Calcio, Calcio Internazionale, Champions League, Juventus, Serie A

Punto della situazione in casa Juve

imagescadcihkf4A due giorni dalla partita col Siena è tempo di qualche bilancio in casa Juve.
Mercoledì i bianconeri hanno ottenuto i primi 3 punti Champions e protagonista della serata, oltre al nubifragio abbattutosi su Torino, è stato il 4-2-3-1 impiegato da Ferrara.

Il nuovo modulo ha sicuramente espresso i suoi lati positivi, puntualmente sottolineati dal tecnico: con i due mediani davanti alla difesa si è alzato il baricentro della manovra, fattore che ha permesso ai trequartisti di ricevere palla più avanti e proporre una Juve più offensiva di quella vista nelle uscite precedenti.
Buone infatti le prove di Diego e Giovinco in fase d’ attacco, nonché quelle di Melo e del ritrovato Sissoko in copertura.
Inoltre, un ottimo aspetto del 4-2-3-1 è che all’occorrenza può diventare un 4-4-2 nascosto, con Giovinco o Iaquinta (pensando al ritorno di Del Piero) che possono giocare da seconde punte e con un Diego a scalare nella posizione di fantasista dietro il tandem offensivo, in modo da non dare riferimenti alle difese avversarie.

Due le note dolenti. In primis la pochezza degli esterni difensivi: con un modulo del genere serve sia spinta che copertura sulle fasce, ma Grosso è ancora sotto i suoi standard mentre a destra Zebina non è affidabile né fisicamente (si è infortunato di nuovo) né tecnicamente. Se si aggiunge che Grygera ha ormai ampiamente dimostrato i suoi limiti e Caceres è un punto interrogativo che lascia più di una perplessità, c’è da preoccuparsi. La dirigenza sta infatti pensando al mercato di gennaio per rinforzare il settore difensivo di destra e ad emergere sono stati, ad oggi, i nomi di Zuniga (scambio con Molinaro), Rufinha e Behrami.

L’altro aspetto negativo è la scarsa gestione del gioco emersa in certe fasi del match. Contro il Maccabi, sopra 1-0 e con un uomo in più, i bianconeri son risultati a tratti frenetici, incapaci di proteggere e mettere in cassa forte il risultato, dando più di una volta la possibilità all’Haifa di ripartire e andare in goal. A sventare le occasioni degli israeliani ci è voluto infatti un super Buffon, cimentatosi in almeno tre parate decisive. Per una squadra che punta ai vertici sia in Italia che in Europa, è d’obbligo un ottimo possesso palla (stile Barcellona) e su questo Ferarra dovrà lavorare sicuramente.

Un’ ultima questione da prendere in analisi e che non fa certo onore alla Juve sono stati i commenti troppo agguerriti dei tifosi contro Ferrara, emersi in questi giorni sul web.
Se è vero che in questo inizio di stagione il c.t. juventino ha più di una volta peccato d’inesperienza in qualche scelta, è anche vero che ha sempre ammesso i suoi errori con dignità, cercando di rimediare coraggiosamente.
C’è da considerare, inoltre, che l’attuale tecnico bianconero è approdato alla guida di una Juve in pieno stato di rivoluzione tattica e far giocare bene una squadra con molto giocatori nuovi e, soprattutto, con un modulo mai adottato prima, non è certo facile.
E’ quindi giusto aspettare e dare al buon Ciro tutta la fiducia di cui merita.

Calcio mercato, Juventus

Diego-Juve: affare fatto

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Ufficiale, Diego alla Juve

Torino- Affare fatto…. La Juventus, attraverso il suo sito, ha ufficializzato l’acquisto di Diego Ribas de Cunha legandolo al club bianconero sino al 30 Giugno del 2014. Inoltre, la società fa sapere i dettagli dell’operazione attraverso il seguente comunicato: “La Juventus  verserà nella casse del Werder Brema 24.5 milioni di euro in tre rate, garantite da fideiussione bancaria: 14 milioni l’1 luglio 2009, 5.5 milioni l’1 luglio 2010, 5 milioni l’1 luglio 2011. Il valore di acquisto potrà aumentare al massimo di altri 2.5 milioni, legati al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi nei prossimi cinque anni”.

