Calcio Internazionale, Liga

Barça show umilia l’Atletico. Villarreal-Valencia ancora in testa

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Eto’o e Barça da favola
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MADRID- Le due battistrada continuano la loro corsa, il Real viene frenato dall’Espanyol, il Siviglia travolge il Bilbao ma la notizia di giornata è un’altra: signori e signore, il Barça show è tornato. Al Camp Nou uno spettacolo così non si vedeva da tempo, e ad accorgersene, suo malgrado, è l’Atletico, travolto col punteggio tennistico di 6-1.

Barça spettacolare- Doveva essere il big match, la super sfida nella sfida tra i gemelli argentini Messi-Aguero. Al Camp Nou, invece, si è assistito ad un monologo, un bellissimo monologo dei padroni di casa. Il match, infatti, non ha più ragione d’esistere già dopo 8 minuti, il tempo occorrente ai blaugrana di calare il tris. Marquez, Eto’o su rigore procurato da Messi e la stessa Pulce su punizione gli autori dei tre gol. Rodriguez, l’unico a salvarsi dei colchoneros, allevia temporaneamente il passivo, ma la serata da incubo del povero Coupet prosegue senza soste: Eto’o mette a segno la personale doppietta, Gudjohnsen chiude un primo tempo da favola con il 5-1. Nella ripresa la furia catalana si placa, ma non quella dei neoentrati Henry e Bojan -mica due qualsiasi- che cercano insistentemente la gloria personale: il primo ci riesce, il secondo ci va soltanto vicino. Finisce 6-1, il Barça lancia un segnale fortissimo alla concorrenza. C’è molto da riflettere, invece, per Aguirre. L’alibi delle assenze non basta a spiegare una debacle così pesante.

Brutte ma vincenti- Ci hanno preso gusto. Il Villarreal centra la 5° vittoria consecutiva, il Valencia la 4°, e il primato è ancora loro. Le due capoliste, inoltre, stanno imparando molto bene la lezione di chi vuol arrivare fino in fondo: saper soffrire, giocare malino ma portare a casa i tre punti. E così il Sottomarino Giallo subisce per un tempo intero le iniziative di un Betis sfortunato che capitalizza poco (un gol di Damià) quanto costruito, ma ribalta la situazione nell’arco di tre minuti con Gonzalo Rodriguez e Llorente. Agli andalusi, protagonisti di una buona prova, rimane in mano un pugno di mosche. Idem dicasi per il Valladolid, che però non riesce nemmeno ad illudersi, a perforare la difesa del Valencia. La formazione di Emery aspetta sorniona il momento in cui piazzare la zampata vincente con il primo sigillo in Liga di Fernandes. Un Pipistrello così cinico non si vedeva dai tempi di Benitez, e quell’anno fu scudetto…

Raul non basta- Perde contatto il Real, stoppato in casa dall’Espanyol. Un doppio Raul, alla 209° e 210° rete in maglia merengues, infatti, non basta ai campioni in carica per aver la meglio sui catalani. Tamudo e Luis Garcia a segno per gli ospiti, ma l’hombre del partido è Kameni, strepitoso nell’opporsi al vero e proprio assalto dei madridisti.Il Real scivola a -3 dalla vetta e viene agganciato dal Barcellona.

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Record storico per Jimenez sulla panchina sivigliana
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Record e prime volte-Manolo Jimenez entra ufficialmente nella storia del Siviglia, portando a compimento una serie positiva lunga 6 mesi, un record assoluto. Il club andaluso con due gol per tempo travolge il povero Athletic Bilbao e scavalca il Real. A segno i soliti Kanoutè e Chevanton, ben coadiuvati da Renato e Correia. Poker anche per il Malaga in quel di Huelva, rimonta in extremis dell’Almeria al Coliseum. Il Getafe si porta avanti con Uche e Casquero, ma gli ospiti negli ultimi tre minuti di gioco acciuffano il pari grazie a Negredo e Chico. Ma la 6° giornata è anche la volta buona per due prime, ossia per le prime vittorie di Racing Santander e Sporting Gijon. Gli asturiani, dopo le scoppole patite con le big, raccolgono i frutti del bel gioco mostrato nelle altre partite, nel primo match della ’sua’ Liga. Il primo avversario alla portata, il Malaga, viene steso a domicilio. Primo sorriso per il Racing che, seppur immeritatamente, sbanca il Reyno de Navarra a tempo scaduto. A farne le spese è l’Osasuna, unica squadra rimasta con lo zero alla voce vittorie.

