Mondiali 2010

Spagna, Olanda e Inghilterra prenotano il Sudafrica. Ok tutte le big

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La Spagna non si ferma più
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Oltre alla gara del “San Nicola”, il mercoledì calcistico ha visto andare in scena altre 23 incontri validi per i gironi di qualificazione europei ai Mondiali. Non c’è stato spazio per sorprese, le big hanno vinto in blocco, consegnando a Spagna, Inghilterra e Olanda il pass virtuale per il Sudafrica. Successi fondamentali anche per Germania e Francia. Ma andiamo a vedere quanto successo girone per girone.

Gruppo 1
Ungheria-Malta 3-0
Hajnal, Gera e Juhasz spazzano via il modesto Malta. I magiari continuano la loro corsa a braccetto con i danesi (seppur con una partita in più) allungando su Svezia e Portogallo.

Danimarca- Albania 3-0
Non sbagliano i danesi che proseguono senza soste la loro corsa in testa al girone. Andreasen, Larsen e lo juventino Poulsen regolano con un tris l’Albania, ormai tagliata fuori dal discorso qualificazione.

Gruppo 2
Lettonia-Lussemburgo 2-0
Tornano in corsa i baltici grazie all’agevole successo con Lussemburgo. Zigajevs e Verpakovskis gli autori delle reti. Lettonia a -3 dal duo di testa Grecia-Svizzera.

Svizzera- Moldova 2-0
Seconda vittoria in quattro giorni degli elvetici sui moldavi. Nkufo e Frei confermano il momento positivo dei biancocrociati e li mantengono in testa al girone appaiati alla Grecia.

Grecia-Israele 2-1
Va agli ellenici il big match del gruppo, cruciale per la corsa verso il Sudafrica. Barda risponde a Salpingidis, ma stavolta i campioni d’Europa del 2004 trovano il guizzo vincente con il rigore di Samaras. Grecia prima, brutto colpo alle speranze di Israele.

Gruppo 3
Repubblica Ceca- Slovacchia 1-2
A Praga, colpaccio slovacco nel sentitissimo derby. Gli ospiti sovvertono le tradizionali gerarchie con Sestak e Jendrisek, inutile il sigillo dello juventino Grygera. La Slovacchia ‘vede’ il primato e inguaia non poco i ‘cugini’.

Polonia- San Marino 10-0
Passeggiata di salute dei polacchi che dimenticano il ko di sabato. San Marino non può nulla, travolta dai poker di Smolarek, le doppiette di Lewandowski e Boguski e i sigilli di Jelen e Saganowski.

Irlanda del Nord- Slovenia 1-0
Continua a sorprendere la piccola nazionale britannica, ancora vittoriosa, stavolta contro la Slovenia. E’ Feeney l’uomo che fa esplodere di gioia Belfast e mantiene i suoi clamorosamente in testa al girone (anche se con una partita in più).

Gruppo 4
Liechtenstein- Russia 0-1
Il massimo con il minimo sforzo. Zyrianov piega la resistenza degli avversari a Vaduz e tiene la formazione di Hiddink nella scia tedesca.

Galles- Germania 0-2
Bel successo dei tedeschi nell’ostica trasferta di Cardiff. Ballack ancora a segno, chiude i conti un’autorete di Williams in una gara senza patemi. La nazionale di Loew rimane in testa, tenendo a distanza i russi.

Gruppo 5
Estonia-Armenia 1-0
Nel duello tra ultime, prevalgono i baltici con Puri. Ora l’Armenia è fanalino di coda in solitaria.

Turchia- Spagna 1-2
31 risultati utili di fila -eguagliata la gestione Clemente-, 11 vittorie consecutive. La striscia dei campioni d’Europa s’impreziosce con il blitz in rimonta di Istanbul. Samih Senturk illude i padroni di casa, Xabi Alonso pareggia i conti su calcio di rigore. E nel finale il difensore del Liverpool Riera firma il colpaccio. Spagna virtualmente in Sudafrica, manca ormai soltanto la certezza matematica.

Bosnia- Belgio 2-1
Il solito Dzeko (doppietta) castiga ancora i belgi e avvicina la Bosnia ad un inaspettato secondo posto. Inutile la rete di Swerts. La nazionale dell’ex Jugoslavia ha ora quattro punti di margine sulla Turchia terza.

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Terry-gol e l’Inghilterra vola
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Gruppo 6
Kazakistan- Bielorussia 1-5
Con il pokerissimo di Almaty, la Bielorussia torna a sperare. I kazaki chiudono il primo tempo in vantaggio (Abdulin), ma vengono travolti nella ripresa. Hleb impatta, poi si scatena Kalachev (doppietta). Stasevich e Rodionov completano la festa ospite.

Andorra- Croazia 0-2
Firme d’autore per riagganciare il secondo posto. Klasnic e il rientrante Eduardo regolano la piccola repubblica dei Pirenei e timbrano il sorpasso sull’Ucraina, caduta a Wembley.

Inghilterra- Ucraina 2-1
Quinta vittoria in altrettanti incontri: come Capello nessuno alla guida della selezione dei Tre Leoni. A Wembley, è un tocco di Terry all’85′ a regalare il pass virtuale per il Sudafrica. Prima c’era stato l’1-0 di Crouch e il momentaneo pari del redivivo Shevchenko.

Gruppo 7
Austria- Romania 2-1
Una doppietta di Hoffer affonda definitivamente le speranze della formazione di Piturca -priva del leader Mutu- a cui non basta Tanase.

Francia- Lituania 1-0
Ormai lo chiameranno “le Roi”. Con il secondo gol decisivo in quattro giorni, Ribery è ufficialmente il salvatore della patria. E di Domenech. L’asso del Bayern sgretola il bunker baltico a coronamento di una bella azione orchestrata dagli assi transalpini; Benzema, Henry e Gignac. Successo meritato e fondamentale per Domenech che conquista il secondo posto e si porta a -2 dalla Serbia.

Gruppo 8
Bulgaria- Cipro 2-0
Si riaccende la fiammella della speranza per Berbatov e soci, in virtù del pari tra Italia e Irlanda. Popov e Makriev castigano oltre i propri demeriti Cipro e riportano la Bulgaria a -5 dal secondo posto con una gara in meno.