Reazioni- Diego si è mostrato entusiasta dell’affare concluso e stimolato dalla nuova avventura in bianconero. Il brasiliano ha dichiarato: “Sono entusiasta della Juventus e orgoglioso di entrare a far parte di un club così prestigioso che ho sognato fin da bambino. Dopo l’esperienza in Portogallo e in Bundesliga potrò misurarmi con un calcio di altissimo livello, in un campionato difficile e molto competitivo. È il momento giusto della mia carriera per compiere un passo così importante e sono convinto che con la Juventus potrò raggiungere grandi traguardi“.  Anche i dirigenti bianconeri, ovviamente, hanno espresso entusiasmo per l’arrivo del brasiliano e tra questi Jean Claude Blanc ha dichiarato che l’acquisto di Diego contribuirà a portare avanti un’idea di squadra costituita da campioni e giovani talenti  per un progetto a lungo termine.  I tifosi bianconeri sperano che tutte queste belle parole e l’entusiasmo si ripercuota nella realtà.

Coppa Uefa

Uefa, colpaccio Werder. E’ finalissima con lo Shakthar

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Pizarro e Diego trascinano il Werder in finale
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Saranno Werder Brema e Shakthar Donetsk a contendersi la coppa Uefa il prossimo 20 maggio ad Istanbul. Le due compagini battono Amburgo e Dinamo Kiev nei rispettivi derby nazionali e volano così all’atto finale. Gli uomini di Schaaf fanno il colpo grosso alla “North Bank Arena” ribaltando la sconfitta dell’andata, mentre la formazione di Lucescu strappa il pass per la sua prima storica finale in extremis.

Shakthar Donetsk- Dinamo Kiev 2-1
Con un gol al fotofinish di Ilsinho, gli arancioni di Donetsk conquistano la prima finale europea della loro storia. Successo meritato per gli uomini di Lucescu che, dopo aver mostrato più intraprendenza nel match d’andata, hanno legittimato il passaggio del turno in casa. I locali partono a mille e al 17′ Jadson firma il vantaggio. Al 37′ la Dinamo perviene al pari, ma il gol di Vukojevic, nettamente in fuorigioco al momento del tap in vincente, viene giustamente annullato. Pareggio soltanto rinviato, perchè al 2′ della ripresa il solito Bangoura, ben assistito da Alyiev, trafigge Pyatov. Il match è molto più vivace e i ritmi decisamente più alti rispetto sette giorni fa, soprattutto grazie allo Shakthar che dopo il pari si riversa in avanti. Bogush esce alla grande su Jadson al 20′, poi combina un mezzo pasticcio a cui la difesa pone rimedio. La pressione arancione porta i suoi frutti all’88′, quando l’esterno brasiliano Ilsinho trova un diagonale chirurgico, scongiurando l’eventualità dei supplementari e prenotando il volo per Istanbul.

