Amarcord di calcio, Calcio

Superteam: Boca Juniors

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La prima formazione del Boca Jrs nel lontano 1905

Il Boca, la Boca. Difficile scindere la squadra dal barrio, quel lembo di terra a sud di Buenos Aires bagnato dal Riachuelo, approdo alla fine dell’Ottocento dell’immigrazione italiana, soprattutto genovese,  in Argentina. Ecco, parlare del Boca Juniors significa non dimenticarne mai le origini. Xeneizes, genovesi, anche di là dell’Atlantico. Tempi duri, quei tempi, storie di emigranti, di uomini in cerca d’autore, di un futuro, di una nuova casa. Storie non sempre felici, anzi soffocate nel sangue e condite dall’orgoglio. Anno domini 1872, operai genovesi in lotta contro i padroni e la repressione della polizia, bandiera della Superba in mano, occupano il quartiere ed inviano al re d’Italia Vittorio Emanuele II una lettera, in cui gli notificano che da quel momento il suo regno comprendeva anche “un sobborgo americano, la Repubblica della Boca”.

La Boca, il Boca. Da gente così non poteva che nascere una squadra di lotta e di popolo, ben lontana dai rivali di sempre, i millonarios del River Plate. 13 aprile 1905, un gruppo di giovani rapiti dal nuovo gioco portato dai marinai inglesi decidono di metter su una squadra: si chiamano Esteban Baglietto, Alfredo Scarpatti, Santiago Pedro Sana e i fratelli Farenga. Primo scoglio il nome: proposte? “Figli d’Italia”, “Stella d’Italia“, perchè non “I difensori della Boca”? Ma sono tutti ragazzi, benchè guerrieri nello spirito: Boca Juniors calza a pennello. Secondo problema: i colori sociali. Bianco e blu. Scelta poco felice, sono i colori del Boerio, un sodalizio rivale. Si decide per uno spareggio risolutore: il Boca perde. Punto e a capo… Secondo la leggenda fu Juan Brichetto a risolvere la questione. Un giro al porto e un piroscafo battente bandiera svedese, giallo e blu. Perchè no? Il mito può cominciare.

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La “Bombonera”

Nel 1919 è già scudetto. Certo, le strutture son quelle che sono e il torneo è amatoriale, ma non per questo vale di meno. Saranno sette alla fine i titoli prima dell’approdo al professionismo, nel 1931. Ma la musica non cambia, gli xeneizes sono anche i primi campioni pro. Nel mezzo la tournée europea del 1925. 19 partite tra Spagna, Francia e Germania. Bilancio: 15 vittorie, un pareggio, 3 sconfitte. Tra gli scalpi nobili, quelli del Real e dell’Atletico Madrid, sotto gli occhi, e tra gli applausi, di re Alfonso XII. Tra gli eroi dell’impresa il cannoniere Seoane, il capitano Elli e il portiere Americo Tesorieri. Tornato in patria la Federazione proclamerà il Boca ”Campeon de Honor”, per i servizi spesi all’estero.

Nel 1940 si inaugura il nuovo stadio, un tempio degno di una grande squadra: la “Bombonera“. Una curiosità, lo stadio era stato costruito dove sorgeva una fabbrica di mattoni che, tra le materie prime, usava la bosta de caballos, lo sterco di cavallo. I tifosi del River e dell’Independiente non gliel’hanno mai perdonata: xeneizes? Bosteros… Un marchio d’infamia per i rivali, un vezzo per i boquensi.

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Juan Carlos Lorenzo con la prima storica Libertadores

Se in patria il suo mito è sempre oscurato dai borghesi del River Plate, la sua grandezza il Boca Juniors se la costruisce all’estero. Con il Milan, infatti, gli xeneizes sono la squadra con più titoli internazionali, 18. Prima squadra argentina ad arrivare in finale della Copa Libertadores nel 1963, battuti dal Santos di Pelè (nientepopodimeno…), il Boca deve attendere il 1977 per aggiudicarsi il massimo alloro latino-americano: in panchina un santone, Juan Carlos Lorenzo. Scaramantico ai limiti dell’assurdo (lo si ricorda anche in Italia per i suoi siparietti a Roma), Lorenzo costruisce una squadra perfetta che unisce ritmo e gioco maschio ed è letale in contropiede, capace di vincere i campionati Metropolitano e Nazionale nel 1976. Un anno dopo, come detto, cade, matura, la prima Libertadores regolando in finale i brasiliani del Cruzeiro vincendo ai rigori la bella di Montevideo. Un anno dopo è subito bis. Questa volta in finale ci sono i malcapitati colombiani del Deportivo Calì: 0-0 all’andata, 4-0 al ritorno grazie a Salinas, Mastrangelo e Perotti (doppietta). A marzo era in compenso già arrivata la ciliegina sulla torta: quell’Intercontinentale che i campioni europei del Liverpool avevano disertato a causa del gioco “amichevole” degli argentini. Al loro posto i tedeschi del Borussia Mönchengladbach, finalisti in Coppa dei Campioni. In casa, il Boca deve accontentarsi del 2-2, ma è nel ritorno di Karlsrhue che Lorenzo costruisce il miracolo. Da fine stratega lascia campo ai panzer tedeschi per colpirli in contropiede dopo averne saggiamente sabotato la manovra (passateci il gergo “militaresco”). Finirà 3-0 grazie ad una doppietta di Salinas e a Mastrangelo.

