Milan, Serie A

Brutto Milan a Cagliari: è solo 0-0

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Un buon Cagliari frena il Milan
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CAGLIARI- I fasti del derby sono già acqua passata. Il Milan approda a Cagliari e, sul campo dell’ultima in classifica di serie A, ricade negli antichi vizi. Cioè di andare in difficoltà con le piccole, buttare all’aria punti preziosi e rischiare addirittura la sconfitta. Un Milan troppo lezioso ed accademico in partite dove, al posto del fioretto, servirebbe la sciabola. Perchè si sa, gli scudetti si vincono al Sant’Elia o al Granillo, non negli scontri diretti.

Senza paura- I rossoblù, inchiodati ancora a zero, hanno un disperato bisogno di punti. Allegri, dunque, rischia tutto col 4-3-1-2 con Cossu alle spalle di Larrivey-Acquafresca. Ancelotti, invece, rispolvera il tridente ‘brasileiro’ visto nel derby e sceglie ancora Seedorf come vice Pirlo. L’occasione di avvicinarsi alla vetta è ghiotta, ma i rossoneri sono lontani parenti di quelli ammirati 7 giorni fa. E’ il Cagliari, infatti, a far la partita. Fini crossa in mezzo ma nessuno è pronto al tap in, Larrivey salta anche Abbiati ma mette fuori da posizione decentrata. La formazione ospite è troppo leziosa, poco incisiva, mentre gli isolani si sacrificano l’uno per l’altro e producono pure qualcosa di buono.

Colpaccio sfiorato- Nella ripresa cambia poco. Il Milan è sì più pimpante e convinto, ma non basta. E’ ancora l’undici di Allegri, infatti, ad andare vicino al vantaggio con Fini e Agostini, il cui errore sotto porta è clamoroso. Pato risponde con due iniziative,ma l’occasione più ghiotta degli ospiti capita ad Ambrosini. Peccato, però, che il suo colpo di testa sia salvato da Shevchenko appena entrato con Inzaghi per cercare il colpo da tre punti. Che non arriverà, perchè il pari diviene addirittura prezioso al 90′ quando Fini e Conti sciupano da pochi passi. La 4° vittoria consecutiva sfuma; i sardi muovono la classifica dopo aver sfiorato il colpaccio.

Calcio, Serie A

Inter e Juve in vetta. Ok Roma e Fiorentina. Pari tra Udinese e Napoli

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Maicon, gran gol al Toro
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ROMA - In attesa che si giochi il posticipo tra Milan e Lazio la classifica inizia a prendere forma. In testa, appaiate a quota 7, ci sono Juventus e Inter. Respirano Palermo, Fiorentina e Roma grazie alle vittorie casalinghe. Si inceppano, invece, Genoa, Bologna e Atalanta. Pari con emozioni in Samp-Chievo e Udinese-Napoli. Segno X anche nella sfida di Lecce tra i padroni di casa e il Siena.

CATANIA - ATALANTA 1-0
La capolista cade a Catania e perde il primato. Al Massimino finisce 1-0 per i padroni di casa che vincono grazie al gol dell’ex Paolucci: palla in area a sinistra per l’attaccane rossazzurro che penetra e calcia un rasoterra sinistro sul primo palo non irresistibile. Coppola è in ritardo e subisce il primo gol in campionato. Inutile l’assalto finale degli orobici. Etnei che agganciano i nerazzurri a 6 punti.
ROMA - REGGINA 3-0
Si risveglia la Roma. Il 3-0 alla Reggina serve per dimenticare la batosta casalinga di Champions e per dare morale alla squadra. Capitolini in vantaggio sul finale di primo tempo con Panucci che appoggia in rete il più facile dei gol. Nella ripresa al 6′ Aquilani raddoppia con un sinistro violentissimo che si infila nel sette alla destra i Campagnolo. Nel recupero il tris di Perrotta lesto ad approfittare di una ribattuta corta del numero uno amaranto su punizione di Totti.

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La zampata di Amauri dà il primato alla Juve
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CAGLIARI - JUVENTUS 0-1
La Juventus non si ferma. Nemmeno quando in infermeria ci sono più titolari che in campo e di fronte c’è un Cagliari letteralmente agguerrito. La rete che vale i tre punti la segna Amauri (40′ pt) che sfrutta un cross di Marchisio deviato leggermente da Iaquinta. Alla fine del primo tempo Buffon si fa male all’interno coscia e rimane negli spogliatoi. In settimana si saprà di più. In pieno recupero Manninger è costretto a fare i miracoli su un tiro potentissimo di Matri.
FIORENTINA - BOLOGNA 1-0
Gilardino è rinato. E’ sempre lui l’uomo-gol della Fiorentina anche se in questo caso un grande grazie va alla scellerata uscita di Antonioli che spalanca la porta all’ex rossonero, bravo a finalizzare di testa un cross di Santana. Ai viola, quindi, vanno i primi 3 punti del proprio torneo. Al Bologna, invece, va l’ennesimo rimprovero per i tanti errori difensivi che costano la seconda sconfitta di fila.

