Serie B

Calcoli vietati: Lecce e Brescia tornano in gioco per la A.

Lo scontro al vertice della 35° giornata di serie B è stata una mezza delusione, una sfida giocata a metà. Il secondo di tempo di Chievo-Bologna, infatti, è stato sacrificato all’altare dei calcoli, della prudenza. Ma in questo torneo cadetto guai ad affidarsi ai calcoli. Alle spalle del duo di testa stanno riemergendo con forza Lecce e Brescia, due compagini d’indubbio valore. Se i giochi per i play-off sono fatti da tempo, quelli per la promozione diretta sono ancora in discussione e ci terranno sul chi va là ancora per parecchie giornate.

Come dicevamo, il big match ha divertito soltanto nella prima parte di gara. Il Chievo ha agito con la sua manovra più spettacolare ed il lancio lungo per Pellissier in mezzo ai due centrali rossoblù, mentre i felsinei hanno sfruttato gli accentramenti da sinistra del sempre ottimo Valiani. E’ proprio l’ex Rimini a sbloccare la partita segnando in due tempi: il primo tentativo è respinto da Squizzi, il secondo colpisce la traversa prima di finire in rete. Per lui sono 4 gol nelle ultime 5 gare. I clivensi hanno replicato 4 minuti dopo. Rilancio lungo di Squizzi, Pellissier s’incunea nella difesa ospite e batte Antonioli con un diagonale. Il centravanti di Iachini timbra così il 18° sigillo stagionale. I padroni di casa ci hanno provato ancora nel finale di tempo, salvo poi spegnersi nella ripresa. E alla fine Bologna e Chievo hanno esultato insieme al gol del Brescia a Bergamo: avranno fatt0 bene?

La suddetta rete porta la firma di Max Taddei, l’uomo che ha rilanciato le ambizioni del Brescia, capace di espugnare l’Atleti Azzurri d’Italia. Le rondinelle hanno dimostrato il loro feeling con gli scontri diretti, ottimo viatico per la supersfida in vista col Chievo, mentre gli orobici hanno fallito l’ennesimo appuntamento importante. La colpa, inoltre, è principalmente loro. L’Albinoleffe, infatti, dopo aver regalato la prima frazione di gioco agli ospiti (unico acuto il gol di Serafini), ha reagito nella ripresa e agguantato il pari con il solito Cellini (21°rete). Quando la partita sembrava incanalata verso un giusto pareggio, con gli avversari stanchi e provati, è arrivata la leggerezza della retroguardia celeste: errore che costa la terza piazza. Tornando all’undici di Cosmi (per lui 400 panchine tra i professionisti), è piaciuta l’aggressività, convizione e mezzi tecnici (tra cui i giocatori di caratura superiore come Tacchinardi e Caracciolo, autori delle prime due marcature) mostrati in campo. E anche un pò di fortuna, visto il legno colpito da Cellini al 90′: per la A ci vuole anche quella.

Sale al terzo posto il Lecce, che ha il Bologna (sopra di 2 soli punti) nel mirino. I giallorossi subiscono nella prima parte di gara il Modena, contestato furiosamente dai propri tifosi nella nottata precedente (alcuni facinorosi sono giunti al ritiro della squadra ed hanno svegliato e minacciato i giocatori gialloblù; la polizia li ha successivamente dispersi) e convinto a dimostrare il proprio valore. I canarini sfiorano il montante con Okaka (25′) e passano in vantaggio con Antonazzo (39′). Papadopulo vede la sua squadra spaccata a metà, incapace di innescare le punte, e mette mano allo schieramento: fuori Giuliatto e dentro Valdes. L’innesto del fantasista dà una marcia in più ai salentini. I giallorossi diventano una marea crescente, incontenibile. Tiribocchi mette a segno un tap in facile facile, mentre Perna firma uno sciagurato autogol su cross del neoentrato Vives. Il sorpasso è servito, e prima Tir poi Corvia sfiorano il tris. Bologna e Chievo sono avvisate, il Lecce non molla.

Continua la maledizione da X in schedina del Pisa. L’ex attacco più profilico del torneo incappa nel 4° pari consecutivo, di cui tre senza reti. E pensare che l’avversario di turno era il Messina, squadra che da tre mesi non riusciva a mantenere la sua porta inviolata lontano dal San Filippo. I giallorossi giocano senza punte di ruolo, con un mediano davanti alla difesa e mandano in tilt la già inceppata macchina nerazzurra. L’undici di Ventura vive così di spunti isolati, come quelli di Kutuzov, D’Anna e Castillo: Manitta, però, è impeccabile e insuperabile. L’attaccante argentino, inoltre, si fa sopraffare dal nervosismo causato dal suo digiuno da gol, beccando due gialli. La sua espulsione rende quindi inutile il rientro dopo 2 mesi di Cerci. Il Pisa rimane al palo e vede allontanarsi sempre più le prime due posizioni.

