, sfida intrigante a Mourinho

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Special One contro tutti
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Mourinho contro Ronaldinho. Sarà questo il tormentone della stagione 2008-’09? Quel che è certo è che il portoghese e il brasiliano sono stati i due grandi protagonisti della calda estate di mercato. La serie A al via, comunque, si presenta ancora più affascinante ed equilibrata rispetto alle ultime edizioni. Perchè non si vive di sola Inter e, in questo caso, Milan. C’è una Juve pronta a lottare di nuovo per il tricolore, la solita frizzante Roma che vuole sbarazzarsi dello scomodo ruolo di eterna seconda, una Fiorentina sempre più ambiziosa ed una serie di baroni rampanti: il Napoli europeo, la Samp di Cassano, l’Udinese di Marino, il nuovissimo Genoa e il turbolento Palermo.
La rivoluzione dello Special One- Quaresma, a quanto pare, sarà il terzo e ultimo rinforzo dei campioni d’Italia. Ma, al di là degli arrivi di Mustang, del solido Muntari e il guizzante Mancini, la vera novità in casa Inter è in panchina. Lo Special One ha stupito tutti con i suoi metodi, la sua dialettica ed ha portato una ventata di freschezza nel nostro campionato. In Supercoppa, primo obiettivo centrato da un tecnico indubbiamente vincente, si sono visti sprazzi dell’innovativa Inter che verrà. Squadra corta, pressing, gioco sulle ali. La continuità con l’anno passato sarà rappresentata dalle irrinunciabili invenzioni di Ibra, mentre il neoazzurro Balotelli è sempre più in rampa di lancio e per Adriano è l’ultimissima chanche. Le avversarie si sono rinforzate, ma i nerazzurri restano in pole per aggiudicarsi il 4° tricolore consecutivo. Anche se in via Durini vogliono la coppa delle grandi orecchie.

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Dinho, show a San Siro
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Futebol bailado a San Siro- Lo scudetto, invece, è l’obiettivo primario dei cugini. Giocoforza, dato che dopo anni di Champions il Milan disputerà l’Uefa. Tra colpi ad effetto (Ronaldinho), amarcord romantici (Sheva) e rinforzi ‘cum grano salis’ (la coppia Gunner Flamini-Senderos) la sfida rossonera è certamente la più suggestiva. Così come lo sarà l’arduo compito di Ancelotti: riuscirà a far convivere tutte le sue stelle? L’altra incognita è in porta, Abbiati può (e deve) dare tranquillità al reparto difensivo. Una cosa è certa, a San Siro ci sarà da divertirsi, sia col tridente brasiliano che col figliol prodigo ucraino.
In nome di Franco- Ha perso Mancini, ma ha acquistato il promettentissimo Menez e la Bestia Baptista. Senza dimenticare il rosso Riise. La Roma, in fin dei conti, si è rinforzata pure quest’anno. Con raziocinio, senza folli spese. La forza delle idee prevale da tempo sul dio denaro in riva al Tevere, e i risultati si sono visti. Le pretendenti al titolo sono aumentate, probabilmente non sarà più una lotta a due, ma i giallorossi diranno ancora la loro. In nome del compianto e amato presidentissimo Sensi. Siete pronti a scommettere il contrario?

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La Bestia alla conquista di Roma
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I 4 moschettieri-  E’ la Vecchia Signora del nostro calcio. Riconquistata l’amata Champions, il processo di redenzione completa può essere coronato soltanto dal tricolore. La Juve dei 4 moschettieri -Amauri, Del Piero, Trezeguet, Iaquinta- sarà un osso duro per tutti. Durissimo. La mediana muscolare voluta da Ranieri e il superman dei portieri tra i pali garantiranno solidità, davanti saranno appunto gli attaccanti a dover fare la differenza. Il tasso di qualità carente in mezzo dovrà essere sopperito dai fedelissimi Camoranesi e Nedved, sperando che quel peperino di Giovinco trovi spazi adeguati. In caso contrario, sarebbe un vero peccato.
Big di fatto- La Viola fa ormai parte delle big. I Della Valle hanno messo mano al portafoglio per portare in riva all’Arno -o trattenere, vedi Frey e Mutu- fior fior di giocatori. Su tutti un Gila in cerca del riscatto, ma anche Vargas, i giovani Melo, Jovetic, e tanti altri ancora. Prandelli saprà giostrarli al meglio. Un solo dubbio: reggerà il doppio impegno Champions-campionato? Con la Uefa andò bene, ma la massima competizione continentale è altra cosa. Quel che è certo è che nella culla del Rinascimento hanno fatto le cose per bene.
Baroni rampanti- Sono le squadre ambiziose, le piazze importantui ‘vogliose’ d’Europa. Tra chi l’assapora già (Samp, Udinese, Napoli) e chi vorrebbe tornarci (Palermo, Genoa, Lazio) la lista è lunga. Il Grifone è la squadra è più rinnovata insieme al club di Zamparini, il Napoli balla il tango con i suoi argentini come ai bei tempi e i blucerchiati coccolano il talento di Bari Vecchia. Possibile outsider il Toro, i tifosi vogliono smettere di soffrire e puntare più in alto. L’arrivo di Bianchi e Amoruso è un buon segno. Anche il Catania di Zenga, se avrà vinto le sue scommesse (Ledesma, Dica) e ritroverà uno Spinesi ispirato in zona gol, potrebbe stupire. L’Atalanta, invece, è gia abituata a farlo.
Bagarre per la permanenza- Infine, la lotta salvezza. Il neopromosso ‘atipico’ -e sudamericano- Bologna non dovrebbe avere problemi, mentre a Lecce, Reggio Calabria, Siena e Verona ci sarà da soffrire. La campagna acquisti toscana è stata mediocre, i salentini sperano nell’esplosione di Cacia e nelle idee di Caserta, gli amaranto puntano tutto (per l’ennesimo miracolo) sul genio di Brienza e della bandiera Cozza, Iachinisi è rinforzato con Langella, Sorrentino e Pinzi ma si affida in gran parte al bel gruppo della promozione. Potrebbe bastare. Così come il progetto avviato l’anno scorso e proseguito dal Cagliari (eccezion fatta per l’allenatore). Ad ogni modo, sarà una bella lotta. Le sorprese sono sempre dietro l’angolo, ogni considerazione potrebbe essere sovvertita. Per fortuna: è il sale del calcio.

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