Amarcord di calcio

Miti del calcio: Alfredo Di Stefano

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Il giovane Di Stefano ai tempi del River
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“Io non so dire se come giocatore ero meglio di Pelé, ma posso dire senza ombra di dubbio che Di Stefano era meglio di Pelé.” Parole e musica di Diego Armando Maradona. Orgoglio argentino? O la solita uscita del Pibe de Oro?

Di sicuro Alfredo Di Stefano è stato il miglior giocatore dei suoi tempi. Attaccante letale sotto porta, ma non solo: la Saeta Rubia! Un biondino che correva da una parte all’altra del campo quando gli altri ancora camminavano. Il primo calciatore moderno, regista d’attacco e uomo simbolo del Real Madrid tra il 1953 e il 1964. Mica una squadra qualsiasi in un periodo qualunque. Ma ci torneremo.

Di Stefano nasce a Buenos Aires il 4 luglio 1926. Figlio di emigranti italiani e collezionatore di cittadinanze: argentina, of course, ma anche colombiana e spagnola, che raccontano anche la sua storia da girovago del pallone. Storia che inizia, come per tutti a quei tempi e in quella terra, nelle polverose periferie della sconfinata capitale argentina. Eppure a quel biondino dalla tecnica sublime si apre subito un’autostrada: il River Plate. Dalle giovanili alla prima squadra il passo è brevissimo, non così quello tra la panchina e il campo. Prima ancora di esordire viene smistato all’Huracan. Il solito prestito formativo. Se son rose fioriranno… E fioriranno davvero in poco tempo, basta una stagione, 10 gol in 25 partite, tra cui una storica al River dopo 15 secondi dal fischio d’inizio. Record di velocità per il campionato argentino e mea culpa immediato dei Millonarios che lo riportano alla base e gli danno un posto da titolare in attacco e la licenza di segnare. Di Stefano non tradirà le attese: al primo colpo arrivano uno scudetto e il titolo di capocanniere grazie alle sue 27 marcature in 30 partite. E la chiamata della Seleccìon per la Coppa America di dicembre in Ecuador. 6 presenze, 6 gol: Argentina Campione delle Americhe per l’ottava volta e Di Stefano catapultato nel gotha del calcio continentale. Altre due stagioni al River con alti e bassi poi l’addio, complice uno sciopero dei calciatori che mette in pericolo lo svolgimento del campionato.

Pur di non restare ferma, la Saeta Rubia accetta i dollari dei Millonarios di Bogotà, Colombia. Campionato minore e non riconosciuto dalla FIFA dove il nostro, naturalmente, fa il bello e il cattivo tempo. In quattro stagioni porta a casa tre titoli (1949, 1951, 1952), mettendo insieme 108 presenze e 88 gol in campionato. E riuscendo anche ad esordire nella nazionale colombiana di cui nel frattempo aveva preso la cittadinanza. Quattro presenze in tutto, nessun gol. A quel punto l’Europa non può più restare indifferente al miglior calciatore dell’epoca.

Il Barcellona prepara le carte e costruisce i ponti per il suo approdo in Spagna, ma la situazione contrattuale confusa (il River Plate aveva ancora i diritti sul giocatore) arena le trattative. Di Stefano arriva in Spagna per firmare il contratto con i blaugrana pur avendo lasciato la Colombia senza permesso. La FIFA avalla dicendo che c’è l’autorizzazione del River Plate proprietario dei diritti, ma a sorpresa è la Federazione spagnola a bloccare tutto. Dietro questa mossa c’è addirittura il Generalissimo Francisco Franco, e il suo braccio armato nello sport: il presidente del Real Madrid Santiago Bernabeu che convince Di Stefano a firmare con le merengues. Potere e pallone: storia vecchia… Barcellona contro Madrid, falangisti contro repubblicani, centro contro periferia. Raggiunto l’obbiettivo nascosto, la Federazione Spagnola può anche permettere un compromesso: l’argentino, che aveva firmato con entrambe le squadre per quattro anni avrebbe militato ad anni alterni con entrambe, il Real Madrid avrebbe pagato ai catalani quattro milioni di pesetas per lo sgarbo e se lo sarebbe tenuto per la prima stagione. Il Barcellona declinò offeso, giurando odio eterno al Real. E Di Stefano fu merengue. Per undici stagioni.

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Di Stefano in posa con le cinque coppe Campioni del Real
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Premessa: il Real Madrid nel 1953 aveva in bacheca la bellezza di due titoli (2) racimolati in venti (20) anni. Altro che galacticos… la parte del leone sotto i Pirenei la facevano da sempre le due squadre separatiste: il Barcellona e l’Athletic Bilbao. Claro che a Madrid, e in Castiglia in generale (o Generalissimo), era dura ingoiare il rospo. Di Stefano rappresentava dunque il vento che… doveva cambiare. Infatti, con lui niente sarebbe stato più lo stesso. Otto campionati in undici stagioni più una Copa del Generalísimo (futura Coppa de Re), e un’aurea di immortalità, in patria, ma soprattutto all’estero. Era il Real di Puskas, KopaGento, Rial, Muñoz. Era il Real delle cinque Coppe dei Campioni: la squadra del secolo! Ma soprattutto era il Real della Saeta Rubia, di quel biondino di Barracas, Buenos Aires, che non solo segnava e faceva segnare, ma che dirigeva tutta l’orchestra. Anche dalla difesa, quando serviva. Con 216 gol in 282 partite è il secondo cannoniere del Real Madrid, essendo stato appena superato da Raul. Cinque volte Pichichi, di cui quattro in fila, due Palloni d’Oro. Il migliore di sempre nella squadra migliore di sempre… forse. Troppo difficile fare una classifica. Di certo Di Stefano sta al calcio come Mozart alla musica. Il resto sta ai personalissimi gusti del “consumatore”.