Nella lotta salvezza, sorride soltanto il Vicenza. I berici hanno infatti la meglio nello scontro diretto con l’Avellino. Sotto dopo 26 minuti per la rete di Pellicori, la Gregucci band ha ribaltato la situazione nella ripresa con due calci da fermo. Matteini ha indovinato la girata vincente, Bernardini ha silurato Pantanelli con un bolide da 25 metri. Zampagna ha fallito più volte il tris, ma va bene così, anche perchè le avversarie dei biancorossi hanno steccato in coro. Lo Spezia è caduto a Bari dopo essersi illuso con Di Vicino, il Cesena ha fatto harakiri nel derby col Rimini (avanti 1-0 all’85′, sotto 1-2 due minuti dopo), il Treviso si è piegato alla doppietta del capocannoniere Godeas (23 gol sinora) e ad un Mantova privo di stimoli. Unico a sorridere è il fanalino di coda Ravenna che si regala una speranza grazie al successo interno con il Piacenza.

Serie B

Promozione diretta, è lotta a quattro.

Si restringe a quattro la lotta per i primi due posti valevoli la promozione diretta in serie A. Brescia e Pisa, infatti, perdono altri punti per strada e, molto probabilmente, si dovranno “accontentare” dei play-off, anche perchè le regine del campionato (Bologna e Chievo) viaggiano a mille e pare non vogliano più fermarsi.

Le prime 4 della classe raccolgono bottino pieno nella 34° giornata segnando una valanga di gol (14 totali). La capolista Chievo dà l’ennesima prova di compattezza e forza a Messina. Sotto 2-1, riesce a ribaltare il risultato e a tornare in Veneto con il 16°risultato utile consecutivo corredato al record assoluto di vittorie esterne (ben 11): eguagliate Juve e Perugia con l’ampia possibilità di superarle. Tornando alla sfida del San Filippo, i gialloblù hanno dominato la prima parte di gara dopo il vantaggio firmato Pellissier(17°sigillo stagionale), salvo poi regalare il pari a Foti, ben innescato da Schetter, con un errore in fase di disimpegno. Il Messina, rivitalizzato dal pari, si scatena a inizio ripresa: Schetter e Bernardo centrano il palo prima che lo stesso centrocampista firmi il sorpasso fulminando Squizzi. Nel momento di massima difficoltà, Iachini inserisce Luciano e la sua squadra riprende slancio. Uno scatenato Iunco supera Manitta in uscita per il pari e avvia l’azione del 3-2, in cui Pellissier è abilissimo a eludere l’intervento dei difensori e servire Ciaramitaro con un pallonetto. Rimontà completata, gialloblù saldamente in testa e pronti alla partitissima di sabato con il Bologna.

Non sono da meno gli uomini di Arrigoni. Il derby con il Modena diventa una passerella per i rossoblù, nettamente superiori ai cugini. La resistenza del Modena dura soltanto un tempo, ovvero fino alla rasoiata di Valiani, al 4° centro in rossoblù. Il Bologna, infatti, dopo il vantaggio di Marazzina (20°gol) ha subito l’immediata risposta di Okaka e il pressing dei canarini. La rete dell’ex riminese ha però aperto altri scenari. Gli uomini di Arrigoni sono diventati padroni del campo, l’ex Bucchi e l’espulsione di Gatti hanno fatto il resto. Facile per Bombardini calare il poker, servito da un ispiratissimo Adailton, autore di 3 assist vincenti. In casa felsinea continua intanto la telenovela sul contratto di Marazzina, in scadenza a giugno. Il Conte Max hanno firmato 32 dei 70 punti totali, affermandosi come giocatore più decisivo della serie B: un patrimonio da custodire gelosamente dagli assalti di Genoa e Torino. La sconfitta nel derby fa malissimo, invece, alla banda Mutti. 11 turni senza vittorie hanno fatto sprofondare i canarini, che hanno solamente 7 punti di vantaggio sulla quint’ultima: margine poco rassicurante visto il calendario da paura (Lecce, Triestina, Bari, Brescia) alle porte.

Torna a correre l’Albinoleffe. Gli orobici assorbono bene il ko patito con il Chievo e travolgono a domicilio la Triestina. Gustinetti deve rinunciare a bomber Cellini, ma Colacone lo sostituisce degnamente trasformando il rigore del 3-1. L’ hombre del partido, però, è Carobbio, a segno dopo 6 minuti con una gran botta da fuori e ispiratore di tutte le manovre degli ospiti. Il resto lo fanno Ruopolo e Bonazzi, il quale respinge in pieno recupero il flebile tentativo di rimonta degli alabardati. La Triestina, infatti, è tutta nella doppietta del solito Granoche. Il diablo argentino (giunto a quota 20 sigilli) ha tenuto in vita i suoi, ma non è bastato a evitare una meritata sconfitta. In casa Albinoleffe preoccupa soltanto l’infortunio del numero uno Marchetti, autore sinora di una grande stagione.

