Calcio Internazionale, Premier League

Impresa Hull, crisi nera Tottenham

Impresa Hull city all'Emirates

Impresa Hull city all’Emirates

LONDRA- E’ la giornata dell’Hull. I Tigers ruggiscono all’Emirates espugnando a sorpresa il campo della capolista. L’Arsenal, quindi, perde partita e primato ai danni di Chelsea e Liverpool, quest’ultimo vincente nel derby. Ok anche il Manchester, male il City, malissimo il Tottenham. Gli Spurs perdono per l’ennesima volta e rimangono clamorosamente in fondo alla classifica con la miseria di due punti conquistati in 6 giornate. Juande Ramos, il decantato Re di coppe, è sulla graticola.

Colpaccio all’Emirates- Dire inaspettato è poco. Il successo dei neopromossi dell’Hull all’Emirates lo è già di suo, e lo diventa ancora di più se si pensa che è stato ottenuto in rimonta. Gli uomini di Wenger, infatti, dopo essersi visti annullare un gol, passano con il destro di Adebayor toccato beffardamente da Mcshane alle spalle del proprio portiere. I Gunners sfiorano a più riprese il raddoppio, ma al 62′ arriva a sorpresa il pari di Geovanni con un bel tiro dalla distanza. Sorpresa che diviene impresa 4 minuti dopo, quando Cousin svetta più in alto di tutti sugli sviluppi di un corner firmando il sorpasso. La reazione dei padroni di casa è veemente ma vana, Myhill chiude la saracinesca a doppia mandata. L’Arsenal perde il primato, l’Hull festeggia un successo storico.

Di nuovo loro- E così in vetta torna la premiata ditta Chelsea-Liverpool. Le due compagini riscattano i precedenti mezzi passi falsi con le affermazioni su Stoke City e Everton. Tutto facile per i Blues che mantengono l’imbattibilità casalinga da quando Scolari è al timone. A segno per la prima volta con la casacca londinese Bosingwa, raddoppio nel finale di Anelka. Più rilevante il successo dei Reds, dato che i derby nascondono sempre insidie. Il primo tempo del Goodison Park è nervoso, combattuto, ma decisamente poco spettacolare. Nella ripresa gli uomini di Benitez pensano di più a giocare ed impongono la loro superiorità tecnica. E, soprattutto, si scatena l’uragano Nino: il bomber spagnolo sigla una doppietta da par suo, consegnando il derby n°108 del Merseyside al Liverpool. Della serie ‘quest’anno per il titolo ci siamo anche noi’.

Weekend a due facce- E’ quello di Manchester. Ride la sponda United, piange quella Citizen. Ferguson ritrova il suo Ronaldo e continua l’affannosa risalita in classifica. Il portoghese, infatti, riprende il feeling con il gol in Premier procurandosi un penalty e trasformandolo, prima di servire il 2-0 a Rooney. Il Bolton, dunque, va ko, così come il City. Sul campo del Wigan va subito sotto per effetto della rete di Valencia, ma impatta immediatamente con Kompany. L’episodio chiave nella ripresa: Bennett assegna un rigore per un contrasto dubbio tra Palacios e Garrido, Zaki trasforma. L’assalto finale non produce nulla, è già finito il magic moment di Robinho e soci?

Grandi Villans- Volano Blackburn e Aston Villa. Entrambe vincono con il risultato di 2-1, le vittime sacrificali sono Newcastle (tanto per cambiare) e Sunderland. Per i Villans, imbattuti in casa, si tratta del 3° successo di fila. Young e Carew hanno ribaltato il risultato dopo lo svantaggio firmato Cissè, il 2° posto alle spalle del duo di testa è dolce realtà.

