Italia

Sondaggio: disfatta Italia, Lippi sulla graticola

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Lippi, principale imputato della disfatta azzurra

I lettori di Solocalcio si sono espressi riguardo alle ragioni che hanno portato la Nazionale Italiana alla magra figura in Confederations Cup. Secondo il 39% dei votanti, la disfatta va attribuita al c.t. azzurro Marcello Lippi e alle sue discutibili convocazioni. Di poco più bassa (36%) la percentuale di coloro che incolpano i club italiani e il mancato investimento sui vivai, contrariamente a quanto accade all’estero. Segue, con il 14% delle preferenze, l’età avanzata della rosa azzurra e la necessità di operare un ampio rinnovamento. Chiudono la classifica, con il 6%, la crisi del calcio italiano, che si riflette inevitabilmente sulla Nazionale, e la superiorità attuale di Brasile e Spagna rispetto alla selezione azzurra.

Brasileirao

Sorpresa Barueri, cade l’Atletico Mineiro. Si rialza l’Internacional

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Hat trick per Bolanos. Internacional di nuovo in vetta

Brasilia- Prima sconfitta stagionale per la capolista Atletico Mineiro nell’8° turno di Brasileirao. O Galo cede al cospetto del sorprendente Barueri, matricola terribile già in grado di abbattere il Cruzeiro sette giorni fa, e viene riagganciato dall’Internacional, tornato al successo dopo le sconfitte di coppa e Recopa contro Corinthians e LDU Quito. Timao che, focalizzate tutte le energie sulla finalissima di ritorno (2-0 all’andata), lascia strada all’Atletico PR. S’inserisce nella lotta per il titolo il Vitoria che rifila un poker contro il Santo Andrè. Soltanto 0-0 nell’attesissimo superclasico di Rio de Janeiro tra Flamengo e Fluminense, parità anche in Palmeiras- Santos. Vincono San Paolo e Cruzeiro, mentre è crisi nera per il Botafogo, affondato all’ultimo posto.

Il terrore dei mineiri- Potremmo chiamare così il neopromosso Barueri, capace di infliggere il primo ko dopo 8 giornate all’imbattuto Atletico Mineiro con lo stesso punteggio rotondo (4-2) con cui ha castigato il Cruzeiro semifinalista di Libertadores. La formazione di Soares domina il primo tempo portandosi sul 2-0 con Thiago Humberto e Fernando ma si fa raggiungere da una doppietta del neocapocannoniere (6 centri) Diego Tardelli. Subìto il pari, però, si risveglia e piazza un micidiale uno-due ancora con Thiago Humberto e Marcos Pimentel. Il Barueri sale così al 4° posto, in piena zona Libertadores, mentre O Galo si fa riacciuffare dall’Internacional a quota 17. Il Colorado dimentica per un attimo gli impegni di Copa (mercoledì c’è il ritorno della finalissima col Corinthians) e Recopa, in cui è costretto ad inseguire, e regola il Coritiba con una tripletta dello scatenato Bolanos. Alle spalle del duo di testa, avanza prepotentemente il Vitoria, travolgente contro il Santo Andrè (4-1) ed ora a -1.

Distrazioni- Tradisce le attese il superclasico del Maracanà. Il duello di super bomber tra Adriano e Fred finisce senza vincitori nè vinti, perciò Flamengo e Fluminense non vanno oltre lo 0-0, rimanendo impantanate nel mucchione di metà classifica. Obina e Robson, invece, colpiscono una volta a testa, ma anche Palmeiras e Santos non riescono a superarsi (1-1). Il ritorno di Hernanes frutta i primi tre punti dell’era Ricardo Gomes al San Paolo, a secco di hurrà dalla 4° giornata: Nautico piegato 2-0 grazie al gol ed assist del volante carioca. Le distrazioni di coppa hanno effetti diversi sulle rivali Cruzeiro e Gremio: la Raposa, vicinissima alla finale (3-1 all’andata), piega l’Avaì con Zè Carlos; i gauchos, chiamati da un’impresa, cedono 3-1 allo Sport. Male le riserve di un Corinthians che pregusta la vittoria in Copa do Brasil; la spunta di misura l’Atletico PR. Chiudiamo con la crisi nera per il Botafogo: il pesante 4-1 casalingo incassato dal Goias lo relega solitario in fondo al gruppo.