LECCE - SIENA 1-1
Rimane “tabù” il Via del Mare per il Siena che a Lecce non ha mai vinto. Toscani in vantaggio nel primo tempo con Ficagna che approfitta di una disattenzione difensiva e a due passi dalla porta leccese infila Benussi. Nella ripresa i salentini provano a reagire e, dopo aver rischiato di subire il raddoppio, pareggiano con un colpo di testa su punizione di Caserta.

PALERMO - GENOA 2-1
La cura “Ballardini” sembra far ben ai siciliani. Con l’ex tecnico del Cagliari, i rosanero hanno segnato sul proprio ruolino di marcia due vittorie in due partite. Questa volta la vittima è un Genoa irriconoscibile e alla seconda sconfitta in campionato. I padroni di casa vanno in vantaggio nel primo tempo con un siluro da dentro l’area di destra di Cavani. Nella ripresa Bovo dai 30 metri batte nuovamente Rubinho. Inutile il gol nel finale di Milito che a porta vuota accorcia le distanze.

SAMPDORIA - CHIEVO 1-1
Non basta un ispiratissimo Antonio Cassano ai blucerchiati per portare a casa il primo successo in campionato. Di fronte un Chievo ben messo in campo, più brillante dal punto di vista fisico e determinato a portar via un punto dal Ferraris. Samp in vantaggio con Franceschini che conclude in rete una splendida azione targata Cassano. Due minuti dopo il pari dei veronesi con Langella che di forza supera Mirante e mette in rete una palla che passa in una selva di gambe blucerchiate.

TORINO - INTER 1-3
Brava e fortunata la formazione nerazzurra che passa in vantaggio con un’autorete di Pisano su cross di Mancini, poi raddoppia con un gran destro a incrociare di Maicon dal limite. Nella ripresa il Toro colpisce il palo con Cambiasso che devia verso la propria porta un cross di Diana. Un minuto dopo Ibrahimovic, servito da Mancini, buca per la terza volta Sereni con un rasoterra non irresistibile. Il gol bandiera granata arriva alla mezzora con Abbruscato che insacca in spaccata su un traversone di Samuel.

UDINESE - NAPOLI 0-0
Rischiava di essere un’amichevole visto le fatiche del giovedì di Coppa e l’ampio turn over di Reja (mancano 6/11 della formazione titolare), invece è stata una gara tiratissima al Friuli di Udine. Nella ripresa da segnalare un palo di Blasi (2′ st) e una traversa di Inler (35′ st). Napoli in 10 per l’espulsione di Santacroce (per doppia ammonizione) al 28′ del secondo tempo.

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Calcio, Serie A

Tutti i numeri e le curiosità della terza giornata di Serie A

Buffon guida la difesa A
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ROMA -Dopo la “tre giorni” europea riparte la serie A con la terza giornata e con tutte le curiosità e le statistiche che essa porta con sé.

CAGLIARI - JUVENTUS
La Juventus non perde in gare ufficiali da 12 gare (l’ultima sconfitta risale al 4 maggio 2008, Siena-Juventus 1-0, ndr) e va a segno da altrettante partite. Il Cagliari, invece, non fa centro in gare ufficiali da 239’, ovvero dal 31’ di Cagliari-Lazio 1-4 del 31 agosto scorso. Lo scorso anno al Sant’Elia la Juve vinse 3-2 tra le polemiche.

CATANIA - ATALANTA
Si parte già da un dato record: è la sfida tra le due compagini che hanno subito più cartellini fino ad ora (10 per i siciliani, 7 per i bergamaschi). Gli uomini di Del Neri, tra vecchia e nuova stagione, arrivano al Massimino con un filotto di 4 vittorie consecutive, non subendo gol in gare ufficiali dalla partita di Coppa Italia vinta col Modena (2-1, ndr) il 23 agosto scorso (rete di Bruno su rigore al 35′pt, ndr). Gli etnei, dal canto loro, non subiscono reti in casa in gare ufficiali dal 23 agosto scorso (Coppa Italia, Catania-Parma 2-1, ndr). Tra vecchia e nuova stagione i rossazzurri vanno a segno da 10 gare consecutive.

