Calcio Internazionale

Hiddink saluta con un trofeo. FA Cup al Chelsea

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Il Chelsea vince la FA Cup

Londra- Guus Hiddink saluta a suo modo il Chelsea: da vincente. Il tecnico olandese, subentrato in corsa a Scolari e già con le valigie in mano per lasciare il posto a Carlo Ancelotti, lascia il club londinese vincendo meritatamente la FA Cup grazie al successo in rimonta in finale contro l’Everton (2-1). Un giusto premio al suo ottimo lavoro e a quella finale di Champions svanita per un beffardo gol al 93′ (e per le malefatte di Ovrebo…?)  nella maledetta notte di Stamford Bridge.

La finale di Wembley, però, si era subito messa male per i Blues. Dopo due giri di lancette, infatti, Saha aveva illuso l’Everton con il colpo dell’1-0. Il gol subito, però, carica ancora di più il Chelsea, che inizia a spingere a pieno regime. Al 21′ arriva inevitabile il pari: cross perfetto di Malouda e gran colpo di testa di Drogba. Nella ripresa sale in cattedra Lampard: prima si mangia un gol fatto, poi ne segna uno valido con una gran botta dalla distanza, ma il guardalinee non si avvede che il pallone ha varcato la linea di porta. Poco male, ci pensa il numero uno dei Toffees Howard a restituirgli il maltolto: dopo aver trascinato i suoi in finale parando una gran serie di rigori allo United nel turno precedente, combina un mezzo pasticcio sulla tutt’altro che irresistibile conclusione del centrocampista inglese. Finisce 2-1 per il Chelsea che conquista così la 5° FA Cup della sua storia, il primo trofeo stagionale. In attesa che Ancelotti e i milioni di Abramovich riescano a spezzare il dominio del Manchester United in patria già dalla prossima stagione.

Calcio Internazionale, Premier League

UFFICIALE: Ancelotti al Chelsea. “Grazie Milan, era ora di cambiare”

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Carlo Ancelotti

LONDRA - Dopo aver annunciato l’addio al Milan al termine della gara vinta contro la Fiorentina per 2-0, ora è ufficiale: Carlo Ancelotti è l’allenatore del Chelsea. Il tecnico ha firmato un contratto triennale che partirà dal 1 luglio 2009.

“ANSIOSI DI LAVORARE CON LUI” - “Il Chelsea - si legge in una nota ufficiale del club londinese - è lieto di annunciare che Carlo Ancelotti ha raggiunto l’accordo per diventare il nostro nuovo manager. Ha firmato un contratto triennale a partire dal 1 luglio 2009. Carlo era il candidato ideale per l’incarico. Ha dimostrato nel corso degli anni la sua capacità di costruire squadre che hanno lottato e vinto nelle principali competizioni nazionali e internazionali. Ha avuto anche una carriera ricca di successi nelle stesse competizioni e per questo vanta un’esperienza senza pari. Siamo sicuri - conclude la nota - che tutti al Chelsea lo accoglieranno con calore e siamo ansiosi di lavorare con lui”.

NUOVA ESPERIENZA - Contento per il passaggio in Inghilterra anche lo stesso Ancelotti che in un’intervista pubblica sul sito dei Blues si dice soddisfatto per l’accordo ringraziando, ovviamente, la società rossonera. “Il Milan è stata una grande esperienza per me. Ho guidato un grande team che ha vinto molti titoli in questi otto anni. Ora penso che è arrivato il tempo di cambiare. Voglio fare una nuova esperienza. E’ la prima volta per me in Inghilterra e voglio imparare molto - spiega Ancelotti - quando inizierà la nuova stagione cercherò di parlare meglio la lingua inglese perché è importante per me parlare con i giocatori, con il team con gli assistenti e tutti gli operatori che lavoreranno con me. Ora voglio ringraziare il Milan e i suoi giocatori, i suoi tifosi. Sono stato benissimo in questi 8 anni e nei 5 da giocatore ma ora era arrivato il momento di cambiare e voglio mettere tutte le mie energie per il Chelsea. Chelsea e Milan sono tra i più grandi club in Europa - ha concluso l’ex tecnico rossonero - e vogliono vincere in tutte le competizioni ma penso che ci sarà la stessa pressione anche qui in Inghilterra”.