Amburgo- Werder Brema 2-3
Sorriso a metà per Tomas Schaaf, che fa il colpaccio alla North Bank Arena ma perde per la finale la stella Diego e Hugo Almeida. Il Werder si conferma bestia nera dei cugini dell’Amburgo, estromettendoli dalla finale Uefa dopo averli eliminati anche nella semifinale di coppa di Germania ai rigori. La band Schaaf ribadisce inoltre il suo feeling con le trasferte, dove ha costruito i propri successi stagionali in Europa, e la facilità nell’andare a segno.
Dopo il ko dell’andata, gli ospiti sono costretti a scoprirsi, e la formazione di Jol può agire di rimessa. E quando lo fa,  è letale: al 17′ Olic s’invola tutto solo davanti a Wiese e deposita in rete con un morbido pallonetto. Sotto di due gol (tra andata e ritorno), il Werder non si scompone e s’aggrappa ai suoi campioni. Nasce da uno straordinario scambio tra gli assi Diego e Pizarro, concluso da un perfetto tocco sotto del brasiliano, l’azione del pari del 29′. Il fantasista in odore di passaggio alla Juve centra anche una traversa, ma rovina tutto litigando spesso con Alex Silva e beccandosi il giallo che gli costerà la finale. Il match rimane intenso e spettacolare come all’andata, Wiese salva in uscita disperata su uno scatenato Olic. Il collega Rost, invece, combina la frittatona al 21′ della ripresa sul destro non irresistibile di Pizarro, che si era visto annullare poco prima un gol per fuorigioco millimetrico. E’ la svolta, ora la bilancia pende dalle parti degli ospiti, che su calcio d’angolo trovano anche il colpo del ko con Baumann, fortunato nella deviazione decisiva dopo la prima inzuccata di Hugo Almeida.  Olic, però, riapre il match con un bel tuffo di testa all’88′ -settimo centro in Uefa-; l’Amburgo non s’arrende. E all’ultimo assalto al 93′, invoca un rigore per un fallo su Rost, fiondatosi in avanti per il corner della disperazione. Ma De Bleeckere non fa una piega: ad Istanbul ci vanno gli uomini di Schaaf con la possibilità di alzare al cielo due trofei in questa stagione, ma dovranno farcela senza il loro faro.

Calcio mercato, Juventus

Juve, Diego è tuo!

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Diego ad un passo dalla Juve
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Torino- Diego- Juve, il matrimonio si farà. I legali del Werder Brema, la società in cui Diego Ribas da Cunha, ex Porto e Santos, milita e spopola come il  miglior “10″ della Bundesliga, sono sbarcati a Torino e hanno incontrato i dirigenti della Juventus, con in testa l’ad Blanc. Fino a tarda notte sono andate avanti le trattative, ma la fumata bianca tanto attesa c’è stata. Quindi, dopo l’accordo con il padre-procuratore del calciatore, la società bianconera ha trovato l’intesa anche con il club tedesco. Accordo sancito dalla visita di Blanc e Secco a Brema, ma che verrà ratificato dal Cda bianconero, che si riunirà il prossimo martedì. Al Werder andrebbero 25 milioni di euro, al giocatore 3,5 per cinque anni. Ergo, la concorrenza del  Bayern Monaco, la squadra che sembrava avesse superato la Juve nella corsa al calciatore, non fa più paura. Diego va a colmare una lacuna che ha segnato questo ciclo di Ranieri in panchina: la mancanza di un regista offensivo. Diego, oltre a poter svolgere con grande qualità il ruolo di playmaker dietro le punte, è un giocatore che in terra teutonica ha davvero migliorato le sue prestazioni realizzative, pur non essendo e non nascendo come punta. E’ la risposta, seria e forte, che tutti i tifosi bianconeri si auspicavano, dopo un periodo di vacche decisamente magre. La Juve vuole rinascere e farlo sulla scia dei grandi solisti che hanno indossato la gloriosa casacca bianconera.

Bundesliga

Bayern, capolinea per Klinsmann. Bene solo Hertha e Stoccarda

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Klinsmann esonerato dalla panchina del Bayern
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BERLINO- La Bundesliga si conferma, a 5 giornate dal termine, il campionato più combattuto d’Europa: ancora 5 le squadre in lizza per il titolo, divise soltanto da 3 punti. Giornata sfavorevole al Wolfsburg capolista, al Bayern che ufficializza l’addio di Klinsmann -al suo posto Jupp Heynckes, già timoniere dei bavaresi dall’87 al ‘91- e all’Amburgo. Risalgono le quotazioni dell’Hertha, mentre continua l’esaltante galoppata dello Stoccarda. Gli svevi hanno anche un precedente a loro favore, visto come han vinto lo Schale appena due stagioni fa. In coda passo avanti dell’Energie Cottbus e del Karlsrhue nella strada che porta alla salvezza.

