Coppa Uefa, Milan, Sampdoria, Udinese

Sorteggio Uefa: ok Milan, dura per la Samp. Udinese, ce la puoi fare

Sorteggiati i gironi di coppa Uefa

Sorteggiati i gironi Uefa

NYON- Sorrisi e grattacapi dall’urna svizzera. E’ un sorteggio Uefa a tre facce quello andato in scena a Nyon: abbordabile quello del Milan, difficile ma fattibile quello dell’Udinese, ostico e sfavorevole quello della Samp. D’altronde, difficile aspettarsi qualcosa di diverso. I rossoneri partivano in prima fascia, friulani e doriani dalla terza. E questa edizione di Uefa è imbottita di ottime compagini. E’ andata peggio alla Mazzarri band che troverà sulla sua strada 4 avversari di tutto rispetto.

Milan- Heerenveen, Braga, Portsmouth e Wolfsburg: saranno queste le avversarie del Milan. Un sorteggio benevole, dicevamo. Olandesi (occhio a Pranjic) e portoghesi (partiti malino in Superliga) non sono certamente ostacoli insormontabili, gli inglesi sono temibili in avanti con la coppia ‘autoctona’ Defoe-Crouch ma dietro sono morbidi come il burro: i 13 gol incassati in 7 turni di Premier parlano da sè. In poche parole, una manna per le punte rossonere. La rivale più accreditata, allora, sembra il Wolfsburg dei nostri Barzagli e Zaccardo, che dispone di un buon organico ma in campionato non sta facendo sfracelli. Il passaggio del turno è d’obbligo.

Udinese- Anche l’Udinese, sebbene il girone sia un pò più complicato, ha tutte le carte in regola per accedere alla fase ad eliminazione diretta. ll Nec non ha la statura tecnica per fare paura, lo Spartak Mosca veleggia a metà classifica in Russia -preoccupa di più il gelo moscovita di novembre che la forza della squadra- , più dura contro i croati della Dinamo Zagabria, anche se in trasferta fanno meno paura che in casa. E la testa di serie del girone è quel Tottenham in crisi nerissima. Certo, gli inglesi rimangono i più temibili per organico e blasone. Ma la bella Udinese ammirata sinora e capace di eliminare il Borussia, può e deve crederci, ne ha tutte le possibilità.

Sampdoria- La Samp, invece, sarà chiamata ad una mezza impresa. Il valore internazionale del Siviglia, doppio campione Uefa, lo conosciamo tutti, così come quello dello Stoccarda, attualmente secondo in Bundesliga, squadra compatta e coriacea. Meno conosciuti ma altrettanto temibili i campioni belgi dello Standard Liegi. La formazione allenata dalla vecchia gloria Preud’homme ha fatto tremare il Liverpool nel preliminare Champions, arrivando ad un soffio dalla clamorosa qualificazione, e ha fatto fuori nel 1° turno un’altra inglese, l’Everton. Chiude il gruppo il Partizan Belgrado, avversario da prendere con le molle soprattutto se affrontato nella sua tana (e così sarà…). Cassano e soci, insomma, dovranno dare il meglio di sè stessi per centrare una qualificazione difficile.

Gli altri gironi- Il più affascinante è sicuramente l’A, dove si scontreranno Schalke, Psg e Manchester City,  oltre a Racing Santander e Twente. Complicatissimo anche il B, con la cenerentola Metalist squadra materasso in mezzo alle big Benfica, Olympiacos, Galatasaray e Hertha Berlino. Infine, buon sorteggio per il Valencia capolista di Liga: sul suo cammino troverà le tutt’altro che irresistibili Bruges, Rosenborg, Copenhagen e Saint-Etienne.

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Brasileirao, Calcio Internazionale

Brasileirao: giornata di “transizione”, il Gremio torna a correre

rob vinicius/copyright flickr.com

Rever rilancia il Gremio
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BRASILIA- Dopo tanti weekend rocamboleschi, con un campionato che pareva chiuso e si è clamorosamente riaperto con l’aggancio in vetta del Palmeiras e il sopraggiungere di altre 3 pretendenti al titolo, il Brasileirao si è preso una sorta di pausa. Il 28° turno, infatti, ha visto uscire vincenti le prime 5 della graduatoria  -compreso il Gremio, ripresosi dal periodo di crisi- lasciando intatte classifica e speranze. Qualcosa di più è successo in coda, dove il Santos è uscito (definitivamente?) dalle sabbie mobili e il Vasco, invece, vi sprofonda sempre più. Ma non c’è tempo per riflessioni, da stasera si torna in campo per la 29° giornata formato spezzatino. E le due battistrada si daranno subito battaglia a distanza.

