Mondiali 2010

Il Brasile riprende la marcia. Argentina, che tonfo!

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Botero, incubo dell’Argentina di Maradona
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ROMA - L’alta quota è spesso fautrice di risultati inaspettati e la 12° giornata delle qualificazioni sudamericane ai prossimi mondiali non fa eccezione. Tra i risultati spicca un sonoro quanto inaspettato 6-1 rifilato dalla Bolivia all’Argentina di Maradona, peggior risultato mai ottenuto dalla nazionale albiceleste in un girone di qualificazione. Una batosta che è impensabile ricondurre alla sola altitudine per una squadra che, dall’avvento del nuovo ct, era stata praticamente impeccabile.

LA BATOSTA - Nonostante la disparità evidente dei valori tecnici in campo, il portiere argentino Carrizo si trova costretto a salvare il risultato due volte nei primi 10 minuti. Non basta però, e i padroni di casa passano in vantaggio all’11′ quando Botero, grande protagonista della serata, serve Martins che batte sicuro a rete. La reazione della squadra di Maradona si registra al 26′ quando Lucho Gonzales, aiutato dal portiere avversario Erwin Arias che vanifica così il bell’intervento compiuto solo pochi minuti prima su Messi, agguanta il momentaneo pareggio. La partita sembra più equilibrata, con repentini ribaltamenti di fronte, ma è nuovamente la Bolivia a passare in vantaggio. Zanetti interviene in maniera imprecisa, compiendo fallo da rigore su Botero che lo trasforma segnando il 2-1. Il primo tempo si chiude sul 3-1 ed è ancora Botero a trafiggere l’albiceleste a pochi minuti dall’intervallo.

MANCATA REAZIONE - Il secondo tempo sancisce la definitiva disfatta per la nazionale Argentina. Ci si aspettava una reazione da parte della squadra di Maradona, ma l’espulsione del neoentrato Di Maria pregiudica la rimonta. Ed è la Bolivia a dilagare. Per la squadra di casa, a segno ancora Botero, De Rosa e Torrico che fissano il punteggio sul definitivo 6-1. Argentina scavalcata in un colpo solo da Brasile e Cile.

IL BRASILE VA - La nazionale verdeoro, invece, batte in scioltezza un mediocre Perù e rilancia prepotentemente la sua corsa alla vetta del girone. Grande protagonista della serata è il terzino destro Dani Alves, motivato dall’assenza di Maicon a rimettere in discussione le gerarchie del ruolo, che al 18′ mette in mezzo per Kakà. Il rossonero viene steso in area: calcio di rigore trasformato senza problemi da Luis Fabiano che 8 minuti dopo, ancora su assist di Dani Alves, realizza il 2-0 anche se in fuorigioco. Al 63′ chiude i giochi il viola Felipe Melo. Il Brasile supera l’Argentina e si piazza al secondo posto a -3 dal Paraguay.

GLI ALTRI RISULTATI - Nelle altre partite, la capolista Paraguay si salva solo nel recupero in casa dell’Ecuador. Alla rete dell’ecuadoriano Noboa (63′) risponde al 92′ Benitez, che regala ai suoi un punto prezioso su un campo difficile. Cile e Uruguay si annullano a vicenda, pareggiando 0-0, mentre il Venezuela si impone per 2-0 sulla Colombia (76′ Fedor, 81′ Arango).

Risultati e classifica:

  • Bolivia - Argentina 6-1
  • Brasile - Perù 3-0
  • Cile - Uruguay 0-0
  • Ecuador - Paraguay 1-1
  • Venezuela - Colombia 2-0

Paraguay 24, Brasile 21, Cile 20, Argentina 19, Uruguay 17, Colombia 14, Ecuador 14, Venezuela 13, Bolivia 12, Perù 7

Brasileirao, Calcio Internazionale

Inarrestabile Ronaldo, è pokerissimo. 5° gol in 7 gare per il Fenomeno

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Ronaldo cala il pokerissimo
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San Paolo- E sono 5. Non si ferma più Ronaldo: contro l’Ituano il Fenomeno ha siglato il quinto centro in sette gare con la maglia del Corinthians. Una media-gol che inizia ad essere impressionante, sempre più simile a quella del Ronaldo dei vecchi tempi. Di questo passo l’ex Barcellona, Milan e Inter potrebbe riconquistare presto la nazionale brasiliana.

