Calcio Internazionale, Premier League

Nessuna sorpresa, Manchester campione

Alla fine il sorpasso non è arrivato, tanto meno la sorpresa. Il Manchester United sconfigge nell’atto finale il Wigan e il Chelsea è costretto ad arrendersi. I Red Devils mettono le mani sulla 17° Premier League della loro storia, Sir Alex Ferguson sul 10°personale: un record inarrivabile per i tecnici europei in attività.

L’ULTIMO ATTO- Blues e Red Devils si sono presentati affiancati in classifica alla vigilia degli ultimi 90 minuti. In caso di arrivo a pari punti, però, avrebbero prevalso gli uomini di Ferguson per la miglior differenza reti. Il Wigan è restio a lasciare strada libera ai futuri campioni, e solo un regalo dell’arbitro che assegna un rigore generoso per un contatto Rooney-Boyce spiana la strada del successo agli ospiti. Senza dimenticare, inoltre, la grazia concessa a Scholes (già ammonito commette un fallaccio impunito) e a Ferdinand (fallo di mano in area). Ronaldo trasforma e raggiunge il record di marcature in Premier di Shearer risalente alla stagione 1993-’94 (31 g0l). E’ la giornata della festa e dei record. Giggs, infatti, bagna lo storico 758esimo gettone in maglia Red Devils (eguagliato il record di Bobby Charlton) con il gol che mette in ghiaccio la partita e stappa lo champagne per i festeggiamenti. L’inossidabile 33enne gallese salva pure un gol fatto sulla linea, la festa può partire. Il Chelsea, dal canto suo, mantiene viva la speranza con un gol del redivivo Shevchenko. Appreso del trionfo degli avversari si fa raggiungere al 93′ dal Bolton, chiudendo così a due lunghezze di distacco dai nuovi campioni d’Inghilterra.

LA LUNGA RINCORSA- Gli uomini di Ferguson hanno rincorso a lungo l’Arsenal di Wenger, protagonista per gran parte della stagione. Il sorpasso è arrivato alla 29°giornata (”Manchester, missione aggancio compiuta“), da lì in poi nessuno ha scalzato dal trono lo United. Sconfitti i Gunners in rimonta alla 34° (”Il Manchester elimina l’Arsenal“), il rivale più accreditato è diventato il Chelsea.

IL RUSH FINALE- I Blues hanno dato battaglia fino alla fine. Un vitale gol di Tevez nel finale di Blackburn ha mantenuto a tre le lunghezze di vantaggio sui londinesi alla vigilia dello scontro diretto. Gol fondamentale alla luce di quanto successo a Stamford Bridge, dove la formazione di Grant ha piegato gli ospiti con doppietta di Ballack (”Doppio Ballack riapre la Premier“). Ferguson, però, si era preso un rischio calcolato: la scelta di schierare numerose riserve, figlia dell’imminente impegno di Champions e del netto vantaggio nel computo della differenza reti. Una scelta che ha premiato in entrambi i casi il tecnico gallese, che va ora a caccia del doble.

I PROTAGONISTI- Citare Cristiano Ronaldo è sin troppo facile. 31 reti, tanti assist, fantasia, di tutto e di più: questa stagione potrebbe portare al fuoriclasse lusitano il Pallone d’Oro. Accanto a lui, si è ben inserito Tevez, mentre Rooney ha dato il solito contributo. Fondamentali gli intramontabili Giggs e Scholes, prezioso l’innesto di Hargreaves. Infine, una citazione per la difesa. Ferdinand, Vidic e Brown a rotazione hanno garantito una copertura eccellente a Van der Sar.

Calcio Internazionale, Premier League

Premier, tutto rinviato all’ultimo atto.

Continua l’appassionante duello tra Manchester e Chelsea. Le due squadre fanno il loro dovere rispettivamente contro West Ham e Newcastle rinviando il discorso scudetto agli ultimi 90 minuti. I Red Devils mantengono quindi il loro vantaggio, basato sulla miglior differenza reti: una vittoria a Wigan sul campo di una squadra già salva regalerebbe loro il titolo. Il Chelsea, invece, affronterà il Bolton sperando in un improbabile passo falso degli avversari. Ma nel calcio si sa, mai dire mai.

