Calcio, Calcio Internazionale, Champions League, Juventus, Serie A

Punto della situazione in casa Juve

imagescadcihkf4A due giorni dalla partita col Siena è tempo di qualche bilancio in casa Juve.
Mercoledì i bianconeri hanno ottenuto i primi 3 punti Champions e protagonista della serata, oltre al nubifragio abbattutosi su Torino, è stato il 4-2-3-1 impiegato da Ferrara.

Il nuovo modulo ha sicuramente espresso i suoi lati positivi, puntualmente sottolineati dal tecnico: con i due mediani davanti alla difesa si è alzato il baricentro della manovra, fattore che ha permesso ai trequartisti di ricevere palla più avanti e proporre una Juve più offensiva di quella vista nelle uscite precedenti.
Buone infatti le prove di Diego e Giovinco in fase d’ attacco, nonché quelle di Melo e del ritrovato Sissoko in copertura.
Inoltre, un ottimo aspetto del 4-2-3-1 è che all’occorrenza può diventare un 4-4-2 nascosto, con Giovinco o Iaquinta (pensando al ritorno di Del Piero) che possono giocare da seconde punte e con un Diego a scalare nella posizione di fantasista dietro il tandem offensivo, in modo da non dare riferimenti alle difese avversarie.

Due le note dolenti. In primis la pochezza degli esterni difensivi: con un modulo del genere serve sia spinta che copertura sulle fasce, ma Grosso è ancora sotto i suoi standard mentre a destra Zebina non è affidabile né fisicamente (si è infortunato di nuovo) né tecnicamente. Se si aggiunge che Grygera ha ormai ampiamente dimostrato i suoi limiti e Caceres è un punto interrogativo che lascia più di una perplessità, c’è da preoccuparsi. La dirigenza sta infatti pensando al mercato di gennaio per rinforzare il settore difensivo di destra e ad emergere sono stati, ad oggi, i nomi di Zuniga (scambio con Molinaro), Rufinha e Behrami.

L’altro aspetto negativo è la scarsa gestione del gioco emersa in certe fasi del match. Contro il Maccabi, sopra 1-0 e con un uomo in più, i bianconeri son risultati a tratti frenetici, incapaci di proteggere e mettere in cassa forte il risultato, dando più di una volta la possibilità all’Haifa di ripartire e andare in goal. A sventare le occasioni degli israeliani ci è voluto infatti un super Buffon, cimentatosi in almeno tre parate decisive. Per una squadra che punta ai vertici sia in Italia che in Europa, è d’obbligo un ottimo possesso palla (stile Barcellona) e su questo Ferarra dovrà lavorare sicuramente.

Un’ ultima questione da prendere in analisi e che non fa certo onore alla Juve sono stati i commenti troppo agguerriti dei tifosi contro Ferrara, emersi in questi giorni sul web.
Se è vero che in questo inizio di stagione il c.t. juventino ha più di una volta peccato d’inesperienza in qualche scelta, è anche vero che ha sempre ammesso i suoi errori con dignità, cercando di rimediare coraggiosamente.
C’è da considerare, inoltre, che l’attuale tecnico bianconero è approdato alla guida di una Juve in pieno stato di rivoluzione tattica e far giocare bene una squadra con molto giocatori nuovi e, soprattutto, con un modulo mai adottato prima, non è certo facile.
E’ quindi giusto aspettare e dare al buon Ciro tutta la fiducia di cui merita.

Calcio Internazionale

L’Italia va ai mondiali, tra qualche polemica

m_lippi_0409051Si sono concluse le qualificazioni ai mondiali in Sudafrica della prossima estate, se si escludono gli ultimi spareggi. L’Italia si è qualificata brillantemente con sette vittorie e tre pareggi in totale, anche se le ultime due partite hanno lasciato dei dubbi, quantomeno sulla serenità emotiva del nostro Ct.

Se in Irlanda la squadra aveva giocato discretamente , sventando allo scadere una sconfitta che sarebbe stata veramente troppo pesante, con Cipro è subentrate la leggerezza e la poca concentrazione tipiche di una partita che non conta nulla. Qualcuno ha giocato bene qualcun’altro meno, ciò che conta è il raggiungimento del risultato. Lo sa Lippi e lo sappiamo noi tifosi, abituati a vedere delle qualificazioni storicamente  poco brillanti, in cui la nazionale non riesce ad esprimersi con intensità. Tant’è, è un difetto congenito cui ormai ci siamo rassegnati tutti.