Calcio, confederations cup

Gli Usa sognano, ma il Brasile si impone

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O’Fabuloso, mattatore della serata.

JOHANNESBURG - Grande rimonta del Brasile che si impone 3-2 sui sorprendenti States autori di una partita gagliarda e di un primo tempo comandato per 2-0. Le reti americane sono state di Dempsey  al 10′, Donovan al 27′ del primo tempo. Il Brasile recupera la situazione grazie ad una doppietta di Luis Fabiano al 1′ e al 28′ del secondo tempo e di Lucio al 39′.

USA micidiali- L’avvio della partita è sorprendente come quello che era stato contro la Spagna. Gli Stetes partono convinti dei propri mezzi e senza nessun timore reverenziale nei confronti dei Verdeoro. Al primo affondo gli Americani, infatti, vanno in vantaggio grazie a Dempsey che , su cross di Spector, anticipa Lucio e mette alle spalle di Julio Cesar e Usa avanti 1-o. La reazione brasiliana non si fa attendere e grazie agli inserimenti di Maicon il Brasile sfiora il pareggio in un paio di occasioni ma Howard è attento nello sventare le minacce. Sembra che il pareggio debba arrivare da un momento all’altro ma inaspettatamente gli Americani raddoppiano attraverso un’azione di contropiede micidiale con protagonisti Davies e Donovan che porta alla realizzazione di quest’ultimo e al 2-0 . La prima frazione si conclude con il seguente parziale.

Rimonta Brasile - Il secondo tempo è un’ altra storia . Al 1′ infatti, Luis Fabiano con un preciso sinistro in girata infila Howard e riporta in partita il Brasile. La squadra di Dunga è trascinata letteralmente da Maicon e Kakà ed è proprio l’ex giocatore del Milan a fallire il pareggio colpendo la traversa che a dire il vero lascia qualche dubbio sull’effettivo varcamento della linea di porta. Dunga prova a dare la scossa definitiva inserendo Elano e Dani Alves e il Brasile insiste nel suo forcing: Kakà da un’azione prodigiosa sulla sinistra mette dentro una palla invitante per Robinho che fallisce clamorosamente ma la palla che incoccia la traversa trova Luis Fabiano insacca portando i Verdero sul 2-2 e l’attaccante del Siviglia a quota 5. Ormai è un assolo brasiliano e arriva il goal vittoria su angolo grazie ad uno stacco di Lucio al 39′. La partita finisce con la vittoria dei brasiliani ma con gli USA che sono stati dei degnissimi avversari.

Calcio mercato, Livorno

Comproprietà, aperte le buste. Lucarelli vicino al grande ritorno

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Lucarelli di nuovo in amaranto?

Roma- Con l’apertura delle buste in Lega, si è chiuso oggi l’importante capitolo delle comproprietà, ma la notizia più succosa di mercato proviene da Livorno. Il club amaranto starebbe per dar vita ad un succoso revival, il grande ritorno del figliol prodigo Cristiano Lucarelli. Il bomber al 99% riabbraccierà i suoi tifosi, rinunciando a 350mila d’ingaggio rispetto al 1,75 mln percepiti a Parma. Il mercato dei toscani non si ferma qui: è in arrivo Raimondi dal Vicenza e nell’ambito dell’operazione che ha visto Pasquale tornare all’Udinese, ha ottenuto il prestito per un altro anno dell’azzurrino Candreva e Migliorini. I friulani, invece, mettono le mani un altro protagonista della nazionale di Casiraghi, il vicentino Morosini. Sul fronte acquisti, il Palermo guarda come sempre al di là dell’oceano: Zamparini ha annunciato ieri il promettente attaccante dell’Huracan -capolista del campionato argentino- Pastore, 7 centri nel Clausura prossimo alla conclusione. Ma elenchiamo ora qui di seguito l’esito delle comproprietà più importanti che si sono risolte in giornata.