FIORENTINA - BOLOGNA
Dall’ultima volta che il Bologna vinse a Firenze sono passati 19 anni (5 novembre 1989, 0-1, ndr), da allora si sono disputati 9 incontri ufficiali con un bilancio di 4 vittorie viola e 5 pareggi. I padroni di casa non perdono al Franchi in campionato da 14 gare ufficiali (l’ultima sconfitta: 3 febbraio 2008, Fiorentina-Milan 0-1, ndr). Nel Bologna Marazzina (se dovesse giocare) raggiungerebbe quota 100 presenze con la maglia degli emiliani. 99, invece, le sconfitte in carriera per il tecnico rossoblu Daniele Arrigoni.

LECCE - SIENA
Via del Mare stregato per la squadra senese: nei sei precedenti ufficiali il Lecce si è imposto per 3 volte, mentre nelle restanti tre gare altrettanti pareggi. La squadra salentina ha la porta inviolata in casa dal 22 aprile 2006 (Lecce-Treviso 1-1, ndr). Non può sorridere di certo il Siena che nelle ultime 11 gare ufficiali (tra vecchia stagione e nuova) ha vinto una sola volta in trasferta (Empoli-Siena 0-2, ndr). Per il resto 6 pareggi e 4 sconfitte.

Il capocannoniere Zarate
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MILAN - LAZIO
E’ il big match della giornata. Un testa-coda impensabile solo due un mese fa. Ai rossoneri spaventa soprattutto il reparto difensivo: solo in una delle ultime 17 gare di campionato il Milan non ha subito gol (22 marzo 2008, 1-0 al Torino, ndr) per un totale complessivo di 25 reti incassate. La Lazio (tra vecchia e nuova stagione) è reduce da 5 successi di fila e trova in Zarate l’uomo gol di questa inizio di stagione (3 reti in due partite). 100/a gara in maglia rossonera per Jankulovski. Festa anche per Shevchenko. Se l’ucraino dovesse scendere in campo arriverebbe a quota 300 col diavolo.

PALERMO - GENOA
Si parte dal 2-3 dello scorso anno che il Grifone inflisse al Palermo in casa. L’ultima vittoria in serie A dei padroni di casa risale addirittura al 14 ottobre del 1956 quando dopo 8′ di gioco Vicariotto mise il proprio sigillo sulla gara. Molti gli ex da entrambe le parti: Gasbarroni, Modesto e Jankovic per il Genoa; Bovo, Nocerino e Tedesco per il Palermo.

ROMA - REGGINA
Mai un pareggio nelle 8 gare ufficiali disputate sul terreno dell’Olimpico (6 vittorie per i giallorossi, 2 per gli amaranto). La Roma va a segno tra le mura amiche da 17 turni per un totale di 34 reti realizzate. La Reggina, invece, subisce reti in trasferta da 16 partite ufficiali consecutive. L’ultima volta che la porta calabrese rimase inviolata avvenne il 28 ottobre 2007 (Siena-Reggina 0-0, ndr). Amaranto in gol da 10 gare ufficiali consecutive. 100/a presenza in Serie A per il portiere brasiliano della Roma, Doni (l’esordio il 23 ottobre 2005, Roma-Lazio 1-1, ndr).

SAMPDORIA - CHIEVO
219: questi i minuti a secco di gol del Chievo in trasferta. L’ultima rete risale al 13 maggio 2007 (Reggina-Chievo 1-1, ndr). Nelle 14 gare giocate tra Genova e Verona la Samp solo nel primo confronto assoluto non ha segnato contro i veneti: 0-0 al Marassi (31 ottobre 1999, ndr). Nelle seguenti 13 gare i blucerchiati sono sempre andati in gol per un totale di 18 reti.

TORINO - INTER
Bilancio tragico per il Torino nelle partite casalinghe contro i nerazzurri: l’ultima vittoria risale al 27 febbraio 1994 (2-0, ndr). Da allora l’Inter ha sempre vinto (7 volte) subendo una sola rete. Non è di conforto il quadro delle ultime 9 uscite casalinghe dei granata: 4 vittorie e 5 sconfitte. I nerazzurri, invece, non hanno segnato solo in una delle ultime 18 gare ufficiali disputate, tra vecchia e nuova stagione (16 aprile 2008, Coppa Italia, Inter-Lazio 0-0, ndr).