Ciò che lascia perplessi in fondo sono le dichiarazioni dello stesso Lippi alla fine della partita con Cipro. Indignato dai fischi del pubblico di Parma se ne è lamentato in modo plateale ed esagerato. Il fatto è che abbiamo rischiato di perdere fino all’ultimo ma alla fine abbiamo vinto, in rimonta, esprimendo una buona intensità nel finale, con qualcuno dei fidati vecchietti che non ci stava proprio a lasciare i tre punti ai ciprioti. Le dichiarazioni di Lippi ricordano quelle di un tifoso, che si lamenta dei suoi compagni di tribuna perché, invece di incitare, fischiano. Posizione sacrosanta, nella bocca di un tifoso, poco edificante in quella di un Ct, che in fondo è il responsabile, idea socialmente accettata, delle brutte prestazioni della sua squadra. Non dico, ci mancherebbe, che debba giustificare una prestazione in parte poco birillante, ma nemmeno accendersi così per qualche fischio. Nemmeno pensare che l’abbia fatto per difendere i suoi giocatori sembra essere plausibile, dato il proposito qualche anno fa quando propose, cito a memoria, di appendere i suoi giocatori al muro e di prenderli a calci nel culo.

Lippi non accetta i fischi, non accetta nemmeno l’incitamento nel finale, quando la gente si è entusiasmata per la rimonta azzurra. Non ammette di essere criticato nemmeno dal pubblico pagante, che si sa, non è un soggetto molto affabile, come del resto è evidente che se un decimo degli spalti fischia, risalta molto se chi non fischia sta in silenzio.

Lippi sta perdendo la misura, nel senso che sta perdendo la capacità di confrontarsi dialetticamente con i suoi critici, incapace di affrontare serenamente il fatto che sono sempre di più. Fatica a rapportarsi con la stampa, fuggendo sempre più spesso di fronte alle domande scomode, su Cassano principalmente. Ricorda un po’ il Mourinho-style, incline al dialogo solo se è un monologo, e ricorda anche altri personaggi di italica fattura che è meglio non coinvolgere nel discorso.

Andrebbe riacquisita un po’ di serenità e, perché no, un po’ di umiltà. L’umiltà di raccontare ai giornalisti, che dei santi non sono di certo, il perché di certe scelte; l’umiltà di capire che il pubblico se non si diverte, e perde due a zero in casa con Cipro, fischia; l’umiltà di spiegare perché spera nella naturalizzazione di Amauri, che fino a ieri non segnava da mesi, o nel ritorno di Totti, fisicamente inadatto a disputare un mondiale.

Intanto rimane a casa una nazionale illustre come la Svezia di Ibrahimovic. Francia e Portogallo vanno agli spareggi europei. Si salva invece l’Argentina di Maradona, qualificata con l’ultimo posto utile, condannando l’Uruguay agli spareggi.

Squadre qualificate:

Danimarca, Svizzera, Slovacchia, Germania, Spagna, Inghilterra, Serbia, Italia, Olanda

Ghana, Costa d’Avorio

Brasile, Cile, Paraguay, Argentina

Australia, Corea del Sud, Giappone, Corea del Nord

USA, Messico, Honduras

Spareggi:

Francia, Portogallo, Russia Grecia teste di serie europee

Ucraina, Islanda, Bosnia, Slovenia non teste di serie europee

Bahrain-Nuova  Zelanda; Costa Rica-Uruguay

Calcio, Champions League, Coppa Uefa, Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Roma

Coppe europee: italiane in chiaroscuro

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Il risultato della tre giorni europea di questa settimana rivela un calcio italiano sempre più in difficoltà nel confronto con le altre realtà europee.

Se si considera la Champions League, saltano all’occhio da subito gli stentati pareggi di Juventus e Inter, le due migliori squadre italiane,  seppur non in un periodo brillantissimo. Se però il punto strappato dalla Juventus all’Allianz Arena di Monaco è molto importante, in quanto i tedeschi sono senza dubbio i diretti avversari per il primo posto del girone,  quello dell’Inter in Russia contro il Rubin Kazan, è un po’ più preoccupante.

In settimana Mourinho si è lamentato per l’atteggiamento dei giornalisti riguardo i passi falsi della sua squadra, giudicati sempre troppo duramente a differenza di quelli della rivali. Certamente il tecnico portoghese non ha tutti i torti, l’Inter è sempre sulla cresta dell’onda ed ogni non-vittoria fa scalpore. Vedere però i nerazzurri subire per novanta minuti contro una squadra all’esordio in Champions non fa certamente dormire sogni tranquilli ai tifosi interisti e al movimento calcistico italiano in generale.

Il nodo fondamentale infatti di questa e della prossima annata europea consiste nel ranking UEFA che assegna ad ogni nazione il numero di squadre ammesse alle competizioni . Se le italiane non faranno bene in questo biennio è  molto probabile che dovranno rinunciare ad una squadra in Champions, passando da quattro a tre partecipanti.

La disarmante sconfitta del Milan in casa con gli svizzeri dello Zurigo è un’altro brutto segnale in questo senso. Paradossalmente a salvare la faccia dell’Italia ci ha pensato al più giovane delle quattro rappresentanti, impegnata nella partita più difficile. La Fiorentina di Prandelli ha disputato infatti un incontro perfetto contro il Liverpool, sconfiggendolo due a zero senza appello. I viola sono stati in grado di mettere sotto i Reds primo tempo e di resistere con ordine al loro ritorno nella ripresa. Dopo la sconfitta di Lione, la qualificazione ora non è più un miraggio.