ultimajornada/copyright flickr.com

J.Ramos al capolinea?
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Ramos in bilico- Crisi nera. Tunnel senza fine. Chiamatelo come volete, ma il momentaccio del Tottenham ha dell’incredibile. Tutti si aspettano- prima o poi- una resurrezione che, invece, non arriva mai. La conquista dell’ultima Carling Cup doveva esser l’inizio di un ciclo, invece si è rivelato il principio di una discesa irrefrenabile. Il mercato estivo, nonostante i cospicui investimenti, si è rivelato sinora sbagliato- via, sebbene giocoforza, i dioscuri Keane e Berbatov, dentro Bentley e Pavlyuchenko ancora a secco in Premier-, il clima che si respira è pesante, l’ormai ex Re di coppe è in bilico più che mai. Nemmeno il derelitto Portsmouth, 10 gol incassati nelle ultime 2 gare, ha risollevato le sorti degli Spurs. Anzi, i Pompeys sono rinati con l’ex avvelenato di turno Defoe- oltre al danno la beffa- e Crouch. Nessuna vittoria, due pari e quattro sconfitte è il ruolino di marcia da film horror di quest’inizio stagione. Urge pronta riscossa, altrimenti la vittima sacrificale sarà il tecnico andaluso.

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Calcio mercato

C.Ronaldo al Real? Possibile

Ronaldo vuole il Real- Se n’è parlato per settimane, ma adesso la faccenda ha preso consistenza. Il trasferimento più costoso della storia del calcio, il botto più clamoroso del mercato del 2008 potrebbe diventare realtà. Per stessa ammissione del giocatore in questione: “Le possibilità che io vada a Madrid sono grandi, ma non dipende da me. So che c’è un’offerta concreta sul tavolo, adesso si tratta di vedere se riusciamo a raggiungere un accordo” la dichiarazione bomba rilasciata da C.Ronaldo un’oretta dopo l’eliminazione del suo Portogallo dall’Europeo. Parole che chiariscono la volontà della stella di Funchal di cambiare aria, di accasarsi al Real. Manchester permettendo, ovviamente.

Braccio di ferro- Il rischio di scatenare un caso c’è, in effetti. I Red Devils non hanno nessunissima intenzione di privarsi del lusitano. L’offerta faraonica delle merengues (100 milioni!), infatti, farebbe vacillare tutti ma non i Glazer (i proprietari dello United) che hanno già minacciato di tenere il giocatore in panchina per tutta la stagione. Ronaldo, da parte sua, potrebbe invece rifiutarsi di giocare costringendo il club a cederlo. Soluzioni deleterie per entrambe le parti. Nei prossimi giorni ne sapremo di più.

Piccolo intervento- L’unica notizia certa, per ora, è il piccolo intervento al piede a cui si sottoporrà il campione portoghese. Il dolore che lo affligge da tre mesi verrà dunque debellato.

Euro 2008

Un Portogallo inarrestabile vola ai quarti

Il Portogallo fa paura. I lusitani, oltre alla solita dose di bel gioco e possesso palla, mostrano cinismo, qualità che storicamente albergava altrove. A farne le spese è una buonissima Repubblica Ceca, capace di spaventare Ronaldo & co. ma troppo sciupona. Il match con i turchi sarà quindi decisivo, mentre i lusitani volano già ai quarti.

La partenza è a tinte rossoverdi. Deco finalizza una mischia in area davanti a Cech dopo un’azione travolgente di Cristiano Ronaldo. I cechi, però, non si scompongono. Reazione e pareggio son presto serviti: Sionko batte Ricardo con un perentorio stacco di testa. I portoghesi applicano il consueto possesso palla, Simao e Ronaldo si scambiano spesso le posizioni. Bruckner, invece, ha rivoluzionato l’approccio tattico della sua squadra, rinunciando alla torre Koller e affidandosi alla rapidità di Baros unica punta e agli inserimenti dei centrocampisti. La mossa paga, la difesa lusitana traballa. Plasil, però, fallisce una ghiottissima chanche. E’ l’episodio che cambia la partita, perchè dall’altra parte non si fanno sconti. Deco serve Ronaldo che fa secco l’estremo ceco dal limite. Nella ripresa la formazione di Bruckner potrebbe ancora rimediare. I soliti Baros e Sionko impensieriscono un Ricardo incerto ma decisivo sull’inzuccata del laterale del Copenaghen. A questo punto, la formazione di Scolari sfodera tutto il suo cinismo. Il contropiede orchestrato dall’asso del Manchester (a tratti incontenibile) e rifinito da Quaresma è il sigillo su partita e qualificazione.

