Imprese di calcio: Spagna campione d'Europa 2008

La finalissima: Spagna- Germania 1-0

Vienna- Stavolta non c'è tradizione o tabù che tenga. La Spagna intera non ha aspettato invano 44 anni la notte più bella e si laurea a pieni voti campione d'Europa. Torres mette la firma eccellente sul successo iberico, chiudendo in bellezza un Europeo perfetto fatto di   sole vittorie (7 di cui una ai rigori ). Per intenderci, solo i nostri azzurri non hanno perso sul campo contro le Furie Rosse. Ma c'è poco da dire: è il trionfo di Aragones, della generazione d'oro che ha portato tanti successi nelle manifestazioni giovanili ed è cresciuta fino ad oggi, riuscendo nell'impresa che a tanti, troppi connazionali è sfuggita in passato. Ed è pure il successo del bel calcio, finalmente. Bellezza coniugata con efficacia per un mix perfetto. Troppo forte questa Roja, insomma, per una Germania generosa, ma nettamente inferiore e assolutamente inguardabile sotto il profilo del gioco. E allora la coppa dalle mani di capitan Casillas prende idealmente la via di Madrid.

Infuria El Nino- Loew recupera Ballack in extremis, Aragones si affida come previsto a Fabregas in sostituzione di Villa. La Spagna in avvio è contratta, bloccata forse dall'importanza della posta in gioco. I tedeschi impostano la partita nel modo giusto, tenendo la difesa alta e cercando di non far ragionare i (molti) cervelli spagnoli. La tensione per poco non gioca un brutto scherzo a Puyol, il cui passaggio errato favorisce l'inserimento di Klose. Il controllo dell'attaccante, però, è impreciso. La tattica tedesca funziona per un quarto d'ora  ma le Furie Rosse escono pian piano dal guscio. Il primo squillo lo lancia Iniesta (ben imbeccato da Xavi) il cui tiro è deviato pericolosamente da Metzelder. Lehmann è attento e devia in corner. Al 22' scambio Fabregas-Ramos, cross perfetto del madridista e stacco portentoso di Torres: palo pieno. E' il preludio al gol. I centrocampisti spagnoli- nella fattispecie Fabregas- cercano di lanciare sovente Torres in profondità in mezzo ai centrali di Loew. Al 33' la mossa riesce, con Lahm che si fa ingenuamente superare dal Nino, implacabile ed elegante nel colpo sotto a tu per tu con Lehmann. Spagna in vantaggio. La Germania accusa il colpo, rischiando di capitolare subito dopo su un'incursione di Iniesta, ma Silva spreca l'assis del blaugrana sparando altissimo. I tedeschi provano comunque a reagire, ma è una reazione nervosa e muscolare, priva di un filo logico. Gli uomini chiave, inoltre, non sono decisamente in serata. Ballack, in chiara difficoltà fisica, è nervoso e falloso, Lahm sembra sotto choc per l'errore precedente, Podolski è impalpabile. Difficile rimontare in simili condizioni.

Raddoppio sfiorato, poi la fiesta- Il c.t. tedesco allora prova a cambiare qualcosa con l'innesto di Jensen per il terzino del Bayern. Ma il copione non cambia. La Germania va avanti con la forza dei nervi, la nazionale di Aragones mantiene il pallino del gioco e sfiora a più riprese il colpo del ko. Il metronomo Xavi- che partita a tutto campo, non ricordiamo un suo passaggio errato- serve ancora un mobilissimo Torres in profondità, ma il numero uno teutonico lo anticipa, salvando un Metzelder in evidente imbarazzo. E' chiaro, a questo punto gli spagnoli possono soltanto farsi male da soli. E al 59' per poco non ci riescono: Puyol pasticcia sulla linea di fondo, Jansen centra, Schweinsteiger fa la sponda e Ballack spara dal limite. Aragones non vuole rischiare nulla, e si tutela con Xabi Alonso, più incontrista, per Fabregas. A metà ripresa l'incontro vive momenti di tensione. Scintille tra Silva e Podolski, con lo spagnolo protagonista in negativo di una piccola testata. Rosetti non vede, Aragones sì, visto che avvicenda l'esterno del Valencia con Cazorla. Complimenti all'esperto c.t., capace ancora una volta di leggere alla perfezione il match. La seconda metà della ripresa non fa altro che legittimare il successo spagnolo. Rambo Ramos inzucca di potenza una punizione (il numero uno tedesco è reattivo), l'indomabile Senna sfiora il raddoppio a termine di un'azione da manuale avviata proprio da una sua percussione. Da applausi. C'è tempo solo per un mezzo patatrac indolore di Capdevila, poi è solo fiesta iberica. Giusta, giustissima, fiesta.

