EDMUNDO
Edmundo è stato chiarissimo, nella sua prima intervista italiana. Era l8 gennaio e in Piazza Savonarola mille tifosi lo aspettavano per dimostrargli il loro entusiasmo, la loro simpatia. "Nel 1998" disse Edmundo "ho due obiettivi: conquistare un posto in Nazionale per i Mondiali in Francia e dare il mio contributo per riportare la Fiorentina in Europa". Lex attaccante genio e sregolatezza del Vasco da Gama è sulla strada buona per centrare il primo obiettivo. Zagallo, Commissario tecnico della Nazionale campione del mondo, lo ha convocato per la Gold Cup negli Stati Uniti, tappa molto importante nella preparazione del Brasile per i campionati del mondo.
"Sono felicissimo per il riconoscimento" dice ora Edmundo, "ma questo non significa che Zagallo mi porterà sicuramente in Francia. La Gold Cup è stata una base di partenza, non il punto darrivo. È importante che il Ct si sia ricreduto sul mio conto, dopo quel che era accaduto in Bolivia. È stata la stampa, comunque, ad alimentare le polemiche. Sembrava che le porte della Nazionale si fossero chiuse definitivamente per me, ma non era vero. Ora dovrò dimostrare di essere maturato e farò di tutto per non perdere loccasione. So benissimo di avere una grossa concorrenza. Siamo in diversi a puntare al posto di "spalla" per Ronaldo. Romario è largamente in testa alla classifica per quello che ha fatto con la maglia verdeoro. A me basterebbe essere scelto come terzo attaccante. Penso di meritarlo più di Dodò, di Elber, di Tullio e di Savio.È strano, ma la mia convocazione ai Mondiali dipenderà anche da Batistuta. Più gol segna Gabriel, più possibilità ho io di andare in Francia, soprattutto se saranno i miei assist a lanciare in rete il fuoriclasse argentino".
Secondo obiettivo: il posto in Uefa con la Fiorentina. "Anche questo" riconosce Edmundo "dipenderà molto dallintesa che raggiungerò con Gabriel. Lho detto e ripetuto a Malesani, ai compagni di squadra e a voi giornalisti: sono venuto a Firenze non solo per confermare la fama di goleador conquistata nel campionato brasiliano, ma anche per mettermi a disposizione degli altri attaccanti e in particolare di Batistuta. Fino allanno scorso giocavo come seconda punta e la mia specialità erano gli assist. Poi Antonio Lopez mi ha lanciato come prima e unica punta del Vasco da Gama e io lho ripagato vincendo la classifica dei cannonieri. Nella Fiorentina sto cercando di inserirmi prima possibile negli schemi di Malesani, che mi ha fatto capire subito che in Italia si va avanti soprattutto se ci si sacrifica per il gioco di squadra. Per me, visto il passato, non è stata una... penitenza, anche perché ho trovato uno splendido ambiente, con i compagni che hanno fatto di tutto per accelerare il mio inserimento e con i tifosi che mi hanno dimostrato subito il loro affetto. Fra laltro sono arrivato a Firenze già pronto mentalmente ad affrontare le insidie del campionato più difficile del mondo. Lunica differenza che ho trovato col Brasile è il clima. Lì 42 gradi allombra, qui il freddo".
È stato il suo procuratore Pedrinho a farle conoscere i segreti del calcio italiano?
"I consigli di Pedrinho sono stati preziosi, ma la sua esperienza in Italia risale a molti anni fa. Dellattuale calcio italiano mi hanno parlato soprattutto i giocatori brasiliani che ho ritrovato o ritroverò qui come avversari, con Ronaldo in testa. Ci siamo visti durante le vacanze di fine danno, abbiamo giocato insieme sulla spiaggia o in qualche partitella a scopo benefico. Ronaldo è entusiasta del campionato italiano. Non è una sorpresa, perché con lInter sta vincendo tanto. Però non mi ha parlato solamente dei nerazzurri, ma anche della Fiorentina e delle altre squadre più forti, come Juventus, Milan, Lazio, Parma, Roma. La prima raccomandazione è stata questa: stai attento perché in Italia non esiste una partita facile. Cè grande equilibrio e anche le squadre meno quotate ti costringono a impegnarti dal primo allultimo minuto. Io me ne sono accorto subito, tre giorni dopo il mio arrivo, vedendo in televisione Brescia-Fiorentina. I viola hanno vinto proprio perché hanno dimostrato grande concentrazione sino in fondo. Allinizio i giocatori del Brescia erano stati allaltezza dei miei nuovi compagni di squadra".