Georgia- Montenegro 0-0
Scialbo pareggio senza reti in una gara praticamente priva di significato ai fini della qualificazione.

Gruppo 9
Scozia- Islanda 2-1
Successo fondamentale degli scozzesi in chiave secondo posto. Dopo il botta e risposta McCormack-Sigudsson, decide il centrocampista dei Red Devils Fletcher.

Olanda- Macedonia 4-0
Altre quattro sberle per gli oranje che rimangono a punteggio pieno. La doppietta del solito Kuyt e le reti di Huntelaar e Van der Vaart spingono l’Olanda vicinissima ai Mondiali sudafricani.

Calcio Internazionale, Mondiali 2010

Spagna e Argentina stendono Inghilterra e Francia. Keane salva il Trap

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Doppio Keane lancia l’Irlanda
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Mercoledì di amichevoli internazionali e qualificazioni ai prossimi mondiali di Sudafrica 2010. L’Italia di Marcello Lippi seguiva da vicino la gara tra Irlanda e Georgia, mentre molto interessanti e anche con qualche sorpresa le amichevoli di lusso Francia-Argentina e Spagna-Inghilterra.

Qualificazioni mondiali- La Georgia stava per fare un regalone grosso così agli Azzurri. Dopo solo due minuti, la Georgia passa in vantaggio con Iashvili e ci vogliono settantuno minuti per piegare la resistenza della nazionale caucasica. Al 73esimo, Robbie Keane, fresco di ritorno con la maglia del Totthenam, viene atterrato da Khizanisvili in piena area: lo stesso attaccante ex Inter e Liverpool trasforma. Passano cinque minuti e il bomber di Trapattoni realizza la rete del 2-1 finale, che consegna all’Eire tre punti d’oro verso la rincorsa ai Mondiali, consentendo l’aggancio in classifica alla nazionale campione del Mondo.
Nel gruppo 1, invece, pari in Malta-Albania (0-0). Vittoria per 3-0 dell’Irlanda del Nord a San Marino.
Giocate alcune gare anche in Asia. Importante vittoria della Corea del Nord sull’Arabia Saudita, reti bianche nel big match Giappone-Australia.
Si fa nera la situazione per Eriksson. Il ct della nazionale messicana, già sulla graticola e dato vicino alla panchina del Portsmouth, incassa contro gli Stati Uniti il terzo ko di fila mettendo a rischio la qualificazione del Messico ai prossimi Mondiali. Per la cronaca, il primo incontro della seconda fase di qualificazione Concacaf è stato deciso da una doppietta del centrocampista del Borussia Bradley. Negli altri incontri, Costarica batte Honduras 2-0 mentre El Salvador e Trinidad e Tobago impattano 2-2.

Classifica gruppo 8 Europa:

Italia e Irlanda 10, Bulgaria 3, Montenegro e Georgia 2, Cipro 1.

Gruppo 1 Asia:

Corea del Nord-Arabia Saudita 1-0

Iran-Corea del Sud 1-1

Class: Corea del Sud 8, Corea del Nord 7, Iran 6, Arabia Saudita 4, Emirati Arabi Uniti 1.

Gruppo 2 Asia:

Giappone-Australia 0-0

Uzbekistan-Bahrain 0-1

Class: Australia 10, Giappone 8, Bahrain e Qatar 4, Uzbekistan 1.

Seconda fase Concacaf:

Stati Uniti-Messico 2-0

Costarica- Honduras 2-0

El Salvador-Trinidad e Tobago 2-2

Class: Stati Uniti e Costarica 3; El Salvador e Trinidad & Tobago 1; Messico e Honduras 0.

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Record per El Guaje
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Amichevoli- Dopo Brasile-Italia, altra serata di lusso delle amichevoli internazionali. Il “Sanchez Pizjuan” di Siviglia si rivela ancora una volta roccaforte inespugnabile della Spagna che piega 2-0 l’Inghilterra di Capello allungando a 29 la propria striscia utile. La formazione di Del Bosque tesse come sempre pazientemente la sua tela col rinomato ‘tiqui taca’, e quando affonda fa male. Al 25′ un gran numero di Villa su verticalizzazione di Xabi Alonso spezza l’equilibrio: 6° centro di fila in Nazionale, un record, per ‘El Guaje’. Un’Inghilterra priva di alcuni big (Rooney e Gerrard) non riesce a incidere e nel finale viene castigata ancora dal neoentrato Llorente. Ennesima prova di forza degli iberici, record di presenze amaro (108 come Bobby Moore) per Beckham.
A Parigi, la Francia non esce dal tunnel della crisi di risultati e si fa battere dall’Argentina di Maradona: 0-2 il risultato finale -in un match che di amichevole ha avuto poco-, con le reti di Gutierrez e Lionel Messi, autore di una gran magia. Fra le avversarie degli Azzurri nella corsa al Mondiale, la Bulgaria pareggia in Svizzera, dopo essere passata in vantaggio con Popov, mentre vince Cipro, 3-2 contro la buona Slovacchia. Sorpresa in Germania, dove la nazionale di Loew esce sconfitta dal confronto con la Norvegia: di Grindhem al 63esimo il gol vittoria. Vince la Svezia in casa dell’Austria, con i gol tutti nella ripresa di Elm e Kallstrom. Kranjicar consegna la vittoria alla Croazia nella sfida contro la Romania: al gol di Marica al 22esimo, risponde Rakitic sei minuti dopo. Nonostante un periodo buio con il suo club, il Real Madrid, Huntelaar segna il momentaneo vantaggio dell’Olanda di Maarwick sulla Tunisia. Poi Saihi consegna un pari prestigioso alla nazionale nordafricana. Vince il Portogallo di Cristiano Ronaldo, proprio con un penalty del numero sette del Manchester United, mentre Grecia e Danimarca impattano sull’1-1, scaturito dai gol di Borring al 49esimo e pareggio ellenico al 61esimo con Gekas. Buona vittoria dell’Ucraina in casa della Serbia: gol decisivo di Nazarenko. L’Uruguay passa in Libia (3-2). A segno Eguren, Martinez e Pereira per i sudamericani; Esnani e Fazani per i nordafricani.