Merito dunque dei Blues che mantengono vivo il torneo sino all’ultimo. Il compito degli uomini di Grant nel posticipo del lunedì, conoscendo per altro il risultato dei Red Devils, era tutt’altro che semplice. Il Newcastle, infatti, era in ottimo periodo di forma (14 punti nelle ultime 6 gare) con Owen sugli scudi. E’ proprio l’attaccante inglese a spaventare Cech due volte nel primo tempo, mentre Terry compie un intervento miracoloso su Viduka. Nel secondo tempo cambia la musica. Il capitano Blues fa subito tremare la traversa con il suo colpo preferito, l’inzuccata su corner (8′). Il solito Ballack rinnova invece l’appuntamento con il gol al 27′ con un bel colpo di testa. Le gazze di Keegan vanno vicine al raddoppio con Owen e l’ex interista Martins, ma è Malouda a chiudere i conti all’80′. Conti che in Premier non sono ancora chiusi.

Il Manchester, quindi, deve rinviare la festa. Il match con il West Ham è più che altro una passerella. In primis per il capocannoniere Cristiano Ronaldo che in 24′ sforna una doppietta, avvicinando il record di segnature in Premier di Shearer. Il bomber inglese siglò 31 reti nella Premier League 1993/94′, il lusitano è ad una sola lunghezza. Tevez serve subito dopo il tris con un destro in controtempo, ma Ashton replica con una rovesciata splendida. La resistenza degli Hammers, privi di 13 elementi, è ad ogni modo inesistente. A nulla serve l’espulsione di un nervoso Nani, perchè gli uomini di Ferguson arrotondano il risultato con il 4-1 di Carrick. Giggs ha raccolto il 757° gettone in maglia Manchester, uno in meno del record man Bobby Charlton. Nelle ultime due partite di questa stagione il gallese ha l’opportunità di scavalcarlo.

Champions League

Ronaldo sbaglia, il Barça non incide.

Per lo spettacolo passare altrove. Chi si aspettava un Barcellona-Manchester ricco di gol, belle giocate ed emozioni è rimasto profondamente deluso. E pensare che le premesse c’erano tutte. Ferguson ha schierato contemporaneamente Cristiano Ronaldo, Tevez e Rooney rinunciando a Vidic e piazzando Hargreaves terzino destro. Un undici sfrontato a cui non ha fatto riscontro un adeguato atteggiamento. Rijkaard, invece, ha avanzato Iniesta sulla linea degli attaccanti lasciando fuori il talentino Bojan: una contromossa per ovviare al momento di crisi e per arginare la forza offensiva degli inglesi.

L’episodio chiave è al 3′. L’attesissimo Cristiano Ronaldo (vedi “Messi-Cristiano Ronaldo, sfida tra nuovi fenomeni“)viene anticipato in area da Gabi Milito con una braccio: Busacca non ha dubbi, è rigore. Il bomber di Champions, però, spara a lato il penalty e il Camp Nou può tirare un sospiro di sollievo. L’errore dal dischetto condiziona il talento portoghese e carica i blaugrana. Il modulo di Ferguson si rivela fasullo, poichè Rooney e Tevez si ritrovano spesso ad arginare sulle fasce la spinta degli spagnoli, mentre Ronaldo sbatte su Zambrotta, litiga col pallone e si lamenta platealmente con l’arbitro. Passata la paura, i catalani tengono in mano il pallino del gioco, Messi diverte e crea vincendo il duello a distanza con la stella di Funchal. Il dominio, però, è sterile. Il primo tempo, infatti, vede soltanto un colpo di testa di Marquez e un tentativo di Deco. E stop. Ad inizio ripresa ci prova Zambrotta dalla distanza, mentre Eto’o manda a lato l’occasione più nitida del match. L’unico sussulto dei Red Devils è un sinistro sull’esterno della rete di Carrick, il resto è puro contenimento. Al 17′ Rijkaard decide di risparmiare Messi, applauditissimo dal pubblico, e inserisce Bojan. Un quarto d’ora dopo decide di osare mettendo Henry per un Deco visibilmente stanco: il portoghese, tolto dalla naftalina per questa semifinale, non giocava dal 4 marzo. L’ex Arsenal è il più  attivo dei suoi e impegna Van Der Sar con un destro potente dal limite. Il risultato, però, non cambia, finisce 0-0.

