Brescia, Rimini, Serie B

Doppio Vantaggiato, il Rimini rialza la testa

digilander.libero.it

Vantaggiato salva Selighini
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RIMINI- L’unica vittoria risaliva ad un mese fa, la difesa era tra le peggiori del torneo: in sintesi le prime giornate hanno visto un Rimini irriconoscibile, lontanissimo parente di quello spumeggiante dell’ex tecnico Acori. Il recupero dell’8° giornata di serie B, quindi, rappresenta l’ultima spiaggia per il discusso tecnico Selighini: buon per lui che il solito inconcludente Brescia risollevi le sue sorti. L’arrivo di Sonetti probabilmente non basterà a dare lo slancio giusto ad una squadra che sembra destinata, anche quest’anno, all’anonimato. Nonostante la ricca rosa.

Vittoria meritata- Nella partita da “dentro o fuori” Selighini spara subito tutte le sue cartuccie: Ricchiuti alle spalle del duo Vantaggiato-Cipriani. Sonetti s’affida all’Airone Caracciolo e alla fantasia del giovane Savio per dare continuità ai risultati conseguiti e volare al 4° posto, a ridosso della zona promozione. Le due formazioni ci mettono tanta buona volontà, è evidente, ma peccano di precisione sotto porta. Ci vuole il classico episodio che dia una svolta alla partita. Detto fatto: al 22′ Cipriani s’invola verso la porta lombarda e viene steso sciaguratamente da un’uscita kamikaze di Viviano. Rosso per il portiere e rigore per i biancorossi che Vantaggiato non sbaglia. La mazzata stordisce le Rondinelle che rischiano d’affondare definitivamente. Ricchiuti ci prova due volte, ma è Sottil ad avvicinarsi di più al bersaglio grosso con uno stacco aereo: il palo, però, gli strozza l’urlo in gola. Il thè dell’intervallo rivitalizza la band Sonetti che diventa più pericolosa nella ripresa. Caracciolo si vede prima negare il gol da un intervento super di Pugliesi, poi incorna troppo debolmente. Al 33′, però, arriva il colpo del ko, ancora con Vantaggiato (4° gol in campionato). Poco dopo la traversa su punizione dello specialista Regonesi legittima il successo romagnolo e certifica il primo stop dell’era Sonetti.

Amarcord

La carica del Bisonte: Dario Hubner

Tatanka Hubner, bomber implacabile dal cuore d'oro

Tatanka Hubner, bomber implacabile dal cuore d’oro

Qua mettiamo tutto da parte: l’imparzialità, l’equità e quel giudizio super partes che un giornalista dovrebbe tenere. Ora lasciamo parlare una passione, che ho avuto la fortuna di vivere da vicino. Ogni appassionato di calcio ha un giocatore nel cuore, che ti fa dire: “se giocassi, sarei così”. Fossi stato un calciatore, sarei stato Dario Hubner.

Uno per tutti. I miei giudizi forse sono condizionati da quello che ho visto da bambino, ovvero le gesta del Bisonte dal vivo, con la maglia del Cesena. Curvo sulla schiena, testa bassa e un cuore enorme. Non era baciato dal talento di un fuoriclasse, ma segnava, segnava, segnava. Non è un caso che nella sua carriera abbia vinto il titolo di capocannoniere in tre serie differenti. Non è un caso che ovunque sia andato, diventasse l’idolo dei tifosi. Questo perchè, oltre alla sua fame di gol, che spesso veniva saziata,  era un calciatore atipico. Ai riflettori della mondanità, preferiva i riflettori dello stadio, nelle partite in notturna. Hubner era per tutti: non un filetto al pepe verde al ristorante, ma una piadina con la salsiccia ad una festa con gli amici. Le giocate di gran classe per i palati fini li lasciava a qualcun altro; lui la buttava dentro.

Programmato per il gol. Attaccante potente, con una progressione devastante, in contropiede faceva sfracelli. I difensori si arrendevano al suo uno contro uno fisico ed ogni tanto deliziava il pubblico con giocate fantastiche: non per strappare l’applauso, ma per cercare sempre il target per il quale era stato programmato. CyberHubner era progettato per fare gol. Un esempio di questo era il pallonetto, una delle sue armi preferite, con il quale uccellava il portiere avversario, appena poteva.
Era un bomber completo: destro, sinistro, di testa, di rapina, su rigore. Nella sua carriera, Tatanka ha segnato in tutti i modi. Lo ricordo volare in contropiede su lancio di Dolcetti e con la sua solita freddezza, superare il portiere in uscita e appoggiare la palla a porta vuota. Lo ricordo piegare le mani al portiere con un tiro da fuori. Lo ricordo sotto la curva ad esultare coi tifosi.