Euro 2008

Portogallo-Turchia: 2-0 e spettacolo garantito

Il Portogallo c’è, e si vede. La vice-regina d’Europa sembra aver già dimenticato la beffa subita in casa contro la Grecia nella finale di 4 anni fa, e travolge di gioco la Turchia di Terim, colpendo tre legni e segnando due reti meritate.

Solo rossoverdi- La prima frazione di gioco è soprattutto portoghese: i lusitani divertono, costruiscono gioco ad alti livelli grazie alla sinergia tra centrocampo e fasce, con un Deco in stato di grazia, autore di assist millimetrici a bizzeffe, e un Cristiano Ronaldo straripante palla al piede ma troppo impreciso nella finalizzazione. La Turchia prima tentennante, comincia a reagire e si affida alle ripartenze in contropiede, ma la confusione dagli 11 metri la fa da padrone. Al 17′ Pepe, direttamente dalla difesa, salta su un corner e spedisce in rete, ma la gioia dura pochi secondi per via dell’annullamento del gol per fuorigioco. La moviola dirà che non è lui in posizione irregolare. Il Portogallo continua a spingere e l’asso del Manchester inaugura la “fiera” dei legni: è lui il primo a colpire il palo interno su punizione, tiro insidioso deviato da Volkan. 0-0 alla fine dei primi 45′, ma la gara promette altre emozioni.

Vittoria meritata- Pronti via e Nuno Gomes colpisce il secondo palo della serie. E dai suoi piedi nascerà il vantaggio rossoverde: spettacolare triangolazione con Pepe, instancabile, che in velocità azzecca un rasoterra centrale. Ancora Gomes protagonista con la traversa, centrata in pieno su colpo di testa. Sfortunato l’ex bambino prodigio, ma il Portogallo continua a macinare gioco, mentre la Turchia si affida più alla fisicità che alla tecnica, fatta eccezione di Emre, dai cui piedi partono le azioni più interessanti della squadra di Terim. A tempo scaduto il secondo sigillo che arriva con Meireles. Finisce come era giusto finisse.

Champions League

SPECIALE MOSCA- Cristiano Ronaldo-Drogba: due assi per una partita

Il Blue Drogba contro il Red Devil Cristiano Ronaldo. Una sfida nella sfida, una lotta tra due gioie del calcio nalla serata europea più importante dell’anno. Due volti antitetici del gioco più bello del mondo, seppur con un talento innato come comune denominatore. La potenza africana contro la fantasia portoghese. Ci si aspetta tanto da loro, e non a caso.

Drogba- Classe 1978, ivoriano cresciuto in Francia, l’asso del Chelsea è quello che tecnicamente viene denominato un “ariete”. Le sue sono giocate di forza, di potenza e di prepotenza. Sempre al posto giusto nel momento giusto, è forte con i piedi, fortissimo sui colpi di testa, difficile anche da marcare. Sbarcato in Inghilterra nel 2004, voluto fortemente da Mourinho, Drogba ha conquistato la tifoseria londinese vincendo 2 campionati inglesi, 1 Coppa d’Inghilterra e 2 Coppe di Lega inglese. Con molta probabilità stasera giocherà l’ultima partita con la maglia dei Blues: da tempo ormai ha espresso la volontà di partire e finire la carriera in un altro club, Milan su tutti.

Cristiano Ronaldo- Signori, il prossimo Pallone d’Oro. Pochi giocatori sono come lui, pochi dividono gli addetti ai lavori come sa fare il portoghese. Perchè Ronaldo è tutta classe, un mix di velocità, tecnica e fantasia, una vera goduria per gli occhi. Ma non ha ancora i modi giusti che fa di un talento un vero campione. Spocchioso e troppo sicuro di sè, a volte anche poco sportivo. Ma poi lo si vede correre su quella fascia e ci si dimentica del resto. Ha appena sgretolato un record che era in piedi da 40 anni: 41 gol tra coppe e lega. Supera così un mito del calcio inglese, George Best. E ha solo 23 anni. Insomma, un predestinato che non ha nessuna intenzione di fermarsi. A cominciare da questa sera.

Che il duello cominci.

