Champions League

SPECIALE CHAMPIONS - Messi vs C. Ronaldo

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Il “Gladiatore” contro la “Pulce”
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ROMA- Era da tempo che una finale di Champions non “parlava” ad altissimi livelli. Manchester United e Barcellona è il meglio che il calcio europeo possa mettere in competizione. Due club zeppi di campioni, di talenti. Ed è inevitabile scegliere i “più” rappresentativi. Messi e Cristiano Ronaldo. Tecnica sopraffina, velocità, senso del gol. Un mix esplosivo che lascia pochissimo spazio all’imaginazione. Due campionissimi, di quelli che ti risolvono le partite in un batter d’occhio.

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CR7- Lo scorso anno frantumò tutti i record: 42 gol tra Premier e Champions, che da soli bastarono a regalargli di diritto il Pallone d’Oro. Questo stagione è già a quota 25 tra campionato e Coppe nazionali e non. Una vera e proprio macchina del gol. Una delle ali offensive più complete degli ultimi anni, una colonna del club inglese corteggiato da mezza Europa. Stasera si ritrova a giocare la sua seconda finale di Champions, dopo quella sottotono dello scorso anno giocata contro il Chelsea, nella quale sbagliò anche nella lotteria dei rigori. Sogna il suo primo gol nell’ultimo atto più suggestivo che il panorama europeo mette a disposizione.

LIONEL MESSI- Un potenza, osannato da tutti come il nuovo Maradona. Ma il piccolo campione argentino è unico nel suo genere: imprendibile nel dribbling, velocissimo negli spazi stretti, preciso sotto porta come un cecchino vero. Una vera goduria per gli occhi di chi segue il calcio, uno di quei calciatori che ti fanno innamorare di diritto di questo sport. 37 reti in questa stagione, 4 in più in Champions del suo rivale portoghese. La sua prima finale ad alti livelli, la sua vetrina unica per mettere un sigillo ad una carriera che è solo all’inizio. Non ha nulla da perdere, essere protagonista questa sera significherebbe prenotare con largo anticipo il biglietto per Parigi nel prossimo dicembre, obiettivo Pallone d’Oro. Stasera non è il caso di dire “vinca il migliore”. Stasera è giusto sperare che vinca chi ci crede di più. Messi e Cristiano Ronaldo si spera ci provino, lo spettacolo passerà dai loro piedi.

Premier League

Vincono tutte le grandi, ma lo United è sempre più vicino al titolo

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Una doppietta a testa per Rooney e Ronaldo
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Manchester United-Tottenham 5-2
Con quattro gare ancora da disputare (cinque per i Red Devils), la coccarda della Premier League sembra destinata a rimanere a Manchester, che contro il Tottenham disputa una super ripresa, rimontando lo 0-2 dell’intervallo. Gli Spurs, che in questa stagione hanno sempre messo in grande difficoltà le potenze del campionato, partono alla grande con un uno-due micidiale. Al 29′ Bent da due passi batte Van der Sar e due minuti più tardi Modric raddoppia: in entrambi i casi, Ferdinand sbaglia nell’intervento a liberare l’area di rigore. La batosta del doppio svantaggio carica lo United, che si presenta sempre più di frequente dalle parti di Gomes, con il portiere brasiliano che si fa trovare sempre pronto. La palla non sembra voler entrare e così ci pensa l’arbitro a dare una mano ai campioni d’Europa, assegnando un rigore dubbio per un fallo di Gomes in uscita su Carrick. Dagli undici metri, Ronaldo è spietato e riapre il match (57′). Nel giro di un minuto poi, il Manchester si porta in vantaggio, con le segnature di Rooney al 67′ e ancora Ronaldo qualche secondo dopo, batte per la terza volta la porta degli Spurs. Se i locali hanno saputo riprendersi dai due gol segnati in poco tempo, gli ospiti non fanno altrettanto, evidenziando così i tutti i limiti caratteriali del Tottenham, sulle ginocchia per un parziale ingiusto per il gioco espresso. Così al 71′ arriva anche il 4-2 ad opera di Rooney ed al 79′ l’ex Berbatov chiama la cinquina in tap-in. Tre punti di vantaggio per la capolista che possono diventare sei, con il recupero ancora da giocare contro il Wigan: il sarto è già pronto a ricucire lo scudetto sulle maglie dei Red Devils.

Hull City-Liverpool 1-3
Il Liverpool fa il suo dovere e spera in uno scivolone dello United nei prossimi turni. Contro il pericolante Hull, il risultato viene sbloccato in avvio ripresa con lo spagnolo Xabi Alonso. Poi sale in cattedra Kuyt, autore di una doppietta, al 69′ e all’89′. Tra le due marcature dell’olandese, era andato a segno Geovanni per i padroni di casa.

West Ham-Chelsea 0-1
E’ un grande momento per il Chelsea, che fa suo anche il derby contro il West Ham. Hiddink non solo ha rivitalizzato una squadra che sembrava in forte difficoltà, ma l’ha elevata ad una delle formazioni più in forma d’Europa. Il gol che decide il match è firmato Kalou al 55′. Per gli Hammers di Zola, non ci sono troppi rimpianti, dato che la classifica continua ad essere buona, dopo lo spavento di inizio stagione.

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Doppietta di Fabregas, quarto posto assicurato
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Arsenal-Middlesbrough 2-0
E’ tornato Cesc Fabregas. Lo spagnolo trascina i suoi Gunners alla vittoria contro il derelitto Middlesbrough, che vede ormai lo spettro della retrocessione. Il capitano dell’Arsenal gioca una partita perfetta andando a segno per due volte, una per tempo. Tre punti che significano la quasi definitiva certezza del quarto posto in campionato per i ragazzi di Arsene Wenger.

Bolton-Aston Villa 1-1
L’Aston Villa si è svegliato. La squadra rivelazione dell’anno ha praticamente salutato le speranze di conquistare un posto nei preliminari di Champions League: ora i punti di distacco dall’Arsenal sono dieci. In vantaggio nel finale di primo tempo i Villans, con Young, il Bolton impatta a metà ripresa con Cohen.