La Ferguson band rimane a secco per la prima volta in questa edizione di Champions: la naturale conseguenza dell’approccio alla partita. L’errore di Ronaldo pesa come un macigno, a Manchester occorrerà una vittoria per non fermarsi sul più bello. I blaugrana ci hanno provato, ma non hanno segnato un gol nonostante i 16 tiri scagliati verso Van Der Sar. Il discorso qualificazione rimane aperto; di questi tempi agli spagnoli va benissimo così.

Champions League

Messi-Cristiano Ronaldo, sfida tra nuovi fenomeni.

La Pulce contro la Ardilla. L’argentino contro il lusitano. Barcellona-Manchester United, semifinale di Champions League, è soprattutto la loro sfida. Una sfida nella sfida, insomma. Nei piedi e nelle idee dei due giovani campioni sono riposte infatti le speranze dei due club. Messi è reduce da un’infortunio che l’ha tenuto fuori nella seconda fase di Champions, ma ha segnato 6 gol ed è prontissimo per questo match. Il Barça deve assolutamente gettarsi alle spalle il rendimento da film horror nella Liga (1 sola vittoria nelle ultime 8 partite e conseguente “retrocessione” al terzo posto) ed affidarsi alle invenzioni dell’argentino e del  talentino classe 90′ Bojan Krkic, spesso decisivo in quest’ultimo stralcio di stagione. I blaugrana sono nella morsa delle inglesi come il Milan l’anno scorso: per ripetere l’impresa dei rossoneri, la Rijkaard band dovrà invertire il pronostico a partire da stasera. Anche perchè il Manchester e il Cristiano Ronaldo versione 2008 sono molto più temibili e implacabili. Il fuoriclasse di Funchal sta incantando con una stagione da applausi. Capocannoniere di Premier (28 reti) e Champions (7 sigilli), il portoghese ha già toccato quota 40 gol. Attorno a lui Ferguson ha costruito una grande squadra, rinforzata dalla gioventù e classe di Nani e Anderson, dalla concretezza di Hargreaves e dai guizzi di Apache Tevez. I Red Devils primeggiano in patria, sono imbattuti in Europa ed hanno un piacevole precedente al Camp Nou: la rocambolesca vittoria in finale con il Bayern datata 1999. Tanti e buoni motivi per puntare a Mosca e ad un strabiliante “double”.

Calcio Internazionale

Il Manchester “elimina” l’Arsenal, Heskey beffa il Chelsea.

Dopo la Champions , addio anche al titolo nazionale di Premier League. Finisce all’Old Trafford la bella ma inconcludente stagione dei giovani Gunners. Quello che era un vantaggio di 5 punti qualche mese fa, diviene ora un deficit di 9: divario incolmabile a 4 turni dal termine. L’undici di Wenger, però, esce di scena a testa alta. In vantaggio con un gol di mano di Adebayor, ha saputo spaventare la capolista in diverse occasioni. Il colpaccio che profuma di scandalo sfuma, però, pochi minuti dopo. Hargreaves si procura un rigore che Ronaldo “l’implacabile” trasforma (28° gol in Premier). Ma l’eroe di giornata non è il lusitano, bensì l’anglocanadese. L’ex Bayern scippa, infatti, la battuta di una punizione al compagno e manda il visibilio il pubblico di casa con una esecuzione straordinaria. Il 26 aprile a Stamford Bridge i Red Devils potrebbero festeggiare la conquista del titolo.

Eh sì, perchè nel frattempo il Chelsea, unico rivale rimasto in corsa, è scivolato a -5. Il match con il Wigan avrebbe dovuto essere soltanto una tappa d’avvicinamento alla supersfida con il Manchester. E invece potrebbe risultare fatale. Il tridente Blues non punge, gli avversari si rendono pericolosi con Valencia. La pressione cresce a inizio ripresa, Terry centra il montante, mentre Essien porta in vantaggio i suoi con un bel destro dal limite. Cole potrebbe archiviare la pratica, ma Kirkland gli dice di no. E così, a tempo scaduto, il tocco velenoso di Heskey gela Stamford Bridge. Solo Ferguson può perdere il titolo, a questo punto.

Il Liverpool consolida il quarto posto. Il 30°gol stagionale di Torres abbinato alle marcature di Voronin e Gerrard piegano il Blackburn, mentre l’Everton non va oltre il pari con il Birmingham. 5 punti di vantaggio sono un buon margine per la truppa di Benitez che potrà concentrarsi totalmente sulle semifinali Champions. La vittoria del City in casa del Sunderland, invece, salva (momentaneamente) la panchina di Eriksson.