I vizi di un professionista. Hubner deve tanto alla provincia e viceversa. Non si è mai lamentato con atteggiamenti da primadonna per passare in una squadra più blasonata ma, anzi, ha difeso i colori che vestiva fino a quando la dirigenza non pensava di mandarlo via, per incassare, o perchè la squadra era retrocessa. Dario era un esempio di professionalità. In molti ricordano la sua passione per la grappa e il fatto che fosse fumatore, ma quando scendeva in campo, i gol parlavano per lui. Non esiste dato migliore per dimostrare la sua professionalità.
Si dice che prima della partita, nello spogliatoio, se ne stesse in disparte, a fumare una sigaretta, in cerca della concentrazione. Altro che I-pod con le ultime fregne dei rapper americani. Dario era così: duro e puro, ma con un cuore tenero.
C’è differenza tra chi gioca a calcio per soldi, e chi lo fa per passione. Per chi vede il calcio come un lavoro, non ci sono valori che tengano, se non quello del denaro; chi invece questo sport lo vive nelle ossa, arriva a 40 anni a giocare nei campetti di Eccellenza, spinto solo da quella irrefrenabile fame di gol. Le ultime squadre di Hubner sono state il Chiari, il Rodengo Saiano e l’Orsa Corte Franca, formazioni che lottano stabilmente per la Champions League e che un magnate russo ha preso sotto la propria ala protettiva.

L’uomo dietro l’eroe. L’ultima immagine che ho di lui è in una fredda serata di dicembre al Carisport di Cesena, durante una partita benefica tra vecchie glorie bianconere. Da qualche minuto i paramedici stavano provando a rianimare Flavio Zuccheri, stroncato da un infarto. Hubner era seduto sul pallone, appoggiato alla balaustra, con le mani sul volto. Era disperato e scioccato. Il mio idolo di infanzia, così indistruttibile quando indossava gli scarpini, ora era inerme, con le lacrime agli occhi.
A volte fa male vedere che dietro l’eroe si nasconde solo un uomo. Ma quella volta fui felice, perchè oltre che ricordarmi delle gesta del grande Bisonte che scorrazzava nella prateria del Manuzzi, vidi una persona dotata di grande sensibilità. Dietro all’eroe vidi un grande uomo, capace di ridere e piangere per quello che sentiva. Una persona che pur avendo vinto tanto, è rimasto fedele alla propria passione e ai propri valori e che non è stato cambiato da un successo che, nel mondo del calcio, è sempre effimero. Dario Hubner, se fossi stato un calciatore, sarei stato esattamente come te.

Brescia, Parma, Serie B

Brescia-Parma, pari tra deluse. Eder piega l’Ancona

Un gol ed emozioni ridotte al contagocce nel doppio posticipo della 6°giornata della serie B. Un gol, per altro, giunto su un rigore dubbio. 0-0 da sbadigli, invece, nell’attesissima sfida tra big tra Brescia e Parma.

frosinone

Va al Frosinone il posticipo della sesta

Frosinone-Ancona 1-0. La chiave del match al 2′ di recupero del 1°tempo. Contatto veniale Dedic-Rincon in area, ma il giovane fischietto Calvarese opta senza ripensamenti -sbagliando- per il rigore. Eder spiazza Sirigu firmando il 4° centro stagionale. Prima davvero poco da registrare, con una punizione pericolosa dello stesso brasiliano da una parte e la conclusione debole di Mastronunzio dall’altra. La Vipera è troppo isolata in avanti e i ciociari controllano agevolmente l’incontro. L’unico sussulto ospite è una conclusione ravvicinata di Soddimo ben respinta da Sicignano, poi è sempre Eder a sfiorare il raddoppio. Con questo successo i ciociari salgono a quota 8.

