Calcio, Cesena, Lega Pro

Le panchine di una Lega Pro di lusso

Per fortuna che non si chiama più serie C. La Lega Pro che aprirà i battenti il prossimo settembre, infatti, si preannuncia piena di fascino. Quasi più della sorella maggiore B. Tante, tantissime, infatti, le nobili decadute e le piazze importanti. Partendo dalle retrocesse Cesena, Avellino e Ravenna, si passa alle deluse dai playoff Foggia, Cremonese, Taranto e Perugia, senza dimenticare le venete Padova, Verona e Venezia, le toscane Arezzo e Lucchese, la neopromossa Reggiana e il Pescara. Club che hanno vissuto stagioni di ben altra gloria.

Giovani rampanti- La lotta per la promozione, quindi, sarà accesa più che mai. La base per costruire un successo è, come sempre, la scelta della giusta guida tecnica. Andiamo allora a vedere come si sono mosse le big di Lega Pro in quest’ambito. Il Cesena si è affidato ad uno dei tecnici rivelazione della scorsa stagione di C: Bisoli, infatti, ha trascinato a sorpresa il Foligno ai play-off, ed ha già portato con sè dall’Umbria diversi giocatori (Bonura e Segarelli). L’altra romagnola, il Ravenna, si mette nelle mani di un ‘deb’ nonchè graditissimo ex: Gianluca Atzori, difensore giallorosso di fine anni Novanta. Per il 37enne tecnico, lo scorso anno vice di Zenga a Catania, si tratta dell’esordio da capoallenatore. Un giovane debuttante anche per l’ambizioso Monza. Stiamo parlando di Marcolin, 36enne ex Lazio che ha chiuso appena tre anni fa la carriera di calciatore. Vice di Somma a Brescia, ne ha ereditato il credo tattico, un 4-2-3-1 spiccatamente offensivo. Infine, l’Avellino è ancora in stand-by: l’ipotesi ripescaggio- il Messina è vicino al fallimento e gli irpini sarebbero i primi candidati a subentrare- è tutt’altro che remota. Cavasin in pole per l’eventuale ritorno in cadetteria.

Nomi importanti per smaltire le delusioni- Niente di meglio di un nome importante per smaltire le recenti delusioni. Il successore di Mondonico sulla panchina della Cremonese sarà l’ex ascolano Iaconi, non confermato dalla società marchigiana nonostante la buona stagione. Un “raccomandato” di Zeman, invece, per il Foggia. Raffaele Novelli, ex Manfredonia e Salernitana, promette gol e spettacolo come ai bei tempi zemaniani: obiettivo sfatare il tabù play-off. Stessa speranza coltivata dal Taranto che richiama un ex, Franco Dellisanti. Il dopo Cari è quindi affidato ad un tecnico che non ebbe fortuna nella precedente avventura in Puglia (2003-’04) conclusa con un esonero. L’ex tecnico rossoblù, invece, si è accasato ad Arezzo, mentre ‘Nanu’ Galderisi si è trasferito dai satanelli al Pescara.

Tra conferme e cambi di società- Gian Marco Remondina è il nuovo allenatore del Verona. L’ex tecnico di Sassuolo (dove centrò i playoff) e Piacenza torna in sella dopo la breve e sfortunata stagione in Emilia terminata con un precoce esonero. Il neoallenatore gialloblù, abile nel mischiare moduli e uomini, deve risollevare le sorti dell’Hellas, salvatosi dal baratro della C2 per un soffio. Proprio per questo la campagna acquisti è sontuosa. Regna l’indecisione, invece, a Perugia. Priorità è stata data al cambio di proprietà, con l’acquisto del club da parte del perugino doc Covarelli, ex patron del Pisa. In panca, Cuccureddu ha già salutato tutti, il nuovo corso potrebbe chiamarsi Indiani. Per il tecnico di Certaldo si tratterebbe di un ritorno. Ben altri problemi a Lucca, dove guai societari- patron Hadj potrebbe lasciare, si rischia addirittura la mancata iscrizione al campionato- stanno catalizzando l’attenzione. Identica drammatica situazione a La Spezia: liguri, rossoneri e irpini sono gli unici club senza mister. Conferme, invece, per i due club veneti: a Venezia rimane l’ex difensore interista e viola Michele Serena, subentrato a stagione in corso sulla panchina arancioneroverde, mentre a Padova Carlo Sabatini rimane in sella nonostante le tante voci circolanti su un suo addio. Idem per una neopromossa di lusso come la Reggiana: Pani potrà continuare l’opera iniziata la scorsa stagione.

Lega Pro

Svolta societaria ad Avellino

Ad Avellino è l’alba di nuova era. La società irpina passa dalle mani dell’amministratore unico delegato Massimo Pugliese in quelle dell’imprenditore Vincenzo Ercolino, già presidente del S.S. Scandone alle condizioni economiche prestabilite. L’amministratore aveva affidato le sorti del al sindaco cittadino Galasso, offrendosi di cedere la società gratis. Il neo patron, ovviamente, si sarebbe dovuto accollare i debiti gravanti sulle casse societarie. E così sarà. Il buco da 9 milioni di euro verrà coperto dalla cessione di giocatori e risoluzioni di comproprietà. Ercolino ha dichiarato, per altro, di voler coinvolgere la tifoseria con una sorta di maxi abbonamento. La rinascita dei lupi, appena retrocessi in C1, è già iniziata.

Serie B

Fava bis, Bologna vicino alla A. Avellino, Ravenna e Spezia a braccetto in C1

Nella domenica del ritorno del Chievo in A, un’altra squadra si riavvicina al grande ritorno nella massima serie, il Bologna. Un verdetto ben più amaro, invece, coinvolge tre formazioni: Avellino, Ravenna e Spezia retrocedono direttamente in C1.