La Coppa dei Campioni era nata dall’utopia di un giornalista francese dell’Equipe, Gabriel Hanot. Osteggiata in un primo tempo da FIFA e UEFA, perchè minacciava la vitalità dei campionati nazionali e rischiava di oscurare il nascente Europeo per Nazioni, la “coppa dalle grandi orecchie” nasceva tra nubi minacciose che oscuravano la vallata. Gli spocchiosi inglesi non la ritenevano alla loro altezza; per gli spagnoli, al contrario, era un’occasione unica per uscire dall’isolamento politico in cui si era cacciato il regime. Chiaro che il Real Madrid, la squadra di Bernabeu, si buttasse a capofitto nell’impresa. Ma accentuare i valori politici non sminuisce quelli tecnici di una squadra costruita mattone su mattone per essere perfetta. Di Stefano è  l’uomo simbolo, il leader. Grazie a lui la manifestazione cresce in fascino e attenzione. La Champions odierna deve molto ai blancos e al suo alfiere che ne ha costruito le basi per l’immortalità. Messe in fila, in ordine, lo Stade Reims, la Fiorentina, il Milan, ancora lo Stade e l’Eintracht. Cinque vittorie consecutive e a segno in tutte le finali, per sette gol complessivi. Numeri da gigante del calcio, che però non bastano a spiegarne la grandezza. Perchè la Saeta Rubia era classe, eleganza ed intelligenza. Ciliegina sulla torta, l’Intercontinentale del 1960, la prima edizione, naturalmente, di un torneo creato su misura per decretare la grandezza delle merengues.

Gli mancò il Mondiale, che invece rese immortale Pelè e Maradona. Unico Pallone d’Oro mai presente. Colpa del periodo storico. Nel ‘50 l’Argentina rifiutò l’invito degli storici nemici brasiliani. Nel ‘54, da colombiano, pagò la mancata iscrizione della sua nazionale alle qualificazioni. Divenuto spagnolo, riuscì finalmente a qualificarsi nel 1962, ma un infortunio lo estromise all’ultimo. Due stagioni all’Espanyol, nell’”altra” Barcellona, prima del ritiro nel 1966. E gli onori. Presidente onorario del Real Madrid dal 2000, Giocatore del secolo per la Federazione Spagnola. Quarto di tutti i tempi, dietro Pelè, Maradona e Cruyff in una sondaggio di France Football tra gli ex Palloni d’Oro. Eppure, un giocatore così completo, attaccante, difensore, regista, leader forse non lo abbiamo più visto.

Mondiali 2010

Il Brasile riprende la marcia. Argentina, che tonfo!

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Botero, incubo dell’Argentina di Maradona
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ROMA - L’alta quota è spesso fautrice di risultati inaspettati e la 12° giornata delle qualificazioni sudamericane ai prossimi mondiali non fa eccezione. Tra i risultati spicca un sonoro quanto inaspettato 6-1 rifilato dalla Bolivia all’Argentina di Maradona, peggior risultato mai ottenuto dalla nazionale albiceleste in un girone di qualificazione. Una batosta che è impensabile ricondurre alla sola altitudine per una squadra che, dall’avvento del nuovo ct, era stata praticamente impeccabile.

LA BATOSTA - Nonostante la disparità evidente dei valori tecnici in campo, il portiere argentino Carrizo si trova costretto a salvare il risultato due volte nei primi 10 minuti. Non basta però, e i padroni di casa passano in vantaggio all’11′ quando Botero, grande protagonista della serata, serve Martins che batte sicuro a rete. La reazione della squadra di Maradona si registra al 26′ quando Lucho Gonzales, aiutato dal portiere avversario Erwin Arias che vanifica così il bell’intervento compiuto solo pochi minuti prima su Messi, agguanta il momentaneo pareggio. La partita sembra più equilibrata, con repentini ribaltamenti di fronte, ma è nuovamente la Bolivia a passare in vantaggio. Zanetti interviene in maniera imprecisa, compiendo fallo da rigore su Botero che lo trasforma segnando il 2-1. Il primo tempo si chiude sul 3-1 ed è ancora Botero a trafiggere l’albiceleste a pochi minuti dall’intervallo.

MANCATA REAZIONE - Il secondo tempo sancisce la definitiva disfatta per la nazionale Argentina. Ci si aspettava una reazione da parte della squadra di Maradona, ma l’espulsione del neoentrato Di Maria pregiudica la rimonta. Ed è la Bolivia a dilagare. Per la squadra di casa, a segno ancora Botero, De Rosa e Torrico che fissano il punteggio sul definitivo 6-1. Argentina scavalcata in un colpo solo da Brasile e Cile.