Calcio Internazionale

Reds-Gunners, ennesimo 1-1. Chelsea a -3 dallo United

Benitez impone ancora il pari a Wenger. Dopo il pesante 1-1 ottenuto nell’andata dei quarti (vedi “Il Liverpool blocca l’Arsenal“), il tecnico iberico si ripresenta all’Emirates cambiando 8/11 della sua squadra. Wenger, invece, non può permettersi questo lusso, poichè è ancora in corsa per il titolo. I Reds, stavolta, cambiano tattica e partono all’attacco. Crouch è pericolosissimo, naturale sia lui a firmare il vantaggio ospite (42′). I Gunners si svegliano nella ripresa. Bendtner firma subito il pari (54′), ma è il Liverpool a sfiorare il raddoppio con Voronin. Martedì si replica ad Anfield, in palio la semifinale di Champions.

Il Manchester s’impantana nel nevischio di Middlesbrough. La squadra di Southgate, nonostante il 14°posto in classifica, si diverte con le grandi (2-1 all’Arsenal, 1-1 col Liverpool) e impone il pari anche alla capolista. I Red Devils partono forte con il 37° centro stagionale di Ronaldo (per la sua stagione non esistono ormai più aggettivi), ma vengono travolti dall’uragano Alves. Il brasiliano acquistato dal Boro a gennaio dall’Heerenveen sfodera un gran cucchiaio, un destro a girare e manca di poco il tris. Provvidenziali Rooney, autore del 2-2, e l’errore al 94′ di Tuncay. Lo United, inoltre, perde anche Ferdinand dopo il forfait dell’Olimpico di Vidic. Brutte news, quindi, per Ferguson, che domenica se la vedrà con l’Arsenal (-6) e il 26 aprile con il Chelsea, riemerso a -3. Un cammino tutt’altro che facile.

I Blues, infatti, a dispetto delle critiche, continuano a vincere. Un autogol di Dunne propiziato da Anelka e il sigillo di Kalou sono sufficienti a piegare il City di Eriksson. La 4° sconfitta in 7 turni fa traballare la panchina dello svedese, mentre la marcia dei londinesi continua: i Red Devils sono ora a distanza d’aggancio.

Champions League, Roma

Ronaldo e Rooney sbancano l’Olimpico.

Nella notte dell’Olimpico si spegne il sogno europeo della Roma. Lo 0-2 incassato dalla Spalletti band lascia infatti ben poche speranze in vista del ritorno all’Old Trafford. Il Manchester si dimostra attento e umile quando serve, letale al momento giusto, e spettacolare quando gli avversari crollano inesorabilmente sotto i suoi colpi. Il resto lo fanno giocatori di classe assoluta, come quel Cristiano Ronaldo che ha fatto un altro passo verso la conquista del Pallone d’oro, spaccando a metà il match con un grande gesto tecnico-atletico.

Spalletti deve rinunciare a capitan Totti, Perrotta e Juan, tre uomini chiave. In avanti spazio quindi a Vucinic, mentre nel trio alle sue spalle viene inserito Aquilani, in una posizione più avanzata rispetto al solito. Ferguson, invece, stupisce tutti schierando Cristiano Ronaldo nella posizione di centravanti con Rooney e il coreano Park larghi. Escluso Giggs, il tecnico scozzese opta per un modulo più accorto. I giallorossi tengono in mano in gioco, ma non sfondano; le uniche due sortite offensive sono di Panucci (colpo di testa alto) e Vucinic (destro sopra la traversa). I Red Devils non si scoprono più di tanto, ma quando lo fanno son dolori. Scholes pennella dalla destra, Ronaldo stacca come neanche Michael Jordan e infilza Doni: 36° gol stagionale per il fenomeno di Madeira che rimane da solo in vetta alla classifica cannonieri della Champions (come in Premier). La Roma si trova sotto come contro il Real, ma stavolta non c’è la reazione veemente o, perlomeno, non ha egual efficacia. I giallorossi, infatti, a dispetto delle prove opache di De Rossi, troppo schiacciato davanti alla difesa, Mancini e Taddei,  ci prova a inizio ripresa. Panucci spedisce in tribuna una clamorosa occasione (tap-in volante di sinistro al 7′), mentre Van Der Sar è provvidenziale su un colpo di testa di Vucinic, il migliore dei giallorossi (sua anche l’unica palla gol del primo tempo, il suo tocco d’esterno è però troppo lezioso). Nel momento migliore degli uomini di Spalletti, arriva la batosta definitiva. Park, sinora in ombra, mette in mezzo dalla sinistra: il cross del coreano è tutt’altro che insidioso, ma Doni sbaglia la presa e regala il 2-0 a Rooney. Il bomber di Liverpool si conferma bestia nera dei romanisti, mettendo a segno il 4°centro in 5 gare. Per la Roma è notte fonda. I diavoli di Manchester possono giocare ora sul velluto, e il solito Cristiano Ronaldo regala spettacolo con giocate e accelerazioni sopraffine, facendo innervosire più di un giallorosso (Mexes e Pizarro si fanno ammonire per falli sul lusitano). La stella portoghese sfiora addirittura il 3-0 con un rasoterra micidiale dalla distanza che centra il palo, e Tevez, entrato nel finale, mette a lato un’ottima opportunità. Ma il terzo gol sarebbe stato una punizione eccessiva per gli uomini di Spalletti. Tra una settimana, in Inghilterra, servirà un miracolo sportivo, vista la forza e solidità dello United. Se lo scorso anno finì 1-7, dopo la vittoria dell’andata, non osiamo immaginare cosa potrebbe succedere partendo con l’handicap di due gol.