Champions League

SPECIALE MOSCA- La marcia di avvicinamento

Mancano ormai poche ore all’atto conclusivo della massima competizione europea. Le due duellanti, Manchester e Chelsea, si daranno ancora una volta battaglia dopo essersi contese il titolo nazionale, divenuto preda dei Red Devils. Ma come sono arrivati i due club inglesi a questa finale? Analizziamo la marcia d’avvicinamento, il cammino che ha portato Red Devils e Blues ad un passo dalla gloria.

Manchester United- La stagione degli uomini di Ferguson è stata strepitosa. Il cammino europeo è stato perfetto, senza macchia, con un dominio sugli avversari a tratti imbarazzante. Il girone eliminatorio è stato dominato, della serie “il buongiorno si vede dal mattino”. 5 vittorie e un pareggio nell’ultima (inutile a fini di classifica) giornata in calendario è l’invidiabile score dello United. L’affermazione a Lisbona grazie ad un gol di C.Ronaldo e l’assalto respinto della Roma con la stilettata di Rooney hanno messo subito la strada in discesa, gli 8 gol in 2 partite rifilati alla Dinamo Kiev hanno fatto il resto. Negli ottavi il Lione dà l’impressione di poter scalfire lo strapotere dei diavoli rossi. In affanno per gran parte del match e sotto nel punteggio a causa di una perla di Benzema, vengono salvati all’86′ da una zampata di Tevez. Il ritorno all’Old Trafford diventa così agevole: C.Ronaldo sigilla la qualificazione. Nei quarti, il remake con la Roma. I giallorossi vogliono vendicarsi dell’umiliazione della stagione precedente (il famoso 7-1), ma trovano di fronte il miglior Manchester dell’annata. I Red Devils danno lezione di tattica e forza fisica, espugnando l’Olimpico con i soliti Ronaldo e Rooney (complice una papera di Doni). Il discorso qualificazione sembra chiuso, ma in Inghilterra De Rossi ha l’occasionissima per riaprirlo: il suo rigore, però, finisce in tribuna. L’Apache Tevez chiude la contesa con un avvitamento di testa, rispedendo al mittente ogni desiderio di rivalsa. Si arriva così alla semifinale con lo “psicolabile” Barcellona versione 2008. La formazione di Ferguson si complica la vita fallendo un penalty dopo appena 3 minuti con la stella di Funchal. Al Camp Nou finisce 0-0, tutto rinviato al ritorno. Scholes fulmina Valdes con un bolide dalla distanza, spaccando in due la partita. La difesa di ferro conserva il vantaggio, il Manchester torna in finale dopo 9 anni. I Red Devils sognano ora il double.

Chelsea- Ben altro umore in casa Chelsea. La stagione è stata turbolenta, l’addio dello “Special One” Mourinho e l’arrivo del silenzioso Grant ha scontentato la piazza. Il rendimento degli ultimi mesi ha però rivalutato l’operato del tecnico più snobbato della storia del club. L’allenatore israeliano ha portato la squadra dal 5°posto ad un passo dal titolo, oltre che alla prima storica finale di Champions. La sconfitta nella finale di Coppa di Lega e nella volata di Premier, però, bruciano: un’altro ko non è concesso, soprattutto ad un tecnico poco gradito come lui. Tornando al cammino europeo, la marcia dei Blues è stata molto meno perentoria di quella dei rivali. L’era Mourinho è finita dopo lo scialbo pari di Trondheim, l’avvento di Grant ha restituito umiltà al gruppo. E pure un pizzico di cinismo. Al Mestalla viene colto un successo fondamentale con il sigillo di Drogba, bissato nel turno successivo con lo Schalke, ancora con la firma dell’ivoriano. I Blues non incantano, ma ottengono risultati, pareggiando con spagnoli e tedeschi e sommergendo i norvegesi. I 12 punti raccolti valgono il primo posto nel girone. Il sorteggio degli ottavi è favorevole: dall’urna esce l’Olympiakos. Il match di Atene, però, è più difficile del previsto, e i londinesi possono addirittura sorridere per lo 0-0 ottenuto. A Stamford Bridge tutt’altra musica: i greci vengono travolti 3-0. Ai quarti altro accoppiamento benevolo: di fronte c’è il Fenerbahce di Zico. La formazione di Grant, però, è autolesionista. Nell’inferno di Istanbul passa in vantaggio, salvo farsi rimontare e superare dal siluro impossibile di Deivid. Nel retour match i Blues non fanno nulla di trascendentale, ma rimediano al ko esterno con un 2-0 firmato Ballack-Lampard. La semifinale è un derby da brivido. Le cose si mettono male nel tempio di Liverpool, quando i Reds dominano e sfondano con Kuyt. La finale pare diventare una chimera, ma giunge un cadeau inaspettato da Riise: lo sciagurato autogol del norvegese al 94′ cambia le sorti della doppia sfida. A Londra l’equilibrio prosegue: 1-1 al 90′. Sono i supplementari a decretare la finalista. Super Drogba e Lampard colgono l’appuntamento con la storia: 3-2 e supersfida col Manchester.