Champions League

Iniesta beffa il Chelsea, in finale ci va il Barça

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La gioia incontenibile del match winner Iniesta
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LONDRA - La seconda semifinale di ritorno di  Champions League non si è fatta mancare proprio niente. Dopo una partita letteralmente dominata dai Blues, il Barça in pieno recupero ed in inferiorità numerica agguanta il pareggio che, dopo lo 0-0 dell’andata, vale il passaggio del turno. Sicuramente la squadra guidata da Hiddink ha molto da recriminare, sia per il pareggio subito per un errato disimpegno dopo una partita condotta in maniera quasi perfetta, sia per qualche errore arbitrale di troppo. Scongiurata così la possibilità di un remake della finale dello scorso anno, stavolta sarà il Barcellona a raggiungere il Manchester United nell’atto finale di Roma.

DOMINIO CHELSEA - Hiddink prepara il match con la solita meticolosità, imbrigliando i catalani reduci dai 6 gol rifilati al Real Madrid. Infatti la macchina da gol blaugrana, autrice di 146 centri stagionali, 100 solo nella Liga, si inceppa e i suoi fuoriclasse Messi ed Eto’o (oggi Henry era in panchina per un problema fisico) non riescono a trovare l’acuto vincente. Il Chelsea parte subito forte e al 9′ è già in vantaggio: Essien libera un sinistro al volo da fuori area tanto bello quanto imparabile per il portiere Valdes. Gli inglesi sono bravi a chiudere tutti gli spazi, impedendo agli spagnoli di sfoderare il loro magistrale palleggio, e creano le occasioni più pericolose. Prima Lampard su calcio di punizione dal limite (ma dal replay il fallo sembra nettamente in area) da posizione piuttosto decentrata, poi Terry di testa sfiorano il 2-0. Il Barça si vede solo con qualche tentativo da fuori area ad opera di Xavi, poca roba rispetto agli standard stellari del blaugrana.

ERRORI E PROTESTE - Nel secondo tempo il Barcellona prova ad accelerare il ritmo, ma il Chelsea si difende senza troppi affanni. E la prima occasione è ancora per i Blues: Anelka libera Drogba solo davanti alla porta, ma Valdes para d’istinto. Al 21′ l’episodio che potrebbe chiudere del tutto la partita. Abidal ferma Anelka, lanciato in campo aperto da un assist di Drogba: il contatto c’è, anche se è difficile valutarne la volontarietà, probabilmente è stata valutata la chiara occasione da gol. Il Chelsea continua a chiedere invano rigori, ma Ovrebo dimostra scarsa personalità e non trova il coraggio di concederne nessuno.

IMPRESA BARÇA - Nonostante il risultato resti comunque in bilico, il Chelsea sembra non avere problemi a controllare lo stringato 1-0. Ma la squadra di Guardiola, spesso esaltata per la manovra ariosa e per la sua prolificità in attacco, si dimostra più cinica che mai nello sfruttare l’unica vera palla gol costruita nell’intero match. Al 93′ Essien, eroe fino a quel momento ed autore di una gara perfetta, sbaglia il disimpegno in area consegnando il pallone a Messi. Il fuoriclasse argentino fa sponda per Iniesta e non si fa pregare per spingere dentro la porta difesa da Cech la palla dell’1-1. Il Chelsea si lancia tutto in avanti e trova anche il tempo di reclamare invano l’ennesimo calcio di rigore. Il finale è acceso e Ovrebo è costretto a distribuire cartellini anche dopo il fischio finale. Ma è tutto inutile, la finale sarà Barça - Manchester United. Giusto così? Difficile dirlo, ma sicuramente a Roma ci saranno le due migliori formazioni d’Europa.