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Real e Barça all’ultimo respiro, Valencia e Villarreal ancora prime

MADRID- Succede di tutto nel weekend di Liga. Scontri in tribuna -purtroppo-, maxi recuperi, gol all’ultimo assalto, colpacci esterni. Ma anche eventi ormai normali come le doppiette di un Villa sempre più ‘Maravilla’ e la conferma in vetta delle guastafeste Valencia e Villarreal. Mescolate il tutto ed otterrete una Liga più combattuta che mai, dove l’incertezza regna sovrana. Un pò come dalle nostre parti.

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G.Rossi torna al gol nella serata giusta
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In vetta- Continuano la loro corsa, lassù nell’Olimpo, Valencia e Villarreal. Il Sottomarino Giallo fatica più del previsto per piegare la resistenza dello Sporting Gijon. Il fanalino di coda, infatti, si dimostra ben più coriaceo rispetto alle ultime uscite coincise con altrettante scoppole. Talmente coriaceo che soltanto il primo guizzo stagionale del rientrante Giuseppe Rossi riesce a spezzarne la resistenza. Il castigo è comunque troppo duro per l’undici di Preciado, ma si sa, le grandi vincono anche -e soprattutto- così.
Il solito irresistibile Guaje. David Villa firma la seconda doppietta di fila mantenendo il Valencia in vetta. Un Villa che, però, non ha dovuto far tutto da solo. E’ stato ben assistito da Mata, l’ennesimo scarto eccellente della cantera merengue, e dal redivivo Joaquin. Entrambi sono andati a segno contro il Depor, la bionda ala ha addirittura mezzo lo zampino in tutte le azioni che hanno portato al gol. Non una novità, bensì una conferma, per una delle sorprese più belle di questa Liga.

Zona Cesarini- Divise nella vita, accomunate nel destino di giornata. Sono Real e Barça, big vincenti all’ultimo tuffo. In zona Cesarini. Affermazioni che, sebbene identiche nella sostanza, sono diversissime nella forma. Le merengues, in quel di Siviglia, dominano letteralmente la prima frazione di gioco, cogliendo il meritato frutto del vantaggio con l’inzuccata di Heinze. Nella ripresa, però, si sveglia il Betis, i campioni in carica sono alle corde. E la partita cambia completamente volto al 53′ quando Marcelo stende in area Damià: rosso diretto e rigore trasformato da Sergio Garcia. E’ lo stesso attaccante, però, a ristabilire la parità numerica dopo che l’assalto andaluso non aveva prodotto nulla di buono. L’1-1 sembra ormai scritto, ma al 93′ la dormita dei biancoverdi unita alla gran cavalcata di Van Nisterlooy regalano tre punti insperati al Real. Il Betis, invece, rimane desolatamente penultimo.
33 corner a 5, 12 corner a 0. Sembrano le statistiche di un match finito in goleada, invece il pazzo derby catalano finisce 1-2. Pazzo perchè contraddistinto dagli scontri sugli spalti, con tanto di deplorevole lancio di fumogeni, tra tifosi blaugrana e biancoblù. Incidenti che hanno costretto il direttore di gara a sospendere l’incontro per una decina di minuti recuperati nello storico extratime. Ed è proprio al 96′ che crolla la resistenza del Montjuic per effetto del rigore di Messi. Prima, tra pali, traverse e occasioni, è il festival dell’occasioni sciupate dagli ospiti. Il classico gol beffa dei padroni di casa ed il ritorno al gol di Henry avevano fissato il punteggio sull’1-1 prima del giusto ribaltone finale.

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L.Fabiano torna a volare
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Cade il Vicente Calderon- Il colpo di giornata lo firma il Siviglia. Gli andalusi espugnano il sin qui illibato Vicente Calderon con la gemma su punizione dell’ultimo pichichi Luis Fabiano. Vittoria meritata per gli ospiti, più tranquilli ed organizzati di un Atletico sottotono. Le uniche vere chanches arrivano nel finale con Adriano e Maxi Rodriguez: le loro conclusioni, però, sono sballate. Il Siviglia, quindi, scavalca proprio i colchoneros e si piazza al 4° posto. Negli altri incontri, torna al successo l’Almeria, bei colpi esterni per Getafe, a Bilbao, e Maiorca, vincente a Santander. Il Racing, suo malgrado, rimane inchiodato al penultimo posto.