Un piattone destro nel 3-0 all’Ituano. Un gol importante, perchè ha chiuso definitivamente il match al 26′, quando il Corinthians guidava per effetto della rete di Jorge Henrique. Cristian ha poi calato il tris al 42′. Con questo successo il Timao ha avvicinato inoltre il Palmeiras, frenato in casa dall’Oeste ed ora distante appena tre lunghezze. Con  un Ronaldo così, sognare il titolo paulista è lecito. Anche perchè, per stessa ammissione dell’attaccante, la condizione fisica non è ancora al 100%: “devo perdere altri tre chili, i più difficili” le sue parole. Ed allora potrà pensare anche al Brasile e al Mondiale in Sudafrica, il “suo obiettivo principale“. La strada intrapresa è quella giusta.

Mondiali 2010

L’Argentina cala il poker, Julio Cesar salva il Brasile. Ko il Paraguay

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Messi trascina l’Argentina
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ROMA - Il weekend “mondiale” del girone sudamericano sorride all’Argentina. La seleccion di Diego Armando Maradona vince e convince contro il Venezuela in un 4-0 che non ammette repliche. Un poker con ovazione finale per Messi e compagni. Proprio la pulce del Barcellona insieme ad Aguero sono i veri protagonisti della notte di Buenos Aires.

POKER ARGENTINO - E’ la ‘noche del diez’, quella di Maradona che affida la maglia numero 10, quella boicottata da Juan Roman Riquelme, a Lionel Messi e lui lo ripaga come sa fare, col gol che apre le danze e che spiana la strada all’albiceleste. Il fortino del Venezuela, schierato con un 4-5-1 con Maldonado isolato in avanti, regge solo 25′ prima che Messi scarichi nell’angolino basso il pallone del vantaggio. A inizio ripresa l’Argentina bissa con Tevez servito dal solito Messi, prima di allungare con Maxi Rodriguez e Kun Aguero. Alla festa si aggiunge anche Juan Sebastian Veron, che torna a vestire la maglia della Seleccion.

PICCOLO BRASILE - Va decisamente peggio al Brasile di Dunga fermato in Ecuador sull’1-1. Un pareggio sofferto dove solo un ottimo Julio Cesar ha impedito il clamoroso Ko. Delude il tridente d’attacco Ronaldinho-Robinho-Luis Fabiano, incapace di tenere palla e di fare il minimo filtro. I verdeoro passano in vantaggio al 74′ quasi per caso: Baptista, subentrato a Ronaldinho, calcia da dentro l’area di rigore, il pallone terminato sul palo, rimbalza sullo sfortunato portiere Cevallos finendo in rete. La reazione di casa si fa sentire e dopo aver sfiorato il gol con Caicedo trova il meritato pareggio all’89′ col neo entrato Noboa.

Nelle altre gare del girone sudamericano la capolista Paraguay cede fuori casa all’Uruguay, decisive le reti di Forlan (28′ pt) e Lugano (12′ st). Il Cile si è imposto in trasferta sul Perù per 3-1 con le reti di Alexis Sanchez (2′), Humberto Suazo (32′), Matias Fernandez (72′), mentre la Colombia ha battuto la Bolivia 2-0 con gol di Torres (27′) e Renteria (87′).

Questi i risultati completi:

A Montevideo: Uruguay-Paraguay 2-0
A Buenos Aires: Argentina-Venezuela 4-0
A Bogota: Colombia-Bolivia 2-0
A Quito: Ecuador-Brasile 1-1
A Lima: Perù-Cile 1-3

Classifica: Paraguay 23, Argentina 19, Cile 19, Brasile 18, Uruguay 16, Colombia 14, Ecuador 13, Venezuela 10, Bolivia 9, Perù 7.

Le prime quattro si qualificano alla fase finale del mondiale 2010 in Sudafrica. La quinta affronterà lo spareggio con la quarta del girone Concacaf.

Ecco la situazione nel resto del mondo.

CONCACAF
Risultati:
Messico- Costarica 2-0
Trinidad e Tobago-Honduras 1-1
El Salvador-USA 2-2
Classifica: USA 4, Messico e Costarica 3, El Salvador e Trinidad e Tobago 2, Honduras 1.

ASIA
Risultati:
Corea del Nord-Emirati Arabi 2-0
Uzbekistan-Qatar 4-0
Iran-Arabia Saudita 1-2
Giappone-Bahrain 1-0
Classifica girone 1:
Giappone 11, Australia 10, Uzbekistan, Bahrain e Qatar 4
Classifica girone 2: Corea del Nord 10, Corea del Sud 8, Arabia Saudita 7, Iran 6, Emirati Arabi 1.

