Le pagelle della Serie A
Vincenzo Montella (Sampdoria) - 6,30
Pomigliano d’Arco (NA), 18-6-74
ATTACCANTE
«Non capisco perché Maldini non porti Montella in Nazionale». Il refrain di Boskov è diventato un classico della stagione. E Vincenzo Montella, nonostante l’azzurro sia rimasto un miraggio, gli ha dato ragione. Il bomber che segnava a raffica in C1 e B, che aveva stupito al primo anno in A, si è confermato vivendo una maturazione tecnica e tattica sensazionale. Ancora venti gol, molti dei quali spettacolari, e una grande capacità di adattamento. Attaccante moderno, completo, capace di fare pure il rifinitore, ha la rara dote di capire in area un attimo prima degli altri dove finirà il pallone. E di “sentire” la porta da ogni posizione.
Francesco Colonnese (Inter) - 6,29
Potenza, 10-8-71
DIFENSORE
Se c’è una persona, nell’ambiente del calcio, a cui Francesco Colonnese deve davvero tanto, quella è Luigi Simoni. Che l’ha scoperto a Cremona, nell’anno della promozione dalla B alla A, l’ha fatto esordire nel massimo campionato nel ‘93-94, l’ha fortemente voluto prima a Napoli e poi all’Inter, traendolo dal dimenticatoio romanista. Lui, dal canto suo, ha sempre risposto alla grande all’appello del suo pigmalione. Anche quest’anno nell’Inter, dove ha conquistato il posto da titolare nonostante la nutrita concorrenza. Stopper classico tutto grinta e tenacia, non vanta piedi di velluto, ma compensa con la capacità di concentrazione dell’asfissiante mignatta.
Alain Boghossian (Sampdoria) - 6,28
Digne (Fra), 27-10-70
CENTROCAMPISTA
E’ abbonato alle città di mare, questo provenzale nato lontano dalle coste che ha sciorinato il suo verbo calcistico a Marsiglia e a Napoli, prima di approdare alla Sampdoria. Sotto il Vesuvio aveva vissuto una stagione di dolori (infortunio al ginocchio) e due di rinascita, a Genova ha ritrovato Vujadin Boskov, suo estimatore, e l’ambiente giusto per un campionato ad alto rendimento. Cardine di un centrocampo in cui ha trovato validi compagni in Veron e Franceschetti, il regista di origini armene ha trovato con maggior frequenza anche la via del gol. Ne ha segnati sei, record personale in Italia.
Benoit Cauet (Inter) - 6,28
Chatellerault (Fra), 2-5-69
CENTROCAMPISTA
L’estate scorsa, quando poteva godersi ancora un anno di contratto col Paris St.Germain, scelse il calcio italiano, per guadagnarsi la definitiva consacrazione a livello europeo, operazione possibile soltanto giocando in una grande squadra. A ventinove anni, il centrocampista di Chatellerault è stato bravo a trovare i suoi spazi nella prima avventura italiana. Spesso entrando a partita già iniziata, ma lasciando comunque un’impronta del suo passaggio. Centrocampista infaticabile e polivalente, ha dimostrato di poter lavorare anche nel non amato ruolo di difensore laterale. Non ha sofferto il ruolo di staffettista, traendone anzi vantaggio sul piano del rendimento.
Jonathan Bachini (Udinese) - 6,28
Livorno, 5-6-75
CENTROCAMPISTA
A scommetterci non erano in tanti. Neppure a Udine, all’inizio, visto che il ragazzo era stato spedito a farsi le ossa prima in C1, nell’Alessandria e nella Juve Stabia, poi in B, a Lecce. Quest’anno, Bachini (escluso dall’avventura europea perché l’Udinese... non l’aveva messo in lista) è partito in quarta e si è conquistato un posto da titolare mai messo in discussione, grazie alle dirompenti progressioni sulla fascia (preferibilmente) sinistra e nonostante un sensibile calo nella parte finale del torneo. Doti tecniche discrete, grinta da vendere, fiato a volontà e buon senso tattico: il pupillo di Giampaglia (Under 21) è diventato grande e promette di crescere ancora.