IL BRASILE VA - La nazionale verdeoro, invece, batte in scioltezza un mediocre Perù e rilancia prepotentemente la sua corsa alla vetta del girone. Grande protagonista della serata è il terzino destro Dani Alves, motivato dall’assenza di Maicon a rimettere in discussione le gerarchie del ruolo, che al 18′ mette in mezzo per Kakà. Il rossonero viene steso in area: calcio di rigore trasformato senza problemi da Luis Fabiano che 8 minuti dopo, ancora su assist di Dani Alves, realizza il 2-0 anche se in fuorigioco. Al 63′ chiude i giochi il viola Felipe Melo. Il Brasile supera l’Argentina e si piazza al secondo posto a -3 dal Paraguay.

GLI ALTRI RISULTATI - Nelle altre partite, la capolista Paraguay si salva solo nel recupero in casa dell’Ecuador. Alla rete dell’ecuadoriano Noboa (63′) risponde al 92′ Benitez, che regala ai suoi un punto prezioso su un campo difficile. Cile e Uruguay si annullano a vicenda, pareggiando 0-0, mentre il Venezuela si impone per 2-0 sulla Colombia (76′ Fedor, 81′ Arango).

Risultati e classifica:

  • Bolivia - Argentina 6-1
  • Brasile - Perù 3-0
  • Cile - Uruguay 0-0
  • Ecuador - Paraguay 1-1
  • Venezuela - Colombia 2-0

Paraguay 24, Brasile 21, Cile 20, Argentina 19, Uruguay 17, Colombia 14, Ecuador 14, Venezuela 13, Bolivia 12, Perù 7

Mondiali 2010

L’Argentina cala il poker, Julio Cesar salva il Brasile. Ko il Paraguay

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Messi trascina l’Argentina
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ROMA - Il weekend “mondiale” del girone sudamericano sorride all’Argentina. La seleccion di Diego Armando Maradona vince e convince contro il Venezuela in un 4-0 che non ammette repliche. Un poker con ovazione finale per Messi e compagni. Proprio la pulce del Barcellona insieme ad Aguero sono i veri protagonisti della notte di Buenos Aires.

POKER ARGENTINO - E’ la ‘noche del diez’, quella di Maradona che affida la maglia numero 10, quella boicottata da Juan Roman Riquelme, a Lionel Messi e lui lo ripaga come sa fare, col gol che apre le danze e che spiana la strada all’albiceleste. Il fortino del Venezuela, schierato con un 4-5-1 con Maldonado isolato in avanti, regge solo 25′ prima che Messi scarichi nell’angolino basso il pallone del vantaggio. A inizio ripresa l’Argentina bissa con Tevez servito dal solito Messi, prima di allungare con Maxi Rodriguez e Kun Aguero. Alla festa si aggiunge anche Juan Sebastian Veron, che torna a vestire la maglia della Seleccion.

PICCOLO BRASILE - Va decisamente peggio al Brasile di Dunga fermato in Ecuador sull’1-1. Un pareggio sofferto dove solo un ottimo Julio Cesar ha impedito il clamoroso Ko. Delude il tridente d’attacco Ronaldinho-Robinho-Luis Fabiano, incapace di tenere palla e di fare il minimo filtro. I verdeoro passano in vantaggio al 74′ quasi per caso: Baptista, subentrato a Ronaldinho, calcia da dentro l’area di rigore, il pallone terminato sul palo, rimbalza sullo sfortunato portiere Cevallos finendo in rete. La reazione di casa si fa sentire e dopo aver sfiorato il gol con Caicedo trova il meritato pareggio all’89′ col neo entrato Noboa.

Nelle altre gare del girone sudamericano la capolista Paraguay cede fuori casa all’Uruguay, decisive le reti di Forlan (28′ pt) e Lugano (12′ st). Il Cile si è imposto in trasferta sul Perù per 3-1 con le reti di Alexis Sanchez (2′), Humberto Suazo (32′), Matias Fernandez (72′), mentre la Colombia ha battuto la Bolivia 2-0 con gol di Torres (27′) e Renteria (87′).

Questi i risultati completi:

A Montevideo: Uruguay-Paraguay 2-0
A Buenos Aires: Argentina-Venezuela 4-0
A Bogota: Colombia-Bolivia 2-0
A Quito: Ecuador-Brasile 1-1
A Lima: Perù-Cile 1-3

Classifica: Paraguay 23, Argentina 19, Cile 19, Brasile 18, Uruguay 16, Colombia 14, Ecuador 13, Venezuela 10, Bolivia 9, Perù 7.

Le prime quattro si qualificano alla fase finale del mondiale 2010 in Sudafrica. La quinta affronterà lo spareggio con la quarta del girone Concacaf.

Ecco la situazione nel resto del mondo.

CONCACAF
Risultati:
Messico- Costarica 2-0
Trinidad e Tobago-Honduras 1-1
El Salvador-USA 2-2
Classifica: USA 4, Messico e Costarica 3, El Salvador e Trinidad e Tobago 2, Honduras 1.