Tutti i risultati delle amichevoli:
Burkina Faso-Togo 1-1
Lettonia-Armenia 0-0
Libia-Uruguay 2-3
Mozambico-Malawi 2-0
Islanda-Liechtenstein 2-0
Kuwait-Azerbaijan 1-1
Israele-Ungheria 1-0
Estonia-Kazakhstan 0-2
Lituania-Andorra 3-1
Galles-Polonia 0-1
Camerun-Guinea 3-1
Egitto-Ghana 2-2
Macedonia-Moldova 1-1
Sud Africa-Cile 0-2
Turchia-Costa d’Avorio 1-1
Romania-Croazia 1-2
Tunisia-Olanda 1-1
Algeria-Benin 2-1
Marocco-Repubblica Ceca 0-0
Grecia-Danimarca 1-1
Austria-Svezia 0-2
Germania-Norvegia 0-1
Svizzera-Bulgaria 1-1
Belgio-Slovenia 2-0
Giamaica-Nigeria 0-0
Francia-Argentina 0-2
Portogallo-Finlandia 1-0
Spagna-Inghilterra 2-0

Amarcord di calcio

Sir Stanley Matthews, the wizard of the dribble

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Stanley Matthews
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Con questo articolo vorrei inaugurare una nuova rubrica dedicata al Calcio. Storie di protagonisti, di squadre, di partite, di tornei, di attimi che ci hanno fatto innamorare di questo gioco sempre meno sport e sempre più business. Negli intenti il risultato a lunga (lunghissima…) scadenza vorrebbe essere un’enciclopedia da consultare per rivivere i momenti salienti di oltre un secolo di corse dietro ad un pallone e ricordare chi, in questo sport, ha lasciato un segno, un ricordo, e perchè no, un sentimento. Non procederò in ordine cronologico né tematico, ma seguirò l’ispirazione del momento. Cercherò di approfondire le mie curiosità, sperando di interessarvi. Mi piacerebbe anche, anzi magari, che foste voi lettori a suggerirmi di volta in volta gli argomenti che vorreste fossero trattati, o quegli attimi e personaggi che meritano di essere ricordati. O riscoperti. Per motivi di tempo (purtroppo), nonchè per la mia proverbiale pigrizia (chi mi conosce lo sa…), non so dirvi con che cadenza riuscirò a preparare gli articoli. L’obbiettivo minimo è quello di una pubblicazione settimanale. Spero di far meglio, sinceramente. E mi auguro, soprattutto, che la mia iniziativa sia di vostro gradimento. Scusatemi per la noiosa, ma necessaria, introduzione e buona lettura.

Partiamo da un giocatore. Il Primo. No, non è Pelé e neanche Maradona…sarebbe troppo scontato. Il mio primo articolo lo dedico a Sir Stanley Matthews. Ovvero il primo giocatore europeo a vincere il Pallone d’Oro. Anno domini 1956. A dire la verità il riconoscimento non gli venne assegnato per gli allori conquistati in quell’anno, quanto piuttosto come riconoscimento alla carriera, oltre che alle sue indubbie doti palla al piede. Quando France Football gli consegnò il premio, infatti, The Magician aveva già 41 anni. E nessuna intenzione di appendere le scarpette al fatidico chiodo. Giocò infatti fino alla stagione 1964/65, cioè fino ai fatidici 50 anni tra la First e la Second Division (la Premier League non esisteva mica…). Alla faccia di Maldini e del MilanLab.
Il nostro nacque il Primo (quando sennò) Febbraio 1915 a Henley, dintorni di Stoke on Trent, Midlands Occidentali, cittadina famosa per le sue porcellane, da cui il soprannome della locale squadra di calcio: The Potters, i vasai. E proprio al Britannia Stadium, casa dello Stoke City, mosse i primi passi della sua carriera, firmando il primo contratto pro nel 1932. Due anni più tardi, diciannovenne, esordiva in nazionale contro il Galles. Risultato 4-0, con un suo gol. Ciononostante le pagelle del Daily Mail lo bollarono come incapace a reggere la pressione nelle partite che contavano… Errare è umano… Matthews giocava all’ala destra, il Primo (ancora..) in un ruolo che diventerà un marchio di fabbrica della scuola inglese, da Best (che però veniva da Belfast, altra faccenda…) al diavolo a tempo determinato Beckham. Guizzante e dribblomane, tanto da essere soprannominato The Wizard of the Dribble, e capace di cross al bacio per quei carri armati che erano gli attaccanti inglesi del suo tempo. Eppure, nonostante la sua grandezza, raccolse in carriera ben meno di quanto seminato, limitato da una squadra non all’altezza (con cui fu comunque quarto nel 1947) e dalla Seconda Guerra Mondiale, che rubò i suoi anni migliori e durante la quale prestò servizio nella RAF a Blackpool, ridente cittadina turistica bagnata dal Mare d’Irlanda e meta preferita dei vacanzieri inglesi di fine Ottocento che volevano fuggire dal grigiore delle città industriali inglesi. Tutto sommato poteva andargli peggio.

Fatto sta che a Blackpool c’era una squadra di calcio, senza tradizioni, che militava comunque in First Division. La allenava Joe Smith, tecnico ambizioso e capace che stava costruendo una squadra interessante, in cui Matthews, ormai over trenta, poteva essere la ciliegina sulla torta. “Hai 32 anni, pensi di riuscire a giocare un altro paio di stagioni?” Altro che un paio, Stanley resterà a Bloomfield Road la bellezza di 15 anni, per un totale di 391 partite e 17 gol, tutti in First Division e scriverà le pagine più belle storia dei Seasiders. Si sa, il campionato in Inghilterra sarà pure importante, ma è la Coppa, la FA Cup, il torneo per club più antico del mondo, quello che conta davvero e che ti iscrive tra le leggende. Ed è qui che il Blackpool trova terreno fertile. Per tre volte in sei anni raggiunge la finale di Wembley… Nel 1948 non gli basta andare avanti due volte per aver ragione del Manchester Utd: i Red Devils si impongono 4-2. La seconda volta, siamo nel 1951 è il Newcastle a spegnere i sogni di gloria del ‘Pool. E arriviamo al fatidico ‘53.