No play-out- L’anno scorso non vennero disputati i play-off, stavolta niente play-out. A 90 minuti dal termine i punti che separano la quint’ultima (Treviso, vincente a Trieste con gol di Barreto) dalla quart’ultima (Avellino) sono 9: divario che sancisce la retrocessione diretta degli irpini (e di chi segue), visto che per giocare lo spareggio i punti di differenza possono essere al massimo 4. L’ultima prova incolore dei campani è andata in scena al San Nicola. Contro una squadra già appagata, i lupi non hanno prestato fede al loro soprannome, apparendo già rassegnati al peggio. Per la terza volta in 5 anni l’Avellino conosce così l’onta della retrocessione, tornando in quella C abbandonata 12 mesi fa. Lo stesso destino tocca il Ravenna. I romagnoli, nonostante il tardivo risveglio, non compiono il miracolo. Troppi gli errori di società e giocatori durante tutta l’annata. In un Menti gremito da 10000 spettatori, i giallorossi chinano il capo di fronte ad un Vicenza che, invece, si è svegliato in tempo per salvarsi. Grande merito va al match winner di ieri, Zampagna, colpaccio biancorosso nella finestra invernale di mercato. La festa dello stadio vicentino viene completata dall’addio al calcio di capitan Schowch, che saluta il suo pubbblico dopo 7 stagioni condite da 74 reti.

Ciao Spezia, Pisa ai play-off- Retrocede, come ampiamente preventabile, lo Spezia. Il club ligure, dopo la salvezza miracolosa dello scorso anno (3-2 alla Juve all’ultima giornata per agguantare il play-out dove sconfisse il Verona), pareva già rassegnato a gennaio, visto che indebolì la rosa invece di rinforzarla, come suggeriva la logica. All’amarezza dei liguri fa da contraltare la felicità del Pisa: il gol capolavoro di Genevier, un bolide da circa 40 metri, regala la certezza matematica dei play-off. Due vittorie di fila sono servite a dimenticare il periodo no (9 ko consecutivi), respingere l’assalto del Rimini e sognare la A. A nulla è servito, quindi, il poker rifilato dall’undici di Acori ad un Albinoleffe in bambola. I biancorossi hanno cominciato troppo tardi ad inseguire i play-off.

Albinoleffe, che è successo?- Fa sensazione il pesantissimo ko subito dall’Albinoleffe. Tre sconfitte di fila con 11 gol sul groppone sono le cifre di un crollo verticale. Sul più bello, quando la promozione era ad un passo, i lombardi si sono sciolti come neve al sole. Le polemiche infrasettimanali tra presidente e allenatore, proseguite a fine partita, potrebbero aprire scenari clamorosi. Gustinetti, infatti, rischia il posto. Un vero peccato, il rischio è di rovinare un’annata splendida, con un rendimento ben al di là delle aspettative.

Il ritorno di FavA- Finiamo da dove avevamo cominciato, ovvero dal Bologna. L’uomo promozione potrebbe essere uno degli uomini rimasti a lungo ai margini. Dino Fava, professione bomber, è rimasto a lungo in panchina, quando  è stato chiamato in causa ha fornito assist, colpito pali, ma non riusciva a praticare il suo mestiere: fare gol. Nelle ultime due settimane, però, ha deciso di riprendere le vecchie abitudini: dopo essersi sbloccato col Messina, ieri ha messo la firma sul blitz di Mantova. La vittoria del Martelli ha il sapore di A, quella A persa in quel maledetto (per i tifosi rossoblù) spareggio di tre anni fa con il Parma appena retrocesso: scherzi del calcio. Il Lecce rimane dietro, e può soltanto maledire se stesso: il successo di ieri sui peloritani aumenta il rimpianto per quel derby perso male, per quel secondo posto tanto inseguito e perso dopo appena 7 giorni. Domenica prossima vedremo se quel sabato di Via del Mare sarà stato fatale oppure no.

Serie B

Chievo ad un passo dalla A, Bologna ritorna a sorpresa al 2°posto. Cesena in C1

Altro sabato rocambolesco di questa bellissima serie B. Sabato che ha decretato il primo verdetto, la retrocessione del Cesena, ed ha mandato segnali forti e importanti a 180′ dalla fine.

LOTTA PROMOZIONE- Ormai è fatta. Il Chievo e la serie A sono distanziate da un solo punto. I gialloblù, infatti, piegano a fatica il Vicenza e rinviano la festa promozione solamente per “colpa” degli scontri diretti sfavorevoli col Lecce. Nelle ultime due giornate servirà un punto, o forse neanche quello. L’affermazione nel derby veneto è stata tutt’altro che facile. I gialloblù, infatti, usufruiscono di uno sciagurato autogol di Andreolli e disputano un buon inizio di partita. Poi, però, salgono in cattedra i biancorossi: Squizzi è provvidenziale in quattro occasioni. I berici fanno la partita, dunque, ma sono i padroni di casa a chiuderla con Pellissier: per il bomber è il 22°centro stagionale. Capone riapre i discorsi, ma Iachini si copre con l’inserimento di Ciaramitaro per Luciano e porta a casa i tre punti, ipotecando la promozione in A.

