Totti
L'idolo della "Sud"
“La luce”. L’idolo dell’Olimpico, dove ha fatto tutta la gavetta, da tifoso della curva sud a uomo determinante nell’ultima tre quarti campo. Il popolo giallorosso si riconosce in lui, anche se ultimamente Francesco ha paventato la possibilità di andarsene dalla capitale per vincere qualcosa. Totti è l’erede designato di un tipo di giocatore sempre più raro, nel calcio muscolare di oggi: il classico numero dieci, quello che fa due dribbling e regala la caramella, spesso e volentieri già scartata, al compagno, al quale non resta che segnare. Nato come seconda punta, è riuscito a reinventarsi nel ruolo più difficile e ora qualche volta anche bistrattato. Grazie a due grandi qualità, l’inventiva e la forza fisica, che riesce a coniugare in una efficacissima miscela. Magari a volte è un po’ indolente, come ha fatto notare Dino Zoff (“Ho una grande considerazione di lui, ma mi arrabbio perchè fa sempre poco rispetto alle grandi qualità che possiede”), che pure lo ritiene un elemento fondamentale. Quindi non solo “la luce”, ma anche “er pupone”, come veniva chiamato quando giovanissimo si affacciava alla prima squadra con la timidezza del tifoso cresciuto col poster del suo idolo, Giuseppe Giannini, in camera da letto. Oggi sembra un veterano, con alle spalle oltre 70 presenze nelle nazionali giovanili, eloquente dimostrazione del talento che lo ha fatto esordire poco più che sedicenne in Serie A, e una militanza nella Nazionale maggiore in via di costante consolidamento. Totti ama tenere tra i piedi la palla e cercare pure la soluzione personale, ma il salto di qualità, anche in prospettiva azzurra, l’ha fatto proprio migliorando le sue doti da rifinitore. Tecnicamente non si discute e il suo carattere estroverso lo mette sempre in primo piano. “Un predestinato a riempire gli stadi” ha detto di lui Nils Liedholm. E Francesco di fronte alle grandi platee nelle occasioni di gala ha sempre risposto presente, non perdendo mai lo spirito guascone. Il “Vi ho purgati ancora” marchiato sulla sua t-shirt e sbattutto in faccia ai laziali durante il derby di ritorno del ‘98-’99 che mandò in tilt lo squadrone di Eriksson ormai fa parte della leggenda. Destinato a stupire e prima o poi anche a vincere, magari: visto che di importante fin qui ha vinto solo l’Europeo del 1996 con l’Under 21 di Maldini.
Totti nella Roma 1999-2000
Che grinta, capitano!
In Nazionale
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