Di Livio



Un "gobbo" in paradiso
Davanti allo stadio "Franchi" di Firenze quella scritta si intravede appena.Sembra un ricordo sbiadito, vecchio di chissà quanti anni, invece è roba di pochi mesi fa."Di Livio, gobbo, vattene" è una frase che ormai gli stessi tifosi della Fiorentina rinnegano.Perché, dicono, Di Livio adesso è "uno dei nostri".Ci ha messo poco, il piccolo e fedele soldato del calcio italiano, a conquistare i cuori viola.Stessa trafila di Torricelli, che lo ha preceduto di un anno.E stesso impegno, naturalmente, stessa volontà di ferro. Del resto, negli anni e nella carriera Angelo Di Livio si è dimostrato un uomo-ovunque, non certo un uomo qualunque.Con modestia, spirito di adattamento e intelligenza tattica ha saputo proporsi, nei momenti più brillanti, come un esterno destro duttile in grado di piacere a tecnici di differente estrazione e credo, da Sacchi a Trapattoni.Negli anni si è riproposto in più ruoli, anche in difesa.La Fiorentina è stata la sua rivincita, visto che dalla Juventus si è sentito senza ombra di dubbio scaricato, cacciato. "Due mesi prima dell’addio mi ero accordato sulla parola per il rinnovo del contratto, all’improvviso mi hanno detto che per me non c’era più posto".L’occupazione gliel’ha trovata immediatamente Giovanni Trapattoni, e lui ha risposto con una stagione ad alta quota, regalando esperienza e continuità di rendimento.Al punto che anche Dino Zoff, uno che punta su una Giovine Italia, non ha potuto fare a meno di convocarlo in extremis.Lui ringrazia, e assicura fedeltà: "L’Europeo è la mia rivincita.E Zoff sa che può utilizzarmi in diverse situazioni".Mica male, per un eterno ragazzo che avrà 34 anni il 26 luglio.


Angelo nella Juve 1998-99

Nella Fiorentina

Sorrida, prego!

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