Sinisa MIHAJLOVIC

(Sampdoria)

Quindici (o anche solo dieci) anni fa, Sinisa Mihajlovic non avrebbe mai pensato che il suo migliore amico gli avrebbe distrutto la casa dove viveva la sua famiglia a causa di un’assurda guerra che ha portato alla divisone della Jugoslavia. Il conflitto lo ha vissuto vivendo in Italia, ma nonostante ciò ne è stato molto coinvolto perché la sua famiglia era in patria; Sinisa ha poi fatto sì che i suoi genitori andassero ad abitare in una zona più tranquilla del Paese.

Il nome Mihajlovic non lo si può non accostare alla parola punizioni, la sua specialità che è una dote innata e che è stata affinata con l’allenamento; già da bambino si allenava a calciare contro la saracinesca del garage di casa, costringendo il padre a cambiarne una ogni due o tre mesi. La sua partita di esordio con le giovanili del Borovo è bagnata subito dalla rete decisiva su calcio di punizione. Passa poi alla Vojvodina per tre anni e quindi, nel gennaio del ‘91, alla Stella Rossa Belgrado, con la quale vince uno scudetto, la Coppa dei Campioni del 1991 e la Coppa Intercontinentale.

Nel ‘92 Boskov lo vuole assolutamente alla Roma e puntualmente l’allora centrocampista slavo arriva nella capitale. I suoi due anni a Roma non sono molto fortunati, pur dopo un buon inizio, e la sua promessa di segnare un gol ogni tre punizioni si rivela velleitaria, tanto che in 54 presenze con la maglia giallorossa realizza una sola rete.

Con il trasferimento alla Sampdoria, nel ‘94, il suo rendimento cresce e diventa subito uno degli uomini cardine della compagine blucerchiata e uno degli idoli dei tifosi grazie alle sue proverbiali "bombe" su punizione. Nel 1996-97, con Eriksson, subisce anche un cambiamento tattico, perché il tecnico svedese lo sposta (con risultati eccellenti) nella posizione di libero.

Dopo la cessione di Mancini alla Lazio, nell’estate 1997, Mihajlovic è diventato il leader della squadra in campo e fuori e nonostante questa ulteriore responsabilità la stagione in corso è una delle sue migliori, se non la migliore, e con le sue punizioni ha già risolto più di una partita a favore della Samp.

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