Premier League

Newcastle e Middlesbrough sempre più vicine alla retrocessione

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Guai grossi per i Magpies di Shearer
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Middlesbrough-Manchester United 0-2
Era la tipica giornata da testa-coda in Premier ed i valori in campo sono stati rispettati, senza troppe sorprese. Il Manchester United conferma la propria leadership passando anche al Riverside Stadium, con un rotondo 0-2 che lascia i Boro nello sconforto. A 4 gare dal termine i Red Devils mantengono la distanza di sicurezza dal Liverpool (+3 con un recupero da disputare), mentre per i ragazzi di Southgate si avvicina sempre più lo spettro della retrocessione. Le reti, una per tempo, portano la firma del sempreverde Giggs e del coreano Park.

Liverpool-Newcastle 3-0
Risultato bugiardo ad Anfield: i Reds potevano vincere con un bottino di reti più alto, ma i pali della porta di Harper hanno evitato un’ulteriore martirio per i poveri resti dei Magpies. Gli ospiti sono apparsi inermi nei confronti di un avversario sicuramente più forte e con la stessa esigenza di punti, ma la grinta è ciò che più manca in questa squadra, che ora rischia davvero tanto. La cura Shearer non funziona, così i Reds si divertono e divertono. Nel primo tempo a segno Benayoun e Kuyt nel giro di pochi minuti. Nella ripresa ben 3 legni colpiti dagli uomini di Rafa Benitez e poi il gol nel finale del brasiliano Lucas. La distanza dallo United rimane così invariata.

Chelsea-Fulham 3-1
Emozioni concentrate nei primi minuti di gara. Al 1′ vantaggio dei Blues con Anelka e pareggio quasi immediato di Nevland al 4′. Di nuovo avanti il Chelsea al 10′ con il ritrovato francese Malouda, che poi rischia di incassare anche il pari. Ad inizio ripresa però il solito Drogba mette la sua firma sulla partita e realizza il 3-1 finale.

Portsmouth-Arsenal 0-3
D’ora in poi, lo chiameremo “Arsh-enal”. Il russo Arshavin è stato promosso ai gradi di capitano già dopo qualche mese di permanenza nella squadra londinese. Wenger ha scelto lui, dato che Fabregas era assente, per guidare i Gunners e la stella venuta dall’est risponde trascinando i suoi ad una facile vittoria. Tanti giovani in campo negli ospiti e reti realizzate da Bendtner (doppietta, tra cui un rigore) e Carlos Vela. Al Portsmouth intanto mancano solo un paio di punti per la salvezza.

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Stagione super per Fellaini
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Sunderland-Everton 0-2
Essere ormai sicuri di un piazzamento Uefa non fa rilassare l’Everton, che sbanca il campo del Sunderland e inguaia i padroni di casa. Vantaggio dei Toffies con Pienaar ad inizio ripresa e punto esclamativo dell’ottimo Fellaini al 71′. Per il belga, questa è la stagione della consacrazione.

Aston Villa-Hull City 1-0
Una rete del norvegese John Carew al 34′, premette ai Villans di superare l’Hull City nel Monday Night. Per Agbonlahor e compagni, una vittoria fondamentale per allontanare le inseguitrici di un piazzamento Uefa: i Villans ora sono a +7, con una gara in meno rispetto alle rivali.

Stoke City-West Ham 0-1
Blitz esterno degli Hammers di Zola su un campo insidioso come il Britannia Stadium. Il colpo corsaro riesce grazie al gol di Tristan al 32′. Stoke ancora pericolante.

Manchester City-Blackburn Rovers 3-1
Sconfitta che non brucia troppo per i Rovers, che vedono perdere comunque tutte le concorrenti dirette per la salvezza. Come si dice, “mal comune, mezzo gaudio”. I Citizens avanti con i gol di Felipe Caicedo, Robinho nel primo tempo, fanno tris con il rigore di Elano ad inizio ripresa. Il gol della bandiera è opera di Andrews, entrato dalla panchina.

Tottenham-W.B.A. 1-0
Vittoria striminzita per gli Spurs nella gara casalinga contro il fanalino di coda West Bromwich. Decide Jenas al 41′: per il Tottenham ormai non c’è nulla di più da chiedere a questo torneo, mentre per gli Albions il tempo per il miracolo stringe.

Wigan-Bolton 0-0
Pari a reti bianche tra due squadre che si equivalgono e che vanno a braccetto in classifica.