Stanley Matthews ha 38 anni e la bacheca dei trofei quasi vuota. Il quasi si riferisce al titolo di Giocatore dell’Anno per i giornalisti vinto nel 1948 alla prima edizione del trofeo. Poco o nulla. Serviva un successo tangibile. Il 2 Maggio 1953 i frutti sono finalmente maturi. A Wembley, al terzo tentativo, i ‘Pools si trovano di fronte il Bolton Wanderers. Gli annali ricordano che fu la prima partita vista da Elisabetta II in qualità di regina. E quel ragazzino incapace di reggere la pressione nei momenti importanti, se era mai esistito, decise di diventare improvvisamente un uomo. Il Bolton passa in vantaggio dopo due minuti, anzi 75 secondi, con Lofthouse, Stan Mortensen (segnatevi il nome) pareggia al 35′. Ma a metà tempo il Bolton è di nuovo in vantaggio con Langton. La pietra tombale sulle aspirazioni del Blackpool la mette Bell al 55′. In questo momento finisce la finale del Bolton e inizia la finale di Matthews: serpentine, dribbling e fughe sulla fascia destra, Stanley non si arrende. Al 68′ il cross, l’ennesimo, trova finalmente la deviazione vincente di Mortensen. Lo stesso, a un minuto dalla fine pesca il jolly da calcio di punizione. Hat-trick per lui e rimonta operazione rimonta portata a termine. Non basta ancora. Due minuti oltre il 90′ è Matthews a sgroppare ancora lungo la fascia: nessuno lo ferma… arriva sul fondo… cross in mezzo… il solito Mortensen è troppo avanti… ma il pallone non è per lui… arriva l’accorrente Bill Perry… è il 4-3. Blackpool campione! Sarà il primo e l’ultimo trofeo ufficiale per i Seasiders, Mortensen si prende il record, tuttora ineguagliato, di unico giocatore capace di segnare una tripletta in una finale di FA Cup. Ma l’uomo copertina è lui. La partita, quella Partita, sarà per sempre la sua, The Matthews Final. Il resto è noia. Nell’epopea del Blackpool c’è ancora un sussulto, il secondo posto nel 1955-56 ma a 11 punti dal Manchester Utd campione. Un abisso. Comunque abbastanza per far si che France Football, come detto, si ricordi di lui…

Nel 1961 Matthews accetta una nuova sfida: tornare a casa. Il suo Stoke City è sceso in Second Division nel ‘53 . Da allora galleggia in Second Division. Altre 4 stagioni, condite dalla promozione del 1963 e due salvezze consecutive. Il 1965 è un anno significativo, che porta con se il titolo di Cavaliere dell’Impero Britannico per meriti sportivi (primo sportivo a ricevere quest’onore) in gennaio e l’ultima apparizione in campionato, contro il Fulham in febbraio, a 50 anni suonati.

Capitolo nazionale. L’almanacco recita 54 partite e 11 gol tra il 1934 e il 1957. Due mondiali, entrambi nel dopoguerra, quando l’Inghilterra accettò la sfida del mondo. Prendendole. Un’apparizione nel ‘50 (Inghilterra-Spagna 0-1), e una nel 1954 (Inghilterra-Belgio 4-4), ma soprattutto un ventennio di sfide appassionanti passate alla storia. Come quella volta ad Highbury in cui gli inglesi sfidarono l’Italia campione del mondo nel 1934. Finì 3-2 per i bianchi, da quel giorno Leoni d’Inghilterra. Loro, ma pure noi, capaci di spaventare i maestri con una doppietta di Meazza. O come quando in un’altra sfida con gli azzurri nel 1948 a Torino, Matthews fu protagonista nel sonoro 4-0, e durante un calcio d’angolo da lui battuto si asciugò la mani e la fronte grondanti di sudore e poi si sistemò i capelli. I tempi non erano ancora maturi per questo genere di cose (sic) e il nostro venne a lungo ricordato per quel suo gesto. Nel 1953 ebbe l’onore di incrociare i tacchetti l’Ungheria di Ferencz Puskas e dell’attaccante arretrato Nandor Hidegkuti a Wembley. Nelle file inglesi, oltre a Matthews, altri tre Seasiders (Mortensen, Taylor e Johnston). Gli inglesi vennero umiliati da quella che passò alla storia come l’Aranyacsapat: 6-3 e le certezze di una nazione iniziarono a vacillare…

Matthews fu un grande del suo tempo, lo abbiamo visto. Nonostante un palmares scarno riuscì a conquistare tutti per le sue capacità in campo e per la sua reputazione da gentlemen fuori. Alla sua partita d’addio, nell’aprile 1965, parteciparono tra gli altri Jascin, Masopust, Puskas e Di Stefano. Pelé disse di lui: “L’uomo che ci ha insegnato come si dovrebbe giocare a calcio”… e conoscendo il narcisismo di O’Rey… Sicuramente creò una scuola, lì all’ala destra, e battezzò in nazionale i migliori giocatori inglesi della sua epoca. In fondo si può dire che il Mondiale del 1966 sia anche un po’ (soltanto un po’…) suo.

Champions League, Roma

Terry fulmina la Roma, il Chelsea vince 1 a 0

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Terry castiga la Roma
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LONDRA - Il carattere non basta. Al cospetto di un avversario durissimo la Roma disputa una buona gara, distante anni luce dalla pessima prestazione dell’Olimpico contro l’Inter, si difende con i denti ma John Terry la punisce ugualmente. Grazie a un perfetto colpo di testa del capitano i Blues vincono 1 a 0 e volano in testa alla classifica del girone con sette punti. I giallorossi restano inchiodati a tre ma la vittoria del Bordeaux sul Cluj mantiene intatte le possibilità di approdo agli ottavi di finale.

Il tecnico dei Blues, Felipe Scolari deve fare a meno di illustri infortunati, su tutti Drogba, Ballack ed Essien e propone uno schieramento con Kalou e Malouda a sostegno della punta centrale Anelka e con Mikel davanti alla difesa. Spalletti replica con un modulo speculare: De Rossi tra le linee di difesa e centrocampo, Brighi sulla mediana e  sugli esterni Vucinic e Taddei a sostegno di Totti.

