Alen BOKSIC

(Lazio)

Click for larger view (48 Kbytes)Alen Boksic nasce a Makarska, in Croazia, a 60 chilometri da Spalato, ed è in questa località costiera che da bambino coltiva il sogno di diventare calciatore. A soli diciassette anni è già in campo nella allora Serie A jugoslava nell’Hajduk Spalato, dove militerà per quattro anni vincendo una coppa jugoslava nel 1991. Nell’autunno dello stesso anno si trasferisce a Marsiglia, alla corte di Bernard Tapie, per poco meno di due miliardi di lire; viene subito girato in prestito al Cannes, dove disputa una sola partita per problemi burocratici legati al trasferimento. L’anno dopo, finalmente, il debutto nel Marsiglia, col quale vincerà campionato francese e Coppa dei Campioni ( Champions League), risultando capocannoniere in entrambe le competizioni. Durante questa stagione si "innamora" di lui il patron della Lazio, Sergio Cragnotti, che lo porta a Roma nell’autunno del 1993.

Con la compagine biancoceleste si dimostra subito un grande trascinatore ma non un bomber, anzi la critica più frequente mossa nei suoi confronti è quella di "mangiagol"; entra comunque nel cuore della tifoseria per la sua grande generosità in campo, che lo porta più spesso all’ assist che alla segnatura (infatti conclude la sua prima esperienza romana totalizzando 17 gol e 18 assist in tre stagioni di calcio). Le sempre più frequenti incomprensioni con l’allenatore Zeman lo costringono, nell’ estate del 1996, a passare alla Juventus, dove si inserisce perfettamente in un gruppo vincente, confermando le sue caratteristiche come la grande potenza e il dribbling, ma anche le sue lacune in fase realizzativa; vince uno scudetto e una Coppa Intercontinentale, poi saluta la compagnia e torna alla Lazio, anche grazie al divorzio tra i biancazzurri e Zeman.

Questa squadra è molto diversa da quella lasciata l’anno prima, in virtù di innesti di prim’ordine: quello biancoceleste è ormai un team attrezzato per vincere qualcosa. Per Alen la svolta in questa stagione coincide con la cessione dell’idolo laziale Signori alla Sampdoria; da quel momento il rendimento della squadra e del croato cresce di domenica in domenica, portando la prima a issarsi come principale antagonista della Juventus e il centravanti a segnare con una regolarità per lui inusuale. Forse a 28 anni ha raggiunto la completa maturazione e se aggiungerà al suo gioco la costante del gol diventerà sicuramente un giocatore da Pallone d’ Oro.

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