Calcio mercato

Colpo argentino del Catania: arriva lo “xeneize” Ledesma

Catania scatenato. Ed esotico. Dopo l’arrivo del romeno Dica, viene acquistato a titolo definitivo per una cifra intorno ai 4 milioni di euro l’argentino Pablo Ledesma. Il centrocampista proveniente dal Boca Juniors ha firmato un quadriennale con la società rossoazzurra. Domani la presentazione. Il Catania batte quindi una folta concorrenza, in primis quella della Lazio, mettendo a segno un gran colpo.

Il mediano classe 84′, infatti, è un elemento di valore assoluto. Centrocampista centrale in grado di ricoprire la fascia destra, è abile sia nel “distruggere” il gioco avversario che nel creare il proprio. Titolare inamovibile degli Xeneizes, il club più titolato del Sudamerica, si è fregiato della vittoria di 4 campionati nazionali, una copa Sudamericana, una Libertadores ed un’Intercontinentale (a discapito del Milan): un palmares davvero invidiabile per un 24enne. Per lui 98 presenze in 5 anni condite da 8 reti. Ledesma, inoltre, ha esordito in nazionale il 18 aprile 2007 contro il Cile. Con gli arrivi contemporanei dell’argentino e di Dica, il Catania ha allestito un centrocampo (perlomeno nella zona centrale) di prim’ordine.

Calcio mercato, Fiorentina, Genoa, Juventus

Palladino rossoblù e Vargas viola: c’è l’accordo, manca solo la firma

Sono in via di definizione due affari molto importanti: Palladino dalla Juve al Genoa, Vargas dal Catania alla Fiorentina. Manca però un dettaglio non indifferente: la firma. La vicenda Amoruso (già dato per sicuro alla Lazio da tutti i giornali, salvo ritrattare perchè l’accordo è saltato) docet.

Il passaggio dell’attaccante napoletano al Grifone è stato annunciato da Preziosi in persona. I rossoblù versano alla Juve 5,5 milioni per la comproprietà e nell’ambito dell’operazione ottengono pure i prestiti di Paro e Criscito. Il Genoa mostra quindi di aver ambizioni d’Europa, poichè si conferma uno dei club più attivi sul mercato. Vicina alla conclusione anche la trattativa che dovrebbe portare il laterale peruviano in riva all’Arno. 12 milioni finiranno nelle casse del Catania, il giocatore firmerà invece un quinquennale da 1 milione circa annuale. La lunga telenovela, quindi, dovrebbe vivere l’ultima puntata a breve, con le visite mediche e la firma.

Calcio mercato, Genoa, Juventus

Mesto al Genoa, Chiellini bianconero fino al 2013. Bergamo non vuole Vieri, Fornaroli cerca squadra

Mesto, Chiellini, Dica- Giornata calda per il mercato. Il Genoa ha messo a segno un altro colpo acquisendo la comproprietà di Mesto. Il laterale, appena riscattato dalla Reggina, è stato girato in Liguria per 3 milioni di euro, il prestito di Fabiano e la comproprietà di Santos. Si ricompone in maglia rossoblù, quindi, la ex coppia amaranto Mesto-Modesto. Il Catania, invece, si è assicurata le prestazioni del rumeno Dica. Il fantasista, reduce dall’Europeo (dove ha sfidato, per altro, la nostra nazionale), è una specifica richiesta di mister Zenga che lo ho avuto allo Steaua Bucarest. Costo dell’operazione 2 milioni. La Juve, invece, blinda Chiellini. Il centrale classe 84′ ha firmato il rinnovo fino al 2013, affidando il suo futuro al club bianconero.

Fornaroli, squadra cercasi- E’ sbarcato in Italia Bruno Fornaroli. Il bomber uruguaiano è a Milano nella speranza di acquisire la nostra cittadinanza- i suoi antenati erano molisani- e il conseguente status di comunitario. Così facendo, diventerebbe oggetto del desiderio di moltissimi club di A, tra cui Napoli, Lecce e Lazio. El Tuna infatti, nonostante la giovane età- deve ancora compiere 21 anni- è un punto fermo del suo club attuale, il Nacional Montevideo, e della nazionale uruguaiana.