Brasileirao, Calcio Internazionale

Tragedia in Brasile. Nella domenica di follia muore un tifoso

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Violenza protagonista in Brasile

Brasilia- Tragedia e incidenti in Brasile. L’ultima giornata dei campionati statali è stata funestata dalla morte di un tifoso a margine del clasico Cruzeiro-Atletico Mineiro (finito 2-1 per i locali) e dagli incidenti a dentro e fuori il campo nel derby San Paolo-Corinthians. Davvero una domenica di follia -purtroppo non una novità- per il calcio brasiliano.

Tragedia a Belo Horizonte- Mancavano pochi istanti al derby di Belo Horizonte, valido per  il campionato dello stato del Minas Gerais , quando un gruppo di tifosi dell’Atletico Mineiro è stato assalito a colpi d’arma da fuoco da una coppia di motociclisti del Cruzeiro. Un paio di proiettili hanno raggiunto il torace del ventenne Lucas Batista Marcelino, morto poco dopo in ospedale. Una tragedia immane per un’altra sfiorata sempre nei pressi dello stadio, ma stavolta il tifoso preso di mira è stato ’soltanto’ ferito dal colpo di pistola.

Far West al Morumbì- Battaglia dentro e fuori il campo al Morumbì di San Paolo. Il super derby tra Tricolor e Corinthians, finito in parità (1-1), è stato un vero e proprio far west: ben 10 ammonizioni e 3 espulsioni, di cui una provocata da un pugno nello stomaco del bianconero Tulio al difensore avversario Andrés Dias. Il giocatore del Timao, già protagonista di un episodio simile e squalificato per 120 giorni, rischia uno stop -secondo la giustizia sportiva brasiliana- di un anno e mezzo. Fuori dal rettangolo di gioco non è andata meglio con gli scontri tra i tifosi del Timao e la polizia, l’esplosione di un ordigno e il lancio di lacrimogeni che ha causato il ferimento di 60 ultras. Scene di vera e propria guerriglia urbana. A nulla è servita la decisione delle autorità locali di ridurre al 10% il numero dei biglietti disponibili per i tifosi visitanti. A questo punto nella patria del futbol bailado (ed esagitato), si paventa l’adozione di misure simili a quelle applicate in Italia, ad esempio il divieto alle trasferte degli ultras ospiti nelle partite a rischio. La morte del tifo, ma anche l’unico freno alla violenza dilagante.

Calcio Internazionale, Italia

Brasile a ritmo di samba. L’Italia deve arrendersi, Lippi si ferma a 31

Brasile

Al Brasile il “derby del mondo”
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LONDRA - Doveva essere la sfida dei sogni, quella tra le nazionali più titolate al mondo, si è rivelata un incubo per la formazione azzurra. Il Brasile ha letteralmente dominato un’Italia quanto mai imbarazzante in fase difensiva. Una sconfitta netta al di là del 2-0 finale.

Si ferma qui, tra la cornice di un Emirates Stadium esaurito, l’equilibrio negli scontri tra Brasile e Italia e l’imbattibilità di Marcello Lippi, fermatosi a 31 risultati utili consecutivi. Giusto così, perché gli uomini di Dunga hanno dimostrato di essere decisamente superiori agli azzurri. Questione di gambe? No, di testa, perché tra i carioca 6/11 dei titolari gioca nel campionato italiano e, quindi, sarebbe inspiegabile parlare di migliore preparazione atletica. Questione di testa, appunto, perché l’Italia gioca da Italia solo i primi 10 minuti quando va in rete (annullata per un fuorigioco che non c’era) con Grosso e a tenere in mano il gioco ci pensa Andrea Pirlo.

Si capisce subito che gli azzurri non ci sono con la testa, quando su una palla innocua Cannavaro si addormenta sotto la pressione di Robinho prima di rimediare svegliato dalle urla di Buffon. Tre minuti prima Grosso era andato in rete ma il guardalinee aveva sbandierato un fuorigioco inesistente. Al 10′ Buffon deve uscire in scivolata su un’accelerazione di Adriano in area. Passano pochi minuti (13′) e la nazionale verdeoro va in vantaggio con Elano bravo a scavalcare con un colpo sotto Buffon in uscita. L’Italia accusa il colpo e affonda sotto le giocate brasiliane. Così al 27′ subisce il 2-0 con Robinho che prima ruba palla al limite dell’area a Pirlo, poi si libera di due uomini e con un diagonale rasoterra di sinistro supera l’estremo azzurro per la seconda volta. La risposta della nostra nazionale è timida e confusa. Ci prova De Rossi con una staffilata da lontano che Julio Cesar devia prontamente. Poi, poco prima del riposo, Elano lascia partire un diagonale dai 20 metri che sfiora l’incrocio alla destra del numero uno italiano.