UDINESE - NAPOLI
Sfida numero 30 tra friulani e partenopei. Sono 29 i precedenti al Friuli: 10 successi dei bianconeri, 15 pareggi e 4 vittorie degli azzurri. L’ultima volta finì 5-0 per gli uomini di Reja (2 settembre 2007, ndr). Napoli in gol da 10 gare ufficiali consecutive, per un totale di 21 marcature. L’ultimo stop risale al 27 aprile scorso, 0-0 casalingo contro il Siena in campionato. Un solo pareggio, invece, per l’Udinese nelle ultime 13 uscite ufficiali (tra vecchia e nuova stagione), 6 i successi, 6 le sconfitte.

Coppa Italia

4°turno: Catania e Reggina avanti a valanga, all’Empoli il derby toscano

Una (parziale) sorpresa e due vittorie roboanti nella prima tranche di sfide -non esaltante, a dir il vero- del 4° turno di coppa Italia. La prima arriva da Siena, dove l’Empoli ha espugnato il Franchi grazie alla doppietta del suo genietto Lodi. Le altre da Catania, che ha fatto valere le due categorie di differenza col Padova, e dalla Reggina che ha travolto il Cagliari.

SIENA-EMPOLI 0-2. Il derby non è stato certamente trascendentale. Squadre imbottite di riserve, tra i bianconeri debuttano il romeno Moti e Del Grosso. La partita scorre sonnolenta fino alla mezz’ora della ripresa, ovvero sin quando il deb ex Cagliari ferma irregolarmente Buscè in area: rosso per il terzino e rigore che Lodi trasforma. Il Siena tenta una timida rimonta, ma è l’ex Frosinone a congelare partita e qualificazione in contropiede. Gli azzurri si regalano così gli ottavi contro la Samp.

REGGINA-CAGLIARI 4-0. Stesso copione al Granillo. Amaranto e rossoblù risparmiano uomini per il campionato, e l’incontro ne risente. Solo l’ingresso di Brienza vivacizza lo spartito ed è proprio lui, con una doppietta, coadiuvato da un grande Ceravolo (bis anche lui), ad affossare gli isolani. I calabresi volano agli ottavi dove affronteranno l’Udinese.

CATANIA-PADOVA 4-0. Troppo il divario tra il Catania-2 e il Padova. Dica segna il suo primo gol con la maglia etnea, Morimoto fa bis e Sabato completa un 4-0 che non ammette repliche. La nota più rilevante della serata è la contestazione dei tifosi contro il ministro dell’interno Maroni, reo di aver accusato l’a.d. rossoazzurro Lo Monaco a seguito della polemica con Mourinho. Nel prossimo turno sarà Juve-Catania.

Calcio, Serie A

Valiani stende il Milan, Roma e Inter partenza al rallenty. Lazio ok

ROMA - Serie A al via tra conferme, sorprese ed equilibrio. Un gran gol dalla distanza di Valiani affonda il Milan e permette al Bologna di sbancare San Siro. Vittorie casalinghe per Udinese (3-1 al Palermo), Atalanta (1-0 al Siena), Catania (1-0 al Genoa), Chievo (2-1 alla Reggina) e Torino (3-0 al Lecce). Partenza col freno a mano tirato anche per Inter (1-1 con la Sampdoria) e Roma (1-1 contro il Napoli). Chiude la prima giornata il posticipo Fiorentina - Juventus.

Di Natale lancia l'Udinese Paco Serinelli/copyright flickr.com

Di Natale lancia l’Udinese
Paco Serinelli/copyright flickr.com

UDINESE - PALERMO 3-1
Una doppietta di uno strepitoso Di Natale nel primo tempo e un gol di Inler nella ripresa, che risponde subito al provvisorio 2-1 di Bresciano, regalano all’Udinese i primi tre punti del campionato nell’anticipo del sabato pomeriggio.
I tifosi del Palermo avranno rimpianto tantissime volte l’assenza di Amauri mentre Cavani divorava letteralmente occasioni da gol a raffica.

I GOL - Bastano 9′ al numero 10 friulano per portare in vantaggio i suoi: Inler allarga sulla sinistra per il bomber azzurro che si accentra trovando col destro l’angolino giusto per battere Amelia.
Il raddoppio al 34′: lancio di D’Agostino per Di Natale che brucia la difesa rosanero in velocità e con un pallonetto infila Amelia per la seconda volta.
Nella ripresa i silciliani rispondono con Bresciano dopo una serie di rimpalli che permettono all’australiano di accorciare le marcature. Palla al centro e Inler ridimensiona il vantaggio con un colpo di testa da calcio d’angolo.