Brescia-Parma 0-0. Per Sonetti era la prima, per Cagni probabilmente l’ultima spiaggia. Un match dall’importanza capitale che, però, come spesso accade in questi casi, partorisce il classico topolino. Anche perchè le due sfidanti, due presunte pretendenti alla promozione, confermano gli imbarazzi d’inizio stagione e tutti i loro attuali limiti. Sonetti ha delle attenuanti, viste le 4 pesanti assenze- Caracciolo,  Possanzini, Zambelli e Baronio- Cagni no. La partita è decisamente noiosa, soporifera, le uniche sortite offensive degne di nota sono firmate Zambrella e Reginaldo. Decisamente troppo poco per sperare di portare a casa l’intera posta in palio. Finisce così con uno scontato 0-0 che non cambia classifica e destino delle big. Ma potrebbe cambiare la guida tecnica dei ducali così com’è già successo alle rondinelle.

Brescia, Serie B

Brescia: capolinea Cosmi, arriva Sonetti

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Cosmi-Brescia: è finita
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BRESCIA- Quando un rapporto s’incrina è destinato a finire. Si può cercare di ricucire, ricostruire, ma il finale difficilmente sarà a lieto fine. E questo vale in tutti i settori della vita, calcio compreso. La notizia del definitivo divorzio tra il Brescia e Cosmi, quindi, non deve stupire. Corioni, infatti, voleva voltare pagina già alla fine della scorsa stagione, quando le rondinelle fallirono l’obiettivo promozione ai play-off con una sconfitta senza repliche con il meno blasonato -e più ‘economico’- Albinoleffe. Un ko che, sommato alla non entusiasmante stagione (un 6° posto da ‘minimo sindacale’), aveva fatto storcere il naso al presidente. Altre ragioni- probabilmente di tipo economico, viste le cifre del contratto del trainer perugino- l’hanno indotto a far dietro-front, probabilmente di malavoglia. Oggi, però, è arrivata la resa dei conti.

Partenza fatale- Tra Cosmi e Brescia non è mai stato amore. Il tecnico non è riuscito ad ottenere il massimo dalla squadra, non l’ha portata ai livelli richiesti dalla dirigenza. In una parola, in A. Mai ha convinto appieno con le sue scelte e il modo in cui faceva giocare la squadra, sebbene vigesse un rapporto di reciproca stima e fiducia. Nonostante tutto, la stagione 2008-’09 si è aperta ancora nel suo segno. Con lo stesso progetto, riportare in massima serie le rondinelle. Ma l’avvio è da film horror: 6 punti ed una sola vittoria in 5 giornate. Troppo poco. Il pesante ko di Ancona è la classica goccia che fa traboccare il vaso. E’ il capolinea di una corsa che sarebbe dovuta terminare prima.

Torna l’uomo della promozione- Nella scelta del nuovo tecnico, Corioni si affida ai dolci ricordi, all’ultimo allenatore capace di portare il suo Brescia in A nel 1999-2000. Parliamo, ovviamente, di Nedo Sonetti. Il 67 di Piombino, alla 25° squadra in carriera, cercherà di bissare quel successo. Cercherà di far diventare Caracciolo il nuovo Hubner, Possanzini il nuovo Bonazzoli, Baronio il nuovo Stroppa. Cercherà, alla sua nona volta da tecnico ’subentrato’, di tornare a far volare in alto le Rondinelle.

Serie B

Provinciali alla ribalta: Sassuolo scatenato, solito Albinoleffe ‘ammazzagrandi’

Sassuolo sogna

Sassuolo sogna

La serie cadetta riserva sempre belle sorprese, e anche questa stagione non fa eccezione. Provinciali, o presunte tali, che fanno la voce grossa, big che cadono sonoramente. I recuperi della 2° giornata di serie B vedono la stella nascente del Sassuolo, confermatosi dopo i quattro schiaffoni al Grosseto, e quella ormai consueta dell’inesauribile Albinoleffe. A farne le spese il Pisa e, soprattutto, il Parma. Il Brescia, invece, delude anche contro il Treviso.

Sassuolo-Pisa 3-1. Non ha uno stadio proprio, è alla prima apparizione in B, ma è una finta cenerentola. Il progetto che c’è alle spalle dei neroverdi è ambizioso, e i risultati iniziano già a vedersi. Gente come Noselli, -gol segnato e rigore procurato in questa serata di festa-, Salvetti -penalty trasformato e assist all’ex virgiliano-, e Zampagna, non è certo da matricola senza pretese. Il Pisa smantellato, di fronte a tale ondata di entusiasmo e talento, rimane tramortito. La vittoria di rapina -e non è un eufemismo- di domenica scorsa è stato un fuoco di paglia. Ci sarà da soffrire.