ASIA
Risultati:
Corea del Nord-Emirati Arabi 2-0
Uzbekistan-Qatar 4-0
Iran-Arabia Saudita 1-2
Giappone-Bahrain 1-0
Classifica girone 1:
Giappone 11, Australia 10, Uzbekistan, Bahrain e Qatar 4
Classifica girone 2: Corea del Nord 10, Corea del Sud 8, Arabia Saudita 7, Iran 6, Emirati Arabi 1.

Calcio Internazionale, Mondiali 2010

Spagna e Argentina stendono Inghilterra e Francia. Keane salva il Trap

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Doppio Keane lancia l’Irlanda
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Mercoledì di amichevoli internazionali e qualificazioni ai prossimi mondiali di Sudafrica 2010. L’Italia di Marcello Lippi seguiva da vicino la gara tra Irlanda e Georgia, mentre molto interessanti e anche con qualche sorpresa le amichevoli di lusso Francia-Argentina e Spagna-Inghilterra.

Qualificazioni mondiali- La Georgia stava per fare un regalone grosso così agli Azzurri. Dopo solo due minuti, la Georgia passa in vantaggio con Iashvili e ci vogliono settantuno minuti per piegare la resistenza della nazionale caucasica. Al 73esimo, Robbie Keane, fresco di ritorno con la maglia del Totthenam, viene atterrato da Khizanisvili in piena area: lo stesso attaccante ex Inter e Liverpool trasforma. Passano cinque minuti e il bomber di Trapattoni realizza la rete del 2-1 finale, che consegna all’Eire tre punti d’oro verso la rincorsa ai Mondiali, consentendo l’aggancio in classifica alla nazionale campione del Mondo.
Nel gruppo 1, invece, pari in Malta-Albania (0-0). Vittoria per 3-0 dell’Irlanda del Nord a San Marino.
Giocate alcune gare anche in Asia. Importante vittoria della Corea del Nord sull’Arabia Saudita, reti bianche nel big match Giappone-Australia.
Si fa nera la situazione per Eriksson. Il ct della nazionale messicana, già sulla graticola e dato vicino alla panchina del Portsmouth, incassa contro gli Stati Uniti il terzo ko di fila mettendo a rischio la qualificazione del Messico ai prossimi Mondiali. Per la cronaca, il primo incontro della seconda fase di qualificazione Concacaf è stato deciso da una doppietta del centrocampista del Borussia Bradley. Negli altri incontri, Costarica batte Honduras 2-0 mentre El Salvador e Trinidad e Tobago impattano 2-2.

Classifica gruppo 8 Europa:

Italia e Irlanda 10, Bulgaria 3, Montenegro e Georgia 2, Cipro 1.

Gruppo 1 Asia:

Corea del Nord-Arabia Saudita 1-0

Iran-Corea del Sud 1-1

Class: Corea del Sud 8, Corea del Nord 7, Iran 6, Arabia Saudita 4, Emirati Arabi Uniti 1.

Gruppo 2 Asia:

Giappone-Australia 0-0

Uzbekistan-Bahrain 0-1

Class: Australia 10, Giappone 8, Bahrain e Qatar 4, Uzbekistan 1.

Seconda fase Concacaf:

Stati Uniti-Messico 2-0

Costarica- Honduras 2-0

El Salvador-Trinidad e Tobago 2-2

Class: Stati Uniti e Costarica 3; El Salvador e Trinidad & Tobago 1; Messico e Honduras 0.

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Record per El Guaje
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Amichevoli- Dopo Brasile-Italia, altra serata di lusso delle amichevoli internazionali. Il “Sanchez Pizjuan” di Siviglia si rivela ancora una volta roccaforte inespugnabile della Spagna che piega 2-0 l’Inghilterra di Capello allungando a 29 la propria striscia utile. La formazione di Del Bosque tesse come sempre pazientemente la sua tela col rinomato ‘tiqui taca’, e quando affonda fa male. Al 25′ un gran numero di Villa su verticalizzazione di Xabi Alonso spezza l’equilibrio: 6° centro di fila in Nazionale, un record, per ‘El Guaje’. Un’Inghilterra priva di alcuni big (Rooney e Gerrard) non riesce a incidere e nel finale viene castigata ancora dal neoentrato Llorente. Ennesima prova di forza degli iberici, record di presenze amaro (108 come Bobby Moore) per Beckham.
A Parigi, la Francia non esce dal tunnel della crisi di risultati e si fa battere dall’Argentina di Maradona: 0-2 il risultato finale -in un match che di amichevole ha avuto poco-, con le reti di Gutierrez e Lionel Messi, autore di una gran magia. Fra le avversarie degli Azzurri nella corsa al Mondiale, la Bulgaria pareggia in Svizzera, dopo essere passata in vantaggio con Popov, mentre vince Cipro, 3-2 contro la buona Slovacchia. Sorpresa in Germania, dove la nazionale di Loew esce sconfitta dal confronto con la Norvegia: di Grindhem al 63esimo il gol vittoria. Vince la Svezia in casa dell’Austria, con i gol tutti nella ripresa di Elm e Kallstrom. Kranjicar consegna la vittoria alla Croazia nella sfida contro la Romania: al gol di Marica al 22esimo, risponde Rakitic sei minuti dopo. Nonostante un periodo buio con il suo club, il Real Madrid, Huntelaar segna il momentaneo vantaggio dell’Olanda di Maarwick sulla Tunisia. Poi Saihi consegna un pari prestigioso alla nazionale nordafricana. Vince il Portogallo di Cristiano Ronaldo, proprio con un penalty del numero sette del Manchester United, mentre Grecia e Danimarca impattano sull’1-1, scaturito dai gol di Borring al 49esimo e pareggio ellenico al 61esimo con Gekas. Buona vittoria dell’Ucraina in casa della Serbia: gol decisivo di Nazarenko. L’Uruguay passa in Libia (3-2). A segno Eguren, Martinez e Pereira per i sudamericani; Esnani e Fazani per i nordafricani.