SAMPDORIA - INTER 1-1
Esordio al bacio per la Samp di Mazzarri capace di fermare sull’1-1 la nuova Inter di Mourinho. Parte bene la squadra nerazzurra con la solita ragnatela di passaggi-possesso palla, che hanno l’intento di stanare l’avversario. La Samp subisce il colpo e la rete di Ibrahimovic (33′) arriva a coronamento un’azione da antologia nata dal neo-acquisto Mancini.
Nella ripresa i blucerchiati entrano più agguerriti e dopo aver rischiato di subire il gol del K.O. trovano con Delvecchio, servito involontariamente da Maicon, la rete del pareggio. Pochi minuti più tardi Cassano fallisce clamorosamente il più classico dei contropiedi.

ATALANTA - SIENA 1-0
Buona la prima per Del Neri. La sua Atalanta ricomincia con una vittoria l’avventura in serie A. A farne le spese è un Siena in ritardo di condizione, rinunciatario e poco propenso a correre e sacrificarsi. Ai bergamaschi bastano 15′ per chiudere l’incontro: cross dal fondo destra di Pinto per la testa di Padoin che batte Curci.

CAGLIARI - LAZIO 1-4
Partenza col botto per la Lazio di Delio Rossi che travolge il Cagliari nel secondo tempo. I sardi si illudono col gol del ritrovato Larrivey, lesto a girare a rete un cross in area di Cossu. Nella ripresa un rigore trasformato da Zarate (17′ st) e l’automatica espulsione del cagliaritano Lopez permettono ai biancocelesti di pareggiare. Dieci minuti dopo il Cagliari affonda. Il pallonetto di Zarate prima, la rete a porta sguarnita di Foggia poi, e il “rigore in movimento” di Pandev nel finale, chiudono i giochi.

CATANIA - GENOA 1-0
Vittoria di misura anche per il Catania di un sempre più acclamato Walter Zenga. Gli etnei giocano meglio del Genoa e il tap-in a porta vuota di Mascara al 61′ arriva a coronamento di una pressione durata per tutto il primo tempo e parte del secondo.

CHIEVO - REGGINA 2-1
E’ dolce il ritorno in Serie A del Chievo Verona. Il 2-1 finale, però, non deve fare illudere i tifosi clivensi. I due rigori generosamente concessi dal Sig. Celi hanno infiammato una gara fino ad allora noiosa e inguardabile. Corradi prima, Marcolini dopo, sbloccano le marcature dagli undici metri. Nel finale è Italiano a regalare con un destro dal limite la vittoria ai gialloblu. Decisivo l’errore di Campagnolo impeccabile fino ad allora.

Valiani gela San Siro fdgdiabete.it

Valiani gela San Siro
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MILAN - BOLOGNA 1-2
Doveva essere la festa del nuovo Milan stellare e alla fine ad esultare è stato il neo promosso Bologna. Al gol di Di Vaio (azione pregevole tutta di prima e diagonale imparabile per Abbiati), risponde il colpo di testa di Ambrosini su invenzione di Ronaldinho. Nella ripresa, mentre i rossoneri sciupano l’inverosimile, Valiani inventa un gol dalla distanza che riporta sulla terra il diavolo di Ancelotti e incorona il Bologna di Arrigoni.


ROMA - NAPOLI 1-1

La vittoria da dedicare al Presidente Sensi sembra non voler arrivare. All’Olimpico la Roma si vede solo nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo. Il gol di Aquilani è un fulmine a ciel sereno che spezza il ritmo statico della gara: De Rossi, con un lancio millimetrico, pesca in area Aquilani che, dimenticato da Cannavaro, batte Iezzo in uscita. Nella ripresa, i giallorossi in dieci (espulso Santacroce), si devono arrendere a una rovesciata di Hamsik.

TORINO -LECCE 3-0
Partenza da incorniciare per i granata che travolgono uno sfortunatissimo Lecce: un rigore regalato a Rosina prima e un gol di carambola dopo (quello di Zanetti), condannano i salentini già nel primo tempo. Nella ripresa l’atteso gol del neo-acquisto Bianchi con un comodo tap in di testa mette fine ai giochi.

Calcio mercato, Fiorentina, Genoa, Lecce

Fiorentina-Storari sì, Lecce a caccia di un tris di colpi

Storari vice Frey- La Fiorentina ha individuato il vice Frey: Marco Storari, appena rientrato al Milan dopo una stagione vissuta a metà tra Levante e Cagliari. La mossa dei viola è di quelle lungimiranti. Grazie all’acquisto dell’esperto portiere, infatti, Avramov potrà essere ceduto all’estero. Operazione che libera un posto da extracomunitario: Corvino è già in Brasile per piazzare l’ennesimo colpo, nel mirino il promettente centrale Joao Miranda del San Paolo.