Buste- Tutto come previsto nel capitolo comproprietà. Cacia torna al Piacenza, Tissone all’Udinese e il Toro riporta a casa Bjelanovic e Abbruscato. Il Catania riscatta Colucci, mentre in B il Rimini supera l’offerta del Bari (1,3 mln contro 1,1) per l’attaccante Vantaggiato. Bel colpo. I pugliesi perdono pure Michele Anaclerio in favore del Piacenza. Brutta perdita anche per il Cittadella: bomber Coralli torna all’Empoli (500mila per la seconda metà) ma forse verrà rigirato in prestito ai granata stessi. Il Treviso, invece, la spunta sul Chievo per Scurto. In C, l’affare del giorno è il riscatto di Salgado da parte del Foggia. Superata di un soffio (180mila contro 160mila) l’offerta dell’Avellino. Ma il bomber, autore di 10 reti nell’ultimo campionato cadetto, verrà ceduto. Non solo buste. La Triestina ottiene in prestito l’esterno Rullo dal Napoli e il portiere Sirigu dalla Cremonese, con la stessa formula Terranova (Palermo, quest’anno al Vicenza) s’accasa al Livorno. Infine, il Frosinone ha rinforzato la difesa con l’ex modenese Antonazzo.

Tutta Bergamo contro Bobo- Vieri? No, grazie. Bobone è vicinissimo all’Atalanta, ma i tifosi hanno fatto capire a chiare lettere di non gradire il suo ritorno. Il bomber, infatti, sarebbe reo di aver lasciato in fretta e furia i nerazzurri l’estate scorsa, dopo che era stato recuperato, guarito e aspettato. I tifosi hanno tappezzato la città di manifesti anti-Vieri come forma di protesta. Ma la dirigenza ha già detto che non baderà agli umori popolari. Staremo a vedere.

Calcio mercato, Serie A

Allegri sbarca a Cagliari, Zenga confermato a Catania

Non solo Mancini e il suo clamoroso esonero. Sono diverse, infatti, le panchine in fermento. Oggi si sono delineate con chiarezza due situazioni rimaste in sospeso a fine campionato. Stiamo parlando di due piazze importanti del sud, Cagliari e Catania.

Si cambia a Cagliari- In Sardegna è finita l’era Ballardini. Troppo alte le richieste del tecnico fautore della salvezza miracolosa(circa 600mila per due stagioni). Sebbene a malincuore, Cellino ha dovuto sostituire il trainer emiliano, inseguito ora dal West Ham. E non ha perso tempo. E’ quasi ufficiale, infatti, l’ingaggio di Allegri. L’allenatore reduce dalla promozione in B col Sassuolo esordirà così in serie A, compiendo un balzo doppio. La scelta è caduta su Allegri, oltre che per le capacità tecnico-tattiche, per il suo passato in rossoblù. Il trainer, infatti, era la mezz’ala del Cagliari dei sogni, quello che conquistò la qualificazione Uefa nel 1994 grazie ai gol di Oliveira e Valdes. Che sia benaugurante?

Zenga confermato- Niente scossoni, invece, a Catania. Zenga si è meritato la riconferma dopo la salvezza arpionata all’ultimo minuto. Il contratto con la società etnea è stato prolungato fino a giugno 2009.

Serie A

L’altalena di emozioni dell’ultimo emozionante atto

Ore 15- Si parte. Inter e Roma si contendono lo scudetto, Fiorentina e Milan il quarto posto valevole per la Champions, Catania, Parma e Empoli l’ultimo vagone per restare in serie A.

15.07- Il primo sussulto arriva dal Massimino. Dopo un assolo strepitoso Vucinic batte con un diagonale precisissimo Polito e porta in vantaggio la Roma. I giallorossi sorpassano per la prima volta in vetta l’Inter. Roma 84, Inter 83

15.10- Buscè appoggia a porta sguarnita un assist di Antonini, l’Empoli balza in zona salvezza. L’aggancio al Catania, grazie al vantaggio negli scontri diretti, vale la permanenza in serie A. Empoli 36, Catania 36, Parma 35.

