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Lunedi' 5 marzo 2001


di Paola Gottardi

INTERESSA ANCORA ROBERT?
A lungo sono stati sul punto di prenderlo, poi l’interesse si è raffreddato. Adesso è direttamente Laurent Robert che vuole lasciare il Paris Saint Germain e, dunque, il Milan, in teoria non avrebbe più ostacoli, visto pure che il club francese ha bisogno di liberarsi degli elementi con alto ingaggio. Il problema è che, al momento, tutto tace in casa rossonera. Ancora divisa la dirigenza sul successore di Zaccheroni, cosa che condiziona il mercato, Rui Costa in cima ai pensieri, per il transalpino nessuno si muove. E qualche club inglese è pronto ad approfittarne.
ECCO CHE COSA VUOLE CONCEICAO
Che sopportasse malissimo la panchina si sapeva, anche Eriksson, che pure lo aveva voluto alla Lazio, fece i conti con le ire di Sergio Conceiçao. Ora il portoghese si sfoga anche contro Ulivieri e chiede chiarezza al Parma. Dietro, più che una questione di soldi, c’è un discreto stuolo di pretendenti, con in testa Cragnotti, che riprenderebbe subito l’esterno destro, soprattutto se Zoff dovesse centrare la Champions League, dato che il futuro romano di Poborsky appare incerto. Ma quanto è ancora forte la linea diretta tra il patron biancoceleste e Tanzi, ora che si è intromesso il presidente della Roma, Sensi?

LA BRUTTA DIFESA
Chi ritiene Dino Zoff soddisfatto della sua Lazio si sbaglia di grosso. Il tecnico ha incamerato i tre punti di Brescia ma è davvero arrabbiato e preoccupato per la scarsa tenuta difensiva. Quando manca Nesta sono dolori, Mihajlovic, ormai, può solo stare a centrocampo. Il fatto è che il serbo non gradisce tale collocazione, mentre il tecnico ha capito che non può più fidarsi di lui al centro del reparto arretrato. Un braccio di ferro tattico-ideologico che, tuttavia, ha già il risultato finale scritto da tempo: Sinisa partirà, anche perché nessuno, nello spogliatoio, mostra di volerlo ancora.

PESSOTTO STIA BUONO
Ormai sta diventando un simpatico (talvolta) caso per la Juve: Gianluca Pessotto non è nuovo a gesti di fair-play, ma ieri ha veramente rischiato di scatenare il finimondo. Ora gli chiederanno di star più tranquillo o, quantomeno, di essere maggiormente accorto. Come poteva pensare, il giovanotto, che la sua ammissione di contatto nell’episodio in area con Alberto non fosse subito ripresa e scaricata via-tv dall’Udinese? In casa bianconera non hanno gradito granché la sortita del loro giocatore, al quale ricorderanno che, in certe situazioni, il silenzio è d’oro.
SCONCERTI VIOLA
Da una parte c’è Mario Sconcerti, cui Cecchi Gori ha ormai lasciato la patata bollente di una Fiorentina in piena crisi. Al neo-dirigente non manca il senso del colpo di scena, ultimo dei quali l’arrivo di Ottavio Bianchi al posto di Antognoni quale direttore generale. Ma gli fa da contraltare lo sconcerto dello spogliatoio, Rui Costa in testa: i giocatori si sono sentiti scavalcati e traditi nella vicenda-Terim e il portoghese sta cominciando a tirar fuori i panni sporchi. Che, se i rapporti col patron continueranno così, non saranno sicuramente lavati in famiglia. Sconcerti ne prenda atto prima che sia tardi.
GALLIANI, RAGIONI E COLPE
All’inizio sembrava una battuta: ieri la Lazio, oggi la Roma, lo scudetto viaggia nella Capitale perché entrambi i club sono quotati in Borsa. Ma, alla luce di quanto si vede giornata dopo giornata, le parole di Adriano Galliani sono sempre più d’attualità. Inoltre c’è da considerare l’amicizia tra Sensi e Giraudo che ha praticamente portato la Juve a una sorta di curioso patto di non belligeranza con la società giallorossa, la quale ha ormai dimenticato lo stesso tacito accordo un tempo esistente col Milan per buttarsi armi e bagagli verso Madama. Comunque il dirigente rossonero farà bene a capire il perché questo stia accadendo. Qualche colpa ce l’ha anche lui.

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