Mondiali 2010

Cipro gioca, l’Italia vince

Viviamo nell’epoca della semplificazione…in tutti i campi, dal linguaggio ai costumi ai consumi siamo sempre alla ricerca di qualcosa che ci semplifichi la vita, che sia lineare, chiaro e di facile applicazione. Il barocco, tanto per fare un esempio, è quanto di più lontano possibile dal nostro modo di pensare. Però, come tutto quello che non capiamo (abbiamo smesso di capire) ci affascina, e inconsciamente ci porta all’emulazione (sterile). Anche nel calcio. Adoro chi prepara una partita della nostra nazionale lanciando proclami: due punte centrali, più Di Natale mezzapunta esterna, più Camoranesi a destra, più gli inserimenti dei terzini, i lanci di Pirlo e le cannonate da fuori di De Rossi. E se gli avversari prendono palla? Abbiamo Cannavaro e Buffon, un po’ di attenzione, fuorigioco alto e il pranzo è servito. Del resto giochiamo con Cipro, mica la Germania o il Brasile (Dossena docet). Si, e poi c’era la marmotta che confezionava la cioccolata. Niente di tutto questo nella trasferta di Larnaca, dove i ciprioti, messi in campo con un 4-3-3 speculare a quello italiano (sboroni..) ci mettevano in difficoltà sin dal primo secondo senza usare schemi barocchi, ma correndo e passandosi il pallone negli spazi che creavano grazie al loro moto perpetuo, facendo un pressing sfiancante per non far costruire gioco agli azzurri e senza avere paura del contatto fisico (componente prevista nel regolamento del giuoco del calcio, per tutti quelli che al minimo contatto stramazzano al suolo morenti). La forza della semplicità! Nel giro di un quarto d’ora avevamo già subito quattro (4) nitide occasioni dal gol (grazie san Gigi), subito due (2) infortuni e stavamo vincendo 1-0. Grazie alle sovrapposizioni e alle punte centrali? No, contropiede di Di Natale, errore della difesa nel raddoppio di marcatura, tiro da fuori e portiere fregato. Semplice, lineare, chiaro. Sarà l’unico lampo azzurro fino alla metà della ripresa. Nel mezzo ci sono i ciprioti che attaccano, giocano bene, e sembrano non sentire il caldo, nonostante la stagione sia appena iniziata e le gambe ancora da rodare (alibi storico delle figuracce settembrine azzurre). E, come giustizia vuole, arriva il pareggio. Sull’ennesima bambola della difesa italiana arriva puntuale il tiro in porta dei ciprioti, con successivo miracolo di Buffon. Solo che questa volta Aloneftis è bravo a ribattere in rete. 1-1 sacrosanto.

Nella ripresa pensi che, tutto sommato questi ciprioti sono umani, e anche loro si stancheranno, prima o poi. Ma neanche… apparte un bel periodo italiano a metà ripresa, condito da 2 tiri di De Rossi e una serie pregevole di azioni, sono sempre i ciprioti ad avere in mano il pallino del gioco, con contropiedi veloci ma poca lucidità sottoporta o nell’ultimo passaggio. San Gigi salva più di una volta. Si arriva in ginocchio al 90′ e cosa ti succede? Che l’Italia segna, con il solito Di Natale a tu-per-tu con il portiere. Furto con scasso sull’isola del rame. Furto con scazzo per chi non ha mandato giù una delle partite più brutte degli Azzurri, figlia di convocazioni (a mio parere) sbagliate e di un atteggiamento attorno alla nazionale sin troppo trionfalistico. Così non si va lontano…certo puoi vincere a Cipro, ti qualifichi anche per il Mondiale (come sempre), ma con la Germania e il Brasile come ci giochi?

I risultati di ieri sera

Se l’Italia non ride, la Francia del “nostro” (non lo nominerò per non stropicciarne il nome) addirittura perde 3-1 in Austria. Crack casalingo anche per la Romania, battuta in casa dalla Lituania. Goleade invece per Germania (6-0 al Liechtenstein) e Portogallo (4-0 a Malta). Vittoria striminzita per Capello contro Andorra, mentre il Trap con la sua Irlanda vince sul neutro di Colonia contro la Georgia di Cuper (prossimo avversario dell’Italia)

Girone 1
Albania-Svezia 0-0
Malta-Portogallo 0-4
24´ aut. Said (Mal); 61´ Almeida (Por); 70´ Simao (Por);
78´ Nani (Por)
Ungheria-Danimarca 0-0

