Philemon MASINGA

(Bari)

Philemon Masinga è nato a Klerksdorp, a pochi chilometri da Johannesburg, il 28 giugno 1969. Calcisticamente è cresciuto alla scuola del Cosmos di Jomo, uno dei più famosi giocatori africani. In Sudafrica, nella massima serie, ha giocato con il Mamelodi S. per due stagioni consecutive. Appena il tempo di prendere l’aereo per l’Inghilterra, destinazione Leeds. Con lo United, Philemon gioca due campionati di Premiership collezionando 28 presenze e 5 reti. Non molto per un attaccante, ma Masinga predilige partire da lontano e dettare il passaggio decisivo al compagno di reparto. Il gol comunque fa parte del suo repertorio: pochi sì, ma sempre decisivi.

Prima di arrivare in Italia (alla Salernitana), Phil si ferma in Svizzera al San Gallo. Appena il tempo di giocare 10 partite e poi, nell’ottobre del 1996, la partenza per Salerno. La Salernitana punta alla promozione in Serie A; la stagione però si conclude senza acuti e Masinga va a segno solo 4 volte in 16 partite. Uomo di punta (insieme all’ex laziale Mark Fish) della Nazionale sudafricana, in Italia Masinga non riusciva a esprimere tutto il suo valore. Il Bari nel frattempo era alla ricerca di un’alternativa alla coppia Ventola-Guerrero e Philemon sembrava essere l’uomo giusto. Il resto è storia di oggi.

L’inizio della stagione non è dei più esaltanti, ma la trasferta di Empoli è determinante per il sudafricano. Infortunati Ventola e Guerrero, Fascetti si affida a lui in una delle più delicate sfide per la salvezza. Masinga segna due gol e il Bari espugna lo Stadio Castellani. Ormai il sudafricano si è sbloccato e a farne le spese sono il Vicenza prima e l’Inter poi. Per i nerazzurri il gol di Masinga è un’incredibile mazzata. Per il "guerriero" sudafricano è davvero un momento magico.

Con la Nazionale, due anni fa, ha vinto la Coppa d’Africa giocata in casa. Quest’anno, in Burkina Faso, è andata meno bene.Arrivato in finale contro tutti i pronostici, il Sudafrica ha dovuto cedere il passo all’Egitto. Di Masinga, inoltre, il gol, segnato la scorsa estate contro il Congo, che ha portato i "Bafana-Bafana" a France ‘98.

Sposato con Carol, ha due figli: Sifiso di 6 anni e la piccola Teneko. A tavola è un po’ lento, gli piace gustare con calma ciò che mangia (la carne e il vino bianco sono in cima alle sue preferenze).Ha cambiato compagno di camera, passando da Ingesson ad Allbäck. Non ama giocare a carte.Preferisce lunghe chiacchierate, proprio lui che ha l’aspetto di una persona riservata e silenziosa. Non si separa mai dal suo telefonino, con cui chiama spesso casa. In Sudafrica ha lasciato due fratelli e mamma Selina, alla quale ha affidato la gestione di un distributore di benzina a Johannesburg. Non sopporta i capelli ed è per questo che ogni tre giorni si rade la testa con la macchinetta.Ama vestirsi bene (soprattutto con gli abiti di Armani) e, come molti africani, adora i colori scargianti. La sua macchina è una Citroên, nella quale entra a malapena e per questo i compagni lo prendono in giro. Lui bofonchia un po’ in inglese, ma Philemon, soprannominato Cipa (nomignolo che apparteneva a un celebre attaccante sudafricano degli anni Sessanta), non se la prende affatto. Prima di scendere in campo si fa fasciare la caviglia destra dal massaggiatore del Bari, Giuliano Gresi. E a giudicare dai risultati, la fasciatura serve...

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