Everton-Manchester City 1-2
Colpaccio corsaro per i Citizens che sbancano Goodison Park, campo tabù per molte squadre in questa stagione. Robinho porta in vantaggio il City al 35′ e Ireland al 52′ fissa il punteggio sullo 0-2. Nelle battute finali, gol della bandiera di Gosling per l’Everton, che probabilmente pensa già alla finale di FA Cup.

Fulham-Stoke City 1-0
Comunque vada a finire la stagione, a Craven Cottage possono essere soddisfatti del torneo del Fulham. I ragazzi di Roy Hodgson sono in una posizione tranquilla e mai durante il campionato sono apparsi in difficoltà. Contro la neopromossa Stoke City, decide una rete di Nevland al 30′. Agli ospiti mancano un paio di punti per poter festeggiare la salvezza.

Blackburn Rovers-Wigan 2-0
Bel balzo in avanti dei Rovers che conquistano una vittoria basilare per la salvezza davanti al proprio pubblico, inguaiando così Newcastle e Middlesbrough. Le reti, una per tempo, sono figlie di McCarthy e Nelsen, che portano il Blackburn ad un rassicurante +6 sul terz’ultimo posto.

Newcastle-Portsmouth 0-0
L’occasione era di quelle irripetibili per far punti ed i Magpies l’hanno sciupata. Finisce infatti a reti bianchi il Monday Night, con la squadra di Alan Shearer sempre più con l’acqua alla gola. Terz’ultimo posto e tre punti di distacco dall’Hull City quart’ultimo. A quattro giornate dal termine, a Newcastle ormai non sorride nessuno, anche perchè nel prossimo weekend, c’è la trasferta a Liverpool contro i Reds.

W.B.A.-Sunderland 3-0
Una vittoria che serve davvero a poco al fanalino di coda West Browich. Il Sunderland capitola ma non si dispera, visti i risultati delle altre concorrenti per la salvezza. Olson, Brunt e Menseguez regalano la settima vittoria stagionale agli Albions che hanno ancora un barlume di speranza di rimonta, ma la salvezza a questo punto, sarebbe davvero un miracolo sportivo.

Champions League

Una stoccata di CR7 e il Manchester vola tra le prime 4 d’Europa

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Gol capolavoro per C.Ronaldo
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OPORTO- Basta una gol da favola del Pallone d’oro in carica per spedire il Manchester direttamente in semifinale. Cristiano Ronaldo è stato poco produttivo in questa Champions, solo 2 reti, ma l’ultima pesa come un macigno sia per bellezza di esecuzione- bordata angolata di destro da distanza siderale- sia per l’importanza.

A TRAZIONE ANTERIORE- Sir Alex Ferguson si gioca tutte le sue cartucce in avanti: spazio a Rooney- che ormai è la personificazione del sacrificio in campo- Berbatov e CR7. Il Porto risponde con Lisandro Lopez, Hulk e Rodriguez, ma la difesa dei Red Devils non si lascia ingannare. Si assiste così ad una gara con pochi sussulti, squadre quadrate in campo con i portoghesi che attendono e ripartono, mentre gli inglesi gestiscono senza troppi patemi un vantaggio arrivato dopo appena 6′ e sufficiente per la qualificazione.

RIPRESA- Stessa musica anche nel secondo tempo col Manchester chiuso nella sua metà campo in attesa dello spiraglio giusto per chiudere i conti. Il Porto ci prova fino alla fine con tutte le armi a sua disposizione. Ma non servono per impensierire veramente la squadra di Ferguson, che negli ultimi minuti pare essere più sciolta e più convinta dei suoi mezzi. Sarà Arsenal-Manchester la semifinale, inglesi protagonisti anche in questa edizione.

PORTO-MANCHESTER UTD 0-1 (primo tempo 0-1, andata 2-2)
MARCATORI: Ronaldo (M) al 6′ p.t.
PORTO (4-3-3): Helton, Sapunaru (dal 35′ s.t. Costa), Rolando, Bruno Alves, Cissokho, Lucho (dal 31′ p.t. Mariano), Fernando, Meireles, Lisandro, Hulk, Rodriguez (dal 19′ s.t. Farias). (Nuno, Stepanov, Guarin, Madrid). All.: Gomes (Ferreira squalificato).
MANCHESTER UNITED (4-3-3): Van der Sar, O’ Shea, Ferdinand, Vidic, Evra, Anderson (33′ st Scholes), Carrick, Giggs, Cristiano Ronaldo, Berbatov (23′ st Nani), Rooney. (Foster, Neville, Evans, Tevez, Macheda). All.: Ferguson.
ARBITRO: Busacca (Svi).
NOTE: spettatori: 50.000. Angoli: 3-9. Ammonito Vidic per gioco falloso. Recupero: 2′ p.t. e 3′ s.t.

Champions League, Inter

L’Inter ci prova, ma il Manchester non perdona

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C.Ronaldo cala il sipario sull’Inter
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MANCHESTER- L’ 11 marzo dello scorso anno l’Inter uscì agli ottavi di Champions contro il Liverpool. Stesso giorno, stessa sorte: la corazzata di Mourinho abbandona l’Europa incassando un secco 2-0 dai campioni in carica, disputando però una gara onesta e alla pari dei Red Devils. Così han voluto gli dei del calcio.