Nella prima frazione prevalgono i tatticismi: il Chelsea tiene palla e crea gioco, ma non porta nessun vero pericolo alla porta di Doni, fatta eccezione per una punizione di Lampard che scheggia l’incrocio dei pali. La Roma si difende bene ma si dimostra poco propensa a creare iniziative d’attacco.  Buona la prestazione di Totti soprattutto nella gestione dei palloni che consentono in più di una occasione alla reparto arretrato di rifiatare.

Nella ripresa il copione sembra essere lo stesso ma il Chelsea aumenta il ritmo delle propria manovra fino a diventare padrone assoluto del gioco.  La Roma regge discretamente il confronto, ma le occasioni fallite da Kalou al 16’, colpo di testa dai nove metri e grande respinta di Doni, e da Anelka al 22’, deviazione fortuita che esce di pochissimo alla sinistra del portiere giallorosso, fanno da preludio al gol dei Blues.
E il merito sarà del capitano Terry che al 33’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo sceglie perfettamente il tempo dell’inserimento su primo palo, anticipa Taddei e di testa segna alla sinistra di Doni. La Roma, a quel punto cerca di reagire ma, nonostante la girandola delle sostituzioni, non sembra in grado di produrre un ulteriore sforzo per tentare il recupero e si trascina stancamente al fischio finale.

Chelsea-Roma 1-0 (0-0)
Chelsea (4-1-4-1):
Cech 6, Bosingwa 6, Carvalho 6, Terry 7, Bridge 7, Mikel 6.5, Lampard 6, Deco 5.5, Kalou 6 (30′ st Di Santo sv), Malouda 5 (1′ st Belletti 6.5), Anelka 5 (47′ st Ferreira sv). (23 Cudicini, 12 Ivanovic, 33 Alex, 43 Stoch). All.:Scolari 6.
Roma (4-2-3-1): Doni 6, Cicinho 6, Panucci 6.5, Mexes 6.5, Riise 6 (37′ st Tonetto sv), De Rossi 6, Brighi 6, Taddei 5.5 (36′ st Menez sv), Aquilani 6 (15′ st Perrotta 5.5), Vucinic 5.5, Totti 6. (25 Artur, 15 Loria, 89 Okaka). All.: Spalletti. 6.
Arbitro: Vassaras (Grecia) 6
Rete: nel st 32′ Terry.
Angoli: 5-2 per il Chelsea.
Recupero: 1′ e 3′.
Ammoniti: Mexes, Terry e Malouda per gioco scorretto, Panucci per proteste.
Spettatori: 40.002

-clicca qui per vedere i risultati Champions League e le classifiche dei gironi Champions-

Mondiali 2010

Portogallo, è crisi nera. Spagna, Olanda e Inghilterra a punteggio pieno

patrick liu/copyright flickr.com

Super Rooney a Minsk
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Oltre alla vittoria degli azzurri sul Montenegro, il mercoledì calcistico europeo ha visto scendere in campo altre 42 squadre per la qualificazione ai Mondiali sudafricani. La notizia che fa più scalpore è la crisi irreversibile del Portogallo, fermato in casa dall’Albania dopo i ko con Svezia e Danimarca. Volano le altre big: Inghilterra, Olanda e Spagna corsare autoritarie a punteggio pieno, Germania meno brillante ma comunque vincente. Ma vediamo nel dettaglio, girone per girone, quello che è successo.

Gruppo 1. Portogallo cercasi. La dipartita di Scolari e l’arrivo di Queiroz sembrano aver clamorosamente inaridito una formazione così talentuosa. I vari Ronaldo, Quaresma e Nuno Gomes sciupano l’inverosimile nella notte di Braga, con l’Albania è solo 0-0. Dopo il ko con la Danimarca e il pari con la Svezia, la strada verso il Mondiale è decisamente in salita. Nell’altro incontro di giornata, l’Ungheria espugna Malta con gol di Torghelle e sale al 2° posto.

Gruppo 2. Bel colpo della Svizzera ad Atene. Gli uomini di Hitzfield riscattano il deludente pari col Lussemburgo sconfiggendo i greci sin lì imbattuti. A segno Frei e N’Kufo, in mezzo il momentaneo 1-1 di Charisteas. Finiscono in parità, invece, gli altri due incontri. Il Lussemburgo infila un altro risultato positivo bloccando sullo 0-0 la Moldavia, il lituano Kolesnicenko acciuffa nel finale Israele, passata in vantaggio col solito Benayoun. E’ equilibrio in vetta con israeliani, svizzeri e greci raccolti in 2 punti.

Gruppo 3. La Slovacchia vola a sorpresa in testa al girone superando la Polonia grazie alla doppietta di Sestak. I polacchi si erano illusi col vantaggio di Smolarek, ma si vedono raggiunti e superati sia nell’incontro di Bratislava che in classifica. Tornano in vita i cugini cechi che raccolgono contro la Slovenia il primo successo in queste qualificazioni: decisivo Sionko. Tutto facile, invece, per l’Irlanda del Nord contro San Marino; un poker che non ammette repliche.

Gruppo 4. Mamma mia che fatica. La Germania deve attendere il 72′ per piegare la resistenza di un volitivo Galles. I teutonici, dunque, non brillano ancora una volta, ma il gol di Trochowski vale oro, ossia la primia mini fuga nel raggruppamento. Bene gli inseguitori russi che riscattano l’ultimo ko. La Finlandia è battuta con due autoreti e il sigillo finale del genietto Arshavin.

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Villa trascina un’incontenibile Spagna
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Gruppo 5. Incontenibile. E’ la Spagna di Del Bosque giunta al 27° risultato utile consecutivo. La vittoria all’Europeo ha cambiato molto nella mentalità iberica, ieri a Bruxelles se n’è avuta la conferma. Sotto per effetto della rete di Sonck, gli iberici hanno ribaltato il punteggio con Iniesta e il solito Villa. 4 partite e 12 punti, un ruolino impeccabile: la formazione di Del Bosque, per altro, approfitta del mezzo passo falso della Turchia in Estonia per andare in fuga. Nell’altro incontro, netta affermazione della Bosnia sull’Armenia. Hombre del partido l’atalantino Muslimovic, autore di una doppietta.

