Brasileirao

San Paolo ad un passo dallo storico tris

Hugo, due gol in 8 giorni per il titolo
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BRASILIA- Ad un passo dalla storia. Anzi, per essere precisi due. Il San Paolo non sbaglia un colpo e si avvicina al terzo titolo consecutivo -evento mai verificatosi nel Brasileirao- il sesto della sua storia gloriosa. Alla formazione di Ramalho basteranno due pareggi nelle ultime due giornate per laurearsi campione, e se domenica col Fluminense arriverà una vittoria, sarà già festa grande. Il Gremio, l’ultima inseguitrice rimasta in corsa, è infatti crollato al Barradao di Salvador sprofondando a -5. Lo scudetto ha preso la via di San Paolo.

Gioia e disperazione- I volti delle opposte tifoserie al termine di un tiratissimo Vasco-San Paolo dice tutto: euforici i Tricolor, vicinissimi al titolo, depressi i locali, disperati per l’avvicinarsi di una prima “storica” retrocessione in B. E’ ancora una volta Hugo -come sette giorni fa col Figueirense- centrocampista dal gol facile e spesso pesante, l’uomo in più della capolista. Il suo 14° gol stagionale risolve una partita complicata contro un avversario con l’acqua alla gola. I successi consecutivi diventano 6, la serie utile arriva a 16. Ed ora il Gigante da Colina deve far un mezzo miracolo per salvarsi. Servono due vittorie con Coritiba e Vitoria poi si può solo sperare in passi falsi altrui. La situazione è più nera che mai.

Addio titolo- Al 45′ era in testa. 17 minuti dopo il titolo è diventato utopia. La pazza domenica del Gremio potrebbe esser riassunta così. Il primo tempo della formazione di Roth è ottimo, il vantaggio meritatissimo, mentre i rivali del San Paolo impattano al San Januario. Ma in un maledetto minuto cambia tutto: il Vitoria riequilibra il match, la capolista prende il volo qualche chilometro in là. Poi il crollo. Amaral lascia i suoi in 10, il Gremio affonda sotto una gragnagnuola di gol. Finisce 2-4, i gauchos devono pensare ora a conservare il piazzamento valido per la prossima Libertadores. Magra consolazione…

Lotta per la Libertadores- Per la qualificazione alla coppa più importante, è sempre bagarre a tre. Il colpo lo fa il Cruzeiro che batte al termine di un match elettrizzante e polemico il Flamengo. Subìto il sorpasso decisivo a 5′ dal termine, i rubronegros si vedono infatti negare un penalty netto per fallo su Diego Tardelli. Le proteste veementi non cambiano la decisione del fischietto Simon che espelle lo stesso attaccante e Fabio Luciano. La Raposa scavalca i rivali che, dopo aver sperato di lottare per il titolo, si trovano fuori dal G4.
Il Palmeiras, infatti, svolge il compitino battendo l’Ipatinga sul proprio terreno e torna al 4° posto. I biancoverdi sono praticamente retrocessi, manca solo la certezza matematica.

Super poker per Keirrison

Lotta salvezza- Il Fluminense, invece, ha quasi salvato la pellaccia. La seconda vittoria di fila, agevolata da un Internacional con la mente rivolta alla finale di Sudamericana, allontana quasi definitivamente lo spettro retrocessione. Basterà infatti un solo punticino per la permanenza in A.
Si complica la vita il Nautico che, sconfitto 4-3 dal Figueirense, vede avvicinarsi i rivali a due lunghezze. Il successo della formazione di Pintado tiene in vita, oltre alle proprie, le speranze di Vasco e Portoguesa, reduce da un 2-2 che sa tanto di brodino con il Botafogo.
Festa salvezza rinviata per il Santos, travolto 5-1 dal Coritiba. Prova super di Keirrison, poker e duello tra bomber con Kleber Pereira stravinto. Il trono di capocannoniere è vicinissimo (21 vs 20).

Premier League

Pari Chelsea, Liverpool e Manchester. Non ne approfitta l’Arsenal

LONDRA- La 14/esima giornata della Premier League vede frenare le due battistrada Chelsea e Liverpool (entrambe 0-0). Tracollo, invece, dell’Arsenal, umiliato dal Manchester City (3-0). Non guadagna nulla il Manchester, fermato anch’esso sullo 0-0, mentre ritrova la vittoria il West Ham di Gianfranco Zola.

Robinho castiga l’Arsenal

A BOCCA ASCIUTTA – Risultati a sorpresa per le prime tre della classe. Chelsea e Liverpool pareggiano in casa con due striminziti 0-0 rispettivamente col Newcastle e col Fulham. I blues partono in sordina e nei primi minuti allo Stamford Bridge si vede solo la squadra allenata da Kinnear. Lentamente, però, i Magpies si chiudono nella propria metà campo, permettendo a Lampard e compagni di imprimere maggiore pressione. Nella ripresa il Chelsea va in rete con Cole, ma il gol viene annullato per fuorigioco. E’ questa, forse, l’unica emozione insieme a quella sprecata da Ballack al 89’ da distanza ravvicinata. Stessa sorte per il Liverpool di Benitez, con la differenza che il Fulham gioca e va vicino al gol in un paio di occasioni con Johnson e Bullard. Anche i Reds non sono da meno ma trovano di fronte a sé uno Schwarzer in giornata di grazia. Non ne approfitta il Manchester United che non va oltre il pari con l’Aston Villa al termina di una gara brillante in cui è mancato solo il gol.

Zola torna a sorridere

COLLASSO ARSENAL – Dopo aver perso l’ultimo turno di campionato con l’Aston Villa, l’Arsenal cade anche a Manchester contro il City, questa volta per 3-0. In casa dei Gunners tiene banco la mancata convocazione del francese Gallas, escluso da Wenger dopo le dichiarazioni al vetriolo contro i suoi compagni di squadra. Senza di lui la difesa londinese vacilla e subisce gol prima dal solito Ireland che approfitta di un pasticcio tra Clichy e Silvestre, poi da Robinho con uno splendido pallonetto e infine da Sturridge per il tris finale.