E’ stato un pomeriggio di gloria anche per il Bologna. I felsinei fanno il loro “dovere” annichilendo il Messina grazie ad una doppietta di Marazzina, tornato al gol dopo 1 mese abbondante, e col primo sigillo in rossoblù (udite udite) di Fava. L’ex Udinese si sblocca e questo, visto l’infortunio di Bucchi, è un segnale positivo per la banda Arrigoni. I motivi per festeggiare derivano, però, dai risultati maturati sugli altri campi. Il Lecce, raggiunto faticosamente il secondo posto sette giorni fa, rimpiomba al quarto in un colpo solo. Fatale il derby contro un Bari avvelenato (per lo 0-4 dell’andata) ed eccezionale. L’ex di turno, ovvero l’allenatore dei galletti Antonio Conte, si “vendica” vincendo la partita a scacchi con il collega-rivale Papadopulo. Il suo 4-2-3-1 imbriglia la manovra giallorossa, con Lanzafame vera spina nel fianco della difesa salentina. E’ proprio il giovane attaccante scuola Juve a procurarsi il rigore spacca partita, trasformato da Bonanni. Cavalli raddoppia poco dopo, a nulla serve la rete di Corvia nel finale. Tutto da rifare, quindi, per la banda Papadopulo. L’altro risultato che arride al Bologna è quello del Cino e Lillo del Duca. L’Ascoli onora il suo campionato con la vittoria sull’Albinoleffe, la quarta di fila. La partenza degli ospiti è fulminante, con Cellini che finalizza una splendida trama di gioco (23°gol per lui). La difesa orobica, però, si addormenta al 35′ e Bernacci ne approfitta per trafiggere Coser. Ad inizio ripresa il crollo ospite. Una punizione di Saverino deviata e un tap in ravvicinato di Nastos affondano un Albinoleffe stanco e provato. La reazione dei lombardi c’è, ma non è sufficiente per acciuffare il pari.

Il Pisa express torna a viaggiare al momento giusto. I toscani ritrovano il feeling con la vittoria dopo un periodo nero durato 9 turni. Il record di vittorie esterne (11) condiviso con Chievo e Albinoleffe, oltre che con la Juve dell’anno scorso e col Perugia versione 2004-’05, serve a respingere l’assalto del Rimini vincente anche col Brescia. La formazione di Ventura torna a marciare nella giornata in cui si risveglia Castillo. La doppietta del bomber ritrovato (era a secco da 11 giornate) stende a domicilio il Ravenna. I romagnoli si erano illusi con il vantaggio di Sforzini, ma l’uno-due a cavallo tra i due tempi (firmato da D’Anna e dall’argentino) è stata una mazzata tremenda. Il match si è chiuso sul 4-1, il Pisa rimane a +5 sul Rimini e ipoteca l’ingresso ai play-off. I bizantini, invece, vedono affievolirsi le speranze salvezza.

LOTTA SALVEZZA- In coda è stato decretato il primo verdetto. Dopo 4 stagioni, il Cesena torna mestamente in serie C. Fatale il ko di Treviso, dove i romagnoli si sono illusi con Moscardelli salvo poi piegarsi alle reti di Beghetto e Barreto. I bianconeri, per la matematica, potrebbero ancora agguantare i play-out (l’Avellino è lontano 5 punti), ma anche se fosse gli spareggi non verrebbero disputati perchè il Treviso sarebbe distante (in caso di due ko) 5 punti: uno in più di quelli previsti dal regolamento per disputare lo spareggio. Play-out che, ad oggi, non verrebbero comunque giocati da nessuno. I veneti, infatti, hanno allungato a +6 sull’Avellino: gli irpini hanno steccato l’ennesimo appuntamento casalingo. Sotto di due gol all’83′, Pellicori ha salvato la “faccia” alla sua squadra con una doppietta, ma probabilmente non sarà sufficiente per garantire la permanenza in serie B dei campani.

Ad un passo dal baratro pure lo Spezia. Il gol di Corona affossa le residue speranze liguri, dopo una partita tutta all’attacco e contraddistinta dalla sfortuna. Vede la salvezza, invece, il Modena. Il 4-2 di Frosinone regala tranquillità ai canarini.

Serie B

Balzo del Lecce nel giorno delle sorprese

Squadre appagate che lasciano punti a squadre “affamate”? Torneo noioso e dagli esiti già scritti? Niente affatto. La serie B di quest’anno conferma di essere controtendenza, di regalare spettacolo, sorprese e colpi di scena. Nessuno esente.

La 39° nonchè quart’ultima giornata è lo specchio fedele di quanto appena detto. Tra le prime 6 squadre in classifica in lotta per la promozione, vince solo il Lecce, che compie un balzo importantissimo. Il Rimini stende il Pisa a domicilio e riaccende la speranza di agguantare all’ultimo una zona play-off i cui posti parevano già assegnati, mentre in fondo alla classifica il Ravenna risorge inaspettatamente, aiutato dall’orgoglio del Cesena che batte l’Avellino.

IL MATCH CLOU-Doveroso partire dal big match. Il Lecce andato in scena a Bergamo non è stato creativo e spettacolare, ma estremamente efficace. Papadopulo azzecca ogni scelta tattica, blindando la difesa con un centrocampo di costruzione e interdizione e affidando tutto il peso offensivo alla coppia d’attacco Tiribocchi-Abbruscato. Un 4-4-2 classico (ma insolito per i giallorossi) che imbriglia l’Albinoleffe, il cui possesso palla produce solamente una traversa con Cellini al 28′. I salentini, invece, passano alla prima chanche: Coser pasticcia su un cross di Abbruscato, Foglio rimane immobile e Tiribocchi ringrazia per il regalo (16°centro). I locali reagiscono, producono molto, ma Rosati rimanda al mittente ogni tentativo. Nella ripresa i giallorossi mantengono un pò più alto il baricentro con l’ingresso di Valdes. Il gol che chiude la contesa, però, è di Zanchetta: lo specialista di calci piazzati mette a segno l’ennesima gemma. Gli uomini di Gustinetti accusano il colpo e crollano. Polenghi e Corvia rendono il passivo troppo pesante per gli orobici che vengono così agganciati al secondo posto. In virtù degli scontri diretti, però, è davanti il Lecce (3-0 e 4-0): i salentini, ad oggi, verrebbero promossi in A senza giocare gli spareggi.