Linea verde e tanta grinta- Ecco com’è uscito dalla crisi il Gremio. Il Tricolor torna alla vittoria dopo 4 turni al termine di una vera e propria battaglia con il Botafogo. Successo, per altro, ottenuto in rimonta. Il giovanissimo Douglas Costa e il difensore Rever, infatti, hanno ribaltato lo svantaggio iniziale consegnando alla capolista 3 punti di platino contro un avversario mai domo. La formazione di Roth, acciuffata in vetta 7 giorni fa, ha dimostrato di esserci e di voler lottare ancora.

Palmeiras inarrestabile- Vittoria in rimonta anche per l’altra capolista. Il Palmeiras, nonostante un’evidente superiorità tecnica, va sotto contro l’Atletico Mineiro. L’attaccante ospite Marques, però, si fa espellere nel finale della prima frazione complicando notevolmente i piani dei suoi. La pressione del Verdao, a quel punto, è divenuta insostenibile per la difesa mineira. Leandro pesca il jolly al 43′, in pieno recupero il bomber Alex Mineiro centra la traversa. L’ingresso nella ripresa di Denilson vivacizza ulteriormente l’undici di Luxemburgo che opera l’inevitabile sorpasso con il suo bomber principe (17° gol) su assist del neoentrato. E sarà proprio quest’ultimo a firmare il 3-1 finale. La corsa continua.

L’inseguimento continua- Tengono il passo le tre inseguitrici. Una rete di Gerson Magrao è sufficiente al Cruzeiro per piegare lo Sport: un successo tanto risicato quanto prezioso per una squadra che continua a non convincere. Anche Flamengo e San Paolo non incantano, ma mettono a segno due blitz di capitale importanza contro due formazioni pericolanti come Nautico e Ipatinga. Gioco e spettacolo non se ne vedono, ma in questo periodo meglio puntare al sodo.

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Le giocate di Edmundo non bastano al Vasco
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Vasco sempre più giù- Pure in fondo al gruppo cambia poco o niente. Semmai fa impressione la crisi nera del Vasco, letteralmente sprofondato nello scontro diretto casalingo con il Figueirense. Il 6° ko consecutivo è probabilmente il più pesante: un pò perchè relega il Gigante de Colina al ruolo di ‘Lanterna’ (il nostro fanalino di coda), un pò per le dimensioni della debacle, soprattutto considerando lo spessore dell’avversario. La formazione di Renato Gaucho -ben poco è cambiato dal suo arrivo in panchina, perlomeno sotto l’aspetto dei risultati- è crollata in un’ora sotto i colpi degli avversari, svegliandosi tardivamente. E il 2-4 non serve ad altro che a ’scippare’ il poco onorevole scettro di peggior difesa del torneo (57 gol incassati) proprio all’avversario di turno.

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Bundesliga

Bundesliga: solito Werder, solito Bayern, l’Amburgo saluta

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Olic,protagonista del primato dell’Amburgo
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BERLINO- La settima giornata di Bundesliga inizia a regalare certezze: se la crisi del Bayern continua, la disfatta del Werder a Stoccarda è una sorpresa fino a un certo punto. Intanto l’Amburgo, che in estate si è privato della stella Van der Vaart si scopre squadra tosta e fa la lepre, ben sapendo di avere le qualità per arrivare in fondo. Si può parlare ancora di sorpresa per l’Hoffenheim? Aspettiamo ancora un mesetto prima di pronunciarsi, ma le premesse dicono che nessun traguardo appare fuori portata. Semmai lo Schalke e il Bayer Leverkusen dovrebbero riflettere sulle rispettive ambizioni, mentre la cura Magath non ha dato, finora, il salto di qualità al Wolfsburg. Ma approfondiamo.

Bayern in crisi- Sembrava l’occasione buona per risalire, un sabato tranquillo, invece il Bayern continua a zoppicare: la difesa fa acqua da tutte le parti, le stelle in attacco hanno le polveri bagnate. Risultato: la squadra di Klinsmann rimedia la settimanale figuraccia pareggiando all’Allianz Arena con il Bochum, dopo essere stato sopra per 3-1. Merito di Van Buyten del buon vecchio Ze Roberto (doppietta per lui). Eppure non basta. All’83′ Dabrowski e Grote due minuti più tardi regalano un punto ai renani e la solita delusione ai bavaresi. In riva all’Isaar c’è ancora tanto da lavorare, Hoeness e Beckembauer avranno la pazienza di aspettare?