Negli anni Ottanta il Boca è stato Luis Cesar Menotti e Oscar Tabarez, santoni del calcio sudamericano male adattati da noi, ma soprattutto è stato Diego Armando Maradona, anche se per una sola stagione. Anno domini 1981 Dieguito firma 28 gol in 40 partite e vince lo scudetto, prima di passare al Barcellona per ragioni di bilancio. Già il bilancio: in suo onore se ne sono andati in tanti: da BatistutaCaniggia fino a Samuel e Tevez. Gente che ha fatto la fortuna delle squadre che hanno creduto in loro, i ragazzi della Boca; gente che ha dato tanto alla causa. A Romancito Riquelme, croce e delizia degli ultimi 10 anni boquensi è legato un altro nome: quello di Carlos Bianchi, il suo scopritore, l’edificatore del Boca più forte di tutti i tempi. E secondo tradizione, un fallimento oltreoceano (non capì Totti…).

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Carlos Bianchi, il santone due volte campione del mondo

A cavallo del millennio Bianchi doveva fare le nozze con quello che aveva…non fichi secchi, ma casse vuote. E lo fece benissimo, portando la squadra ripetutamente ai massimi allori. In porta un bizzoso colombiano, Oscar Cordoba, in difesa il mastino Samuel, Cagna a mordere, Riquelme ha inventare e Palermo a castigare. Nel 1999 i Bianchi-boys riportano a casa un titolo che mancava dal 1992, facendo bottino pieno (Apertura più Clausura); un anno dopo ecco la terza Libertadores, la seconda ai rigori, contro i brasiliani del Palmeiras: 2-2 a Baires (doppietta di Arruabarrena); 0-0 nel ritorno a San Paolo. Ai rigori Boca vincitore per 4-2. Un anno dopo è ancora bis… e ancora ai rigori. I rivali sono i messicani della Cruz Azul. Il Boca va a vicere all’Azteca 1-0 grazie a Delgado, ma cade in casa con lo stesso risultato… Cordoba, tra i pali, ancora una volta è l’eroe di giornata e consegna la quarta Libertadores ai suoi. Tra i due titoli arriva anche, soprattutto, l’Intercontinentale: di fronte i galacticos del Real Madrid di Figo, Roberto Carlos e Raul, fulminati nei primi cinque minuti da Martin Palermo e poi irretiti nel possesso del Boca.

Un gruppo fantastico, quello costruito da Bianchi, capace di vincere pur perdendo i suoi idoli: Samuel e Burdisso emigrano in Italia; Palermo, Cagna, Ibarra, Riquelme in Spagna eppure la festa è sempre qui: nel 2003 ecco la quinta “pera”. Dopo quarant’anni il Boca può prendersi la ricincita su un Santos di nuovo competitivo. O’Rey è ormai lo sbiadito passato, ma ci sono Robinho e Diego, nuovi astri verdeoro contesi dai principali club europei. Entrambi continuano a ripetere: andremo in Europa, ma solo dopo aver riportato la Libertadores a casa. Non ci riusciranno… troppo forte quel Boca: Delgado con una doppietta chiude i giochi già nell’andata alla Bombonera, ma è al Morumbi che si scrive la storia… Tevez, Delgado e Schiavi zittiscono le cicale brasiliane, il gol di Alex serve soltanto per gli almanacchi… In dicembre, per la terza volta (la seconda in tre anni), il Boca Juniors sale sulla cima del mondo: questa volta gli avversari sono gli italiani del Milan, non ancora schiavi del joga bonito, ma comunque pieni di campioni (Shevchenko, Kaka, Pirlo, Maldini e compagnia cantante). Ancora una volta il pronostico è a senso unico… Ancora una volta i rigori saranno benevoli con Cagna e compagni. L’eroe questa volta non è Cordoba, ma Abbondanzieri, capace di ipnotizzare Pirlo, Seedorf e Costacurta (memorabile la sua “zappata”). Particolare degno di nota: dal 1996 (anno della sentenza Bosman e dell’inizio dell’esodo di massa di sudamericani verso l’Europa) al 2004 (ultima Intercontinentale), il Boca di Bianchi è stata l’unica squadra di là dell’Atlantico ad imporsi a Tokyo… Onore al merito.

Siamo ormai ai giorni nostri…Bianchi non è più in panchina e Palermo e Riquelme son tornati alla base dopo esperienze contraddittorie in Spagna. C’è ancora il tempo per parlare dell’ultimo sigillo in Libertadores (il sesto), nel 2007 contro il Gremio (3-0 in casa, 2-0 a Porto Alegre), o dei nuovi talenti sfornati da un vivaio che sembra inesauribile (Palacio, Gago e Banega)… In realtà dopo dieci anni di trionfi il ciclo iniziato nel 1998 sembra al termine. Un ciclo strepitoso, che ha portato, oltre a quattro Cope Libertadores e due Intercontinentali, 7 campionati argentini, 2 Cope Sudamericane e 3 Recope Sudamericane. Palermo e Riquelme non bastano più, l’allenatore Ischia è contestato dai tifosi, in campionato la Boquita stenta e l’obbiettivo Libertadores, fertile terreno di caccia, è svanito sotto i colpi del Defensor Sporting. Eppure alla Boca hanno visto momenti peggiori… L’orgoglioso xeneize risorgerà ancora una volta…

Palmarès

7 Campionati Amatoriali: 1919, 1920, 1923, 1924, 1925 (Copa de Honor), 1926, 1930
23 Campionati Argentini: 1931, 1934, 1935, 1940, 1943, 1944, 1954, 1962, 1964, 1965, 1969 (Copa Argentina), 1969 Nacional, 1970 Nacional, 1976 Metropolitano, 1976 Nacional, 1981 Metropolitano, 1992 Apertura, 1998 Apertura, 1999 Clausura, 2000 Apertura, 2003 Apertura, 2005 Apertura, 2006 Clausura, 2008 Apertura

