Toldo



Viola d'amore
Il suo modello e’ Giovanni Galli, ma il mito a cui resta fedele e’ quello dell’ ex portierone e attuale commissario tecnico della nazionale Dino Zoff. Dopo due anni nelle giovanili del Milan (con la conquista dello scudetto Berretti), Francesco Toldo ha fatto una stagione alla Primavera del Verona, una al Trento in C2 e un’altra al Ravenna in C1 (con promozione in B). Nel frattempo il legame col Milan si era definitivamente chiuso. Finalmente, nel 1993, l’approdo “vero” a una grande squadra, la Fiorentina: una stagione con i viola nella serie cadetta e altre sei in A. «A Milanello non hanno mai creduto veramente in me» ricordava all’epoca, «mi hanno spedito in giro per l’Italia senza darmi una sola chance di provare quanto valevo». Il passaggio in viola e’ certamente stato la svolta decisiva della sua carriera e quando il Milan sembrava volerlo riportare a Milanello, il presidente Vittorio Cecchi Gori rinnovava il proprio paterno affetto nei suoi confronti: «Se mi togliessero Toldo sarebbe come se mi levassero un figlio». Con le sue duecento presenze in Serie A, Toldo si sta avvicinando al record che detiene proprio Giovanni Galli, il piu’ fedele alla Fiorentina con 258 partite. Con i suoi 196 centimetri e’ il piu’ alto giocatore del campionato italiano e non e’ un caso se il suo pregio piu’ evidente e’ l’abilita’ nelle uscite alte. Si disimpegna ottimamente tuttavia anche sui rasoterra, grazie all’agilita’ insospettabile per uno con quella stazza. Possiede inoltre una spiccata personalita’, requisito fondamentale per un portiere moderno, chiamato spesso a fungere da leader dell’intero reparto difensivo. Nel suo carnet spiccano successi di grande prestigio: una Coppa italia e una Supercoppa Italiana con la Fiorentina e il titolo di Campione d’Europa nel 1994 con l’Under 21 di Cesare Maldini: «Fu una soddisfazione incredibile» ricorda, «perche’ per la prima volta ebbi la dimostrazione che potevo raggiungere grandi traguardi”. Il suo debutto nella Nazionale maggiore era atteso, ma nessuno si sarebbe aspettato che proprio l’ 8 ottobre 1995, dopo una convocazione all’ultimo minuto per un infortunio di Peruzzi, toccasse proprio a Francesco Toldo difendere nostra la porta contro la Croazia. Il titolare Bucci infatti si fece espellere dopo 9 minuti e il ragazzone padovano ebbe cosi’ il battesimo del fuoco. Il ragazzo se la cavo’ alla grande, tanto da ricevere elogi incondizionati dnei commenti del giorno dopo: la partita non era facile, la possibile emozione dell’esordio avrebbe potuto giocargli un brutto scherzo. Ed e’ ancora stato un infortunio di Peruzzi a permettere a Francesco Toldo di aggregarsi come terzo portiere al gruppo che ha disputato nel 1998 i Campionati Mondiali in Francia.


Toldo 1999-2000

Il gigante bravo

In Nazionale

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