Champions League

Resiste il muro del Chelsea, 0-0 al Camp Nou

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Hiddink ingabbia il Barça
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BARCELLONA - Nella prima semifinale di Champions League, Hiddink riesce ad arginare l’attacco stratosferico del Barcellona e ad uscire dal Camp Nou con uno 0-0 che, per i numeri spaventosi della squadra di casa, costituisce un risultato di tutto rispetto. Lo 0-0 finale, probabilmente, premia soprattutto gli ospiti ma può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Il pareggio senza gol in trasferta, infatti, obbligherà il Chelsea a fare la partita in casa e a vincerla. Ed immaginare il Chelsea odierno con un atteggiamento più spregiudicato riesce attualmente difficile.

LA GARA - Hiddink imposta la gara nella maniera più tattica possibile, mentre il Barcellona parte subito forte. Il Chelsea, comunque, si rende pericoloso sulle ripartenze e costringe in questo modo anche la squadra di Guardiola ad attaccare con maggior criterio. L’iniziativa resta ad ogni modo in mano ai catalani, mentre gli inglesi difendono senza troppe apprensioni, sfoderando a tratti un vero e proprio catenaccio all’italiana, con tutti gli uomini dietro la linea della palla ad eccezione di Drogba, solo in avanti come unica punta. Viste le difficoltà a trovare varchi, i blaugrana ci provano con il tiro da fuori, andando vicini al gol con Xavi. Le poche volte che il Barça arriva al tiro, Cech si presenta in forma smagliante e respinge senza problemi. Tuttavia, nonostante l’atteggiamento apparentemente rinunciatario, il Chelsea costruisce la più grande palla gol del primo tempo: nel finale di frazione, uno sciagurato retropassaggio di Marquez consegna la palla a Drogba, che per ben due volte si vede respingere la conclusione da uno straordinario Valdes.

MURO IMPERFORABILE - Nel secondo tempo, il copione è lo stesso, anche se condito da maggior nervosismo. I fuoriclasse del Barça non sembrano in serata: Messi viene puntualmente raddoppiato e non riesce mai ad andare in uno contro uno ed Henry appare piuttosto spento. Il più tonico dell’attacco blaugrana, Eto’o, costruisce la palla gol più clamorosa del secondo tempo, su cui Cech si esalta, prima di essere inspiegabilmente sostituito da Krkic. Ballack sfiora la traversa di testa e, poco dopo, viene graziato dal secondo giallo. Il Barça ora attacca con più decisione, ma il muro non accenna a sgretolarsi. Nel prevedibile assedio finale, prima Krkic di testa mette fuori da due passi (naturale chiedersi cosa sarebbe successo se ci fosse stato Eto’o…) e poco dopo Hleb si vede negare ancora da Cech la gioia del gol. Lo 0-0 sembra dunque il risultato più giusto per una partita nervosa e poco spettacolare.

Premier League

Lo United vola, il Chelsea saluta il titolo

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Decimo centro per Rooney
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LONDRA- I Red Devils dimostrano di aver smaltito bene l’eliminazione in FA Cup ad opera dell’Everton e liquidano il Portsmouth con un gol per tempo. Il Manchester United torna così in vetta alla Premier League, con 3 punti sul Liverpool e ben 6 sul Chelsea. I Blues, infatti, escono da Stamford Bridge con uno scialbo 0-0 proprio contro l’Everton e non approfittano del pareggio del Liverpool con l’Arsenal. La vittoria della Premier sembra ormai una faccenda tra United e Liverpool.

QUI MANCHESTER - Sir Alex Ferguson si presenta all’Old Trafford con una formazione non particolarmente spregiudicata, con Cristiano Ronaldo alle spalle di Rooney, unica punta. E’ è proprio l’attaccante inglese che al 9′, servito in maniera impeccabile dal sempiterno Giggs, porta in vantaggio il Manchester United e mette a segno il suo decimo gol stagionale. Il Portsmouth non  mostra grandi segnali di reazione e, anche se lo United al 13′ perde per infortunio Gary Neville, la gara si mantiene a senso unico. I Red Devils tirano ben 21 volte, centrando in 12 occasioni la porta difesa da James. Tuttavia, il raddoppio arriva solamente nel finale: all’82 ci pensa Carrick, subentrato 6 minuti prima ad Anderson, a chiudere la partita segnando il suo terzo gol stagionale. I Diavoli Rossi volano così a quota 74 punti, 3 sul Liverpool che però ha disputato una gara in più. Il Manchester United deve infatti ancora recuperare la partita contro il Wigan.

