Andrej KANCHELSKIS
Appassionante biografia dellala demoniaca del Manchester United, temuta dai difensori, adorata dai tifosi. Lala demoniaca è Andrej Kanchelskis e la definizione è contenuta nella fascetta di copertina del libro che il giornalista inglese George Scanlan ha scritto nel 1995. Il titolo è semplicissimo: "Kanchelskis". Erano gli anni in cui il calciatore russo imperversava nella Premier League.Nelle file del Manchester United (prima di trasferirsi allEverton) aveva vinto due scudetti, una Coppa dInghilterra, una Supercoppa Europea, una Coppa di Lega. "Nessun calciatore russo ha mai ottenuto tante vittorie allestero" è scritto nella presentazione del libro, che ha venduto migliaia di copie a Manchester.
È quasi scontato cominciare lintervista ad Andrej con la seguente domanda: perché un anno fa ha deciso improvvisamente di lasciare lInghilterra, la nazione in cui ha conquistato tanti e prestigiosi successi?
"La mia non è stata una partenza polemica nè tanto meno una fuga. I giornali inglesi hanno scritto un sacco di falsità, inventando perdite di cifre esagerate al casinò o liti con gli allenatori e con i compagni di squadra.In Inghilterra non ho mai messo piede in una casa da gioco, non ho "mangiato" nessun allenatore, sono sempre andato daccordo con i compagni di squadra, sia a Manchester sia nellEverton. La verità si può sintetizzare in due punti. Il primo è che lEverton ha avuto offerte consistenti da diverse squadre a cominciare da Milan e Real Madrid e quando la Fiorentina, alla fine di gennaio, ha "sparato" una cifra superiore ai quindici miliardi di lire, la società non poteva opporre un rufiuto. Con quella pioggia di soldi ha risolto una serie di importanti problemi economici.Il secondo motivo mi riguarda personalmente: in Inghilterra ho disputato cinque campionati e mezzo, mi sono tolto tutte le soddisfazioni possibili e sentivo di non avere più stimoli. Mi attraeva il campionato italiano, che resta il più affascinante e il più duro dEuropa, e sono salito di corsa sullautobus viola. I calciatori di tutte le nazionalità vorrebbero giocare in Italia. Per questo la mia partenza, in Inghilterra, ha suscitato tanta invidia.Non sono pentito della mia scelta, anche se la fortuna che avevo nella Premier League non mi ha accompagnato in Italia.Anzi, sono stato perseguitato dalla scalogna più nera".
Andrej Kanchelskis non ha torto: nei primi nove mesi di permanenza a Firenze ha avuto tre gravissimi incidenti che hanno bloccato o ritardato il suo processo di ambientamento nella squadra viola.Il primo incidente risale allaprile scorso.Dopo aver giocato una splendida partita contro la Roma (dimostrando anche ai critici più severi che ormai sarebbe diventato uno dei punti di forza della Fiorentina), "Kanche" è stato convocato dalla Nazionale russa e nella gara con il Lussemburgo per le qualificazioni mondiali ha riportato una lesione muscolare.Stagione finita.
Il secondo infortunio risale al 21 settembre.San Siro, terza giornata dellattuale campionato. Una settimana prima Kanchelskis aveva segnato contro il Bari il suo primo gol in maglia viola, Malesani lo considerava una pedina inamovibile del centrocampo, i tifosi gli avevano manifestato con cori e striscioni il loro entusiasmo. Ma a Milano la sfortuna era nuovamente in agguato e aveva le sembianze di Taribo West. Una violentissima entrata del terzino interista, lungo la linea laterale, ha interrotto una volata di Kanchelskis, tornato "lala demoniaca" dei tempi di Manchester.Il russo è stato costretto a quattro settimane dassenza per una distorsione alla caviglia.