Della Fiorentina che cosa le ha detto Ronaldo?
"Le riferisco le sue parole: Edmundo, sei fortunato perché vai a giocare nella squadra italiana che finora mi è piaciuta di più. Ronaldinho mi ha confessato che a un quarto dora dalla fine della partita di Milano pensava che lInter avrebbe perso. Invece la fortuna voltò le spalle ai viola e lInter riuscì a vincere. Io gli ho lanciato la sfida per la partita di ritorno. Non sapevo, allora, che sarei stato convocato per la Nazionale".
A Firenze sono stati felici del tuo acquisto perché la Fiorentina ha vinto i suoi scudetti quando ha potuto contare su due campionissimi brasiliani: Julinho nel campionato 1955-56 e Amarildo nella stagione 1968-69.
"Non ero ancora nato. Sono passati tanti anni e mi sembra strano che una grande società come la Fiorentina abbia vinto soltanto due scudetti. Sarebbe un motivo dorgoglio, oltre che di felicità, se la squadra viola potesse continuare con me quella tradizione. So bene quanto sia difficile, ma in futuro spero almeno di lottare per questo obiettivo che, fra laltro, è il sogno di Batistuta. Di Julinho e Amarildo mi hanno parlato Pedrinho e altri campioni del passato. Julinho mi è stato descritto come un fuoriclasse e di Amarildo mi hanno detto che aveva un carattere non molto diverso dal mio...".
In unintervista, Amarildo ha detto: Edmundo deve rendersi conto che i difensori italiani giocano in maniera diversa rispetto ai brasiliani. Io per capirlo ci ho messo tre anni. Edmundo dovrà farlo subito.
"Ci proverò. Dei difensori italiani mi ha parlato a lungo Evair, mio compagno nel Vasco da Gama, che ha giocato nellAtalanta. Naturalmente ne ho discusso anche con Ronaldo e altri. Ripeto quello che ho già detto in altre occasioni: i difensori italiani sono duri come quelli brasiliani, ma sono certamente più leali. Se poi qualcuno mi provocherà, farò di tutto per resistere. Le prime esperienze sono state positive, ho visto un grande rispetto".
Quali sono i giocatori della Fiorentina che lhanno aiutata di più, nei primi giorni di ambientamento?
"Debbo ringraziare tutti. Ho notato simpatia e disponibilità nei miei confronti. Per i problemi derivanti dalla lingua mi hanno dato una mano Rui Costa e Oliveira. Rui è un campione di classe internazionale conosciuto in Brasile come Batistuta. Oliveira è stato una sorpresa. Quando lasciò il Brasile per trasferirsi in Belgio era un ragazzino, lo conoscevano in pochi. Non credevo che fosse così bravo: è un piacere giocare con lui. Una forza dello spogliatoio è Bigica, ragazzo di straordinaria simpatia".
I momenti più belli della sua carriera?
"Tanti, per fortuna: lesordio in campionato, le vittorie con il Palmeiras e il Vasco, il primo gol con la maglia della Nazionale contro lUruguay, il trionfo in Coppa America. Ho segnato un gol anche contro lArgentina. Tra i biancocelesti cera Gabriel Batistuta".
E il giorno del record?
"Indimenticabile, soprattutto per le feste ricevute dai tifosi del Vasco. Era l11 settembre dellanno scorso, giocavamo contro lUnião São João. Segnai il primo gol dopo appena 27 secondi, poi tutto diventò facile. Ne realizzai altri cinque, ma potevano essere di più".
Falção, Cerezo, Careca, Dunga, Zico: a quale tra questi grandi campioni che lhanno preceduta in Italia vorrebbe assomigliare?