LOTTA PROMOZIONE-Iniziò col Mantova e finisce col Mantova. La striscia di 20 risultati utili del Chievo termina al Martelli, dopo che i virgiliani erano stati gli ultimi a sconfiggere i gialloblù. L’ex di turno Godeas, capocannoniere con 26 reti, castiga la capolista oltre i suoi demeriti. Brucato schiera una difesa a 5 per bloccare il tridente ospite, e la mossa gli riesce benissimo. I biancorossi passano al secondo tiro in porta e resistono all’assedio veronese. Obinna, Gasparetto, Marcolini e soprattutto Ciaramitaro (palo al 95′) hanno ottime chanche per pareggiare, ma un super Handanovic chiude la porta con il lucchetto. Niente drammi, comunque, in casa Chievo. I punti di vantaggio sulla seconda rimangono due, e visto lo stato di forma altrui non vi è motivo di allarmarsi eccessivamente.

Il campanello d’allarme è già suonato da un pò, invece, a Bologna. La figuraccia di Grosseto, dove i rossoblù incassano 3 gol in mezz’ora da una squadra “tranquilla”, è il solo la punta d’iceberg di una crisi in corso da qualche settimana. La zona promozione diretta rimane a 2 punti, ma il rendimento dei felsinei (3 punti in 3 gare) è preoccupante. Si consuma, dunque, la vendetta degli ex Pioli e Danilevicius, due “scarti” del club emiliano. Il giocatore lituano, infatti, va a segno, firmando l’8°gol di questo inizio 2008. 8 reti che hanno regalato la salvezza a questo bel Grosseto. Insieme al Bologna, però, piange un’altra big, il Brescia. Gli uomini di Cosmi affondano al Rigamonti contro l’Ascoli (0-4). Occorre un’iniezione di freschezza fisica e mentale per presentarsi al meglio ai play-off.

Pisa nell’incubo, Rimini nel sogno. Lo scontro diretto dell’Arena Garibaldi riapre un discorso apparentemente chiuso da tempo, ovvero l’assegnazione dei posti per i play-off. I romagnoli approfittano degli infortuni a catena dei nerazzurri (ben 9) e del loro momento nero che li vede a secco di vittorie da 9 gare. Greco e Vantaggiato firmano il colpaccio: il distacco tra le due compagini scende a 5. Il calendario dei biancorossi è difficilissimo (Brescia e Albinoleffe), ma sognare è lecito. Soprattutto dopo aver visto un Pisa così in affanno.

LOTTA SALVEZZA- Il Vicenza mette il sigillo alla sua permanenza in B battendo 2-1 il Frosinone al Menti. In coda, il colpaccio di giornata lo fa il Ravenna. I giallorossi ribaltano il risultato a Modena e tornano in corsa per i play-out. La cura Varrella ha rivitalizzato i bizantini che colgono il 4°successo in 5 gare. I canarini, invece, sono sprofondati incredibilmente nella zona calda. Senza vittorie da 16 partite, la banda Zoratto intravede lo spettro degli spareggi, soprattutto se il Treviso sconfiggerà il Grosseto nel recupero infrasettimanale. I veneti, infatti, espugnano il San Nicola e avvicinano gli emiliani in classifica, sognando la salvezza diretta. Infine, reazione d’orgoglio del Cesena. Gli uomini di Castori dominano il match con l’Avellino e danno un senso minimo alle ultime giornate di campionato.

Serie B

Nel giorno della tragedia vola il Chievo. Si risvegliano Bologna e Brescia.

In un pomeriggio reso drammatico dal tentato suicidio dell’agente di polizia Luciana Callegher all’esterno dello stadio Omobono Tenni di Treviso (la donna poliziotto si è sparata per motivi ignoti; la gara tra i veneti e il Grosseto è stata sospesa al 22′ sull’1-o per i ciociari) lo spettacolo l’ha fatta da padrone. Ben 37 le reti segnate, soltanto una in meno del record stagionale (ma col recupero della partita potrà essere battuto). La squadra che più ha partecipato a questa sagra del gol è la capolista Chievo. I gialloblù spazzano via lo Spezia con facilità irrisoria, lasciando poche speranze alle sue inseguitrici.

Il match del Bentegodi è durato lo spazio di 8 minuti, ovvero il tempo occorso a Pellissier per siglare il 20° e 21° centro stagionale. Le due azioni sono in fotocopia, cambia solo l’assistman, prima Bentivoglio poi Obinna. La giornata nera del giovane portiere ligure Dazzi si completa al 40′, quando una punizione tutt’altro che irresistibile di Marcolini lo trafigge. Il passivo è reso ancora più pesante nella ripresa dall’ingenuità di Ceccarelli che stende Pellissier in area: rosso diretto e rigore che Obinna trasforma. Il Chievo va in surplace, lo Spezia è inesistente. Il 20° risultato utile di fila s’impreziosce con il pokerissimo di Bentivoglio. Il margine sulla terza è salito da 4 a 5 punti e, vista la condizione psicofisica eccellente della Iachini band, la serie A sembra ad un passo.

