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Giovedi' 1 marzo 2001


di Paola Gottardi

LE INQUIETUDINI DI CRAGNOTTI
E’ assai nervoso e ha motivo per esserlo: estromesso dalla Lega, dove credeva di poter tranquillamente subentrare a Zoff, ha gridato al golpe. Ma quello che davvero lo sta inquietando è altrove. Sergio Cragnotti sta vedendo sfuggirli i rapporti privilegiati con il Palazzo, a vantaggio di Sensi, che ha lentamente tessuto una solida rete con Juve e Milan, e rischia di perdere il suo allenatore, sul quale stanno lentamente ma costantemente convergendo i consensi in vista dell’elezione del nuovo capo della Federcalcio. Se il patron della Lazio non si muoverà per tempo la sua società tornerà nel limbo. Per la serie: quando i soldi non bastano.
CANNAVARO COME TOLDO?
Va bene che è in un periodo difficile, ma il Fabio Cannavaro visto ieri sera contro l’Argentina è apparso solo una pallidissima controfigura del centrale che tutta Italia vuole. Non è da escludere che sia proprio il mercato a complicargli la vita: le voci circa un interessamento della Roma su Thuram e il silenzio giuntogli da parte juventina (alternativa, per lui, alla scelta giallorossa) lo stanno inquietando non poco. La sua situazione somiglia a quella del portiere fiorentino Toldo, il quale pure, guarda caso, sta attraversando un momento di scarsa condizione in cui pare aver perso la consueta lucidità.

EMERSON PARLA CHIARO
La Roma pensava di aver trovato la soluzione per trattenere Emerson: una bella visita di leva, dato il giovanotto ha il passaporto italiano, e addio viaggio per raggiungere la nazionale brasiliana. Il giocatore, però, non ha per nulla gradito l’atteggiamento dei dirigenti e li ha costretti a fare marcia indietro, forte anche del fatto che la convocazione da parte dell’Esercito non ha alcun peso per gli organi internazionali. Quel che resta della curiosa vicenda è il comportamento del fortissimo centrocampista, carattere tosto e personalità spiccata, un elemento tutt’altro che malleabile. Faranno bene a tenerne conto ai primi sommovimenti dello spogliatoio. Emerson è un leader vero.

CASSANO: SENSI SI SBRIGHI
Vero che ieri il giocatore era a Roma, vero che Sensi e il presidente del Bari si sono incontrati, vero pure, però, che, malgrado le solite frasi di Moggi, la Juve non ha mollato l’osso: per Cassano in giallorosso appare fatta, ma il numero uno del club capitolino deve sbrigarsi e togliere la contropartita tecnica che vuole inserire a tutti i costi nella trattativa, magari fidando del fatto che un Bari in B potrebbe gradire giovani come Colucci o Lanzaro. In realtà Matarrese vuole soldi e li vuole subito, altrimenti la promessa fatta ai bianconeri potrebbe tornare d’attualità. Dunque, caro Sensi, mano al portafoglio, e rapidamente, please.
CECCHI GORI STRINGE I DENTI
Il suo vice, Sconcerti, lo assicura che l’ok per Mancini in panchina sta per arrivare. A parte il fatto che la cosa, comunque, non eliminerebbe il disagio dei giocatori della Fiorentina, i quali gli hanno fatto capire di non gradire granché tale soluzione, Vittorio Cecchi Gori si trova ormai a un bivio. Sa che ha tutti contro, città in testa, e sta cercando di evitare il peggio, facendo finta di avere le carte in mano per trattenere sia Rui Costa che Toldo, senza contare che l’uscita di Sconcerti circa l’interessamento a Montella ha provocato più scetticismo che altro. Rimanere a capo del club viola è ormai per lui una bomba a tempo. Benetton correrà in suo aiuto?

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