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Khedira apre la goleada dello Stoccarda
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Alta classifica- Il match clou era però a Stoccarda, dove il Werder era chiamato a confermare le buone prestazioni di settembre in campionato e il pareggio (strettino) di Milano in Champions per dare un segnale forte alle rivali. Invece, ancora una volta, la difesa tradisce gli uomini di Schaaf: se l’attacco non tiene botta (e non si possono sempre segnare 5 gol…) allora si rimediano le figuracce. Il 4-1 degli svevi è limpido, come il secondo posto in coabitazione con l’Hoffenheim. La Cenerentola di ferro si impone 2-1 contro il fanalino Eintracht, altra grande malata del calcio tedesco. A secco il bomber Ibisevic, ci ha pensato Ba, con una doppietta, a portare a casa i 3 punti. In testa resta però l’Amburgo. Gli anseatici vincono 2-1 al 90′ a Cottbus grazie a Petric e Olic, croati d’assalto, e approfittano dei passi falsi delle rivali ufficiali per tentare la fuga. Oltre a Bayern e Werder, infatti, stecca anche lo Schalke 04, sotto fino al 90′ con il Wolfsburg di Magath. Ci pensa uno sbloccato Kuranyi a tempo scaduto a evitare il peggio: 2-2 alla fine e sentenze rimandate. A chiudere la giornataccia delle grandi è il Bayer Leverkusen, battuto 1-0 dall’Hertha, gol di Voronin, anche in questo caso a fil di sirena.

Le altre- A Dortmund l’eliminazione dall’UEFA non è andata proprio giù. Dopo il quasi miracolo del Friuli, il Borussia stecca in casa con l’Hannover (non certo una corazzata lontano dalle mura amiche). L’1-1 (Valdez e Forssell) non allontana però i gialloneri dall’alta classifica. Belle e importanti le vittorie esterne del Colonia contro l’altro Borussia (che resta ultimo con l’Eintracht) e del Karlsrhue a Bielefeld. Identico il punteggio, 2-1, e le previsioni per il proseguimento del campionato: tendente al sereno.

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Calcio Internazionale, Ligue 1

Ligue 1: Tonfo Lione, bene Bordeaux e Marsiglia

picsxam/copyright flickr.com

Pagis e il Rennes frenano la corsa del Lione
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PARIGI- Bastava chiedere… appena la scorsa settimana ci eravamo lamentati della mancanza di emozioni della Ligue 1, raccontando della fuga solitaria del Lione e dell’andamento lento delle outsider. Bene, siamo stati accontati: nell’ottava di campionato la capolista frana a Rennes mentre Bordeaux e Marsiglia battono un colpo, rispettivamente contro Lorient e Caen. Da registrare anche la quinta vittoria stagionale del Tolosa, città dove il calcio è da sempre il parente povero del rugby, condita dal secondo posto in classifica a due punti dai lionesi. Risale anche il Lille, 4 vittorie e un pareggio nelle ultime cinque giornate e la trasferta allo Stade de Gerland subito dopo la pausa. Ancora noie, invece, per il Paris Saint Germain, che pareggia a Nancy e, anche quest’anno, non sembra poter lottare per le posizioni che contano. La capitale, motore della Francia, merita certamente di più ddalla sua squadra di calcio.

Tonfo Lione- Brutta sconfitta in Bretagna per gli uomini di Puel, capace di fare il vuoto in 7 giornate pur facendo il compitino e poco più. Certamente l’impegno infrasettimanale in Champions avrà pesato, ma 3-0 resta un risultato pesantissimo. Eroe di giornata: Mikael Pagis, trentacinquenne attaccante autore dell’hat-trick, una vita nella Ligue 1 senza botti. Della serie Non è mai troppo tardi… Per il Rennes, eliminato in settimana dalla Coppa UEFA, una vittoria che sa di rilancio: centrare di nuovo l’Europa è possibile.

toulouse

Reggerà il Tolosa d’alta classifica?

Le outsider- Quando il gatto non c’è i topi ballano. Detto vecchio quanto il mondo, ma rende l’idea: il Bordeaux di Blanc vince a Lorient 2-1 in rimonta e si rilancia per la lotta scudetto. Certo 5 punti da recuperare non sono pochi, il gioco non convince appieno, ma la doppietta di Menegazzo porta serenità. 2-1 anche al Velodrome dove il Marsiglia si impone sul coriaceo Caen. A segno gli uomini di punta: Ben Arfa e Niang per i padroni di casa, Savidan (pareggio momentaneo il suo) per i normanni. A Tolosa non fa male l’aria d’alta classifica: la vittoria (1-0) con l’Auxerre porta la firma di Gignac, 23 anni, il quinto sigillo stagionale conferma la sua squadra in seconda posizione. Non male, se pensiamo che lo scorso anno da queste parti ci si salvò all’ultima giornata. Durerà?