Nella ripresa Lippi prova a correre ai ripari. Fuori l’intero tridente d’attacco (Pepe, Gilardino, Di Natale, oltre che a Montolivo), dentro Camoranesi, Toni, Giuseppe Rossi e Perrotta. Due minuti dopo l’attaccante del Villareal va vicino al gol con un sinistro in corsa che si stampa sull’esterno della rete. Al 19′ Toni va in rete ma il bomber azzurro si aggiusta la palla con la mano e il gol viene giustamente annullato. Il Brasile gioca, si diverte e fa impazzire i nostri giocatori. Tant’è che ad un certo punto l’amichevole di amichevole non ha più nulla e i cartellini gialli iniziano ad essere mostrati in faccia ai nostri giocatori come fossero funghi. Alla mezzora una grande parata di Julio Cesar, su tocco ravvicinato di Toni, evita il ritorno dell’Italia. Nel finale giusto il tempo per due punizioni insidiose, una sul destro di Ronaldinho l’altra sul sinistro di Grosso, capaci solo di esaltare i due portieri. Alla fine il risultato non cambia. La rivincita in Confederations Cup.

Amarcord di calcio, Italia

Italia-Brasile, storia di una Sfida

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Tutto pronto per Italia-Brasile

Martedì 10 febbraio 2010: Londra, Stadio Emirates (la tana dell’Arsenal). Si affrontano le nazionali di Italia e Brasile. Una sfida dal sapore particolare, tra le due squadre che vantano il maggior numero di allori mondiali. Due modi esattamente opposti di vivere e comprendere il calcio. Da una parte il futébol bailado dei verdeoro, tutto dribbling e ricamini. Dall’altra la scuola italiana, catenaccio e contropiede. La cicala e la formica. Così era al tempo delle scuole nazionali, quando noi stimavamo la loro tecnica e deridevamo i loro portieri, e loro stimavano la loro tecnica e deridevano il nostro modo di concepire il calcio. Senso di superiorità verdeoro: sempre e comunque. Ma anche rispetto (senza dirlo troppo forte). Anche perchè diciamocelo chiaro: i brasiliani ci hanno battuto quando hanno cercato (mai volontariamente, s’intende…) di copiarci… Le altre volte? Si sono scottati… Questo prima della riapertura del nostro campionato agli stranieri. Da quel momento abbiamo iniziato a conoscerci meglio: i loro fenomeni hanno fatto grandi i nostri club, i nostri allenatori hanno disciplinato la loro nazionale. Non ci incontriamo dal 1997, Torneo di Francia: fu un 3-3 spettacolare e pirotecnico. Dodici anni… da allora un Mondiale loro e uno noi e una Confederation’s Cup da giocarci a giugno (Spagna permettendo). Come al solito sono più forti loro…come al solito non è per nulla scontato che vincano…

brasile1970

Il leggendario Brasil 1970

I precedenti- Sfogliando gli almanacchi si legge: 12 sfide, 5 vittorie per parte, 2 pareggi. Saldo perfettamente in parità, ancora.
Il battesimo avvenne il 16 giugno 1938, ore 15 allo Stade Municipal di Marsiglia e ciò che successe sarebbe diventato un classico delle sfide Italia-Brasile. Partita ufficiale, le semifinali dei Mondiali di Francia, partita secca, la vincente si sarebbe dovuta trasferire a Parigi per la finalissima. Prima di scendere in campo i brasiliani avevano già comprato i biglietti aerei. Sicuri di vincere. Così sicuri che il Ct Pimenta decise di non rischiare Leonidas, cinque reti fino a quel momento nella competizione. Il risultato? 2-1 per l’Italia. Gol di Colaussi e Meazza, Romeu non bastò a riscattare l’onore dei non ancora verdeoro (indossavano infatti una maglia a righe giallonera). Inutile dire che gli orgogliosi brasiliani si tennero i biglietti aerei e si andarono a giocare la finalina a Bordeaux (vincendo 4-2 con doppietta di Leonidas) mentre gli italiani raggiunsero la capitale francese mestamente in treno, e vinsero il loro secondo mondiale battendo l’Ungheria.