Classifica
Portogallo 3; Albania 1; Danimarca 1; Svezia 1; Ungheria 1; Malta 0

Girone 2
Israele-Svizzera 2-2
45´ Yakin (Svi); 56´ NKufo (Svi); 73´ Benayoun (Isr);
90´ Sahar (Isr)
Lussemburgo-Grecia 0-3
38´ Torosidis (Gre); 45´ Gekas (Gre); 76´ rig. Charisteas (Gre)
Moldova-Lettonia 1-2
8´ Karlsons (Let); 22´ Astafjevs (Let); 79´ Alexeev (Mol)

Classifica
Grecia 3; Lettonia 3; Israele 1; Svizzera 1; Moldova 0; Lussemburgo 0

Girone 3
Polonia-Slovenia 1-1
17´ rig. Zewlakow (Pol); 35´ Dedic (Slo)
Slovacchia-Irlanda del Nord 2-1
46´ Skrtel (Svk); 70´ Hamsik (Svk); 81´ aut. Durica (Svk)

Classifica
Slovacchia 3; Polonia 1; Slovenia 1; Irlanda del Nord 0; Repubblica Ceca 0; San Marino 0

Gruppo 4
Galles-Azerbaigian 1-0
83´ Vokes (Gal)
Liechtenstein-Germania 0-6
21´ Podolski (Ger); 48´ Podolski (Ger); 65´ Rolfes (Ger);
66´ Schweinsteiger (Ger); 75´ Hitzlsperger (Ger); 86´ Westermann (Ger)

Classifica
Germania 3; Galles 3; Azerbaigian 0; Liechtenstein 0; Finlandia 0; Russia 0

Gruppo 5
Belgio-Estonia 3 - 2    
39′ Sonck (Bel), 57′ Zenyov (Est), 75′ Defour (Bel), 80′ Sonck (Bel), 90′ Oper (Est)
Armenia-Turchia 0-2
60′ Sanli (Tur), 77′ Senturk (Tur)
Spagna-Bosnia 1-0
58′Villa

Classifica
Belgio 3; Spagna 3; Turchia 3; Armenia 0; Estonia 0; Bosnia 0

Gruppo 6
Andorra-Inghilterra 0 - 2
49´ Cole J. (Ing); 55´ Cole J. (Ing)
Croazia-Kazakhistan 3-0
12´ Kovac R. (Cro); 35´ Modric (Cro); 80´ Petric (Cro)
Ucraina-Bielorussia 1-0
90´ rig. Shevchenko (Ucr)

Classifica
Croazia 3; Inghilterra 3; Ucraina 3; Kazakhistan 3; Bielorussia 0; Andorra 0

Gruppo 7
Austria-Francia 3-1
8´ Janko (Aus); 42´ aut. Mexes (Fra); 62´ Govou (Fra);
73´ Ivanschitz (Aus)
Romania-Lituania 0-3
31´ Stankevicius (Lit); 70´ Mikoliunas (Lit); 86´ Kalonas (Lit)
Serbia-Far Oer 2-0
29´ aut. Jacobsen (Ser); 87´ Zigic (Ser)

Classifica
Lituania 3; Austria 3; Serbia 3; Far Oer 0; Francia 0; Romania 0

Gruppo 8
Cipro-Italia 1-2
8´ Di Natale (Ita); 28´ Aloneftis (Cip); 91´ Di Natale (Ita)
Georgia-Eire 1-2
13´ Doyle (Eir); 70´ Whelan (Eir); 90´ Kenia (Geo)
Montenegro-Bulgaria 2-2
11´ Petrov (Bul); 62´ Vucinic (Mon); 81´ rig. Jovetic (Mon);
90´ Georgiev (Bul)

Classifica
Eire 3; Italia 3; Bulgaria 1; Montenegro 1; Cipro 0; Georgia 0

Gruppo 9
Macedonia-Scozia 1-0
5´ Naumoski (Mac)
Norvegia-Islanda 2-2
36´ rig. Iversen (Nor); 39´ Helguson (Isl); 50´ Iversen (Nor);69´ Gudjohnsen (Isl)

Classifica
Macedonia 3; Islanda 1; Norvegia 1; Scozia 0; Olanda 0

Calcio Internazionale

SuperMario non basta: l’Under pareggia con la Grecia

L’Italia Under 21 impatta 1-1 con la Grecia e rimanda la qualificazione ai play-off dell’Euro di categoria a mercoledì quando gli azzurrini affronteranno la Croazia in trasferta.