Parigi, che combini?- PSG in crisi profonda. Un punto in 3 partite, ma soprattutto latitano gioco e idee. A Nancy non basta il gol di Hoarau dopo due minuti, come non è bastato passare il turno in UEFA per dare fiducia all’ambiente. Cambi in vista lungo la Senna… Il Le Mans si conferma squadra da trasferta vincendo 2-1 in rimonta a Le Havre. Giallorossi ancora imbattuti lontano dalle mura amiche e zona Champions a tiro. Zona Champions nel mirino anche per l’ambizioso Lille, che batte 1-0 il Valenciennes nel derby delle Fiandre grazie ad un autogol di Abardonado. Bella vittoria del Saint Etienne, in ripresa dopo un inizio difficile, 2-0 contro il Monaco che sta percorrendo il sentiero inverso. Per i verts a segno Gomis (primo gol stagionale per l’anti Trezeguet) e Dernis. Vittoria importante per il Nantes a Grenoble nella sfida tra neopromosse. I gialloverdi ora possono respirare dopo un inizio davvero negativo. Chiudiamo infine registrando il quarto pareggio stagionale del Sochaux, unica compagine di Ligue 1 ancora a secco di vittorie. L’1-1 di Nizza però permette di non essere più ultimi in solitaria: raggiunto infatti il Le Havre. E anche queste son soddisfazioni.

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Serie B

Tavano sbaglia, Buscé no: il derby va all’Empoli

Buscè regala il derby all'Empoli
Buscè regala il derby all’Empoli

EMPOLI- Un bolide di Buscè dalla distanza e lo choccante -per il Livorno- penalty fallito da Tavano regalano all’Empoli il derby toscano, posticipo di lusso della serie cadetta. I labronici, passati in vantaggio con Candreva, si fanno raggiungere e superare dopo l’errore dal dischetto, perdendo così l’imbattibilità. Gli azzurri, invece, esultano per un preziosissimo successo che li proietta in piena zona promozione ad un solo punto dalla sorpresa Sassuolo.

Tiro da tre punti- Vista la gioielleria apparecchiata in campo, sembra più una partita di A -e in effetti qualche mese fa lo era- che di B. I vari Lodi, Pasquato, Vannucchi da una parte e Paulinho, Candreva, Diamanti e il grande ex Tavano dall’altra, elementi di categoria superiore, assicurano spettacolo. Ed infatti i labronici passano al primo affondo: gran lavoro dell’ex Valencia per Candreva che beffa con un pallonetto Bassi in uscita. L’Empoli fatica a riorganizzarsi, solo una fiammata di Lodi libera Tosto davanti a De Lucia, ma l’esterno sciupa. Intorno al 40′ ’scatta’ l’antica legge del calcio “gol sbagliato, gol subito”. Gli ospiti sbagliano un contropiede in superiorità numerica, nell’azione successiva Pasquato timbra la traversa da 40 metri, sulla respinta arriva per primo Corvia che appoggia con facilità l’1-0. E’ la prima mazzata psicologica per gli amaranto, ma il peggio deve ancora venire. E’ il 3′ della ripresa quando Tavano si procura la chanche più ghiotta: dagli undici metri, però, si fa ipnotizzare dal numero uno empolese. La formazione di Acori accusa il colpo ed inizia a subire. Il predominio territoriale si concretizza al 28′ grazie al bolide di Buscè. Una sorta di tiro cestistico da tre punti che proietta l’Empoli in paradiso.

Apertura/Clausura, Calcio Internazionale

San Lorenzo, è ufficialmente fuga

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Romeo sbanca il Fortin e lancia la fuga
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BUENOS AIRES- Bernando Romeo lancia la fuga. Lo scatto piazzato dal San Lorenzo -tanto per restare in gergo ciclistico- è di quelli brucianti. El Ciclon, grazie al sigillo del suo bomber, sbanca il campo della più immediata inseguitrice, il Velez, sfrutta il contemporaneo ko del Tigre, e vola a +5. Considerando la crisi di Boca -preoccupante- e River -irreversibile-, le due big storiche d’Argentina, il tentativo di fuga minaccia di essere molto serio.