In testa- Il Wolfsburg capolista si inceppa a Cottbus. Gli uomini di Magath perdono 2-0 contro una squadra bisognosa di punti salvezza. A segno il solito Rangelov e Skela. Nulla di compromesso comunque per la squadra della Volkswagen, visto i concomitanti passi falsi del solito Amburgo in versione trasferta, questa volta battuto da un Borussia Dortmund in grande spolvero per 2-0 (Kehl e Frei i marcatori), ma soprattutto del Bayern Monaco, piegato in casa dallo Schalke 04 grazie ad un gol di Halil Altintop. Ko fatale a Klinsmann, esonerato dal club bavarese dopo una stagione piena di ombre e con poche tenue luci.  Vedremo se Heynckes saprà dare la giusta scossa. Per quanto riguarda lo Schalke, una delle favorite della vigilia, vale il solito discorso: dopo un girone d’andata pessimo, il risveglio primaverile è inutile o quantomeno tardivo, anche per entrare in Europa dalla porta di servizio. Passiamo alle note liete, come la vittoria dell’Hertha in trasferta contro la ex rivelazione Hoffenheim, che ormai sembra aver davvero tirato i remi in barca. Ebert al 41° firma il gol partita per i berlinesi, ora secondi in classifica a due punti dal Wolfsburg. Ennesima vittoria infine per lo Stoccarda: con Babbel in panchina, gli svevi hanno cambiato marcia ed ora sono a soli tre punti dalla vetta. Il risveglio di Mario Gomez (a segno anche sabato con l’Eintracht Francoforte) è stato determinante per il cambio di passo. Di Cacau l’altro gol nel definitivo 2-0 di sabato.

In coda- Guizzo esterno del Karlsrhue, che porta a casa da Leverkusen 3 punti fondamentali per rientrare in corsa per salvezza. Langkamp è l’uomo partita, la zona salvezza dista ora quattro punti. Inutile il pareggio tra Borussia Mönchengladbach e Arminia Bielefeld. L’1-1 finale non serve a nessuno, anzi, visti i risultati concomitanti, rischia di essere decisivo in negativo. Succede tutto nella prima mezzora: vantaggio del Borussia con Matmour al 13°, pareggio ospite di Tesche al 32°. Vittoria in rimonta del Werder Brema in casa contro il Bochum. I blau, in cerca di punti salvezza, segnano due volte con il solito Sestak nel primo tempo. La ripresa però è tutta di marca anseatica: Almeida, Naldo e Diego firmano la rimonta e il successo finale. Chiudiamo con la vittoria dell’Hannover contro il Colonia per 2-1, a segno Andreasen, autore di una doppietta, per i padroni di casa e Novakovic per gli ospiti. Ora entrambe le squadre sono a quota 32, a sette lunghezze dal terzultimo posto. Tranquillità relativa…

Coppa Uefa, Udinese Calcio

Udinese grande cuore. Ma Diego la trafigge

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Diego spezza il sogno dell’Udinese
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UDINE - Allo stadio Friuli va in scena il ritorno dei quarti di Coppa Uefa tra Udinese e Werder Brema e purtroppo la trama di questa partita è simile a quella dell’andata. Udinese tanto gioco, tanto impegno, tanto cuore ma non la sufficiente attenzione nei momenti topici del match. La partita termina sul 3-3 quando i friulani, grazie ad un concreto Quagliarella autore di una doppietta, a fine primo tempo si erano portati sul 3-1. Ma, come si è detto, pesano sulla squadra di Marino gli errori difensivi di cui Diego e Pizarro, con il brasiliano autore di una doppietta, aprofittano per portare a casa la qualificazione. La cronaca della partita porta in conto anche un penalty fallito dall’onnipresente trequartista brasiliano ma, come si dice, se non è stata una prestazione da dieci e lode merita comunque un dieci pieno e gli osservatori juventini avranno avuto modo di stropicciarsi gli occhi.