3 Coppa Intercontinentale: 1977, 2000, 2003
6 Copa Libertadores: 1977, 1978, 2000, 2001, 2003, 2007
2 Copa Sudamericana: 2004, 2005
4 Recopa Sudamericana: 1990, 2005, 2006, 2008
1 Supercopa Sudamericana: 1989
1 Supercopa Masters: 1992
1 Copa de Oro: 1993

Copa Libertadores

Libertadores, al via gli ottavi. Dominio brasiliano, ecatombe di argentine

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Il Gremio è stata la miglior squadra della prima fase
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Con il derby carioca Palmeiras- Sport (finito 1-0 per i locali) sono ufficialmente scattati la scorsa notte gli ottavi di finale di copa Libertadores. La più prestigiosa competizione sudamericana entra nel vivo con una certezza: i campioni in carica della LDU Quito, eliminati nella fase a gironi, non potranno difendere il loro scettro. Sarà una Libertadores a forti tinte verdeoro: le compagini brasiliane sono passate in blocco, sancendo un netto predominio. Malissimo, invece, le argentine, che hanno deluso oltremodo, perdendo per strada già tre rappresentanti. Per il resto, il panorama è variegato, con la presenza di squadre da Messico, Uruguay, Paraguay, Cile, Perù, Venezuela ed Ecuador.

Marea carioca- Gremio, San Paolo, Cruzeiro, Palmeiras e Sport: il Brasile avanza a pieno regime con le sue cinque rappresentanti. Le formazioni carioca hanno dominato la fase a gironi: il Tricolor gremista ha ottenuto il maggior numero di punti (16) rimanendo imbattuto, i campioni nazionali del San Paolo e la Raposa hanno fatto leggermente peggio (13 pt), ma hanno comunque vinto il proprio gruppo. Sport e Palmeiras, invece, sono uscite indenni dal gruppo di ferro, estromettendo il temibile Colo Colo e i campioni uscenti della LDU Quito, e per uno strano scherzo del destino si sono ritrovate di fronte negli ottavi. Insomma, delle cinque ha tremato soltanto la band Luxemburgo, partita con due pesanti ko ma capace di strappare il pass all’ultima giornata in quel di Santiago del Cile grazie al baby prodigio Keirrison (6 centri sinora).

Disastro albiceleste- Se in Brasile ridono, in Argentina piangono. Da sempre inserite nel lotto delle favorite, le big del calcio albiceleste stavolta deludono. Soltanto il Boca e l’Estudiantes la Plata passano il turno, mentre il plurititolato River Plate, i vicecampioni nazionali del San Lorenzo e il Lanus di Zubeldia si sono arrese quasi senza combattere, finendo fuori dai giochi con un turno d’anticipo. Al loro posto sorridono Messico e Uruguay. Entrambe portano due squadre alla fase eliminatoria: il Nacional vince in carrozza il suo girone, mentre il Defensor Sporting estromette all’ultimo l’Independiente de Medellin con un agonico 4-3; sofferta la qualificazione delle due centroamericane, con il San Luis dentro grazie al vantaggio degli scontri diretti e il Chivas qualificato insieme al Caracas (primo team venezuelano nella storia ad aver vinto un girone di Libertadores) a scapito delle più quotate Everton e Lanus. Il Deportivo Cuenca, invece, salva l’onore ecuadoriano dopo la prematura eliminazione dei campioni in carica della LDU Quito. Per il Paraguay rimane in gioco il Libertad, l’Universidad San Martín è l’unica peruviana così come l’Universidad de Chile -arrivato dal preliminare- tiene alta la bandiera del paese andino.

Gli incroci- Il pronostico pende dunque tutto dalle parti delle formazioni carioca. Derby a parte, l’impegno più probante tocca al San Paolo alle prese con i coriacei messicani del Chivas, pericolosi soprattutto in casa. Gremio e Cruzeiro non possono fallire contro le due Universidad, quella peruviana e quella cilena. Disastrosi in campionato, gli xeneizes del Boca son chiamati ad un grande cammino in coppa: contro il Defensor non ci saranno scuse. Più dura per l’Estudiantes contro il Libertad, già matador due volte dei connazionali del San Lorenzo; pronostico favorevole per il Nacional del capocannoniere Nunez (6 reti come Keirrison del Palmeiras) contro il San Luis. Infine, tutta da seguire la sfida tra le due sorprese della prima fase, Caracas e Deportivo Cuenca, quest’ultimi capaci di battere il Boca dopo esser giunti dal turno preliminare.

-guarda risultati copa Libertadores e ottavi copa Libertadores-

Apertura/Clausura

Superclasico in tono minore. Velez, Lanus e Colon in fuga

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Fuertes fa volare il Colon
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Buenos Aires- Doveva essere la giornata del grande Superclasico. Doveva, perchè la supersfida tra River Plate e Boca Juniors ha tradito le attese, chiudendosi con uno scialbo pareggio ed estromettendo di fatto le due big dalla lotta per il titolo. La vera notizia della 10° giornata del Clausura è allora la fuga ufficiale dello strano terzetto composto da Velez Sarsfield, Lanus e Colon. Una fuga difficilmente pronosticabile ad inizio stagione, ma pienamente meritata per quanto visto sinora. Inizia con una brutta batosta, invece, l’avventura di Simeone sulla panchina del San Lorenzo: l’ex giocatore di Inter e Lazio avrà davvero molto su cui lavorare.