Tiene il passo l’Albinoleffe. I lombardi approfittano dell’incosistenza dell’avversario nella prima frazione di gioco per accaparrarsi i tre punti. Il Piacenza, infatti, si rianima solamente nella ripresa mostrando che avrebbe potuto fare di più in precedenza. Una traversa colpita e un gol che ha accorciato le distanze in mezzo a tanta pressione e attacchi hanno intimorito la formazione di Gustinetti, apparsa un pò stanca nella seconda fase della partita. L’uno-due del primo tempo, però, è stato sufficiente per mantenere la seconda piazza in vista del match della vita di sabato prossimo. I lombardi avranno l’occasione di tagliare fuori il Lecce dalla corsa al secondo posto e giocarsi tutto con il Bologna. La serie A diverrà realtà se il ruolino interno assomiglierà di più a quello esterno: il record di successi in trasferta del Chievo 2007-’08 (11), di Juve e Perugia è stato ieri eguagliato. Troppo pochi, invece, sono i 4 punti raggranellati nelle ultime 4 apparizioni a Bergamo. Sabato il momento della verità.

Ritorna a sorridere il Bologna. Il filotto di tre turni d’astinenza è stato interrotto da un greco pagato zero euro, tale Vangelis Moras. L’ellenico ha il merito di spaccare a metà una partita difficile e delicata. I rossoblù costruiscono una decina di palle gol (anche un palo di Marazzina) ma passano solo con il difensore greco. Il Vicenza non è stato a guardare. Capone ha replicato alla traversa con un palo, Zampagna ha sfiorato il montante in acrobazia, Schwoch si è reso pericoloso. Nonostante il ko i veneti vedono più vicina la salvezza. La banda Arrigoni accusa qualche infortunio (Daino), fatica, ma è tornata al terzo posto ed è in piena corsa per il rush finale.

Il Bologna, infatti, ha scavalcato il Lecce. I salentini sono letteralmente infuriati con l’arbitro Palanca, reo di aver espulso due giallorossi, aver negato un rigore solare per atterramento di Valdes e averne assegnato uno generoso agli ospiti. Buon per Papadopulo e per il pubblico di Via del Mare che Rosati faccia il miracolo su Godeas, l’uomo che aveva finalizzato l’assalto del Mantova con il pareggio. L’acuto del numero uno salva dalla sconfitta i giallorossi, autentici dominatori del primo tempo e sfortunati nella ripresa (pali di Zanchetta e Cottafava): sabato a Bergamo in palio le chanche residue di lottare per la promozione diretta.

Naufragio del Pisa. L’Avellino trova di fronte a sè una squadra fantasma e si rilancia in chiave salvezza. Le marcature di Cipriani, Pellicori e Corallo, inoltre, arrivano per amnesie difensive nerazzurre. I tre giocatori hanno tutto il tempo di colpire indisturbati; l’unica nota positiva del pomeriggio pisano è il bello quanto inutile gol di Juliano. Evidentemente la testa è già ai play-off, ma con questo atteggiamento i toscani faranno ben poca strada.

LE ALTRE PARTITE: Si risveglia il Brescia. Le rondinelle aspettano sornione il secondo tempo per piegare la debole resistenza del Modena, peggiore squadra del girone di ritorno (15 gare senza vittorie). I gialloblù vedono avvicinarsi pericolosamente lo spettro dei play-out. Gli uomini di Cosmi, invece, preparano al meglio i play-off e si godono un Possanzini in gran spolvero (doppietta che lo porta a 16 sigilli). In coda, il Ravenna riaccende la speranza sconfiggendo il Messina, mentre il Cesena recita il “de profundis” a Frosinone (2-5). Show tra Rimini e Triestina (4-3), successo dell’Ascoli sul Bari.

Serie B

Piccolo grande Albinoleffe, vittoria e sorpasso sul Bologna.

Grandi centri come Bologna o Lecce? Cittadine di media grandezza come Brescia e Pisa? Macchè. La serie cadetta ha come regine due piccole “principesse”. I primi due posti valevoli la promozione diretta, infatti, sono appannaggio dei due club più piccoli. E se il primato del Chievo non è più una sorpresa, l’ultimo colpo dell’infinitamente incredibile Albinoleffe fa sensazione.

Il piccolo club bergamasco, infatti, ha steso e superato il Bologna nello scontro diretto. I rossoblù hanno commesso un grave errore: lasciare l’iniziativa ad un avversario abile nel possesso palla. I primi 45 minuti vedono quindi una sola squadra in campo, la band Gustinetti. Carobbio pennella su punizione al 14′ quello che sarà il gol partita, mentre dall’altra parte della barricata la difesa è instabile, il centrocampo poco aggressivo e le punte mal servite. Gli uomini di Arrigoni si svegliano soltanto nella ripresa, ma trovano di fronte un Coser in stato di grazia. Il sostituto del talentuoso Marchetti è decisivo in un paio d’occasioni e miracoloso sul gong finale sulla testata di Fava. Gli orobici, al di là di questi episodi, hanno mostrato equilibrio e solidità impressionanti, meritando questo pesantissimo successo. I felsinei, invece, scivolano al quarto posto, sorpassati anche dal Lecce, e si consolano con l’imminente scontro tra bergamaschi e salentini. Ma per la promozione diretta dovranno far affidamento soltanto sulle loro forze. Sarà bene rammentare che le partite durano 90′: regalare un tempo agli avversari è quanto meno rischioso.

Pari che accontenta tutti, invece, tra Pisa e Chievo. Il match vero dura solo 13 minuti, il tempo di vedere il botta e risposta tra Obinna e D’Anna. Da lì in poi toscani e veneti decidono di non farsi male, di portare a casa un punto prezioso. Un punto che permette ai padroni di casa di consolidare il piazzamento play-off, agli ospiti di infilare il 19°risultato utile consecutivo e continuare la corsa verso la A. La “colpa” di questo pareggio incolore va attribuita, più che ai toscani (al sesto X in schedina di fila), ai gialloblù, superiori tatticamente e tecnicamente. Iunco centra il palo al 79′, ma questa è l’unica palla gol partorita in tutta la ripresa. Decisamente troppo poco. Ad ogni modo, il calendario è in discesa e gli uomini di Iachini sono lanciati verso la promozione.