Gruppo A

Bayern Monaco(4)-Juventus (2) 0-0; Bordeaux(4)-Maccabi Haifa(0) 1-0

Gruppo C

Milan(3)-Zurigo(3) 0-1; Real Madrid(6)-Olympique Marsiglia(0) 3-0

Gruppo E

Debrecen(0)-Lione(6) 0-4; Fiorentina(3)-Liverpool(3) 2-0

Gruppo F

Rubin Kazan(1)-Inter(2) 1-1; Barcellona(4)-Dinamo Kiev(3) 2-0

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Vanno un po’ meglio le italiane in Europa League, ma le avversarie sono di ben altra caratura. La Roma si risolleva dalla sconfitta di Basilea e batte due a zero il Cska Sofia, mentre la Lazio surclassa quattro a zero in trasferta il Levski, completando il trionfo nel derby incrociato Roma/Sofia.

Cade invece a Valencia il Genoa, alla quarta partita senza vittorie, dopo aver chiuso in vantaggio il primo tempo per uno a zero. Tutte e tre le squadre sono ora a tre punti in due partite, pienamente in corsa per il passaggio del turno, ma tutte con difficoltà più o meno gravi. Da anni le prestazioni delle italiane nella vecchia Coppa Uefa, ora Europa League, non sono all’altezza, soprattutto in confronto agli anni novanta, quando otto edizioni su undici furono conquistate dalle nostre formazioni, e spesso con derby tricolori in finale. L’ultima squadra italiana a vincerla fu il Parma nel 1999, le ultime ad arrivare in semifinale la Fiorentina nel 2008 lo stesso Parma nel 2005.

Gruppo B

Slavia Praga(0)-Lille(4) 1-5; Valencia(4)-Genoa(3) 3-2

Gruppo E

Fulham(4)-Basilea(3) 1-0; Roma(3)-CSKA Sofia(1) 2-0

gruppo G

Levski Sofia(0)-Lazio(3) 0-4; Rb Salzburg(6)-Villareal(3) 2-0

Serie A

Serie A 2009/2010 - quinta e sesta giornata

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Turni ravvicinati per il massimo campionato italiano, primi segni di stanchezza delle grandi.

Nell’infrasettimanale si fermano le capoliste Sampdoria e Juventus. Ii bianconeri si salvano con Trezeguet per un pareggio che sta stretto in casa del Genoa, per i blucerchiati una sconfitta senza appello  contro una ritrovata Fiorentina, capace di resistere alle iniziative blucerchiate per poi colpire senza pietà con Jovetic e Gilardino.

In tutto ciò si reinserisce l’Inter, che schiaccia il Napoli con due gol della sempre più letale coppia Milito - Eto’o nei primi cinque minuti, e un sorprendente Parma, capace di espugnare l’Olimpico targato Lazio, grazie anche ad un gol del ritrovato Bojinov.

Continua la lenta ripresa della Roma che porta a casa un buon pareggio da Palermo grazie a un rigore di Totti allo scadere, così come non accenna a fermarsi la crisi del Milan, sconfitto di misura a Udine per mano del solito Di Natale.

Nelle retrovie si ritrova il Bologna che sconfigge il Livorno mentre cade in casa il Bari al cospetto di un Cagliari davvero efficace. Pareggio a reti bianche per l’Atalanta del neoallenatore Conte contro il Catania, così come fra Siena e Chievo.

Risultati

Palermo-Roma 3-3;  Lazio-Parma 1-2; Bologna-Livorno 2-0; Siena-Chievo 0-0; Udinese-Milan 1-0;  Inter-Napoli 3-1; Fiorentina-Sampdoria 2-0; Atalanta-Catania 0-0; Bari-Cagliari 0-1; Genoa-Juventus 2-2

Il weekend si apre invece con la strepitosa vittoria della Sampdoria ai danni dell’Inter in una partita emozionante e in bilico dal primo all’ultimo minuto. A decidere la gara uno dei pochi errori della retroguardia nerazzurra punita dalla combinazione nello stretto firmata Palombo, Mannini e Pazzini. La notizia sta più che altro nel fatto che non ci sia di mezzo Cassano. Il fenomeno blucerchiato in realtà ha dato il suo disciplinato contributo nello stoppare sul nascere ogni velleità offensiva di Maicon, oltre a qualche bella giocata. Alla fine dei conti l’Inter ha pagato oltremisura la poca grinta, di fronte all’aggressività della squadra di Del Neri, protagonista di una serata eccezionale.

Complice il pareggio interno della Juventus con il Bologna, i blucerchiati sono in testa alla classifica da soli dopo quasi diciannove anni. La condizione fisica sarà l’incognita del loro campionato. Alle loro spalle continua il periodo no dei cugini del Genoa sconfitti a Udine. Si ferma anche il Parma fermato in casa da un Cagliari alla seconda vittoria esterna consecutiva.