Addio titolo- 56 campionati e 21 coppe internazionali in campo: la sfida tra Boca Juniors e River Plate è il Superclasico per eccellenza, il match clou del calcio d’Oltreoceano. Il clasico numero 184, però, ha avuto ben poco di epico, nemmeno l’antica rivalità ha risvegliato il furore sopito delle due compagini. Xeneizes e Millonarios han dato vita ad uno scialbo spettacolo, dividendosi giustamente la posta in palio. Il primo tempo è più pimpante, soprattutto grazie agli uomini di Ischia e alla verve di Gaitan, ma di gol nemmeno l’ombra.  Le reti arrivano nella ripresa, quando il gioco è più bloccato in mediana. Al 14′ Palermo porta in vantaggio il Boca con un piattone facile facile su assist di Palacio, ma il River reagisce con l’ingresso di Buonanotte e trova il pari con una punizione perfetta di Gallardo. Il match non regala più sussulti, confermando l’attuale mediocrità delle due grandi del calcio argentino. Per il Boca rimane solo la Libertadores, ma anche i Millonarios, distanti sei punti dalla vetta, rischiano di finire nell’anonimato di questo Clausura.

Trio in fuga- Inizia così a chiarirsi la situazione in testa, con tre compagini in lotta per il titolo. Nessun effetto collaterale dall’eliminazione dalla Libertadores per la capolista Velez, che batte 2-0 l’Arsenal e rimane imbattuto: era dal 1982 che il Sarsfield non subiva sconfitte nelle prime 10 giornate del torneo. A segno ancora l’uruguagio Hernan Lopez prima del raddoppio nel finale di Coronel, ma a funestar la domenica della capolista c’è l’infortunio di Maxi Moralez, faro della formazione di Tocalli. Brutta tegola, dunque, per i leader del torneo. Si riprende e vince in rimonta sul Tigre il Lanus. L’uomo in più del Granate è ancora il folletto Eduardo Salvio, autore del 2-1 decisivo, dopo che Paparatto aveva portato in vantaggio gli ospiti e Velazquez aveva impattato con un gran tiro da fuori. Non è più una sorpresa il Colon di Mohamed che sbanca il “Libertadores de America” di Avellaneda. La formazione di Santa Fè subisce pochissimo (6 reti in 10 gare), grazie ad un’ottima organizzazione difensiva, poi colpisce al momento giusto con il suo storico bomber nonchè capitano Fuertes, al 96esimo centro con la maglia dei sabaleros.

Amaro esordio- E’ quello di Simeone, tornato in sella la scorsa settimana sulla panchina di un San Lorenzo in netta crisi. In pochi giorni è impossibile far miracoli, ma la scoppola incassata a Tucuman (un secco 0-3) desta più di una preoccupazione: la tanto agognata scossa non c’è stata. Continua, invece, il magic moment del Racing, che batte di misura il Banfield e accumula preziosi punti salvezza. Poker roboante dell’Huracan al fanalino Argentinos; el Globo aggancia così il River al quarto posto. Finiscono in parità le altre gare: Gimnasia LP-Rosario, Gimnasia Jujuy-Estudiantes e Newell’s-Godoy.

Apertura/Clausura

Clausura, domina l’instabilità. Lanus ko, Velez nuovo capolista

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H.Lopez festeggia coi compagni del Velez il primato
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Buenos Aires- Chi ci capisce qualcosa è bravo. Il Clausura 2009 si sta rivelando un vero e proprio rebus irrisolvibile, dove l’unica costante è l’instabilità. Tutti possono battere tutti -la vittoria dell’Argentinos sul Lanus ex capolista nel testacoda di giornata è l’esempio più palese- le big sono distratte dalla Libertadores -vedi Boca Jrs- o vivono psicodrammi inspiegabili come il San Lorenzo. Il campionato ha così un nuovo padrone, il Velez Sarsfield, ma minaccia di cambiarlo presto.

Imbattuti- Il primato del Velez Sarsfield è comunque meritato. La formazione di Gareca è l’unica imbattuta dopo 9 giornate, ha la miglior difesa (5 reti subite) e un Larrivey convincente in attacco. La nuova capolista ha sbancato il campo di un San Lorenzo -decisivo un calcio di rigore di Hernan Lopez- in crisi di nervi; el Ciclon, infatti, è reduce dalla clamorosa eliminazione dalla fase a gruppi della Libertadores e dal conseguente esonero di Russo, ed ora deve affrontare la contestazione feroce dei tifosi. I fasti dell’ultimo Apertura sono un lontano ricordo, la nuova stagione è già andata a rotoli.

Testacoda fatale- Vedi un testacoda e pensi ad un agevole vittoria della capolista. E invece no, il Lanus cade al cospetto del fanalino Argentinos Juniors (2-1 targato Canuto e Hauche, inutile il gol ospite di Lagos), mai vittorioso in questo Clausura. Incredibile dictu. El Granate patisce la sua terza sconfitta stagionale nella giornata meno prevista, e si conferma anch’esso altalenante. Più continuo e solido il Colon, che però perde l’occasione di volare in vetta facendosi frenare in casa dall’Arsenal de Sarandì (1-1). La seconda piazza è comunque un risultato più che positivo per il club di Santa Fè.

Aspettando il Superclasico- Dando un’occhiata alla classifica e ai recenti risultati, si prospetta tra sette giorni un superclasico in tono minore. Parliamo ovviamente della sfida delle sfide Boca Jrs-River Plate. Frenano ancora i millonarios, al secondo pari: con il Gimnasia La Plata è solo 2-2; a segno Diaz e Barrado per i locali, il Pampa Sosa e Cuevas per gli ospiti. La formazione di Gorosito rimane al quarto posto. Peggio ancora gli xeneizes, che continuano a snobbare il campionato cadendo a La Plata contro l’Estudiantes (1-0). La speranza è che il sapore unico di questo duello restituisca un pò di pathos ad un match che ha poco da dire in chiave ’scudetto’.