Obiettivo in cui torna a sperare il Lecce. I salentini fanno il loro dovere a Ravenna, superando così il Bologna e portandosi ad una sola lunghezza dalla zona A. Il successo pugliese è un inno al cinismo, tre tiri e tre gol. Il rigore trasformato da Valdes al 16′ ha messo la strada in discesa contro un Ravenna manovriero ma scarsamente incisivo. Il Lecce ha potuto controllare il match e colpire in contropiede, approfittando della pochezza difensiva degli avversari. Il raddoppio, infatti, è un cadeau di Marruocco  (uscita spericolata) a Boudianski, mentre il tris di Abbruscato è frutto di un errore di Ingrosso. Inutile il gol della bandiera di Succi. Tra due settimane a Bergamo ci sarà in palio mezza A. Il Ravenna, invece, continua a sperare nei play-out solo grazie ai risultati altrui, ma sembra molto difficile salvare una stagione disastrosa proprio nelle battute finali.

Si rassegna ai play-off, invece, il Brescia. La Cosmi band viene stoppata da un Calderoni in versione superman e, vista la condizione precaria di molti uomini, farà bene a concentrarsi sugli spareggi. Unica consolazione per il tecnico delle rondinelle sarà proprio poter recuperare energie psicofisiche in vista dei play-off al contrario di chi lotterà (e rimarrà deluso) fino in fondo per le prime due piazze. Detto questo, analizziamo la giornata super del numero uno trevigiano. Al 14′ salva d’istinto su Bazzani e Szetela, poco dopo dice di no due volte a Zambrella. Buon per lui e per tutto il Treviso che i lombardi s’affloscino nella ripresa. Il punto strappato al Rigamonti è oro che cola per mantenere il piazzamento play-out.

Chi esce definitivamente dalla zona calda è il Vicenza. L’8° risultato utile garantisce un rassicurante +7 sulla zona play-out; i tre punti arrivano per l’ennesima volta in rimonta. Il primo tempo del Menti, infatti, è tutto a tinte biancorosse, ma non quelle dei berici, bensì quelle della compagine di Acori. Ricchiuti imperversa, il Rimini domina ma capitalizza soltanto una volta con Pagano. I romagnoli, però, incappano in un black out simile a quello del derby di sette giorni fa. Al Ravenna servirono 6 minuti per siglare 3 gol, il Vicenza ce ne mette pochi di più, 18. Terranova, appena dirottato da Gregucci in marcatura sul capitano riminese, riapre il match; Matteini coglie il jolly dal limite e Masiello firma il ribaltone in contropiede. I romagnoli, a questo punto, si scuotono: Vantaggiato coglie il palo, Porchia segna il 2-3 su rigore. Ma è l’ultimo brivido del match: il Menti può esultare, gli uomini di Acori vanno in vacanza con un mese di anticipo.

Pellicori acciuffa lo Spezia nello scontro salvezza. Avanti due volte, i liguri non chiudono la contesa e si fanno raggiungere dal bomber irpino. L’agilità degli attaccanti di Soda mette in difficoltà la difesa dei lupi e il vantaggio arriva prestissimo (rigore all’11′ di Eliakwu). Pantanelli salva sullo stesso nigeriano e su Romondini, prima del penalty trasformato da Pellicori. I liguri ripartono a testa bassa nella ripresa e vengono premiati dal sinistro di Zizzari. Il  match sembra saldamente in mano, ma il 14° centro dell’ex cesenate scombina i piani dei padroni di casa. Il 2-2 lascia invariati i destini delle rispettive squadre, ma è la formazione di Soda ad aver perso un’occasione ghiottissima.

LE ALTRE PARTITE. Il Cesena, dopo il pari interno con la Triestina, ha un piede in serie C1. L’ennesima chanche persa è un successo che non arriva nonostante la superiorità numerica e la totale mancanza di stimoli degli ospiti. Nelle fila degli alabardati Granoche diventa capocannoniere col 24° sigillo. Zoratto bis (vedi “Modena, torna Zoratto“) porta bene al Modena che ipoteca la salvezza con il pareggio di Bari. Pareggio anche tra Frosinone e Grosseto, mentre l’Ascoli vince a Mantova e il Messina stende il Piacenza.

Serie B

Troppo Chievo per il Brescia: fuga verso la A. Bologna spento, l’Albino ci crede ancora.

Nell’ennesimo sabato ricchissimo di gol ed emozioni, il Chievo lancia la fuga per la A. I gialloblù fanno la voce grossa sbarazzandosi di una delle dirette concorrenti per la promozione, il Brescia, con una facilità disarmante. Il match del Bentegodi dura appena mezz’ora. Al 6′ Cesar incorna alla perfezione su corner portando in vantaggio i suoi. La difesa dele rondinelle balla paurosamente, e al 31′ paga ancora dazio. Pellissier riceve da Iunco e, favorito da un erroraccio di Zoboli, aggira Viviano in uscita e appoggia in rete il 19°centro personale. Il Chievo è una macchina perfetta, il suo centrocampo (in primis Italiano) tritura quello avversario e il tridente è velocissimo e letale. I lombardi non creano alcun che, e nella ripresa crollano di fronte allo strapotere avversario inchinandosi per la terza volta a Italiano. Frutta così il 18°risultato utile per la Iachini band, la fotografia più fedele di una continuità condita da bel gioco e spettacolo. Sabato si va a Pisa, poi il calendario è in discesa: con il +5 sulla terza, l’Arena Garibaldi pare l’ultimo ostacolo verso la gloria. Cosmi, invece, farà bene a pensare ai play-off: questo Brescia non sembra in grado di recuperare 6 punti al Bologna secondo.