Ma Italia-Brasile sono anche due finali mondiali. La prima a Mexico’70. Ci si giocava la Coppa Rimet, nel senso che per regolamento chi l’avesse vinta per tre volte se la poteva tenere per sempre. Italia e Brasile ne avevano due a testa… Allo stadio Azteca si affrontavano uno dei Brasile più forti della storia e l’Italia campione d’Europa in carica, che aveva appena battuto 4-3 la Germania Ovest nella partita del secolo. Da una parte l’attacco atomico Pelé, Rivelino, Tostão, Gerson, Jairzinho. Dall’altra Albertosi; Burgnich, Facchetti; Bertini, Rosato, Cera; Domenghini, Mazzola A., Boninsegna, De Sisti, Riva. Più Rivera negli ultimi sei minuti… Risultato 4-1 per i verdeoro e Coppa Rimet sulla via di Brasilia.

Finale mondiale atto secondo: siamo a Pasadena, Stati Uniti. Correva l’anno 1994. Me la ricordo bene, avevo 10 anni e quello era il “mio” primo mondiale. Orari delle partite assurde, caldo soffocante e umidità ai limite del sostenibile. L’Italia era arrivata in finale trascinata da Roby Baggio e dal fattore c… il cuore che va oltre l’ostacolo e il celeberrimo cul de Sac(chi). Il Brasile di Parreira era e resterà uno dei più brutti della storia. Squadra quadrata e pochi fronzoli, davanti Romario e Bebeto, Dunga metronomo e Taffarel in porta. Ricordiamo tutti come andò, Italia stremata e in affanno per 120 minuti (ricordate il bacio al palo di Pagliuca?) e destino beffardo ai rigori. Per i nostri sbagliarono capitan Baresi, reduce da un infortunio e ritornato proprio per la finale, Massaro e il Divin Codino… La differenza tra il condottiero che porta alla Vittoria e il principale imputato della disfatta sta tutta in un rigore sballato…

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Pablito Rossi, l’ultimo matador dei carioca

L’ultima vittoria azzurra risale al 1982, Estadio Sarrià di Barcellona, Mondiale di Spagna, secondo turno. Devo dire altro? Ai brasiliani basta un pari per uscire indenne dal gironcino terribile con gli azzurri e l’Argentina di Maradona. Credo di averla già sentita questa storia… Pablito Rossi non ha ancora segnato al Mundial. Si sblocca al quinto minuto, non si fermerà più. Pareggio di Socrates al 12°, ancora Rossi ci porta avanti al 25°.Nel secondo tempo il Brasile si porta in avanti, forte della sua tecnica e di una squadra di fenomeni: al 69° è 2-2. Falcão. Brasiliani ipoteticamente in semifinale. Ma non gli basta. Devono vincere. E finiranno per perdere. Al 75° Pablito segna la sua personalissima tripletta e punisce la loro spocchia. Brasiliani a casa, italiani verso la finale del Bernabeu, verso l’urlo di Tardelli e la partita a scopone sull’aereo presidenziale. Ah, già con la Coppa del Mondo al seguito…

L’ultima sfida, come detto risale al Torneo di Francia 1997. Era il Brasile delle punizioni di Roberto Carlos e del Ro-Ro in attacco: Romario, certo, ma soprattutto Ronaldo, il nuovo Fenomeno di cui si era invaghito Moratti. Ma questo almeno è stato fenomeno vero. Prima in campo, poi fuori. Fenomeno di tecnica e velocità quanto di sfortuna e vita bruciata. Era lui l’attrazione del Brasile. L’Italia di Cesarone Maldini poteva replicare con Del Piero, ancora giovane promessa azzurra ma già sulla vetta del mondo con la Juventus, e con un gruppo comprendente tra gli altri i giovani Nesta, Cannavaro, Panucci, Vieri e Inzaghi. La spina dorsale della nazionale per i successivi 10 anni, più o meno. Finì 3-3. Una partita memorabile. Italia avanti al 6′ con un gran gol di Del Piero. Raddoppio azzurro su autogol di Aldair. Riapre tutto Lombardo, ancora un autogol. Nella ripresa il rigore di Del Piero sembra chiudere i giochi, e invece ecco il Ro-Ro: Ronaldo al 72′, Romario all’84′. 3-3, come detto ma applausi per tutti.

Stasera prossimo atto della sfida infinita. In realtà non mi aspetto molto. Nella ghiacciaia dell’Emirates Stadium si consumerà un evento mediatico con 152 nazioni collegate. E poco altro, temo. Le amichevoli non solleticano la fantasia azzurra, il Brasile è pieno di milanisti e interisti (stranezze della Bosman)… e domenica c’è il derby. Ovvio non attendersi la luna. Eppure ci saranno Toni, De Rossi, Pirlo, Buffon, un nuovo Rossi (Giuseppe), mentre di là Ronaldinho, Adriano, Pato, Juan, Maicon e Julio Cesar. Mancherà Kakà. E pure il tormentone Amauri. Li conosciamo bene. Ci conoscono benissimo. Sorprese zero. Resta il fascino e il sapore particolare di questa sfida antica tra due nazionali e due Paesi lontanissimi, eppure intimamente legati.