Tutti i risultati delle amichevoli:
Burkina Faso-Togo 1-1
Lettonia-Armenia 0-0
Libia-Uruguay 2-3
Mozambico-Malawi 2-0
Islanda-Liechtenstein 2-0
Kuwait-Azerbaijan 1-1
Israele-Ungheria 1-0
Estonia-Kazakhstan 0-2
Lituania-Andorra 3-1
Galles-Polonia 0-1
Camerun-Guinea 3-1
Egitto-Ghana 2-2
Macedonia-Moldova 1-1
Sud Africa-Cile 0-2
Turchia-Costa d’Avorio 1-1
Romania-Croazia 1-2
Tunisia-Olanda 1-1
Algeria-Benin 2-1
Marocco-Repubblica Ceca 0-0
Grecia-Danimarca 1-1
Austria-Svezia 0-2
Germania-Norvegia 0-1
Svizzera-Bulgaria 1-1
Belgio-Slovenia 2-0
Giamaica-Nigeria 0-0
Francia-Argentina 0-2
Portogallo-Finlandia 1-0
Spagna-Inghilterra 2-0

Calcio Internazionale

Brasile a valanga, buona la prima per Maradona. Ok Olanda e Spagna

ROMA - Mercoledì di calcio in Europa e non solo con le grandi nazionali protagoniste assolute sui campi di tutto il mondo. Si passa dalla goleada del Brasile ai danni del Portogallo, alla prima vittoria di Diego Armando Maradona come Ct dell’Argentina, dalla spettacolare sfida di Berlino tra Germania e Inghilterra, al pareggio senza troppe emozioni dei campioni del mondo dell’Italia. Ma andiamo con ordine.

Bel debutto per El Pibe de Oro
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LA PRIMA DI DIEGO - Inizia col piede giusto la nuova avventura di Diego Armando Maradona. L’Argentina, infatti, arriva a Glasgow e si impone di misura grazie a una rete a inizio gara di Maxi Rodriguez. E’ l’ottavo minuto quando il centrocampista dell’Atletico Madrid finalizza un triangolo stretto sull’asse Tevez-Gutierrez. Meglio la Selecion a inizio partita, poi pian piano la Scozia ha preso le misure della squadra sudamericana rendendosi pericolosa soprattutto sulle palle alte. Buona la prima, dunque, ma c’è ancora molto da lavorare.

BRASILE A VALANGA - Nel giorno della sfida tra Kakà e Cristiano Ronaldo è il Brasile a farla da padrona. La nazionale verdeoro travolge il Portogallo per 6-2 e chiude un 2008 non proprio positivo con una prova molto più che convincente. Eppure il match non era iniziato nel migliore dei modi per gli uomini di Dunga andati sotto con una rete di Danny. La reazione al gol lusitano è pressoché travolgente: Luis Fabiano con una doppietta segna il sorpasso dei padroni di casa, poi Maicon prima del terzo gol e quindi della tripletta dell’attaccante del Siviglia dilagano per il Brasile. I portoghesi si rifanno sotto con Simao, ma per Elano ristabilisce le distanze prima del gol finale del neo entrato Adriano.

Mr.Fabio espugna Berlino
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COLPACCIO CAPELLO - Un’Inghilterra rimaneggiata (si fa per dire) espugna l’Olympiastadion al termina di una gara tiratissima ed entusiasmante contro una Germania mai doma (1-2). Capello, che deve fare a meno di Rooney, Lampard, Gerrard e Ferdinand, si affida ai gol di Upson (gol in mischia su azione da calcio d’angolo) e al sempre giovane Terry (colpo di testa in elevazione su Westermann). Proprio il capitano inglese era stato protagonista di una disattenzione difensiva (grave incertezza con collaborazione del portiere) in occasione del gol tedesco firmato da Helmes. Da segnalare anche un palo di Wright Phillips dalla lunga distanza.