QUI CHELSEA-  L’Everton continua ad essere indigesto alle Big del calcio inglese. Dopo aver eliminato il Manchester United in finale di FA Cup, ferma anche il Chelsea a Stamford Bridge. Gara bruttina, che non rende giustizia all’altro confronto tra una londinese, l’Arsenal, e l’altra squadra di Liverpool, terminata con uno spettacolare 4-4. Hiddink si affida ad un attacco pesante, con le due punte Drogba e Anelka. Il risultato resiste anche grazie alla straordinaria imprecisione dei Blues, che tirano ben 24 volte verso la porta di Howard senza riuscire a segnare. Tuttavia, l’Everton meriterebbe al 33′ un calcio di rigore per un intervento scomposto di Alex su Baines. Al 90′, la traversa colpita da Drogba fa tremare l’Everton, ma il punteggio di mantiene sullo 0-0. Il Chelsea resta così terzo, a quota 68 punti.

Calcio Internazionale

Rigori fatali per lo United: la finale è Everton-Chelsea

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La grande rivincita di Howard
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Londra- Il progetto era sicuramente ambizioso: conquistare 5 trofei stagionali. Mai nessuno ci era riuscito, ma se ti chiami Manchester United, l’obiettivo, per quanto assai difficile, era possibile. Nel weekend il sogno di en-plein dei Red Devils si è infranto, con l’eliminazione in FA Cup da parte dell’Everton. Il Manchester schierato in campo da Alex Ferguson è un concentrato di giovinezza: tante seconde linee in campo a giocarsi la propria opportunità. C’è anche Federico Macheda, l’eroe delle ultime due uscite, alla ricerca del terzo gol in tre gare. La verve (e la fortuna) dell’ex laziale però non basta e le due squadre chiudono tempi regolari e supplementari a reti bianche. Ai calci di rigore poi, l’ex Howard punisce il suo passato, negando il gol a Berbatov e Ferdinand e regalando la finale ai Toffies.

Nell’altra semfinale tra Arsenal e Chelsea, la spuntano i Blues di Hiddink, ora una delle squadre più in forma d’Europa. Dopo il vantaggio dei Gunners con Cech che deve inchinarsi ad una deviazione (col braccio) di Cole, su una conclusione di Walcott, il pareggio per Lampard e compagni arriva con il francese Malouda, uno dei più discussi in questa stagione. Nella ripresa il gol del definitivo 2-1 è di Didier Drogba, in condizione stratosferica. L’ivoriano trascina la propria squadra alla finale, mandando un chiaro messaggio al Barcellona, in vista delle semifinali di Champions League. I blaugrana forse partono favoriti, ma una cosa è certa: la fiducia a Stamford Bridge ora è altissima.

Champions League

Il Liverpool non muore mai, ma la festa è tutta dei Blues

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La gioia di Drogba e Lampard
grandi protagonisti della pazza notte di Stamford

LONDRA - Epilogo di una partita infinita. Otto gol segnati, tanti altri solo sfiorati e alla fine non si sa chi applaudire. Il Chelsea, che ha legittimato l’accesso alle semifinali con una prestazione stratosferica all’andata, oppure il Liverpool, che nonostante il pesante passivo di Anfield ha accarezzato più volte il passaggio del turno senza mai però toccarlo davvero? Qualunque sia stato l’esito finale, le due squadre hanno regalato una gara memorabile, che racchiude in sé tutta l’attuale superiorità del calcio inglese rispetto al calcio italiano. E’ emblematico il fatto che, nonostante i Blues venissero da un rassicurante 3-1 esterno all’andata, la qualificazione sia rimasta in bilico fino all’89′, quando il secondo gol di Lampard ha spento definivamente le speranze del Liverpool. E che i 4 gol segnati dai Reds in trasferta alla fine non siano bastati per passare il turno.