Gruppo 6. Vola l’Inghilterra, anch’essa a punteggio pieno. Gli uomini di Capello, trascinati da un super Rooney (assist e doppietta), espugnano con autorità Minsk. Oltremanica saranno certamente soddisfatti della concretezza instillata dal tecnico friulano alla loro nazionale. Prosegue la corsa alla 2° piazza la Croazia che si sbarazza senza problemi di Andorra: a segno Rakitic (doppietta), Olic e Modric.

Gruppo 7. Con la Francia a riposo, Serbia e Lituania proseguono la loro corsa a braccetto in testa. Danilevicius -sempre lui- castiga le Far Oer, ai serbi bastano 24 minuti per sbancare Vienna:Krasic, Jovanovic e Obradovic i marcatori.

Gruppo 8. L’anti Italia è l’Irlanda del Trap. A Croke Park Keane scaccia subito il fantasma Cipro - nelle qualificazioni a Euro 2008 gli irlandesi subirono una scoppola clamorosa a Nicosia- e lancia i suoi all’inseguimento degli azzurri. L’altra possibile rivale, la Bulgaria, continua infatti a deludere. Con la Georgia rimane ancora a secco, lo 0-0 è inevitabile.

Gruppo 9. La terza squadra a punteggio pieno è l’Olanda. Gli oranje passano anche a Oslo ipotecando il passaggio del girone, visto il vantaggio accumulato (+5) sulla seconda. Decisivo un bolide di Van Bommel. Poco influente, invece, l’identico 1-0 con cui l’Islanda batte la Macedonia.

Calcio Internazionale, Mondiali 2010

Vola l’Inghilterra. Bene Olanda, Germania e Spagna. Pari la Francia

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Domenech,altro pari stentato:sarà l’ultimo?
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ROMA - Sabato infuocato su molti campi del vecchio continente con la Danimarca che vola in testa al suo girone, la Germania che vince di misura contro la Russia, l’Inghilterra che affonda senza timore il povero Kazakistan e con la Francia che pareggia in Romania. Ma non solo. Ecco il quadro completo di tutte le gare valide per le qualificazioni ai mondiali del 2010.

GRUPPO 1
Con tre gol (doppietta di Larsen e rete su rigore di Agger) la Danimarca archivia la pratica Malta e si porta in testa al girone approfittando anche del pari senza reti tra Svezia e Portogallo. Vince facile, invece, l’Ungheria che batte l’Albania con un secco 2-0 (Torghelle e Juhasz).

GRUPPO 2
Una doppietta di Charisteas e la rete di Katsouranis permettono alla Grecia di battere senza tanti patemi la Moldova e rimanere in vetta al girone. Tre punti anche per la Svizzera che ha sconfitto la Lettonia per 2-1 (Frei/S, Ivanovs/L, N’Kufo/S) e per Israele che espugnando il campo del Lussemburgo per 1-3 (Benayoun/I, Peters/L, Golan/I, Toema/I) rimane a due punti dalla squadra ellenica.

GRUPPO 3
Cade in Polonia la Rep. Ceca con un passivo inferiore a quanto visto realmente sul campo. Il 2-1 finale (Brozek/P, Blaszczykowski/P, Fenin/RC) va addirittura stretto alla formazione polacca che alla fine porta comunque a casa i tre punti e la vetta della classifica. In cima, però, gli uomini di Beenhakker non sono soli. La prima posizione, infatti, va divisa con Slovacchia e Slovenia entrambe vincenti rispettivamente contro San Marino (1-3) e Irlanda del Nord (2-0).

esporte.terra.com
Ballack trascina la Germania contro la Russia
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GRUPPO 4
Germania in vetta nel gruppo 4. I tedeschi battono la Russia per 2-1 grazie alle reti nel primo tempo di Podolski e Ballack. Inutile la rete di Arshavin nella ripresa. Per il resto un palo per parte e tante emozioni. Non restano a guardare Galles e Finlandia. I primi battono il Lichtenstein per 2-0 con una rete per tempo (Edwards, Frick), i secondi battono di misura (1-0) l’Azerbaijan grazie a un gol di Forssell.

GRUPPO 5
Spagna di rapina in Estonia. Gli iberici battono i padroni di casa per 3-0 sfruttando soprattutto le ripartenze (Le reti: Juanito, Villa, Puyol). Alle spalle dei campioni d’Europa ci sono la Turchia che vince in rimonta contro la Bosnia (2-1: Dzeko/B, Arda Turan/T, Erding/T) e il Belgio che affonda l’Armenia con un secco 2-0 (Sonck, Fellaini).

GRUPPO 6
Mentre l’Ucraina e la Croazia si annullano con un incolore 0-0, l’Inghilterra strapazza il povero Kazakistan che a Wembley viente travolto per 5-1 (Ferdinand/I, aut. Kuchma/I, Kukeev/K, Rooney/I, Rooney/I, Defoe/I).

GRUPPO 7
Comincia male la serata della Francia che prima della partita perdono Vieira per infortunio sotto gli occhi di un atterrito Mourinho. In Romania i transalpini non vanno oltre un 2-2 in una sera da dimenticare, perché dopo neanche 20′ gli uomini di Domenech sono sotto di due reti (Petre e Goian); Ribery e Gourcuff salvano i francesi. Nelle altre gare del girone, l’Austria impatta sul campo delle Far Oer per 1-1 (Lokin/F, Stranzl/A), mentre la Serbia vince senza problemi contro la Lituania per 3-0 (Ivanovic, Krasic e Zigic).

GRUPPO 8
Il Cipro ferma la Georgia sull’1-1 (Constantinou/C, Kobiashvili/G) e fa un favore all’Italia che viene bloccata sullo 0-0 a Sofia dalla Bulgaria. Azzuri sempre al comando del girone.

GRUPPO 9
Scappa via, invece, l’Olanda che grazie alla vittoria sull’Islanda per 2-0 (Mathijsen e Huntelaar) e al pareggio della Scozia in casa contro la Norvegia domina la classifica del Gruppo 9.