Continua il buon momento della Fiorentina che vince a Livorno, mentre risorge finalmente il Napoli vittorioso al San Paolo contro il Siena. Pareggi per le altre, da sottolineare quello interno del Milan, messo sotto per larghi tratti del match da un Bari sempre più sorprendente, capace di uscire indenne con merito da San Siro due volte in questo inizio di campionato.

Risultati

Sampdoria-Inter 1-0; Livorno-Fiorentina 0-1; Udinese-Genoa 2-0; Juventus-Bologna 1-1; Catania-Roma 1-1; Parma-Cagliari 0-2; Chievo-Atalanta 1-1; Lazio-Palermo 1-1; Napoli-Siena 2-1; Milan-Bari 0-0.

Classifica

Sampdoria 15; Juventus 14; Fiorentina, Inter 13; Udinese 11; Genoa, Parma 10; Chievo, Lazio, Milan, Roma 8; Bari, Cagliari, Napoli 7; Bologna, Palermo 6; Siena 4; Catania 3; Atalanta, Livorno 2.

Calcio, Fiorentina, Roma, Sampdoria, Serie A

Serie A 2009/2010 - quarta giornata

Rimangono due le squadre a punteggio pieno con dodici punti in quattro partite, JuventusSampdoria. Cade il Genoa, probabilmente a causa delle fatiche di coppa.  l’Inter tiene il passo con autorità grazie a Milito mentre risorge la Roma con un Totti sontuoso. In coda il Bari demolisce l’Atalanta che esonera Gregucci per chiamare Antonio Conte.

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Sampdoria-Siena 4-1

Per la Sampdoria di Del Neri è record assoluto. Mai infatti i blucerchiati avevano vinto le prime quattro gare di campionato e Cassano e compagni non si sono fatti sfuggire l’occasione per continuare a sognare. Nei primi venti minuti però se la cava meglio il Siena che crea un gran volume di gioco e qualche buona occasione. Tutto ciò fino al lampo di Cassano che al ventiduesimo impegna severamente Curci. Un minuto dopo è Palombo a portare in vantaggio i suoi con una bella incursione centrale. Sebbene i bianconeri di Giampaolo continuino a giocare bene e a mettere in difficoltà i doriani, è ancora il numero novantanove a illuminare Marassi servendo una palla deliziosa a Mannini (ancora un gol per lui) per il raddoppio al trentunesimo. La ripresa si apre con il gol di Padalino, subentrato all’nifortunato Semioli (un mese di stop), lesto a ribadire in rete una corta respinta di Curci su tiro ancorauna volta di Cassano.  Il Siena prova a riaprire la partita ma riesce solo a segnare il gol della bandiera con Fini al sessantottesimo, prima del definitivo quattro a uno ancora di Padalino, ancora su una corta respinta del portiere senese. La Samp si conferma squadra capace di soffrire, anche in casa e con un potenziale offensivo di assoluto valore, in grado di creare occasioni eccellenti in qualunque momento. Già mercoledì a Firenze i blucerchiati sono attesi dal classico esame di maturità.

Roma-Fiorentina 3-1

Se la Samp va a Firenze per confermarsi, i viola hanno bisogno di ossigeno per risollevarsi dopo due sconfitte pesanti con LioneRoma. Eppure fino al rigore causato da un mani di Gamberini al ventisettesimo, la Fiorentina ha giocato bene tenendo testa ad una Roma molto determinata e compatta, come auspicato da Ranieri in settimana. Dopo aver trasformato con freddezza il rigore Totti diventa protagonista cinque minuti dopo ribadendo in rete con un gran destro una maldestra respinta della difesa viola. Passa qualche altro minuto e il capitano giallorosso chiude il match con un preciso assist per la testa di De Rossi abile ad insaccare in corsa. All’intervallo è tre a zero Roma. Nella ripresa la Fiorentina cerca di rifarsi sotto ma riesce ad accorciare solo nel finale con Gilardino grazie ad un erroe di Perrotta. La Roma riparte e lo fa alla grande anche se,come dichiarato da De Rossi a fine gara, solo con la continuità si raccolgono risultati. La curva sud spera che questo non sia un singolo exploit, dopotutto il campionato è appena iniziato.

Risultati

Napoli-Udinese 0-0; Juventus-Livorno 2-0; Catania-Lazio 1-1; Milan-Bologna 1-0;  Cagliari-Inter 1-2; Parma-Palermo 1-0;  Bari-Atalanta 4-1;  Chievo-Genoa 3-1.

Classifica

Juventus, Sampdoria 12; Inter 10; Genoa 9; Fiorentina, Lazio, Milan, Parma 7; Bari, Chievo, Roma 6; Udinese 5; Napoli, Palermo 4; Siena 3; Bologna, Livorno 2; Cagliari, Catania 1; Atalanta 0.

Champions League, Fiorentina, Inter, Juventus, Milan

Champions League: al via la fase a gironi

champions-league1Giocata la prima giornata dei gironi di Champions, l’impressione è che le italiane faticheranno molto a diventare protagoniste.