Non basta Balotelli-Era la partita d’esordio per l’interista di origini ghanesi, attesissimo al centro del tridente varato da Casiraghi con Osvaldo e Giovinco sugli esterni; e non ha deluso, anzi è stato probabilmente il migliore dei nostri, non soltanto per il gol del momentaneo vantaggio, grazie ad una respinta di destro, da posizione defilata, ma anche per la facilità disarmante a cui questo ragazzino di 18 anni, riescono le cose più difficoli, vedi rovesciata a fil di palo. Eppure Italia-Grecia passerà alla storia probabilmente solo per questo. Troppo brutti gli azzurrini per essere quelli veri, appesantiti e fuori condizione, distratti in difesa, in ritardo sulle fasce e troppo egoisti (vero Osvaldo) per impensierire una Grecia accorta, ma anche capace di metterci in difficoltà per tutta la ripresa, prima pareggiando in contropiede con Christodoulopoulos, poi cercando con insistenza il gol della vittoria, con l’Italia alle corde. A fine partita il risultato può starci più che bene…

E adesso la Croazia- Mercoledì ultima partita del gruppo eliminatorio in Croazia, che ieri ha asfaltato 4-0 l’Albania. Obbiettivo, visto l’andazzo, il pareggio, che ci consentirebbe di finire il girone come primi ed essere teste di serie nei play off di novembre, ma Casiraghi dovrà registrare la squadra: certanmente il 3 giorni non si potrà lavorare sulla condizione fisica, quindi saranno basilari attenzione e spirito di squadra…e magari il SuperMario Show.

Calcio Internazionale, Liga, Ligue 1

Saragozza, Alaves e Levante fuori dalla Coppa

Copa del Rey, secondo turno

Real Sociedad-Saragozza 1-0
Real Oviedo-Ponferradina 2-3
Huesca-Rayo Vallecano 1-3
Real Union-Sant Andreu 2-1
Toledo-Zamora 1-0
Orihuela-Fuerteventura 1-0
Salamanca-Las Palmas 2-1
Benidorm-Lemona 4-2
Castellon-Eibar 1-0
Alfaro-Don Benito 1-2
Elche-Alaves 2-0
Gimnastic-Girona 0-2
Alzira-Granada 74 0-0 (1-4 dcr)
Xerez-Real Murcia 1-1 (1-3dcr)
Ecija-Portugalete 0-1
Ejido-Conquense 2-0
Hercules Alicante-Levante 2-1
Melilla-Merida 5-2
Tenerife-Cordoba 2-1
Alicante-Celta Vigo 0-1
Gavà-Universidad de Las Palmas in programma l’11 settembre

Coppa di Lega Francese, primo turno

US Créteil–Chamois Niortais F.C. 2-1
FC Libourne Saint-Seurin–Nîmes Olympique 0-2
FC Istres–FC Gueugnon 1-1 (4-3 dcr)
Vannes OC–Dijon FCO 3-0
Tours FC–US Boulogne 1-2

Calcio, Mondiali 2010

Verso Sudafrica 2010: Lippi bis ma non solo

Come sicuramente saprete, inizia sabato la fase europea di qualificazione ai Mondiali sudafricani (forse) del 2010. Forse, perchè la FIFA non ha ancora sciolto la riserva sulla candidatura, visto la lentezza nella costruzione delle infrastrutture…Blatter (a proposito: grazie di averci, finalmente, premiato) ha già pronte le riserve: la Germania o il colpo ad effetto Australia. Per il bene del continente nero mi auguro proprio che il Sudafrica ce la faccia, nonostante non simpatizzi per l’attuale presidente Mbeki, uno che con i diritti civili ci litiga la mattina e ci fa pace la sera (per la serie “non solo Cina, amici”). Ma, nonostante l’importanza della questione, è di calcio che si parla qui, e allora eccoci a raccontare del ritorno sul vascello azzurro del bucaniere Lippi, impegnato nella più difficile delle imprese: ripetersi. Più facile a dirsi che a farsi: soltanto due volte nella storia una nazionale è riuscita a bissare un successo mondiale (se può aiutare uno dei casi in questione è proprio l’Italia 34-38. Altri tempi…). La stampa, quella “buona”, pende dalle sue labbra, i tifosi sono dalla sua, i giocatori lo conoscono e lo apprezzano. Fossi stato in lui, sarei rimasto a veleggiare per i porti della Versilia, a godermi la gloria, il mare e il sigaro. Ma non lo sono. Auguri sinceri!!!