Il pagellone di Euro 2008

Ecco un pagellone tra il serio e il faceto dell'Europeo appena andato in archivio. Per sorridere un pò...

voto 10 all'Espana, claro. E alle gag di Teocoli che hanno rivitalizzato le "Notti europee" della Rai. Per fortuna che c'eri tu Teo...

voto 9 al fattore C turco. C come Cuore, Coraggio e, diciamolo, Culo. Peccato che quel Co....ne di Rustu abbia spezzato l'incantesimo (non ce ne voglia, ma dovendo usare quella lettera...)

voto 8 al bel gioco messo in mostra, sebbene con alterni risultati, da Spagna, Russia, Croazia, Olanda. E alle coloratissime tifoserie presenti sugli spalti, la faccia bella del calcio. Grazie, ci avete fatto divertire

voto 7 al mago Hiddink. Dopo aver "fenomenizzato" coreani e australiani, si ripete con la zanzare russe. Soltanto la paella gli va di traverso.

voto 6 alla classe arbitrale. Una via di mezzo tra le nefandezze viste nella prima fase e il buon rendimento dei big nelle partite che contano.

voto 5 ai portieri. Ok il pallone sgradito, ecc., ecc.. Ma da Nikopolodis, Rustu e lo strombazzato Cech la galleria degli orrori è degna di un film di Dario Argento. E il pallone c'entra ben poco. Si salvano solo il nostro Gigi, san Iker, gatto Boruc e il giovane Akinfeev. Poca roba.

voto 4 alle pronunce e commenti di Salvatore Bagni, spalla di Civoli per le telecronache. Marchena è diventato improvvisamente "Markena", Friedrich "Fredriz", che risate. La frase "siamo nettamente superiori a questa Olanda", invece, rimarrà nella storia. Veggente...

voto 3 all'espressione da cane bastonato di Totò Di Natale prima del fatal rigore. Della serie "chi me l'ha fatto fà". I risultati si sono visti.

voto 2 alla querelle sul contratto di Donadoni. E al comportamento della Federazione. Non è facile allenare con la spada di damocle sulla testa, non aver fiducia intorno a sè. Sia chiaro, non vogliamo giustificare in alcun modo l'ormai ex c.t., ma anche la Federazione ha le sue colpe e se ne parla troppo poco.

voto 1 agli occhiali decorati con palloncini sfoggiati da Domenech. Brutti come la sua Francia. Adieu monsieur Raymond.

voto 0 alla tragica festa turca dopo la vittoria nei quarti, a tutto ciò che fa male al calcio e non solo. Non è retorica, siamo tutti stufi di episodi del genere.

Il TOP 11

In porta menzione d'obbligo per Buffon: incolpevole sui 4 gol incassati lungo il cammino, San Gigi para il rigore a Mutu che, di fatto, allunga la nostra permanenza oltralpe. Anche Casillas e Boruc emergono dal grigiore, ma Gigi è ancora il numero uno.

Sergio Ramos è, oggi, il miglior difensore in circolazione: sulla fascia destra fa il bello e il cattivo tempo. E ha solo 22 anni. Beato chi ce l'ha.

Van Bronckhorst invece, è l'usato sicuro. Rimpatriato dal Barcellona per far giocare Zambrotta (ultimamente smistato a Milanello) e Abidal (vedi alla voce flop), l'oranje si ricostruisce una carriera al Feyenoord ed è il terzino sinistro più affidabile dell'Europeo.

In difesa chiamata per Pepe: il gigante portoghese fallisce il quarto con la Germania, ma fino a quel punto era stato perfetto. Anche negli inserimenti offensivi. Al suo fianco scegliamo, a sorpresa, Marchena: con lui in campo la Spagna non ha mai perso e si è laureata campione d'Europa...Chiamatela scaramanzia!

Esterno destro, naturalmente, Cristiano Ronaldo... Il prossimo Pallone d'Oro si dimostra di un'altra categoria, ma continua a soffrire le partite da dentro fuori. Con il freno a mano tirato contro la Germania, ma come ammicca lui alle telecamere...

A sinistra ballottaggio tra il turco Arda Turan e l'olandese Wesley Sneijder. Scelgo quest'ultimo per la contuinuità di rendimento, anche in una zona del campo non propriamente sua...

In mezzo ci sarebbero da fare molte citazioni...dall'olandese Engelaar a Xavi e Cesc (che assist in semifinale!!) ai portoghesi Deco e Moutinho, al polacco per caso Guerreiro al russo Zyrianov. Tra i tanti quindi scelgo il mastino Senna, forse il migliore in assoluto a questi europei (e non aggiungo altro), e il croato Luka Modric. Partito in sordina contro l'Austria, il neoacquisto del Tottenham ha preso in mano la sua squadra portandola a un minuto dalla storica semifinale. Gran giocatore!