15.32- Un sinistro a girare di Mesto gela San Siro. Il Milan va sotto con l’Udinese, il sogno Champions si allontana. Fiorentina 64, Milan 61.

15.45- Si va al riposo con la Roma virtuale campione d’Italia, i viola in Champions e l’Empoli salvo.

16.03- Entra Pato e i rossoneri pareggiano, tornando in corsa per il quarto posto. Fiorentina 64, Milan 62.

16.11- Ad Empoli Saudati raddoppia e mette in ghiaccio il successo dei toscani. Ora l’attenzione è tutta rivolta a quel che succede al Tardini e al Massimino.

16.14- Pippo Inzaghi riscatta le tante occasioni fallite scaricando in rete con rabbia un pallone vagante. Il 100°gol in rossonero vale il sorpasso all’Udinese e l’aggancio ai viola che varrebbe il quarto posto in virtù del vantaggio negli scontri diretti. Milan 64, Fiorentina 64.

16.16- Ibrahimovic, entrato da pochi minuti, decide la corsa scudetto con la sua classe. Lo stop a seguire e il destro potente a filo d’erba manda in delirio i tifosi nerazzurri presenti al Tardini. L’Inter smette di soffrire e rimette le mani sul tricolore. Inter 85, Roma 84.

16.31- Osvaldo show. Il giovane attaccante viola alza la sfera con la testa e sfodera una rovesciata d’autore. Il fortino di Sereni, autore di una grande prestazione, crolla: la Fiorentina si riappropria del pass per la Champions. Fiorentina 66, Milan 64.

16.34- Cafu saluta Milano con l’inutile 3-1, e nel frattempo a Parma si chiude il discorso scudetto. “Ibracadabra” spedisce in rete con una voleè di sinistro un cross di Maicon cucendo il tricolore sulle maglie nerazzurre. Lo svedese diventa decisamente l’uomo scudetto.

16.42- L’ultimo brivido di un pomeriggio incredibile lo regala il Massimino. Il Catania, dopo aver centrato due traverse, coglie il meritatissimo pareggio grazie a Martinez. La rete del sudamericano regala la salvezza ai rossoazzurri e condanna alla B l’Empoli. Catania 37, Empoli 36, Parma 34.

16.50- I verdetti finali: festeggiano l’Inter campione d’Italia, il Catania salvo e la Fiorentina in Champions. Empoli e Parma salutano la A, il Milan “retrocede” in Uefa.

Inter, Roma, Serie A

Inter-Roma, atto finale

Ci siamo. Manca ormai pochissimo ai 90 minuti di fuoco che decideranno il campionato. Tutta una stagione condensata nell’ultimo atto, che andrà in scena parallelamente su due “palcoscenici”: al Tardini di Parma e al Massimino di Catania. Inter e Roma, separate da un solo misero punticino, incrociano i loro destini con 2 squadre che lottano per non retrocedere: nemmeno il drammaturgo più geniale avrebbe potuto ideare un finale così avvincente. Vediamo che atmosfera si respira sulle due sponde in questa tesissima vigilia.