FIDUCIA A BALOTELLI- Il tecnico portoghese punta sul giovane talento nerazzurro posizionandolo però sull’esterno, con Ibrahimovic unica punta. Torna Samuel in difesa, in coppia con Cordoba. Ferguson cambia molto rispetto all’andata: recupera Vidic dalla squalifica, e parte con Rooney e Scholes sin dall’inizio. Passano solo 4′, neanche il tempo di ambientarsi, e gli inglesi passano: corner di Giggs- il migliore dei suoi- sul quale Vidic si avventa con uno strepitoso stacco di testa, mentre Vieira perde la posizione. E’ una partenza choc per l’Inter, che accusa il colpo. Ma pian piano si scioglie, nulla a che vedere con l’atteggiamento avuto nei primi 45′ della partita d’andata. Tiene palla, pressa, ma Ibra è isolato lì d’avanti, e si perde nel gioco “sporco” del rientro.  Ma ci prova comunque e prende la traversa a pochi passi dalla porta. Poi Stankovic ci prova dalla distanza- Van der Sar tocca a lato- mentre allo scadere arriva una perfetta palla a tagliare di Balotelli per lo svedese, che aggancia e fa partire un diagonale a fil di palo. Il Manchester nel frattempo si compiace molto, anche troppo, ma ha l’occasione per raddoppiare con O’Shea, imbambolato davanti a Julio Cesar.

ROMBO- Fuori Vieira, dentro Muntari. Ed ecco che si materializza il rombo. Ma, come in un incubo, passano 4′ e il Manchester segna: Rooney regala una palla meravigliosa a Cristiano Ronaldo. Altra incornata, altro gol. Le cose si complicano e Mou corre ai ripari. Serve uno che aiuti Ibra, e Adriano scende in campo. Mossa ragionevole, meno lo sarà quella successiva, e cioè lo scambio Balo-Figo. Il brasiliano comunque si scalda immediatamente colpendo il palo dopo un bel triangolo con Cambiasso, ma le azioni pericolose targate FCI si esauriscono qui. Gli inglesi potrebbero fare il tris se non fosse per l’erroraccio di Berbatov- deludente nella doppia sfida. In pratica finisce qui. Inter fuori agli ottavi per il terzo anno consecutivo, un Manchester cinico e senza pietà continua il suo cammino.

Amarcord di calcio, Calcio

Superteam: il Manchester United

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Lo United nacque nel 1878

Esistono semplici squadre di calcio e Squadre. Le prime restano nell’ombra per tutto l’arco della loro esistenza, alcune possono vantare momenti abbaglianti, ma soltanto una minima parte vive di luce propria. Per sempre. E la loro storia esce dallo stretto contesto dello sport per entrare nel sociale, nel vissuto. Colori particolari che trasudano emozioni, uomini, leggenda. I Red Devils: Diavoli Rossi. Partiamo da loro, dalla squadra più ricca, moderna e amata al mondo. Non la più vincente, oggi forse la più forte. Sicuramente la più completa. Ma non è sempre stato così. Entriamo nella leggenda.

All’anagrafe di Giove Eupalla si legge che il Manchester Utd nacque nel 1878 come Newton Heat ed era la squadra dei lavoratori della Lancashire and Yorkshire Railway. Ferrovieri ed operai di un sobborgo polveroso dell’industriosa Manchester. Si sa anche che cambiò il suo nome in Manchester Utd quando un birraio della zona, tal John H. Davies decise di accollarsi i debiti del club, prossimo al fallimento. E siccome Newton Heat non gli piaceva ribattezzò la sua creatura The Manchester Utd Football Club. Appunto. Tutto giusto. Eppure lo Utd moderno, quello che temiamo ed onoriamo è molto più recente, ed è figlio di un disastro aereo. Giovedì 6 febbraio 1958. Aeroporto di Monaco di Baviera. Si faceva scafo da Belgrado, dove i Red Devils avevano pareggiato 3-3 una gara di Coppa Campioni con la Stella Rossa. Si tenta il decollo per ben tre volte, ma la neve ed il Destino cinico e baro si mettono di mezzo. L’aereo riesce a decollare ma non prende quota, urta la cima di un albero, sfiora un tetto e finisce per schiantarsi contro una baracca. Fu un’altra Superga. Ventitré morti, tra cui otto giocatori e tre membri dello staff. Destino cinico e baro, certo, eppure da quel lutto nacque la leggenda. Chi si salvò non dimenticò. Chi si salvò, come l’allenatore Matthew “Matt” Busby e tra gli altri il giovane Bobby Charlton presero a schiaffi quel Destino e forgiarono il mito.

Si, perchè fino a quel momento la storia non era stata dalla parte della squadra di Davies. L’intraprendente birraio e l’ex capitano della squadra, Harry Stafford, tentarono di costruire un giocattolino vincente da consegnare alla storia: una squadra capace di vincere due titoli nel 1908 e nel 1911, una FA Cup nel 1909; ma anche un tempio dove santificare quelle gesta: l’Old Trafford. Erano i Red Devils. E il loro stadio era un’inferno per chiunque vi entrasse. Eppure la gloria spesso risulta effimera, specie se il vil denaro ci mette lo zampino. Era il Venerdì Santo del 1915, lo Utd batte il Liverpool 2-0. Vittoria strana, per niente limpida. Calciopoli non l’abbiamo inventata noi e otto giocatori (quattro per parte) vennero squalificati. Negli anni ‘20 e ‘30, se possibile, la situazione peggiora: retrocessione nel 1922, lo spettro nel fallimento nel 1931, la quasi retrocessione in Third Division nel 1934, all’Old Trafford non ci si annoia mai e la discesa nel dimenticatoio sembra sempre dietro l’angolo. Un raggio di sole è il ritorno in First Division nel ‘38. Ma poi ci si mette la guerra. Manchester viene sventrata dai bombardamenti tedeschi, che non risparmiano nemmeno il sacro tempio, Old Trafford viene raso al suolo. Ci vorranno quattro lunghi anni per ricostruirlo. Altri tempi…

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Sir Matt Busby e la prima Coppa Campioni del Man Utd