Italia

Italia, i convocati contro il Brasile. Rossi c’è, ancora out Del Piero

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Lippi lascia a casa Del Piero
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Roma- Tutto è pronto per l’amichevole da nove coppe del Mondo. Marcello Lippi ha diramato la lista di convocati per la super amichevole con il Brasile in programma martedì alle 20.45 (ore italiane) all’Emirates Stadium (la tana dell’Arsenal) di Londra. Il 2009 azzurro che porterà alla Confederations Cup e ai match decisivi per la qualificazione a Sudafrica 2010 si apre dunque con un appuntamento di lusso. Carioca e azzurri non si affrontano dal 1997, da una spettacolare amichevole conclusa sul 3-3. Ma quest’anno sarà soltanto il primo faccia a faccia in vista dello scontro in Confederations Cup.

Out Alex- Per la sua ‘prima’ contro il Brasile, il recordman Lippi si affida ai suoi uomini migliori. Tornano Buffon e Pirlo, assenti a settembre/ottobre per infortunio, ma anche Aquilani  e Zambrotta, che saltarono l’ultima amichevole. Il reparto che più fa discutere, come sempre, è l’attacco. Il ct conferma la fiducia a Giuseppe Rossi, Quagliarella e Pepe (inserito tra i centrocampisti) e richiama Iaquinta, nonostante lo scarso utilizzo alla Juve. L’escluso è, ancora una volta, Del Piero. Il tecnico viareggino ha già dichiarato più volte di conoscere il capitano bianconero e di non ritenere necessaria una sua convocazione nelle amichevoli. Ma contro il Brasile, viste le prestazioni del numero 10 nelle grandi occasioni, uno strappo alla regola poteva esser fatto.

Ecco la lista completa dei convocati:

Portieri: Buffon (Juventus), Amelia (Palermo), De Sanctis (Galatasaray)
Difensori: Bonera (Milan), Cannavaro (Real Madrid), Dossena (Liverpool), Gamberini (Fiorentina), Grosso (Lione), Legrottaglie (Juventus), Zambrotta (Milan)
Centrocampisti: Aquilani (Roma), Camoranesi (Juventus), De Rossi (Roma), Montolivo (Fiorentina), Pepe (Udinese), Perrotta (Roma), Pirlo (Milan)
Attaccanti: Di Natale (Udinese), Gilardino (Fiorentina), Iaquinta (Juventus), Quagliarella (Udinese), Rossi (Villarreal), Toni (Bayern Monaco).

Brasileirao, Calcio Internazionale

Brasile, riparte il Paulista. Occhi puntati sul Corinthians di Ronaldo

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Ronaldo al suo arrivo al Corinthians

San Paolo- Dopo un mesetto di sosta, torna il calcio giocato in Brasile, terra di gente mai sazia dello sport più amato al mondo. Si riprende, come da consueto, dai campionati statali. Il più prestigioso e competitivo è il Paulista che apre le danze stasera con Santo André-Palmeiras. Ma l’attesa è tutta per il neopromosso Corinthians e il ritorno di Ronaldo, sfidanti ufficiali -insieme a Palmeiras e Santos- dei campioni del San Paolo.

Tutti in attesa di Ronaldo- Fari puntati, dunque, sul Fenomeno. L’ex Inter e Milan, come sempre un pò appesantito, ha garantito un ritorno economico non indifferente al Timao ancor prima di metter piede in campo. Ha richiamato sponsor importanti come Ford  e Vivo Telefonia Mobile, ha fruttato 800mila reais solo per far la telecronaca su Globo dell’amichevole con l’Estudiantes, ha provocato un aumento sensibile dei biglietti. Evento che non fermerà l’appassionato del Corinthians, tornato nel calcio che torna dopo un anno di purgatorio ed eccitato all’idea di vedere il Fenomeno (anche se nelle previsioni più ottimistiche giocherà la prima partita a metà febbraio) al fianco dei ragazzi del confermatissimo tecnico Mano Menezes.