Le altre- Vittoria fondamentale in chiave salvezza per il Racing che sbanca Rosario e si colloca fuori dalla zona play-out (la retrocessione viene determinata tramite un coefficiente calcolato sulla base dei risultati delle ultime tre stagioni). Decisivo un calcio di punizione di Franco Sosa. Vince in rimonta e scala la classifica l’Independiente: De Federico illude l’Huracan, prima che Mancuello e il solito Montenegro diano tre punti pesanti al Rojo. Doppio Figueroa non basta al Godoy Cruz, fermato in casa dal Gimnasia de Jujuy (2-2). Botta e risposta tra i bomber Luna e Armani in Tigre-Newell’s, pari senza reti in Banfield-San Martin.

Apertura/Clausura

Lanus, primo tentativo di fuga. Si rialzano Boca e San Lorenzo

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Valeri gol e il Lanus va
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Buenos Aires- Il Lanus prova la prima fuga stagionale. Nella sesta giornata del Clausura, la truppa di Zubeldia batte il Colon e vola a +3 sul Velez, reduce da un bel pari con il River. Si rialzano Boca e San Lorenzo, che continuano il loro campionato fatto di alti e bassi, schiantando con tre gol a testa Argentinos e Banfield. Bene il Tigre, al secondo successo di fila, travolgente il Rosario Central targato Merlo sul campo dell’Arsenal de Sarandì (5-0). Brindano alla prima vittoria stagionale Racing e Gimnasia de Jujuy, parità in Newell’s-Huracan.

Prove di fuga- Quinto successo in sei gare e il Lanus va. I granata di Zubeldia danno vita all’ennesima prova convincente contro il Colon: il primo tempo è contratto, equilibrato, ma ad inizio ripresa arriva il micidiale uno-due targato Valeri-Menendez. Un duro colpo al quale Rivarola prova a rispondere, ma l’1-2 del Colon è illusorio. El Granate conduce in porto la vittoria senza problemi e si gode la vetta con tre punti di vantaggio.

Alti e bassi- La capolista approfitta dunque del bel pareggio nel big match di giornata tra Velez, secondo della classe, e River Plate, posizionato un gradino sotto. Accade tutto a metà ripresa: a Villagra dei Millonarios risponde tre minuti dopo Lopez. Pari tutto sommato giusto, anche se il Velez si rammarica per un palo colpito da Larrivey.
Tre gol a testa per dimenticare l’ultimo ko. Continuano a braccetto il loro strano campionato Boca Jrs e San Lorenzo: ad ogni vittoria succede puntualmente una sconfitta, e viceversa. Cercasi continuità per lottare al vertice. Nel frattempo, in un “Bombonera” inneggiante a Riquelme -gli occhi son puntati tutti su di lui, dopo la querelle con Maradona che ha sancito il suo addio alla Nazionale- Forlin, Figueroa e Palacio stendono perentoriamente l’Argentinos. Aguirre, Bergessio e Gomez i protagonisti del 3-1 del Ciclon al Banfield, compagine deludente in questo primo scorcio di campionato.
Bene anche l’altra big dell’ultimo Clausura, il Tigre. E’ l’uomo simbolo della band Cagna, Martin Morel, a decidere la difficile trasferta di La Plata. Il Gimnasia si arrende all’85′ alla prodezza balistica (un calcio di punizione magistrale) dell’attaccante.

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La cura Merlo funziona in casa Rosario
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Rinascite e prime volte- Il cambio in panchina spesso fa bene. O perlomeno in Argentina è così.  Iniziamo col roboante successo del Central a Sarandì. Il Rosario, ringalluzzito dall’inaspettato 3-1 al San Lorenzo, rifila cinque schiaffoni all’Arsenal: è due su due per il neotecnico Merlo. Arzubialde, invece, debutta con un successo, il primo stagionale, sulla panchina del Gimnasia de Jujuy: un Independiente ancora alle prese con la sbornia post-derby (la vittoria con il Boca si è rivelata quanto mai illusoria) viene steso addirittura con un poker (4-1). Anche il Racing di Avellaneda spezza il proprio tabù, prevalendo di misura sul Godoy Cruz (1-0). Chiude il 2-2 tra Newell’s e Huracan. A Sensini non basta la doppietta di Vangioni per aver ragione degli avversari e spiccar il volo nelle primissime posizioni.

Apertura/Clausura

Altro ribaltone in vetta. Palermo nella storia, River travolto dal ‘Ciclon’

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San Lorenzo show, River annichilito
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Buenos Aires- Equilibrio. E’ la parola d’ordine di questo Clausura. La quarta giornata segna infatti l’ennesimo avvicendamento in vetta: il quartetto formato da River, Newell’s, Colon e Godoy Cruz lascia il posto ad un nuovo terzetto composto Lanus, Arsenal e Gimnasia La Plata, di cui solo la prima sembra davvero in grado di lottare per il vertice. Ma è stato anche il weekend del ritorno al gol con record di Martin Palermo che rivitalizza il Boca  e della sonante cinquina con cui il San Lorenzo riporta il River Plate sulla terra.

