Massimiliano CAPPELLINI
Un talento sfortunato. Questa, in
sintesi, la carriera di Massimiliano Cappellini,
partito forse troppo presto per la "Città del
Successo", dove non è mai arrivato. Ad appena diciassette
anni fa parte dellorganico del Milan ed esordisce in Serie
A il 28 febbraio del 1988: Milan Sampdoria 2-1. In due
stagioni con i rossoneri gioca cinque partite senza mai segnare.
Ma la società crede ciecamente in lui così come Arrigo
Sacchi.
Con la Nazionale Under 16 segna 4 gol in cinque partite. Massimiliano sembra proprio un predestinato. Poi, come spesso succede nel calcio, arriva il primo trasferimento: a Monza in Serie B. Qui incontra Frosio: il loro rapporto dura un mese e cinque partite. A ottobre Cappellini è già del Piacenza. Con gli emiliani disputa tre stagioni (2 in C1 e lultima in B) giocando molto (73 match) ma segnando poco (solo 14 reti). Il Milan continua a seguirlo, però in rossonero Cappellini non è più tornato.
Nel 1992-93 va allAtalanta, in
Serie A, ma per Massimiliano la storia sembra ripetersi in
negativo. Non gioca mai e in autunno prende la strada per Como,
ancora in
C1. Con i lariani lesplosione: 14 gol in 15
partite. Tanto basta per riconquistare la Serie A con il
Foggia. In Puglia resta due stagioni segnando 13 gol in 49 gare.
Poi di nuovo Piacenza e infine (due anni fa) Empoli. Con i
toscani, in Serie B, segna 14 reti e contribuisce alla promozione
della squadra di Spalletti.
Attaccante molto mobile, ha nel tiro da fuori una delle sue armi migliori; sa inserirsi bene anche dalle retrovie, meglio se con delle triangolazioni strette. Sopratutto in questo, Esposito è la sua spalla ideale. Insieme, questanno, hanno fatto vedere delle grandi cose. Obiettivo? La salvezza dellEmpoli e un futuro più duraturo nel calcio di Serie A, soprattutto per Massimiliano che per conquistarla ha fatto tanti sacrifici.
Tipo mite, per lui Firenze è la città ideale e le penne al salmone sono il piatto preferito. Quando può ascolta della buona musica o va al cinema. Gli U2 sono il suo gruppo preferito, mentre sul grande schermo predilige il duo Meryl Streep e Dustin Hoffmann. Insomma, quello che si dice un buongustaio... in tutti i sensi.
torna indietro