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Real travolgente, ok Atletico e Barça. Villarreal solo al comando

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Sinama Pongolle, capocannoniere a sorpresa
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MADRID-Anche la Liga, come la serie A, ha un solo padrone. In attesa, ovviamente, delle partite di stasera. Il turno infrasettimanale vede veleggiare in alto, in solitario, un Villarreal quanto mai cinico. Alle sue spalle, però, avanzano prepotentemente le altre big. Il Real gioca al gatto al topo contro il povero Gijon, il Barça fatica ma prevale sul Betis, vincono anche Atletico e Siviglia. Risultato: classifica cortissima, 8 squadre in 3 punti. Ma il momento di gloria delle outsider pare già esser giunto al capolinea.

Villarreal-Racing Santander 2-0. Partenza doverosa dalla capolista. Il Sottomarino Giallo, a differenza di altre volte, non incanta per la qualità del gioco. Lopez Muniz, tecnico del Racing, legge alla perfezione il match, ingabbiando il centrocampo giallo con 5 uomini e assumendo il comando delle operazioni. La formazione di Pellegrini, però, ha tra i pali un certo Diego Lopez. E capitalizza al meglio le occasioni. Prima Capdevila di testa, poi Joseba Llorente a termine di una splendida azione corale -una delle poche della partita- castigano oltre i suoi demeriti un buon Racing. Una vittoria da grande squadra. Perchè il Villarreal, ormai, fa parte di quel ‘club’ esclusivo, e non solo da questa stagione.

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Tripletta per Van der Vaart
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Real Madrid-Sporting de Gijon 7-1. Sei dai blaugrana, sette dalle merengues. Il disastroso Sporting Gijon invita al suo banchetto il Real dopo aver fatto accomodare il Barça tre giorni prima. Tutto troppo facile per gli uomini di Schuster in un test che non può rivelarsi attendibile. Si divertono un pò tutti a partire da Van der Vaart, autore di una tripletta, Raul (doppietta), Higuain e Robben. Il Real, dopo la falsa partenza, infila il terzo successo consecutivo e vede la vetta ad un passo.

Barcellona-Betis Siviglia 3-2. Suda le cosiddette sette camicie il Barça. Guardiola s’affida al solito tridente Messi-Eto’o-Iniesta nel match casalingo con il Betis. E fa bene, visto che proprio il camerunense e l’argentino confezionano l’uno-due a metà primo tempo. Eto’o sale a quota 100 gol in maglia blaugrana. Partita in ghiaccio? Tutt’altro. I catalani si piacciono troppo ed amano complicarsi la vita. Il neoacquisto Monzon su punizione e Josè Mari, al ritorno al gol dopo 2 anni e mezzo, gelano il Camp Nou. Guardiola decide allora di inserire Sergio e Gudjohnsen al posto dei mastini Tourè e Keita, e buon per lui che l’islandese firmi la vittoria con una spaccata su cross di Dani Alves. Il Camp Nou aveva già iniziato a mugugnare….

Getafe-Atletico Madrid 1-2. Poco brillante ma efficace. L’Atletico, nonostante la scarsa vena di Aguero, espugna il Coliseum, campo storicamente ostico. Il primo blitz esterno in campionato è frutto di un buon primo tempo, culminato nella 4° rete di Sinama Pongolle -capocannoniere a sorpresa “grazie” all’infortunio di Forlan-, e dal “stellone” che accompagna per ora la formazione di Aguirre. A risolvere un incontro complicato, infatti, interviene la zampata involontaria di Cortes che devia nella propria porta un cross di Maxi Rodriguez. In mezzo, tanto Getafe e il momentaneo pari di Albin.

Siviglia-Espanyol 2-0. Quando si sbaglia, l’importante è ammetterlo, far tesoro dei propri errori. Manolo Jimenez pare aver fatto proprio così. Contro l’Espanyol il tecnico andaluso ripresenta in campo i suoi assi Maresca, Navas e Capel dopo l’incredibile esclusione dal derby di domenica. Ed è tutto un’altra cosa, il Siviglia attacca e diverte. L’ex Juve inzucca alla perfezione una pennellata dell’imprendibile ala iberica, nel finale un’altra vecchia conoscenza del nostro calcio -Chevanton- chiude i conti. Difficilmente il trainer rinuncerà ancora ai suoi gioielli. Per l’Espanyol, invece, è già finito il momento di gloria.