La truppa azzurra, inserita nel Gruppo 8, riparte da Cipro, che affronterà sabato, per poi incontrare mercoledì la Georgia (anche in questo caso parlare di calcio è davvero un lusso) a Udine. Tanti volti nuovi…o meglio nessuno, il Ct si affida a gente esperta e navigata. Parziale eccezione per Dossena, Gamberini e Palombo (che comunque non sono più ragazzini da un pezzo).

I convocati:Portieri: Buffon (Juventus), Amelia (Palermo), De Sanctis (Galatasaray)
Difensori: Barzagli (Wolfsburg), Cannavaro (Real Madrid), Cassetti (Roma), Dossena (Liverpool), Gamberini (Fiorentina), Grosso (Olympique Lione), Legrottaglie (Juventus), Zambrotta (Milan)
Centrocampisti: Aquilani (Roma), Camoranesi (Juventus), De Rossi (Roma), Gattuso (Milan), Palombo (Sampdoria), Pirlo (Milan)
Attaccanti: Del Piero (Juventus), Di Natale (Udinese), Gilardino (Fiorentina), Iaquinta (Juventus), Toni (Bayern Monaco).

Se il wind of change non batte le coste italiche, si dimostra invece assai apprezzato nel resto d’Europa dove saranno numerose le “prime”, almeno in panchina. Certo, Capello non è più una novità come Ct dell’Inghilterra c’è comunque attesa per la sua prima ufficiale contro Andorra (fallisse ci sarebbe da ridere…). Nuovo selezionatore anche per la Spagna campione d’Europa dove al posto di nonno Aragonés (finito al Fenerbahce) ci sarà il gradito ritorno in panchina di Vicente Del Bosque. La sua mission impossible è quella di ripetere tra due anni l’impresa di Vienna per un fantastico double riuscito in passato soltanto alla Germania Ovest 1972-74 e alla Francia 1998-2000. Il Portogallo, perso lo “sceriffo” Scolari riparte da “brillantina” Queiroz, uno che in panchina deve ancora dimostrare tutto. Novità tra le Alpi: la Svizzera abbraccia il santone Hitzfeld cercando di dimenticare la figuraccia dell’Euro di casa; esperienza anche nella vicina Austria con il ceco Bruckner. A proposito di vecchi santoni: il buon vecchio Trap, ci sfiderà con la sua Irlanda. In Repubblica Ceca, dopo il lungo regno di Bruckner arriva Petr Rada. Nuovo head coach anche per l’Olanda: toccherà a Bert Van Maarwijk raccogliere l’eredità di Van Basten; mentre scelgono l’esotico la Georgia (con l’hombre vertical Cuper) e la Lituania (con José Couceiro). Infine una new entry assoluta: il Montenegro del Ct Filipovic e del romanista Vucinic, inserito proprio nel nostro girone.

Calcio

Alessandro Ruggeri nuovo presidente dell’Atalanta

Alessandro Ruggeri è il nuovo presidente dell’Atalanta. Lo rende noto il Consiglio d’Amministrazione della società “preso atto del perdurare dell’indisponibilità del signor Ivan Ruggeri a rivestire la carica di amministratore”, visto che da gennaio si trova ricoverato in ospedale. Alessandro, 21 anni, figlio di Ivan, è il più giovane presidente del calcio pro. Dalla nostra redazione il più sentito in bocca al lupo.

Palermo, Serie A

Zamparini scatenato: Ballardini adesso, Nilmar a gennaio

Si possono usare infiniti aggettivi per descrivere Maurizio Zamparini: vulcanico, esuberante, egocentrico, mangiallenatori, verace. A me piace perchè è un tipo sincero, capace di prendere decisioni ed assumersene le responsabilità e ammettere, se necessario, di aver sbagliato facendo un passo indietro. Con questo spirito ha scalato molte posizioni, da anonimo presidente del Venezia-Mestre in C2 a proprietario del Palermo europeo degli ultimi anni. Sempre con la sua filosofia: presidente decisionista fino al masochismo, attaccatissimo alla squadra, un po’ per affetto, un po’ perchè i soldi sono i miei e quindi decido io. E così Zampa ha graffiato ancora: dopo una giornata salta la panchina di Colantuono (uno che era riuscito a convivere con Gaucci, mica l’ultimo arrivato) già esonerato nel novembre scorso e richiamato a marzo, dopo l’ennesimo intermezzo di Guidolin. Perchè lo Zampa è fatto così: fiuta nell’aria, anticipa le situazioni, intercetta gli umori e nel caso agisce. Da solo. Spiegando poi, con grande sincerità, le sue motivazioni. Come in questo caso: il mercato era andato così e così, con Amauri non sostituito a dovere (forse per il ribaltamento societario che ha portato Rino Foschi al Genoa e Sabbatini al suo posto), il Palermo estivo non gli era piaciuto granché, con l’eliminazione di Coppa Italia con il Ravenna e la sconfitta di Udine nell’esordio in campionato…e così si cambia, prima che la stagione prenda la piega sbagliata. Dentro Ballardini, ricercato dal West Ham (forse il motivo che ha accellerato l’accantonamento di Colantuono) e reduce dalla trionfale salvezza di Cagliari (condita con esonero finale per motivi economici). E dentro, a gennaio, il brasiliano Nilmar che sarà, lo Zampa ci spera, “l’attaccante che faccia la differenza come Amauri e Toni”, non preso in estate solo per una particolare situazione di mercato, ma per cui si chiuderà a breve. Insomma da Palermo le solite novità; in attesa dei prossimi fuochi d’artificio