Calcio Internazionale, Calcio mercato

Una valanga d’oro per accappararsi C.Ronaldo e F.Torres

Cristiano Ronaldo e Fernando Torres sono due tra i talenti più ammirati e ambiti del panorama calcistico internazionale. L’ultima stagione è stata quella della definitiva consacrazione e molti club importanti sono sulle loro tracce, anche se Liverpool e Manchester hanno sinora risposto picche. Il lusitano e l’iberico sono dunque incedibili? Forse.

I Reds potrebbero aver bisogno di far cassa quest’estate, visto il debito di 40 milioni di euro circa che hanno con alcune banche (vedi “Liverpool, guai con le banche“). La cessione del bomber spagnolo sarebbe l’ideale per colmare questa lacuna, anche se la sua partenza sarebbe molto dolorosa. Il Chelsea è alla finestra, pronto a metter sul piatto 50 milioni. Una cifra che potrebbe far vacillare la dirigenza Red. I Blues, tuttavia, devono guardare pure in casa propria per non perdere una pedina fondamentale. Stiamo parlando di Cech, per il quale è pervenuta un’offerta di 40 milioni da un grande club europeo dall’identità sconosciuta. Il numero uno ceco, tuttavia, potrebbe far leva su questo per ottenere un sostanzioso ritocco dell’ingaggio con annesso prolungamento di due anni.

Diverso il discorso per la stella di Funchal. Il Manchester non ha problemi finanziari ed è alla caccia della vittoria in Champions dopo il trionfo in Premier. Il capocannoniere ha disputato una stagione strepitosa, si trova benissimo nella squadra attuale e vuole continuare il ciclo vincente con i Red Devils. Il Real Madrid, però, ha fatto un’offerta-choc: ben 125 milioni di euro. Una cifra che induce a riflessione, anche se si sta parlando di uno dei migliori giocatori al mondo.

Il club inglese, nel frattempo, non sta a guardare. 37 milioni sono stati stanziati per assicurarsi le prestazioni della magica accoppiata del Siviglia Dani Alves-Luis Fabiano. Il terzino carioca è l’erede ideale di Gary Neville, mentre il pichichi della Liga rinforzerebbe un reparto offensivo di prim’ordine.

Un altro italiano potrebbe emigrare nel paese britannico. L’Hull, club di seconda divisione che sta giocando i play-off per la promozione in Premier, ha offerto un contratto a Vieri. Il centravanti viola, seguito dall’estate scorsa dal club inglese, percepirebbe 1,2 milioni di euro. Per lui sarebbe la prima esperienza in terra britannica.

Calcio Internazionale, Premier League

Nessuna sorpresa, Manchester campione

Alla fine il sorpasso non è arrivato, tanto meno la sorpresa. Il Manchester United sconfigge nell’atto finale il Wigan e il Chelsea è costretto ad arrendersi. I Red Devils mettono le mani sul 17°titolo della loro storia, Sir Alex Ferguson sul 10°personale: un record inarrivabile per i tecnici europei in attività.