Il Milan si conferma squadra “copetera” grazie soprattutto a Inzaghi, puntualmente a segno ogni volta che viene chiamato in causa, sessantotto reti per lui nelle competizione europee. In chiaroscuro Juventus e Inter, la prima fermata in casa da un Bordeaux tosto e fortunato, la seconda incapace di lottare alla pari con un Barcellona apparso fin troppo lezioso. Cade invece la Fiorentina al cospetto del Lione, già giustiziere dei viola lo scorso anno.

Gruppo A

Juventus-Bordeaux 1-1

La Juventus inizia con un mezzo passo falso anche se il Bordeaux, in grado di scalzare il Lione dal trono della Ligue 1, è una squadra tutt’altro che semplice da affrontare. L’inizio infatti è a favore dei Girondins che si rendono pericolosi più volte dalle parti di Buffon. I bianconeri sono bravi a resistere e reagire grazie anche a un Giovinco molto attivo.  Nella ripresa i ritmi rimangono alti nonostante il campo pesante e la pioggia. A cominciare meglio è ancora il Bordeaux con una grande occasione per Gourcuff al quarto. poco dopo però è la Juve a passare grazie a Iaquinta, bravo a finalizzare un ottimo assist in profondità di Cannavaro. Con la partita in mano i bianconeri sembrano in grado di raddoppiare ma inaspettato (e probabilmente in fuorigioco) arriva il pareggio del Bordeaux con Plasil in mischia. I bianconeri non ci stanno e provano a vincere costruendo alcune buone occasioni, su tutte la clamorosa traversa di Marchisio allo scadere. Alla fine, pareggio più che giusto.

Maccabi Haifa-Bayern Monaco 0-3

Gruppo B

Wolfsburg-CSKA Mosca 3-1, Besiktas Istanbul-Manchester United 0-1

Gruppo C

Olympique Marsiglia-Milan 1-2

I francesi iniziano arrembanti e pressano molto il Milan che non riesce a costruire molto. La difesa rossonera si ritrova impegnata costantemente dalle sgroppate di Niang, Brandao e Kaborè. Ci pensa Seedorf alla mezz’ora ad illuminare il Velodrome con un perfetto assist per l’eterno Inzaghi, bravo ad insaccare da due passi. Il Milan acquisisce fiducia e inizia a giocare meglio, concludendo il primo tempo in vantaggio. Ad inizio ripresa però l’O.M. pareggia con Heinze, servito da Cheyrou su calcio piazzato. Questa volta sono i francesi ad iniziare a crederci e riprendono a pressare come a inizio gara alla ricerca del gol vittoria. Fortunatamente per la squadra di Leonardo, ancora Seedorf e Inzaghi confezionano il nuovo vantaggio rossonero in una delle rare sortite offensive della ripresa. Molto più solido delle recenti uscite, il Milan tiene e riesce a portare a casa tre punti d’oro.

Zurigo-Real Madrid 2-5

Gruppo D

Chelsea-Porto 1-0, Atletico Madrid-APOEL Nicosia 0-0

Gruppo E

Lione-Fiorentina 1-0

Inizia male la seconda avventura consecutiva dei viola in Champions. Di nuovo contro il Lione il risultato è amaro. Nel primo tempo infatti l’undici di Prandelli se la gioca alla pari e forse meglio dei francesi, creando buone occasioni nonostante la partita sia bloccata e poco spettacolare. Il nervosismo che porta a tre cartellini gialli ravvicinat i, per Lisandro, Pjanic e Gobbi, raggiunge il culmine allo scadere del primo tempo con il rosso a Gilardino, che colpisce con una gomitata Toulalan. Un’espulsione forse esagerata che lascia i viola in dieci per tutto il secondo tempo. Il Lione è bravo ad approfittarne senza frenesia e a trovare il gol vittoria con Pjanic a un quarto d’ora dal termine. La Fiorentina stremata riesce a limitare il passivo grazie ad un superlativo Frey e si appresta ad affrontare almeno due partite senza il suo principale terminale offensivo.

Liverpool-Debrecen 1-0

Gruppo F

Dinamo Kiev-Rubin Kazan 3-1

Inter-Barcellona 0-0

La sfida più attesa della giornata fra campioni d’Italia e campioni di Spagna e d’Europa finisce con un deludente zero a zero. Fin dall’inizio è il Barcellona a fare la partita e a creare i maggiori pericoli, senza riuscire però a passare, con Ibrahimovic che manca due ottime occasioni nei minuti iniziali. L’Inter da segni di ripresa verso la meezz’ora grazie alle buone iniziative di Maicon e Sneijder ma il risultato non si sblocca. Nel secondo tempo i blaugrana continuano a mantenere l’iniziativa e schiacciano ripetutamente l’Inter. Nonostante tutto i nerazzurri riescono a creare alcune ghiotte occasioni ma Milito, lanciato ripetutamente dai compagni, non pare in serata e non riesce a concretizzare. Alla fine un pareggio che accontenta tutti ma che lascia un’impressione di netta superiorità del Barcellona, in grado di costringere l’Inter sulla difensiva per gran parte del match.