Con la fine della guerra, e nell’inquietante situazione che abbiamo descritto, approda al Manchester uno scozzese dalla pelle dura come la sua infanzia, reduce pluridecorato di guerra, ex mediano degli odiati cugini del City. Viene chiamato da James Gibson, l’uomo che salvò la squadra nel 1934, un ricco industriale tessile. Busby, e chi sennò? Resterà in sella fino al 1969, ma in pratica non scinderà mai il suo destino da quello dei suoi Red Devils, tanto che morirà, dopo esser diventato nel frattempo Sir e Croce della Libertà, nel 1994 da presidente onorario. Fu lui a “inventare” il Manchester Utd così come lo conosciamo oggi, squadra di livello internazionale, lungimirante regina del mercato (calcistico e non), fucina di talenti. A lui dobbiamo Duncan Edwards, Bobby Charlton, Dennis Law, Nobby Stiles e il più grande di tutti: George (The) Best. Il raccolto è subito florido: nel ‘48 si festeggia la seconda FA Cup, nel ‘52 il primo dei cinque titoli targati Busby, conditi da un’altra FA Cup e quattro Charity Shields. E da una Coppa dei Campioni nel 1968, giusto 10 anni dopo il disatro di Monaco. Il fiore all’occhiello…di più…lo Schiaffo al Destino. Nella finale di Wembley si giocava contro il Benfica di sua maestà Eusebio (arbitro Concetto Lo Bello ndr). Ci vollero i supplementari dopo che Graça aveva pareggiato il gol di Bobby Charlton. Ma che supplementari: Best, Kidd e ancora Charlton diedero all’Inghilterra la prima coppa dalle grandi orecchie della sua storia. Quel Manchester espresse tre palloni d’oro: l’attaccante scozzese Denis Law nel ‘64, Sir Bobby Charlton nel ‘66 (da Campione del Mondo con l’Inghilterra) e il nordirlandese George Best ‘68. Erano l’anima dell’attacco dei Red Devils, tre fuoriclasse che hanno fatto epoca dentro e fuori (soprattutto il primo e il terzo) dal campo. Eppure nessun ciclo dura per sempre, la notte di Wembley sarà il canto del cigno dei Busby Babes. Il mister se ne andrà un anno dopo, e allOld Trafford si spegne la luce.

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Il tempio dei Red Devils, l’Old Trafford

Si, perchè negli anni ‘70 e ‘80 sono altri rossi ad andare di moda: quello del Liverpool, e perchè no anche quello del Nottingham Forest. Lo Utd arranca, conosce un’altra dolorosa retrocessione nel ‘74. Un anno all’inferno che non espia le colpe di una squadra che non spaventa più nessuno. Tre FA Cup (’77-’83-’85) e due Charity Shield (’77 e ‘86) in vent’anni sono davvero un ben magro bottino. La svolta arriva nell’estate del 1986, quando il presidente Edwards chiama all’Old Trafford un altro scozzese, già profeta in patria con l’Aberdeen. Alex Ferguson. Ed è già cronaca… o meglio, una leggenda che entra e rinverdisce la Leggenda. Gran pianificatore, Ferguson riparte dalla base, dal vivaio e ricostruisce pezzo per pezzo lo Utd. La semina è lunga e frutti tardano ad arrivare: ci vogliono ben quattro anni e lo spettro del licenziamento per aprire la stagione dei raccolti. Mai tanta attesa fu più premiata. La FA Cup del ‘90 sembra soltanto un brodino che gli allunga la permanenza in panchina. Sarà l’antipasto di ben altri trionfi. Nel ‘91  matura una Coppa delle Coppe, a Rotterdam contro il Barcellona di Cruyff (il Dream Team, insomma). Trofeo che assume un significato particolare: è il primo successo inglese post Heysel, subito bissato dalla Supercoppa Europea. Poi un anno di transizione che porta una Coppa di Lega e un’attaccante francese tutto potenza e pazzia: Eric Cantona. Resterà allo Utd fino al ‘97: l’alfiere del ritorno alla vittoria in campionato, ora ribattezzato Premier League. Arrogante (Dieu c’est moi), alterna gol bellissimi ed entrate spigolose, come quella volta che entrò alla Bruce Lee contro un tifoso del Crystal Palace per festeggiare un gol. Con lui quattro Premier League in cinque anni. Attorno a lui crescono Butt, Giggs, Scholes, i fratelli Neville, David Beckham che ne erediterà il mitico numero 7 che fu anche di Best. E che sarà di Cristiano Ronaldo. fiori di un vivaio fertilissimo, oltre al portierone danese Schmeichel e al roccioso regista irlandese Keane, oltre ai Calypso Boys: Dwight Yorke ed Andy Cole. I Fergie Boys. Manca soltanto l’alloro più pregiato, la Champions League. Arriverà nel 1999. I Red Devils avevano già vissuto una stagione da sogno, campioni d’Inghilterra e vincitori di coppa. A Barcellona contro il Bayern Monaco di Hitzfeld, Matthäus e Basler ci si gioca però tutto, e sarà la finale thriller. I tedeschi vincono 1-0 al 90′ e hanno dominato in lungo e in largo. Ferguson azzecca i cambi: dentro Sheringham e Solskjaer. Saranno loro, nel giro di 2 minuti a cambiare l’esito della storia: 2-1 al 92′. Per i panzer tedeschi soltanto gli applausi, dopo 31 anni la Coppa dei Campioni torna nel Sacro Tempio, e nel giro di pochi mesi arriva anche la ciliegina sulla torta: quell’Intercontinentale che nessuna inglese aveva mai vinto.

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Festa Champions ‘99 con Ferguson