Lecce in caccia di un tris- La Reggina è a caccia del sostituto di Amoruso: Corradi, tornato al Manchester City, risponde alla perfezione all’identikit. L’Atalanta sta per mettere a segno due colpacci. Lo svincolato Cesar potrebbe accettare un biennale a 700mila stagionali, per Cigarini c’è l’accordo con il Parma- 5 milioni per la comproprietà- manca solo il consenso del giocatore. In partenza, invece, Lazzari. Il centrocampista offensivo finisce in comproprietà al Cagliari. Il Lecce lavora per un tris d’innesti. I piacentini Cacia e Kharja piacciono da matti al nuovo mister Beretta; il primo potrebbe arrivare con la formula del prestito oneroso, il secondo verrebbe preso a titolo definitivo. Incontro con il Bellinzona per il terzo oggetto del desiderio Russotto, reduce dall’ottima stagione in prestito a Treviso. Il Genoa batte un altro colpo, ma stavolta non si tratta di un giocatore. Rino Foschi, rimasto disoccupato dopo la tempestosa separazione dal Palermo, diventa infatti il nuovo d.s. del Grifone.

Calcio mercato, Chievo, Fiorentina, Inter, Lecce, Palermo, Roma

Comproprietà: Acquafresca rimane a Cagliari

Sono giorni caldissimi per la risoluzione delle comproprietà. Tanti nodi già sciolti, tantissimi ancora da dipanare, con la certezza che tra 24 ore tutto sarà deciso. Domani, infatti, per i tutti giocatori per cui non è stato trovato un accordo, si andrà alle fatidiche buste. Vince ovviamente il club che formula l’offerta più alta, in caso di cifre uguali il giocatore rimane nel club di attuale militanza.

Oggi è stato un giorno importante in quest’ottica. La notizia  più rilevante è il rinnovo della comproprietà tra Inter e Cagliari del cartellino di Acquafresca. Il bomber dell’under 21, oggetto del desiderio di numerosi club, rimarrà dunque in Sardegna, ponendo fine ad una delle trattative più laboriose e complicate. Non cambierà maglia nemmeno Andreolli, altro giocatore detenuto in compartecipazione dai nerazzurri. Pure in questo caso l’accordo è stato prolungato di un anno: il difensore dell’Under 21 rimane alla Roma, anche se verosimilmente verrà girato in prestito come nella scorsa stagione. In pole Bologna e Cagliari. Rinnovata anche la comproprietà di Munari tra Lecce e Palermo: il terzino vestirà ancora la casacca giallorossa. Il Genoa, invece, ha riscattato Vanden Borre dalla Fiorentina. Ricordiamo che il club aveva acquisito la prima metà del laterale belga nel mercato di gennaio. Ma la società “regina” è il Chievo: ben 15 le comproprietà risolte o rinnovate soltanto oggi.

La Reggina ha riscattato Brienza dal Palermo. Il fantasista era giunto in prestito in Calabria a gennaio, ed ora è un giocatore amaranto a tutti gli effetti.

Calcio mercato, Serie A

Allegri sbarca a Cagliari, Zenga confermato a Catania

Non solo Mancini e il suo clamoroso esonero. Sono diverse, infatti, le panchine in fermento. Oggi si sono delineate con chiarezza due situazioni rimaste in sospeso a fine campionato. Stiamo parlando di due piazze importanti del sud, Cagliari e Catania.

Si cambia a Cagliari- In Sardegna è finita l’era Ballardini. Troppo alte le richieste del tecnico fautore della salvezza miracolosa(circa 600mila per due stagioni). Sebbene a malincuore, Cellino ha dovuto sostituire il trainer emiliano, inseguito ora dal West Ham. E non ha perso tempo. E’ quasi ufficiale, infatti, l’ingaggio di Allegri. L’allenatore reduce dalla promozione in B col Sassuolo esordirà così in serie A, compiendo un balzo doppio. La scelta è caduta su Allegri, oltre che per le capacità tecnico-tattiche, per il suo passato in rossoblù. Il trainer, infatti, era la mezz’ala del Cagliari dei sogni, quello che conquistò la qualificazione Uefa nel 1994 grazie ai gol di Oliveira e Valdes. Che sia benaugurante?

Zenga confermato- Niente scossoni, invece, a Catania. Zenga si è meritato la riconferma dopo la salvezza arpionata all’ultimo minuto. Il contratto con la società etnea è stato prolungato fino a giugno 2009.

Calcio, Serie A

L’Inter si fa beffare, Livorno in serie B

Un campionato così avvincente non si vedeva da diverso tempo. E’ successo di tutto nella 18esima giornata di ritorno, colpi di scena degni di un film d’azione girato magistralmente.