Equilibrio- Il primo tempo è all’ insegna dell’equilibrio. Tutte e due le squadre provano a segnare per mettere fin da  subito pressione all’avversario. LUdinese macina più gioco con le sovrapposizioni di Pasquale attivissimo e di un Asamoah in formato mediano di spinta rugbistico. Il Werder adotta una tattica maggiormente accorta puntando a ripartire velocemente grazie alle rapide verticalizzazioni di Diego a favore degli avanti tedeschi o alle giocate personali dello stesso brasiliano in prossimità della porta difesa da Handanovic. E’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo che si origina la prima occasione per i friulani: all’8′ da un azione personale di Quagliarella nasce un corner in cui Inler ha una buona opportunità ma pasticcia maldestramente. Il Werder risponde sempre su azioni da calcio d’angolo con Diego il cui primo tentativo è diretto verso la porta di Handanovic e il secondo è un servizio al bacio per Mertesacker il cui colpo di testa si spegna a lato di un niente. Queste due occasioni svegliano un pò la squadra di Marino che prova a non farsi schiacciare dai tedeschi e infatti, grazie ad una prodezza balistica di Inler, va in vantaggio al 15′ del primo tempo. Il Werder reagisce sfruttando anche l’assetto sbilanciato della squadra friulana che a volte sembra un pò troppo lunga facendo fatica a ripiegare nelle ripartenze. In una di queste azioni, infatti, Diego sfrutta molto bene lo spazio concessogli da Zapata, improvvisato difensore esterno destro anche stasera, e va a segno con un piccolo capolavoro di tecnica e precisione al 27′ del primo tempo.

Discontinuità- Sembra una replica della partita di Brema: Udinese generosa ma poco incisiva, il Werder, illuminato dal suo campione,  cinico e spietato. Ma questa sera il segno di discontinuità rispetto all’andata  è rappresentato da Fabio Quagliarella. Da una delle tante sovrapposizioni di Pasquale dalla sinistra viene fuori una bella verticalizzazione per l’attaccante campano che, stavolta, infila Wiese con un abile pallonetto preciso ed efficace: 2-1 al 29′ del primo tempo. Il goal carica gli uomini di Marino ed è sempre Quagliarella, servito da Inler, grazie ad una prodezza eccezionale,  a battere nuovamente Wiese e portare il risultato sul 3-1 al 38′ del primo tempo. I friulani sul chiudere del primo tempo rischiano di capitolare ma, grazie ad un’uscita di Handanovic, rimangono in corsa per la qualificazione che adesso è in situazione di perfetta parità.

Fine del sogno- La ripresa vede un’Udinese vogliosa di voler mettere dalla sua la qualificazione: Quagliarella al 9′ prova a colpire da venti metri ma il suo shoot va fuori davvero di pochissimo. La squadra di Marino appare ben messa soprattutto in possesso di palla con Asamoah, moto perpetuto, e Pasquale instancabile ed estremamente preciso nei servizi per gli attaccanti. Udinese che in questa seconda parte di partita fa a meno di Sanchez per un infortunio accorsogli nella prima frazione (al suo posto Floro Flores). Purtroppo per gli uomini di Marino con il passare dei minuti aumentano le disattenzioni difensive, e in una di queste si origina il 3-2: un tiro di Pizarro  a cui viene lasciato troppo spazio, incoccia la traversa della porta di Handanovic, sulla respinta il più rapido è manco a dirlo Diego che porta la qualificazione più vicina a Brema al 15′ della ripresa. Il colpo è durissimo, ora l’Udinese ha bisogno di 2 goal per qualificarsi e non sembra che la fortuna sia della sua. Infatti prima Pepe e poi Asamoah , con un palo clamoroso,  non riescono a rimettere in piedi questa partita; sembra quasi che la porta di Wiese sia stregata in questa ripresa. La truppa di Schaaf, invece, è straordinariamente cinica e da un maldestro intervento di Domizzi ha l’opportunità di andare sul 3-3 su rigore. Penalty che viene fallito clamorosamente da Diego con Handanovic che respinge in calcio d’angolo. Sullo stesso, però, Pizarro è liberissimo nell’area piccola e pareggia al 28′ mettendo in ghiaccio la partita. La squadra di Marino prova ad onorare, quantomeno, l’impegno ma colleziona un altro palo su azione di Domizzi da calcio d’angolo. Purtroppo non è serata…E la partita finisce così. Il sogno termina per la squadra friulana autrice di una partita vogliosa ma non sufficientemente attenta in fase difensiva. Dall’altra parte si è messo un grande calciatore che, per i colpi esibiti, ci si augura di vederlo presto in Italia.