Decide Romeo- L’1-0 del Fortin non deve ingannare. E’ vero, le occasioni non sono fioccate, ma l’atteggiamento delle due squadre in campo è stato totalmente differente. Propositivo e intraprendente il San Lorenzo, rinunciatario e attendista il Velez. I padroni di casa si sono difesi con ordine, ma hanno pagato la loro tattica proprio quando speravano di aver condotto in porto il pari tanto cercato. Bernardo Romeo, però, decide di cambiare volto alla sfida e lanciare ufficialmente la fuga.

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Vangioni esulta: Newell’s secondo
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Newell’s in ascesa- Per un Tigre che cede il passo, avanza prepotentemente il Newell’s Old Boys. La formazione di Gamboa, infatti, ha la meglio sull’undici di Cagna nello scontro diretto. In una partita tutt’altro che spettacolare, sono le giocate di uno scatenato Fabbiani a far la differenza. Dai suoi piedi, infatti, nascono i due gol di Diego Torres e Vangioni che chiudono la contesa già nella prima frazione di gioco. La ripresa è pura accademia, il Newell’s può festeggiare aggancio ai rivali e conseguente 2° posto.

Crisi fuori e dentro il campo- Era il confronto tra chi è stato rivitalizzato dal nuovo corso in panchina e chi, invece, è alle prese con un ‘caso’ interno, nella fattispecie l’esclusione dalla rosa del numero uno Caranta da parte di patron Pompilio. Chi ha prevalso secondo voi? I primi, ovviamente. Il nuovo Estudiantes di Astrada infila il 2° successo di fila alla Bombonera di fronte ad un Boca in chiara confusione. A nulla è valso il vantaggio iniziale di Viatri, il Pincha ha avuto facile gioco nel ribaltare la situazione. Ed uno strano scherzo del destino ha voluto che proprio il sostituto di Caranta, il giovane Garcia, sia corresponsabile del secondo gol degli ospiti. Gli xeneizes non vincono più da 5 turni, la vetta è lontana 8 punti, parlare di titolo sembra ormai utopia.

River sempre più in basso- Sulla sponda River, invece, non si parla già da settimane di titolo. I campioni dell’ultimo Clausura, infatti, devono pensare ormai a salvarsi, visto il penultimo posto. Le inusuali rivali Huracan e Gimnasia Jujuy hanno conquistato 3 punti preziosi contro Godoy Cruz e Independiente, i millonarios un misero 0-0 a La Plata. L’ultimo e unico successo risale alla 2° giornata: occorre una rapida inversione di marcia affinchè non si profilino scenari impensabili alla vigilia.

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Calcio Internazionale, Liga

Barça show umilia l’Atletico. Villarreal-Valencia ancora in testa

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Eto’o e Barça da favola
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MADRID- Le due battistrada continuano la loro corsa, il Real viene frenato dall’Espanyol, il Siviglia travolge il Bilbao ma la notizia di giornata è un’altra: signori e signore, il Barça show è tornato. Al Camp Nou uno spettacolo così non si vedeva da tempo, e ad accorgersene, suo malgrado, è l’Atletico, travolto col punteggio tennistico di 6-1.

Barça spettacolare- Doveva essere il big match, la super sfida nella sfida tra i gemelli argentini Messi-Aguero. Al Camp Nou, invece, si è assistito ad un monologo, un bellissimo monologo dei padroni di casa. Il match, infatti, non ha più ragione d’esistere già dopo 8 minuti, il tempo occorrente ai blaugrana di calare il tris. Marquez, Eto’o su rigore procurato da Messi e la stessa Pulce su punizione gli autori dei tre gol. Rodriguez, l’unico a salvarsi dei colchoneros, allevia temporaneamente il passivo, ma la serata da incubo del povero Coupet prosegue senza soste: Eto’o mette a segno la personale doppietta, Gudjohnsen chiude un primo tempo da favola con il 5-1. Nella ripresa la furia catalana si placa, ma non quella dei neoentrati Henry e Bojan -mica due qualsiasi- che cercano insistentemente la gloria personale: il primo ci riesce, il secondo ci va soltanto vicino. Finisce 6-1, il Barça lancia un segnale fortissimo alla concorrenza. C’è molto da riflettere, invece, per Aguirre. L’alibi delle assenze non basta a spiegare una debacle così pesante.