ZOLA RITROVA IL SORRISO – Il West Ham del tecnico italiano batte il Sunderland grazie a un gol dell’ex laziale Behrami al 20′ del primo tempo e risale in classifica. Straordinaria rimonta, invece, per il sorprendente Hull City che agguanta il pareggio col Portsmouth all’89’ (2-2) grazie a un’autorete di Pamarot. Al White Hart Lane, il russo Pavlyuchenko consente ai padroni di casa del Tottenham di vincere contro il Blackburn (1-0). Tre punti anche per il Bolton che espugna il campo del Middlesbrough per 3-1 e per lo Stoke City che affonda il West Bromwich Albion (1-0) grazie a una rete di Sidibe a 6’ dal 90’.

Lega Pro

La Spal vola in vetta. Frena il Crotone, prova di forza del Benevento

Rieccoci con il riepilogo di quanto successo nella 13° giornata della Prima divisione Lega Pro.

Spal in testa

GIRONE A- Fallito nello scontro diretto, riuscito sette giorni dopo. La Spal corona la strepitosa serie di 11 risultati utili consecutivi (un solo ko alla 2° giornata a Verona) con il secco 3-0 a Legnano e soprattutto l’aggancio alla vetta. I ferraresi, sospinti da bomber Arma (doppietta che lo porta a quota 7 sigilli) e Bracaletti, fanno di un sol boccone i lombardi e confermano la loro forza dopo le belle prove con le big Padova e Pro Patria. La giornata di grazia della Spal è confermata da quanto succede sugli altri campi: i bustocchi frenano con l’Hellas (0-0), idem la Reggiana a Crema, cadono invece Cremonese e Padova contro le rinate Ravenna (3-1 maturato nel finale dopo 5 turni di buio assoluto) e Monza (1-0, 7° centro per il capocannoniere Torri). L’unica a sorridere delle concorrenti è il Novara, riemerso alla grande dopo una mini crisi di tre domeniche grazie al 3-1 in rimonta sul Portogruaro. Lombardi ad un punto dal duo di testa. Insomma, in tanta discontinuità, impressiona il cammino degli emiliani.
Doppio Momentè firma la resurrezione di un Venezia in piena burrasca confermando i limiti da trasferta del Cesena. Bel colpo della Samb a Lecco che si tira fuori dalle zone calde. Chiude la vittoria in zona Cesarini, fondamentale in chiave salvezza, della Pro Sesto a spese del Lumezzane.

Colpo grosso del Benevento

GIRONE B- La copertina di giornata è tutta per il Benevento. I campani (che non perdono da 8 turni) travolgono nel big match il Gallipoli e salgono al terzo posto, a tre sole lunghezze dalla capolista. Grande protagonista Clemente, autore di una doppietta, chiude nella ripresa il tris di Statella. Per il resto le ’streghe’ si godono la sagra dell’X. Ad iniziare dal leader Crotone che fallisce l’appuntamento con la settima vittoria su sette allo Scida. Il Sorrento è infatti la prima compagine ad uscire indenne dal catino calabrese: a Ripa risponde Rossi. Pari anche nel super derby pugliese tra Taranto e Foggia. Gli jonici sognano due volte il colpaccio con Dionigi, ma vengono raggiunti altrettante volte da Germinale, l’ultima al 95′, nonostante la superiorità numerica. ll pari, comunque, è sostanzialmente giusto. L’1-1 della Cavese con la Pistoiese è invece una vera e propria occasione persa per i campani.
Sale il Pescara che scongiura lo sciopero e rifila un bel tris alla Juve Stabia (doppietta Zeytulaev); la zona play-off è a portata di mano, problemi societari permettendo. Torna alla vittoria dopo immemore tempo (14 settembre scorso) la Ternana: Perna piega la Paganese. Ok anche il Lanciano che inguaia il Foligno, ora penultimo, 0-0 tra Marcianise e Potenza. I lucani non si schiodano dunque dall’ultima piazza.

Liga

Il Getafe frena il Barça, Real a -3

Sneijder salva Schuster
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MADRID- Alla decima si fermò. Il Barcellona, dopo nove vittorie di fila, frena al Camp Nou di fronte ad un coriaceo Getafe. Respira così il Real che, grazie ad un missile di Sneijder, salva la panchina di Schuster e si avvicina a -3. Crolla invece il Villarreal che si inchina per la prima volta in campionato all’ammazzagrandi Valladolid. Pari senza reti tra Siviglia e Valencia; in fondo al gruppo arriva il primo sospiratissimo hurrà per l’Osasuna.

Frenata blaugrana- Senza Messi s’inceppa il Barcellona delle meraviglie. Bojan e Hleb si rivelano surrogati della terribile Pulce e fanno soltanto il solletico alla coriacea retroguardia del Getafe, ben messo in campo da Munoz. Anche Eto’o non è in giornata, e così il classico possesso palla blaugrana diventa improduttivo, quasi stucchevole. La formazione di Munoz, invece, è terribilmente concreta: il bellissimo destro a giro di Manu del Moral ne è la logica conseguenza. I catalani agguantano il pari soltanto al 70′ (inzuccata di Keita) e da lì parte l’assedio. Abbondanzieri, però, è miracoloso, e l’1-1 rimane tale. Le prossime tre sfide di fuoco (Siviglia, Valencia, Real) ci diranno se l’undici di Guardiola è veramente irresistibile.