In attacco scelgo Bimbo Torres, che avrà segnato solo due gol, mentre il compagno Villa è il pichichi europeo con quattro (e senza finale giocata, ma con una tripletta alla Russia nella prima giornata), ma uno è stato pesantissimo. Considerato che, di solito, i big si eclissano nelle finali, possiamo dire: o non è un big, oppure, più probabilmente, è un fenomeno. Di sicuro, a 24 anni, il futuro è suo. Al suo fianco ancora un ballottaggio: Arshavin o Podolski? Premio il secondo, più continuo nel rendimento, o almeno più presente: era l'attaccante tedesco meno atteso, ma in nazionale non fallisce mai

Il mio allenatore è lo Zar di tutte le russie, il giramondo Hiddink. Dove va lui, fioriscono le rose e il mare è più blu: Profeta! (in patria e non)... Battere la sua Olanda (e come lo ha fatto..) e il valore aggiunto! Menzione particolare per altri due mister che mi hanno affascinato: Terim (e le sue mimiche, adorabile..) e il croato Bilic: orecchino, moto perpetuo e passione genuina: Bravo!

IL FLOP 11

E' ingeneroso: ma qualcuno deve pur farlo. Ecco il mio personalissimo Flop 11 di Euro 2008. Modulo classico 4-4-2

In porta Cech: la scelta è stata difficile, di papere grossolane ne abbiamo viste tante (vero Nikopolidis o Rustu?!) per questo scegliamo uno che di solito non ne fa...Per di più l'uscita a farfalle contro la Turchia spedisce i cechi dritti dritti a casa.

Terzino destro: lo svizzero Lichtsteiner è veramente inguardabile; non difende, non appoggia la manovra offensiva e rischia di farsi fischiare contro un numero imprecisato di rigori. Talvolta riuscendoci pure.

Terzino sinistro: Lahm non avrebbe meritato la nomina, lo so. Euro opaco il suo, ma non da flop...Il problema è che Torres e la Spagna non finiranno mai di ringraziare la dormita di ieri sera.

Nel cuore della difesa nomination per l'eroe di Berlino, nonchè del secondo (primo) scudetto interista. Della serie: dalle stelle a stalle. Povero Matrix... Al suo fianco un altro eroe italiano: Abidal. Da solo riesce nell'impresa di affossare Toni e le residue speranze francesi, facendosi pure, giustamente, espellere

All'ala destra ecco Quaresma. Atteso come una delle stelline più brillanti nel firmamento di Scolari; ipervalutato dal mercato, il portoghese, semplicemente, non gioca... Guai fisici? Ritardo di condizione? Arma segreta? No, no, meglio Simao...

Esterno alto a sinistra (per gli intenditori)... o ala (per i nostalgici), ecco Malouda. Dopo l'infortunio di Ribery tutti si aspettano lui, invece ecco Nasri. Scavalcato. Che fine ha fatto la gazzella degli ultimi mondiali?

A dare le geometrie in mezzo al campo un capro espiatorio e un premio alla carriera: Karagounis non è stato il peggiore della Grecia (difficile trovarne uno...), ma indichiamo lui a nome di tutta la squadra ellenica, campione d'Europa anche quest'anno, ma soltanto guardando al contrario la classifica. Al suo fianco premio alla carriera per Michael Ballack, all'ennesimo appuntamento con la storia fallito. Tra finali saltate e perse, tra Bayer Leverkusen, Chelsea e Germania der Kapitan è, purtroppo per lui, un perdente di successo.

In attacco mi gioco la coppia delle meraviglie della Bundesliga: Luca Toni, panzer del Bayern vincitutto non ne azzecca una (anzi una si, ma il guardalinee non la vede), riesce nell'impresa di mangiarsi tutto quello che gli passa accanto, se Abidal non lo avesse atterrato, probabilmente avrebbe sbagliato anche lì. Bagni ha detto prima dei quarti con la Spagna "Non riesco ad immaginare un'Italia senza Toni!" Salvatore, sei l'unico... Al suo fianco un altro craque del mercato, il tedesco-spagnolo Gomez: partito con i galloni di titolare della Nationamannschaft, si mangia il gol più facile della storia contro l'Austria. Prima e dopo? Il deserto!

Allenatore? Mais oui, ça va sans dire: Monsieur Domenech. O novello Napoleone. Detto l'astrologo. Zurigo sarà la sua definitiva Waterloo.. E noi italiani non finiremo mai di deriderlo. Grazie Raymond!!! Di tutto! Di più!

 

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