Calcio mercato, Serie A

Pagellone della sessione estiva di Calciomercato.

Si è conclusa questa sessione estiva di calciomercato con un giorno di ritardo rispetto alla prima giornata di campionato. Pubblicheremo adesso un mio pagellone con un voto al mercato di ogni squadra della massima serie italiana. Che nessuno si offenda!! Adesso bando alle chiacchere e commenteremo il mercato di ogni squadra.

Atalanta: Acquista uno dei registi più pregiati del mercato (Cigarini), rientra Defendi e arriva Cerci dalla Roma visto il passaggio di Langella al Chievo. Grande mossa della società nel difendere la permanenza di Floccari, che in attacco è una garanzia. Qualche perplessità mia e dei tifosi bergamaschi sul ritorno di Vieri ci sta, mercato oculato per una squadra rodata merita poco più della sufficienza. Voto 6,5

Bologna: Per gli emiliani grandi investimenti per il ritorno in A, si mantengono i big, si cedono quelli che possono fare meglio in B e si punta sia sui giovani (Bernacci) e sull’usato sicuro (Di Vaio, Lanna e Volpi), ottimo acquisto sulla mediana è Mudingayi dalla Lazio e vista la vittoria sul Milan c’è da ben sperare. Voto 7

Cagliari: Cellino e la sua società hanno preferito investire su giocatori giovani e di prospettiva, su di tutti spiccano Astori, Marchetti e Lazzari. Per il resto si da fiducia al gruppo dei miracoli del girone di ritorno dello scorso anno. Ottima la scelta del prestito di Acquafresca dopo l’ottima annata. Voto: 6,5

Catania: Non smantella, acquista dei giocatori mirati e soprattutto uomini di fiducia di Zenga (Dica) e l’ottimo acquisto Pablo Ledesma. Fino ad ora il migliore acquisto sembra l’ex atalantino Paolucci. Voto: 6,5

Chievo: Ottimo l’acquisto fra i pali di Stefano Sorrentino, il mercato si chiude con tre rinforzi pesanti ossia Pinzi, Esposito e Langella in avanti. Acquistato anche Granoche ma rimarrà in prestito a Trieste. Voto: 6,5

Fiorentina: Della Valle e Corvino hanno dato una squadra di qualità e quantità a Prandelli per essere ancora più competitivo dello scorso anno. Tra tutti spiccano Gilardino, Almiron e Vargas. Voto: 9

Genoa: Ha venduto Konko e Borriello, ha preso tanti giovani ma anche Matteo Ferrari, molto conteso dal mercato italiano. L’arrivo di Foschi potrebbe già finire per incomprensioni con Gasperini, ma forse l’ingaggio di Jankovic e Milito potrebbe sanare la ferita: Voto: 7,5

Inter: Compreso Mourinho sono cinque gli acquisti neroazzurri, ma con una squadra così competitiva perchè spendere soldi inutilmente? Adesso a Mou e giocatori tocca solo una cosa. Vincere…tutto. Voto: 8

Juventus: Arriva Amauri, si cercava un regista ma è arrivato un incontrista come Poulsen. Ottima la fiducia data a giovani come Giovinco, De Ceglie e Marchisio. Voto: 7

Lazio: Arrivano Zarate in attacco e Brocchi a centrocampo. Prima di campionato dilagante e pare che le scelte di Lotito siano giuste, soprattutto per la prestazione di Zarate. Voto: 7

Lecce: Arrivano Castillo, Cacia e Caserta come acquisti big. L’intelaiatura della squadra c’è ma servirebbe qualcosa di più in difesa, visto il tris subito in casa del Toro. Voto: 6