Altra impresa per il Valladolid
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Schuster salvo, primo ko per il Villarreal- Traballa un pò meno la panchina di Schuster dopo la vittoria sul Recreativo Huelva. Dopo una preoccupante serie di sconfitte, le merengues tornano a sorridere, seppure senza incantare, e avvicinano la vetta a -3. Decisivo un bolide di Sneijder, nettamente il migliore in campo. Il tecnico tedesco, però, dovrà affrontare l’ennesima defezione, la 16° stagionale: stavolta è Higuain (un altro attaccante dopo Van Nisterlooy, ko fino a fine stagione) a raggiungere una già affollata infermeria. A gennaio urgono interventi sul mercato. Idem per un Recre affondato all’ultimo posto in classifica.
Ammazzagrandi. E’ il Valladolid di Mendilibar. Il Villarreal, sinora imbattuto, è la terza vittima illustre (le altre Siviglia e Real) dei biancoviola: la resa, per altro, è totale, un 3-0 senza repliche maturato nel primo tempo, ed arriva nel fortino del Madrigal. Il Sottomarino scivola al terzo posto.
Tanto fumo e poco arrosto nel big match tra Siviglia e Valencia. Gli andalusi si affidano alla fantasia di Navas, Fabiano e Capel, gli ospiti preparano una partita d’attesa puntando alle ripartenze di Mata, Joaquin e Villa. E’ proprio l’undici di Emery a confezionare le migliori occasioni, ma el Guaje non è in giornata e conferma il personale tabù con Palop, uno dei pochi portieri della Liga ancora indenne dalle sue zampate. Lo 0-0 non si sblocca, e se il Valencia non è più quello delle prime giornate, i padroni di casa perdono Navas (somma di ammonizioni) per il prossimo big match con il Real Madrid.

Finalmente Osasuna- Il gol di Negredo all’alba del match sembrava preludere all’ennesima domenica di passione per l’Osasuna. Pandiani, un autogol di Pellerano e il sigillo finale di Nekounam spazzano invece via l’incubo e spezzano il tabù vittorie dopo 12 giornate. L’Osasuna lascia l’ultimo posto in classifica. Impreca l’Atletico Madrid per il pari beffa di Numancia. I padroni di casa, infatti, impattano il gol di Forlan al 90′ su calcio di rigore. Pari anche in Maiorca-Malaga. Belle affermazioni per Racing su un Espanyol sempre più in crisi (terzo ko di fila) ed un Betis in continua ascesa: il blitz di Gijon firmato Odonkor-Emana allunga a tre la serie di vittorie nella Liga.

Milan, Serie A, Torino

Torino-Milan 2-2: rossoneri incapaci contro le piccole

Il Torino frena la corsa del Milan, che si conferma incapace di gestire il vantaggio contro le cosiddette provinciali. Un limite che ha portato, sino ad ora, a perdere per strada ben 6 punti.

Rosina firma il pari definitivo
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PIRLO, IL RITORNO- Dopo un’assenza durata quasi 2 mesi, ecco che ritorna Pirlo al centro della monovra rossonera. Non è una gran gara la sua, ma è prematuro per giudicarlo dopo uno stop così lungo. Il Torino, dal canto suo, si schiera votato all’attacco e fa quello che può per non sopperire al gran possesso palla del Milan. Gioca bene i primi 20′ tanto da andare in vantaggio con un colpo di testa di Stellone, perso da Kaladze. I rossoneri si svegliano e pareggiano con Pato: cross chirurgico di Gattuso, che non smette mai di stupire, che pesca il papero in piena area, stop e girata. Gol da vero talento. Ora la squadra di Ancelotti gioca bene, inventa con Ronaldinho e mette paura alla difesa granata. Kakà, ancora non al top, viene atterrato al limite dell’aria: sulla palla va Dinho, che confeziona una punizione capolavoro che Sereni non vede neanche partire. In 5′ il Milan si porta meritatamente in vantaggio.

DUBBI ARBITRALI- E’ una gara che lascia aperta la porta a diverse polemiche sull’arbitraggio di Farina, che sceglie di adottare un metro di giudizio diverso su due falli simili: Pratali, al 10′ della ripresa, colpisce con la mano un tiro di Dinho, che l’arbitro giudica involontario. Assegna invece il rigore ai granata quando Kaladze tocca con la mano dopo che la palla gli sbatte sulla coscia. Le proteste dei rossoneri sono vane: Rosina và sul dischetto e trafigge Abbiati. E’ il gol del pareggio, De Biasi può dormire sonni tranquilli. Nel frattempo il Milan era andato vicino al gol con Pato per 2 volte, ma il giovane brasiliano prima non centra lo specchio, poi si vede deviare un tiro velenoso da Sereni. I cambi arrivano su entrambi i fronti: fuori Barone e Bianchi per Abbruscato e Zanetti, mentre Ancelotti toglie uno stanco Pirlo per Emerson. Sul 1-2 i granata non mollano: grande pressing ma pochi sbocchi in avanti. Poi ecco che arriva il rigore: il famoso cuore granata non si smentisce.

Il Milan và così a -3 dall’Inter, e da ora in poi il calendario sorriderà maggiormente per i ragazzi di Mourinho.

Serie A

Dilagano Roma e Samp, pari Napoli e Lazio. Ancora Ko il Chievo

ROMA – Nella 13/a giornata di serie A il Napoli non sfrutta la sconfitta della Juve nell’anticipo di ieri pareggiando 2-2 col Cagliari. Ancora un pari per Mihajlovic che questa volta ha molto da rimproverare alla sua squadra, mentre la Lazio ringrazia un regalo di uno sfortunato Rubinho per uscire indenne dalla gara casalinga contro il Genoa, dominata da quest’ultima. Vincono Roma e Samp che risalgono lentamente in classifica, mentre crolla clamorosamente l’Atalanta a Reggio Calabria. Nelle retrovie il Siena affonda un Chievo sempre più ultimo.
Tutte le gare della 13/a giornata di Serie A nel dettaglio

BOLOGNA - PALERMO 1-1
Terzo pareggio consecutivo per Sinisa Mihajlovic deve attendere ancora per festeggiare la prima vittoria sulla panchina del Bologna. Una partita inguardabile nella prima frazione, bellissima nella ripresa. Palermo inesistente nel primo tempo e rossoblù che si limitano al compitino soprattutto dopo il vantaggio arrivato al 20’ con Di Vaio che finalizza un cross dalla destradi Valiani. La ripresa è tutta rosanero: il Bologna si chiude, Ballardini mette in campo tutti gli attaccanti che ha a disposizione e il Palermo colleziona una trentina di palle gol sfruttando soltanto l’ultimo disperato tentativo: girata di semirovesciata di Succi davanti ad Antonioli che questa volta non può far nulla.