Bundesliga

Bundesliga: Wolfsburg in vetta con l’Amburgo

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La super coppia del Wolfsburg Dzeko-Grafite
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BERLINO- 26esima giornata di Bundesliga nuovo cambio di guardia in cima alla classifica. Abdica l’Hertha Berlino, al suo posto una bella coppia: l’Amburgo e il Wolfsburg che negli scontri diretti battono rispettivamente l’Hoffenheim e il Bayern (già concentrato sulla Champions?). Considerando anche la rimonta dello Stoccarda ci sono sei squadre in sette punti e otto gare da giocare: tutto sembra ancora possibile.

In testa-Il botto di giornata lo fa esplodere Felix Magath: il suo Wolfsburg è forse la squadra più in forma in Germania, ma schiantare 5-1 il Bayern Monaco fa comunque rumore e mette una seria candidatura dei lupi sullo Schale. Dopo un primo tempo equilibrato Gentner apre le marcature ma Toni pareggia immediatamente. 1-1 all’intervallo. Nella ripresa il black-out per la Klinsmann band: le doppiette di Dzeko e Grafite (a quota 20 è il re dei marcatori) regalano il primato alla squadra della Volkswagen e pensieri nerissimi al Bayern in vista dei quarti di Champions League. Nell’altro scontro diretto della giornata ha la meglio l’Amburgo su un Hoffenheim decisamente in affanno, e ormai a sei lunghezze dal primato, tenuto proprio dagli anseatici in coabitazione. Del burkinabé Pitroipa il gol partita al 28′. Cade, e male, la ex capolista Hertha sul suolo amico, finora punto di forza dei berlinesi. 3-1 del Borussia Dortmund non ammette repliche: apre Frei, pareggia Rafael, ma nella ripresa lo sprint decisivo è dei gialloneri con Kehl e Haedo Valdez. Continua la risalita dello Stoccarda. La Babbel band si impone a Bochum in rimonta e all’ultimo minuto grazie al gol del giovane Tasci al 89′. Cacau aveva pareggiato il vantaggio iniziale del Bochum di Epalle.

Le altre- Vince in trasferta il Bayer Leverkusen e resta attaccato al treno UEFA (o come si chiama la nuova Coppa che ne prenderà il posto) battendo il Colonia 2-0 grazie ai suoi bomber Kiessiling ed Helmes. Bene anche lo Schalke 04 che si impone 2-0 a Bielefeld grazie ai suoi uomini copertina Farfan e Kuranyi. Pizarro sugli scudi del Werder Brema: il peruviano firma una tripletta nella vittoria per 4-1 degli uomini di Schaaf sull’Hannover. Di Diego e Krzynowek le altre reti. In chiave salvezza importante successo dell’Eintracht sull’Energie Cottbus per 2-1: Steinhöfer e Liberopulos ribaltano il vantaggio iniziale di Rangelov. Chiudiamo con l’inutile 0-0 tra Karlsrhue e Borussia Mönchengladbach, entrambe in piena zona retrocessione. Un punto per uno che non fa bene a nessuno.

Bundesliga

Diego e Voronin trascinatori, si ferma Klose. Hertha sempre primo

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Diego trascina il Werder
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BERLINO- L’Amburgo batte il Cottbus 2-0, mentre il Werder Brema travolge lo Stoccarda (4-0) nei match che hanno completato la 24/a giornata di Bundesliga. L’Amburgo aggancia così al secondo posto il Bayern Monaco e il Wolfsburg a quota 45, quattro punti in meno dell’Hertha Berlino, capolista. Si fermano lo Stoccarda, sempre a quota 39 dietro l’Hoffenheim (5/o a quota 43).