INTER- Nessun tifoso interista avrebbe pensato (e men che meno augurato) di doversi giocare il tricolore all’ultima giornata. Gli 11 punti di vantaggio di metà febbraio sembravano un bottino rassicurante, un divario incolmabile. La cocente eliminazione dalla Champions e le dichiarazioni choc di Mancini, invece, hanno rotto il giocattolo nerazzurro. Nonostante ciò, a quattro turni dal termine i punti di vantaggipo erano ancora 6. L’Inter, però, dopo aver fallito gare chiave come lo scontro diretto e la sfida con la Juve, ha gettato al vento due match point. Il ko col Milan, figlio di un atteggiamento rinunciatario, avrebbe potuto essere dimenticato con la vittoria del tricolore contro il Siena, ma la doppia rimonta toscana e il penalty fallito da Materazzi hanno vanificato tutto. Il punto di vantaggio è, sulla carta, tanta roba. E’ sufficiente battere il Parma per confermarsi campioni e i gialloblù sono reduci da una stagione disastrosa. La seconda peggiore difesa del campionato non dovrebbe essere difficile da perforare, ma ciò che spaventa l’ambiente nerazzurro è l’aspetto psicologico. Un altro 5 maggio sarebbe un colpo troppo duro da assorbire, anche perchè quel pomeriggio di 6 anni fa apparirebbe come una giornata di normalità rispetto ad un ulteriore e ben più clamoroso fallimento. Per scacciare l’incubo Mancini si affida ad un 17enne senza patente, al secolo Mario Balotelli: senza lui, la luce in casa nerazzurra pare spegnersi. E in panchina tornerà un certo Zlatan Ibrahimovic, pronto a dare il proprio contributo in questo emozionante rush finale.

ROMA- I giallorossi ci credono. La stagione della Roma è stata eccellente, un sorpasso all’ultimo turno la renderebbe strepitosa. Gli uomini di Spalletti hanno il merito di aver sempre creduto nella rimonta, e nel 2008, oltre a produrre il calcio migliore, hanno raccolto più punti di tutti. L’ambiente romanista è carichissimo, il morale è alle stelle. Mezza Italia tifa per i giallorossi, vuoi per il bel gioco espresso, vuoi per l’antipatia che suscita l’Inter in molte tifoserie rivali. L’impegno odierno della Spalletti band è più ostico di quello della truppa Mancini. Il Catania, infatti, vanta la seconda miglior difesa casalinga e il Massimino è notoriamente una “polveriera” pronta ad esplodere. I giallorossi, però, sono abituati a questo tipo di sfide e non hanno la pressione psicologica che grava sui nerazzurri. Spalletti si affida al modulo consueto con Aquilani al centro del tridente che si muove alle spalle di Vucinic. La Roma cercherà i tre punti con un orecchio rivolto a ciò che succede al Tardini. Tra qualche ora conosceremo il nome della squadra campione d’Italia 2008 con la certezza di aver assistito ad un campionato avvincente e combattuto come non accadeva da diverse stagioni.

Inter, Roma, Serie A

Dopo Catania, anche Parma vietata: no ai tifosi interisti

Una sfida scudetto, stesso destino. Dopo la decisione del prefetto di Catania di vietare la trasferta ai tifosi giallorossi, è di oggi la notizia che anche per i sostenitori nerazzurri il Tardini di Parma sarà off limits.

Parma- La decisione è stata presa dopo una riunione del Comitato per l’ordine pubblico. Il prefetto ha dichiarato che i 1.600 posti destinati agli ospiti saranno messi a disposizione delle scuole della città emiliana, dopo che erano girate anche voci sul possibile esodo da Roma di ultras capitolini. “Si vuole evitare una ferita alla città. Non è questione di mancanza di fiducia nei nostri tifosi e in quelli interisti, ma è nostro dovere prevenire possibili disordini”, in sintesi il pensiero del prefetto Paolo Scarpis.

Catania- La prevendita per lo stadio Massimino continua, ovviamente solo per i siciliani. I precedenti tra le due tifoserie hanno portato a questo drastico provvedimento, criticato aspramente nei giorni scorsi dal presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese, che ha parlato di ingiustizia nell’usare due pesi e due misure, affermando anche che le forze dell’ordine hanno la capacità di tamponare ogni situazione di presunto pericolo.

Coppa Italia, Roma

La Roma passa in finale: 1-1 a Catania

Nessun colpo di scena nel secondo ritorno di Coppa Italia: sarà ancora una volta Roma contro Inter, giallorossi contro nerazzurri per il quarto anno di seguito. La Roma amministra bene la gara col Catania, e con uno striminzito 1-1 conquista l’ennesimo accesso alla finale della coppa nazionale.