CHIEVO - SIENA 0-2
Sesta sconfitta consecutiva per il Chievo che, nella partita che lo stesso tecnico Di Carlo aveva definito quella della svolta, viene battuto dal Siena. Il risultato si decide solo nel finale, ma l’impressione, al di là delle occasioni, è che la formazione di Giampaolo sia in questo momento della stagione decisamente superiore al Chevo. Una squadra, quella gialloblù, apparsa lontana da una forma fisica accettabile, lenta e impacciata, con un gioco farraginoso. Il Siena sino ad una decina di minuti dalla fine aveva solo svolto il compitino, poi nel finale, complice qualche assurdità nella difesa gialloblù, i toscani hanno scavato il solco, realizzando due reti dal dischetto prima con Galloppa, poi con Maccarone.

LAZIO - GENOA 1-1
Il derby dei “punteros” argentini tra il laziale Zarate ed il genoano Milito se lo aggiudica il secondo. Magra consolazione per i rossoblù che nel computo dei 95 minuti avrebbero meritato di cogliere la prima vittoria esterna del campionato. Invece Gasperini rimedia solo un pari ed il terzo punto in sette viaggi lontano dal Ferraris. Il ‘Principe’, autore del momentaneo vantaggio (sempre più capocannoniere con 11 reti), prima si vede annullare (fuorigioco inesistente) un gol sul finire del primo tempo, poi calcia alto un rigore in avvio di ripresa. Insomma, il Genoa avrebbe meritato di vincere ai punti. Ma la sindrome da trasferta rimane e senza le vittorie fuori casa non si va lontano. Fa tutto il Grifone, perché anche il gol di Dabo nasce da una papera incredibile di Rubinho.

Totti torna al gol
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LECCE - ROMA 0-3
Una Roma non brillante, ma giudiziosa che si adatta al ritmo blando della gara, ottiene il massimo risultato col minimo sforzo e fa un altro passo avanti in classifica. Per Spalletti è la prima vittoria in trasferta di questa stagione, per il Lecce la prima sconfitta in casa. Quasi inguardabile la squadra di Beretta, il Lecce non entra mai in partita e rimane alla mercé dell’ avversario, subito dopo il primo gol dell’ex Vucinic. Il raddoppio arriva al 38’: tiro di Brighi respinto da Baptista (in sospetta posizione di fuori gioco) inserimento di Juan e palla in rete. Nella ripresa la Roma chiude la gara con Totti bravo a scavalcare con un tocco sotto Benussi in uscita.

NAPOLI - CAGLIARI 2-2
Un Napoli sprecone, pareggia per la prima volta in questo campionato al San Paolo, dopo cinque vittorie consecutive conquistate in casa, mostrando chiari segni di stanchezza fisica già visti domenica scorsa a Bergamo. Il Cagliari, con Daniele Conti, trova il pareggio all’ultimo secondo e porta via un punto meritato. I partenopei si fanno raggiungere due volte da un Cagliari mai domo, trascinato da Daniele Conti che mette lo zampino nel primo pareggio di Lopez e poi firma il secondo e definitivo 2-2. Non servono un gol di rapina di Hamsik al 9’ e una punizione “alla Maradona” di Lavezzi a Reja che deve masticare amaro nel giorno della sua 100/a panchina di A.

REGGINA - ATALANTA 3-1
La Reggina si sbarazza con sorprendente facilità dell’ Atalanta bissando il successo di domenica scorsa in casa dell’ Udinese. Per l’undici di Nevio Orlandi è la conferma dei progressi registrati nelle ultime settimane che si concretizzano con due successi consecutivi contro formazioni di peso. Una speranza che poggia, soprattutto, sul buon rendimento di Corradi, autore di una doppietta, e sull’apporto sempre più concreto di Cozza, autore di una splendida rete su punizione, e di Brienza, che si rivela sempre più determinante. La squadra di Gigi Del Neri, invece, è apparsa irriconoscibile dopo la bella vittoria di domenica scorsa contro il Napoli. Doni (autore del gol bergamasco) e compagni non sono mai riusciti ad entrare in partita, subendo costantemente l’iniziativa degli avversari.

Super Cassano a Marassi
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SAMPDORIA - CATANIA 3-0
Un Cassano in formato stellare affonda il Catania, portando per mano la sua Sampdoria verso la quarta vittoria consecutiva. Classe unita ad intelligenza e la Samp vola, forte di una prestazione convincente, saggia, atleticamente ed agonisticamente perfetta. Il Catania rimane in gara per un tempo, il primo, chiuso con il minimo scarto, ma poi scompare di fronte alle giocate del fuoriclasse blucerchiato e si arrende al dominio dei padroni di casa. I blucerchiati sbloccano il risultato dopo soli 6’ con Bellucci che spedisce in rete su cross di Stankevicius. Il raddoppio al 17’ della ripresa col talento barese che di piatto infila la palla dove Bizzarri non riesce ad arrivare. Il dominio dei padroni di casa è indiscutibile e in pieno recupero (91’) Cassano cala il tris con un destro sul primo palo che lascia Bizzarri annichilito.

Inter, Juventus, Serie A

All’Inter il derby d’Italia

Il match winner Muntari

L’Inter vince il big match della 13esima giornata, e lo fa meritatamente contro una Juve che corre e si impegna, ma non incide in avanti.