Tutto facile per il Lecce. Un super Corvia spegne le deboli velleità di un Cesena sempre più impelagato nelle sabbie mobili di fondo classifica. La doppietta dell’attaccante scuola Roma e il rigore di Valdes hanno caratterizzato un match costantemente in mano ai giallorossi. Gli uomini di Papadopulo hanno creato numerose palle gol (due legni oltre alle tre marcature), mostrando uno stato di forma invidiabile. Il big match tra Chievo e Bologna di sabato prossimo potrebbe essere una ghiotta occasione per riavvicinarsi ai primi due posti in classifica, distanti ad oggi 6 e 4 punti.

Pari dal sapore diverso per Brescia e Pisa. I lombardi sono da tempo in difficoltà, causa infortuni e condizione fisica pessima di qualche giocatore. Le rondinelle rigraziano gli errori di mira di Rajcic, perchè il Bari ha confermato il suo stato di forma e avrebbe meritato l’intera posta in palio. Si lamenta, invece, il Pisa. Bomber Castillo si vede annullare due reti, e la terna arbitrale esce tra i fischi assordanti dell’Arena Garibaldi. I nerazzurri sono rimasti impigliati nella tattica del fuorigioco applicata costantemente dal Vicenza, abile a sfruttare il gol iniziale di Cudini. La botta di D’Anna vale soltanto un punto, perchè tra gol annullati e occasioni fallite, i toscani non sfondano e vedono allontanarsi il secondo posto (-8).

Nella lotta salvezza, il Grosseto compie il passo decisivo: il tris rifilato all’Avellino regala, infatti, la salvezza anticipata ai ciociari. Lo scontro della disperazione va allo Spezia. Eliakwu e Guidetti condannano un Ravenna manovriero ma inefficace ad una quasi certa retrocessione. Si riprende anche il Treviso che stende l’Ascoli. Le motivazioni fanno la differenza: i veneti capitalizzano il dominio espresso in campo con Barreto. Nei match di metà classifica, blitz del Frosinone a Piacenza e pari tra Rimini e Mantova (Godeas 21° centro).

Calcio in Romagna, Cesena, Serie B

Cesena, un pari che fa sperare.

Il Cesena torna dalla Puglia con un buon punto. La banda Castori ottiene dalla trasferta del San Nicola ciò che voleva, ovvero un pareggio che le permette di rimanere fiduciosa in ottica salvezza. Il punto, per altro, serve a staccare lo Spezia e ad avvicinare a tre lunghezze la sest’ultima piazza, l’ultima disponibile per evitare i play-out. I bianconeri, privi di pedine fondamentali quali Moscardelli, Salvetti, Campedelli e Cardone, hanno disputato una buona prova, difendendosi con ordine e tentando qualche ripartenza. Il Bari, dopo la sfuriata iniziale, è stato ben imbrigliato, ed ha avuto una grossa palla gol soltanto nel finale con Ganci. I bianconeri, per altro, hanno replicato subito dopo con la botta di Esposito che poteva valere il colpaccio. L’ingresso nella ripresa di Salvetti ha dato ordine e fantasia al centrocampo romagnolo: il recupero del capitano è fondamentale per il prosieguo del campionato. Il ritorno in panchina di Castori ha ridato grinta ai bianconeri che, esclusa la trasferta di Brescia, hanno sempre ben figurato. Venerdì sera si torna in campo, al Manuzzi marcherà visita l’Ascoli: vietato sbagliare, considerato anche il risveglio dell’Avellino(vedi “Frenata collettiva in vetta, vince solo il Bologna“).

Serie B

Nuovo avvicendamento al comando:il Chievo approfitta dei ko di Bologna e Albinoleffe.

Ribaltoni, risultati imprevisti, spettacolo: la serie B versione 2007-’08 è questo e molto altro, e alimenta i rimpianti per la questione dei diritti tv rimasta ahinoi irrisolta. La 30° giornata ha visto l’ennesimo avvicendamento in vetta alla classifica, dove le “fantastiche sei”(Chievo, Albinoleffe, Bologna, Pisa, Brescia, Lecce) continuano a darsi battaglia: se i giochi per i play-off sono fatti (il Rimini settimo e sconfitto ad Avellino è lontano 11 punti), quelli per la promozione diretta sono vivi più che mai. Il 30°turno premia la continuità del Chievo di Iachini che piega un buona Ascoli e inanella il 12°risultato utile consecutivo: i gialloblù sono l’unica squadra tra serie A e B che non ha mai subito sconfitte nel 2008. La sfida con l’Ascoli si è dimostrata ostica sin dall’inizio, con gli ospiti per nulla intimoriti e decisi a giocare a viso aperto. Questa tattica frutta un incontro piacevole alla vista, con gli attacchi più in evidenza delle difese. Sono gli uomini di Iaconi a portarsi in vantaggio: centro di Guberti e 11°centro stagionale per Bernacci. Il Chievo non si scompone e reagisce immediatamente. Iunco e Obinna imperversano sulle fasce, e da un’iniziativa del nigeriano scaturisce il pari: la sua sassata è respinta goffamente da Taibi, per Pellissier è un gioco da ragazzi insaccare. L’assalto continua, i veronesi giocano a memoria. Iunco serve alla perfezione prima Pellissier, che incoccia la traversa, poi Obinna, che batte l’estremo bianconero per la seconda volta. Il duo regala il bis a inizio ripresa: 3-1 e sesto gol stagionale per il nigeriano ex Inter grazie ad un bel esterno sinistro. Da lì in poi è pura accademia, con Iachini che risparmia le forze di qualche pedina fondamentale in vista dei prossimi impegni ravvicinati(martedì a Ravenna, venerdì col Piacenza).