L’ULTIMO ATTO- Blues e Red Devils si sono presentati affiancati in classifica alla vigilia degli ultimi 90 minuti. In caso di arrivo a pari punti, però, avrebbero prevalso gli uomini di Ferguson per la miglior differenza reti. Il Wigan è restio a lasciare strada libera ai futuri campioni, e solo un regalo dell’arbitro che assegna un rigore generoso per un contatto Rooney-Boyce spiana la strada del successo agli ospiti. Senza dimenticare, inoltre, la grazia concessa a Scholes (già ammonito commette un fallaccio impunito) e a Ferdinand (fallo di mano in area). Ronaldo trasforma e raggiunge il record di marcature in Premier di Shearer risalente alla stagione 1993-’94 (31 g0l). E’ la giornata della festa e dei record. Giggs, infatti, bagna lo storico 758esimo gettone in maglia Red Devils (eguagliato il record di Bobby Charlton) con il gol che mette in ghiaccio la partita e stappa lo champagne per i festeggiamenti. L’inossidabile 33enne gallese salva pure un gol fatto sulla linea, la festa può partire. Il Chelsea, dal canto suo, mantiene viva la speranza con un gol del redivivo Shevchenko. Appreso del trionfo degli avversari si fa raggiungere al 93′ dal Bolton, chiudendo così a due lunghezze di distacco dai nuovi campioni d’Inghilterra.

LA LUNGA RINCORSA- Gli uomini di Ferguson hanno rincorso a lungo l’Arsenal di Wenger, protagonista per gran parte della stagione. Il sorpasso è arrivato alla 29°giornata (”Manchester, missione aggancio compiuta“), da lì in poi nessuno ha scalzato dal trono lo United. Sconfitti i Gunners in rimonta alla 34° (”Il Manchester elimina l’Arsenal“), il rivale più accreditato è diventato il Chelsea.

IL RUSH FINALE- I Blues hanno dato battaglia fino alla fine. Un vitale gol di Tevez nel finale di Blackburn ha mantenuto a tre le lunghezze di vantaggio sui londinesi alla vigilia dello scontro diretto. Gol fondamentale alla luce di quanto successo a Stamford Bridge, dove la formazione di Grant ha piegato gli ospiti con doppietta di Ballack (”Doppio Ballack riapre la Premier“). Ferguson, però, si era preso un rischio calcolato: la scelta di schierare numerose riserve, figlia dell’imminente impegno di Champions e del netto vantaggio nel computo della differenza reti. Una scelta che ha premiato in entrambi i casi il tecnico gallese, che va ora a caccia del doble.

I PROTAGONISTI- Citare Cristiano Ronaldo è sin troppo facile. 31 reti, tanti assist, fantasia, di tutto e di più: questa stagione potrebbe portare al fuoriclasse lusitano il Pallone d’Oro. Accanto a lui, si è ben inserito Tevez, mentre Rooney ha dato il solito contributo. Fondamentali gli intramontabili Giggs e Scholes, prezioso l’innesto di Hargreaves. Infine, una citazione per la difesa. Ferdinand, Vidic e Brown a rotazione hanno garantito una copertura eccellente a Van der Sar.

Calcio Internazionale, Premier League

Premier, tutto rinviato all’ultimo atto.

Continua l’appassionante duello tra Manchester e Chelsea. Le due squadre fanno il loro dovere rispettivamente contro West Ham e Newcastle rinviando il discorso scudetto agli ultimi 90 minuti. I Red Devils mantengono quindi il loro vantaggio, basato sulla miglior differenza reti: una vittoria a Wigan sul campo di una squadra già salva regalerebbe loro il titolo. Il Chelsea, invece, affronterà il Bolton sperando in un improbabile passo falso degli avversari. Ma nel calcio si sa, mai dire mai.

Merito dunque dei Blues che mantengono vivo il torneo sino all’ultimo. Il compito degli uomini di Grant nel posticipo del lunedì, conoscendo per altro il risultato dei Red Devils, era tutt’altro che semplice. Il Newcastle, infatti, era in ottimo periodo di forma (14 punti nelle ultime 6 gare) con Owen sugli scudi. E’ proprio l’attaccante inglese a spaventare Cech due volte nel primo tempo, mentre Terry compie un intervento miracoloso su Viduka. Nel secondo tempo cambia la musica. Il capitano Blues fa subito tremare la traversa con il suo colpo preferito, l’inzuccata su corner (8′). Il solito Ballack rinnova invece l’appuntamento con il gol al 27′ con un bel colpo di testa. Le gazze di Keegan vanno vicine al raddoppio con Owen e l’ex interista Martins, ma è Malouda a chiudere i conti all’80′. Conti che in Premier non sono ancora chiusi.