Gli ultimi 10 anni parlano ancora di successi fragorosi e nuovi beniamini, ma anche di addii dolorosi e di svolte societarie. Andiamo con ordine. Il figliol prodigo, quel David Beckham svezzato fin dalla culla fino a diventare lo Spice Boys fugge da Manchester per raggiungere i Galacticos del Real Madrid. Anche Ferguson medita l’addio, logorio e vittorie in serie si fanno sentire. Il bisogno di riposo anche. L’addio, dato sempre per imminente non verrà mai, anzi lo scozzese porta avanti il ricambio generazionale della squadra puntando non più sul vivaio di casa, ma su quello internazionale. Arrivano Ronaldo e Nani dal Portogallo, Evra ed Heinze dalla Francia, Anderson dal Brasile, Rooney dall’Everton, Tevez, Carrick e Van der Sar da Londra, Hargreaves da Monaco. Arriva, soffertissima, una nuova proprietà dall’America. I tifosi insorgono: l’Old Trafford e i suoi diavoli non sono merce per avventurieri dal soldo facile. La passione va rispettata. Glazer, il nuovo padrone, lo capisce e si adegua. Vai con il merchandising e la pubblicità in America come in Asia, ma l’anima dei Red Devils è salva. E arrivano copiosi, naturalmente, i successi: 5 Premier League, una FA Cup, una Coppa di Lega e 3 Community Shields. In patria il dominio verrà minacciato dall’Arsenal di Wenger e soprattutto dal Chelsea di Abramovich e Mourinho, in Europa l’araldo inglese sembra essere il Liverpool di Benitez, ma sono parentesi momentanee. Anno domini 2008, Mosca, prima finale di Champions League made in England, Manchester Utd versus Chelsea (”finale champions league 2008“). Il patron russo dei Blues già gongola. Ma sbaglia i calcoli: Cristiano Ronaldo apre i giochi, risponde Drogba. L’equilibrio resta fino alla fine. Calci di rigore… sbaglia proprio Ronaldo… il Destino però è in credito con i suoi Diavoli… Terry, capitano dei blues, ha suoi piedi il rigore decisivo… lo sbaglia… seguito da Anelka… Manchester Utd ancora sul tetto d’Europa e ancora all’ultimo respiro. Dicembre porta con se il Mondiale per Club, brutta copia della vecchia Intercontinentale, contro l’LDU Quito e un Pallone d’Oro: l’ultimo Red Devil capace di vincerlo fu Best nel ‘68. Oggi tocca al suo erede: numero 7 sulle spalle, dribbling ubriacante, sciupafemmine e distruggi Ferrari; non è di Belfast, ma portoghese di Madeira…poco importa, è Cristiano Ronaldo.

Palmarès

17 Campionati inglesi:
7 First Division (1907-1908, 1910-1911, 1951-1952, 1955-1956, 1956-1957, 1964-1965, 1966-1967)
10 Premier League (1992-1993, 1993-1994, 1995-1996, 1996-1997, 1998-1999, 1999-2000, 2000-2001, 2002-2003, 2006-2007, 2007-2008)
11 FA Cup (record) (1908-1909, 1947-1948, 1962-1963, 1976-1977, 1982-1983, 1984-1985, 1989-1990, 1993-1994, 1995-1996, 1998-1999, 2003-2004)
2 Coppe di Lega (1991-1992, 2005-2006)
17 Supercoppe d’Inghilterra (record):
10 Charity Shield (1908, 1911, 1952, 1956, 1957, 1965, 1967, 1977, 1983, 1990)
7 Community Shield (1993, 1994, 1996, 1997, 2003, 2007, 2008)

3 Coppa dei Campioni/Champions League (1967-1968, 1998-1999, 2007-2008)
1 Coppa delle Coppe 1990-1991
1 Coppa Intercontinentale 1999
1 Coppa del Mondo per club 2008
1 Supercoppa Europea

Premier League

Sempre più United. Red Devils ora a +7 sul Liverpool

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C.Ronaldo piega anche i Rovers
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Italia-Inghilterra. Ora non si parla d’altro, come giusto che sia, visti i tre confronti che impegneranno alcune tra le migliori esponenti del football inglese, con la creme della creme del calcio nostrano. Il doppio confronto di Champions League offre spunti interessanti per ragionare sul nostro calcio con una domanda dalla quale partire: calcisticamente parlando, siamo così inferiori ai nostri colleghi inglesi? La Premier sarà forse più ricca di denaro e talenti, ma in fin dei conti, anche al di là della Manica, c’è una squadra ammazza campionato, e si chiama Manchester United.

Manchester United-Blackburn Rovers 2-1
Sono dieci le vittorie consecutive per i ragazzi si Sir Alex Ferguson, che regolano anche i derelitti Rovers, che pure si sono comportati bene, non affondando mai. Rooney porta in vantaggio i Red Devils al 23′, anticipando il portiere in uscita con un tocco di punta. Poi termina l’imbattibilità per la porta dello United: Santa Cruz supera Kuszczak (sostituto di Van der Sar) in dribbling e fa riprovare quel dispiacere che Scholes e compagni non provavano dall’8 novembre scorso. Il record del portiere olandese rimane comunque invariato, dato che è il collega polacco ad incassare il passivo, ed alla prossima gara ripartirà dai 1302 minuti senza raccogliere il pallone in fondo al sacco. Nella ripresa, dopo un palo di Nelsen per i Rovers, il Manchester trova il vantaggio con Cristiano Ronaldo al 60′ su punizione. Rialzata subito la testa, lo United controlla saggiamente il match sino al termine, senza rischiare troppo. Martedì contro l’Inter sarà scontro tra capoliste e calcio all’ennesima potenza.

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Anelka risolleva i Blues
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Aston Villa-Chelsea 0-1
Il restyling di Guus Hiddink funziona subito per il Chelsea che espugna il difficilissimo Villa Park, con una rete di Anelka al 19′. I Blues tornano al successo e trovano il terzo posto, grazie al nuovo 4-1-4-1 imposto dall’allenatore part-time olandese, fortemente voluto dal presidente Abramovich. Per i Villans una sconfitta che brucia per l’economia della classifica e sarà importante ritornare a fare punti, poichè l’accesso in Champions è ancora molto più di un sogno. Occorre però metabolizzare in fretta la sconfitta e tornare ad essere, già dal prossimo weekend, una delle squadre migliori della Premier. Chelsea che attende ora la sfida con la Juventus e parte con i favori del pronostico e con un ritrovato sorriso.

Arsenal-Sunderland 0-0
I Gunners non stanno bene. Tanti infortuni, tante occasioni sprecate per risalire la china e pochi punti. Il pari interno contro il mediocre Sunderland, la dice lunga sul momento difficile dei ragazzi di Arsènè Wenger. Anche in questo match, tante le occasioni delapidate dall’Arsenal, che raccolgono un misero punticino che serve a poco. Contro la Roma sarà sicuramente una bella sfida, ma i Gunners sono in emergenza ed hanno bisogno di trovare al più presto un bomber che faccia le veci di Adebayor, che dovrebbe comunque tornare già la prossima settimana.