Milan: Il Milan vive una campagna acquisti da spot pubblicitario. Personalmente (smentitemi se volete) non piace l’acquisto di Ronaldinho perchè al Milan non serviva un giocatore del ruolo del brasiliano ma ottimo il ritorno di Sheva, come l’arrivo di Senderos. Sbagliata la cessione di Massimo Oddo. Voto 6

Napoli: De Laurentis e Marino hanno dato solidità alla squadra di Reja con Russotto, Denis, Maggio e Rinaudo. Peccato per le incomprensioni di Domizzi. Voto: 7

Palermo: Squadra rivoluzionata con grandi cessioni e plusvalenze (cessioni per 60 milioni di euro) e grandi arrivi come Amelia, Liverani, Carrozzieri e Lanzafame, ma manca l’amalgama agli uomi di Colantuono. Voto: 6,5

Reggina: Corradi garantisce i goal ma non la garanzia di Nick Amoruso, Aronica non viene sostituito a dovere. Voto 5

Roma: Arrivano Baptista, Menez, Riise e Loria, ma Mancini ancora non è completamente rimpiazzato. Fino ad adesso l’ottimo modulo spallettiano manca di qualcosa. Voto: 6,5

Sampdoria: Riscatto di Cassano, Dessena, Bottinelli e Fornaroli: la classe del barese aggiunta a giovani talenti, ottima la politica di Marotta per una squadra che è riuscita a fermare l’Inter alla prima. Voto: 7

Siena: Nel pre-campionato Giampaolo lamentava qualcosa in attacco, alla fine è arrivato Cosmin Moti in difesa ma l’attacco stenta. Voto: 4,5

Torino: Giovani di qualità e ottimi veterani. Il vero colpo è Rolando Bianchi, ottima la scommessa Samuel e Dzemaili (scelte del ds Perdenzoli), ottime le plusvalenze di Grella e Comotto. Si doveva sfoltire cedendo qualche attaccante in esubero. Voto: 7,5

Udinese: Tissone, Sanchez e Domizzi danno certezze, bilancio sempre in attivo per le cessioni di Asamoah e Dossena. Ottima campagna acquisti. Voto: 7

Brasileirao, Calcio Internazionale

Brasileirao: pareggio nel Clássico di Rio

celso avila/copyright flickr.com

Kleberson in gol nel Fla-Flu celso avila/copyright flickr.com

Pari nel Fla-Flu-Non è una partita, è LA partita, quella che vale una stagione, specie in tempi di vacche magre come gli odierni, ma soprattutto quella che vale la faccia: è il Clássico, il derby (quello vero) della Cidade Maravilhosa. Insomma, è Flamengo-Fluminense, anzi il Fla-Flu, come dicono a Rio e dintorni. E il Fla-Flu di domenica scorsa è stato di quelli da ricordare. Alla vigilia stavano certamente meglio i rubronegri, settimi in classifica a 9 punti dalla capolista, ma con mezzo Brasile a spingerli verso l’impresa e la gloria, mentre i cugini tricolores sono in una di quelle stagioni in cui non ti viene proprio niente di buono, escluse le figuracce. Favorita la Flu, insomma, per il vecchio detto che vuole la squadra maggiormente in difficoltà favorita nei derby: e pronostici rispettati, quando all’ 11′ Dario Conca portava in vantaggio la Tricolor. Il Flamengo non si perdeva d’animo e riacciuffava il pari con Marcelinho Paraiba e con questo risultato le squadre andavano a riposo. A metà ripresa ancora la Fluminense in vantaggio con Mauricio. Il Flamengo accusava il colpo e i cugini controllavano il gioco e agivano in contropiede. Fino al 43′, quando Kleberson pareggiava di testa su assist di Sambueza. Emozioni fino alla fine, insomma ma pareggio che non serve proprio a nessuno; nemmeno per gli sfottò.

Gremio e Palmeiras provano la fuga- Torna alla vittoria la capolista Gremio, dopo aver acciuffato un punto nelle ultime due giornate: battuto 2-1 il Vasco. Succede tutto nel secondo tempo: apre Soares, chiude Marcel, nel mezzo l’illusorio pareggio del vascaino Alan Kardec. Se a Porto Alegre chiamano, a San Paolo rispondono, o meglio, a Curitiba, dove una doppietta di Diego Souza permette al Palmeiras di battere l’Atletico Paranaense a domicilio. Anche qui 2-1 il risultato: restano 5 i punti da recuperare per il Verdão.