DELUSIONE FRANCIA, OK SPAGNA UCRAINA E OLANDA - Gara priva di emozioni a Parigi dove la Francia di Domenech impatta sullo 0-0 contro un ottimo Uruguay bravo nel chiudere tutti gli spazi e a bloccare sul nascere ogni iniziativa transalpina. Ottima, invece, la prova dell’Olanda che affonda una Svezia orfana di Ibrahimovic (3-1). Negli Orange spiccano uno straordinario Van Persie, autore di una doppietta, e il solito Kuyt. Di Kallstrom il gol bandiera degli scandinavi. Vittoria facile per i campioni d’Europa della Spagna che si impongono con un secco 3-0 sul Cile grazie alle reti di Villa (rig), Fernando Torres e Cazorla e allungano così la loro striscia positiva a 28 partite. Vittoria di rigore per l’Ucraina che batte la Norvegia grazie a una rete dagli undici metri di Seleznev.
Una rete di Ziegler permette alla Svizzera di superare un’ostica Finlandia nell’unica gara europea valida per le qualificazioni.

LE RIVALI AZZURRE - Sguardo finale sulle rivali italiani del girone di qualificazione ai Mondiali del Sud Africa. Perde in casa l’Eire del Trap per 2-3 con la Polonia. Affonda a Belgrado la Bulgaria. La Serbia, infatti, si impone con un tennistico 6-1 sbagliando anche due rigori con Milosevic, autore comunque di una doppietta.

LE ALTRE PARTITE

AUSTRIA-TURCHIA 2-4
AZERBAIGIAN-ALBANIA 1-1
CIPRO-BIELORUSSIA 2-1
DANIMARCA-GALLES 0-1
EGITTO-BENIN 5-1
GHANA-TUNISIA 0-0
ISRAELE-COSTA D’AVORIO 2-2
LITUANIA-MOLDAVIA 1-1
LUSSEMBURGO-BELGIO 1-1
MALTA-ISLANDA 0-1
MONTENEGRO-MACEDONIA 2-1
OMAN-PARAGUAY 0-1
ROMANIA-GEORGIA 2-1
SLOVENIA-BOSNIA 3-4
SUD AFRICA-CAMERUN 3-2

Calcio Internazionale, Mondiali 2010

Maradona corona il suo sogno: è lui il nuovo ct dell’Argentina

Il nuovo ct dell’Argentina è Maradona
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BUENOS AIRES- Il grande sogno di Diego Armando Maradona si è realizzato. Sarà lui il nuovo c.t. della nazionale argentina dopo le recenti dimissioni di Alfio Basile. L’Afa presieduta da Julio Grondona ha infatti puntato sulla magica ‘generacion’ di Messico ‘86 -a partire dal suo più illustre rappresentante- per tornare vincenti: una scelta romantica o, se volete, scaramantica, indubbiamente di grande risalto mediatico.

Debutto con la Francia- Sembrava quasi incredulo l’ex Pibe de Oro al momento della convocazione in federazione. In cuor suo sperava di assumere la guida della Seleccion, ma i candidati avversari erano numerosi e accreditati. E invece Julio Grondona ha puntato su di lui. Maradona entrerà ufficialmente in carica nel 2009, esattamente l’11 febbraio per l’amichevole di lusso con la Francia. A guidare l’Argentina nel prossimo impegno amichevole del 19 novembre con la Scozia, invece, ci sarà Batista.

Lo staff- La scelta di Maradona è indissolubilmente legata alla presenza nello staff di un’altra figura storica del calcio argentino, Carlos Bilardo. Il ct che guidò l’albiceleste all’ultima vittoria mondiale, infatti, sarà il braccio destro del nuovo selezionatore. Pedro Troglio (vicecampione nel ‘90) e Fernando Signorini cureranno l’aspetto tecnico-atletico riformando la squadra vincente di fine anni ‘80 e inizio anni ‘90. L’Argentina, dunque, ha guardato al suo glorioso passato per costruire il futuro.

Calcio Internazionale, Mondiali 2010

Argentina, Basile si dimette

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Basile non è più ct dell’Argentina
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BUENOS AIRES- Dimissioni irrevocabili. Sono quelle presentate da Alfio Basile che, da ieri notte, non è più il ct dell’Argentina. Il tecnico ha rinunciato all’incarico per motivi personali e il presidente della federazione Julio Grondona ha dovuto, suo malgrado, accettare.

Caccia al successore- La prima storica sconfitta con il Cile, dolorosa più per la batosta tecnico-tattica subita che per il risultato in sè, e le conseguenti feroci critiche piovutegli addosso sono le cause principi di questa decisione. Grondona si è detto rammaricato per le dimissioni di Basile, in quanto questa è appena la seconda volta in cui un commissario tecnico della Seleccion non arriva in fondo al suo mandato. Di fronte alle ragioni personali addotte dall’allenatore, però, ha dovuto giocoforza prendere atto. Ed ora in Argentina è già toto-ct. I nomi circolanti sono tanti, d’indubbio fascino, ed evocano dolci ricordi anche per molti tifosi italiani. Si parla in primis della ‘promozione’ di Sergio Batista, il fautore dell’oro olimpico, a cui verrebbe affiancato l’idolo storico del calcio argentino, Diego Armando Maradona. Subito dietro un’altra coppia di ex nazionali, Gabriel Batistuta e Nestor Sensini, quest’ultimo dimessosi da poco dalla guida dell’Estudiantes. Chiudono la lista Diego Simeone (l’ennesima vecchia conoscenza del nostro calcio), attuale trainer del River, e il mister della capolista San Lorenzo Miguel Angel Russo.