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Un quartetto al comando. Si risveglia il Barça, Real cinico

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Mata piega il Numancia e il Valencia è primo
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MADRID- Valencia, Almeria, Villarreal, Espanyol. E’ lo strano quartetto in vetta alla Liga dopo tre giornate, in attesa del prepotente ritorno del Real, vittorioso con tanto cinismo a Santander, e del Barcellona, alla prima -era ora- travolgente affermazione stagionale a Gijon. Ok anche l’Atletico, invincibile sinora al Vicente Calderon, pari senza reti nel derby di Siviglia.

Quattro in testa- Partiamo dallo strano quartetto. La corsa solitaria dell’Espanyol si è conclusa sabato pomeriggio per mano di un solidissimo Getafe. La terza squadra della capitale ha messo paura alla capolista con Manu del Moral, il pari di Sanchez serve a mantenere primato e imbattibilità. Ma non a tenere a distanza le tre nuove ‘regine’. Il Villarreal è ormai avvezzo a veleggiare nei quartieri alti, ma il blitz di Numancia è stato quanto meno sudato. Le grandi prestazioni con Real e Barça avevano affibbiato al club di Soria il nomignolo di matricola terribile (tanto quanto il calendario delle prime giornate), l’avvio con i gialli ha confermato la bontà della squadra. Il Sottomarino Giallo, colpito da Gorka Brit, è tornato a galla con Cazorla e ha messo il turbo con Joseba Llorente, al primo gol con il club di Pellegrini.
Il Valencia mancava da un pò nel club delle big, ma quest’anno ha tutte le carte in regola per un campionato di vertice. Le assenze di Baraja, Silva, Marchena ed un Villa a mezzo servizio complicano la sfida con l’Osasuna. Nel finale, però, il guizzo di Mata regala vittoria e primato al Pipistrello. Infine, l’Almeria. Sorpresa la scorsa stagione, vuol stupire anche quest’anno con bomber Negredo, un vero e proprio cecchino. Tre gare e tre gol per lui, l’ultimo al Malaga.

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Negredo implacabile e l’Almeria va
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Barça a valanga, Real di rimessa- Due vittorie diverse ma ugualmente importanti. Opportunistico e cinico il Real, spettacolare e dilagante il Barça. Le merengues passano a Santander con due contropiede letali di De la Red e Van Nisterlooy, imbeccati da un ispirato Higuain. In mezzo ai gol veramente poco, tanti tocchi ma poca profondità. Il Racing si rende pericoloso solo nel finale, troppo tardi per insidiare i campioni in carica.
I catalani, dopo tanto penare, trovano la prima vittoria stagionale. Successo che assume dimensioni tennistiche contro il fanalino di coda Sporting Gijon. Eto’o, Maldonado, Iniesta, Messi (doppietta) i protagonisti della goleada. Guardiola si gode un Iniesta in gran forma ed una Pulce meno egoista.

Poker Atletico- In versione casalinga, è devastante. E’ l’Atletico Madrid, sempre più illuminato dalle giocate di Aguero. Il Recreativo s’inchina alle invenzioni del Kun, alla ritrovata forma di Maniche e al killer instinct di Sinama Pongolle, chiamato a non far rimpiangere  -e sabato ci è riuscito- Forlan. Da un bomber ad un altro, una doppietta di Llorente regala il primo successo all’Athletic Bilbao.
Pari, come sovracitato, nel derby di Siviglia. Pari che lascia l’amaro in bocca al Betis, decisamente più pericoloso dei cugini, complice anche le discutibili scelte di Manolo Jimenez che, escludendo Maresca, Capel e Navas, stravolge l’equilibrio della sua formazione. Il punto serve poco ai biancoverdi che rimangono nei bassifondi della classifica, mentre i Rojiblancos mantengono l’imbattibilità.

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Champions League

Partono bene le big. Super Chelsea e Atletico

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Super Aguero ad Eindhoven
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La prima serata di Champions, salvo qualche sorpresa (ko della Roma col Cluj e pari dell’Anorthosis a Brema), ha visto una buona, se non ottima, partenza delle big. Chelsea e Atletico a valanga, Barça e Liverpool convincenti, chiude lo Shakhtar corsaro a Basilea.