Accordo
Paolucci Udinese- Juventus JUVENTUS (3,3 mln)
Zalayeta Napoli- Juventus NAPOLI (rinnovo)
Guzman Piacenza- Juventus PIACENZA (rinnovo)
Volpe Livorno- Juventus LIVORNO (rinnovo)
Pasquale Livorno- Udinese UDINESE
Eder Empoli- Frosinone EMPOLI (2,3 mln)
Papa Waigo Fiorentina- Genoa FIORENTINA (rinnovo)
Meggiorini Cittadella- Inter INTER (3,5 mln)
Viviano Brescia- Inter BRESCIA (rinnovo)
Barusso Roma- Rimini ROMA (rinnovo)
Morosini Udinese- Vicenza UDINESE
Lazzari Cagliari- Atalanta CAGLIARI (rinnovo)
Calaiò Siena- Napoli SIENA (rinnovo)
Curci Siena- Roma SIENA (rinnovo)
Frey Chievo- Modena MODENA (rinnovo)
Potenza Catania-  Genoa CATANIA  (rinnovo)
S.Masiello Bari- Udinese BARI (rinnovo)
Fatic Chievo- Inter CHIEVO
Antonazzo Chievo- Frosinone CHIEVO
Gasbarroni Torino- Genoa TORINO
Lanna Bologna- Torino BOLOGNA
Foti Udinese- Sampdoria UDINESE
Galasso Bari- Roma BARI
Bonanni Sampdoria- Palermo SAMPDORIA
Cacia Lecce- Piacenza LECCE  (rinnovo)
Della Rocca Bologna- Triestina TRIESTINA
Di Napoli Salernitana- Siena SALERNITANA
Di Nardo Padova- Frosinone PADOVA
Moscardelli Rimini- Piacenza PIACENZA (rinnovo)
Tulli Piacenza- Lecce PIACENZA (rinnovo)
Cuneaz Mantova- Juventus MANTOVA (rinnovo)
Jidayi Cesena- Mantova CESENA
Chiavarini Cesena- Triestina CESENA
Mondini Cesena- Mantova MANTOVA

Alle buste
Nicola Ciotola Avellino-Pisa AVELLINO
Riccardo Colombo Torino-Albinoleffe TORINO
Cristiano Del Grosso Siena-Cagliari SIENA
Davide Di Gennaro Genoa-Milan MILAN
Nunzio Di Roberto Frosinone-Foggia FOGGIA
Alberto Frison Vicenza-Treviso VICENZA
Christian Iannelli Catanzaro-Catania CATANIA
Giovanni La Camera Rimini-Padova RIMINI
Simon Laner Pro Sesto-Albinoleffe ALBINOLEFFE
Francesco Renzetti Albinoleffe-Genoa GENOA
Giuseppe Rizza Livorno-Juventus JUVENTUS
Stefano Scappini Sampdoria-Ternana SAMPDORIA
Francesco Scarpa Salernitana-Paganese PAGANESE
Pasquale Schiattarella Ancona-Torino ANCONA
Alessio Sestu Avellino-Reggina AVELLINO
Mario Titone Sambenedettese-Sassuolo SAMBENEDETTESE
Robson Machado Toledo Ravenna-Udinese RAVENNA
Magnus Troest Genoa-Parma GENOA
Giacomo Zappacosta Fiorentina-Pescara PESCARA

Calcio giovanile

Under 21, svanisce il sogno europeo

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Casiraghi, al capolinea dell’avventura azzurra

HELSINGBORG - Sfuma anche l’ultima speranza del calcio italiano. L’Italia non riesce a centrare la finale dell’Europeo di categoria ed esce sconfitta nonostante le numerose occasioni sprecate. Gli azzurrini hanno infatti per larghi tratti dominato il match contro i pari età della Germania, creando diverse palle gol soprattutto su palla inattiva. Non è azzardato dire, dunque, che ai punti l’Italia avrebbe passato il turno a mani basse. I rimpianti aumentano soprattutto dopo che l’altra semifinale, Inghilterra - Svezia, aveva mostrato due squadre non invincibili, decretando il passaggio dei britannici solo dopo i calci di rigore. Questa gara probabilmente decreterà l’addio di Casiraghi, dopo due europei e un’olimpiade sfumati, alla panchina dell’Under 21.