Nuovo trio in vetta- Sand rimane a secco, ma il piccolo fenomeno Toto Salvio, già a segno sette giorni fa, regala il bis contro il Gimnasia Jujuy. Il Lanus di Zubeldia, del trio in vetta, pare l’unica attrezzata per lottare realmente per il titolo, come fu nell’ultimo Apertura. Ma per ora è lecito sognare anche per il piccolo Arsenal de Sarandì e il suo bomber Leguizamon, divenuto capocannoniere solitario con il 4° centro in altrettante gare. A farne le spese l’Estudiantes (0-2) che, privo di Veron, pare davvero ben poca cosa. Il terzetto è completato dal Gimnasia La Plata, formazione partita per salvarsi, che ha battuto a sorpresa l’Independiente (2-0) con un gol di Maldonado, il giocatore che costò al Genoa la C1 per la celebre valigetta di denaro.

Ciclon devastante, River umiliato- Rialza la testa il San Lorenzo. E come la rialza.  Il Ciclon travolge e umilia l’ex capolista River con una cinquina clamorosa: dopo 27 secondi Santana firma l’1-0, Gonzalez e Bottinelli firmano bis e tris prima del 17′. Bergessio cala il poker al tramonto della prima frazione, Bergessio timbra il 5-1 finale. Una bella pietra sopra la presunta resurrezione del Millonario ed una conferma che, quando i nervi reggono, la formazione di Russo conosce pochi rivali in patria.

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Palermo miglior bomber
della storia xeneize

Palermo nella leggenda- Si risveglia anche il Boca Juniors dopo due ko, e lo fa col ritorno al gol del 35enne Palermo (tornato  da poco dopo una lunga assenza dai campi di calcio). Il sempreverde e irriducibile -neanche il brutto infortunio lo ha scalfito- bomber entra nella storia del club segnando il gol numero 195 che gli permette di superare il recordman Varallo. La pratica Huracan è  risolta poi da un altro attaccante, Figueroa: doppietta per l’ex Genoa per il 3-1 finale che spedisce gli xeneizes a -3 dalla vetta.

Le altre- Occhio poi al Velez, unica squadra insieme a Colon e Newells ancora imbattuta. Il Godoy Cruz è spazzato via 4-0, merito del fantasista tascabile Maxi Moralez (doppietta), del redivivo ex Cagliari Larrivey (due gol in altrettanti match) oltre che di Lopez. Le altre due imbattute danno invece ad un bel botta e risposta targato Quiroga-Rivarola.
Buon debutto sulla panchina del Racing per Caruso Lombardi che impatta con l’Argentinos Juniors (1-1), mentre il ko con il Banfield (1-3) rappresenta il capolinea per Gustavo Alfaro alla guida del Rosario Central; al suo posto Reinaldo Carlos Merlo. Infine, continua a penare il Tigre di Cagna. A Tucuman arriva sì il primo punto, ma che è a dir poco amaro, visto che il Matador, avanti 2-1 con doppietta di Luna, si acciuffare a tempo scaduto da Quinteros.

Apertura/Clausura

Il River è tornato grande. Crisi Boca, San Lorenzo e Tigre

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Gorosito assapora la vetta col suo River
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Buenos Aires- E’ carnevale, e il Clausura sembra seguire questa logica di ribaltamento di ruoli. La classifica si è infatti capovolta rispetto l’ultimo Apertura: chi era in fondo (River Plate, ma anche Godoy Cruz; vedi “Apertura 2008“) si ritrova in testa, chi comandava langue miseramente sul fondo (Tigre e poco più in su Boca e San Lorenzo). Il movimentato weekend argentino si completa con un esonero, la cacciata di Llop dalla panchina del Racing de Avellaneda.

Resurrezione River- Tanto per esser chiari, Gorosito non è un Messia e tanto meno un taumaturgo. Il River non ha di colpo iniziato a dar spettacolo, ma perlomeno è concreto e fa risultato, l’essenza stessa del calcio. Gran parte del merito del primato condiviso con Newell’s Old Boys, Colon e Godoy Cruz a quota 7, è però del neoacquisto Fabbiani. L’Orco ha dato peso e qualità all’attacco del Millonarios come nella contestatissima vittoria contro il Banfield: suo l’assist a Falcao per il 2-0 definitivo. Ma prima Abelairas aveva segnato direttamente su una punizione che doveva esser di “seconda”. Insomma, il vento è girato in tutti i sensi.

Capoliste a sorpresa- La vetta, come già detto, è un discorso a quattro. Il Newell’s di Sensini fallisce la ghiotta occasione di trovarsi solo in testa, facendosi bloccare in casa dal Gimnasia de Jujuy (1-1). Per Colon e Godoy Cruz, invece, si tratta di una gradita quanto inaspettata sorpresa: il club di Santa Fè regola senza problemi il Rosario Central (2-0), quello di Mendoza infligge il primo ko stagionale all’Arsenal (1-0, Caruso) soffiandogli il primato.

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Il baby Salvio castiga il Boca
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Big in crisi- Ma la vera notizia del weekend è la crisi delle tre grandi protagoniste dell’Apertura. Dagli spareggi per il titolo all’ultimo posto: questa è l’involuzione subita dal Tigre, zero punti in tre partite. Alla formazione di Cagna stavolta non basta nemmeno passare in vantaggio con Ayala, poichè subisce l’inesorabile rimonta del Velez. Il gol vittoria è opera dell’ex cagliaritano Larrivey che, dopo tante difficoltà in Italia, va a segno al debutto in patria. Non sta meglio il San Lorenzo, battuto dall’altalenante Estudiantes (2-1; Boselli e Cellay per i locali, Bergessio per gli ospiti). Inoltre, il tecnico Russo non potrà più contare sull’apporto di Barrientos. Rottura dei legamenti crociati del ginocchio destro e stagione finita per lui. Chiudono la carrellata i campioni del Boca Juniors. Gli xeneizes hanno piegato la testa per il secondo weekend di fila nel match più atteso di giornata con il Lanus. La stellina dell’under 20 albiceleste Toto Salvio indirizza subito la gara verso la formazione di Zubeldia e, nonostante l’artiglieria pesante messa in campo da Ischia, il risultato non cambia. Il Lanus sogna, il Boca si scopre fragile senza Riquelme.