Lultimo infortunio è stato visto in diretta da milioni di telespettatori.Mosca, 26 ottobre, Russia-Italia, spareggio per lammissione alla fase finale dei Mondiali. Alla mezzora del primo tempo Kanchelskis si è scontrato con Pagliuca.Sembrava che la peggio fosse toccata al portiere azzurro, costretto a lasciare il campo; invece è stato Andrej a subire i danni più gravi (frattura della rotula e del ginocchio sinistro, tre mesi di inattività). Clamoroso il fatto che Kanchelskis sia rimasto in campo per più di un quarto dora, fino al termine del primo tempo, con una gamba fratturata. Ora, ricordando, sorride: "Sentivo un forte dolore, ma non immagivo che lincidente fosse così grave. Nevicava, faceva un gran freddo. Forse per questo non ho avuto la percezione che la gamba fosse rotta".
"Kanche" si arrabbia molto di più al ricordo dellincidente milanese.Tutta colpa di quello che è accaduto a Bologna il 23 novembre, quando Cois ha commesso, ai danni del bolognese Nervo, la stessa scorrettezza che West commise ai suoi danni.Sandrino è stato espulso e squalificato, mentre il nigeriano dellInter fu punito soltanto con il cartellino giallo.
"Non ho alcun rancore nei confronti di West, ma sono avvilito per lo strano funzionamento della giustizia sportiva in Italia. Non è possibile vedere due arbitri di Serie A comportarsi in maniera così diversa e, soprattutto, notare che il giudice sportivo non ha preso alcun provvedimento nei confronti di West. In certi casi sono favorevole alla prova televisiva. Del resto proprio a Bologna si è avuta la conferma che la Fiorentina non è molto protetta... Tutti abbiamo visto che il pallone colpito da Paramatti non era entrato.Tutti tranne il guardalinee e larbitro. Solo sfortuna?Non saprei. Purtroppo a causa di errori come questi non abbiamo la classifica che meriteremmo.E in ogni caso ha fatto bene il presidente a protestare".
Dove può arrivare questa Fiorentina?
"Quando abbiamo giocato al completo, abbiamo dimostrato di non essere inferiori alle "grandi" del campionato. In Italia cè molto più equilibrio rispetto allInghilterra. Quando giocavo nel Manchester United, avevamo ben pochi avversari; qui, invece, non cè una sola partita vinta in partenza. E dove cè equilibrio, spesso sono i singoli episodi a decidere i risultati. Insomma occorre fortuna e purtroppo la Fiorentina non lha avuta. Se fosse contato solo il gioco, a Milano contro lInter avremmo dovuto vincere largamente. Ecco, lInter almeno nella prima parte della stagione ha avuto la fortuna che a noi è mancata: la classifica si spiega anche così. La nostra squadra mi piace più di quella dellanno scorso, ha una dose maggiore di coraggio. Malesani fa giocare ciascuno di noi nel ruolo giusto e finalmente era riuscito a valorizzarmi. È un buon tecnico, mi sembra strano che finora abbia allenato solo in Serie B. Se tutto va come deve andare, dovremmo lottare per un posto-Uefa. Delle altre squadre mi fanno paura soprattutto la Juventus e la Lazio, perché sono quelle che giocano il calcio migliore.Temo anche il Milan: lo ammetto, sono un grande ammiratore di Fabio Capello".
È vero che durante gli Europei del 96, in Inghilterra, Capello venne a trovarla per proporle il trasferimento al Real Madrid?
"Sì, Capello mi aveva fatto seguire nellEverton e nella Nazionale russa.Credo che il trasferimento al Real sia sfumato perché lEverton chiese una cifra spropositata, sicuramente superiore a quella che ha poi incassato dalla Fiorentina".
In Inghilterra lei segnava molti gol.Con lEverton, nella stagione 1995-96, ne ha segnati addirittura 16, un record per un calciatore russo allestero.In Italia, per ora, siamo a quota uno...