La nota più positiva della serata riguarda l’ordine pubblico. Dopo gli scontri di due anni e di quest’anno, la sfida è filata via liscia senza scontri. Finalmente.

Calcio Internazionale

Manchester-show, Chelsea e Arsenal resistono.

Non cambia nulla in vetta alla Premier dopo la 32°giornata. Il vantaggio dei Red Devils rimane di 5 punti sui Blues e di 6 sui Gunners. Questo turno ha comunque offerto spunti interessanti. Uno su tutti è la marcia trionfale del Manchester che, almeno al momento, sembra imbattibile. Gli uomini di Ferguson hanno dato un’ennesima prova di forza e regalato spettacolo spazzando via il malcapitato Aston Villa. A dispetto dell’incombente quarto di Champions, sir Ferguson non rinuncia ai suoi gioielli. E viene ripagato. Ronaldo, Tevez e Rooney (doppietta) mettono infatti la firma sul 4-0 dell’Old Trafford. Semplicemente strepitosa, ancora una volta, la prestazione della stella di Madeira. Il lusitano apre le danze con uno splendido colpo di tacco spedito sotto le gambe di Laursen: il 26°centro in Premier è una giocata che mancava ancora alla sua galleria personale di perle. Cristiano, però, non si accontenta, e sforna tre assist per i compagni: uno per la testa di Tevez, un tacco e un lancio d’esterno, invece, per Rooney. Un vero e proprio show per il candidato numero uno al prossimo Pallone d’oro.

Tengono il passo, seppure a fatica, Chelsea e Arsenal. I Gunners, rimasti in 10 per l’espulsione di Diaby al 31′, compiono una rimonta miracolosa. Sotto 2-0 con il Bolton, l’ingresso di Gallas rivitalizza l’Arsenal e dà il la alla rimonta (62′) che viene completata da Van Persie e da un autogol di Samuel all’ultimo minuto. Il Chelsea, invece, capitalizza al massimo il primo gol stagionale di Ricardo Carvalho al 6′. I Blues indietreggiano subito il baricentro, e il Middlesbrough inizia a crederci. Ma non è assistito dalla dea bendata: negli ultimi 10 minuti il brasiliano Alves centra due volte la traversa. Il -5 è momentaneamente salvo.

Derby e quarto posto al Liverpool. I Reds stendono l’Everton con la rete del solito Torres e amministrano sino al termine, cogliendo anche un palo con Gerrard. Il 21°centro in Premier (28°stagionale) del Nino vale il +5 sui cugini: una vera e propria ipoteca sull’iscrizione alla prossima Champions. La Premier, intanto, ha dato il suo primo verdetto definitivo: retrocede il Derby County dopo una sola stagione. Non era mai successo che una squadra retrocedesse già a marzo con il magrissimo bottino di 11 punti.

Calcio Internazionale

Nel super sunday pasquale il Manchester lancia la fuga.