"Sono stati tutti giocatori eccezionali, che hanno lasciato il segno in Italia e in Brasile. Persino a Ronaldo occorrerà un po di tempo per essere paragonato a uno di loro. Sono un attaccante, per questo mi hanno affascinato le imprese di Careca e Zico. Forse è Careca il campione del passato al quale potrei accostarmi di più come tipo di gioco. So che anche lui mi stima, tanto che mi segnalò al Napoli quando lex allenatore Ottavio Bianchi venne in Brasile per un viaggio di aggiornamento professionale. Credo che ci siano state anche trattative serie tra il Napoli e il Vasco da Gama, ma è un bene che siano fallite, così ho potuto concludere con la Fiorentina. Forse ha detto una parola importante anche Carlos Dunga, lultimo giocatore brasiliano che ha indossato la maglia viola prima di me. Lo ammiro per il suo carattere fortissimo che gli permetterà di disputare, a 35 anni, il suo terzo Mondiale".
Prima di Dunga cera stato Socrates, un fallimento.
"A Firenze non hanno conosciuto il vero Socrates, un giocatore eccezionale, un mito per tutti i brasiliani".
Fra gli italiani che ha già avuto occasione di ammirare?
"Ero in Francia quando Brasile e lItalia dettero vita a quel 3-3 di straordinaria bellezza. Maldini e Del Piero posseggono classe internazionale. Dopo larrivo a Firenze ho visto unottima Lazio con molti giocatori interessanti come Nesta, Boksic, Mancini, Nedved e poi una Juventus degna della sua fama, soprattutto in difesa, e un Milan che non è sembrato in crisi come avevo letto anche sui giornali brasiliani. In televisione ho visto un Parma divertente. In Brasile un gol come quello di Dino Baggio lo incornicerebbero".
E la Fiorentina?
"Sul campo ha confermato quello che avevo visto nelle videocassette. È una squadra destinata a fare grandi cose. Non ci voleva leliminazione dalla Coppa Italia. A Torino potevamo vincere e per me sarebbe stato un inizio felice nella nuova squadra.Nel calcio ci vuole anche fortuna e, purtroppo, la Fiorentina non lha avuta con la Juventus, come non laveva avuta con la Lazio in campionato. Il mio inserimento non è stato difficile, anche se in futuro potrò fare molto di più. Arriveranno i gol e i risultati. Ne siamo convinti tutti: io, Malesani, i compagni di squadra. Mi hanno dato una mano anche i tifosi. Il pubblico di Firenze ha un entusiasmo che merita di essere ripagato. Il giorno dopo il mio arrivo a Firenze mi hanno fatto vedere in televisione lo spettacolo offerto dalla curva Fiesole prima della partita dandata con la Juventus: una cosa che ti toglie il respiro. Il tifo di Firenze non ha nulla da invidiare alla "torcida" brasiliana".
Ora vi resta solo il campionato: Inter e Juventus sono lontanissime, ma i tifosi pretendono un posto Uefa.
"Hanno ragione. Io posso promettere il mio impegno. Se con Batistuta riusciamo a realizzare soltanto la metà dei progetti che facciamo fuori dal campo, la Fiorentina può stare tranquilla. Certo, dovremo fare i conti con avversari molto forti".
Lei è arrivato con la fama di giocatore difficile da gestire; un piantagrane, come si dice in Italia. Le polemiche, invece, sono esplose in altre squadre. Clamorosa quella tra Baggio e Ulivieri nel Bologna...
"Considero Baggio uno dei più forti giocatori al mondo. Della polemica posso dire che in Brasile si ha molta considerazione dei campioni con un grande passato. Gli allenatori li trattano con rispetto. Sta ai giocatori, però, fare in modo che il rispetto sia reciproco. Forse è stato Baggio il primo a sbagliare".
Se un fatto del genere capitasse a lei?