Mondiali 2010

L’Inghilterra si vendica, Portogallo ko

Ecco i risultati completi della tornata di qualificazione europea. Tanti i risultati a sorpresa, ancora di più le vittorie esterne; pochissime le grandi che hanno fatto l’en plein: l’Italia, la Spagna, l’Inghilterra. Partiamo dai Leoni d’Albione che strapazzano la Croazia a Zagabria grazie al baby Walcott (tripletta per lui, di Rooney e Mandzukic le altre reti). 4-1 il sonoro risultato, con Capello che gongola. Bene anche la Spagna che rifila 4 pere all’Armenia. Si risollevano la Francia e la Romania, vittoriose rispettivamente con la Serbia (2-1, gol di Henry e Anelka) e nelle Isole Far Oer (1-0, Cocis). Buona la prima, infine, per l’Olanda che vince 2-1 in Macedonia (gol di Heitinga e Van der Vaart. Di Pandev il gol della bandiera per gli slavi). E ora le noti dolenti: la Germania di Low non va oltre il pari in Finlandia (pirotecnico 3-3), mentre il Portogallo perde rocambolescamente in casa 3-2 con la Danimarca (decisivi i gol allo scadere di Jensen e dello juventino Poulsen). Tracollo casalingo per la Svizzera contro il Lussemburgo. Infine il Belgio coglie un pari prezioso in Turchia.

Gruppo 1
Albania-Malta 3-0
Portogallo-Danimarca 2-3
Svezia-Ungheria 2-1

Classifica
Albania 4; Danimarca 4; Svezia 4; Portogallo 3; Ungheria 1; Malta 0

Gruppo 2
Moldavia-Israele 1-2
Lettonia-Grecia 0-2
Svizzera-Lussemburgo 1-2

Classifica
Grecia 6; Israele 4; Lettonia 3; Lussemburgo 3; Svizzera 1; Moldavia 0

Gruppo 3
San Marino-Polonia 0-2
Irlanda del Nord-Rep. Ceca 0-0
Slovenia-Slovacchia 2-1

Classifica
Polonia 4; Slovenia 4; Slovacchia 3; Rep.Ceca 1; Irlanda del Nord 1; San Marino 0

Gruppo 4
Russia-Galles 2-1
Azerbaijan-Liechtenstein 0-0
Finlandia-Germania 3-3

Classifica
Germania 4; Russia 3; Galles 3; Finlandia 1; Azerbaijan 1; Liechtenstein 1

Gruppo 5
Turchia-Belgio 1-1
Bosnia-Estonia 7-0
Spagna-Armenia 4-0

Classifica
Spagna 6; Turchia 4; Belgio 4; Bosnia 3; Armenia 0; Estonia 0

Gruppo 6
Andorra-Bielorussia 1-3
Kazakhstan-Ucraina 1-3
Croazia-Inghilterra 1-4

Classifica
Inghilterra 6; Ucraina 6; Croazia 3; Bielorussia 3; Kazakhstan 3; Andorra 0

Gruppo 7
Isole Faroer-Romania 0-1
Lituania-Austria 2 - 0
Francia-Serbia 2-1

Classifica
Lituania 6; Serbia 3; Austria 3; Francia 3; Romania 3; Isole Far Oer 0

Gruppo 8
Montenegro-Irlanda 0-0
Italia-Georgia 2-0

Classifica
Italia 6; Irlanda 4; Montenegro 2; Bulgaria 1; Cipro 0; Georgia 0

Gruppo 9
Macedonia-Olanda 1-2
Islanda-Scozia 1-2

Classifica
Olanda 3; Macedonia 3; Scozia 3 Norvegia 1; Islanda 1

Calcio Internazionale, Calcio giovanile, Italia

Under 21: obbiettivo raggiunto

L’Under 21 pareggia a Zagabria con la Croazia e vince il Gruppo 1 di qualificazione all’Euro di categoria. Ora tra gli azzurrini e la fase finale, che si terrà a giugno in Svezia, resta soltanto l’ostacolo dei play off che si giocheranno a novembre. Il 12 settembre i sorteggi.

Buona la partita degli azzurrini, in vantaggio al 37′ con un bel gol di Motta di testa su angolo della “Formica atomica” Giovinco, apparso completamente trasformato in confronto alla recita di Castel di Sangro. Rispetto alla partita con la Grecia resta fuori Bocchetti, con De Ceglie che scala terzino e Candreva esterno alto. Ma non è questione di nomi, è tutta l’Italietta a girare: ben messi in campo, pressing asfissiante sul portatore di palla, attenti nella sfuriata iniziale dei padroni di casa e bravi a colpire e a tenere il vantaggio. Dopo il gol di Motta infatti è l’Italia a giocare meglio, tamponando le iniziative croate senza particolari problemi, e anzi sfiorando il raddoppio in più di un occasione con un impreciso Giovinco. Poi nel finale il black-out che non ti aspetti: su una punizione di Kulusic (aiutato probabilmente anche dal nome) arriva all’83′ l’insperato pareggio croato per il definitivo 1-1 che non cambia assolutamente niente. Ora attendiamo fiduciosi l’esito del sorteggio, ben sapendo di non dover avere paura di nessuno, se non di quella presuzione di superiorità che ogni tanto questa squadra dimostra. Su questo punto, a mio avviso, dovrà concentrarsi il lavoro di Casiraghi.

Ecco le 10 reginette vincitrici dei rispettivi gironi: Italia (Gruppo 1), Turchia (Gruppo 2), Inghilterra (Gruppo 3), Spagna (Gruppo 4), Svizzera (Gruppo 5), Finlandia (Gruppo 6), Austria (Gruppo 7), Serbia (Gruppo 8), Germania (Gruppo 9) e Galles (Gruppo 10).
Si qualificano ai play off come migliori seconde: Danimarca (Gruppo 6), Bielorussia (Gruppo 8), Israele (Gruppo 9) e Francia (Gruppo 10).