Anche se l’ultimo Bologna visto al Dall’Ara ha tutt’altro che incantato. Stavolta i colpi risolutivi dei singoli non sono arrivati (bomber Marazzina ha sciupato un’occasione e scheggiato un palo), gli avversari erano più tonici e organizzati. Incontrare il Bari di questi tempi, va detto, è impresa ardua. E così i felsinei passano solo con uno sfortunato autogol di Galasso, ma subiscono il meritato pari di Lanzafame che batte d’esterno destro Antonioli dopo aver ricevuto l’assistenza di Ganci. Il punto sta persino stretto alla formazione di Conte: Rajcic e Bonanni, infatti, hanno colpito due legni. I pugliesi convincono ancora e raccolgono l’8°risultato utile consecutivo (se Conte fosse arrivato prima…), i rossoblù si giocheranno una bella fetta di stagione sabato prossimo a Bergamo.

L’Albinoleffe, infatti, è tornato minacciosamente a -1. Il successo di Treviso è un inno al cinismo: i lombardi hanno infatti sfruttato una delle poche chanche (con Madonna) buone capitaglieli. Cosa che non ha assolutamente fatto la banda Pillon. I veneti hanno attaccato per tutto il primo tempo, creando pericoli con Lupoli (bravo Coser a salvare), Quadrini e Scurto (traversa). Nella seconda parte di gara i padroni di casa sono calati, e gli uomini di Gustinetti, come conviene ad una “big”, hanno colpito al momento giusto. Se l’Albinoleffe continua a sognare in una stagione strepitosa, il Treviso è sempre più in crisi e depressione: lo spettro della C è a un passo, l’obbiettivo massimo sono diventati i play-out. Una stagione da incubo, insomma, per una compagine partita con ben altre ambizioni.

Finisce in parità l’altro big match di giornata. A recriminare, però, è soltanto una delle due contendenti, ovvero il Pisa. I toscani dominano la partita, vanno in vantaggio con Kutuzov, ma vengono acciuffati nel finale da Tiribocchi, al 15°gol personale. Oltre al danno, la beffa: Cerci, al rientro dal 1′, è uscito al 70′ per infortunio. Il timore è che la sua stagione sia finita. Va ricordato, inoltre, che due volte Juliano e una Gabionetta hanno avuto tra i piedi il match ball, fallendolo. E’ sfumato così l’11°successo esterno, e il Lecce ha potuto tirare un sospiro di sollievo. La sua corsa verso il 2°posto rimane invariata, mentre i nerazzurri possono ormai concentrarsi sui play-off.

Rimane intricatissima la lotta salvezza. Tornano a sperare Spezia e Ravenna. I liguri sconfiggono nello scontro diretto il Cesena e agguantano la zona play-out. Un match tesissimo (4 espulsioni) e poco spettacolare viene risolto da Guidetti a 6′ dal termine: per la Castori band è notte fonda, l’ultimo posto è una condanna quasi definitiva. Anche perchè si è risvegliato pure il Ravenna. La cura Varrella ha portato il 2°successo, e che successo. Il derby col Rimini ha dell’incredibile. L’ex Trotta firma il vantaggio ospite, ma i biancorossi reagiscono e si portano sul 3-1 con una doppietta di Ricchiuti. Il capitano esce e sembra calare la maledizione sul Rimini. Nell’arco di 4 minuti i biancorossi confezionano 3 cadeau per i cugini giallorossi; Sforzini e Rossetti ringraziano, mentre il clamoroso 4-3 è frutto di una comica panciata di Vitiello su cross di Aloe. Chi si inguaia, invece, è l’Avellino. I lupi incassano una pesante sconfitta casalinga con il tranquillo Messina. Cordova al 93′ castiga gli irpini che erano riusciti a pareggiare i conti con Cipriani. Per la formazione di Calori è il terzo ko di fila.

LE ALTRE SFIDE: Al luna park di Ascoli, prevale il Grosseto 5-3. Granoche (doppietta che lo lancia a quota 23) affonda il Modena e Mutti, esonerato in giornata (vedi “Modena, torna Zoratto“). Lodi manda ko il Mantova, mentre Piacenza-Vicenza finisce 1-1.

Serie B

Calcoli vietati: Lecce e Brescia tornano in gioco per la A.

Lo scontro al vertice della 35° giornata di serie B è stata una mezza delusione, una sfida giocata a metà. Il secondo di tempo di Chievo-Bologna, infatti, è stato sacrificato all’altare dei calcoli, della prudenza. Ma in questo torneo cadetto guai ad affidarsi ai calcoli. Alle spalle del duo di testa stanno riemergendo con forza Lecce e Brescia, due compagini d’indubbio valore. Se i giochi per i play-off sono fatti da tempo, quelli per la promozione diretta sono ancora in discussione e ci terranno sul chi va là ancora per parecchie giornate.