Il Manchester, quindi, deve rinviare la festa. Il match con il West Ham è più che altro una passerella. In primis per il capocannoniere Cristiano Ronaldo che in 24′ sforna una doppietta, avvicinando il record di segnature in Premier di Shearer. Il bomber inglese siglò 31 reti nel 1993/94′, il lusitano è ad una sola lunghezza. Tevez serve subito dopo il tris con un destro in controtempo, ma Ashton replica con una rovesciata splendida. La resistenza degli Hammers, privi di 13 elementi, è ad ogni modo inesistente. A nulla serve l’espulsione di un nervoso Nani, perchè gli uomini di Ferguson arrotondano il risultato con il 4-1 di Carrick. Giggs ha raccolto il 757° gettone in maglia Manchester, uno in meno del record man Bobby Charlton. Nelle ultime due partite di questa stagione il gallese ha l’opportunità di scavalcarlo.

Champions League

Ronaldo sbaglia, il Barça non incide.

Per lo spettacolo passare altrove. Chi si aspettava un Barcellona-Manchester ricco di gol, belle giocate ed emozioni è rimasto profondamente deluso. E pensare che le premesse c’erano tutte. Ferguson ha schierato contemporaneamente Cristiano Ronaldo, Tevez e Rooney rinunciando a Vidic e piazzando Hargreaves terzino destro. Un undici sfrontato a cui non ha fatto riscontro un adeguato atteggiamento. Rijkaard, invece, ha avanzato Iniesta sulla linea degli attaccanti lasciando fuori il talentino Bojan: una contromossa per ovviare al momento di crisi e per arginare la forza offensiva degli inglesi.

L’episodio chiave è al 3′. L’attesissimo Cristiano Ronaldo (vedi “Messi-Cristiano Ronaldo, sfida tra nuovi fenomeni“)viene anticipato in area da Gabi Milito con una braccio: Busacca non ha dubbi, è rigore. Il bomber di Champions, però, spara a lato il penalty e il Camp Nou può tirare un sospiro di sollievo. L’errore dal dischetto condiziona il talento portoghese e carica i blaugrana. Il modulo di Ferguson si rivela fasullo, poichè Rooney e Tevez si ritrovano spesso ad arginare sulle fasce la spinta degli spagnoli, mentre Ronaldo sbatte su Zambrotta, litiga col pallone e si lamenta platealmente con l’arbitro. Passata la paura, i catalani tengono in mano il pallino del gioco, Messi diverte e crea vincendo il duello a distanza con la stella di Funchal. Il dominio, però, è sterile. Il primo tempo, infatti, vede soltanto un colpo di testa di Marquez e un tentativo di Deco. E stop. Ad inizio ripresa ci prova Zambrotta dalla distanza, mentre Eto’o manda a lato l’occasione più nitida del match. L’unico sussulto dei Red Devils è un sinistro sull’esterno della rete di Carrick, il resto è puro contenimento. Al 17′ Rijkaard decide di risparmiare Messi, applauditissimo dal pubblico, e inserisce Bojan. Un quarto d’ora dopo decide di osare mettendo Henry per un Deco visibilmente stanco: il portoghese, tolto dalla naftalina per questa semifinale, non giocava dal 4 marzo. L’ex Arsenal è il più  attivo dei suoi e impegna Van Der Sar con un destro potente dal limite. Il risultato, però, non cambia, finisce 0-0.

La Ferguson band rimane a secco per la prima volta in questa edizione di Champions: la naturale conseguenza dell’approccio alla partita. L’errore di Ronaldo pesa come un macigno, a Manchester occorrerà una vittoria per non fermarsi sul più bello. I blaugrana ci hanno provato, ma non hanno segnato un gol nonostante i 16 tiri scagliati verso Van Der Sar. Il discorso qualificazione rimane aperto; di questi tempi agli spagnoli va benissimo così.

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