Martedi' 29 febbraio

Durerà un mese l’assenza di Vieri dopo l’infortunio muscolare patito nella partita col Venezia. Il presidente Cragnotti non ha fatto commenti, ma è su di giri. Primo, Vieri non ci sarà nello scontro diretto con la Lazio e quindi non potrà eventualmente suscitare rimpianti tra i tifosi. Secondo: è confermato che Vieri è un grandissimo attaccante, che però ha sempre qualche problema fisico.


Non c’è mai pace a Venezia. Capita sempre così: Zamparini legge i giornali al lunedì e poi chiede conto al tecnico. Questa volta Oddo deve spiegare come mai il Venezia è andato a San Siro con un atteggiamento del tutto rinunciatario e perché nel secondo tempo ha tolto il migliore, Ganz, per far entrare Budan, quando sarebbe stato meglio affiancare i due attaccanti per tentare il tutto per tutto.


A Venezia sono scoppiati i gialli relativi a Rukavina e a Konsel, scomparsi dalla circolazione. La società ha precisato che Rukavina, dopo l’operazione al menisco a Basilea, sta lavorando in un centro fisioterapico per recuperare al più presto. E Konsel? È ufficialmente fuori per lombalgia. Ma Zamparini lo considera colpevole della crisi del Venezia e lui, offeso, preferisce non giocare.


C’è nervosismo, alla Roma. Capello deve fare i conti col presidente Sensi per via di Nakata, che sta confermando quanto sia assurdo snaturarlo a centrocampo quando è un fuoriclasse come trequartista. In più, il portiere Antonioli non vuole fare il parafulmine: non si sente colpevole per il gol di Inzaghi: il clan dei bolognesi (Antonioli, Rinaldi, Mangone) è pronto ad alzare la voce.


A Parma è l’ora della resa dei conti. I giocatori difendono Malesani: ce l’hanno con la dirigenza, non con l’allenatore. Cannavaro ha ammonito a non cacciare Malesani, visto che già la società ha sbagliato con Ancelotti, dimostratosi a Torino un grande tecnico. Il messaggio è chiaro: il presidente Stefano Tanzi deve liberarsi dei dirigenti (suoi amici) che guidano il Parma.


Il presidente Gaucci ha ricominciato con i ritiri punitivi: “Porto il Perugia in ritiro e ve lo tengo fino a giugno” ha tuonato. L’allenatore Mazzone non fa una piega. Non ha voglia di far polemica e il presidente non osa contestargli nulla, perché sa già quale sarebbe la risposta: non sono stato io a cedere Nakata, l’uomo migliore del Perugia.