Le pagelle della Serie A

Giuseppe Bergomi (Inter) - 6,36
Milano, 22-12-63
DIFENSORE
«Zio, zio, spiegalo tu cos’è la vita...», cantava Paolo Conte. Ecco, Giuseppe Bergomi, lo “Zio” infinito del calcio italiano, avrebbe ancora tante cose da spiegare e insegnare a chi davvero vuole apprendere i segreti dello stare in campo, ad altissimo livello, nel nostro campionato. L’unica grande bandiera rimasta sui campi della Serie A, diciotto anni di Inter senza incrinature nè sbandamenti. Sembra impossibile che un giocatore che nell’82, ancora ragazzino, vinceva il mondiale con la banda di Bearzot, possa essere additato, sedici anni dopo, come l’esempio perfetto del libero del calcio del Duemila. Ma niente è impossibile, per lo “Zio”. E’ stato il migliore, nel suo ruolo, in via di prepotente rivalutazione tattica, andrà ai Mondiali di Francia e sarà la quarta volta. E non è una favola, è solo impegno, grinta, determinazione. E tanta classe.

Luca Marchegiani (Lazio) - 6,36
Ancona, 22-2-66
PORTIERE
Travolto da un insolito destino nelle ultime affannose giornate di campionato, quelle in cui la Lazio è riuscita a sperperare vantaggi e fortune di un’intera stagione, Luca Marchegiani ha mantenuto comunque alta la sua media-voto. Anche se nel finale le prospettive sono cambiate. Partito come ultimo ostacolo di una difesa granitica, per tre quarti del torneo è stato il portiere meno battuto. Al ventisettesimo turno aveva subito appena diciassette gol. I restanti tredici sono volati dentro la sua rete nelle ultime sette partite. La sua resta la terza porta meno violata del campionato, dopo quelle di Peruzzi e Pagliuca, anche grazie al suo rendimento, non macchiato dalle papere che in passato ne offuscavano qua e là la fama. Non potrà seguire i suoi colleghi ai Mondiali. Nelle scelte del Ct è stato superato da Buffon, ma lui resta il perfetto numero uno di una Lazio che punta in alto.

Matteo Sereni (Piacenza) - 6,33
Parma, 11-2-75
PORTIERE
Il problema era trovare qualcuno che credesse in questo ragazzone dai mezzi atletici formidabili, figlio d’arte (il padre è Giorgio, una vita nel calcio, da giocatore e poi da allenatore). Eppure, Zenga l’aveva detto, quando un infortunio l’aveva tolto dai pali doriani: puntate su Sereni, il mio erede è lui. Invece a Genova preferirono Pagotto, e il ragazzo di Parma fu spedito a Crevalcore, in C, a guardare gli altri giocare. Altre due stagioni perse alla Samp, e finalmente Piacenza. Dove Guerini ha creduto in lui ed è stato ripagato. Tra i protagonisti della salvezza c’è questo portiere dai grandi mezzi, eccezionale in acrobazia, dalla personalità in sboccio.

Ciro Ferrara (Juventus) - 6,32
Napoli, 11-2-67
DIFENSORE
Ciro era la sicurezza, la solidità. La colonna su cui andavano a infrangersi le speranze degli attaccanti avversari. Ciro era un punto fermo per Marcello Lippi, e anche per Cesare Maldini, che quando ancora doveva decidere molte cose della sua Nazionale di Francia, lo aveva già messo tra gli inamovibili. Purtroppo, al giro di boa del torneo, a Lecce, Ciro la roccia rimaneva steso a terra con tibia e perone fratturati. Cinque mesi di stop, campionato finito e addio sogni mondiali. Fino all’ultimo, Ciro Ferrara ha lavorato duro, in palestra, inseguendo un miracolo impossibile. Lo rivedremo l’anno prossimo. E, c’è da giurarlo, sarà il solito muro insuperabile per qualunque avversario.

Fabrizio Ferron (Sampdoria) - 6,32
Bollate (MI), 5-9-65
PORTIERE
A vederla così, sembrerebbe un’annata più ombre che luci. Perché è vero che la Samp è sempre una squadra di destra, nel senso della classifica, ma è anche vero che tra le prime nove della classe è quella che ne ha presi di più. Di tutto questo il meno colpevole è proprio lui, Fabrizio Ferron, che dietro una difesa ballerina ha fatto in pieno il suo dovere, con l’esperienza di chi ha alle spalle nove campionati di A e soprattutto di chi è avvezzo a veder piombare in area gli attaccanti avversari da tutte le parti. A Bergamo sembrava avviato al declino, gli exploit di Genova lo hanno restituito al ristretto novero dei migliori, grazie soprattutto al formidabile colpo di reni.

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