"Nel campionato inglese le difese sono molto più aperte, basta saltare un avversario ed è fatta.In Italia, invece, andare in gol è unimpresa. Comunque non credo di poter essere giudicato per quello che ho fatto finora. Ho disputato poche partite e ogni volta che ho trovato la condizione migliore sono stato bloccato dagli infortuni e ho dovuto ricominciare tutto dal punto di partenza".
I Mondiali dovrà seguirli in televisione. Che cosa ha significato per lei leliminazione della Russia a opera dellItalia?
"È stata una grande amarezza.Ho sofferto nel vedere in televisione la partita di Napoli: in quei momenti ho maledetto lo scontro con Pagliuca. Debbo però confessare che questa non era la migliore Nazionale russa. La squadra più forte in cui ho giocato era quella che prese parte agli Europei nel 1992. In panchina cera Bishovetz, il più bravo Commissario tecnico dopo Lobanowski. Bishovetz ebbe il merito di dare fiducia alla formazione che aveva conquistato il titolo europeo Under 21 nel 90. Con me cerano altri ragazzi in gamba come Kolyvanov, Dobrovolski, Shalimov, Mostovoi. La Nazionale di Bishovetz giocò 14 partite senza mai perdere; poi, alla quindicesima, trovò la Scozia.Ci battè 3-0, eliminandoci dal Campionato dEuropa. Senza la Russia, quello francese non sarà un Mondiale completo.Chi lo vincerà? Vedo molto equilibrio. Dividerò il mio tifo tra lItalia (se ci saranno Cois e Toldo), lArgentina del mio grande amico Batistuta e lInghilterra, il Paese di cui spero di prendere presto la nazionalità. È questione di mesi: mio figlio Andrej junior è nato a Manchester, mia moglie è già diventata cittadina inglese, io lo sarò presto. E sarà un bene anche per la Fiorentina, che così potrà ingaggiare un altro calciatore extracomunitario. Con un paio di inserimenti, questa è destinata a diventare una grandissima squadra. Il mio contratto scade nel 2001: vorrei vincere qualcosa di importante, con questa maglia".
Superato il problema della lingua?
"Le cose vanno molto meglio.Quando posso faccio a meno dellinterprete. Riesco a capire gli ordini dellallenatore e i suggerimenti dei compagni. Sono legato a tutti da un rapporto damicizia, ci frequentiamo anche nella vita privata.In Inghilterra questo non succedeva. Per litaliano, poi, ho un bravissimo maestro: mio figlio.Ha soltanto cinque anni, ma va allasilo e comincia a parlare bene".
A proposito di lingua, va raccontato un aneddoto divertente. La prima parola di cui Kanchelskis chiese la traduzione allinterprete fu "ciliegina".Questo diminutivo fu un autentico tormentone per "Kanche" nei suoi primi giorni in Italia. Il giorno della presentazione ufficiale, fu accolto dai tifosi sotto la sede di Piazza Savonarola con un grande striscione: "Benvenuta ciliegina". I dirigenti lo presentarono ai giornalisti con questa frase: "Eccovi la ciliegina promessa da Vittorio Cecchi Gori". Nelle televisioni fiorentine, anche per evitare la cattiva pronuncia di un cognome difficile come Kanchelskis, si parlava continuamente di "ciliegina". Linterprete dovette spiegare ad Andrej che quella strana parola non era unoffesa, ma un elogio. Insomma, era lui il giocatore che avrebbe dovuto abbellire la squadra viola, proprio come la ciliegina abbellisce la torta.
Sulla vicenda della "ciliegina" si sono poi innescate le polemiche della critica. Molti si sono chiesti se Andrej poteva essere davvero il calciatore adatto ad abbellire la "torta" viola e se valeva la pena spendere tanti miliardi per il suo trasferimento a Firenze.Purtroppo gli infortuni hanno rinviato a tempi migliori la risposta definitiva allinterrogativo.