INIZIO SHOCK - Il primo tempo è un monologo del Liverpool. Il Chelsea toppa clamorosamente la prima frazione di gara, compiendo l’errore fatale di consegnare agli avversari il pallino del gioco. I Reds si rendono subito pericolosi con Torres e passano in vantaggio con una punizione di Fabio Aurelio. L’errore di Cech, in questa occasione, appare evidente sia nel piazzamento della barriera che nella posizione fra i pali: il tiro del mancino spagnolo non pareva irresistibile. Poco dopo, ancora da un calcio piazzato, scaturisce il 2-0.  Ivanovic, eroe dell’andata, atterra nettamente in area Xabi Alonso compiendo fallo da rigore. Lo stesso regista spagnolo si incarica della realizzazione, con un un destro potente che spiazza Cech. A qusto punto, Hiddink si gioca il tutto per tutto e dà un segnale forte ai suoi: fuori Kalou e dentro Anelka, due punte forti in campo. Scelta insolita da parte del tecnico olandese, che quest’anno aveva mostrato di preferire la presenza in campo del solo Drogba, che però alla fine si rivelerà decisiva.

RIMONTA CHELSEA - I Blues riescono miracolosamente a non sprofondare nel finale di primo tempo e, ad inizio ripresa, Drogba dà il via alla rimonta. L’ivoriano mette in mezzo un pallone dalla destra e Reina si fa colpevolmente sorprendere sul proprio palo. Serata da dimenticare per i portieri… Poco dopo, Alex su punizione infila il gol del 2-2. Si avverte la sensazione che la semifinale sia ormai a portata di mano, ma il Liverpool non molla. Tuttavia, stavolta è il Chelsea a portarsi in vantaggio: Drogba si rende protagonista nelle vesti di assist man e Lampard firma il gol che vale il passaggio del turno.

ORGOGLIO LIVERPOOL - I Reds non ci stanno e ci provano fino alla fine. Lucas riporta il punteggio sul 3-3 con un tiro deviato da Essien. Mancano 10 minuti ed altri due gol qualificherebbero i Reds. Due minuti dopo, nuovo vantaggio del Liverpool ad opera dell’immancabile Kuyt, abile nello sfruttare al meglio un cross del neoentrato Riera. I timori del Chelsea sembrano concretizzarsi definitivamente. Al Liverpool mancherebbe un solo gol, ma all’89′ Lampard spazza via definitivamente le speranze della squadra di Benitez. Superfluo dire che il Liverpool esce a testa altissima, pagando oltremisura la brutta prestazione dell’andata. Ad ogni modo, a Stamford Bridge ha vinto lo spettacolo.

Premier League

Macheda-bis e il Manchester vola. Liverpool e Chelsea inseguono

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Macheda lancia il Manchester
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LONDRA - Nella 32/a giornata di Premier League Federico Macheda si ripete. Il Manchester United, infatti, batte il Sunderland 2-1 con un gol decisivo del 17enne talento italiano. I Red Devils, passati in vantaggio al 18′ grazie alla rete siglata di testa da Scholes, si sono fatti raggiungere al 55′ da un colpo sotto di Jones a porta praticamente vuota. Macheda, entrato al 75′ al posto dell’attaccante bulgaro Berbatov, ha poi impiegato appena un minuto per scrivere il suo nome nel tabellino dei marcatori, deviando alle spalle di Gordon un tiro da fuori area del centrocampista Carrick. La scorsa settimana, il giocatore cresciuto nelle giovanili della Lazio aveva bagnato con una rete pesante il suo debutto in Premiership regalando la vittoria contro l’Aston Villa.
I tre punti conquistati grazie alla rete dell’ex calciatore biancoceleste, acquistato nel 2007, permettono al Manchester di restare in vetta alla Premier League nonostante l’ennesimo assalto del Liverpool e del Chelsea.