Le nostre rivali- Buone e cattive notizie per le nostre dagli altri risultati. L’Inter vittoriosa ad Atene può gioire per il clamoroso pari imposto dai ciprioti al Werder e il conseguente primo posto nel girone. La compagine teutonica ha spinto per tutto il match senza trovare mai lo spunto giusto. Pizarro e compagni sono andati a sbattere costantemente contro il muro dell’Anorthosis che, dunque, debutta alla grande in Champions. La Roma, invece, ha di che preoccuparsi dopo il ko interno scioccante col Cluj: con prestazioni simili, contro il Chelsea di Scolari si rischiano soltanto delle figuracce. Il Bordeaux viene infatti annichilito a Stamford Bridge, travolto dal poker d’assi Lampard, Joe Cole, Malouda e Anelka. Se non altro si è avuta la conferma che i girondini sono tutt’altro che irresistibili. Piccola consolazione.

Girone C- La partenza europea non è come quella spagnola, e Pep Guardiola può sorridere. Bella prova di un Barcellona rinnovato (tridente affilato con Messi, Henry, Eto’o) e ritrovato che stende 3-1 lo Sporting Lisbona. Messi fa il diavolo a quattro come al solito ma la porta -per lui- è stregata, ci pensa allora Marquez di testa (discutibile l’atteggiamento difensivo dei lusitani) a portare in vantaggio i blaugrana. Gara sempre più in discesa grazie ad un rigore generosamente concesso dal fischietto Duhamel a Eto’o e trasformato dallo stesso camerunense. Tonel, in acrobazia, prova a rimetter i suoi in linea di galleggiamento, ma l’asse ispanico Iniesta-Xavi ristabilisce subito le distanze. Bene anche lo Shakthar brasiliano di Lucescu. Un gol strepitoso di Fernandinho su punizione e un’indecisione di Costanzo su calcio piazzato di Jadson spianano la strada agli ucraini. Il sigillo di Abraham non rende meno amaro il ritorno in Champions degli svizzeri.

Girone D- Tutte la volevano evitare, e un motivo c’era. Ed è stato un modesto PSV ad accorgersene, travolto dalla voglia di far bene dell’Atletico, nobile rientrata nell’Europa che conta dopo 11 anni d’assenza. Protagonista assoluto della serata di Eindhoven El Kun Aguero, autore di una bellissima doppietta. Maniche ha chiuso i conti e il sipario sugli olandesi. Occhio ai colchoneros, insomma. Il Liverpool europeo è sempre il solito, idem Gerrard. I Reds, dopo la rimonta in Premier sul Manchester, riacciuffano anche il Marsiglia con una gran prova del capitano. Sua la sventola impressionante da fuori che pareggia la temporanea fuga di Canà, suo il penalty freddamente trasformato. Bella, comunque, la sfida tra inglesi e francesi (che non vendicano la scoppola patita 9 mesi fa), con un continuo botta e risposta. Palo di Babel -il matador dello United- nel finale, ma per stavolta basta così.

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Calcio Internazionale, Liga

Big col freno a mano tirato, Espanyol in cima

Luis Garcia regala il primato all'Espanyol biel calderon/copyright flickr.com

Luis Garcia regala il primato all’Espanyol
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Madrid- Liga come serie A. Il massimo campionato spagnolo sembra seguire il trend del nostro torneo, dove le big faticano da matti e la classe cosiddetta operaia va in paradiso. E così il Real vince a fatica come l’Inter, l’Atletico stecca come i viola e il Barça è il Milan in versione iberica. In vetta, dunque, rimane solitario l’Espanyol, squadra minimalista ma estremamente efficace. Bene il Villarreal, che si candida come seria pretendente al titolo, e il Siviglia, mentre Villa salva un Valencia da work in progress.
Espanyol concreto e capolista- Partenza doverosa con la capolista. I biancoblù catalani non offrono certamente spettacolo, ma sono tremendamente concreti. Due gol nei minuti di recupero bastano e avanzano, infatti, per conquistare la vetta solitaria. Il match col Recreativo, illuminato solo da qualche lampo di De la Pena, è da sbadigli. Lo 0-0 pare scritto, ma Luis Garcia decide di dar un senso all’incontro con il destro vincente.

Real, che fatica- Che fosse una matricola terribile lo si era capito dallo sgambetto al Barcellona. Il Numancia conferma la sua fama di rompiscatole rendendo complicatissimo l’esordio al Bernabeu del Real. A dir il vero, pure Schuster ci mette del suo. Il turnover in vista della Champions che ha visto esclusi Cannavaro e Pepe, oltre all’infortunato Sergio Ramos, ha messo in notevole difficoltà la difesa, capitolata per ben tre volte sotto i colpi degli spavaldi numantini. Buon per i campioni in carica che l’attacco funzioni bene, che Van der Vaart sia ispirato (gol e assist) e che il risultato finale (4-3) gli arrida.