La Premier non si ferma nemmeno il giorno di Pasqua e mette sul piatto un programma di extra-lusso, ovvero Manchester-Liverpool e Chelsea-Arsenal. Prima contro quarta, seconda contro terza: le Fab Four inglesi si sfidano per la supremazia in campo nazionale. I Red Devils partono con 11 punti di vantaggio sui Reds, che puntano più che altro a difendere il quarto posto. I primi squilli arrivano da due attesissimi protagonisti, Ronaldo da una parte, Gerrard dall’altra. Il portoghese colpisce un palo, mentre l’inglese sfiora la traversa. Al 34′, però, è un difensore ad aprire le marcature con un colpo di testa: stiamo parlando di Wes Brown, al secondo gol in maglia Manchester. Gli uomini di Benitez, in serie utile da 7 turni, si complicano la vita sul finire del primo tempo: Mascherano protesta e si becca il secondo giallo, lasciando i suoi in 10 e sotto di un gol. La ripresa è un’apoteosi per i padroni di casa. Tevez è imprendibile e impegna severamente Reina, prima di servire di petto a Cristiano Ronaldo un ottimo pallone che il lusitano spedisce sulla traversa. Poco male, visto che sul susseguente corner il lusitano fa centro, firmando il 24° sigillo in campionato. La magica Pasqua degli uomini di Ferguson si chiude all’81′, quando un altro portoghese, Nani, inchioda Reina per il 3-0 finale.

Nell’uovo pasquale Ferguson trova anche un altro regalo. I Blues, infatti, sconfiggono e sorpassano l’Arsenal e diventano la più immediata inseguitrice dei Red Devils, il cui vantaggio sale da +3 a +5. La super sfida di Stamford Bridge vede un primo tempo equilibrato, con Almunia attento su Ballack e Drogba ed Ebouè vicino al gol. Nella seconda frazione di gioco, i Gunners si fanno ulteriormente pericolosi con Flamini e mettono la testa avanti con Sagna, abile a sfruttare una mischia su corner. A questo punto, però, sale in cattedra Drogba. L’ivoriano in nove minuti ribalta le sorti dell’incontro e forse del campionato, mettendo a segno una doppietta. La missione sorpasso è compiuta, la sfida al Manchester lanciata. L’Arsenal dal primo posto di 8 giorni fa vede allontanarsi la vetta a 6 lunghezze: urge un pronto riscatto.

Calcio Internazionale

Manchester,missione aggancio compiuta.La Premier diventa un discorso a 3.

Arsenal in affanno, Manchester di nuovo in testa con una partita in meno: mercoledì potrebbe addirittura tentare la fuga. Dietro, intanto, corre anche il Chelsea, che torna in corsa portandosi a meno 3 dal duo di testa. Una Premier più viva che mai, insomma, dove tre delle “Fab Four”(nomignolo dato ai 4 club inglesi che hanno ottenuto il pass per i quarti di Champions)si giocano il titolo. Partiamo dal Manchester. Gli eurorivali della Roma faticano comunque più del previsto con il fanalino di coda Derby, portando a casa uno striminzito 1-0. Il match sembra stregato, con una sequela di errori sotto porta, fino al gol decisivo del sempre più decisivo Cristiano Ronaldo. Il portoghese, alla quinta occasione utile, sfrutta un assist di Rooney e firma il 22°gol in Premier, il 31°stagionale. Parlare di pallone d’oro per l’asso lusitano non pare più eccessivo.

Incappano nella giornata no i Gunners, fermati sull’1-1 dal Middlesbrough. Il Boro addirittura si porta in vantaggio con Aladiere dopo 25 minuti prima di trincerarsi in difesa. I ragazzi di Wenger colpiscono un palo ma non incidono come dovrebbero; lo stacco di Tourè all 86′ evita la sconfitta  ma non l’aggancio(con possibile sorpasso) in vetta.

Tre punti d’oro per i Blues di Grant che, come i Red Devils, devono recuperare una partita. Il primo centro stagionale di capitan Terry è sufficiente per regolare il Sunderland, bloccato successivamente da una grande prova di Cudicini. Il numero uno italiano compie tre grandi interventi conservando il prezioso gol del capitano.

Vittoria fondamentale anche per il Liverpool. I Reds rimontano il Reading, grazie ai gol di Mascherano e dell’incontenibile Fernando Torres(20°rete in campionato). In virtù della concomitante sconfitta dell’Everton, i Reds rimangono da soli al quarto posto.

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