SIMONE INZAGHI - Mio fratello è figlio unico



Quando Filippo Inzaghi, qualche tempo fa, raccontava di avere un fratello che giocava a calcio anche meglio di lui erano in pochi a credergli, visto che l’interessato, Simone, partito pure lui dalle giovanili del Piacenza, militava in C2 e non era dunque facile preconizzargli a breve termine un futuro tra i big. Ma il tempo ha dimostrato che in casa Inzaghi il talento non manca nemmeno quando si parla del fratello minore. I tre anni di differenza d’eta’ rispetto al fratello non impediscono di notare le grandi affinita’ fra le due punte. Simone e’ simile al fratello nello stile di corsa, nella velocita’, nel modo di aggredire il pallone, nella tecnica per difenderlo, nell’avversione per il gioco sulle fasce e poi, soprattutto, nell’istinto naturale nel dare profondita’ alla manovra offrendosi sempre in movimento al passaggio verticale dal centrocampo, non rappresentando mai un punto di riferimento troppo prevedibile per le difese avversarie. Piu’ alto (1,85 contro 1,81) e piu’ “pesante” (82 kg contro 74) del fratello, Simone Inzaghi non ha brillato molto nelle serie minori dove vennemandato a farsi le ossa. Poca gloria in C1 a Carpi, pochi gol prima a Novara e poi a Lumezzane, in C2. Infine, una discreta stagione in C1, con 10 gol in 21 gare disputate nel Brescello nel ‘97-98 e l’incontro con un allenatore, Giuseppe Materazzi, che finalmente ha creduto in lui al ritorno alla base di Piacenza. Anziche’ rispedirlo via come avevano fatto i predecessori, nell’estate del 1998 Materazzi decideva di dare fiducia a quel ragazzone, facendolo partire titolare. Cosi’ la profezia di Filippo si e’ avverata. Simone ha i numeri giusti per sfondare e per le sue doti tecniche la A gli va paradossalmente piu’ a pennello delle serie minori. Subito ha sfoggiato le sue doti di cannoniere con 15 centri (2 piu’ del fratello), che hanno indotto Roberto Mancini a insistere perche’ Cragnotti lo portasse alla Lazio. Una scommessa che si e’ rivelata vincente nel momento in cui Simone Inzaghi, con pazienza e abnegazione, e’ riuscito a farsi spazio in una linea offensiva che vanta nomi ben piu’ altisonanti, come Salas, Boksic, lo stesso Mancini e Ravanelli. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sul suo istinto da goleador, il poker inflitto all’Olympique Marsiglia in Champions League ha definitivamente confermato l’autenticita’ della sua vena offensiva (l’ultimo giocatore di una squadra italiana capace di fare altrettanto in una gara europea era stato Van Basten). La convocazione di Dino Zoff e l’esordio in azzurro nell’amichevole del 29 marzo 2000 contro la Spagna lasciano sperare in una carriera brillante anche in Nazionale.



Inzaghino
con la maglia
del Piacenza

Simone in Nazionale

Campione d'Italia
con la Lazio
1999-2000
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