Impostazioni tattiche- Zenga decide di non proporre la rosa al completo, sacrificando questa competizione per il vero obiettivo dei siciliani, ovvero la permanenza in serie A, che domenica passa dalla Juventus. In difesa lascia Stovini fuori e gioca con una punta, fiducia a Pià supportato da Colucci e Mascara. Spalletti mette Aquilani come centrale offensivo dietro Vucinic, lascia le fasce a Perrotta e Giuly e deve reinventarsi la difesa per via di infortuni e squalifiche: dentro Cassetti e Panucci.

La cronaca-Una partita tranquilla, si comincia così dal primo minuto. La Roma gestisce il gioco senza troppi problemi, forte anche del risultato dell’andata (1-0). Spinge sulle fasce, Cicinho è molto motivato, Perrotta parte dal lato per accentrarsi e puntare l’area. I rossoazzurri ripartono in contropiede ma le azioni offensive rimangono sterili. Succede tutto negli ultimi 20′ del primo tempo, quando al rigore trasformato da Aquilani, per un fallo al limite dell’aria di Izco su Vucinic, risponde un bel colpo di testa di Silvestri sullo sviluppo di una punizione dalla destra. Il Catania si sveglia e si rende pericoloso con veloci ripartenze.

Ripresa- Nel secondo tempo non c’è partita: i padroni di casa rinunciano al pressing, i giallorossi gestiscono il possesso palla senza problemi e sfiorano il gol del vantaggio diverse volte: splendida l’azione che vede protagonisti un delizioso velo di Perrotta per Vucinic, che di prima regala un altrettanto delizioso pallonetto al numero 20 romanista anticipato di poco dall’uscita di Bizzarri. Dopo 8′ è ancora Perrotta ad andare vicinissimo al 2-1 cogliendo la traversa con un colpo di testa.

Finisce senza altre emozioni, e il 24 maggio all’Olimpico sarà Roma-Inter, partita che potrebbe rappresentare una rivincita tra le due squadre ancora in lotta anche in campionato.

Calcio mercato, Juventus, Milan, Palermo

Juve attratta da Vargas e Gilardino.

Da qualche giorno sul taccuino degli uomini di mercato bianconeri sono comparsi due nomi nuovi: Vargas e Gilardino.

L’esterno sinistro in grado di coprire tutti i ruoli nella sua fascia di competenza piace tantissimo, infatti, ai bianconeri. Ma non solo. Il peruviano è seguito da Siviglia, Valencia, Tottenham, persino il Barcellona ha fatto un sondaggio. Vargas, però, gradirebbe rimanere in Italia per ripetere la fase di ambientamento. Anche la Roma è sulle sue tracce da un pò di tempo, ma il club di via Galileo Ferraris sembra in pole position. Il Catania chiede 15 milioni per il suo gioiello, ma la Juve ha importanti contropartite tecniche da metter sul piatto. Un nome su tutti Lanzafame, richiestissimo anche da Palermo e Genoa. La sensazione, comunque, è che l’affare si farà.

Più complicato l’intreccio che porterebbe a Torino Gilardino. Il bomber rossonero non sente più la fiducia di società e tecnico; dopo due stagioni in chiaroscuro gradirebbe cambiare aria. A Firenze il suo mentore Prandelli lo accoglierebbe a braccia aperte, dandogli il posto da titolare, ma l’ingaggio del biellese non è in linea con il budget viola. Qui spunta l’opzione Juve. In bianconero Gila sarebbe sì chiuso da Trezeguet, ma i tanti impegni tra campionato e coppa permetterebbero un suo utilizzo consistente. Ma perchè i bianconeri inseguono il milanista? La risposta è semplice: l’affari Amauri si è complicato. Il brasiliano chiede 3,75 milioni annui, l’offerta del club è ferma a 3. Lontano l’accordo anche con la società rosanero. Il nodo riguarda le contropartite tecniche: i siciliani chiedono i gioielli Lanzafame e Giovinco, ma l’empolese è considerato incedibile. Il Milan, interessato da sempre al bomber carioca, potrebbe inserirsi nella trattativa, girando poi Gilardino alla Juve. I rossoneri non hanno nè problemi d’ingaggio nè riguardo l’acquisto del cartellino. Lo scambio triangolare è fattibile.