Gruppo G

Siviglia-Unirea Urziceni 2-0, Stoccarda-Rangers 1-1

Gruppo H

Standard Liegi-Arsenal 2-3, Olympiakos-AZ Alkmaar 1-0

Atalanta, Calcio, Genoa, Napoli, Sampdoria, Serie A

Serie A 2009/2010 - terza giornata

Lanterna

Non c’è dubbio che la notizia della settimana sia la Genova calcistica in testa alla classifica di serie A. Genoa e Sampdoria inanellano la terza vittoria su tre incontri e in coabitazione con la Juventus guardano tutte le altre dall’alto. Si tratta probabilmente di una situazione provvisoria, di certo tappa importante della rivalutazione delle due squadre, iniziata ormai qualche anno fa. Non ha molto senso andare a commentare la classifica delle altre, in quanto i distacchi sono esigui e le giornate giocate troppo poche. Per ora i tifosi genovesi se la godono e hanno tutte le ragioni per farlo.

Genoa-Napoli 4-1

Il Genoa vince e convince contro un Napoli ancora una volta poco attento a cogliere le occasioni. Da subito la partita è bella e ricca di occasioni. Nemmeno l’espulsione di Criscito (apparsa esagerata visti i numerosi vaff… scanditi un po’ dappertutto sui campi. Un po’ di uniformità di giudizio sarebbe necessaria) rallenta i ritmi.  Il Napoli sfrutta la  superiorità e passa per primo con un bel gol di Hamšik servito magistralmente da Quagliarella nello stretto. I rossoblù non si scompongono e prima del riposo pareggiano con un rigore concesso per un fallo (dubbio) di Campagnaro su Sculli. L’ex sampdoriano nell’occasione viene espulso e l’esordiente  Floccari pareggia mandando in delirio Marassi.

La ripresa è un monologo dei ragazzi di Gasperini, troppo affamati per concedere al Napoli qualunque possibilità. Al cinquantacinquesimo Amelia pesca sulla sinistra Mesto che stoppa, rientra verso il centro e segna con un siluro dalla distanza. Gli azzurri a questo punto si sbilanciano alla ricerca del pareggio, costruendo un paio di buone occasioni, ma è ancora il Genoa a colpire in contropiede, prima con Crespo, servito da Palacio al settantacinquesimo, e poi con un altro rigore, questa volta messo a segno da Kharja allo scadere.

I rossoblù continuano con il ritmo casalingo della scorsa stagione, e cominciano a sognare. Il Napoli invece conferma i suoi limiti in trasferta con due sconfitte su due partite giocate e sette gol subiti.

Atalanta-Sampdoria 0-1

Continua anche la marcia della Samp di Del Neri, solida, bella  e fortunata.

Solida perché in grado di costruire comunque qualche buona occasione in un primo tempo controllato dall”Atalanta, che sfiora il gol con Padoin e Ceravolo,  e perché capace di giocare bene anche in dieci dopo l’espulsione di Tissone a inizio ripresa.

Bella per il bel gioco, che si trasforma in oro al diciottesimo della ripresa, quando Cassano semina mezza difesa orobica e serve a Mannini, secondo gol consecutivo per l’esterno ex Napoli, la palla d’oro per l ‘uno a zero.  Bella anche nella forma degli interventi di Castellazzi, vera saracinesca nel secondo tempo.

Fortunata perché in grado di sopravvivere indenne all’arrembante reazione dell’Atalanta che prima spreca con Doni, e poi colpisce due pali clamorosi con Valdes e Tiribocchi a tempo scaduto. La fortuna aiuta gli audaci, si dice. Per ora la Sampdoria incarna perfettamente il detto e vince. L’Atalanta invece avrebbe bisogno di un buon risultato per scacciare i fantasmi dell’ultimo, immeritatissimo, posto in classifica. Per ora il debito con la fortuna della Dea cresce.

Risultati

Livorno-MIlano 0-0; Lazio-Juventus 0-2; Atalanta-Sampdoria 0-1; Palermo-Bari 1-1; Siena-Roma 1-2; Fiorentina-Cagliari 1-0; Inter-Parma 2-0; Bologna-Chievo 0-2; Udinese-Catania 4-2; Genoa-Napoli 4-1

Classifica

Genoa, Juventus, Sampdoria 9; Fiorentina, Inter 7; Lazio 6; Milan, Palermo, Parma, Udinese 4; Bari, Chievo, Napoli, Roma, Siena 3; Bologna, Livorno 2; Cagliari 1; Atalanta, Catania 0

