Filippo Inzaghi



Le avventure di Superpippo
Se opportunismo e fiuto del gol fossero un’arte, il maestro indiscusso ne sarebbe certamente lui e non sbaglia chi, proprio per queste sue caratteristiche, lo considera l’erede di Paolo Rossi. Ha una grande rapidita’ di movimenti, gioca spesso sul filo del fuorigioco proprio per sfruttare al massimo la sua velocita’, sa sgusciare nelle aree affollate con l’opportunismo dei grandi rapinatori d’area di rigore. Al Piacenza, dove ha fatto la trafila delle giovanili e dove ha poi vinto nel ‘95 il titolo di capocannoniere cadetto, lo chiamavano Peter Pan, ma e’ Superpippo il soprannome con cui Filippo Inzaghi e’ entrato nel cuore dei tifosi dell’Atalanta prima e della Juventus poi. Con i suoi oltre 150 gol segnati in carriera e’ uno dei bomber piu’ prolifici degli ultimi anni. I 24 gol segnati con i bergamaschi nella stagione 96-97 lo proiettarono tra i grandi dopo le delusioni di Parma. Proprio il club gialloblu’ era stato il primo a credere in lui, prelevandolo dal Piacenza e portandolo in A. Ma un pizzico di scarsa considerazione prima e un grave infortunio poi (frattura del quinto metatarsi del piede sinistro, con complicazioni successive alla caviglia, sei mesi di stop) quando il deludente andamento di Stoichkov poteva aprirgli spazi, segnarono in negativo l’avventura in terra emiliana, chiusa con la cessione in prestito all’Atalanta, da dove ricomincio’ da capo. Per ritrovarsi alla fine nel gran giro. Fu la Juve a spuntarla, per il Parma un affare economico, visto che “non rientrava nei programmi. «Anche se altrove potrei guadagnare di piu’» questa la dichiarazione d’amore arrivando a Torino, «ho voluto ad ogni costo la Juventus, non mi e’ interessato l’aspetto economico della vicenda: intendevo provare a vincere qui». Qualche mese dopo aggiungera’: «E’ bello vivere in quest’ambiente, non vorrei andarmene mai». Appena arrivato in bianconero, Filippo Inzaghi ha dato a suon di gol un contributo fondamentale alla conquista del venticinquesimo scudetto della Juventus. Da tempo l’Avvocato lo ha inserito nella schiera degli intoccabili e il contratto che lo lega al destino della Signora scade il 30 giugno 2003. Il suo sogno e’ pero’ quello di finire la carriera nell’Atalanta. Nella stagione in cui l’astro gemello Del Piero non ha brillato sotto porta, Filippo Inzaghi ha dovuto fare gli straordinari, ma la forza dell’intesa che lega sul campo i due giocatori ha superato anche le illazioni della stampa. Le voci di dissidi tra i due a un certo punto sono state talmente forti da indurli a convocare una conferenza stampa: «Non ci sono gelosie» hanno dichiarato all’unisono, «siamo uno la fortuna dell’altro». Adesso che il mondo del pallone ha consacrato anche il fratello Simone, appare evidente che anche il fiuto innato del gol puo’ essere inscritto nel patrimonio genetico di un calciatore.


Pippo in bianconero

Lo scudetto 1998

In azzurro

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