Liverpool-Manchester City 1-1
Il favore che non ti aspetti. I Citizens cuciono mezzo scudetto sulle maglie dei cugini dello United, fermando ad Anfield il Liverpool, forse con la testa già alla sfida contro il Real Madrid. Succede tutto nella ripresa. Gli ospiti passano in vantaggio con Bellamy ad inizio ripresa, mettendo in difficoltà i Reds in più di un’occasione. Il pari arriva al 78′ con Kuyt. Predomazia dei locali nella partita, ma occasioni in equilibrio: ne esce un pari giusto.

Newcastle-Everton 0-0
Pari tra gli sbadigli che serve sicuramente di più all’Everton, ormai saldamente in sesta posizione. Tra i Magpies ha pesato tanto l’espulsione di Nolan a fine primo tempo: in inferiorità numerica, il pari è già un successo per i bianconeri.

Middlesbourgh-Wigan 0-0
Ci si annoia anche in questa partita. I Boro avevano bisogno di tre punti come il pane, mentre il Wigan non avevano nulla da chiedere a questo match. Ne è uscito un pari a reti bianche che fa sorridere gli ospiti.

Fulham-W.B.A. 2-0
Sempre più a fondo gli Albions che vengono bastonati nella ripresa al Craven Cottage, da un Fulham in salute. Le reti nella ripresa, con Zamora e Johnson.

Bolton-West Ham 2-1
Un grande inizio dei padroni di casa permette al Bolton di conquistare tre punti importanti e di far venire qualche brivido da classifica agli Hammers, che ora possono essere risucchiati nell’affollata bagarre della medio-bassa classifica. Uno due micidiale per il Bolton ad opera di Taylor e Davies, permette ai locali di trovarsi subito 2-0 dopo 11′. Nella ripresa Parker riapre la partita, ma nonostante gli sforzi, gli ospiti non riescono a pareggiare.

Hull City-Tottenham 1-2
Bel successo corsaro per gli Spurs, che tornano alla vittoria fuori dal White Hart Lane, dopo quasi due mesi e mezzo. Nel primo tempo vantaggio ospite con una bordata da fuori di Aaron Lennon al 17′, al quale però risponde prontamente 10′ dopo con Turner, che pareggia sfruttando un’incertezza di Cudicini in uscita. Per tutto il match le squadre si equivalgono sia come azioni pericolose, che come legni colpiti (uno a testa). La differenza la fa un gran colpo di testa di Woodgate all’85′ su cross mancino di Assou-Ekotto.

Stoke City-Portsmouth 2-2
Divertente pari ricco di gol nella sfida tra pericolanti. Nulla sino agli ultimi minuti, poi la gara si infiamma. Kranjcar al 76′ porta in vantaggio gli ospiti, che rispondono immediatamente con la rete di Beattie su rigore al 78′. Beattie si ripete tre minuti più tardi, ma all’ultimo assalto, gli ospiti trovano il pareggio quasi insperato, grazie ad una autorete del difensore Shawcross.

Calcio Internazionale, Mondiali 2010

Spagna e Argentina stendono Inghilterra e Francia. Keane salva il Trap

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Doppio Keane lancia l’Irlanda
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Mercoledì di amichevoli internazionali e qualificazioni ai prossimi mondiali di Sudafrica 2010. L’Italia di Marcello Lippi seguiva da vicino la gara tra Irlanda e Georgia, mentre molto interessanti e anche con qualche sorpresa le amichevoli di lusso Francia-Argentina e Spagna-Inghilterra.

Qualificazioni mondiali- La Georgia stava per fare un regalone grosso così agli Azzurri. Dopo solo due minuti, la Georgia passa in vantaggio con Iashvili e ci vogliono settantuno minuti per piegare la resistenza della nazionale caucasica. Al 73esimo, Robbie Keane, fresco di ritorno con la maglia del Totthenam, viene atterrato da Khizanisvili in piena area: lo stesso attaccante ex Inter e Liverpool trasforma. Passano cinque minuti e il bomber di Trapattoni realizza la rete del 2-1 finale, che consegna all’Eire tre punti d’oro verso la rincorsa ai Mondiali, consentendo l’aggancio in classifica alla nazionale campione del Mondo.
Nel gruppo 1, invece, pari in Malta-Albania (0-0). Vittoria per 3-0 dell’Irlanda del Nord a San Marino.
Giocate alcune gare anche in Asia. Importante vittoria della Corea del Nord sull’Arabia Saudita, reti bianche nel big match Giappone-Australia.
Si fa nera la situazione per Eriksson. Il ct della nazionale messicana, già sulla graticola e dato vicino alla panchina del Portsmouth, incassa contro gli Stati Uniti il terzo ko di fila mettendo a rischio la qualificazione del Messico ai prossimi Mondiali. Per la cronaca, il primo incontro della seconda fase di qualificazione Concacaf è stato deciso da una doppietta del centrocampista del Borussia Bradley. Negli altri incontri, Costarica batte Honduras 2-0 mentre El Salvador e Trinidad e Tobago impattano 2-2.

Classifica gruppo 8 Europa:

Italia e Irlanda 10, Bulgaria 3, Montenegro e Georgia 2, Cipro 1.

Gruppo 1 Asia:

Corea del Nord-Arabia Saudita 1-0

Iran-Corea del Sud 1-1

Class: Corea del Sud 8, Corea del Nord 7, Iran 6, Arabia Saudita 4, Emirati Arabi Uniti 1.

Gruppo 2 Asia:

Giappone-Australia 0-0

Uzbekistan-Bahrain 0-1

Class: Australia 10, Giappone 8, Bahrain e Qatar 4, Uzbekistan 1.

