Le stelle di Francia '98

Philemon Masinga
28 giugno 1969, attaccante
Bari (Italia)
SUDAFRICA
Gruppo C

È un giocatore difficile da inquadrare per un giudizio tecnico, un attaccante che si muove molto, fondamentale per i successi dei "Bafana Bafana", ma che in Europa ha sempre lasciato molto perplessi. Ha infilato una brutta figura dietro l’altra, a tutti i livelli: ha fatto male in Inghilterra nelle file del Leeds United, ha fatto peggio in Svizzera con il San Gallo, assolutamente deludente in serie B con la Salernitana, ha alzato la testa a sorpresa in serie A con il Bari.
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Sinisa Mihajlovic
20 febbraio 1969, difensore
Sampdoria (Italia)
JUGOSLAVIA
Gruppo G

Eriksson pagherebbe di tasca propria per portarlo alla Lazio. Il suo sinistro è ormai un classico sui calci piazzati. Nel ruolo di libero ha rilanciato una carriera che a Roma (versante giallorosso) aveva rischiato di tornare indietro dopo i successi e i riconoscimenti ricevuti ai tempi della Stella Rossa campione d’Europa. Giocava a centrocampo, sulla mediana, in Italia era stato spostato a fare il laterale di fascia, un ruolo che ha messo in evidenza il suo difetto più marcato, la non eccessiva velocità. Al centro della difesa, magari a cinque uomini, si è trasformato: preferisce fare correre il pallone piuttosto di rincorrerlo.

Predrag Mijatovic
19 gennaio 1969, attaccante
Real Madrid (Spagna)
JUGOSLAVIA
Gruppo G

Ha fatto sognare Valencia e sul più bello gli ha tolto la seggiola di sotto il tavolo. Non gliel’hanno mai perdonata. Al suo posto l’argentino Ortega, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atlanta, ha clamorosamente fallito. Al contrario l’attaccante slavo non sbaglia un colpo. Il presidente del Real Madrid Sanz lo ha presentato come biglietto da visita nelle elezioni contro Mendoza, lo ha preferito al nazionale Luis Enrique, e ha vinto: le elezioni e lo scorso campionato. Parte da dietro, calcia con tutti e due i piedi, non è una vera punta ma segna anche di più. Nella Jugoslavia è il punto di riferimento della manovra offensiva e come aveva fatto il compagno di club Suker per i "cugini" croati nelle qualificazioni europee, Mijatovic ha portato la Jugoslavia in Francia a suon di gol: 14 reti in dodici partite. Dilagante contro la povera Ungheria negli spareggi mondiali. A Madrid Capello aveva messo in discussione Suker, ha arretrato Raul, ma ha sempre lasciato libero l’estroso Mijatovic, uno di quei giocatori che davvero ti vince le partite da solo. Naturalmente è stato eletto calciatore jugoslavo dell’anno. Continua a segnare con continuità.

Kazuyoshi Miura
26 febbraio 1967, attaccante
Verdy Kawasaky (Giappone)
GIAPPONE
Gruppo H

Già calciatore d’Asia dell’anno e campione d’Asia con il Giappone, il "Baggio del Sol Levante" giocherà anche il Mondiale. Dopo averlo sfiorato quattro anni fa, quando era all’apice della popolarità, in Asia, come in Europa, l’ex genoano potrà rinfrescare la sua immagine con una bella passerella iridata. In Nazionale continua a fare la differenza (12 gol in dodici partite nelle qualificazioni mondiali!), gli riesce meno bene nella J-League dove i suoi Verdy non dettano più legge già da qualche tempo. In Francia potrebbe trovare un altro ingaggio europeo per finire in bellezza la carriera e passare alla storia.


Viorel Moldovan
8 agosto 1972, attaccante
Coventry City (Inghilterra)
ROMANIA
Gruppo F

Ha segnato 7 gol nelle qualificazioni mondiali al centro dell’attacco romeno, è l’erede di Camataru, ma la scelta di trasferirsi in Inghilterra nelle file del Coventry potrebbe non risultare particolarmente azzeccata. Durante la sosta invernale ha lasciato gli svizzeri del Grasshoppers dopo avere fatto il vuoto, ancora una volta, nella classifica cannonieri della massima divisione elvetica che lo ha visto vincitore per due stagioni consecutive. In Inghilterra invece è partito dalla panchina chiuso dal neo-nazionale inglese Dublin.


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