Serie A

Milan, derby e 4°posto. Si riaccende una speranza per la Roma.

E’ la domenica del Milan, dell’ultimo Pallone d’Oro Kakà e dell’intramontabile killer del gol Inzaghi. Il tandem offensivo regala una gioia doppia al popolo rossonero che conquista in un colpo solo derby e 4°posto a discapito della Fiorentina caduta a Cagliari. Aver negato la gioia della festa tricolore ai cugini dell’Inter, per altro, è un ulteriore motivo di godimento per i tifosi di fede milanista. In una domenica in cui tutti i fari erano puntati su San Siro, la Roma ha fatto silenziosamente il  suo dovere sbancando (con cinismo e una discreta dose di fortuna) Marassi, mentre la lotta salvezza si è infiammata ancora di più, con squadre che scendono (Catania e soprattutto Empoli e Livorno) e altre che salgono (Cagliari, Torino, Parma).

IL DERBY MILANESE. Poteva essere il derby della festa tricolore, invece è stato un tripudio rossonero. Il successo degli uomini di Ancelotti è netto e va al di là del punteggio finale (2-1). Per un’ora di gioco si è visto solo il Milan in campo, mentre l’Inter pensava soltanto a contenere. La mossa tattica decisiva è stata l’avanzamento di Kakà nel ruolo di seconda punta con ampia libertà di svariare su tutto il fronte d’attacco, lasciando a Seedorf la possibilità d’inserirsi da posizione centrale. Mancini, invece, ha disegnato un undici troppo rinunciatario ed ha effettuato scelte discutibili. Su tutte l’utilizzo di un finto trequartista (Maniche) con mansioni di marcatura fissa su Pirlo, ma anche la scelta delle due torri in attacco (Crespo-Cruz) invece di un vivace Balotelli, per finire con la sostituzione di Burdisso con Rivas. Il resto l’ha fatto la superiorità atletica dei rossoneri e un Inzaghi incredibile, capace di segnare il 9°gol in 5 partite: la sua candidatura per un posto agli Europei si rinforza giorno dopo giorno. SuperPippo fallisce due ottime occasioni nel primo tempo, ma ad inizio ripresa castiga di testa Julio Cesar su cross di Kakà. Lo stesso brasiliano, cinque minuti dopo, sfrutta un errore di Vieira per involarsi a siglare il raddoppio. I nerazzurri allora si scuotono, evidenziando il fatto che il loro atteggiamento era stato troppo remissivo. Crespo si divora una clamorosa palla gol, il solito Cruz riapre la partita su punizione. La banda di Mancini ci prova, ma con scarsi risultati. L’allenatore di Jesi stecca, quindi, l’ennesima prova del nove (come lo scorso con la Roma o in tutte le ultime edizioni di Champions): la sua speranza e quella di tutti gli interisti è che la festa tricolore sia rimandata al match con il Siena, stessa squadra contro cui venne festeggiato il 15°scudetto. Corsi e ricorsi della storia.

Si riaccende, quindi, la fiammella di speranza giallorossa. Il netto successo in casa della Sampdoria (3-0) non rispecchia, però, l’andamento della partita. I blucerchiati hanno dominato per un’ora, costruito 6/7 palle gol, colpito due legni (Sammarco al 32′ e Bellucci al 44′), ma la porta di un Doni strepitoso è rimasta inviolata, stregata. La prestazione dell’ex di turno Cassano è l’emblema della sfida di Marassi: il talento barese ha creato, ha avuto 3 occasioni d’oro ma le ha malamente sciupate. E allora la Roma, spinta dalle buone news che arrivavano da San Siro, ha colpito alla prima chanche. Panucci ha aperto le danze con un colpo di testa, Pizarro e Cicinho hanno archiviato la pratica con due contropiede da manuale. I punti di distacco dalla capolista rimangono tre (quattro considerando lo svantaggio negli scontri diretti): tantissimi a due turni dalla fine, ma val la pena sperare. Ad ogni modo, la Roma ha firmato ieri il suo record assoluto di punti (78) e vittorie (23) in un campionato. Con la finale di Coppa Italia ad un passo e il buon rendimento in Champions, la stagione degli uomini di Spalletti è sicuramente più che positiva. Per la Samp, invece, s’allontana il sogno Champions, ma lo stesso discorso fatto per i giallorossi vale per i doriani.