Lotta scudetto- L’Inter poteva festeggiare il titolo numero 16 contro un Siena già salvo, bissando la festa della scorsa stagione, ed invece si fa rimontare per due volte, sbagliando il rigore-scudetto con uno dei suoi uomini-simbolo, Materazzi. Una beffa che lascia perplessi tutti in casa nerazzurra, Moratti in primis. L’uomo partita è senza dubbio Kharja: gioca splendidamente regalando l’assist a Maccarone per l’1-1 e segnando la rete rovina-festa del pareggio finale. La Roma decide che non si sta a guardare, e batte l’Atalanta per 2-1. Ora ci si gioca tutto in 90′ di fuoco.

Volata Champions- Anche qui stravolti i giochi. Il Milan perde meritatamente in casa di un Napoli da standing ovation, tutto cuore e grinta, e lascia aperta la porta della Uefa in virtù della vittoria viola contro un Parma quasi all’inferno. Ora i punti di vantaggio della Fiorentina sono due, difficile ipotizzare un ulteriore cambiamento nell’ultima giornata.

Lotta retrocessione- Il primo verdetto è stato scritto, e vien fuori dalla partita Livorno-Torino: i toscani retrocedono in serie B dopo quattro anni giocati in prima serie. I granata invece si salvano per il rotto della cuffia, e stesso discorso vale per il Cagliari, che sconfiggendo l’Udinese per 2-0 raggiunge 41 punti in classifica e festeggia un altro anno in serie A.

Serie A

Milan, derby e 4°posto. Si riaccende una speranza per la Roma.

E’ la domenica del Milan, dell’ultimo Pallone d’Oro Kakà e dell’intramontabile killer del gol Inzaghi. Il tandem offensivo regala una gioia doppia al popolo rossonero che conquista in un colpo solo derby e 4°posto a discapito della Fiorentina caduta a Cagliari. Aver negato la gioia della festa tricolore ai cugini dell’Inter, per altro, è un ulteriore motivo di godimento per i tifosi di fede milanista. In una domenica in cui tutti i fari erano puntati su San Siro, la Roma ha fatto silenziosamente il  suo dovere sbancando (con cinismo e una discreta dose di fortuna) Marassi, mentre la lotta salvezza si è infiammata ancora di più, con squadre che scendono (Catania e soprattutto Empoli e Livorno) e altre che salgono (Cagliari, Torino, Parma).

IL DERBY MILANESE. Poteva essere il derby della festa tricolore, invece è stato un tripudio rossonero. Il successo degli uomini di Ancelotti è netto e va al di là del punteggio finale (2-1). Per un’ora di gioco si è visto solo il Milan in campo, mentre l’Inter pensava soltanto a contenere. La mossa tattica decisiva è stata l’avanzamento di Kakà nel ruolo di seconda punta con ampia libertà di svariare su tutto il fronte d’attacco, lasciando a Seedorf la possibilità d’inserirsi da posizione centrale. Mancini, invece, ha disegnato un undici troppo rinunciatario ed ha effettuato scelte discutibili. Su tutte l’utilizzo di un finto trequartista (Maniche) con mansioni di marcatura fissa su Pirlo, ma anche la scelta delle due torri in attacco (Crespo-Cruz) invece di un vivace Balotelli, per finire con la sostituzione di Burdisso con Rivas. Il resto l’ha fatto la superiorità atletica dei rossoneri e un Inzaghi incredibile, capace di segnare il 9°gol in 5 partite: la sua candidatura per un posto agli Europei si rinforza giorno dopo giorno. SuperPippo fallisce due ottime occasioni nel primo tempo, ma ad inizio ripresa castiga di testa Julio Cesar su cross di Kakà. Lo stesso brasiliano, cinque minuti dopo, sfrutta un errore di Vieira per involarsi a siglare il raddoppio. I nerazzurri allora si scuotono, evidenziando il fatto che il loro atteggiamento era stato troppo remissivo. Crespo si divora una clamorosa palla gol, il solito Cruz riapre la partita su punizione. La banda di Mancini ci prova, ma con scarsi risultati. L’allenatore di Jesi stecca, quindi, l’ennesima prova del nove (come lo scorso con la Roma o in tutte le ultime edizioni di Champions): la sua speranza e quella di tutti gli interisti è che la festa tricolore sia rimandata al match con il Siena, stessa squadra contro cui venne festeggiato il 15°scudetto. Corsi e ricorsi della storia.