Brutte ma vincenti- Ci hanno preso gusto. Il Villarreal centra la 5° vittoria consecutiva, il Valencia la 4°, e il primato è ancora loro. Le due capoliste, inoltre, stanno imparando molto bene la lezione di chi vuol arrivare fino in fondo: saper soffrire, giocare malino ma portare a casa i tre punti. E così il Sottomarino Giallo subisce per un tempo intero le iniziative di un Betis sfortunato che capitalizza poco (un gol di Damià) quanto costruito, ma ribalta la situazione nell’arco di tre minuti con Gonzalo Rodriguez e Llorente. Agli andalusi, protagonisti di una buona prova, rimane in mano un pugno di mosche. Idem dicasi per il Valladolid, che però non riesce nemmeno ad illudersi, a perforare la difesa del Valencia. La formazione di Emery aspetta sorniona il momento in cui piazzare la zampata vincente con il primo sigillo in Liga di Fernandes. Un Pipistrello così cinico non si vedeva dai tempi di Benitez, e quell’anno fu scudetto…

Raul non basta- Perde contatto il Real, stoppato in casa dall’Espanyol. Un doppio Raul, alla 209° e 210° rete in maglia merengues, infatti, non basta ai campioni in carica per aver la meglio sui catalani. Tamudo e Luis Garcia a segno per gli ospiti, ma l’hombre del partido è Kameni, strepitoso nell’opporsi al vero e proprio assalto dei madridisti.Il Real scivola a -3 dalla vetta e viene agganciato dal Barcellona.

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Record storico per Jimenez sulla panchina sivigliana
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Record e prime volte-Manolo Jimenez entra ufficialmente nella storia del Siviglia, portando a compimento una serie positiva lunga 6 mesi, un record assoluto. Il club andaluso con due gol per tempo travolge il povero Athletic Bilbao e scavalca il Real. A segno i soliti Kanoutè e Chevanton, ben coadiuvati da Renato e Correia. Poker anche per il Malaga in quel di Huelva, rimonta in extremis dell’Almeria al Coliseum. Il Getafe si porta avanti con Uche e Casquero, ma gli ospiti negli ultimi tre minuti di gioco acciuffano il pari grazie a Negredo e Chico. Ma la 6° giornata è anche la volta buona per due prime, ossia per le prime vittorie di Racing Santander e Sporting Gijon. Gli asturiani, dopo le scoppole patite con le big, raccolgono i frutti del bel gioco mostrato nelle altre partite, nel primo match della ’sua’ Liga. Il primo avversario alla portata, il Malaga, viene steso a domicilio. Primo sorriso per il Racing che, seppur immeritatamente, sbanca il Reyno de Navarra a tempo scaduto. A farne le spese è l’Osasuna, unica squadra rimasta con lo zero alla voce vittorie.

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Calcio Internazionale, Premier League

Super Liverpool in rimonta: è ancora primato col Chelsea. Sorpresa Hull

Kuyt salva i Reds David Rawcliffe/Propaganda/flickr.com

Super rimonta Reds firmata Kuyt
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LONDRA- L’emozione più vivida del weekend di Premier la regala Dirk Kuyt al 93′ di un City-Liverpool più avvincente che mai: la zampata dell’olandese completa una rimonta strepitosa, mette il sigillo su un blitz di capitale importanza e mantiene i Reds in vetta. Primato condiviso ancora con il Chelsea che sbriga la pratica Aston Villa, storica bestia nera, con facilità. Idem dicasi per lo United in quel di Blackburn, mentre Fabregas salva l’Arsenal dalla beffa. La sorpresa più bella, però, rimane l’Hull: le tigri espugnano il White Hart Lane inguaiando sempre di più il Tottenham e regalandosi il terzo posto in classifica.

Infiniti Reds- Pomeriggio dalle emozioni infinite al City of Manchester. Gli uomini di Benitez, di fronte ad un buon City, sfoderano una prova di carattere non da poco, confermandosi una delle più serie candidate al titolo. Il primo tempo è pura sofferenza per gli ospiti. Il trio carioca Robinho-Jo-Elano mette i brividi a Reina in più di un’occasione e al 18′ viene battuto da Ireland, abile nel risolvere una mischia in area. Il Liverpool non riesce a reagire, anzi, incassa il raddoppio di Garrido, la cui punizione di sinistro è micidiale. Benitez striglia i suoi all’intervallo e nella ripresa si vede un altro Liverpool. Torres accorcia subito le distanze, ma l’episodio chiave è alla mezz’ora, quando Zabaleta si fa cacciare lasciando i suoi in 10. Inizia così l’assedio Reds che culmina nel pari ancora di Torres e nella zampata a tempo scaduto di Kuyt. Liverpool in paradiso e City che, sebbene giochi un bel calcio, deve imparare a chiudere le partite.