RIVOLUZIONE MODULI- Mourinho se ne è fatta ormai una ragione: il 4-3-3 non è roba per l’Inter, almeno per il momento. Le “ali” non funzionano, Mancini e Quaresma sono rimandati. Ma soprattutto è passata la convinzione che Ibrahimovic possa giocare come unica punta. Allora il tecnico portoghese passa, ormai da due giornate, alle 2 punte. Col Palermo è toccato a Cruz, con la Juve ad Adriano. Per Ranieri invece il problema è a centrocampo: serve un metronomo, così, con Zanetti fuori uso da tempo, si dà fiducia a Thiago. E le cose sono migliorate negli ultimi tempi. Ma ieri sera la sfortuna colpisce nuovamente il centrocampista portoghese: sospetta distorsione al ginocchio sinistro. Fuori al 2′ del primo tempo, al suo posto Marchisio.

PIU’ INTER- Si vedono di più i nerazzurri. I bianconeri giocano con la difesa molto alta e i padroni di casa ne approfittano per sorprenderli: palla lunga in avanti per lo svedoslavo e Adriano, che corrono come treni ma devono fare i conti con un Chiellini insuperabile, soprattutto Ibra. Si assiste ad un gran duello tra i due. La Juve invece sembra non riuscire a concretizzare, le azioni si fermano al limite dell’aria, Amauri sembra un fantasma.

MUNTARI: DAL PEGGIORE IN CAMPO AD EROE- Dopo i primi 45′ ad alti ritmi, la ripresa cala un pò, ma non nell’agonismo. Sono sempre i nerazzurri ad essere pericolosi, e dopo che Ibra si mangia letteralmente 2 gol scattando sul filo del fuorigioco, ecco che Muntari, il peggiore in campo tra gli uomini di Mou, si ritrova tra i piedi un assist riuscito male dello svedese. Manninger non si allunga, convinto di un offside. Invece la posizione del ghanese è perfettamente regolare. E’ 1-0, e il Meazza esplode. I bianconeri provano ad accennare una reazione: intanto Ranieri cambia, fuori Marchionni e Amauri e dentro Camoranesi e Iaquinta. Ma l’unico pericolo arriva da un assente Del Piero: stacco di testa e parata miracolosa di Julio Cesar.

L’Inter rimane in testa alla classifica e lascia la Juve a -6. Differenze sostanziali tra le due squadre, con i bianconeri al momento inferiori sul piano fisico e sul piano del gioco.

Serie B

Il Grosseto in testa da solo. L’Empoli va Ko il Bari lo aggancia

Sforzini lancia la fuga del Grosseto

ROMA – La vittoria sulla Triestina permette al Grossetto di vincere la quarta partita di fila in casa e di volare in testa in solitaria approfittando della sconfitta dell’Empoli a Treviso. Ringrazia anche il Bari che pareggia in casa del Rimini e aggancia i toscani al secondo posto in classifica. Sale anche il Brescia che vince (2-1) lo scontro diretto con il Vicenza e aggancia in sesta posizione il Parma, bloccato sullo 0-0 al Tardini dal Livorno. Ko del Mantova ad Ancona che si fa raggiungere dall’AlbinoLeffe vittorioso contro la Salernitana. In coda si aggrava la posizione dell’Ascoli, sconfitto anche a Frosinone, mentre rivede la luce il Cittadella che passa con autorevolezza (0-3) a Pisa. Chiuderà il programma il derby emiliano tra Sassuolo e Modena.
Tutte le gare della 15/a giornata di Serie B nel dettaglio

ANCONA-MANTOVA 2-1
Torna alla vittoria l’Ancona dopo due sconfitta consecutive e lo con una grande rimonta che permette di battere il Mantova di Costacurta per 2-1. Match dai due volti.
In vantaggio meritatamente gli ospiti con Spinale nel primo tempo in cui il punteggio poteva essere anche più largo a loro favore. Nella ripresa, Ancona arrembante che ribalta il risultato con Siqueira e Nassi (sesta rete stagionale).

ALBINOLEFFE-SALERNITANA 1-0
Spinto da Gabionetta, l’Albinoleffe ritrova la vittoria e torna a respirare aria di alta classifica. Decisivo ancora una volta il brasiliano, talento che matura e migliora di partita in partita. Attorno a lui ha corso e lottato una squadra che ha dimostrato di avere tutto per competere fino in fondo con le avversarie nella corsa alla promozione. Il gol che ha deciso la gara è stato messo a segno, come detto da Gabionetta, dopo appena soli 6’ con un gran sinistro all’incrocio dai 30 metri.

Gran ritorno per Possanzini

BRESCIA-VICENZA 2-1
Dopo due mesi di assenza per infortunio, Possanzini torna a prendere per mano il Brescia e lo trascina ad una vittoria importantissima per placare i malumori dei tifosi, delusi dall’unico punto raccolto nelle ultime tre giornate. Nel giorno in cui i tifosi della Curva sud sono rimasti fuori dallo stadio in polemica con il presidente Corioni, la squadra di Sonetti ha raccolto un meritato successo.
Anche se, a onor del vero, il Vicenza si era fatto largamente preferire nella prima mezz’ora di gioco (e non a caso aveva trovato il vantaggio con Volta) sfiorando poi il 2-2 in un finale di gara concitato. In mezzo a queste due fasi, tanto Brescia, trascinato da Savio prima e da capitan Possanzini poi.

FROSINONE-ASCOLI 2-0
Crolla l’Ascoli nel giorno dell’ottantesimo compleanno del Frosinone. I marchigiani portano a otto i turni senza vittorie e con appena due punti fatti su ventiquattro. Agli ospiti, in dieci per quasi tutto il secondo tempo dopo l’espulsione di Luci, non è bastato avere un maggior controllo della gara visto che di pericoli veri o presunti tali, alla porta del ciociaro Frattali, si contano sulle dita di una mano. La gara si sblocca al 27′ con un un perfetto colpo di testa su angolo dalla sinistra di Scarlato. La reazione dei marchigiani è sterile e i ciociari, nel finale, ne approfittano per rendere più rotondo il successo con Biso che infila l’angolo con un preciso interno destro.