Bologna sconfitto e infuriato. 11 fuorigioco fischiati soltanto nel primo tempo, 3 gol annullati ma regolari: i rossoblù hanno più di un motivo per recriminare. Il ko del Bologna, però, non va letto soltanto con questa chiave interpretativa. Merito, infatti, va al Piacenza e a Matteo Serafini, autore della doppietta decisiva. Sì, proprio quel Serafini che l’anno scorso con la maglia del Brescia rifilò una storica tripletta alla Juve. Il blitz piacentino è un capolavoro tattico, mentre le scelte di Arrigoni (difesa a tre contro i due trequartisti e la punta biancorossi) sono ampiamente discutibili. Non basta, stavolta, la zampata del Conte Max (17°rete per lui) a salvare i felsinei: così, dopo tre mesi e mezzo vissuti nelle prime due posizioni, il Bologna scivola in zona play-off.

Nuovi volti e nuovi gol per il Pisa. Trevisan e Titone, infatti, regalando il pesantissimo successo sull’Albinoleffe(che replica il 3-2 dell’andata), diventano il 13° e 14° giocatore nerazzurro ad andare a segno in questa stagione. I toscani, abbattendo la capolista, si issano al quarto posto. L’undici di Ventura sfrutta la sua arma preferita, il contropiede, poichè sono i lombardi a fare la partita. Ci vuole un Morello in versione superman per stoppare i tentativi ospiti: Carobbio, Cellini e Ruopolo (due volte) si vedono negare la gioia del gol. L’ex capolista vede quindi interrompersi bruscamente la sua striscia di 5 vittorie e 11 risultati positivi di fila.

Si fermano anche Lecce e Brescia, che condividono ora la quinta piazza. Le Rondinelle dominano il match con il Mantova, nonostante le numerose assenze, ma non vanno oltre l’1-1. I gol che fissano il risultato finale vengono dai due bomber principe: la zuccata di Godeas vale il primato solitario nella classifica cannonieri(20 reti), la torsione di Possanzini il 14°centro stagionale. Al di là dei gol, sono i padroni di casa a comandare le operazioni. Bazzani, Zoboli e De Zerbi ci provano a ripetizione con il medesimo risultato; gli uomini di Cosmi falliscono così un’ottima occasione per avvicinare la vetta. Stesso risultato per i salentini che si aggrappano a Valdes. Il sudamericano entra ad un quarto d’ora dalla fine ed ha tutto il tempo per spezzare i sogni spezzini e salvare i suoi compagni dalla sconfitta. Agli uomini di Papadopulo, infatti, è mancata la fantasia, le verticalizzazioni, ovvero l’apporto di Valdes. Lo Spezia, invece, non mostra alcun timore reverenziale, ma il suo sogno dura lo spazio di due minuti. Una vittoria contro i pugliesi avrebbe dato morale alla truppa di Soda, oltre all’aggancio alla zona play-out.

Importantissimi “colpi di coda” di Avellino e Cesena, che rianimano la lotta salvezza . Ottimo l’esordio di Calori sulla panchina irpina, dove in un pomeriggio ottiene più punti di quelli conquistati dal suo predecessore nell’intero girone di ritorno(2). I lupi appaiono più ordinati, i gol di Salgado e Pellicori servono ad avvicinare Vicenza e Treviso, che danno vita al derby della noia e della paura (zero occasioni in 90′). A farne le spese è un Rimini disattento in difesa: l’addio ai play-off è ufficiale, 11 punti da recuperare sono troppi. Torna a sorridere anche il Cesena, che vede ora la salvezza distante 4 punti. Con Castori in panchina, erano 340 giorni che il Cavalluccio era a secco e, guarda caso, l’ultimo hurrà era arrivato con il Modena. I canarini sono ancora una volta l’elisir di lunga vita dei romagnoli, che ringraziano un Croce a dir poco strepitoso: l’ex aretino mette lo zampino in tutte le azioni pericolose dei bianconeri e fa esplodere il Manuzzi a quattro minuti dal termine.

Nelle altre sfide, la Triestina di bomber Granoche(doppietta che lo porta a quota 18 reti)affonda un Ravenna sempre più disperato, bel successo del Bari (3-1 al Frosinone) e pareggio tra Messina e Grosseto.

Albinoleffe, Bologna, Brescia, Lecce, Serie B

Sull’altalena del primo posto salta su l’Albinoleffe.