Battuta la bestia nera- Tiene il passo il Chelsea. L’ostacolo Aston Villa non era tra i più semplici vista la cabala -nelle ultime 5 sfide nessuna vittoria- la classifica dei villans e le pesanti assenze (Carvalho, Essien, Drogba, Deco e Alex). I Blues di Scolari, però, sono più forti di tutto. Joe Cole e Terry, infatti, firmano il 2-0 senza storie che mantiene l’imbattibilità dell’era Scolari e l’86° risultato utile casalingo in Premier. Senza dimenticare il primato, ovviamente.

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Geovanni fa volare l’Hull
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United ok, inciampa l’Arsenal- Stesso risultato per il ritrovato Manchester. L’avvio stentato è solo un ricordo, le tre vittorie di fila parlano da sole. E allora nè il Blackburn nè un campo ai limiti della praticabilità possono spaventare i campioni d’Europa. Dopo un avvio combattuto, gli uomini di Ferguson prendono il sopravvento: Brown di testa e Rooney in contropiede legittimano questa supremazia. Se il Manchester risale la graduatoria, perde terreno l’Arsenal. La trasferta allo Stadium of Light rischia di trasformarsi nel 2° ko di fila e nell’inizio di una preoccupante crisi. Il giovane Leadbitter, infatti, stava per diventare l’eroe di giornata, ma un provvidenziale (per i Gunners) Fabregas salva i suoi da una sconfitta che, per quanto si è visto in campo, sarebbe stata decisamente ingiusta.

Colpaccio Hull- E allora l’impresa di giornata la firma l’Hull. Gli uomini di Brown, grazie ad una punizione bomba di Geovanni, affondano a domicilio il derelitto Tottenham. Spurs che, relegati in fondo al gruppo con appena due punti in cascina, non partivano così male da 96 anni. I Tigers, invece, festeggiano un successo storico ed un bellissimo terzo posto davanti alle big Manchester e Arsenal: meglio di così…

Le altre- Male le londinesi West Ham e Fulham, sconfitte da Bolton e West Bromwich. Respira il Middlesbrough espugnando il campo del Wigan, pari tra Everton e Newcastle. Chiude il Portsmouth vittorioso con i gol della premiata coppia Defoe-Crouch sullo Stoke City.

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Milan, Serie A

Brutto Milan a Cagliari: è solo 0-0

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Un buon Cagliari frena il Milan
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CAGLIARI- I fasti del derby sono già acqua passata. Il Milan approda a Cagliari e, sul campo dell’ultima in classifica, ricade negli antichi vizi. Cioè di andare in difficoltà con le piccole, buttare all’aria punti preziosi e rischiare addirittura la sconfitta. Un Milan troppo lezioso ed accademico in partite dove, al posto del fioretto, servirebbe la sciabola. Perchè si sa, gli scudetti si vincono al Sant’Elia o al Granillo, non negli scontri diretti.

Senza paura- I rossoblù, inchiodati ancora a zero, hanno un disperato bisogno di punti. Allegri, dunque, rischia tutto col 4-3-1-2 con Cossu alle spalle di Larrivey-Acquafresca. Ancelotti, invece, rispolvera il tridente ‘brasileiro’ visto nel derby e sceglie ancora Seedorf come vice Pirlo. L’occasione di avvicinarsi alla vetta è ghiotta, ma i rossoneri sono lontani parenti di quelli ammirati 7 giorni fa. E’ il Cagliari, infatti, a far la partita. Fini crossa in mezzo ma nessuno è pronto al tap in, Larrivey salta anche Abbiati ma mette fuori da posizione decentrata. La formazione ospite è troppo leziosa, poco incisiva, mentre gli isolani si sacrificano l’uno per l’altro e producono pure qualcosa di buono.

Colpaccio sfiorato- Nella ripresa cambia poco. Il Milan è sì più pimpante e convinto, ma non basta. E’ ancora l’undici di Allegri, infatti, ad andare vicino al vantaggio con Fini e Agostini, il cui errore sotto porta è clamoroso. Pato risponde con due iniziative,ma l’occasione più ghiotta degli ospiti capita ad Ambrosini. Peccato, però, che il suo colpo di testa sia salvato da Shevchenko appena entrato con Inzaghi per cercare il colpo da tre punti. Che non arriverà, perchè il pari diviene addirittura prezioso al 90′ quando Fini e Conti sciupano da pochi passi. La 4° vittoria consecutiva sfuma; i sardi muovono la classifica dopo aver sfiorato il colpaccio.