Tanti pareggi e bomber a secco- Per il resto tanti i pareggi, come nella migliore tradizione del Brasileirão, alcuni dei quali dolorosi, come l’1-1 tra Cruzeiro e Coritiba: ora la Raposa è a -8 dal Gremio; o lo 0-0 tra São Paulo e Santos, in un altro derby che un tempo (neanche troppo lontano) decideva gli scudetti. Gli unici a smuovere la classifica (prime due a parte) sono il Goias (2-0 alla Figueirense), e lo Sport Recife (1-0 all’Internacional. Pochi i gol segnati (19), e nessuno dei bomber in lizza per il titolo marcatori a segno.

Calcio mercato, Premier League

Il nuovo City ‘arabo’ sborsa 40 milioni per Robinho!

Robinho al City per 40 mln carlos castill69/copyright flickr.com
Robinho al City per 40 mln
carlos castill 69/copyright flickr.com

Che biglietto da visita! I nuovi proprietari del Manchester City, gli arabi dell’Abug, si sono presentati alla ribalta del calcio inglese acquistando Robinho per la bellezza di 40 milioni cash. Con la soddisfazione, per altro, di battere la concorrenza del Chelsea di Abramovich. Un colpo da capogiro, specie se pensiamo che il brasiliano pareva destinato ai Blues e che gli imprenditori di Abu Dubai hanno appena comprato il club. Hanno promesso il 4° posto e si sono subito messi all’opera, non c’è che dire.

Robinho, dunque, in modo differente dal previsto, vede soddisfatta la sua voglia di Premier. L’affare ha lasciato tutti contenti tranne il Chelsea: il carioca perchè non sarà costretto a subire i fischi del Bernabeu e vivere da separato in casa; il City per ovvie ragioni; il Real perchè ha monetizzato al massimo e ha fatto un dispetto ai Blues, rei di aver trattato prima col giocatore che con la società d’appartenenza. L’affare Robinho è l’ultimo colpo milionario della sempre più ricca Premier che, in questi ultimi giorni, ha visto protagonisti Tottenham e City ma che durante l’estate ha coinvolto numerosi club. Magnati russi, arabi, americani hanno ricoperto d’oro quello che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere il torneo più bello del mondo. Cash uguale show? Staremo a vedere.

Bari, Serie B

Bari-Triestina, botta e risposta

Finisce in parità il primo posticipo della serie cadetta tra Bari e Triestina. Pugliesi in vantaggio dopo appena 6 minuti grazie all’inzuccata dell’attaccante scuola Juve Volpato -stimolato forse dall’imminente arrivo di Colombo- ma raggiunti dal solito calcio di punizione magistrale di Allegretti. L’1-1 castiga la formazione di Conte, rapida e veloce nel gioco ma sciupona in troppe occasioni. Barreto, in particolare, getta al vento due ottime assistenze di Rivas (scatenato, chiedere di lui a Rullo e Milani) prima della perla del centrocampista alabardato. Il San Nicola, comunque, applaude una prestazione che fa ben sperare in ottica futura.

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Storia del calcio in pillole


