Le pagelle della Serie A

Vladimir Jugovic (Lazio) - 6,31
Trstenik (Jug), 30-8-69
CENTROCAMPISTA
Ci ha messo un po’ di tempo, a farsi rispettare e ammirare nel nostro campionato. Ai tempi della Sampdoria Vladimir Jugovic era considerato un buon centrocampista, non certo un campione. Nella Juventus è maturato, e ha vinto tanto da diventare un pezzo pregiato per il mercato del pallone. Quest’anno, nella Lazio, è diventato addirittura un uomo indispensabile: una colonna del centrocampo, in grado di pensare, organizzare e ispirare la manovra. Regista finissimo e cardine del reparto, è dotato di ottima tecnica, grande dinamismo, velocità e senso tattico, tutte doti che ne fanno il perfetto prototipo del centrocampista del Duemila. Il finale di stagione disastroso della squadra lo ha coinvolto solo in parte.

Alen Boksic (Lazio) - 6,31
Makarska (Cro), 21-1-70
ATTACCANTE
Un pallino di Cragnotti, che lo portò alla Lazio nel ‘93 e fu costretto a cederlo alla Juventus tre anni dopo, per incompatibilità insanabile con Zeman. Quando il tecnico è passato sull’altra sponda del calcio romano, Alen è tornato in biancazzurro (per una barca di miliardi). La partenza di Signori gli ha dato maggiori responsabilità e sicurezza, la fiducia di Eriksson l’ha tradotta nei soliti irresistibili arrembaggi e in una regolarità sottoporta mai trovata nelle precedenti stagioni italiane. Il calo della Lazio nel girone di ritorno l’ha coinvolto, abbassandogli la media, complice l’incidente che, con l’operazione al menisco, ora lo ha brutalmente estromesso dalla partecipazione ai Mondiali.

Moreno Torricelli (Juventus) - 6,31
Erba (CO), 23-1-70
DIFENSORE
Nello “zoccolo duro” della Juve targata Lippi, uno come Moreno Torricelli ha un posto prenotato. Difensore eclettico, capace di giocare al centro come su entrambe le fasce, a volte è stato impiegato persino a centrocampo, come tornante di destra. Tanto si sa che alle lacune tecniche è capace di sopperire con le prorompenti doti fisiche e una forza di volontà più unica che rara. Quella che lo ha portato in bianconero dai dilettanti della Caratese. Sei stagioni dopo l’inizio del sogno, “Geppetto” (lavorava in una falegnameria: fu Baggio a inventargli il soprannome) è ancora in bianconero. E in azzurro, pronto a sfondare anche in Francia. Indomito.

Alberto Fontana (Atalanta) - 6,31
Cesena (FO), 23-1-67
PORTIERE
Non sono bastati, i suoi numeri d’alta scuola, a salvare l’Atalanta dalla retrocessione. Ma la concorrenza con un altro bravo numero uno come Pinato gli ha regalato gli stimoli giusti per una stagione di qualità. Nella quale il trentunenne romagnolo ha messo in mostra, una volta di più, i suoi eccezionali riflessi e lo scatto fuori del comune. Perfettamente a suo agio tra i pali, dove si muove come uno di quei “gatti magici” di una volta che rendevano più bello e spettacolare il calcio, e in progresso nelle uscite, l’ex enfant prodige di Cesena ha dimostrato a pieni voti di valere, eccome, la massima serie.

Francesco Toldo (Fiorentina) - 6,31
Padova, 2-12-71
PORTIERE
Certi segnali gli facevano sognare i Mondiali di Francia. L’Europeo Under 21 vinto con Cesare Maldini nel ‘94, il rocambolesco debutto in Nazionale maggiore in Croazia nel ‘95, dopo una convocazione dell’ultimo minuto. L’ascesa di Superman Buffon ha messo fuori gioco Francesco Toldo, che si consola con l’annata positiva nella Fiorentina. Una stagione in cui il portierone padovano ha affinato le caratteristiche che lo hanno portato, giovanissimo, sotto i riflettori: imbattibile nelle uscite alte, ha imparato a neutralizzare anche le palle che viaggiano rasoterra. E ha estratto gli artigli della personalità, facendosi valere in area come un vero leader della terza linea.

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