Continua l’altalena in vetta. La 29°giornata consegna al campionato di serie B una nuova capolista, l’Albinoleffe dei miracoli. La banda di Gustinetti torna a detenere il primato solitario, come già successo tre volte durante questa stagione, in virtù del successo strappato all’ultimo secondo contro il Messina. Il colpo di coscia di Peluso al 49′ della ripresa permette ai lombardi di scavalcare in un sol botto Bologna e Chievo, bloccati sullo 0-0 rispettivamente a Lecce e Rimini. La vittoria contro i peloritani è maturata dopo una partita difficile e bloccata. Il Messina, infatti, memore del suo pessimo ruolino esterno (7 punti in 13 gare prima di sabato), si presenta in Lombardia con uno schieramento quanto mai prudente e votato al contenimento. D’Aversa viene piazzato davanti alla difesa a 4, mentre in avanti Biancolino viene abbandonato al suo destino. Gli esterni dell’Albinoleffe non sfondano, mentre gli attaccanti non pungono: l’unica occasione del primo tempo è uno splendido tiro da fuori di Cellini ben respinto da Manitta. Gustinetti mischia le carte nella ripresa con un paio di cambi, ma la manovra non decolla. La lucidità inizia a calare, ma i padroni di casa continuano a spingere: prima Cristiano coglie il palo, poi Peluso devia in porta di coscia una punizione di Bonanni. Matura con un colpo fortunoso, quindi, la quinta vittoria consecutiva degli orobici, che li proietta in testa al campionato. Il portiere Marchetti prolunga la sua imbattibilità a 727 minuti; da segnalare che l’Albinoleffe giocherà 4 dei restanti 5 scontri diretti in programma tra le mura amiche: sognare è lecito.

Noia e delusioni dal big match. Lo 0-0 è lo specchio fedele di una partita senza emozioni, con le due squadre impegnate a spartirsi la posta in palio. Le due migliori difese del torneo (Bologna 17 gol subiti, Lecce 3 in più) prevalgono nettamente sugli attacchi, e la logica conseguenza è il numero di occasioni che il match partorisce: soltanto una, la traversa colpita da Zanchetta su punizione. Papadopulo schiera due punte e un trequartista, ma fatica a creare gioco in mediana, l’ex capolista Bologna spreca Marazzina in pressing alto e propone un calcio attendista. Troppo poco per puntare alla promozione diretta. La contentezza di giallorossi e rossoblù, infatti, viene spenta dal colpo di coscia di Peluso nei titoli di coda di giornata: giusto così, vista l’arrendevolezza mostrata dalle due compagini.

Pareggio ad occhiali anche per il Chievo, che scivola al terzo posto. I gialloblù non vanno oltre lo 0-0 a Rimini e, a dir il vero, sarebbero i romagnoli a meritare qualcosina in più. Gli uomini di Acori ci provano, ma vengono bloccati da alcune decisione discutibili di Tagliavento. Cristiano, già ammonito, viene punito con il secondo giallo per una spallata rifilata a Obinna, mentre il numero uno clivense Squizzi ferma con la spalla (o con il braccio?) un tentativo di Vantaggiato lanciato a rete; esplode così la rabbia del pubblico di casa. In biancorossi rimangono in 9 all’80′ e vedono sfumare l’ultima speranza per avvicinarsi alla zona play-off. Iachini può sorridere per l’11°risultato utile consecutivo e si rammarica per la palla gol fallita da Pellissier a fine primo tempo.

Non si ferma più il Brescia di Cosmi. Le rondinelle stendono un Cesena sempre più ultimo e continuano la loro rimonta ai primi due posti, agganciando al quarto posto il Lecce. La promozione diretta dista ora soltanto tre lunghezze. Gli uomini di Cosmi lasciano sfogare gli ospiti nei primi dieci minuti, poi prendono in mano la partita. I bianconeri, decimati in mediana, non reggono la forza d’urto dei lombardi che in mezz’ora archiviano la pratica. Privi di Caracciolo, uscito al 24′ per infortunio, i bresciani passano con Lima, Dallamano e Possanzini. Il capitano viene festeggiato dal Rigamonti, poichè tocca quota 100 gol tra i professionisti. Buona prova anche per Bazzani, che non fa rimpiangere l’Airone. Il neo papà, infatti, confeziona l’assist per il 2-0 e sfiora la rete personale. Il Cesena, invece, non può nulla contro lo strapotere dei padroni di casa e dovrà cercare i punti per una salvezza sempre più difficile in altre partite.

Deraglia alla stazione di Ascoli il Pisa Express. Irriconoscibile la squadra di Ventura, solitamente corsara, sul prato del Cino e Lillo Del Duca. I toscani vengono letteralmente sovrastati dai padroni di casa, a cui il risultato finale non rende giustizia. Il gol di Soncin al 92′, infatti, arriva dopo una serie infinita di tentativi a cui si è stoicamente opposto Morello. I marchigiani, inoltre, hanno colto una traversa con Guberti e si sono visti negare la gioia del gol da un paio di salvataggi sulla linea; gli uomini di Iaconi sono apparsi in gran forma, molto brillanti, buon preludio per il prosieguo del campionato. I toscani, invece, crollano anche sul piano nervoso, facendosi espellere due giocatori: brutto segno per chi vuole rincorrere la A.