Albinoleffe-Parma 1-0. A Bergamo, invece, sono ormai abituati a questo tipo di imprese. Gli anni passano, i giocatori anche, ma l’Albino continua a divertire e divertirsi. Si è divertita meno la corazzata Parma, spuntata davanti, castigata dall’ex Ruopolo e tornata in Emilia con le pive nel sacco. E così sono i serici ad agguantare la Salernitana in vetta con la porta ancora immacolata. Ducali rimandati.

Brescia-Treviso 0-0. Niente da fare. Il Brescia non ne vuole proprio sapere di vincere. Tre match, tre pari. L’incontro col Treviso è stato il festival delle occasioni fallite. Guardalben è parso l’orso del luna park, centrato costantemente dalle rondinelle. Soprattutto da Caracciolo, che ha fallito dagli undici metri la madre delle occasioni. Oltre al danno, la beffa, visto che l’Airone si è fatto cacciare nel finale per un fallo da codice penale su Scurto. Peggio di così…che il credito concesso a Cosmi stia per finire?

Serie B

Tris Tavano, pari tra Empoli e Brescia

Tavano, che tris! p ramalli/copyright flickr.com

Tavano, che tris!
p ramalli/copyright flickr.com

La prima giornata di serie B ha un protagonista assoluto: Ciccio Tavano. Il fantasista livornese, un superlusso per la categoria, ha siglato una tripletta d’autore nel blitz amaranto di Avellino (da rivedere, a dir poco, la retroguardia irpina). Partenza ottima anche per il Mantova che a metà ripresa, favorito dalle discutibili decisioni dell’arbitro (doppia espulsione), si sbarazza nell’arco di un minuto del Frosinone. A segno Caridi e Corona, in attesa di Godeas. Dopo l’1-1 nell’anticipo Parma-Rimini, finisce in parità l’altro big match di giornata. Meglio l’Empoli per gran parte dell’incontro, più grintoso il Brescia che acciuffa i toscani all’ultimo assalto con l’inossidabile capitan Possanzini. Tra l’altro, le rondinelle hanno segnato due volte su corner: gli azzurri dovranno ripassare gli schemi… Bene anche l’Albinoleffe che ormai non stupisce più. E il Braglia è campo gradito, visto che nelle ultime uscite gli orobici l’hanno spuntata sempre. Nelle altre partite, l’Ascoli batte il Vicenza e Gregucci s’infuria (contro la terna arbitrale), il Grosseto vince in rimonta il derby contro un Pisa ridimensionato, Abbate basta al Piacenza per rovinare la prima ad uno sfortunato Cittadella (un legno colpito), Re Artù Di Napoli fa la differenza nello scontro tra le neopromosse ambiziose Salernitana e Sassuolo. Infine, l’Ancona acciuffa due volte il Treviso nei minuti finali. Stasera chiude il posticipo Bari-Triestina.

Serie B

Al via la B, bomber e fantasisti al potere

Lucarelli, superbomber del Parma indicatoremaranto.it/copyright flickr.com

Lucarelli, superbomber del Parma
indicatoremaranto.it/copyright flickr.com

Il succoso anticipo Parma-Rimini di stasera apre ufficialmente il campionato di serie B 2008-’09. Una B priva, rispetto alle ultime edizioni, di big scudettate e nobili decadute, ma piena di spunti interessanti. E mai come quest’anno bomber e fantasisti saranno protagonisti assoluti.

Bomber prestigiosi- La batteria di attaccanti di razza e numeri 10, infatti, è impressionante. Cristiano Lucarelli, uomo da 109 gol in A, guida idealmente il gruppo. L’ex bandiera livornese scende dopo anni in B con l’obiettivo di far risalire subito il Parma. Ducali che s’affideranno ad un altro bomber, molto più giovane e in cerca di gloria, l’under 19 Paloschi. Volerà ancora in alto l’airone bresciano Caracciolo, un lusso per la categoria. Poi c’è l’ultimo capocannoniere Godeas del solito ambizioso Mantova, un Barreto che a Bari cercherà il riscatto così come Danilevicius, rinato a Livorno dopo le tristezze bolognesi e avellinesi. E non dimentichiamoci dell’esperto Rè Artù Di Napoli, dell’emergente Coralli e di quel Flachi che rientrerà nelle fila empolesi a gennaio.