GROSSETO-TRIESTINA 1-0
Gara ricca di emozioni al “Zecchini”. Nel primo tempo entrambe le squadre vanno per tre volte vicinissime al vantaggio. Nella ripresa, però, il Grosseto dopo aver sfiorato in più di un’occasione il bersaglio (con Sansovini, Valeri e Consonni), sblocca il risultato all’82’ con un colpo di testa del neo entrato Sforzini. La Triestina era rimasti in 10 per l’espulsione di Allegretti al 76’.

PARMA-LIVORNO 0-0
La sfida fra due delle maggiori candidate alla promozione in serie A è finita con un pareggio senza reti ma in campo è stato il Livorno a fare vedere le cose migliori e a sfiorare in diverse occasioni il gol. La formazione di Guidolin è stata capace di tenere il campo solo nelle prima parte, 25′ in tutto, poi la partita è stato un lungo monologo toscano con la formazione di Acori brava nel costruire ma sfortunata nelle conclusioni, complice anche un Tavano non in giornata di grazia.

PISA-CITTADELLA 0-3
E’ Bonvissuto-show a Pisa. Una tripletta dell’ex attaccante del Lanciano fa tornare il sorriso al Cittadella e compromette la posizione di Ventura sulla panchina del Pisa. Il primo gol Bonvissuto lo sigla al 24′ con un perfetto colpo di testa su cross dalla destra di Volpe. Al 43’ il raddoppio, sempre di testa, questa volta da azione da corner. La terza e ultima rete, arriva al 3′ della ripresa, in contropiede, con un comodo destro in diagonale su assist smarcante di Meggiorini.

Capuano dà il 2° posto al Bari

RIMINI-BARI 1-1
Un Rimini tutto grinta non è riuscito a superare un Bari che per tutta la ripresa ha giocato in superiorità numerica per colpa di un’ingenuità di Catacchini. Ma alla fine il pareggio è stato giusto perché dopo l’1-1 il Bari ha sfiorato per due volte il vantaggio.
I romagnoli passano proprio dopo essere rimasti in 10 per l’espulsione di Catacchini: l’ex Vantaggiato va via in slalom sulla sinistra, si accentra e trafigge Gillet con un preciso destro in diagonale nell’angolo opposto. Il Bari si sveglia e, dopo aver colpito un palo con Siligardi, pareggia all’80′ con Capuano con un pregevole destro in mezza rovesciata. Inutile l’assalto finale dei galletti.

TREVISO-EMPOLI 2-0
Il Treviso vince in casa contro l’Empoli grazie a una doppietta di Scaglia che frutta ai biancocelesti tre punti preziosissimi. Una prova d’autorità dei trevigiani soprattutto di fronte ai nuovi soci argentini, che rileveranno il 50% della società biancoceleste entro il 30 novembre. Una prova deludente e sfortunata per l’Empoli che con questa sconfitta perdono il comando della classifica lasciando in vetta da solo il Grosseto. Il primo gol il centrocampista arriva al 33′ con un bel sinistro al volo sotto la traversa. L’Empoli non c’è e al 48′ subisce il colpo del ko dallo stesso Scaglia che infila con un tap-in sottoporta.

Serie A

Inter-Juve è il big match, trasferte dure per Milan, Roma e Udinese.

Il grande ex della sfida di S.Siro
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ROMA – Tredicesima giornata all’insegna delle grandi sfide. Negli anticipi del sabato spicca il big match di San Siro tra Inter e Juventus, mentre al Franchi va di scena un avvincente Fiorentina-Udinese. La domenica vede l’entusiasmante sfida dell’Olimpico tra Lazio e Genoa, mentre per Milan e Roma due trasferte alquanto ostiche. Il Palermo prova ad uscire dalla crisi andando a Bologna, mentre il Napoli ospita un Cagliari in netta ripresa. Chiudono Chievo-Siena, Sampdoria-Catania e Reggina-Atalanta.
Tutti i numeri della 13/a giornata di serie A.

BOLOGNA-PALERMO - Il Bologna ha sempre subito reti in ciascuna delle 12 partite disputate finora in campionato, per un totale di 21 gol al passivo. L’ultima volta che i rossoblu hanno mantenuto inviolata la propria porta in un match di campionato risale all’1 giugno scorso: vittoria interna per 1-0 contro il Pisa, in Serie B. Gli emiliani, assieme alla Reggina, sono anche la squadra ad aver mandato finora in gol il minor numero di giocatori diversi: 4, Di Vaio, Moras, Valiani e Volpi. Il Palermo, invece, nelle ultime 23 trasferte disputate in campionato non ha subito gol solo in un’occasione: è accaduto lo scorso 2 marzo, 0-0 in casa della Reggina.

CHIEVO-SIENA - Il Chievo è reduce da 5 sconfitte consecutive in campionato, e se dovesse perdere ancora verrebbe stabilita la sua nuova striscia negativa record di sconfitte consecutive in Serie A, finora eguagliata rispetto al periodo febbraio-marzo 2005. La squadra clivense, inoltre, è rimasta una delle quattro formazioni (insieme a Atalanta, Bologna e Reggina) della Serie A che segna solo con giocatori partiti titolari. Il Siena non vince fuori casa dal 2-0 a Empoli, in Serie A, lo scorso 2 marzo. Nelle seguenti 12 partite, i bianconeri hanno messo insieme 6 pareggi e 6 sconfitte.