FORMAZIONE - Il ct azzurro deve fare i conti con la squalifica di Marchisio e sceglie quindi Morosini, dotato di caratteristiche maggiormente difensive, invece di Dessena. Davanti, con il rientro di Balotelli, spazio dunque al tridente delle meraviglie, completato da Giovinco e Acquafresca. Tra le fila tedesche, invece, manca Khedira, perno del centrocampo, e una punta di peso. Gli azzurri concedono ai rivali tedeschi sono un paio di azioni in avvio, dopo di che cominciano a rendersi pericolosi in area avversaria. Ogni corner diviene una potenziale occasione da gol. La Germania, infatti, difende a zona e finisce sempre per perdere l’uomo in area. L’occasione più clamorosa capita ad Acquafresca, che colpisce la traversa dopo che Neuer aveva respinto un colpo di testa di Motta. La conclusione del nuovo centravanti dell’Atalanta si stampa sulla traversa. L’Italia si rende ancora pericolosa con Bocchetti, mentre il portiere tedesco alterna buone parate ad indecisioni clamorose. Si va al riposo sullo 0-0 ma con la consapevolezza che il risultato va decisamente stretto ai nostri.

LA BEFFA - La ripresa inizia senza cambi e con una beffa clamorosa per i nostri colori. Al 3′ Beck, esterno destro di origini siberiane, trova un’autostrada davanti a sé e prova un destro incrociato, su cui Consigli non sembra esente da colpe. Così, al primo tiro in porta, la Germania si trova immeritatamente in vantaggio. Gli azzurrini accusano il colpo e per mezz’ora di gioco non riescono a produrre azioni degne di nota come nel primo tempo. Casiraghi prova a scuotere i suoi con l’inserimento di Abate per Candreva e Paloschi per Acquafresca, ma il risultato non cambia. Nel finale l’Italia attacca ma lo fa senza ordine. Ci prova Balotelli su punizione e Andreolli ancora di testa su calcio d’angolo. Dubbi anche per un fallo di mano di Boateng in area tedesca. L’Italia esce a testa bassa e piena di rimpianti.

Calcio giovanile

Svezia, rimonta da urlo. Ma ai rigori la spunta l’Inghilterra

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Onuoha, autore del 2° gol inglese

Goteborg- Non basta una super rimonta alla Svezia per proseguire il sogno nel campionato Europeo Under 21. L’Inghilterra, dopo aver sperperato tre reti di vantaggio (da 3-0 a 3-3) e subìto il perentorio ritorno degli scandinavi, strappa il pass per la finale, con grande affanno, ai calci di rigore (8-7). Lunedì ad Helsingborg la nazionale di Pierce affronterà la vincente di Italia- Germania.

Tris inglese- Il primo tempo è esclusivamente di marca inglese. Per i padroni di casa, infatti, il match si mette subito in salita. Su azione da corner Cranie, favorito da un velo di Agbonlahor, batte per la prima volta Dahlin. I calci da fermo e le incursioni  dei difensori diventano il vero e proprio incubo degli svedesi.  Il centrale del City Onouha, sull’ennesimo tiro dalla bandierina, si gira da attaccante di razza e piazza la sfera laddove l’estremo locale non può arrivare. Poi ci si mette anche la sfortuna a penalizzare i gialloblù: la deviazione di Bjarsmyr su cross di Cattermole sembra porre una pietra tombale sulle speranze svedesi. Gli inglesi, seppur senza incantare, vanno al riposo sul triplice vantaggio con la finale in tasca.