Morfeo, fantasia al potere a Brescia fantacampioni.forumcommunity.net

Morfeo, fantasia al potere a Brescia
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Fantasia al potere- Fantasisti, dicevamo. Anche qui il piatto è ricco. Gente come Morfeo (Brescia), Locatelli (Mantova), Tavano (Livorno) e Leon (Parma) è scesa di categoria, altri come Lodi (Empoli) e Ricchiuti (Rimini) sono volti conosciuti da queste parti. In ogni caso, i rispettivi allenatori dovrebbero dar loro spazio. Speriamo. Lo spettacolo è assicurato.

Le favorite- Veniamo ai pronostici di rito. In pole le retrocesse Parma e Livorno -come avrete potuto capire-, viste le bocche da fuoco di cui dispongono. Subito dietro l’altra ex di A, ossia l’Empoli, e le ambiziose Brescia e Mantova. Nella città di Virgilio si augurano che Locatelli non sia un Fiore (flop…) bis, in casa delle rondinelle Cosmi non può permettersi di fallire un’altra volta.

Outsider- Sorprese? Difficili ma possibili. Occhio alla neopromossa Salernitana di Castori, un mix tra grinta e qualità. L’Albinoleffe ha ancora quasi tutta la sua gioielleria e potrebbe fare bene, mentre il Pisa ha smantellato, sarà dura ripetersi. Competitivi anche il nuovo Bari, ben orchestrato già nella seconda parte della stagione scorsa dal leccese Conte, e il Rimini, sebbene con l’incognita del ‘deb’ Selighini in panca. L’Ascoli, invece, cercherà di trattenere a tutti i costi i suoi pezzi da novanta. In quel caso, può dire la sua.

Lotta salvezza- Sperano in una stagione tranquilla l’esordiente Sassuolo, che consegna le chiavi del gioco a Salvetti, e il Vicenza della coppia Bjelanovic-Margiotta. Altri centravanti d’area di rigore…Ci sarà da soffrire, presumibilmente, a Padova, Ancona e Avellino. Le due vincitrici dei play-off di C si affidano alla linea verde e allo zoccolo duro della promozione, la ripescata sta cercando di rinforzarsi in questo scampolo finale di mercato. Se arriveranno i vari Millesi e De Zerbi l’obiettivo salvezza sarà più fattibile. A tutte le 22 partecipanti facciamo un grosso in bocca al lupo. Che lo spettacolo abbia inizio..

Calcio mercato, Rimini, Serie B

Il Rimini muove la torre. Santoruvo al Frosinone, Zampagna verso Sassuolo

Rimini- Discrezione e imprevedibilità. Potrebbe essere così descritta la campagna acquisti messa in atto dagli uomini di calcio mercato biancorossi. Il Rimini, infatti, ha stupito tutti per la seconda volta in breve tempo con l’ingaggio di Giacomo Cipriani. Dopo aver sistemato la porta con l’arrivo in prestito di Agliardi, i romagnoli sistemano il reparto artiglieri che conta già nelle proprie fila capitan Ricchiuti, Vantaggiato e Docente.

Una torre vogliosa di riscatto- L’ex Bologna e Avellino è stato il sogno proibito dei rivieraschi per diverse stagioni. Ora il lungo inseguimento è stato coronato: il 27enne bomber si lega ai biancorossi per una stagione. Cipriani, ex golden boy rossoblù, ha avuto una carriera sfortunata, costellata da infortuni che ne hanno tarpato l’ascesa. In Romagna va alla ricerca del riscatto; Rimini pare essere la piazza giusta per questo. Selighini-tecnico anch’esso ingaggiato a sorpresa- ha ora a disposizione un organico di buon livello. All’appello manca soltanto un buon difensore: il giallorosso Andreolli è in pole. Il Rimini può ambire ai play-off come nelle ultime due stagioni in una serie B che si preannuncia più povera ma estremamente combattuta.