Ad Anfield i Reds hanno letteralmente passeggiato sul Blackburn. Messa in soffitta la sconfitta di Champions contro il Chelsea gli uomini di Benitez hanno rifilato un secco 4-0 ai Rovers. Gara aperta dopo soli 5′ di gioco con un gran gol di Fernando Torres (su assist di Carragher) che si ripete al 32′ di testa sugli sviluppi di una punizione battuta da Xabi Alonso. Nella ripresa i padroni di casa controllano il match e all’83′ siglano il tris con un tiro dalla distanza di Agger sul quale Robinson non può nulla. All’89′ il Liverpool cala il poker con il neo entrato N’Gog.
Vince anche il Chelsea che, a dispetto del 4-3 finale, ha sempre tenuto in mano la gara contro il Bolton. I blues, infatti, sul 4-0 (con doppietta di Drogba, Ballack e Lampard) hanno iniziato a mollare la presa pensando già al ritorno di Champions contro i “cugini” del Liverpool.

Poker di gol anche per l’Arsenal, quarta forza della Premier con 61 punti. I Gunnes hanno battuto 1-4 il Wigan al JJB Stadium con reti di Walcott, Silvestre, Arshavin e Song Bilong. Il derby di Londra tra Tottenham e West Ham sorride ai primi che portano a casa i tre punti grazie a un gol di Pavluchenko al 64’. Sorride anche il Middlesbrough che batte 3-1 l’Hull City, mentre pareggiano 2-2 Portsmouth-West Bromwich e 1-1 Stoke City-Newcastle. Nei due due posticipi, invece, Aston Villa-Everton finisce 3-3 con una splendida rimonta dei padroni di casa, mentre il Manchester City crolla clamorosamente in casa per 1-3 contro il Fulham.

Champions League

Il Chelsea sbanca Anfield Road, semifinale ad un passo

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Ivanovic stende i Reds
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LIVERPOOL - Liverpool - Chelsea, la sfida infinita. Per la quinta edizione consecutiva della Champions League, Reds e Blues si ritrovano una di fronte all’altra. Paura di un film già visto? Nulla di più inesatto. C’è sempre un motivo per guardare Liverpool - Chelsea. Il motivo, stavolta, si chiama Branislav Ivanovic, autore di una doppietta che spiana la strada ai suoi in vista del ritorno.

IL MATCH - Avevamo lasciato Liverpool e Chelsea nella semifinale dello scorso anno, decisa da un clamoroso autogol di Riise. Al 6′, la squadra di casa si porta in vantaggio con Torres: Kuyt libera Arbeloa per il cross da destra, su cui il Niño irrompe battendo Cech per il gol che vale l’1-0. Sembra ancora la squadra che ha centrato due finali di Champions nelle ultime quattro stagioni. Invece la reazione del Chelsea non si fa attendere: un minuto dopo, Reina deve compiere un miracolo su Drogba, che pochi minuti dopo divora anche la clamorosa palla del pareggio. La gara si mantiene comunque equilibrata e anche Torres, ottimamente imbeccato da Xabi Alonso, cerca più volte il gol della sicurezza.

DOPPIO IVANOVIC - Ma non appena il ritmo cala, Ivanovic si avventa sul corner battuto da Malouda e mette dentro la palla del pareggio. Il serbo non poteva scegliere occasione migliore per segnare il suo primo gol con la maglia del Chelsea. Si va negli spogliatoi sul punteggio di 1-1, ma al rientro la squadra di Hiddink sembra non avere alcuna intenzione di accontentarsi di un pareggio con gol in trasferta. Drogba divora un’altra clamorosa occasione, anche per il portentoso intervento di Carragher, e Terry rimedia un’ammonizione che gli costerà il ritorno. Pochi minuti dopo, Ivanovic stacca ancora su corner (stavolta battuto da Lampard) e porta in vantaggio il club di Abramovich. Il Liverpool abbassa la guardia, e Drogba ne approfitta per segnare il 3-1 che di fatto chiude i giochi.

IL RITORNO - La sfida è sempre stata equilibrata e fortemente condizionata dal fattore campo, almeno in Champions League. Mai si era vista una delle due prevalere così largamente in casa dell’altra. Tutt’altra storia rispetto al campionato, in cui i Reds possono vantare due successi su due in questa stagione. Stavolta invece, l’1-3 casalingo subito dalla squadra di Benitez compromette fortemente il passaggio del turno. Tutto è rimandato al ritorno, a Stamford Bridge, ma al Liverpool servirà un’impresa.

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