Esonero Llop- Salta la panchina del Racing. Juan Manuel Llop paga la terza sconfitta in tre gare, coincidente per altro con il derby con l’Independiente ancora a secco di vittorie. I biancorossi esultano con Pusineri e Montenegro. Per la successione, sembra difficilmente battibile la pista Simeone, per cui il club virerà su Ricardo Caruso Lombardi. La giornata si chiude col pirotecnico 2-2 tra Argentinos e San Martin.

Apertura/Clausura

Cadono le big. Vola il Newell’s di Sensini, Fabbiani trascina il River

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Sensini sbanca la “Bombonera”
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Buenos Aires- La caduta degli dei. Rotolano tutte le teste coronate del calcio argentino già alla seconda tornata del Clausura: cadono in casa Boca Juniors e San Lorenzo, cede ancora il Tigre. Ride soltanto il River, che vince in rimonta sul terreno del Rosario Central. In una giornata densa di gol e colpi esterni, in vetta a punteggio pieno ritrovi così un terzetto imprevedibile: il Newell’s Old Boys di Sensini, matador degli xeneizes, l’Arsenal de Sarandì e l’Huracan.

Colpaccio Sensini- Nella serata del gran ritorno di Palermo, Sensini rovina la festa al Boca. Gli xeneizes disputano un buon primo tempo, poi si addormentano e lasciano campo al Newell’s Old Boys. La coppia Formica (attaccante tascabile)-Armani confeziona il primo gol, l’ala Sperdutti -hombre del partido- raddoppia e chiude i conti. E’ impresa, dunque, per Sensini; non capita tutti i giorni d’espugnare la Bombonera, e le ultime due volte che è successo è arrivato il titolo. Ischia può consolarsi con la ricomposizione del tridente Riquelme-Palacio-Palermo in attesa di giornate migliori.

fabbiani

L’Orco Fabbiani
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Nel segno dei bomber- Torna il sorriso in casa River Plate. Il Millonarios forse ha trovato un trascinatore, Cristian Fabbiani, l’ex bomber del Newell’s che ha voluto a tutti i costi esser ceduto alla sua squadra del cuore. L’Orco, così denominato per la sua imponente stazza (188 cm x 102 kg), sta ripagando in pieno l’investimento, poichè trascina i suoi alla rimonta sul campo del Rosario Central segnando il gol vittoria (2-1). Primo successo per il neotecnico Gorosito.
Nel turno delle sorprese, il pericolante Godoy Cruz (la retrocessione viene decretata in base ad un difficile calcolo degli ultimi campionati) sbanca San Lorenzo. E lo fa rimontando con Borghello e Caruso lo sciagurato autogol iniziale di Carranza. Cade ancora il Tigre inchiodato a quota zero e castigato dalla doppietta di Leguizamon, attaccante dell’altra capolista a sorpresa Arsenal de Sarandì. Il terzetto è completato dall’Huracan che sfrutta il calendario agevole spazzando via a domicilio il Racing (1-4).
Sconfitta inaspettata pure per un’altra protagonista annunciata, il Lanus, che cede 3-2 a La Plata contro il Gimnasia. Il grande protagonista di giornata, però, è Canio, che con una tripletta affonda l’Independiente e lancia il suo San Martin. Al Banfield basta invece Bertolo per aver la meglio su un Estudiantes privo di Veron, mentre nel match Velez-Argentinos si registra l’unico pari di giornata: un punto preziosissimo per i padroni di casa che, grazie a Nanni, evitano la sconfitta all’ultimo minuto di recupero (1-1).

Apertura/Clausura

San Lorenzo, partenza col botto. Boca fortunato, River sciagurato

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Silvera trascina il San Lorenzo
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Buenos Aires- In Argentina la palla riprende a rotolare dopo la sosta invernale, ma tutto sembra esser rimasto come prima. Il Clausura 2009 è infatti ricominciato un pò come si era concluso l’Apertura 2008. Il San Lorenzo ha avuto la meglio nel big match con il Tigre come negli spareggi per l’ultimo titolo, il Boca non convince ma vince lo stesso, il River cambia il tecnico ma non le (cattive) abitudini. L’unica novità è rappresentata dalla bomboletta spray delimita-barriere: l’esperimento pare funzionare.

Ciclon ok, xeneizes fortunati- Era il match inaugurale, il miglior modo per dar avvio al campionato. E Tigre-San Lorenzo non ha deluso le aspettative. Il Matador s’illude con Arruabarrena ma si fa acciuffare subito da un’autorete di Paparatto. Da lì in poi il Ciclon, sospinto dalle cavalcate di Silvera, innesta le marce alte. I gol dello stesso esterno e del neoacquisto Santana firmano il meritato successo e la dicono lunga sulla voglia di rivalsa degli uomini di Russo.
Ma dovranno vedersela con il “stellone” del Boca. A salvare gli xeneizes nel debutto in casa del Gimnasia Jujuy, infatti, più che il cavallo di ritorno Abbondanzieri, ci pensa il palo, provvidenziale in tre occasioni. Noir -subentrato a Mouche- indirizza la gara verso Buenos Aires, Viatri, ispirato da Riquelme, la chiude. Inutile la rete di Calandria. Buona e -soprattutto- fortunata la prima dei campioni in carica.