Super rimonta svedese- Il ct scandinavo prova le carte della disperazione Molins e Harbuzi per ribaltare un match che sembra segnato. La mossa funziona, perchè i due centrocampisti danno maggior vivacità alla manovra. E’ proprio da un cross di Molins che Berg trova la girata vincente al 62′. Il match si  riapre all’improvviso, l’Inghilterra si schiaccia troppo e la Svezia continua a creare occasioni su occasioni. Ci vuole però una prodezza per dar fiato alle speranze di rimonta. Detto fatto, Toivonen indovina il jolly su punizione. I Leoni inglesi diventano agnellini di fronte alla furia svedese, il 3-3 diventa inevitabile. Pari che arriva con una giocata di gran classe: il tacco volante del neoentrato Soeder libera ancora uno scatenato Berg, che non fallisce segnando il settimo gol nel torneo. Rimonta compiuta. Incredibile dictu.

Sbaglia Molins- Si va ai supplementari, ma il copione non cambia. A complicare i piani di uno spento Walcott & co ci pensa Campbell che si fa cacciare per doppia ammonizione. Lui, come gli ammoniti Agbonlahor e il portiere Hart, salterà la finalissima. Berg è un’iraddidio e centra la traversa, ma l’Inghilterra resiste e si trascina ai rigori. Milner scivola, ma Berg stesso sbaglia, poi è parità fino al sesto rigore. Ironia della sorte, il sogno dei padroni di casa si spegne sul palo di Molins, uno dei fautori della rimonta. La nazionale britannica torna in finale dopo 25 lunghi anni.

Roma

Telenovela Roma: Fioranelli rilancia

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Fioranelli rileverà o no la Roma?

Roma - La telenovela per l’acquisto dell’A.S. Roma continua. Tra i comunicati di Italpetroli che dichiarava:  “Mancanza di condizioni” e l’avvocato De Santis, legale  di Fioranelli, che asseriva ieri: ” Il comunicato non chiude la porta, assolutamente, lascia aperte tutte le soluzioni possibili. Non si tratta di chiusure definitive. Per comprare la Roma servono molte approvazioni. La Roma è la Roma. Noi andiamo avanti, le garanzie ci sono e verranno ribadite in tutte le sedi. Sicuramente non è un discorso di rottura”. Oggi in data 26 Giugno è arrivata la stoccata del  titolare italo-svizzero della società di diritto FIO Sports Group AG.

Sicurezza: Alla carta stampata Vinicio Fioranelli ostenta sicurezza e fiducia per una risoluzione positiva e definitiva della trattativa. Ecco le sue dichiarazioni: “Sono sereno per l’operazione che stiamo portan­do avanti. Eravamo consapevoli che questa sarebbe stata un’operazione difficile, si sta rivelando per la verità difficilissima. Ma nello stesso tempo sono fidu­cioso. Vogliamo prendere la Roma. Abbiamo i mezzi per concludere l’operazione. I problemi sono di altra natura , resto molto fiducioso, riusciremo a risolvere i problemi e a prendere la Roma. Noi tutti abbiamo una grande voglia di prendere la Roma. Io credo che tra quattro-cinque giorni si saprà tut­to e come finirà, in un senso o nell’altro”.

Commento- La sensazione è che questa trattativa avrà nuovi sviluppi in un verso o nell’altro. Questo sicuramente lascia con il fiato sospeso i sostenitori giallorossi che vorrebbero avere certezze e non dubbi sul futuro della propria società. Noi osservatori non possiamo far altro che aspettare.

