Lunedi' 31 gennaio

All’Inter è tornato il sereno e tutti sono contenti. Moratti è orgoglioso di avere sollecitato, con diplomazia discreta ma ferma, il recupero di Baggio a Lippi. Quest’ultimo garantisce invece che il merito è suo: ha escluso il fuoriclasse per sollecitarne l’orgoglio e aspettandone la forma migliore. I problemi arriveranno col ritorno di Zamorano, ma ora è chiaro che lo scudetto è di nuovo a portata.


Capello si è mostrato particolarmente indispettito con le valutazioni dell’arbitro nel match con l’Inter, ma in cuor suo è contento. Nakata ha confermato di avere problemi a cambiare ruolo e nonostante questo la sua Roma avrebbe meritato almeno il pareggio. Sensi invece è contrariato: l’acquisto del giapponese rischia di trasformarsi in un boomerang, profilando il temuto dualismo con Totti.


Ora alla Juventus Del Piero è davvero un caso. Ancelotti ne ha parlato a lungo con Moggi. Ha pazientato tantissimo, ha atteso il ritorno del giocatore, ma adesso che il campionato entra nel vivo comincia a temere che lo scarso apporto di Del Piero possa pregiudicare la corsa scudetto. Ma se lo manda in panchina per inserire Kovacevic sa che Del Piero sarà perduto alla causa.


Pippo Inzaghi non ha gradito la frase di Gianni Agnelli sul suo conto (“Mi dicono che la presunzione dell’uomo è pari alla sua capacità di fare gol”) e ha preferito non commentare a propria volta. Però c’è rimasto male, nello scoprire che qualche contestatore ce l’ha anche dentro il suo club e ai piani altissimi. Punto nell’orgoglio, ha deciso che d’ora in poi vaglierà le eventuali proposte di altri club.


Pare che Calisto Tanzi abbia preso malissimo la sconfitta del Parma a Bologna. Malesani rischia di pagare caro e così l’entourage dirigenziale del club. Una volta di più, il patron gialloblù ha speso decine di miliardi al mercato per vedersi sfuggire la prospettiva scudetto. Malesani si difende: non ha mai avuto Amoroso. Ma non può giustificare la propria preferenza per Longo a centrocampo.


Facce scure alla Fiorentina, nonostante la vittoria. Batistuta vuole andarsene, Rui Costa non ne può più di subire critiche. E Trapattoni non ha digerito uno strisicone dei tifosi (“Allenatore incompetente”). Per il presidente Cecchi Gori c’è il rischio di dover affrontare, tra qualche settimana una rifondazione piena di incognite.