Incantesimo Millonario, bel Lanus- Il solito River Plate. L’esordio in panca di Gorosito non spezza l’incantesimo Millonario. Avanti 2-0 grazie alle reti di Cabral e Falcao e in superiorità numerica, i campioni dell’ultimo Clausura riescono nell’infelice impresa di farsi agguantare dai bolidi di Capurro e Prediger del Colon. Evidente le topiche del numero uno Ojeda: si profila un’altra stagione di passione per il River?
Bene, invece, il Lanus e il Newell’s di Sensini. El Granate, al di là del 3-1 al Racing (Luguercio, Sand e Blanco) si dimostra la squadra migliore sul piano del gioco. Esattamente come a dicembre, quando arrivò ad un passo dalla vetta. Bell’esordio dell’ex Parma e Udinese che si affida al giovane Formica (doppietta) e Armani per regolare senza problemi il Gimnasia La Plata.
Si apre con un successo il 2009 dell’Huracan -decisivo contro il San Martin un guizzo di Bolatti- e dell’Arsenal de Sarandì, corsaro sul campo dell’Argentinos Juniors (2-0). Pari nello scontro tra possibili outsiders Independiente-Velez, con gli ospiti rammaricati per l’errore dal dischetto di Lopez. Lo 0-0 dell’Estudiantes con il Rosario è invece nefasto per l’infortunio della ’streghetta’ Veron, votato miglior giocatore sudamericano del 2008.

Apertura/Clausura

Clausura 2009 al via con poche novità. Tutti a caccia del Boca Jrs

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Il gran ritorno di Abbondanzieri
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Buenos Aires- A due mesi scarsi dall’emozionante spareggio thrilling a tre, si ricomincia a far sul serio in Argentina. E’ ai nastri di partenza il tradizionale campionato di Clausura. Un torneo, quello argentino, impoverito negli ultimi anni dalla fuga di talenti ma in grado di offrire sempre pathos e sfide ad alta tensione. E grande equilibrio. Anche se il mercato ha offerto ben poche novità ed il panorama rispetto all’ultimo Apertura è pressochè invariato.

Xeneizes in pole- Va allora ai campioni del Boca Juniors il ruolo di favorito numero uno. Il club xeneize è stato abile nel far crescere i frutti della propria ‘cantera’ -Mouche, Forlín, Gaitá, Viatri- e si è mosso sul mercato con oculatezza. Ha infatti risolto la grana portiere -ricordate le papere di Javier Garcia?- col ritorno della garanzia Pato Abbondanzieri, e conta sul recupero dei super bomber Palermo e Palacio. Senza dimenticare un certo Riquelme
Un gradino più sotto il San Lorenzo, alla cerca del riscatto dopo aver gettato al vento il titolo di Apertura. L’organico del Ciclon è d’indubbio valore -i richiestissimi Bergessio, Silvera, Ledesma e Barrientos non si son mossi- gli innesti dei ‘cavalli di ritorno’ dall’Europa di Bottinelli (Samp), Santana e del ‘Papu’ Gomez l’arricchiscono ulteriormente. Sarà compito del tecnico Russo tenere a bada gli spiriti spesso bollenti dei suoi e trovare quella continuità venuta a men lo scorso campionato. Grosse chanches anche per il vincitore morale dell’Apertura, il sorprendente Tigre. Cagna ha chiesto e ottenuto di non disarmare l’undici dei miracoli; vedremo se il Matador reggerà l’impatto psicologico derivante dal ruolo di big attesa da tutti. Idem dicasi per il Lanus, autore di un finale di stagione strepitoso. L’undici di Zubeldia si aggrapperà ancora ai gol di bomber Sand e alle giocate del rientrante Valeri.

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Il colpo numero uno, Maxi Moralez
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Colpo Moralez- A contendere il trono di re del mercato al San Lorenzo è il Velez Sarsfield. Alla corte del nuovo allenatore Gareca arrivano infatti il fantasista tascabile Maxi Moralez (preso dal Racing) e Dominguez (America). Dal loro impatto nella nuova realtà dipenderanno le chanches di vittoria finale. Al lotto di candidate va aggiunto per blasone e tradizione il River Plate. Dopo il disastroso ultimo posto nell’Apertura e l’addio di Simeone, vedremo cosa sarà in grado di fare il neo tecnico Nestor Gorosito. La rosa del Millonario ha perso pezzi pregiati come Ponzio e Abreu, finiti in Spagna, ma si è rifatto con gli innesti di Ortega e Fabbiani. Il River è la grande incognita di questo Clausura 2009.

Outsiders- Possibili sorprese? Il Racing del confermatissimo Llop, classica guastafeste di turno. Tra le outsider inseriamo l’Independiente, rinforzatosi col veterano Tuzzio (ex River) e il paraguaiano Manu Gavilan, ma le cui fortune dipenderanno dall’estro di Santoro; l’Estudiantes di Veron, ottimo in Sudamericana ma opaco in campionato, e infine il Newell’s Old Boys. Sulla panchina del club rossonero siederà una vecchia conoscenza del calcio italiano, Nestor Sensini. L’ex difensore torna in sella dopo le delusioni firmate Estudiantes. A dargli manforte in campo l’esperto mediano Lucas Bernardi proveniente dal Monaco.

Il campionato parte col botto: Tigre-San Lorenzo, protagoniste assolute dell’ultimo torneo, si sfidano subito nell’incontro d’apertura di stasera alle 19 (ore locali). Segui il link calendario Clausura 2009 per seguire insieme a noi il torneo.

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