Sonante cinquina per la Triestina. La formazione di Maran torna al successo dopo 6 giornate trascinata da bomber Granoche che, non a caso, era a secco da 5 turni. A farne le spese è il Vicenza e la panchina di Gregucci, che torna a traballare più che mai. L’illusione dei berici dura lo spazio di 25 minuti, ovvero il tempo che intercorre tra il vantaggio firmato Bernardini e il sorpasso alabardato di Granoche. L’attaccante argentino mette a segno una tripletta, raggiungendo quota 16 centri, ben coadiuvato da Della Rocca, autore del momentaneo 1-1 e assist man in occasione della rete del vantaggio. L’altra marcatura triestina è di Testini, al primo gol in campionato. Il Vicenza maledice le assenze, su tutte quella di Zampagna, e continua a stazionare in zona play-out.

LE ALTRE SFIDE. Nello scontro salvezza Treviso-Spezia, buona prova degli ospiti che, però, non riescono ad ottenere più di un punto dalla trasferta veneta. Pareggio anche tra Modena e Mantova, con i virgiliani acciuffati all’ultimo respiro da Tamburini. Svanisce così ogni residua speranza per gli uomini del neo allenatore Brucato; per gli emiliani prova monstre del giovanotto classe ‘88 Biabiany, ispiratore di tutte le manovre dei canarini. Vittoria salvezza per il Piacenza sull’Avellino che sbatte il muso sui guantoni di Cassano, scivolando pericolosamente al terz’ultimo posto in classifica. Ennesima sconfitta per il Ravenna, stavolta a Frosinone: Eder e Lodi deprimono ancora di più i giallorossi romagnoli. Infine, pareggio che accontenta tutti tra Grosseto (senza vittorie da 8 turni) e Bari (doppietta di Cavalli).

Bologna, Cesena, Lecce, Serie B

Fuochi d’artificio tra Chievo e Lecce,Bologna torna in testa.

Gol, spettacolo ed equilibrio. Sono queste le tre parole d’ordine della serie B 2007/08. La 28°giornata ha visto l’ennesimo avvicendamento in vetta alla classifica, con il ritorno del Bologna al primo posto solitario. I rossoblù, infatti, grazie al soffertissimo successo nel derby con il Cesena, ha scavalcato il Chievo, autore di un pareggio scoppiettante con il Lecce. Alle loro spalle, continuano la loro marcia imperterrita Albinoleffe e Pisa, rendendo la lotta per la promozione più emozionante e incerta che mai. Ma andiamo con ordine. La “nuova” capolista ha faticato più del previsto contro il Cesena, reduce dal ritorno in panchina del “guerriero” Castori. Gli uomini di Arrigoni sono passati in vantaggio alla prima occasione con il solito Marazzina(16°centro), salvo essere raggiunti poco dopo da Croce, ben innescato da un colpo di tacco di Paponi. I bianconeri, schierati con un solido 5-3-2, imbrigliano bene i felsinei, mettendoli in difficoltà per gran parte della ripresa e sfiorando il colpaccio con Paponi. Quando il derby sembra avviarsi verso un giusto pareggio, arriva la giocata da tre punti di Bucchi: cross di Lavecchia e testata vincente dell’ex Napoli e Modena. Il tecnico dei romagnoli s’infuria con la terna arbitrale e non ha tutti i torti. Il gol decisivo, infatti, viene siglato in posizione di offside. Le proteste veementi costano all’allenatore l’espulsione, coronamento di un ritorno in panchina da dimenticare, nonostante la bella prestazione della squadra. Il Bologna è apparso poco brillante come nelle ultime giornate, ma sono stati sufficienti due tiri in porta per riportarsi in vetta alla classifica: massimo risultato con il minimo sforzo.