Calcio, Calcio Internazionale, Italia, Mondiali 2010

Qualificazioni mondiali: l’Italia vicinissima al Sudafrica

La nazionale azzurra archivia la settimana di impegni internazionali con due vittorie importanti. Le partite contro Georgia e Bulgaria, terminate entrambe due a zero hanno offerto però uno spettacolo ben diverso. Sabato scorso a Tbilisi l’Italia ha giocato maluccio, ha creato pochissimo, rischiando troppo contro una squadra quadrata, ma comunque inferiore sotto tutti i punti di vista.
Soprattutto nel primo tempo la Georgia di Cùper ha disputato una partita coraggiosa e ammirevole. Nella ripresa due autogol del milanista Kaladze, uno sfortunato e uno clamoroso, hanno spianato la strada agli azzurri. Dopo una prova così ci si sarebbe aspettati una partita più difficile con la Bulgaria. A Torino invece la nazionale ha sfoderato una prova maiuscola, soprattutto nel primo tempo, creando molto e segnando due gol molto belli con Grosso, servito da Pirlo, e con Iaquinta, dopo un bel duetto con Gilardino. La Bulgaria per la verità non è stata a guardare e, nonostante la scarsa vena della stella Berbatov, ha creato comunque diverse palle gol, sventate da un Buffon stellare e da una difesa finalmente attenta e intensa.

La chiave di un cambio così netto nel rendimento e soprattutto nel gioco, può essere cercata nel nuovo modulo, il 4-3-1-2 invece del 4-4-2, con Pirlo, molto in difficoltà sabato da regista arretrato, a fare da rifinitore. Non a caso il rinnovato schema di gioco è lo stesso della Juventus di Ferrara, ex collaboratore di Lippi, così come sette undicesimi dei titolari azzurri erano ieri giocatori della Juve.

Il recupero di uno stile di gioco abbandonato da qualche anno per ora sembra pagare, sia in campionato, con una Juve spettacolare ed efficace, sia in nazionale, dove gli stessi interpreti sono riusciti ad esportare la qualità mostrata nel club. È evidente insomma come Lippi abbia scelto di costruire la sua nuova Italia sulla squadra di Ferrara, in nome della solidità del gruppo, rischiando però di venire meno al proposito di meritocrazia sbandierato al momento del suo ritorno sulla panchina azzurra.

Non si tratta del solito Cassano, sempre più un mistero, ma di molti altri giocatori rimasti ai margini del gruppo azzurro pur con prestaizoni convincenti in Italia e all’estero. Lippi ha preferito una strada difficile che vede la prossima tappa nella naturalizzazione di Amauri. Il rischio concreto è un raffreddamento degli appassionati (non juventini), ma tant’è, si parla di un campione del mondo che in Germania ha vinto senza nessuna stella, che gode della fiducia incondizionata dell’ambiente e ha tutto il diritto di fare le sue scelte. Intanto, basterà un pareggio in Irlanda o una vittoria contro Cipro per ottenere la certezza della qualificazione, a tutto il resto si penserà a giugno.

I gironi europei

Nel gruppo uno la Danimarca impatta in Albania 1-1 ma sembra in grado di mantenere i tre punti di vantaggio per la qualificazione diretta. A giocarsi il secondo posto Svezia, Portogallo e Ungheria, con gli svedesi in vantaggio di due punti sulle altre e i portoghesi con un migliore calendario. Probabilmente uno fra Ronaldo e Ibrahimovic non andrà in Sudafrica.

Situazione simile nel gruppo due con la Svizzera avanti e quasi qualificata e la lotta per il secondo posto con Grecia, Lettonia e, più staccata, Israele. I greci hanno il vantaggio dello scontro diretto in casa contro i lettoni.

Nel gruppo tre invece prevale la sorprendente Slovacchia. Per il secondo posto Irlanda del Nord, Repubblica Ceca, Slovenia e Polonia sono molto vicine. A decidere chi accederà agli spareggi saranno i molti scontri diretti ancora da giocare.

Nel gruppo quattro Germania e Russia si giocheranno il primo posto nello scontro diretto, in Russia.

Nel gruppo cinque la Spagna è nettamente prima. La Turchia non è riuscita a vincere in Bosnia e ha perso quasi tutte le speranze di aggancio al secondo posto. Agli spareggi probabilmente andranno proprio i bosniaci.

Nel gruppo sei lInghilterra di Capello è già qualificata. Ucraina e Croazia si giocano il secondo posto. I broati aono avanti di due punti ma con una partita in più. Per superarli lUcraina deve battere in casa l’Inghilterra per poi giocarsi tutto nell’ultima giornata.

Nel gruppo sette la Francia pareggia in Serbia e, complici i risultati favorevoli delle inseguitrici, Austria e Romania pareggiano, la Lituania perde con le Isole Faroe, si assicura praticamente il secondo posto. Saldamente prima rimane la Serbia.

Nel gruppo otto l’Italia è a un passo dla primo posto e l’Irlanda di Trapattoni e Tardelli, a meno di stravolgimenti improbabili, andrà agli spareggi.

L’Olanda ha vinto il gruppo nove. La Norvegia è seconda a scapito della Scozia.

Squadre qualificate

UEFA: Spagna, Inghilterra, Olanda.

CAF: Sudafrica, Ghana.

CONMEBOL: Brasile, Paraguay.

AFC: Australia, Corea del Sud, Giappone, Corea del Nord.