Calcio Internazionale

LDU Quito, mani sulla Recopa Sudamericana

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Tutta la gioia di Bieler dopo il gol vittoria

Porto Alegre- Non smette mai di stupire, questa LDU Quito. Dopo aver incantato il mondo con l’inaspettato successo nell’ultima edizione di copa Libertadores, gli ecuadoregni stanno per ripetere l’impresa nella Recopa, la Supercoppa di Sudamerica -che vede opposti i vincitori della copa Sudamericana e della Libertadores-, concedendo a sè e al piccolo paese andino uno storico bis. Mai, infatti, la Recopa è finita nelle mani di un club ecuadoregno, così com’era stato per il massimo trofeo continentale fino a 12 mesi fa. La formazione di Fossati compie il primo passo per sfatare anche questo tabù, sbancando di misura (1-0) il “Beira Rio” di Porto Alegre per la disperazione dell’Internacional: il Colorado, impegnato in due finali (Recopa e coppa del Brasile), rischia di veder svanire entrambi i trofei. Passare indenne dai 2850 metri di Quito non è facile, figuriamoci spuntarla.
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Uomini nuovi, vecchia grinta- Nessuno quanto Tite, tecnico dei brasiliani, avrà maledetto la Confederations Cup. Senza Nilmar è un altro Internacional, meno imprevedibile e fantasioso. La LDU, dal canto suo, è lontana parente della formidabile squadra che alzò al cielo la Libertadores un anno fa. In panchina non c’è più il mitico Bauza, sostituito da Fossati, in campo mancano all’appello l’eroe Ceballos e i ‘craque’ Guerron e Bolanos. Ma l’atteggiamento e il modulo sono simili: un 3-6-1 che sembra un inno al difensivismo ma di cui in realtà bisogna diffidare. E il Nal se ne accorge subito. Bieler, uno dei superstiti della storica impresa, chiama all’intervento Lauro per ben due volte nei primi minuti. I verdeoro, invece, sbattono contro il muro ecuadoregno; il più attivo è Taison, ma Dominguez è attento. Episodio da moviola al 28′ che potrebbe cambiare il match. D’Alessandro crossa in area, Calle tocca di mano ma l’arbitro sorvola. Sul ribaltamento di fronte Bieler sfiora il vantaggio.

Bieler decide- Il rigore non concesso e il gioco duro degli ospiti innervosiscono la formazione di Tite. Nervosismo pagato a caro prezzo all’11′ della ripresa. Lara sfonda a sinistra, salta Sandro e serve all’indietro per il solito Bieler che, dopo un’iniziale respinta del numero uno del Colorado, ribadisce in rete. La gara si mette sui binari desiderati dagli ecuadoregni, abilissimi nelle ripartenze. Tite tenta le carte Giuliano e Leandrão, ma le speranze di rimonta affondano al 24′ sul rosso comminato ad un nervoso Bolivar. Malgrado ciò, Taison ha la palla buona per il pari a 6 giri di lancette dal termine: la sua conclusione  finisce alta. La LDU è vicina ancora una volta a riscrivere la storia.

Copa Libertadores

Primo round all’Estudiantes. Finale più vicina

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Il match winner Galvan

La Plata- Passo in avanti dell’Estudiantes La Plata verso la finale di Libertadores. Gli argentini, seppur senza incantare, battono con il minimo scarto in Nacional (1-0) nel primo dei due round di semifinale. L’imbattibilità del “Ciudad de La Plata”, fortino del Pincha, vale dunque di più di quella nella competizione degli uruguagi, arrivati in Argentina per limitare i danni, come recita il 4-4-1-1 di partenza predisposto da Pelusso. Missione sostanzialmente compiuta, visto che la formazione di Sabella non va oltre il gol di Galvan del 14′. Ma da stanotte il Pincha è più vicino ad una finale che manca dal lontano 1971.