Seconda fase Concacaf:

Stati Uniti-Messico 2-0

Costarica- Honduras 2-0

El Salvador-Trinidad e Tobago 2-2

Class: Stati Uniti e Costarica 3; El Salvador e Trinidad & Tobago 1; Messico e Honduras 0.

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Record per El Guaje
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Amichevoli- Dopo Brasile-Italia, altra serata di lusso delle amichevoli internazionali. Il “Sanchez Pizjuan” di Siviglia si rivela ancora una volta roccaforte inespugnabile della Spagna che piega 2-0 l’Inghilterra di Capello allungando a 29 la propria striscia utile. La formazione di Del Bosque tesse come sempre pazientemente la sua tela col rinomato ‘tiqui taca’, e quando affonda fa male. Al 25′ un gran numero di Villa su verticalizzazione di Xabi Alonso spezza l’equilibrio: 6° centro di fila in Nazionale, un record, per ‘El Guaje’. Un’Inghilterra priva di alcuni big (Rooney e Gerrard) non riesce a incidere e nel finale viene castigata ancora dal neoentrato Llorente. Ennesima prova di forza degli iberici, record di presenze amaro (108 come Bobby Moore) per Beckham.
A Parigi, la Francia non esce dal tunnel della crisi di risultati e si fa battere dall’Argentina di Maradona: 0-2 il risultato finale -in un match che di amichevole ha avuto poco-, con le reti di Gutierrez e Lionel Messi, autore di una gran magia. Fra le avversarie degli Azzurri nella corsa al Mondiale, la Bulgaria pareggia in Svizzera, dopo essere passata in vantaggio con Popov, mentre vince Cipro, 3-2 contro la buona Slovacchia. Sorpresa in Germania, dove la nazionale di Loew esce sconfitta dal confronto con la Norvegia: di Grindhem al 63esimo il gol vittoria. Vince la Svezia in casa dell’Austria, con i gol tutti nella ripresa di Elm e Kallstrom. Kranjicar consegna la vittoria alla Croazia nella sfida contro la Romania: al gol di Marica al 22esimo, risponde Rakitic sei minuti dopo. Nonostante un periodo buio con il suo club, il Real Madrid, Huntelaar segna il momentaneo vantaggio dell’Olanda di Maarwick sulla Tunisia. Poi Saihi consegna un pari prestigioso alla nazionale nordafricana. Vince il Portogallo di Cristiano Ronaldo, proprio con un penalty del numero sette del Manchester United, mentre Grecia e Danimarca impattano sull’1-1, scaturito dai gol di Borring al 49esimo e pareggio ellenico al 61esimo con Gekas. Buona vittoria dell’Ucraina in casa della Serbia: gol decisivo di Nazarenko. L’Uruguay passa in Libia (3-2). A segno Eguren, Martinez e Pereira per i sudamericani; Esnani e Fazani per i nordafricani.

Tutti i risultati delle amichevoli:
Burkina Faso-Togo 1-1
Lettonia-Armenia 0-0
Libia-Uruguay 2-3
Mozambico-Malawi 2-0
Islanda-Liechtenstein 2-0
Kuwait-Azerbaijan 1-1
Israele-Ungheria 1-0
Estonia-Kazakhstan 0-2
Lituania-Andorra 3-1
Galles-Polonia 0-1
Camerun-Guinea 3-1
Egitto-Ghana 2-2
Macedonia-Moldova 1-1
Sud Africa-Cile 0-2
Turchia-Costa d’Avorio 1-1
Romania-Croazia 1-2
Tunisia-Olanda 1-1
Algeria-Benin 2-1
Marocco-Repubblica Ceca 0-0
Grecia-Danimarca 1-1
Austria-Svezia 0-2
Germania-Norvegia 0-1
Svizzera-Bulgaria 1-1
Belgio-Slovenia 2-0
Giamaica-Nigeria 0-0
Francia-Argentina 0-2
Portogallo-Finlandia 1-0
Spagna-Inghilterra 2-0

Premier League

Torres batte il Chelsea. E’ il Liverpool l’anti United

Torres schianta il Chelsea
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Liverpool-Chelsea 2-0. Con due reti nel finale della stella Fernando Torres, il Liverpool batte il Chelsea e si candida come rivale principale per la capolista Manchester United. Tra Reds e Blues è stata una gara sostanzialmente equilibrata, con un primo tempo avaro di emozioni. Nella ripresa pesa tantissimo per il Chelsea l’espulsione diretta di Frank Lampard al 60′ per un fallaccio su Xabi Alonso a centrocampo. Dopo il rosso, il Liverpool aumenta la pressione e prima colpisce una traversa con Alonso sugli sviluppi di un calcio d’angolo e poi si rende pericoloso con Torres e Benayoun, alla conclusione per due volte a testa: l’imprecisione e Cech rendono però vani i tentativi. La porta del Chelsea sembra stregata, ma l’incantesimo finisce all’89′, quando Fernando Torres devia in rete di testa un cross dalla sinistra di Aurelio. Nel recupero, ancora Torres arrotonda a porta vuota un assist di Benayoun. I Reds trovano così un’importante vittoria e rimangono sulla scia del MAnchester United. Il Chelsea è comunque rimasto in partita, sino all’espulsione di Lampard; il Chelsea ha comunque dato l’impressione di avere qualcosa in meno rispetto alle prime due della classe e quel qualcosa non verrà riempito di certo dall’arrivo di Quaresma.

Manchester United-Everton 1-0. Tanta fatica, ma alla fine arrivano i tre punti per i Red Devils. Manca lo spettacolo e l’Everton è bravissimo nell’imbrigliare i talentuosi attaccanti di casa. Decide un calcio di rigore trasformato da Cristiano Ronaldo sul finire del primo tempo. Applausi comunque per il coriaceo Everton, una delle formazioni migliori della stagione.

Aston Villa-Wigan 0-0. Aggancio al terzo posto per i Villans che non riescono a vincere, pur giocando bene contro il Wigan. La sorpresa più bella della stagione stecca tra le mura amiche l’opportunità di superare il Chelsea in classifica, ma va bene così: l’Arsenal è ancora dietro a 5 punti.