LA CAPOLISTA- Voronin continua ad essere sempre decisivo, e sale a quota undici nella classifica marcatori, consentendo alla capolista Hertha Berlino di aggiudicarsi il big match contro il Bayer Leverkusen e di mantenere quattro punti di vantaggio sulle inseguitrici, ridotte ora a tre. L’Hoffenheim si imbatte infatti nell’ennesimo pareggio in casa dell’Eintracht Francoforte e vede allontanarsi il terzetto formato da Amburgo, Wolfsburg e Bayern Monaco.

AMBURGO- I ragazzi di Jol superano senza problemi in casa il Cottbus, i verdi di Felix Magath prevalgono al termine di un match spettacolare sullo Schalke 04, i campioni in carica passano senza difficoltà a Bochum. Il Werder asfalta lo Stoccarda trascinato da una grande prestazione di Diego. Gol a raffica ad Hannover dove finisce 4-4 tra i padroni di casa e il Borussia Dortmund. In coda vince ancora il Borussia Moenchengladbach.

STOP PER KLOSE- Stagione quasi sicuramente finita per l’attaccante del Bayern, che si “gioca” la caviglia destra durante la partita col Bochum. Operato in mattinata, salterà i quarti di Champions e gran parte della volata finale in campionato.

Calcio Internazionale

Coppe nazionali, out Bayern e Lione. E il piccolo Rodez fa fuori il PSG

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Il Bayer di Helmes-Kiessling fatale a Klinsmann

Non solo l’Athletic che torna in finale di coppa del Re dopo 24 anni o la Samp che rifila tre schiaffoni all’Inter. La serata dedicata alle coppe nazionali ha regalato emozioni e sorprese ancor più vivide e clamorose. In Germania e Francia sono state eliminati i campioni nazionali del Bayern Monaco e del Lione, mentre una squadra di C manda a casa il lanciatissimo Paris S.G. Incredibile dictu.

Coppa di Germania- Se non fosse per il pokerissimo rifilato allo Sporting, il 2009 del Bayern sarebbe disastroso. Dopo gli stenti in campionato, matura infatti un’eliminazione ai quarti di coppa senza attenuanti per mano del Bayer Leverkusen. Succede tutto in un pirotecnico secondo tempo. Barnetta colpisce subito dalla distanza (54′), Vidal di testa (61′) e Helmes (70′) calano un tris che pare chiudere la partita. I bavaresi, privi di Toni, riescono però a rientrare in partita in soli due minuti con un’inzuccata di Lucio e un tap in di Klose (72′ e 74′). L’assalto finale costa caro, poichè i padroni di casa possono colpire in contropiede con Kiessling e sancire il passaggio alla semifinale.
Gol e spettacolo anche a Wolfsburg, dove Diego e Pizarro trascinano il Werder in semifinale con le loro doppiette. Il brasiliano apre le danze seguito da Ozil, ma Dzeko rimette in carreggiata i lupi con una doppietta. Il fantasista seguito dalla Juve non accetta di buon grado e riporta il Werder avanti (56′), prima che nell’ultimo quarto d’ora si scateni il peruviano. Finisce così 5-2 per un Werder tanto scoppiettante nelle coppe quanto deludente in Bundesliga. La serata delle doppiette prosegue con quella di Petric dell’Amburgo che regola il club di seconda serie SV Wehen-Taunusstein (2-1). C’è anche una cenerentola nelle ‘magnifiche quattro’: il Mainz, attualmente secondo nella “Zweite Bundesliga”. Con una rete di Bance nel finale, i “Nullfünfer” (zerocinque) estromettono dalla competizione lo Schalke 04, delusione numero uno della stagione tedesca.