"Non ho il passato di Baggio, ma non cè il minimo dubbio: rispettereri gli ordini dellallenatore. Ne approfitto per ripetere che ho sempre avuto un buon rapporto con Zagallo. Lo vidi lultima volta in agosto, ai festeggiamenti per la Coppa America. Mi incoraggiò e mi disse che se lo meritavo sarei tornato in Nazionale. È stato di parola".
Il presidente Cecchi Gori ha detto: quello di Edmundo è il migliore acquisto dellanno per una squadra italiana, migliore anche di quello di Ronaldo.
"Ringrazio il presidente, ma il paragone con Ronaldo è prematuro. Lui è il "Fenomeno", io sono appena arrivato in Italia. Ne riparleremo tra qualche tempo...".
LO CHIAMANO O ANIMAL
Edmundo Alves de Souza Neto è nato il 2 aprile 1971 a Niteroi, una cittadina venti chilometri a nord di Rio de Janeiro. Il padre, Reinaldo, faceva il barbiere; la mamma, Firle, la casalinga. Edmundo è alto un metro e settantasei centimetri; pesa 71 chilogrammi.
Le sue squadre. Ha cominciato a giocare nel Marine Futebol di Marica, poi è passato alle giovanili del Botafogo e del Vasco da Gama. Ha esordito in prima squadra con il Vasco da Gama nel 1992. Successivamente ha giocato nel Palmeiras (1993), nel Flamengo (1994), nel Corinthians (1995) ed è tornato al Vasco da Gama nel 1996. La Fiorentina lo ha acquistato nel giugno del 1997, ma Edmundo si è trasferito in Italia soltanto alla scadenza del contratto col Vasco.
Le VITTORIE. Col Palmeiras ha vinto per due volte il campionato di San Paolo e il campionato brasiliano. Sempre col Palmeiras ha conquistato la Coppa Rio-San Paolo. Col Vasco da Gama ha vinto lo scudetto brasiliano nel 1997. Con la Nazionale brasiliana si è affermato nella Coppa America del 1997, realizzando due gol.
I PRIMATI. Nel 1997 ha vinto la classifica dei cannonieri del campionato brasiliano con 29 reti in 26 partite (primato precedente di Reinaldo dellAtletico Mineiro con 28 gol). Nella partita di campionato con lUnião São João ha realizzato tutti e sei i gol del Vasco da Gama (record precedente ancora di Reinaldo con 5). Nello stesso incontro ha realizzato il gol più veloce nella storia del campionato brasiliano: 27 secondi dopo il fischio dinizio dellarbitro.
I SOPRANNOMI. Da giovanissimo era chiamato "Dinho", dal diminuitivo di Edmundinho. Poi è diventato "O animal", che in brasiliano non è unoffesa, ma sta a significare letteralmente "atleta di forza bestiale". Questo soprannome gli è stato dato dal radiocronista Osmar Santos, quando Edmundo giocava nel palmeiras.
IL SUO HOBBY. È il "futevoley", la pallavolo da spiaggia giocata con i piedi. È anche appassionato di auto. Le sue preferenze vanno alla Audi. Come ogni giovane brasiliano era un grande tifoso di Senna.
LA FAMIGLIA. È sposato con Adriana da quattro anni e ha una figlia, Ana Carolina, di due anni e nove mesi. Spera che Adriana gli regali presto anche un maschietto. Intanto ha voluto che moglie e figlia lo raggiungessero subito a Firenze, dove ha trovato casa nella zona di Settignano.
IL CINEMA. È uno dei suoi passatempi preferiti. Possiede una ricca collezione di videocassette. Il film preferito è "Outre Face". Tra le attrici è un grande ammiratore di Sharon Stone e della brasiliana Malumeder; tra gli attori ha grande simpatia per John Travolta, leroe della "Febbre del sabato sera".
LA CUCINA. In Brasile il suo piatto preferito era la fagiolata; in Italia apprezza soprattutto gli spaghetti, anche se deve limitarsi nella quantità per non ingrassare.
LA NEVE. La cosa che più lha sorpreso in Italia è il freddo. Nel viaggio da Firenze a Torino ha visto per la prima volta la neve.
Tutte le tappe del suo ingaggio alla Fiorentinatorna indietro