Altri movimenti- Il primo obiettivo del club romagnolo era Santoruvo. Il bomber, però, ha lasciato il Bari dopo 4 stagioni per accasarsi a Frosinone: bel colpo dei ciociari che ‘assorbono’ così al meglio la partenza di Lodi, rientrato ad Empoli. I laziali dispongono di una coppia d’attacco esplosiva formata dal pugliese e da Dedic. Sempre in tema di bomber, Vicenza e Sassuolo hanno trovato l’accordo per il passaggio di Zampagna in neroverde. 1,1 milioni il costo dell’operazione, contratto triennale per il giocatore: a breve-salvo scossoni imprevisti- l’ufficializzazione. Il Brescia, invece, balla il samba. Preso Danilo, terzino carioca del Ponte Preta. Le rondinelle, spesi 500mila euro per il suo acquisto, sono alla caccia di centrocampisti: sul taccuino ci sono i nomi di Gatti, Dalla Bona (piace anche al Chievo) ed Emanuele Filippini.

Brescia, Calcio mercato

Brescia piazza dei grandi rilanci: tocca a Morfeo

Non si chiama Roby Baggio, non è il Maradona di Romania come Hagi, tanto meno è un’icona del calcio catalano come Guardiola. Ma l’operazione ha connotati simili. Corioni sconfessa quanto dichiarato pochi giorni fa- “basta grandi nomi”- ingaggiando un talento rimasto per gran parte inespresso: Domenico Morfeo. Il fantasista, rimasto libero dopo l’esaurimento del contratto con il Parma, riparte da Brescia e dalla serie B. Ecco l’ennesima scommessa delle rondinelle, l’ennesimo campione- anche se Domenico a differenza degli illustri predecessori non ha mai realmente sfondato pur avendone le capacità- da ammirare sul prato del Rigamonti.

Il primo a credere in quest’operazione è il presidentissimo Corioni: “Sarà il nuovo Baggio“. Il buon patron tende ad esagerare- di divin Codino ce n’è uno solo- ma sicuramente ci sono tutti i presupposti per cui l’ex Inter e Milan possa fare bene. Brescia pare la piazza ideale per rilanciarsi, la discesa in B un bagno d’umiltà salutare e rigenerante. Ed il tridente da massima serie Morfeo-Possanzini-Caracciolo fa già paura alla concorrenza. Come e più dell’anno scorso, quindi, il ‘Bresa’ si presenta ai nastri di partenza in primissima fila. Con un Domenico in più potrebbe essere la volta buona per tornare a ‘rimirar le stelle’.

Brescia, Calcio mercato, Serie B

Cosmi e Foscarini rimangono. Messina, ancora nuvole all’orizzonte

Le panchine libere della serie B sono sempre di meno. In settimana si sono definite altre due situazioni delicate, e a breve anche gli ultimi posti vacanti verranno occupati. Rimane delicatissima, invece, la questione societaria messinese.

Conferme per Cosmi e Foscarini- Serse Cosmi rimane alla guida del Brescia. Nonostante le voci circolanti nelle scorse settimane e i rapporti tesi tra società e tecnico, è stato trovato un compromesso. Il mister perugino, quindi, darà di nuovo l’assalto alla A alla guida delle rondinelle. Rinnova anche Foscarini con il Cittadella. Il tecnico fautore della promozione dei veneti potrà così proseguire la sua “opera”.

Incertezza a Sassuolo e Ascoli- Il punto interrogativo aleggia ora soltanto sulle panche di Sassuolo e Ascoli. Gli emiliani sono ancora in caccia del sostituto di Allegri, salito in A a Cagliari. In pole Mandorlini e Tesser, in seconda battuta Di Carlo. La riconferma di Iaconi, invece, rappresenterebbe una soluzione di ripiego per il club marchigiano. Da qui il tiramolla sulla questione del rinnovo che cela i contatti con Di Costanzo e Di Carlo.

Messina, futuro nero- Il Messina, invece, è alle prese con ben altri problemi. Il rischio fallimento è stato scongiurato, ma il futuro è tutt’altro che roseo. Il presidente protempore Vincenzo Franza (che fa le veci dello squalificato Pietro), infatti, ha annunciato che iscriverà la squadra al prossimo campionato, ma smantellerà tutta la rosa qualora non si presenti un nuovo acquirente o nuovi soci. I peloritani ingaggerebbero solo giovanissimi e giocatori svincolati, autocondannandosi dunque alla retrocessione. La “morte” è rimandata, ma l’agonia potrebbe essere ancora più dolorosa. La speranza dei tifosi giallorossi è che qualcuno tiri fuori dal baratro il Messina calcio.

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