Dario HUBNER

(Brescia)

Click for larger view (49 Kbytes)Ha rischiato di non arrivarci nemmeno, al grande calcio dei professionisti.Forse è per questo che Dario Hubner, ariete del Brescia approdato in questa stagione per la prima volta alla Serie A, all’età di trent’anni suonati, non ha perso la voglia di migliorarsi, di fare passi avanti.A ventun anni, il ragazzo giocava ancora nelle file del Muggia, la squadra del suo paese che militava in Prima Categoria, bassifondi del calcio.E non pensava nè viveva da professionista: operaio in una fabbrica di serramenti, quello era il suo mestiere, e il calcio era un hobby cui dedicare un paio di sere alla settimana, oltre alla partita domenicale.

Il cambio di ritmo arrivò con il passaggio alla Pievigina, in quello che qualche anno fa era il campionato Interregionale, una via di mezzo tra professionismo e dilettantismo. Arrivò soprattutto a suon di gol, la nuova vita di Dario il goleador. Una crescita costante, ma lenta: tre anni in C2 tra Pergocrema e Fano, due in C1 sempre con la squadra marchigiana. E poi, cinque stagioni a Cesena, in Serie B, e gol a grappoli: 76 reti in 166 partite giocate con la maglia bianconera, decisamente un buon ricordo. Col Cesena avrebbe voluto raggiungere la Serie A, invece la squadra romagnola, nonostante i suoi gol, lo scorso anno è retrocessa in C1.Ma Dario Hubner aveva fatto abbastanza per farsi notare anche da quelli che abitano ai piani nobili del calcio italiano.

Lo ha voluto il Brescia, e la scommessa di quest’anno era quella di vedere se il centravanti che conosceva bene la via della rete se la sarebbe cavata allo stesso modo in Serie A, un pianeta sconosciuto per lui. Dario Hubner ha vinto anche questa battaglia. Ha un sinistro micidiale, si muove bene in area e colpisce duro anche da fuori, viaggia alla media di 0,55, cioè segnando più o meno una rete ogni due partite.Uno che forse avrebbe dovuto arrivarci prima, in Serie A. Ma il calcio è questo, e per fortuna Dario Hubner il suo sogno l’ha conquistato, e sta dimostrando di meritarlo.

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