Mondiali 2010

Qualificazioni Mondiali: Bielsa si vendica, vola il Paraguay

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Orellana firma la 1° storica vittoria cilena sull’Argentina
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Ferme Africa e Oceania, ecco cosa è successo in questo turno di partite di qualificazione a Sudafrica 2010 negli altri continenti extraeuropei.

Asia- Il continente asiatico, fermo sabato scorso, ha giocato ieri sera. Due gironi da 5 squadre, contano soltanto i primi due posti; mentre le terze di ciascun girone spareggeranno tra loro e con la Nuova Zelanda. Ieri si è giocato il terzo turno. Poche le sorprese: nel Girone A l’Australia di Verbeek si è imposta in casa sul Qatar dei naturalizzati per 4-0 (Culina,  doppietta di Emerton e Kennedy) mentre stecca in casa il Giappone, fermato sull’1-1 dall’Uzbekistan. In classifica guidano gli Aussies con 6 punti, seguono Giappone e Qatar con 4, Bahrein e Uzbekistan ultimi con un punto.

Nel Girone B vincono le favorite: l’Iran si impone in casa sulla Corea del Nord per 2-1 mentre la Corea del Sud vince 4-1 sugli Emirati Arabi Uniti. In classifica tutto apertissimo: Iran, Arabia Saudita e le due Coree sono tutte a 4 punti, mentre gli Emirati Arabi chiudono a 0.

Concacaf (Nord, Centro America e Caraibi)- Qui si è giocato il quinto (e penultimo) turno di qualificazione all’esagonale finale. In palio 3 posti per il Sudafrica, mentre la quarta spareggerà con la quinta del Sud America. Dopo Stati Uniti e Costa Rica, anche El Salvador si qualifica per l’ultimo atto. Continua invece il momento no del Messico che si è fatto imporre il pari  dal Canada. Questo il quadro dei risultati:

Girone A
Cuba-Guatemala 2-1
Trinidad&Tobago-Stati Uniti 2-1
Classifica: Stati Uniti 12, Trinidad 8, Guatemala 5, Cuba 3
Girone B
Giamaica-Honduras 1-0
Canada-Messico 2-2
Classifica: Messico 10, Honduras 9, Giamaica 7, Canada 2
Girone C
Costa Rica-Haiti 2-0
El Salvador-Suriname 3-0
Classifica: Costa Rica 15, El Salvador 10, Haiti 2, Suriname 1

Sud America- Continua la cavalcata del Paraguay, sempre più solo in testa al gruppo. La vittoria in casa sul Perù fanalino è firmata da Benitez, ma le buone notizie arrivano da Rio de Janeiro, dove il Brasile continua a non far risultato in casa: scialbo 0-0 con la Colombia. Ancora peggio l’Argentina. La Seleccion le prende a Santiago dal Cile dell’ex Bielsa. Il gol vittoria è di Orellana. Chi sfrutta il turno interno è il Venezuela che batte 3-1 in rimonta l’Ecuador, inguaiandolo nella lotta ai primi 4 posti. Malino anche l’Uruguay: la Celeste non va oltre il pari nella rarefatta aria di La Paz, principale alleata della modesta formazione boliviana capace di portarsi sul 2-0 all’intervallo (doppietta di Marcelo Moreno) e di farsi recuperare nella ripresa (reti di Bueno del “Loco” Abreu). Un punto alla fine non è da buttar via…

Classifica: Paraguay 23, Brasile 17, Argentina 16, Cile 16, Uruguay 13, Ecuador 12, Colombia 11, Venezuela 10, Bolivia 9, Perù 7

Mondiali 2010

Verso Sudafrica 2010: all’Argentina il derby ‘rioplatense’

AP Photo/P.D.Josek/copyright flickr.com

I genietti Aguero e Messi decidono il derby Platense
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Come di consueto, uno sguardo sul mondo: ecco cosa ci ha regalato il week-end di qualificazione a Sudafrica 2010 continente per continente:

Africa- Si giocava l’ultima giornata del secondo turno. Le 20 squadre promosse al prossimo round verranno divise in 5 gironi da 4, la vincente di ogni girone sarà promossa alla fase finale. Ecco le squadre qualificate: Camerun, Guinea, Benin, Nigeria, Ghana, Algeria, Costa d’Avorio, Marocco, Burkina Faso, Mali, Zambia, Egitto come vincenti dei 12 gironi; mentre le 8 migliori seconde sono Kenya, Gabon, Mozambico, Ruanda, Tunisia, Sudan, Togo e Malawi.