Il calcio, sport che appassiona milioni di persone, ha un'origine antichissima. La prima bozza di quello che sarà il calcio fu l'haspartum di origine romana, gioco in cui l'obiettivo delle due squadre era portare la palla oltre la linea di fondo avversaria. Il suo erede conobbe i natali nella Firenze comunale-rinascimentale- il celebre calcio fiorentino- mentre il calcio vero e proprio nacque in Inghilterra a metà del XIX secolo.
Nel 1848 vennero definite le regole di gioco presso l'Università di Cambridge, il passo successivo fu la creazione della prima federazione nazionale, ovviamente sempre in terra britannica. Nel 1888 partì così il campionato di calcio inglese, l'attuale Premier League. Nel frattempo la disciplina si trasformò da sport d'elitè a sport per tutti, diffondendosi in tutt'Europa. Al fine di coordinare al meglio le competizioni e federazione, nacque nel 1904 la Fifa.
Le scuole rinomate, quelle che hanno fatto la storia di questo sport, sono state tante e differenziate. Agli albori, la scuola inglese era praticamente inarrivabile. Il primo mondiale, denominato coppa Rimet, venne però vinto dall'Uruguay. E negli anni neri del totalitarismo l'Italia fascista dello storico Pozzo vinse ben due mondiali consecutivi, impresa che riuscì a ben pochi altri.
Nel dopoguerra si affermò la scuola ungherese fondata sul blocco della Honved, l'esercito magiaro, che annoverava bomber Puskas, Bozsik e Kocsis. Questo dominio, però, non venne tradotto in un successo: il mondiale del '54, infatti, venne vinto dalla Germania proprio contro i magiari. Quattro anni dopo, venne alla ribalta il Brasile, nazione che sarebbe diventata poi simbolo stesso del calcio spettacolo. Il futebol bailado dei vari Pelè, Garrincha, Vavà, Rivelino (solo per citarne alcuni) incantò la platea mondiale, strappando applausi ovunque. In Portogallo, invece, esplose la stella di Eusebio, bomber implacabile del Benfica.
Questo predominio venne spezzato dall'unico successo dell'Inghilterra della coppia Best-Charlton (1966), il “maledetto” e il “gentleman”. Una vittoria, per altro, molto contestata: tutti ricorderanno il gol fantasma in finale. Eh sì, perchè i cosiddetti 'veleni' inficiano questo sport da molto tempo...Pochi anni prima (1955) era nata anche la coppa Campioni per club, competizione a cui partecipavano le squadre vincitrici dei campionati nazionali di tutto il continente. Il Real di Di Stefano, unico giocatore della storia di grado di segnare in 5 finali continentali (vinte) diverse, spadroneggiò in lungo e in largo prima dei successi del Milan di Altafini (1°trionfo italiano), della grande Inter di Herrera e dei club inglesi. Il biennio ’68-‘70 rimarrà a lungo impresso nella mente dei tifosi italiani: su tutto il dualismo Riva-Rivera (primo pallone d’oro di casa nostra) che infiammò la critica, ma soprattutto l’unico alloro europeo e il mitico 4-3 inflitto ai tedeschi nella semifinale mondiale. Anche se in finale, contro i verdeoro, non ci fu storia…
Gli anni '70 inaugurano l'epoca del calcio totale olandese, una vera e propria rivoluzione. Ma questo è anche il periodo della concretezza tedesca e dell'avvento dell'Argentina. A livello di club emergono l'Ajax, il Bayern Monaco e il Liverpool. I vari Cruijff, Neeskens, Muller, Beckenbauer furono i protagonisti assoluti di questo decennio di svolta. Si arriva così al magico '82, al mundialito di Paolo Rossi e Bearzot che ci ricollocò sulla vetta del mondo. Ma gli anni '80 sono soprattutto gli anni di Maradona, il talento più puro mai apparso sulla faccia della terra, e di Platini. Il numero 10 argentino, tra giocate d'autore ed altre più discusse (la mano di Dios) fece sognare e gioire una città (Napoli) e una nazione (Argentina) intera. Nel nostro campionato affiorano i primi casi di calcio scommesse- un male che sarà molto difficile da estripare- le retrocessioni storiche a tavolino e il clamoroso (e probabilmente irripetibile) successo del Verona.
A cavallo con gli anni '90 emerse il Milan olandese di Berlusconi e Sacchi, che rivoluzionò il modo di fare e pensare calcio conquistando l'Europa e il mondo. L'Italia vide poi nascere la stella di Roby Baggio, il divin codino che ci trascinò con le sue invenzioni alla maledetta finale -e alle lacrime- di Pasadena. La maledizione rigori ha colpito la nostra nazionale in tutte le manifestazioni importanti, privandoci della gioia più grande, fino al favoloso trionfo del 2006 targato Marcello Lippi. Il tecnico toscano, coadiuvato da un gruppo fantastico, ha fatto impazzire di felicità l’Italia intera. E negli occhi di tutti rimarrà la testata di Zidane al petto di Materazzi
Il calcio moderno è cambiato, il numero di partite è lievitato, ergo nessun club è riuscito più a imporre il suo dominio come in passato. Si sono succedute così sulla cima d’Europa le nostre Milan e Juve, ma anche grandissimi club stranieri come Real, Manchester, Liverpool, Barcellona, Porto, ecc...Tra i tanti talenti venuti alla ribalta, la stella indiscussa di inizio millennio è Ronaldo, centravanti inventore del doppio passo ma dalle ginocchia fragili. Ma il vero protagonista è il denaro: mai come in questi ultimi anni si son visti trasferimenti faraonici come quello record di Zidane, passato dal Real alla Juve per un centinaio di miliardi...e il primato potrebbe cadere...
Il nostro campionato, invece, ha conosciuto l'ignominia dei crack finanziari di Parmalat e Cirio e lo scandalo di Calciopoli che ne ha minato le fondamenta stesse. Poi la rinascita (anche se i problemi sono all'ordine del giorno), gli ultimi 3 scudetti dell'Inter, società a cui mancava il successo dall'89, e la recente vittoria europea della Spagna, scuola calcio storicamente bella ma perdente….ma questa è già cronaca…
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