FIORENTINA-UDINESE – La Fiorentina non perde in casa dal 3 febbraio scorso quando venne superata per 1-0 dal Milan: da allora, nelle successive 21 partite, lo score casalingo viola è di 14 vittorie e 7 pareggi. Alberto Gilardino trova nell’Udinese il suo bersaglio preferito. Su 122 reti segnate, 11 le ha realizzate ai friulani. Marino ha in novembre il mese in cui le sue squadre hanno un rendimento migliore: media punti 1,90, frutto di 16 vittorie, 9 pareggi e 5 sconfitte, in 30 panchine.

INTER-JUVENTUS - L’ultima sconfitta interna ufficiale dell’Inter risale al 22 marzo 2008 quando venne sconfitta per 2-1 dalla Juventus: da allora lo score nerazzurro è di 7 successi e 5 pareggi. La formazione nerazzurrà è una delle tre squadre, assieme a Torino e Milan, ad aver finora segnato col maggior numero di giocatori diversi: 8, Adriano, Cordoba, Cruz, Ibrahimovic, Maicon, Obinna, Stankovic e Vieira. L’attaccante nerazzurro Zlatan Ibrahimovic, e quello juventino Amauri, sono due dei quattro calciatori finora più decisivi: i loro gol hanno portato 10 degli attuali punti in classifica a Inter e Juventus. Condividono la leadership Gilardino (Fiorentina) e Ronaldinho (Milan). La Juventus è reduce da 7 vittorie ufficiali consecutive l’ultima volta era successo nella stagione 2006/07 in Serie B. La Juventus non ha segnato solo una volta nelle ultime 20 partite ufficiali: il 27 settembre scorso, 0-0 in casa della Sampdoria.

LAZIO-GENOA - La Lazio è la squadra ad avere segnato il maggior numero di gol con giocatori provenienti dalla panchina: 6, con Rocchi (3), Foggia (2) e Simone Inzaghi (1). La formazione biancoceleste è anche la squadra che guadagna il maggior numero di punti tra primi e secondi tempi: il saldo attivo della squadra di Delio Rossi è addirittura di +10. Delio Rossi ha in novembre il mese in cui le sue squadre hanno il miglior rendimento in termini di media-punti per incontro: 1,72, frutto di 22 vittorie, 15 pareggi e 10 sconfitte, in 47 panchine. Per contro, Gianpiero Gasperini ha in novembre il mese in cui le sue squadre hanno il peggior rendimento in termini di media-punti per match: 0,90, frutto di 3 vittorie, 11 pareggi e 8 sconfitte, in 22 panchine.

Il Lecce vuole sfatare il tabù

LECCE-ROMA - In 13 precedenti ufficiali a Lecce, 7 pareggi (ultimo, 2-2 nella Serie A 2005/06) e 6 vittorie della Roma (ultima, 0-3 nella stagione 2003/04). L’unica vittoria del Lecce in match ufficiali contro la Roma resta il famoso 3-2 del 20 aprile 1986 dell’Olimpico, che costò lo scudetto ai capitolini. Il Lecce è rimasta l’unica squadra a non aver ancora beneficiato di un calcio di rigore a favore. L’ultimo penalty a favore dei salentini in campionato risale al 26 aprile scorso, in Serie B: Ravenna-Lecce 1-3, con trasformazione di Valdes. La Roma, con 4 espulsioni a carico ( De Rossi, Mexes, Panucci e Perrotta), è una delle due formazioni con minor fair-play nella Serie A 2008/09, alla pari del Napoli. La Roma ha sempre subito gol nelle ultime 11 trasferte ufficiali disputate, per un totale di 19 gol al passivo. L’ultima sfida esterna conclusa con la porta inviolata risale al 4 maggio scorso: vittoria per 3-0 in casa della Sampdoria.

NAPOLI-CAGLIARI - Centesima panchina in Serie A per Edy Reja, che ha finora guidato Vicenza e Napoli, collezionando 35 vittorie, 21 pareggi e 43 sconfitte. Nelle ultime 14 uscite casalinghe ufficiali, il Napoli ha collezionato 13 vittorie (di cui 10 nelle ultime 10 sfide disputate) e un pareggio (0-0 contro il Siena, in Serie A, lo scorso 27 aprile). Massimiliano Allegri ha in novembre il mese in cui le sue squadre hanno il miglior rendimento: media punti di 1,87, frutto di 8 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte, in 16 panchine. Il Cagliari ha pareggiato solo una delle 14 partite ufficiali fin qui disputate, 0-0 in casa contro il Milan.

REGGINA-ATALANTA - Reggina-Atalanta è la sfida tra 2 delle 4 squadre della Serie A 2008/09 che segnano i loro gol solo con titolari. Gli amaranto segnano consecutivamente in casa da 12 partite ufficiali, dove hanno realizzato in totale 24 marcature. L’ultimo stop risale al 2 marzo scorso: 0-0 con il Palermo. L’Atalanta ha vinto solo una delle ultime 10 partite esterne ufficiali disputate: lo scorso 14 settembre, 1-0 a Bologna. Nelle altre 9 partite esterne prese in esame, lo score nerazzurro è stato di 2 pareggi e 7 sconfitte.

SAMPDORIA-CATANIA - Una vittoria del Catania a Marassi (1-0, nella Serie A 1964/65), poi nelle successive 9 sfide ha sempre vinto la Sampdoria. La squadra blucerchiata ha perso solo una delle ultime 24 partite casalinghe ufficiali disputate: 0-3 con la Roma. Nelle altre 23 sfide interne prese in esame, lo score blucerchiato è di 14 vittorie e 9 pareggi. Il Catania non vince una partita in trasferta dal 29 aprile 2007, quando s’impose per 1-0 in casa dell’Udinese: da allora 26 seguenti gare con 10 pareggi e 16 sconfitte.