Concacaf (Nord, Centro America e Caraibi)- Primi responsi nella zona Concacaf dopo la quarta giornata : Stati Uniti e Costa Rica si qualificano per l’esagonale finale, mentre il Messico cade in Giamaica e viene raggiunto al primo posto del Gruppo B dall’Honduras. Ricordiamo che le 12 squadre ancora in gioco sono state divise in 3 gironi da 4. Soltanto le prime due di ogni girone passano al turno successivo.
Girone A
Stati Uniti-Cuba 6-1
Guatemala-Trinidad & Tobago 0-0
Classifica: Stati Uniti 12, Trinidad 5, Guatemala 5, Cuba 0
Girone B
Giamaica-Messico 1-0
Honduras-Canada 3-1
Classifica: Messico 9, Honduras 9, Giamaica 4, Canada 1
Girone C
Suriname-Costa Rica 1-4
Haiti-El Salvador 0-0
Classifica: Costa Rica 12, El Salvador 7, Haiti 2, Suriname 1

Sud America- Siamo al giro di boa nel girone unico sudamericano. La nona giornata ha sorriso alle grandi: il Paraguay capolista si impone a Bogotà 1-0, grazie al gol di Cabanas. Bene anche l’Argentina, che ha battuto a Baires 2-1 l’Uruguay nell’infuocato derby Platense grazie ai genietti mignon Messi e Aguero (Lugano in gol per la Celeste) rispettivamente al 6′ e al 13′. Benissimo, infine, il Brasile di Dunga che asfalta a Caracas il Venezuela 4-0. Firme preziose per i gol: Kakà, Adriano e Robinho (doppietta). Cade il Cile in Ecuador 1-0 (Benitez), mentre tra le montagne di La Paz la Bolivia batte il Perù 3-0 (doppietta di Botero e Garcia) e lascia l’ultimo posto della classifica.

Classifica: Paraguay 20, Brasile 16, Argentina 16, Cile 13, Uruguay 12, Ecuador 12, Colombia 10, Bolivia 8, Venezuela 7, Perù 7

Mondiali 2010

Sudafrica ‘10: pari tra le due Coree, deludono Brasile e Argentina

Ecco cosa è successo ieri sera nel mondo tra le nazionali in lizza per la qualificazione a Sudafrica 2010.

Africa- soltanto 2 partite giocate, l’ultima giornata della seconda fase si terrà infatti ad ottobre.

Gruppo 10
Ciad-Sudan 1-3

Classifica
Mali 9; Congo 9; Sudan 6; Ciad 6

Gruppo 11
Zambia-Togo 1-0

Classifica
Zambia 7; Swaziland* 4; Togo* 3
*una partita in meno

Asia- Qui si è giocata la seconda giornata nei due raggruppamenti finali: tra le altre spicca il pari tra le due Coree. Bene l’Australia e l’Arabia Saudita, pari anche nel golfo tra Qatar e Bahrein.

Gruppo 1
Uzbekistan-Australia 0-1
Qatar-Bahrein 1-1

Classifica
Qatar 4; Giappone* 3; Australia* 3; Bahrein 1; Uzbekistan 0
* una partita in meno

Gruppo 2
Emirati Arabi Uniti-Arabia Saudita 1-2
Corea del Nord-Corea del Sud 1-1

Classifica
Arabia Saudita 4; Corea del Nord 4; Corea del Sud* 1; Iran* 1; Emirati Arabi Uniti 0

Concacaf- Tutto secondo copione nel nord, centro america e caraibi: nella terza giornata dei gironi eliminatori vincono Stati Uniti, Messico, Costa Rica, Honduras ed El Salvador che sono già con un piede nell’esagonale finale. La sesta squadra dovrebbe uscire tra Trinidad e Guatemala, appaiate al secondo posto nel gruppo 1.

Gruppo 1
Stati Uniti-Trinidad & Tobago 3-0
Guatemala-Cuba 4-1

Classifica
Stati Uniti 9; Guatemala 4; Trinidad 4; Cuba 0

Gruppo 2
Messico-Canada 2-1
Honduras-Giamaica 2-0
Classifica
Messico 9; Honduras 6; Canada 1; Giamaica 1

Gruppo 3
Suriname-El Salvador 0-2
Haiti-Costa Rica 1-3

Classifica
Costa Rica 9; El Salvador 6, Suriname 1; Haiti 1

Oceania- Già qualificata dallo scorso turno la Nuova Zelanda, la partita di ieri e il prossimo turno servono soltanto per le classifiche ufficiali…

Nuova Zelanda-Nuova Caledonia 3-0
Vanuatu-Isole Fiji 2-1

Classifica
Nuova Zelanda* 15; Nuova Caledonia 8; Fiji* 4; Vanuatu 4
* una partita in meno
già qualificata per lo spareggio con la squadra dell’Asia

Sudamerica- Qui si è giocata l’ottava giornata e le sorprese non sono mancate: dal pari dell’Argentina a Lima (gol di Cambiasso rimontato da Fano al 93′) a quello scialbo del Brasile contro il fanalino Bolivia (0-0), per di più in casa. Pareggio casalingo anche per l’altra grande storica: l’Uruguay. Risorge il Cile, che bastona la Colombia (0 punti in questo round settembrino). Chi guadagna più di tutti è il Paraguay che dopo il pareggio di Baires vince in casa con il Venezuela ed è in fuga.

Ottava Giornata
Brasile-Bolivia 0-0
Perù-Argentina 1-1
Cile-Colombia 4-0
Uruguay-Ecuador 0-0
Paraguay-Venezuela 2-0

Classifica
Paraguay 17; Argentina 13; Brasile 13; Cile 13; Uruguay 12; Colombia 10; Ecuador 9; Venezuela 7; Perù 7, Bolivia 5

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