Classe- Le statistiche spesso non dicono tutto, ma rimangono comunque indicative. Estudiantes e Nacional sono due squadre che subiscono pochi gol e fanno della solidità difensiva il loro punto di forza, perciò era lecito aspettarsi un match tutt’altro che spettacolare. Il remake di un grande classico del passato che ebbe il suo culmine nelle finali del ‘69 e ‘71, rimane quindi un pallido ricordo. Succede quasi tutto nel primo quarto d’ora, ovvero quando la band Sabella decide di far pesare sul piatto della bilancia il suo maggior tasso tecnico. Dopo la doppia chanche del 7′ targata Gaston Fernandez- Boselli  a cui si oppone da campione Munoz, l’Estudiantes passa al 14′ con una giocata sopraffina. Veron, faro dei suoi, batte velocemente una punizione, sventagliando alla perfezione sulla destra per Benitez; il cross a centro area dell’esterno è altrettanto preciso, e Galvan sceglie il tempo giusto per il tuffo vincente di testa.

Sbadigli- La “furia” dell’Estudiantes, però, è tutta qui. Il primo tempo scorre senza sussulti, l’uscita di Veron per infortunio all’intervallo toglie definitivamente la luce agli argentini. Il Nacional capisce allora che sarebbe un peccato non provarci. Garcia, lasciato libero in area, manda clamorosamente di lato di testa, pochi minuti dopo il futuro catanese Andujar sventa su Biscayzacú. Scampato il pericolo, la truppa di Sabella chiude le maglie difensive e difende senza affanni l’1-0. E nel finale Boselli sfiora il raddoppio. A Montevideo basterà un pari per ritornare in finale dopo 28 lunghi anni d’assenza e cercare di emulare il grande Pincha di fine anni ‘60. Quello che salì sul tetto del mondo.

confederations cup

Il Sudafrica sfiora l’impresa e si arrende a Dani Alves

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Dani Alves regala la finale al Brasile

JOHANNESBURG - Due sorprese in due partite sarebbero state troppe. Dopo la clamorosa eliminazione della Spagna da parte degli USA, anche il Sudafrica va vicino all’impresa di eliminare il Brasile ed accedere alla storica finale di Confederation Cup. Ma stavolta il miracolo non riesce. I Bafana Bafana tengono bene il campo e sfiorano più volte il gol del vantaggio, frenati dall’imprecisione e da un grande Julio Cesar, ma nel finale vengono puniti, al di là delle loro colpe, da una punizione-gioiello di Dani Alves. Il Sudafrica dovrà quindi accontentarsi della finale per il terzo posto contro la Spagna, mentre la Seleçao disputerà la sua quarta finale in questa competizione.
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BRASILE, CHE FATICA! - Il Sudafrica parte subito meglio, dimostrandosi squadra tecnica e valida. I verdeoro fanno, come di consueto, un gran possesso palla ma non riescono a pungere. I sudafricani, invece, cominciano da subito a collezionare occasioni: prima Gaxa con un destro incrociato, poi Mokoena di testa e infine Pienaar, con un gran tiro di poco a lato. Il Brasile si mantiene su ritmi lenti e i propri fuoriclasse sembrano spenti e privi di idee. Solo dopo mezz’ora di gioco si intravede Kakà, che salta due avversari ed esplode un destro che finisce di poco fuori. Tuttavia la Seleçao continua a non convincere. Si va all’intervallo sullo 0-0, risultato che sta decisamente stretto ai Bafana.

LA RIPRESA - Il secondo tempo inizia sulla stessa falsariga del primo e i ritmi, se possibile, sono ancora più blandi. I verdeoro sembrano lontani parenti di quelli che, solo pochi giorni fa, hanno umiliato la nazionale azzurra. Robinho e Luis Fabiano non riescono ad incidere sul match e Dunga non è repentino nei cambi. A questo punto, il Sudafrica inizia a crederci, nonostante l’assenza di un vero centravanti e le precarie condizioni di Parker. Ci prova Modise con un tiro deviato da Luisao. Nell’occasione, Julio Cesar si supera e para con un grande riflesso. Ma Dunga indovina il cambio giusto. Fuori Andre Santos e dentro Dani Alves, schierato al suo posto a sinistra. A 43′ arriva il gol con un destro violento su punzione. 1-0, massimo risultato con il minimo sforzo. Domenica, in questo stesso stadio, si giocherà Brasile - USA.

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