Come dicevamo, il big match ha divertito soltanto nella prima parte di gara. Il Chievo ha agito con la sua manovra più spettacolare ed il lancio lungo per Pellissier in mezzo ai due centrali rossoblù, mentre i felsinei hanno sfruttato gli accentramenti da sinistra del sempre ottimo Valiani. E’ proprio l’ex Rimini a sbloccare la partita segnando in due tempi: il primo tentativo è respinto da Squizzi, il secondo colpisce la traversa prima di finire in rete. Per lui sono 4 gol nelle ultime 5 gare. I clivensi hanno replicato 4 minuti dopo. Rilancio lungo di Squizzi, Pellissier s’incunea nella difesa ospite e batte Antonioli con un diagonale. Il centravanti di Iachini timbra così il 18° sigillo stagionale. I padroni di casa ci hanno provato ancora nel finale di tempo, salvo poi spegnersi nella ripresa. E alla fine Bologna e Chievo hanno esultato insieme al gol del Brescia a Bergamo: avranno fatt0 bene?

La suddetta rete porta la firma di Max Taddei, l’uomo che ha rilanciato le ambizioni del Brescia, capace di espugnare l’Atleti Azzurri d’Italia. Le rondinelle hanno dimostrato il loro feeling con gli scontri diretti, ottimo viatico per la supersfida in vista col Chievo, mentre gli orobici hanno fallito l’ennesimo appuntamento importante. La colpa, inoltre, è principalmente loro. L’Albinoleffe, infatti, dopo aver regalato la prima frazione di gioco agli ospiti (unico acuto il gol di Serafini), ha reagito nella ripresa e agguantato il pari con il solito Cellini (21°rete). Quando la partita sembrava incanalata verso un giusto pareggio, con gli avversari stanchi e provati, è arrivata la leggerezza della retroguardia celeste: errore che costa la terza piazza. Tornando all’undici di Cosmi (per lui 400 panchine tra i professionisti), è piaciuta l’aggressività, convizione e mezzi tecnici (tra cui i giocatori di caratura superiore come Tacchinardi e Caracciolo, autori delle prime due marcature) mostrati in campo. E anche un pò di fortuna, visto il legno colpito da Cellini al 90′: per la A ci vuole anche quella.

Sale al terzo posto il Lecce, che ha il Bologna (sopra di 2 soli punti) nel mirino. I giallorossi subiscono nella prima parte di gara il Modena, contestato furiosamente dai propri tifosi nella nottata precedente (alcuni facinorosi sono giunti al ritiro della squadra ed hanno svegliato e minacciato i giocatori gialloblù; la polizia li ha successivamente dispersi) e convinto a dimostrare il proprio valore. I canarini sfiorano il montante con Okaka (25′) e passano in vantaggio con Antonazzo (39′). Papadopulo vede la sua squadra spaccata a metà, incapace di innescare le punte, e mette mano allo schieramento: fuori Giuliatto e dentro Valdes. L’innesto del fantasista dà una marcia in più ai salentini. I giallorossi diventano una marea crescente, incontenibile. Tiribocchi mette a segno un tap in facile facile, mentre Perna firma uno sciagurato autogol su cross del neoentrato Vives. Il sorpasso è servito, e prima Tir poi Corvia sfiorano il tris. Bologna e Chievo sono avvisate, il Lecce non molla.

Continua la maledizione da X in schedina del Pisa. L’ex attacco più profilico del torneo incappa nel 4° pari consecutivo, di cui tre senza reti. E pensare che l’avversario di turno era il Messina, squadra che da tre mesi non riusciva a mantenere la sua porta inviolata lontano dal San Filippo. I giallorossi giocano senza punte di ruolo, con un mediano davanti alla difesa e mandano in tilt la già inceppata macchina nerazzurra. L’undici di Ventura vive così di spunti isolati, come quelli di Kutuzov, D’Anna e Castillo: Manitta, però, è impeccabile e insuperabile. L’attaccante argentino, inoltre, si fa sopraffare dal nervosismo causato dal suo digiuno da gol, beccando due gialli. La sua espulsione rende quindi inutile il rientro dopo 2 mesi di Cerci. Il Pisa rimane al palo e vede allontanarsi sempre più le prime due posizioni.

Nella lotta salvezza, sorride soltanto il Vicenza. I berici hanno infatti la meglio nello scontro diretto con l’Avellino. Sotto dopo 26 minuti per la rete di Pellicori, la Gregucci band ha ribaltato la situazione nella ripresa con due calci da fermo. Matteini ha indovinato la girata vincente, Bernardini ha silurato Pantanelli con un bolide da 25 metri. Zampagna ha fallito più volte il tris, ma va bene così, anche perchè le avversarie dei biancorossi hanno steccato in coro. Lo Spezia è caduto a Bari dopo essersi illuso con Di Vicino, il Cesena ha fatto harakiri nel derby col Rimini (avanti 1-0 all’85′, sotto 1-2 due minuti dopo), il Treviso si è piegato alla doppietta del capocannoniere Godeas (23 gol sinora) e ad un Mantova privo di stimoli. Unico a sorridere è il fanalino di coda Ravenna che si regala una speranza grazie al successo interno con il Piacenza.

Calcio, Serie B

Avellino, addio mutualità.

Guai seri per l’Avellino. Ieri il Consiglio di Lega ha tolto alla società irpina i soldi della mutualità per una cifra di 4,2 milioni di euro. Un’enormità per un club già in grossa difficoltà finanziaria. La decisione è maturata in seguito all’applicazione di un regolamento approvato a inizio stagione. Suddetto regolamento prevede che un club non possa destinare più del 65% degli incassi totali agli emolumenti (cioè agli stipendi di calciatori e staff tecnico). Se questa percentuale viene superata, la società deve depositare fideiussioni in Lega a titolo di garanzia. L’Avellino ricade in questa casistica e, poichè non ottempera a questi obblighi da febbraio, è stato punito. Il Consiglio ha approvato all’unanimità senza conoscere il nome della società coinvolta, in modo da garantire la massima imparzialità. La situazione del club irpino è ora estremamente grave.

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