Arsenal-West Ham 0-0. Pareggio a reti bianche nel derby londinese tra Gunners e Hammers. In attesa di schierare il neo acquisto Arshavin, i ragazzi di Wenger non vanno oltre il pari contro il rigenerato West Ham di Zola. Occasione sprecata per l’Arsenal per ridurre lo svantaggio sull’Aston Villa, nella lotta al quarto posto e tegola per l’infortunio di Diaby.

Fulham-Portsmouth 3-1. Crisi per il Portsmouth che non sa più vincere. Anche contro il Fulham, i Potters subiscono le iniziative avversarie, che si portano subito in vantaggio con Johnson al 14′. Nella ripresa la doppietta di Nevland chiude i conti. A nulla serve la rete della bandiera di Nugent all’84′.

beattie
Beattie castiga il City
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Stoke City-Manchester City 1-0. I soldi non fanno la felicità. A quanto pare, i soldi non fanno nemmeno le vittorie. Il City spende e spande in lungo e in largo corteggiando grandi campioni e presentando nuovi acquisti, ma non riesce ad aver ragione dello Stoke City, duro e puro. Decide Beattie al 45′ e questa sconfitta è un ottimo biglietto da visita per chi si riempie la pancia di soldi. I grandi campioni bisogna o crescerli, o offrire garanzie diverse dal semplice mare di denaro.

Hull City-W.B.A. 2-2. Bel pari tra Hull e Albions. Vantaggio dei locali sullo scadere del primo tempo con il difensore Mendy. Pareggio di Simpson al 53′ e nuovo vantaggio per l’Hull City ad opera di Fagan. Il definitivo 2-2 si è materializzato al 73′, con la rete di Brunt.

Bolton-Tottenham 3-2. Si scatena nella ripresa Darren Bent, minacciato dal ritorno di Robbie Keane, ma non serve agli Spurs per evitare la sconfitta. In vantaggio il Bolton nel primo tempo con Puygrenier, i padroni di casa trovano il raddoppio nella ripresa con il solito Davies. Una doppietta di Bent in pochi minuti (73′ e 75′) impatta il match. La doccia fredda per il Tottenham arriva però all’87′ ancora con Davies. Redknapp dovrà lavorare sulla concentrazione: troppe le reti subìte negli ultimi minuti dagli Spurs.

Middlesbrough-Blackburn 0-0. Due squadre bisognose di punti, si spartiscono un punto che non serve a nessuno. Sia i Rovers che i Boro sono più che pericolanti: la paura continua.

Calcio Internazionale

Coppa di Lega, settima finale per il Manchester United

nani

Gran gol per Nani
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Manchester- Insaziabile. Cannibale. E’ lo United di Ferguson, ovviamente. I Red Devils ribaltano il clamoroso ko dell’andata regolando con un netto 4-2 il Derby County nel retour match di semifinale di coppa di Lega e volano in finale. Il sogno della formazione di Nigel Clough -figlio del grande Brian artefice del titolo vinto nel 1974- dura mezz’ora, il tempo necessario ai padroni di casa per ristabilire gerarchie e punteggio. I campioni del mondo strappano dunque senza patemi il pass per la settima finale della loro storia. In Inghilterra solo il Manchester è ancora in corsa su tutti i fronti.

I Rams, galvanizzati dall’1-0 del Pride Park, cominciano bene. Commons al 7′ ci prova subito, ma è un fuoco di paglia. La corazzata di sir Alex Ferguson, sebbene infarcita di riserve -giovani come Welbeck, Gibson e Rafael e veterani come Gary Neville e Giggs- prende presto il sopravvento e in un quarto d’ora risolve la pratica. Nani incenerisce il portiere avversario con un gran destro (16′), O’Shea chiude al meglio un bel triangolo (22′), Tevez timbra il tris di testa (34′). Il resto è pura accademia fino all’80′ quando un rigore trasformato da Barnes riaccende le speranze ospiti. L’illusione dura però poco perchè Cristiano Ronaldo su rigore ristabilisce le distanze (88′). Al 90′ Barnes si consola con la personale doppietta e rende meno pesante la prevedibile uscita di scena. Il Manchester si prepara invece alla finalissima di Wembley, dove con ogni probabilità affronterà il Tottenham (4-1 all’andata al Burnley). La coppa di Lega è il terzo (o quarto) obiettivo stagionale, ma per una squadra vincente, si sa, i trofei non bastano mai.

Calcio, Calcio Internazionale

Cristiano Ronaldo vince anche il Fifa World Player 2008

ronaldofifaworldplayer

Pelè consegna a C.Ronaldo il Fifa World Player

Zurigo- Come da pronostico e come da accade da tre anni a questa parte, il vincitore del Pallone d’Oro fa suo anche l’altro riconoscimento più ambito da un calciatore, il Fifa World Player. Con i 935 voti dei capitani e allenatori di tutte le nazionali del pianeta, Cristiano Ronaldo ha infatti bissato alla Zurich House la conquista del riconoscimento assegnatogli a dicembre da France Football. Un successo annunciato e meritato per l’uomo da oltre 40 gol che ha trascinato il Manchester sul tetto del mondo. Con le parole “È un momento speciale, uno dei più importanti della mia vita“  va in archivio per il campione portoghese un 2008 da favola che ha portato tre titoli e quattro trofei personali (ai due vanno aggiunti la Scarpa d’Oro e il premio di miglior giocatore della passata Champions League).

Messi secondo- Dietro a Ronaldo, il giocatore più candidato alla successione al trono, ossia Leo Messi (678 voti). Chiude il podio il campione uscente Kakà, quarto e quinto i due assi della Spagna campione d’Europa Torres e Xavi. Una classifica che ricalca grosso modo quella del Pallone d’Oro. Il riconoscimento di miglior calciatrice dell’anno è stato invece assegnato per la terza volta di fila alla brasiliana Marta-vera e propria “cannibale” di premi- mentre il premio Fair Play è andato alle federazioni di Turchia e Armenia.

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