Calcio, Italia, Mondiali 2010

Verso Sudafrica 2010: Lippi bis ma non solo

Come sicuramente saprete, inizia sabato la fase europea di qualificazione ai Mondiali sudafricani (forse) del 2010. Forse, perchè la FIFA non ha ancora sciolto la riserva sulla candidatura, visto la lentezza nella costruzione delle infrastrutture…Blatter (a proposito: grazie di averci, finalmente, premiato) ha già pronte le riserve: la Germania o il colpo ad effetto Australia. Per il bene del continente nero mi auguro proprio che il Sudafrica ce la faccia, nonostante non simpatizzi per l’attuale presidente Mbeki, uno che con i diritti civili ci litiga la mattina e ci fa pace la sera (per la serie “non solo Cina, amici”). Ma, nonostante l’importanza della questione, è di calcio che si parla qui, e allora eccoci a raccontare del ritorno sul vascello azzurro del bucaniere Lippi, impegnato nella più difficile delle imprese: ripetersi. Più facile a dirsi che a farsi: soltanto due volte nella storia una nazionale è riuscita a bissare un successo mondiale (se può aiutare uno dei casi in questione è proprio l’Italia 34-38. Altri tempi…). La stampa, quella “buona”, pende dalle sue labbra, i tifosi sono dalla sua, i giocatori lo conoscono e lo apprezzano. Fossi stato in lui, sarei rimasto a veleggiare per i porti della Versilia, a godermi la gloria, il mare e il sigaro. Ma non lo sono. Auguri sinceri!!!

La truppa azzurra, inserita nel Gruppo 8, riparte da Cipro, che affronterà sabato, per poi incontrare mercoledì la Georgia (anche in questo caso parlare di calcio è davvero un lusso) a Udine. Tanti volti nuovi…o meglio nessuno, il Ct si affida a gente esperta e navigata. Parziale eccezione per Dossena, Gamberini e Palombo (che comunque non sono più ragazzini da un pezzo).

I convocati:Portieri: Buffon (Juventus), Amelia (Palermo), De Sanctis (Galatasaray)
Difensori: Barzagli (Wolfsburg), Cannavaro (Real Madrid), Cassetti (Roma), Dossena (Liverpool), Gamberini (Fiorentina), Grosso (Olympique Lione), Legrottaglie (Juventus), Zambrotta (Milan)
Centrocampisti: Aquilani (Roma), Camoranesi (Juventus), De Rossi (Roma), Gattuso (Milan), Palombo (Sampdoria), Pirlo (Milan)
Attaccanti: Del Piero (Juventus), Di Natale (Udinese), Gilardino (Fiorentina), Iaquinta (Juventus), Toni (Bayern Monaco).

Se il wind of change non batte le coste italiche, si dimostra invece assai apprezzato nel resto d’Europa dove saranno numerose le “prime”, almeno in panchina. Certo, Capello non è più una novità come Ct dell’Inghilterra c’è comunque attesa per la sua prima ufficiale contro Andorra (fallisse ci sarebbe da ridere…). Nuovo selezionatore anche per la Spagna campione d’Europa dove al posto di nonno Aragonés (finito al Fenerbahce) ci sarà il gradito ritorno in panchina di Vicente Del Bosque. La sua mission impossible è quella di ripetere tra due anni l’impresa di Vienna per un fantastico double riuscito in passato soltanto alla Germania Ovest 1972-74 e alla Francia 1998-2000. Il Portogallo, perso lo “sceriffo” Scolari riparte da “brillantina” Queiroz, uno che in panchina deve ancora dimostrare tutto. Novità tra le Alpi: la Svizzera abbraccia il santone Hitzfeld cercando di dimenticare la figuraccia dell’Euro di casa; esperienza anche nella vicina Austria con il ceco Bruckner. A proposito di vecchi santoni: il buon vecchio Trap, ci sfiderà con la sua Irlanda. In Repubblica Ceca, dopo il lungo regno di Bruckner arriva Petr Rada. Nuovo head coach anche per l’Olanda: toccherà a Bert Van Maarwijk raccogliere l’eredità di Van Basten; mentre scelgono l’esotico la Georgia (con l’hombre vertical Cuper) e la Lituania (con José Couceiro). Infine una new entry assoluta: il Montenegro del Ct Filipovic e del romanista Vucinic, inserito proprio nel nostro girone.

Calcio Internazionale

Nazionali: un mercoledì d’amichevoli

Il ricco mercoledì di amichevoli per le Nazionali ha offerto diversi spunti interessanti, fermo restando che si parla sempre di test.

Questi tutti i risultati:

Danimarca-Spagna 0-3 Con il lutto al braccio per la tregedia aerea accaduta a Madrid, i campioni d’Europa, guidati dal nuovo ct Del Bosque, travolgono meritatamente i danesi con una doppietta di Xabi Alonso e un gol di Xavi.

Inghilterra-Repubblica Ceca 2-2 L’avventura di Fabio Capello sulla panchina inglese continua in salita. Una brutta Inghilterra pareggia all’ultimo contro i vivaci cechi che passano in vantaggio con Baros. Il pareggio è firmato Brown, ma all’inizio del secondo tempo Jankulovski sigla il vantaggio con una gran punizione. Sarà Joe Cole a fare 2-2, ma la stampa inglese ha già ingranato la marcia per sparare a zero contro questa nazionale che non piace e non convince.

Svezia-Francia 2-3 Si è visto anche agli Europei: la Svezia senza Ibra è poca cosa. E la Francia ne approfitta, ma sono gli scandinavi a passare in vantaggio con Larsson. Benzema pareggia i conti con un grandissimo gol, Govou firma una doppietta che vanifica il penalty dagli 11 metri siglato da Kallstrom allo scadere.

Bielorussia-Argentina 0-0 Non si sblocca l’Argentina, arrivata al quarto pareggio consecutivo. Contro i bielorussi, fatta eccezione per un paio di sporadiche conclusioni, i sudamericani fanno fatica a impostare la monovra, molto più sciolta invece da parte degli avversari.

Germania-Belgio 2-0

Russia-Olanda 1-1

Romania-Lettonia 1-0

Norvegia-Irlanda 1-1

Turchia-Cile 1-0

Ucraina-Polonia 1-0

Lituania-Moldavia 3-0

Filandia-Israele 2-0

Slovacchia-Grecia 0-2

Slovenia-Croazia 2-3

Bosnia-Bulgaria 1-2

Scozia-Irlanda del Nord 0-0

Galles-Georgia 1-2

Svizzera-Cipro 4-1

Ungheria-Montenegro 3-3

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