In lizza per il titolo- Il favorito numero uno, però, è il San Paolo di Ramalho, campione dell’ultimo Brasileirao. Un’ottima squadra che ha “svaligiato” il Fluminense portandogli via Washington (vicecapocannoniere del Brasileirao con 21 reti) il laterale Junior Cesar e il centrocampista Arouca, uno dei migliori nell’ultimo torneo nazionale. Subito dietro il Palmeiras, quarto a dicembre. Il Verdao sta per piazzare un colpaccio assicurandosi il giovane bomber del Coritiba Keirrison. Un attaccante in grado di segnare in ogni modo: per lui 21 gol nell’ultimo campionato. E si è appena assicurato la firma dell’ex Barcellona e Lione Edmilson, elemento logoro per l’Europa ma ancora in grado di far la differenza in patria. Attenzione anche al Santos. Il capocannoniere navigato Kleber Pereira sarà spalleggiato dal folletto Madson proveniente dal Vasco, Lucio Flavio, ex Botafogo, e Bolanos campione di Sudamerica con la Liga di Quito.

Calcio Internazionale

Brasile a valanga, buona la prima per Maradona. Ok Olanda e Spagna

ROMA - Mercoledì di calcio in Europa e non solo con le grandi nazionali protagoniste assolute sui campi di tutto il mondo. Si passa dalla goleada del Brasile ai danni del Portogallo, alla prima vittoria di Diego Armando Maradona come Ct dell’Argentina, dalla spettacolare sfida di Berlino tra Germania e Inghilterra, al pareggio senza troppe emozioni dei campioni del mondo dell’Italia. Ma andiamo con ordine.

Bel debutto per El Pibe de Oro
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LA PRIMA DI DIEGO - Inizia col piede giusto la nuova avventura di Diego Armando Maradona. L’Argentina, infatti, arriva a Glasgow e si impone di misura grazie a una rete a inizio gara di Maxi Rodriguez. E’ l’ottavo minuto quando il centrocampista dell’Atletico Madrid finalizza un triangolo stretto sull’asse Tevez-Gutierrez. Meglio la Selecion a inizio partita, poi pian piano la Scozia ha preso le misure della squadra sudamericana rendendosi pericolosa soprattutto sulle palle alte. Buona la prima, dunque, ma c’è ancora molto da lavorare.

BRASILE A VALANGA - Nel giorno della sfida tra Kakà e Cristiano Ronaldo è il Brasile a farla da padrona. La nazionale verdeoro travolge il Portogallo per 6-2 e chiude un 2008 non proprio positivo con una prova molto più che convincente. Eppure il match non era iniziato nel migliore dei modi per gli uomini di Dunga andati sotto con una rete di Danny. La reazione al gol lusitano è pressoché travolgente: Luis Fabiano con una doppietta segna il sorpasso dei padroni di casa, poi Maicon prima del terzo gol e quindi della tripletta dell’attaccante del Siviglia dilagano per il Brasile. I portoghesi si rifanno sotto con Simao, ma per Elano ristabilisce le distanze prima del gol finale del neo entrato Adriano.

Mr.Fabio espugna Berlino
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COLPACCIO CAPELLO - Un’Inghilterra rimaneggiata (si fa per dire) espugna l’Olympiastadion al termina di una gara tiratissima ed entusiasmante contro una Germania mai doma (1-2). Capello, che deve fare a meno di Rooney, Lampard, Gerrard e Ferdinand, si affida ai gol di Upson (gol in mischia su azione da calcio d’angolo) e al sempre giovane Terry (colpo di testa in elevazione su Westermann). Proprio il capitano inglese era stato protagonista di una disattenzione difensiva (grave incertezza con collaborazione del portiere) in occasione del gol tedesco firmato da Helmes. Da segnalare anche un palo di Wright Phillips dalla lunga distanza.

DELUSIONE FRANCIA, OK SPAGNA UCRAINA E OLANDA - Gara priva di emozioni a Parigi dove la Francia di Domenech impatta sullo 0-0 contro un ottimo Uruguay bravo nel chiudere tutti gli spazi e a bloccare sul nascere ogni iniziativa transalpina. Ottima, invece, la prova dell’Olanda che affonda una Svezia orfana di Ibrahimovic (3-1). Negli Orange spiccano uno straordinario Van Persie, autore di una doppietta, e il solito Kuyt. Di Kallstrom il gol bandiera degli scandinavi. Vittoria facile per i campioni d’Europa della Spagna che si impongono con un secco 3-0 sul Cile grazie alle reti di Villa (rig), Fernando Torres e Cazorla e allungano così la loro striscia positiva a 28 partite. Vittoria di rigore per l’Ucraina che batte la Norvegia grazie a una rete dagli undici metri di Seleznev.
Una rete di Ziegler permette alla Svizzera di superare un’ostica Finlandia nell’unica gara europea valida per le qualificazioni.