Risultati quarti:
Bayer Leverkusen- Bayern Monaco 4-2
Wolfsburg- Werder Brema 2-5
Mainz- Schalke 04 1-0
Amburgo- SV Wehen-Taunusstein 2-1

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Il Rodez festeggia incredulo l’impresa

Coppa di Francia- Il calcio è spesso una favola. Una favola che diviene realtà quando i Davide sconfiggono i Golia. E’ quanto successo a Rodez, piccola cittadina transalpina di 23mila abitanti, dove la squadra locale milita in serie C. Un modesto team capace di battere il club della capitale, quel PSG secondo in Ligue 1. Al “Paul Lignon” il miracolo è maturato dopo i supplementari. Gli sconosciuti Choplin e Pacios hanno spezzato l’equilibrio dei primi 90′ e spedito il Rodez ai quarti (3-1 il finale).
Salutano anzitempo la competizione anche i campioni in carica del Lione, battuti 3-2 dal Lilla. Dopo il doppio botta e risposta del primo tempo (Bastos-Hazard per i locali, Makoun-Mounier per gli ospiti), decide Fauvergue al 90′. La coppa, quindi, rimane priva di quasi tutte le big del calcio transalpino, viste le precedenti eliminazioni di Bordeaux e Marsiglia. A parte la vittoria del Guingamp sul Le Mans, si svolge tutto secondo pronostico: avanti Rennes, Monaco, Tolosa, Grenoble e Sedan.

Risultati ottavi:
Rennes-Lorient 3-0
Rodez- Paris SG 3-1 d.t.s
Lilla- Lione 3-2
Sedan- Vitre 3-0
Ajaccio- Monaco 0-2
Guingamp- Le Mans 1-0
Boulogne-sur-Mer - Tolosa 0-2
Dijon - Grenoble 1-1 (2-4 dcr)

Coppa Uefa, Milan

SuperPippo non basta. Diego ferma il Milan a Brema

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Gol europeo n° 66 per Inzaghi
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Brema- Firme d’autore al “Weserstadion”. Quelle di Pippo Inzaghi e Diego, protagonisti assoluti dell’andata dei sedicesimi di Uefa tra Milan e Werder finito in parità (1-1). “Mister gol” piazza il suo 66esimo graffio europeo in carriera e spiana la strada ai rossoneri, ma il corteggiatissimo (dai club europei più blasonati, in primis la Juve) brasiliano rimette in carreggiata i suoi in vista del ritorno. Discorso qualificazione rinviato a San Siro.

Pippo scrive 66- Ancelotti è costretto al turnover dai forfait di Beckham e Pato. Recupera invece Ronaldinho, piazzato con Seedorf alle spalle dell’evergreen Inzaghi. Si rivedono Dida, Senderos e Flamini. Il Werder, decisamente opaco in Bundesliga, si aggrappa alle giocate del gioiello Diego e alla verve di Pizarro. Il compito non pare complicato per i rossoneri, ma la partenza è choc. In pochi minuti tre clamorosi errori della retroguardia regalano altrettante chanche non sciupate però dai tedeschi; la più clamorosa con Tziolis che conclude debolmente a tu per tu con Dida. Passato il pericolo, il Milan avanza il baricentro e spinge con Flamini e Zambrotta sugli esterni. Il francese è il più pericoloso: sua la prima conclusione, suo l’assist per l’1-0 targato Inzaghi (36′). 66esimo centro europeo per il super bomber.

Diego impatta- La ripresa si apre all’insegna della sofferenza. La formazione di Schaaf spinge a pieno organico e va vicina al pari con Diego e Almeida. Nelle ripartenze, però, i rossoneri sono micidiali. In una di queste Inzaghi -superlativa la sua prova- brucia la difesa teutonica in velocità e centra la traversa. Un vero peccato, perchè il raddoppio chiuderebbe il discorso qualificazione in anticipo. E perchè i verdi di Germania attaccano a testa bassa, continuando a gettare alle ortiche occasioni su occasioni. Ci vuole allora tutta la classe di Diego per trovare il sospirato pari: pregevole il suo stop e sinistro preciso dopo la torre di Almeida (86′). Ma non è finita qui, perchè in pieno recupero il palo e l’insufficiente cattiveria di Pizarro graziano Dida. L’1-1 si rivela così il minore dei mali.

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