Crisetta Barça- 1 punto in 2 partite. E’ il magro bottino dei blaugrana che, dopo l’inaspettato ko dell’esordio, vengono frenati a domicilio dal Racing Santander e soprattutto da un Tono insuperabile. Il Barça imbottito di giovani e riserve, causa gli impegni internazionali di molti big, passa soltanto grazie ad un penalty del solito Messi. Dopo tanta fatica e molte chanche sciupate, però, i catalani bruciano subito il vantaggio capitolando al primo tiro in porta avversario targato Pereira. Il Barça, quindi, raccoglie solo un punto e prolunga il suo digiuno di vittorie.

Villa salva il Valencia, Atletico ko- Anche le altre big Atletico e Valencia non incantano. I colchoneros mostrano i loro limiti in trasferta cadendo al Zorrilla di Valladolid contro un avversario rimasto per 70′ in dieci uomini. Vivar Dorado ha aperto le danze, Baraja ha raddoppiato su rigore nonostante l’inferiorità numerica. Aguero -indispensabile anche a mezzo servizio- ha accorciato le distanze dando il via all’assalto dei colchoneros, che ha prodotto tante occasioni, una traversa, ma nessun gol. Leggermente meglio i levantini che acciuffano il pari ad Almeria grazie all’imprendibile Villa. El Guaje ha punito l’unica ‘vittima’ della Liga attuale rimasta indenne dai suoi guizzi. Punto prezioso, comunque, per una formazione alla ricerca dell’amalgama giusto. Il Valencia di Koeman una partita così l’avrebbe persa.

Cazorla gol e il Villarreal va esmas.com/copyright flickr.com
Cazorla gol e il Villarreal va
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Ok Villarreal e Siviglia- Bentornato Villarreal. Il Sottomarino Giallo, sebbene privo delle punte di diamante Nihat e Rossi, vince e convince al Madrigal contro il Depor, il matador del Real nel 1°turno. Decisivo il campione d’Europa Cazorla. Vittoria spettacolare per il Siviglia che suda le fatidiche sette camicie per aver la meglio sul neopromosso Sporting Gijon. Sotto 0-2, Chevanton, Kanoutè e Maresca hanno ribaltato la situazione prima del nuovo pari di Bilic, autore di una tripletta. E’ ancora il maliano, però, ad andare a segno e regalare la prima vittoria agli andalusi. La squadra di Gijon, invece, rimane ultima a zero punti. Nelle altre sfide predomina il segno X, con i pareggi in Maiorca-Osasuna, Malaga-Bilbao e Getafe-Betis.

Champions League

Barça e Panathinaikos in Champions

Ko indolore. Il Barça esce sconfitto dalla trasferta di Cracovia, ma, in virtù del 4-0 del Camp Nou (vedi “ok Barça e Arsenal, pari per il Liverpool“), approda senza patemi alla fase a gironi di Champions. Avanti anche il Panathinaikos che bissa il successo dell’andata battendo al 94′ lo Sparta Praga con gol di Souza.

Guardiola fa sul serio e schiera l’undici ideale, Messi escluso. La Pulce, infatti, viene lasciato a riposo dopo le fatiche olimpiche. Spazio, dunque, alla mediana tutta muscoli e geometrie composta da Keità, Tourè e Xavi, mentre davanti solito tridente con Iniesta, Henry e Eto’o. I blaugrana amministrano in scioltezza, il camerunense e l’ex Arsenal cercano l’intesa giusta, ma la stella africana sciupa una buona chanche. Al contempo il Wisla vuole rifarsi del ko dell’andata e ben figurare davanti al suo pubblico. Ci riesce al 51′ quando Cleber, lasciato libero nel cuore dell’area, batte di testa Valdes. I catalani vanno subito alla ricerca del pari, ma Piquè incoccia il palo ed Eto’o sbaglia ancora. Guardiola inserisce Bojan, il nuovo Hleb e Gudjohnsen nella speranza di dar più vivacità alla manovra offensiva, ma la musica non cambia. Da domenica (esordio di Liga), con Messi in campo, sarà tutt’un’altra cosa. Vince quindi il Wisla e il Barça deve accontentarsi (si fa per dire) della qualificazione.