Juventus

Diego e la Juventus

Dopo 10 anni la Juve torna ad avere il suo trequartista, giocatore atipico in quanto riesce a coprire la zona di centro campo e proporsi in quella d’attacco con inserimenti intelligenti .

Diego potrebbe essere per certi versi croce e delizia della vecchia signora.
Croce per possibili problemi di dualismo con il capitano Del Piero dal quale molto probabilmente si sente oscurato e delizia per l’imprevedibilita’ nel gioco di attacco dal quale era orfana la Juve di Ranieri basata tutto su sudore determinazione e poca fantasia.

Molto probabilmente qust’ anno la Juve puo essere considerata la vera antagonista dell’Inter.

Calcio

Tessere italiane e rigurgiti britannici

tessera

Per limitare la violenza negli stadi, da gennaio il governo renderà obbligatoria la tanto discussa tessera del tifoso. Questa card personale sarà indispensabile per acquistare i tagliandi delle partite in trasferta, quelli per intenderci che già oggi non vengono venduti ai botteghini il giorno dell’incontro. Nei prossimi mesi la tessera verrà distribuita, per ora solo da alcune società di calcio, solamente a quei tifosi che negli ultimi cinque anni non abbiano ricevuto alcuna diffida legata a episodi di violenza, indipendentemente dal fatto che abbiano scontato o meno il DASPO (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) a loro carico.
In questo modo i possessori della tessera del tifoso saranno gli unici a poter seguire in trasferta la propria squadra. L’effetto collaterale, non da poco, è che tale misura blocca di fatto non solo gli individui considerati a rischio, ma anche tutti i non residenti nella città della propria squadra, in quanto tessera e biglietto possono essere acquistati solo lì.

Le reazioni a questo controverso provvedimento sono state varie. Alcune società sposano il progetto governativo, Milan e Fiorentina su tutte, altre invece tentennano. Alla fine probabilmente tutte si dovranno adeguare, pena la rinuncia ai propri supporter in trasferta.
In futuro dunque accedere al settore ospiti sarà sempre più difficile, confermando la linea dei provvedimenti emanati a seguito dell’omicidio Raciti del febbraio 2007, dal biglietto nominale con posto numerato anche nei settori popolari, al divieto di esporre striscioni e introdurre fumogeni negli stadi.
Dopo due anni i dati parlano di un effettivo calo degli episodi di violenza, ma è evidente che, creando dei deterrenti di questo tipo, il rischio che il risultato sia solamente la conseguenza di un raffreddamento generale delle tifoserie è concreto. Si tratta di capire quanto la tessera del tifoso possa essere utile ad arginare il fenomeno della violenza, caratteristica di un’esigua parte del popolo delle curve, e quanto finisca invece per allontanare i tifosi “ufficiali”, come li definisce il decreto ministeriale che la presenta.

Le misure italiane si ispirano al modello inglese tatcheriano, avviato dopo la tragedia dell’Heysel nel 1985. Posti solo a sedere, telecamere e steward ovunque, celle negli stadi e pene severissime hanno rivoluzionato la veste degli stadi britannici. Uno degli effetti collaterali è stato il calo del pubblico popolare, causato dal sensibile aumento del prezzo dei biglietti. A conti fatti poi, il fenomeno hooligans non è stato sconfitto del tutto, piuttosto è stato trasportato lontano dagli stadi. È di ieri la notizia che le firm di West Ham e Millwall si sono incontrate di nuovo dopo quattro anni e un ragazzo è stato accoltellato.
Il modello inglese ha condotto dunque ad un profondo restyling, soprattutto riguardante l’aspetto esteriore, mediatico, degli incontri. La presenza delle televisioni si è fatta così sempre più ingombrante, basti pensare all’equazione stadio vuoto uguale più spettatori a casa.

In Italia il tentativo di uniformarsi a tale modello sociale ed economico è evidente ma le differenze non mancano. È il concetto stesso di ultras a differire da quello di hooligan. Il primo si lega ad idee precise, legate ad una cultura sportiva ben identificata, mentre il secondo si dedica esclusivamente allo scontro violento con gli avversari. Lo scopo del Movimento Ultras è quello di riportare il calcio alle sue origini, “passione, non speculazione”, contro la deriva economica che lo caratterizza da diversi anni. Il termine ultras è più accostabile a quello di firm, con cui si identificano i gruppi di tifosi britannici. I contesti sono allora profondamente differenti. Accade poi anche in Italia che alcuni gruppi isolati si dedichino agli scontri con le tifoserie rivali o con le forze dell’ordine ed è sicuramente un problema grave, da contrastare.

La soluzione italiana è la tessera del tifoso ma rimane l’interrogativo, limitare, anche solo parzialmente, la libertà di tutti per limitare gli eccessi di pochi è una strada valida? Allo stesso modo, siamo preparati ad un calcio sempre più freddo e televisivo, ricalcato sul modello inglese? Vedremo cosa succederà in questa stagione, fatto sta che i provvedimenti governativi sul tema non creano mai la serenità necessaria fra le parti, tutt’altro.

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