Pomigliano d’Arco (NA), 18-6-74
ATTACCANTE
«Non capisco perché Maldini non porti Montella in Nazionale». Il refrain di Boskov è diventato un classico della stagione. E Vincenzo Montella, nonostante l’azzurro sia rimasto un miraggio, gli ha dato ragione. Il bomber che segnava a raffica in C1 e B, che aveva stupito al primo anno in A, si è confermato vivendo una maturazione tecnica e tattica sensazionale. Ancora venti gol, molti dei quali spettacolari, e una grande capacità di adattamento. Attaccante moderno, completo, capace di fare pure il rifinitore, ha la rara dote di capire in area un attimo prima degli altri dove finirà il pallone. E di “sentire” la porta da ogni posizione.
Francesco Colonnese (Inter) - 6,29
Potenza, 10-8-71
DIFENSORE
Se c’è una persona, nell’ambiente del calcio, a cui Francesco Colonnese deve davvero tanto, quella è Luigi Simoni. Che l’ha scoperto a Cremona, nell’anno della promozione dalla B alla A, l’ha fatto esordire nel massimo campionato nel ‘93-94, l’ha fortemente voluto prima a Napoli e poi all’Inter, traendolo dal dimenticatoio romanista. Lui, dal canto suo, ha sempre risposto alla grande all’appello del suo pigmalione. Anche quest’anno nell’Inter, dove ha conquistato il posto da titolare nonostante la nutrita concorrenza. Stopper classico tutto grinta e tenacia, non vanta piedi di velluto, ma compensa con la capacità di concentrazione dell’asfissiante mignatta.
Alain Boghossian (Sampdoria) - 6,28
Digne (Fra), 27-10-70
CENTROCAMPISTA
E’ abbonato alle città di mare, questo provenzale nato lontano dalle coste che ha sciorinato il suo verbo calcistico a Marsiglia e a Napoli, prima di approdare alla Sampdoria. Sotto il Vesuvio aveva vissuto una stagione di dolori (infortunio al ginocchio) e due di rinascita, a Genova ha ritrovato Vujadin Boskov, suo estimatore, e l’ambiente giusto per un campionato ad alto rendimento. Cardine di un centrocampo in cui ha trovato validi compagni in Veron e Franceschetti, il regista di origini armene ha trovato con maggior frequenza anche la via del gol. Ne ha segnati sei, record personale in Italia.
Benoit Cauet (Inter) - 6,28
Chatellerault (Fra), 2-5-69
CENTROCAMPISTA
L’estate scorsa, quando poteva godersi ancora un anno di contratto col Paris St.Germain, scelse il calcio italiano, per guadagnarsi la definitiva consacrazione a livello europeo, operazione possibile soltanto giocando in una grande squadra. A ventinove anni, il centrocampista di Chatellerault è stato bravo a trovare i suoi spazi nella prima avventura italiana. Spesso entrando a partita già iniziata, ma lasciando comunque un’impronta del suo passaggio. Centrocampista infaticabile e polivalente, ha dimostrato di poter lavorare anche nel non amato ruolo di difensore laterale. Non ha sofferto il ruolo di staffettista, traendone anzi vantaggio sul piano del rendimento.
Jonathan Bachini (Udinese) - 6,28
Livorno, 5-6-75
CENTROCAMPISTA
A scommetterci non erano in tanti. Neppure a Udine, all’inizio, visto che il ragazzo era stato spedito a farsi le ossa prima in C1, nell’Alessandria e nella Juve Stabia, poi in B, a Lecce. Quest’anno, Bachini (escluso dall’avventura europea perché l’Udinese... non l’aveva messo in lista) è partito in quarta e si è conquistato un posto da titolare mai messo in discussione, grazie alle dirompenti progressioni sulla fascia (preferibilmente) sinistra e nonostante un sensibile calo nella parte finale del torneo. Doti tecniche discrete, grinta da vendere, fiato a volontà e buon senso tattico: il pupillo di Giampaglia (Under 21) è diventato grande e promette di crescere ancora.