Champions League

Preliminari: ok Arsenal e Barça, pari per il Liverpool

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Sorprese e conferme nell’andata del terzo turno preliminare di Champions. Tante le big scese in campo che, nel complesso hanno fatto il loro dovere. Il Barça di Guardiola ha già messo in tasca il pass della qualificazione con un roboante 4-0 sui polacchi del Wisla. Protagonista assoluto Eto’o che, dopo aver ricostruito il feeling con il nuovo tecnico -che ad inizio stagione lo aveva inserito nella lista degli indesiderati con gli epurati Dinho e Deco- sigla una doppietta nella prima uscita ufficiale. A segno anche Xavi e Henry. Ma la scelta che più ha sorpreso è l’esclusione di Bojan per l’altrettanto giovane Ledesma Rodriguez. Da Eto’o passiamo ad un altro bomber che ha infiammato il mercato estivo senza però cambiare casacca. Parliamo di Adebayor, autore del 2-0 sul Twente. I Gunners hanno dovuto attendere il 63′ per prevalere sugli olandesi (rete di Gallas) prima di ipotecare la qualificazione con il togolese.

Nervosismo al Veltins Arena- Si conferma ostico l’impegno del Liverpool bloccato sullo 0-0 in quel di Liegi. E, a dir il vero, Gerrard & co. possono ritenersi soddisfatti del pari. E’ la formazione di Preud’homme, infatti, a rendersi maggiormente pericolosa, come all’11′ quando Dante si fa ipnotizzare dal dischetto da Reina. La lista degli sprechi prosegue col palo di Fellaini, mentre nella ripresa domina l’equilibrio. De Camargo e Dante ci provano da una parte, Torres e Gerrard (subentrato al neoacquisto Keane) dall’altra. Si deciderà tutto ad Anfield. Nervosismo nella supersfida Schalke-Atletico. 9 cartellini gialli e uno rosso (per il colchonero Antonio Lopez) il bollettino di guerra di una gara vinta dai tedeschi per 1-0. Dopo la rete di Pander gli iberici non riescono a reagire e l’incontro degenera. Discorso aperto, comunque, in vista del ritorno a Madrid.

Delusioni turche- Il risultato più clamoroso lo centra l’Anorhosis. I ciprioti stendono con un sorprendente 3-0 l’Olimpiacos sovvertendo ogni pronostico. Per i greci del Pireo è stata una serata da dimenticare: sotto per un autogol di Torosidis, subiscono il raddoppio al 19′ e soprattutto falliscono un penalty con Mitroglu all’80′. Nel finale arriva anche il tris per la squadra dell’ex romanista Dellas che a questo punto vede diventare la Champions una dolce realtà. Delude anche il Galatasaray. I turchi acciuffano un 2-2 soffertissimo grazie alla doppietta di Nonda dopo essere stati in doppio svantaggio con i romeni dello Steaua Bucarest. Qualificazione ancora raggiungibile, quindi, ma la trasferta romena sarà densa d’insidie. Stessa sorte per i connazionali del Fenerbahce (reduci, per altro, da un’importante campagna acquisti) abili nel rimontare due reti al Partizan in quel di Belgrado.

Ok le ucraine- Bene, anzi benissimo le ucraine. La Dinamo Kiev strapazza a domicilio lo Spartak Mosca (doppiette di Bangoura e Milevskiy), lo Shakthar s’impone 2-0 sulla Dinamo Zagabria (Srna e Brandao). Importanti successi esterni per l’Olympique Marsiglia in Norvegia e per il Panathinaikos a Praga.

Ecco il quadro completo delle gare:

Fiorentina-Slavia Praga 2-0

Sparta Praga-Panathinaikos 1-2

Spartak Mosca-Dinamo Kiev 1-4

Juventus-Artmedia Bratislava 4-0

Twente-Arsenal 0-2

Levski Sofia-Bate Borisov 0-1

Shakthar Donetsk-Dinamo Zagabria 2-0

Anorthosis-Olimpiacos 3-0

Aab-Kaunas 2-0

Galatasaray-Steaua Bucarest 2-2

Brann-Olympique Marsiglia 0-1

Schalke 04-Atletico Madrid 1-0

Partizan Belgrado-Fenerbahce 2-2

Standard Liegi-Liverpool 0-0

Vitoria Guimaraes-Basilea 0-0

Barcellona-Wisla Cracovia 4-0

Olimpiadi Pechino

Barça, resa ‘condizionata’. Messi rimane a Pechino

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Messi parteciperà alle Olimpiadi. La lunga querelle tra Fifa, nazionale argentina e Barcellona si conclude con il lieto fine. La società blaugrana, infatti, ha acconsentito al giocatore di rimanere a Pechino, evitando dunque di avvalersi della sentenza del Tas che aveva dato ragione ai catalani. Il Tribunale di Losanna, infatti, aveva smentito la Fifa, secondo la quale è obbligo morale dei club lasciare ‘liberi’ i giocatori convocabili per l’Olimpiade (under 23). Ma proprio alla vigilia dell’esordio olimpico, Barcellona e federazione argentina hanno trovato un compromesso.
Il club catalano, infatti, considera il via libera a Messi una generosa concessione agli argentini. E, di conseguenza, ha posto delle condizioni: in primis, l’accensione di una polizza assicurativa che tuteli il club in caso d’infortunio; in secundis, una mossa in ottica futura. D’ora in poi la ‘Pulce’ disputerà in maglia celeste solo le gare ufficiali, venendo risparmiato nelle amichevoli. In questo modo, il Barça prende i due classici piccioni con una fava. Da un lato accontenta il giovane talento (desiderosissimo di affrontare l’avventura olimpica), dall’altro lo risparmia da un surplus di impegni inutili nell’arco della lunghissima stagione.

Messi, dunque, sarà regolarmente in campo oggi alle 13.45 ore italiane. L’Argentina affronta nel match d’esordio la Costa d’Avorio, il primo step ideale verso la medaglia d’oro, obiettivo dichiarato della nazionale sudamericana.

Fiorentina

Ko col Barça, ma è già Frey show

Firenze- Un ko con qualche spunto interessante. Una Fiorentina un pò imballata cade al cospetto del Barcellona nel Memorial Franchi, test importante a 12 giorni dal preliminare Champions. Tempo che servirà a Prandelli per far suonare al meglio la sua orchestra e a qualcuno dei protagonisti- su tutti il tormentone estivo Mutu- per trovare una forma accettabile.

Grande Frey, bene Melo e Pazzo- La sconfitta è stata netta, ma qualche bel segnale -come abbiamo accennato- c’è stato. Su tutti un Frey già in forma Champions: il numero uno francese si è opposto alla grande a Messi & co. contenendo il passivo. E in questi giorni dovrebbe firmare il rinnovo fino al 2013, come il compagno Gamberini, con ingaggio ritoccato a 1,9 milioni. Il d.s. Corvino può ritenersi soddisfatto anche per l’acquisto di Felipe Melo. Il brasiliano, chiamato a sostituire Liverani, ha dimostrato identico tocco e visione di gioco abbinati ad una maggiore mobilità. Ogni tanto tende a tenere troppo il pallone- da buon brasiliano…- ma nel complesso ha destato una buonissima impressione. Buone notizie anche dall’attacco, dove il Gila si è mostrato molto volenteroso e il Pazzo è andato a segno con un bel rasoterra. Un viatico positivo in vista degli impegni ufficiali. Buoni anche i movimenti di Osvaldo, peperino argentino che è voluto rimanere ad ogni costo, e di Jovetic, ragazzo che promette davvero bene. Ma per la Champions serve il miglior Mutu. Passata la tempesta relativa al suo caso, sta per mettere nero su bianco su un contratto con scadenza nel 2012. Servirà sicuramente a farlo giocare con più serenità.

Male la difesa- Quando si perde 3-1, non possono mancare le note negative. Oltre alla precaria forma fisica generale, il reparto che più preoccupa Prandelli è la difesa. Kroldrup, infatti, non è apparso all’altezza, mentre le lacune sull’out sinistro di Pasqual verranno colmate da Vargas, presto abile e arruolabile. Non a caso gli uomini di mercato viola hanno sondato il terreno per Burdisso e sono alla caccia di un centrale. A parziale discolpa della difesa di casa, va detto che l’avversario era di rango superiore. Il nuovo Barça di Guardiola si muove con tocchi rapidi e improvvise accelerazioni, i ragazzini terribili Messi e Bojan sono un rebus irrisolvibile. Per la cronaca, sono andati a segno proprio lo spagnolo di origine serba, Puyol e Jeffren. I blaugrana, a differenza della formazione di Prandelli, sono apparsi quindi in palla, prontissimi per il preliminare di Champions.

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