Girandola di gol ed emozioni nel big match del Bentegodi. Sei gol, due annullati, due espulsioni, tre rigori di cui uno sbagliato sono gli ingredienti di un pomeriggio quantomeno movimentato che, alla fine, accontenta solo in parte le due formazioni protagoniste. La partita regala subito sussulti, con il gol annullato ad Obinna e quello regolare di Marcolini su calcio di rigore: il penalty nasce da un fallo di Ardito su Iunco in un’azione che aveva visto i clivensi colpire un palo con Bentivoglio. Al 14′ pasticcio della difesa veronese : Valdes scarta il regalo e ringrazia, infilando Squizzi per l’1-1. Nonostante l’erroraccio di Cesar, il Chievo del primo tempo è superiore. La Iachini band, infatt, colpisce un altro palo con Mandelli e rimette la testa avanti grazie ad un tap in vincente di Mantovani:è il 20′ e il tabellone recita già 2-1. Squizzi, però, sembra decisamente in giornata no. Il numero uno gialloblù compie un’uscita folle e per poco Tiribocchi non ne approfitta. Per sua fortuna il reparto offensivo funziona molto meglio e la dimostrazione è il 3-1 firmato da Pellissier ad inizio ripresa. Il bomber veronese ruba palla a Diamoutene e infila il 13°centro stagionale. Non c’è un attimo di respiro. Il Lecce reagisce colpendo un palo con Zanchetta, poi sostituito da Abbruscato, e ottiene un calcio di rigore generoso: Valdes è glaciale, rimonta avviata. Passano soltanto sei minuti e Tiribocchi inventa una giocata d’autore:3-3, tutto da rifare. Il match rimane in bilico fino alla fine. Al 93′ l’ultimo atto. Maldonado stende in area Abbruscato e viene espulso. Dagli undici metri si presenta lo stesso bomber che si fa ipnotizzare da Squizzi: il portiere ex Cesena riscatta così una brutta prova salvando il risultato. Il Lecce sfiora in colpaccio ma può dirsi soddisfatto, anche se il pareggio costa il sorpasso dell’Albinoleffe. Egual destino per la formazione di Iachini che, pur avendo salvato il punto all’ultimo secondo, abbandona quel primo posto tanto inseguito e mantenuto per una sola giornata.

Continuano a correre Pisa e Albinoleffe. I toscani hanno piegato agevolmente il Treviso con i due bomber Kutuzov e Castillo, mentre i lombardi espugnano il difficile campo di Bari con il terzo gol in tre gare di Ferrari.

Calcio in Romagna, Cesena, Serie B

Castori torna in sella a Cesena.A Mantova esonerato Tesser.

E’ il giorno del ritorno di Fabrizio Castori. Il tecnico marchigiano ritorna sulla panchina del Cavalluccio al posto di Vavassori, dopo un “esilio” durato 14 partite. Castori, infatti, era stato esonerato nel novembre scorso dopo la disfatta nel derby col Rimini, per lasciare il posto proprio a Vavassori. Il tecnico orobico non è riuscito nell’impresa di risollevare le sorti del cub bianconero, ottenendo 13 punti in 14 gare: troppo pochi per sperare nella salvezza. Fabrizio Castori, entrato nella storia del Cesena per la memorabile promozione in B del 2003/04, per la vittoria nella coppa Italia di serie C, e per aver sfiorato il grande salto in serie A nel 2005/06, torna in riva al Savio con l’obiettivo di centrare l’ennesima impresa. Perchè salvare questo Cesena così opaco e disastroso, non può che essere un’impresa.

Cambia anche la guida tecnica del Mantova. Il presidente Lori, infatti, ha esonerato Tesser sostituendolo con il preparatore dei portieri Benevelli. Il patron ha optato, dunque, per una soluzione interna. Tesser paga il rendimento ampiamente sotto le aspettative dei virgiliani, lontanissimi ormai dalla zona play-off.

Albinoleffe, Calcio in Romagna, Cesena, Serie B

Cesena:al via un trittico infernale.

Oggi pomeriggio al Dino Manuzzi inizia un trittico da brividi per i bianconeri di Vavassori. Oggi, infatti, sbarcherà in riva al Savio la sorpresa Albinoleffe, mentre i prossimi due turni di campionato vedranno il Cesena affrontare le corazzate Bologna e Brescia. Vista la deficitaria situazione di classifica dei romagnoli e la forza delle avversarie, il futuro non è certamente tra i più rosei. La sconfitta di Vicenza ha lasciato il segno in casa bianconera, ma oggi urge una scossa per risollevarsi da quel penultimo posto che significherebbe retrocessione. L’andamento “lento” delle squadre di bassa classifica ha sinora mantenuto in corsa i romagnoli nella lotta per la salvezza; questa situazione, però, potrebbe non durare ancora a lungo. Vavassori si affida al classico 4-4-2 ma deve far a meno di capitan Salvetti, ricoverato in settimana all’ospedale Bufalini per un trauma contusivo addominale. Brutta tegola, quindi, per il trainer orobico, che deve già far fronte ad una lista infortunati perennemente lunga(out i “soliti” Sarti, Pagliuca, Aurelio, Turati, Ferretti). Al posto di Salvetti dovrebbe giocare De Feudis che farà coppia in mezzo al campo con l’ex senese Esposito. Probabili gli importanti rientri di Cardone, Campedelli e Croce. In attacco Djuric favorito su Moscardelli. I bianconeri hanno il difficile compito di bloccare il terzo miglior attacco del campionato e di “perforare” la terza difesa meno battuta del torneo.

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Il mercato delle tre romagnole

E’ tempo di bilanci in casa delle tre squadre romagnole militanti in serie B. Il mercato di gennaio ha portato molte novità, tra alti(pochi)e bassi(molti). Stiliamo un giudizio sui movimenti intrapresi da Rimini, Cesena e Ravenna.