Si chiude a Cagliari la settimana nera della Fiorentina. Dopo la beffarda eliminazione in Uefa (vedi “Che peccato Fiorentina“), arriva pure il sorpasso del Milan in chiave Champions. Sorpasso che brucia dopo aver occupato la quarta piazza per otto lunghi mesi. Il rush finale pieno di impegni rischia di costar caro ai viola, anche se un applauso nei loro confronti è doveroso. La banda Prandelli, al quinto ko esterno consecutivo, cade per altro sul campo di una delle squadre più in forma del torneo. Ballardini e i suoi, infatti, hanno conquistato ben 23 punti nelle ultime 9 apparizioni casalinghe, un ritmo da aspirante allo scudetto. I rossoblù, trascinati dalla solidità di Conti e dall’estro dell’emergente Cossu, hanno ormai in tasca una salvezza ritenuta irraggiungibile qualche mese fa.

Balza al sesto posto l’Udinese inguaiando uno jellato Empoli. Il gol dei bianconeri firmato Quagliarella è una paperissima del portiere Balli. Il suo collega rivale Handanovic, invece, blinda la vittoria respingendo un tentativo dal dischetto di Giovinco e compiendo altri tre interventi decisivi. Quando il numero uno sloveno non ci è arrivato, è stato il palo a negare il meritato pareggio ai toscani. La Cagni band, dunque, crolla al penultimo posto: la situazione è disperata, occorrerà un mezzo miracolo. Per i friulani, invece, aumentano i rimpianti per i punti persi per strada: agguantare il quarto posto non era impresa impossibile.

Primo pesantissimo successo esterno della Reggina sul campo di una rivale diretta, il Catania. Nick Amoruso ha raggiunto con una doppietta quota 100 reti in serie A, tornando al gol dopo 2 mesi e mezzo d’astinenza. La squadra di Orlandi scavalca gli etnei in classifica, compiendo un bel balzo verso la salvezza. Gli amaranto sono stati estremamente cinici, i loro avversari, privi del loro bomber Mascara, l’esatto contrario. Mascara ha sciupato l’inverosimile, condannando i suoi a cercare punti salvezza alle corazzate Juve e Roma: roba da far tremare i polsi.

Tornano a respirare Toro e Parma. Dopo 4 ko di fila, i granata piegano un Napoli appagato e un pò svogliato. Rosina e Di Michele i marcatori. Domenica a Livorno potrebbe arrivare la tanta sospirata salvezza. Una domenica di normalità, finalmente, per i ducali. La formazione di Cuper conclude il match con tutti gli effettivi, evento che non si verificava da un pò di tempo, e torna alla vittoria. Lucarelli si riscatta dopo tanti errori e firma tre punti vitali. Il calendario, però, è un tappone in salita: prima Firenze poi l’Inter in casa, sperando almeno che i nerazzurri siano già campioni d’Italia.

Crolla il Livorno. Padoin inventa un pallonetto d’autore all’ultimo secondo e condanna quasi certamente alla B i labronici. Rossini e Pavan avevano riequilibrato la partita di Bergamo sebbene il Livorno avesse prodotto troppo poco per una squadra che ha l’acqua alla gola. Il castigo è arrivato, puntuale e beffardo, in coda alla sfida. Doni è diventato con 58 reti il goleador più prolifico della storia atalantina scavalcando Bassetto (57).

LE ALTRE PARTITE: Il Siena festeggia la matematica salvezza sconfiggendo una Juve demotivata. Amauri stende la Lazio con una doppietta.

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