Marco SGRO'

(Sampdoria)

Centrocampista di quantità, ha faticato un po’ prima di arrivare (e restare) in Serie A con la maglia dell’Atalanta. Nato a Sermoneta (Latina) ventotto anni fa, calcisticamente è cresciuto nelle giovanili del Genoa e poi ha iniziato una lunga gavetta in Serie C: Jesi (una stagione, 34 partite e 7 reti), Siena (due stagioni, 54 partite e 2 gol) e Fiorenzuola (poco più di due stagioni, 74 gare e 9 reti) le sue tappe. All’Atalanta, Marco Sgrò arriva nel novembre del 1993. L’impatto non è dei migliori: la squadra va male e non sono pochi a storcere la bocca di fronte al nuovo acquisto.

Marco non si dà per vinto: gioca 12 partite e segna il gol della vittoria contro l’Inter all’ultima giornata. Soddisfazione fine a se stessa, visto che l’Atalanta era già retrocessa. I bergamaschi scendono in B e Sgrò viene ceduto in prestito all’Ancona. Dalla C1, passando per la Serie A, alla B: tutto in un anno. Un salto pericoloso per chi non ha la testa sulla spalle; Sgrò si rimbocca le maniche e con i marchigiani gioca tutto il campionato (38 partite, 1 gol) dimostrando di saper unire la qualità alla quantità. Se ne accorge anche l’Atalanta, in occasione della trasferta ad Ancona, dove subisce quattro reti e il migliore in campo è proprio lui: Marco Sgrò. Il ritorno a Bergamo non è proprio trionfale, tanto che Sgrò viene messo tra le riserve.

Potrebbe sembrare un’altra partenza difficile, ma Mondonico crede in lui e in men che non si dica Marco diventa uno dei perni insostituibili del centrocampo nerazzurro. Caparbio, lottatore e gran faticatore, quest’anno è uno dei migliori centrocampisti del campionato italiano. Le sue caratteristiche hanno permesso a Mondonico di utilizzarlo anche come difensore centrale. L’anno scorso ha giocato in questo ruolo più di una partita: bene con l’Inter, meno bene con il Perugia. Contro l’Udinese dimostrò di avere imparato la lezione: Emam (egiziano dell’Udinese che ha da poco vinto la Coppa d’Africa) cercò di superarlo e lui lo mise giù. Sgrò fu espulso, ma l’Atalanta riuscì a resistere e a vincere la partita.

Buon tiratore dalla distanza, sa anche inserirsi in area di rigore dalle retrovie. Se riuscisse a trovare continuità sotto rete potrebbe diventare l’uomo mercato dei nerazzurri. Fuori dal campo è "stranamente" pigro e chi lo conosce bene ritiene che la sua qualità migliore sia l’umiltà. Ama il cinema e in particolare i film di Kevin Costner e di Madonna. Sa apprezzare anche la buona musica e predilige i cantautori italiani, su tutti Renato Zero. Antonio Villa, presidente del Fiorenzuola, è la persona che più di tutte ne ha segnato il cammino nel mondo del calcio, mondo nel quale Marco vorrebbe restare anche quando smetterà di giocare.

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