RIMINI VOTO 5 - Acori ha visto partire, come ampiamente preannunciato, due dei pezzi più pregiati della sua “collezione”:bomber Jeda(passato al Cagliari) e Valiani(finito al Bologna). La perdita di questi due elementi importantissimi è stata colmata solo in parte dall’arrivo in prestito di Greco. L’ex Chievo dovrà fornire quel tasso di gol e fantasia che è venuto a mancare ai rivieraschi. La società biancorossa si è assicurata, inoltre, la firma del centrocampista Frara(ex Spezia), che potrà far rifiatare un pò gli uomini del reparto nevralgico del campo. è tornato alla Roma, invece, il “desaparecido” Palermo, di cui nessuno avvertirà l’assenza. Ad ogni modo, il Rimini si è indebolito durante la sessione invernale, e sarà ancora più difficile raggiungere l’obiettivo play-off. Per questo, nonostante il colpo Greco, il giudizio non può che essere insufficiente.

CESENA VOTO 5.5 - I bianconeri, considerata la deficitaria situazione in classifica, necessitavano di imponenti rinforzi. La società si è mossa bene in apertura di mercato portando in riva al Savio l’esperto Cardone(ottime le sue prove finora)e il giovane attaccante Paponi, entrambi dal Parma. Successivamente, Vavassori ha chiesto con insistenza un portiere, un esperto regista di centrocampo, e magari una punta. Ma non è stato completamente accontentato. Il portiere è arrivato, ma Arthur Gusmao, numero uno ex Cruzeiro giunto dal Siena con la formula del prestito, dovrà dimostrare tutto il suo valore. Una mezza scommessa, insomma. A centrocampo sono sfumati tutti gli obiettivi del Cavalluccio:i vari Bernardini, Biso, Loviso, hanno preferito altri lidi. Vavassori dovrà accontentarsi di due giovani promesse, Gennaro Esposito del Siena e Paolucci della Fiorentina. In attacco, sfumato Greco, non è arrivato nessuno, escluso Paponi. Fronte cessioni:Berti è passato al Novara, da cui arriva il difensore Cusaro, Piccoli all’Ancona, Mezavilla al Pisa, Vignati alla Pro Sesto, Fattori al Martina, Sacilotto al Perugia, Bova all’Alto Adige e Buda allo Spezia. Il cammino verso la salvezza, per i bianconeri, è sempre più in salita.

RAVENNA VOTO 7 - L’unico voto positivo se lo aggiudicano i bizantini, autori di una campagna acquisti massiccia e oculata. Il 7 sarebbe stato un 7.5 se non fosse stato ceduto, proprio nelle ultime ore di mercato, Chianese all’Arezzo. La partenza del bomber, infatti, lascia un pò scoperto il reparto offensivo giallorosso che vanta nelle sue fila solo tre giocatori:Succi, Fofana e Sforzini. è quest’ultimo il rinforzo “più prolifico”del Ravenna; appena arrivato da Vicenza, infatti, ha già messo a segno tre reti, tutte decisive. Lifting totale, invece, in difesa. Partiti Centurioni(Novara) e Larosa(Martina), sono arrivati il portiere Marruocco dal Cagliari, l’espertissimo Iuliano(ex Juve), Pecorari dallo Spezia e Ingrosso dal Bari. La dirigenza giallorossa non ha trascurato nemmeno il centrocampo. Gli innesti di Rossetti(ex Cesena), proveniente dalla Triestina, e di Trotta(ex Rimini)dal Treviso, permettono un buon salto di qualità in mezzo al campo. Non sempre una massiccia campagna acquisti apporta dei benefici, ma la crisi del Ravenna imponeva un intervento su larga scala. La parola, ora, spetta al campo.

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Rebus portiere per il Cesena

Nessuna fumata bianca in casa Cesena sul capitolo portiere. La dirigenza romagnola, infatti, è da tempo alla caccia di un nuovo numero 1. I nomi più gettonati nelle ultime ore sono Gianluca Curci, dodicesimo della Roma nonchè terzo portiere della nazionale, Gusmao del Siena (brasiliano ex-Cruzeiro) e Marco Fortin del Cagliari. Sulle tracce del primo ci sono anche Livorno e Reggina, e ciò rende la trattativa complicata. L’estremo brasiliano, appena tesserato dai toscani, sembra l’alternativa più valida al giovane portiere capitolino. Fortin, svincolatosi da poco tempo dal Cagliari, era ad un passo dalla firma col Vicenza, ma la trattativa è misteriosamente naufragata:c’è forse lo zampino della dirigenza cesenate dietro questa frenata?. L’ipotesi più suggestiva sarebbe, però, il graditissimo ritorno in Romagna di Alberto Fontana, già vicino a vestire la casacca bianconera un paio di estati fa. La sua situazione è legata a doppio filo con la trattativa che dovrebbe portare in rosanero Amelia del Livorno. Gli ultimi giorni di mercato ci diranno la verità su questo argomento. La risalita del Cesena, impelagato nei bassifondi della classifica del campionato cadetto, non può prescindere da un numero 1 nuovo di zecca.

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