La Fiorentina e Kanchelskis, comunque, sono sicuri di vincere la loro battaglia. I dirigenti viola hanno già dovuto respingere lassalto a Kanchelskis di società inglesi e spagnole disposte a versare una cifra superiore a quella pagata da Cecchi Gori allEverton. Il campione russo, da parte sua, affila le armi per il suo terzo esordio in campionato, che dovrebbe avvenire prima della fine di gennaio. "Kanche" è sicuro del fatto suo: "Voglio rivolgere una preghiera ai tifosi viola: abbiate pazienza e sosteneteci come soltanto voi sapete fare.La Fiorentina può risalire la corrente fino a conquistare uno dei traguardi che si è prefissa, ovvero la Coppa Italia o la zona Uefa. E io sarò in campo a dare il mio contributo. Il gol realizzato al Bari mi ha reso felice, ma non mi ha appagato.Voglio realizzarne altri, come facevo in Inghilterra.Gli infortuni mi hanno penalizzato, però mi hanno anche dato nuovi stimoli. Ho un solo desiderio: tornare in campo e prendermi una bella rivincita.Cecchi Gori non si dovrà mai pentire di avermi definito "la ciliegina viola". La Fiorentina sarà veramente più bella.E la fortuna, prima o poi, dovrà ricordarsi di me...".
È SPOSATO CON MISS KIROVOGRAD
Andrej Kanchelskis è nato a Kirovograd (Ucraina) il 23 gennaio 1969.Il padre Anton era lituano e conobbe la madre Evgenija a Kirovograd durante il servizio militare.Kanchelskis è cresciuto nella Zvezda Kirovograd, poi è passato alla Dinamo Kiev. Prima di trasferirsi al Manchester United (marzo 1991) ha giocato anche nello Shakhtjor Donetz. Kanchelskis ha indossato la maglia dei Red Devils fino alla conclusione della stagione 1994-95, totalizzando 123 presenze e segnando 28 reti, poi è passato allEverton. A Liverpool ha disputato due campionati (52 presenze, 20 gol) e infine, nel gennaio 1997, si è trasferito alla Fiorentina.A Firenze, Andrej abita al Pian dei Giullari, ma è alla ricerca di una casa in centro.
LE VITTORIE. In carriera, Kanchelskis ha già ottenuto molte significative affermazioni.Con lUnder 21 dellUrss ha vinto il titolo europeo del 90, prima che cominciasse il dominio dellItalia di Cesare Maldini. Con il Manchester United ha vinto due scudetti (1993 e 1994), una Coppa dInghilterra (1994), una Coppa di Lega (1992) e una Supercoppa Europea (1992). In Nazionale (Urss e Russia) vanta 55 presenze e 8 gol.
LA FAMIGLIA. Da sei anni è sposato con Inna, ex studentessa di Medicina ed ex Miss Kirovograd, che ha interrotto gli studi dopo il trasferimento in Inghilterra.Ha un figlio di cinque anni, Andrej junior.
LA NAZIONALITà. Andrej, dopo lo scioglimento dellUrss, ha scelto la nazionalità russa soprattutto per disputare i Mondiali 1994. Da tempo ha chiesto di diventare cittadino inglese. La risposta, positiva, dovrebbe arrivare a breve scadenza.Così Kanchelskis sarà considerato calciatore comunitario.
IL NUMERO 17. Kanchelskis ha scelto di indossare la maglia numero 17 in ricordo di un grande giocatore di hockey su pista, Karlanov, di cui era ammiratore e tifoso. Karlanov morì in un incidente stradale.
GLI HOBBY. In Russia, quando il campionato andava in letargo, giocava a hockey e praticava lo sci di fondo. Ora il suo hobby preferito è il gioco degli scacchi, in cui si considera un campione.A Firenze non trova avversari, nel giro delle sue amicizie...
BUBKA E MARADONA. Il suo idolo nello sport è Sergej Bubka, primatista mondiale di salto con lasta che ha avuto modo di conoscere personalmente.Nel calcio considera Maradona il più grande giocatore di tutti i tempi.In Italia ammira Paolo Maldini, con cui è stato protagonista di memorabili duelli nelle partite internazionali.
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