TORINO-MILAN - Il Torino non segna al Milan da 568′, ovvero dal 62′ di Milan-Torino 2-1 del 17 marzo 2002, rete di Ferrante. Da allora si sommano i restanti 28′ di quel match e le intere 6 successive partite. Settimo confronto ufficiale tra gli attuali tecnici delle due squadre, con De Biasi che non ha mai vinto: un pareggio e 5 successi di Ancelotti. L’ultimo pareggio interno della squadra granata risale al 23 febbraio scorso: 4-4 contro il Parma, in campionato. Con 4 rigori a favore nelle prime 12 giornate, Torino e Milan sono due delle tre squadre che hanno ricevuto più tiri dal dischetto nell’attuale Serie A. Il Milan non perde un incontro ufficiale dal 14 settembre scorso, 2-0 a Marassi con il Genoa: da allora lo score rossonero è di 12 successi e 2 pareggi, con gli uomini di Ancelotti sempre a segno tranne che nello 0 a 0 di Cagliari.

Calcio Internazionale

Copa Sudamericana: finale inedita Estudiantes-Internacional

E’ la loro prima volta. Ed è facile che sia così, vista la giovine età della competizione. La Copa Sudamericana, una sorta di coppa Uefa oltreoceano che include però anche le partecipanti alla Libertadores, si gioca infatti soltanto dal 2002. Protagoniste dell’inedito atto finale l’argentina Estudiantes La Plata e la brasiliana Internacional Porto Alegre, due club appartenenti all’élité mondiale.

Veron vuole emulare le gesta del mitico padre
supergol07/copyright flickr.com

La storia- Al team di Porto Alegre il merito di rappresentare per la prima volta in finale il Brasile. L’Argentina, invece, ha spadroneggiato nelle edizioni precedenti: ben 4 vittorie su 7 (due successi per il Boca, una a testa per San Lorenzo e Arsenal de Sarandì), soltanto nel 2006 l’atto finale non vide in scena formazioni albicelestes.
Per quanto riguarda i successi internazionali, verrebbe da dire che il presente sfida il passato. Il Colorado ha in bacheca soltanto tre allori, tutti incamerati nel magico 2006-’07: la Libertadores e i conseguenti Mondiale per Club e Recopa. Prima di allora soltanto una finale persa nel 1980. Si tratterebbe dunque di un’ottima occasione per calare il poker nel giro di pochi anni.
Il Pincha ha una storia più gloriosa alle spalle. Alla fine degli anni 70′, la corazzata allenata dal mitico Zubeldia e guidata da Carlos Bilardo (attuale braccio destro di Maradona in Nazionale, nonchè ct campione del mondo dell’86′) e dalla Bruja (ovvero strega) Veron, padre dell’ex Inter, Parma e Lazio Juan Sebastian, infilò uno straordinario tris in Libertadores (68′-69′-70′), sfiorando il poker nel 71′ (il Nacional Montevideo spezzò il suo dominio), e conquistò un’Intercontinentale. Ma da lì in poi buio assoluto. Insomma, un successo prestigioso (campionato escluso) manca da questi parti come il pane. Chissà se l’ideale passaggio di testimone tra padre e figlio (anche di maglia, la numero 11) attuale faro della formazione di Astrada, servirà a rinverdire gli antichi fasti. D’altronde in campionato c’è già riuscito nell’Apertura 2006, interrompendo un digiuno lungo 23 anni.

D’Alessandro a caccia del primo titolo
titi/copyright flickr.com

Il cammino- Il cammino delle finaliste, così come il loro passato, è stato profondamente diverso. Bello, emozionante, a tratti esaltante quello dei brasiliani, più sofferto quello degli argentini. L’undici di Tite ha trovato maggiori difficoltà negli ottavi, dove ha eliminato solo grazie alla regola dei gol in trasferta (1-1 fuori, striminzito 0-0 in casa) i cileni della Universidad Catolica. Ai quarti, invece, si è presentata la sfida tabù con il Boca. Gli xeneizes erano un incubo per il Colorado: dopo le scoppole rifilate nel 2004 e 2005, però, si sono dovuti inchinare ad un super Alex, tre gol nella doppia sfida. E fu così che la squadra carioca espugnò per la prima volta nella sua storia la Bombonera…Superato l’ostacolo più alto, la semifinale con il Chivas è stata una formalità. 2-0 in Messico, 4-0 in casa, un tappeto rosso verso la finalissima.
Più complicato, come dicevamo, il percorso dell’Estudiantes. Due derby combattutissimi -con i campioni uscenti dell’Arsenal de Sarandì e Argentinos Juniors- intervallati dalla battaglia col Botafogo (chiusa dal clamoroso episodio che ha visto il difensore brasiliano Andrè Luis sventolare in faccia all’arbitro il cartellino giallo) le tappe di questo cammino. L’eroe di turno è Boselli, il bomber che ha ‘matato’ l’Arsenal con una doppietta e ha piegato con la collaborazione del geniale Veron il Fogao. Un colpo di testa di Calderon (sì, proprio l’intramontabile 38enne ex Napoli) ha invece deciso la sudatissima semifinale con l’Argentinos, al termine di una sfida che ha vissuto momenti di tensione con l’espulsione di Quiroga e Brana.

Sfida tra numeri 10- Entrambe le squadre veleggiano in tranquilli quartieri di medio-alta di classifica, lontanissime però dalle primissime posizioni. Ciò significa due cose: 1) potranno permettersi un ampio turnover nelle partite di campionato; 2) l’unica speranza di partecipare alla prossima Libertadores (novità assoluta) passa per la vittoria nella coppa minore. La sfida, dunque, diventa doppiamente importante. E se i rispettivi goleador (Alex-Nilmar vs Boselli-Calderon) giocheranno un ruolo importante, i loro destini saranno decisi con ogni probabilità dagli uomini di fantasia, entrambi argentini: la Brujita Veron, fonte di gioco del Pincha, e l’ex Wolfsburg D’Alessandro, folletto del Colorado. Guarda caso due che conoscono molto bene il calcio europeo. Vinca il migliore.

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