Serie A

Juve, Roma e Napoli Ko. Bene la Fiorentina, l’Udinese in vetta

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Doppio Quagliarella,Udinese in testa
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ROMA - Cade clamorosamente la Roma a Siena, perdono la Juve in casa e il Napoli in trasferta. Ringraziano l’Udinese che va al comando con Inter e Lazio a quota 13 e l’Atalanta che aggancia vola al secondo posto insieme al Palermo. Ma la 6/a giornata  della Serie A si ricorderà per il gran numero di espulsi: ben 9 nelle sole gare pomeridiane.

ATALANTA-SAMPDORIA 4-2
La Samp non sa più vincere. I blucerchiati perdono anche a Bergamo e rimangono nelle zone basse della classifica. Doriani in vantaggio con Cassano che di piatto destro supera Coppola. Gli orobici pareggiano e si portano in vantaggio prima con Floccari, poi con Garcis. Nella ripresa arriva su rigore sempre con Cassano il pari degli ospiti ma i nerazzurri nuovamente con Floccari e Doni chiudono il match. Samp in nove per le espulsioni di Accardi e Dessena.

CHIEVO-FIORENTINA 0-2
A Verona i viola superano il mal di trasferta e battono i clivensi con un gol per tempo: il primo quello di Kuzmanovic che confeziona assieme a Montolivo una punizione a sorpresa che beffa un’ingenua difesa gialloblù. Il secondo nella ripresa con un colpo di testa di Gilardino. Decisiva per i padroni di casa l’espulsione di Scardina alla fine della prima frazione.

GENOA-NAPOLI 3-2
E’ la gara più bella ed entusiasmante della 6/a giornata. Avvio shock dei padroni di casa che dopo 27 secondi vanno subito sotto con una rete del solito Lavezzi, bravo a sfruttare un’incomprensione tra Biava e Criscito al limite e a battere con un sinistro violentissimo un incolpevole Rubinho che si rifa qualche minuto dopo su un colpo di testa ravvicinato di Denis. Il pareggio del Grifone è affidato al greco Papasthatopoulos che riceve palla al limite, supera in velocità Santacroce e con un diagonale batte Gianello. Nella ripresa prima Palladino (7′) poi Milito (28′) completano l’opera rossoblu. Due minuti dopo Denis accorcia per i partenopei che allo scadere potrebbero pareggiare se Rubinho non togliesse dal sette un colpo di testa di Denis destinato in rete. Il Genoa ha chiuso la gara in nove (espulsi Papasthatopoulos e Rossi)

corrao/copyright flickr.com

Miccoli va valere la legge dell’ex
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JUVENTUS-PALERMO 1-2
Non è un buon periodo per la Juventus e la conferma la si ha dopo la gara casalinga persa contro il Palermo che non vinceva Torino dal 1962. Tre pareggi e una sconfitta non sono pochi per una squadra che punta allo scudetto. I gol: apre Miccoli (23′ pt) che ribatte in rete una respinta corta di Buffon, poi pareggia Del Piero (39′) su punizione e infine Michedlidze che finalizza alla perfezione un contropiede partito da Simplicio ( 36′ st). Juventus  in 10 dal 41′ del primo tempo per un’espulsione di Sissoko.

REGGINA-CATANIA 1-1
Per undici minuti a Catania hanno assaporato il profumo inebriante della vetta (il Napoli perdeva a Genova). Il tempo di esaltarsi per il gol di Paolucci (sinistro dal limite sotto la traversa) e di tornare sulla terra col gol di Costa lesto ad approfittare di una respinta corta di Bizzarri. Nel finale Paolucci lascia anzitempo il campo per un cartellino rosso.

SIENA-ROMA 1-0
Toscana maledetta per i giallorossi, verrebbe da dire visto che gli uomini di Spalletti dopo aver buttato via uno scudetto (quello scorso) sui campi di Firenze, Siena, Empoli e Livorno, si ripetono. Come un anno fa. Un Deja vu. Il gol che decide la gara in favore dei senesi è di Frick al 46′ del primo tempo che mette in rete un cross basso dalla destra di Maccarone. Roma in inferiorità numerica nella ripresa prima con Mexes, poi con Panucci.

UDINESE-TORINO 2-0
Quagliarella con un gol per tempo trascina l’Udinese in cima alla classifica a pari merito con Lazio e Inter. La notizia vera, però, è che Udinese-Torino è l’unica partita della domenica pomeriggio a finire con 22 giocatori in campo.

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