LE RIVALI AZZURRE - Sguardo finale sulle rivali italiani del girone di qualificazione ai Mondiali del Sud Africa. Perde in casa l’Eire del Trap per 2-3 con la Polonia. Affonda a Belgrado la Bulgaria. La Serbia, infatti, si impone con un tennistico 6-1 sbagliando anche due rigori con Milosevic, autore comunque di una doppietta.

LE ALTRE PARTITE

AUSTRIA-TURCHIA 2-4
AZERBAIGIAN-ALBANIA 1-1
CIPRO-BIELORUSSIA 2-1
DANIMARCA-GALLES 0-1
EGITTO-BENIN 5-1
GHANA-TUNISIA 0-0
ISRAELE-COSTA D’AVORIO 2-2
LITUANIA-MOLDAVIA 1-1
LUSSEMBURGO-BELGIO 1-1
MALTA-ISLANDA 0-1
MONTENEGRO-MACEDONIA 2-1
OMAN-PARAGUAY 0-1
ROMANIA-GEORGIA 2-1
SLOVENIA-BOSNIA 3-4
SUD AFRICA-CAMERUN 3-2

Mondiali 2010

Qualificazioni Mondiali: Bielsa si vendica, vola il Paraguay

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Orellana firma la 1° storica vittoria cilena sull’Argentina
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Ferme Africa e Oceania, ecco cosa è successo in questo turno di partite di qualificazione a Sudafrica 2010 negli altri continenti extraeuropei.

Asia- Il continente asiatico, fermo sabato scorso, ha giocato ieri sera. Due gironi da 5 squadre, contano soltanto i primi due posti; mentre le terze di ciascun girone spareggeranno tra loro e con la Nuova Zelanda. Ieri si è giocato il terzo turno. Poche le sorprese: nel Girone A l’Australia di Verbeek si è imposta in casa sul Qatar dei naturalizzati per 4-0 (Culina,  doppietta di Emerton e Kennedy) mentre stecca in casa il Giappone, fermato sull’1-1 dall’Uzbekistan. In classifica guidano gli Aussies con 6 punti, seguono Giappone e Qatar con 4, Bahrein e Uzbekistan ultimi con un punto.

Nel Girone B vincono le favorite: l’Iran si impone in casa sulla Corea del Nord per 2-1 mentre la Corea del Sud vince 4-1 sugli Emirati Arabi Uniti. In classifica tutto apertissimo: Iran, Arabia Saudita e le due Coree sono tutte a 4 punti, mentre gli Emirati Arabi chiudono a 0.

Concacaf (Nord, Centro America e Caraibi)- Qui si è giocato il quinto (e penultimo) turno di qualificazione all’esagonale finale. In palio 3 posti per il Sudafrica, mentre la quarta spareggerà con la quinta del Sud America. Dopo Stati Uniti e Costa Rica, anche El Salvador si qualifica per l’ultimo atto. Continua invece il momento no del Messico che si è fatto imporre il pari  dal Canada. Questo il quadro dei risultati:

Girone A
Cuba-Guatemala 2-1
Trinidad&Tobago-Stati Uniti 2-1
Classifica: Stati Uniti 12, Trinidad 8, Guatemala 5, Cuba 3
Girone B
Giamaica-Honduras 1-0
Canada-Messico 2-2
Classifica: Messico 10, Honduras 9, Giamaica 7, Canada 2
Girone C
Costa Rica-Haiti 2-0
El Salvador-Suriname 3-0
Classifica: Costa Rica 15, El Salvador 10, Haiti 2, Suriname 1

Sud America- Continua la cavalcata del Paraguay, sempre più solo in testa al gruppo. La vittoria in casa sul Perù fanalino è firmata da Benitez, ma le buone notizie arrivano da Rio de Janeiro, dove il Brasile continua a non far risultato in casa: scialbo 0-0 con la Colombia. Ancora peggio l’Argentina. La Seleccion le prende a Santiago dal Cile dell’ex Bielsa. Il gol vittoria è di Orellana. Chi sfrutta il turno interno è il Venezuela che batte 3-1 in rimonta l’Ecuador, inguaiandolo nella lotta ai primi 4 posti. Malino anche l’Uruguay: la Celeste non va oltre il pari nella rarefatta aria di La Paz, principale alleata della modesta formazione boliviana capace di portarsi sul 2-0 all’intervallo (doppietta di Marcelo Moreno) e di farsi recuperare nella ripresa (reti di Bueno del “Loco” Abreu). Un punto alla fine non è da buttar via…

Classifica: Paraguay 23, Brasile 17, Argentina 16, Cile 16, Uruguay 13, Ecuador 12, Colombia 11, Venezuela 10, Bolivia 9, Perù 7

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