Si riaccende, quindi, la fiammella di speranza giallorossa. Il netto successo in casa della Sampdoria (3-0) non rispecchia, però, l’andamento della partita. I blucerchiati hanno dominato per un’ora, costruito 6/7 palle gol, colpito due legni (Sammarco al 32′ e Bellucci al 44′), ma la porta di un Doni strepitoso è rimasta inviolata, stregata. La prestazione dell’ex di turno Cassano è l’emblema della sfida di Marassi: il talento barese ha creato, ha avuto 3 occasioni d’oro ma le ha malamente sciupate. E allora la Roma, spinta dalle buone news che arrivavano da San Siro, ha colpito alla prima chanche. Panucci ha aperto le danze con un colpo di testa, Pizarro e Cicinho hanno archiviato la pratica con due contropiede da manuale. I punti di distacco dalla capolista rimangono tre (quattro considerando lo svantaggio negli scontri diretti): tantissimi a due turni dalla fine, ma val la pena sperare. Ad ogni modo, la Roma ha firmato ieri il suo record assoluto di punti (78) e vittorie (23) in un campionato. Con la finale di Coppa Italia ad un passo e il buon rendimento in Champions, la stagione degli uomini di Spalletti è sicuramente più che positiva. Per la Samp, invece, s’allontana il sogno Champions, ma lo stesso discorso fatto per i giallorossi vale per i doriani.

Si chiude a Cagliari la settimana nera della Fiorentina. Dopo la beffarda eliminazione in Uefa (vedi “Che peccato Fiorentina“), arriva pure il sorpasso del Milan in chiave Champions. Sorpasso che brucia dopo aver occupato la quarta piazza per otto lunghi mesi. Il rush finale pieno di impegni rischia di costar caro ai viola, anche se un applauso nei loro confronti è doveroso. La banda Prandelli, al quinto ko esterno consecutivo, cade per altro sul campo di una delle squadre più in forma del torneo. Ballardini e i suoi, infatti, hanno conquistato ben 23 punti nelle ultime 9 apparizioni casalinghe, un ritmo da aspirante allo scudetto. I rossoblù, trascinati dalla solidità di Conti e dall’estro dell’emergente Cossu, hanno ormai in tasca una salvezza ritenuta irraggiungibile qualche mese fa.

Balza al sesto posto l’Udinese inguaiando uno jellato Empoli. Il gol dei bianconeri firmato Quagliarella è una paperissima del portiere Balli. Il suo collega rivale Handanovic, invece, blinda la vittoria respingendo un tentativo dal dischetto di Giovinco e compiendo altri tre interventi decisivi. Quando il numero uno sloveno non ci è arrivato, è stato il palo a negare il meritato pareggio ai toscani. La Cagni band, dunque, crolla al penultimo posto: la situazione è disperata, occorrerà un mezzo miracolo. Per i friulani, invece, aumentano i rimpianti per i punti persi per strada: agguantare il quarto posto non era impresa impossibile.

Primo pesantissimo successo esterno della Reggina sul campo di una rivale diretta, il Catania. Nick Amoruso ha raggiunto con una doppietta quota 100 reti in serie A, tornando al gol dopo 2 mesi e mezzo d’astinenza. La squadra di Orlandi scavalca gli etnei in classifica, compiendo un bel balzo verso la salvezza. Gli amaranto sono stati estremamente cinici, i loro avversari, privi del loro bomber Mascara, l’esatto contrario. Mascara ha sciupato l’inverosimile, condannando i suoi a cercare punti salvezza alle corazzate Juve e Roma: roba da far tremare i polsi.

Tornano a respirare Toro e Parma. Dopo 4 ko di fila, i granata piegano un Napoli appagato e un pò svogliato. Rosina e Di Michele i marcatori. Domenica a Livorno potrebbe arrivare la tanta sospirata salvezza. Una domenica di normalità, finalmente, per i ducali. La formazione di Cuper conclude il match con tutti gli effettivi, evento che non si verificava da un pò di tempo, e torna alla vittoria. Lucarelli si riscatta dopo tanti errori e firma tre punti vitali. Il calendario, però, è un tappone in salita: prima Firenze poi l’Inter in casa, sperando almeno che i nerazzurri siano già campioni d’Italia.

Crolla il Livorno. Padoin inventa un pallonetto d’autore all’ultimo secondo e condanna quasi certamente alla B i labronici. Rossini e Pavan avevano riequilibrato la partita di Bergamo sebbene il Livorno avesse prodotto troppo poco per una squadra che ha l’acqua alla gola. Il castigo è arrivato, puntuale e beffardo, in coda alla sfida. Doni è diventato con 58 reti il goleador più prolifico della storia atalantina scavalcando Bassetto (57).

LE ALTRE PARTITE: Il Siena festeggia la matematica salvezza sconfiggendo una Juve demotivata. Amauri stende la Lazio con una doppietta.

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