Gabriel BATISTUTA
Di acqua sotto i ponti dArno ne è passata tanta e insieme sono transitate due coppe e quasi 150 gol. Lui, Batigol, ha i capelli più corti dallora e due figli ad allietargli i dopopartita. Non sono cambiate maglia e voglia. Anzi, dopo unestate che ha rischiato di fargli cambiare luna e passare laltra, il ciclone Batistuta è tornato ad abbattersi sul campionato. Con i devastanti effetti che ben si conoscono.
"Non voglio fare previsioni, perché non cè cosa che porti più sfiga che dire quanti gol si segneranno. Di certo ho una voglia matta di continuare a divertirmi e a fare, sul campo, quello che meglio mi riesce. In poche settimane mi sono scrollato di dosso le amarezze e i dubbi dellestate. Questo gruppo, lentusiasmo che si è creato attorno alla squadra, la straordinaria applicazione di Malesani mi hanno restituito fiducia nella Fiorentina: non posso dire dove arriveremo, però mi sento tranquillamente di dire che insieme ci divertiremo".
Quasi 150 gol in viola: difficile scegliere il più bello...
"Sì, anche perché alla fine sono belli tutti. Dovendo proprio pescarne uno, direi quello di testa contro la Juve nel mio primo anno a Firenze. Non tanto per la bellezza quanto per limportanza: erano un po di giornate che non segnavo e qualcuno cominciava a dubitare delle mie capacità di goleador. E poi stando alla Fiorentina simpara presto cosa vuole dire segnare un gol alla Juve e batterla".
Quasi 150 gol in viola, ma anche qualche momento da dimenticare...
"La retrocessione in serie B, ad esempio. Una cosa incredibile, dopo un girone dandata strepitoso. Alla fine però anche quellesperienza è servita a noi calciatori e ha aiutato a maturare la città e i tifosi. A livello personale, la delusione più grossa è stata aver dovuto saltare il ritorno della semifinale di Coppa delle Coppe con il Barcellona. Se penso che sono stato ammonito per un fallo che non avevo neppure commesso... Cartellino giallo, esattamente lo stesso che qualche settimana fa hanno fatto vedere a West dopo quel fallaccio su Kanchelskis, una roba che poteva costargli la carriera. Mah, certe cose sono davvero difficili da capire, neppure con gli anni e lesperienza mi sono chiare".
Quando sei arrivato a Firenze pensavi di vincere di più?
"In tutta onestà, arrivando da squadre come il Boca Juniors o il River Plate, uno simmagina sempre di lottare fino allultimo minuto per lo scudetto. Da quando sono in Italia, lo scudetto lho visto vincere solo a due squdre, il Milan e la Juventus. E quindi Coppa Italia e Supercoppa che abbiamo vinto nel giro di pochi mesi hanno il loro valore, perché la prima labbiamo in pratica strappata allInter in semifinale e la seconda siamo andati a prenderla in casa di un Milan che non era ancora il Milan in crisi di oggi. Perché con il mio amico Tabarez loro andavano meglio che con Sacchi e Capello".
Dopo lillusione di San Siro, la scorsa stagione si è chiusa male. Che strascichi si porta dietro Batigol delle delusioni di primavera?
"Qualcuno ha cercato di rincuorarmi: in fondo hai segnato una ventina di gol tra coppe e campionato. È vero, ma alla fine non mi è rimasto niente. Anzi, mi è rimasto in gola quel cartellino giallo del Nou Camp".
Il 98 è lanno del Mondiale di Francia. Passarella, dopo averti lasciato riposare per tanti mesi, ha dichiarato che tu sei lunico certo del posto tra i 22...
"Manca ancora tempo, è inutile fare discorsi di questo genere. Questa stagione per me è importante perché voglio dimostrare ai pochi che non ci credevano che Batistuta può ancora fare grandi cose sui campi di calcio italiani. Ovvio che il Mondiale sia il massimo per un calciatore, io ne ho giocato uno negli Stati Uniti e nonostante una tripletta nella prima gara contro la Grecia non è andato come avrei voluto. Se Passarella davvero punterà su di me in Francia, farò di tutto per regalare una gioia agli argentini. Ma, ripeto, lobiettivo è lontano e in mezzo ci sono tante partite importanti della Fiorentina".
Settimo anno di Firenze e di Fiorentina. Che cosa ti hanno dato la gente e i compagni?
"Il pubblico fiorentino è speciale, ha il palato finissimo ed esige molto. Con me è sempre stato affettuoso, non mi ha mai contestato nemmeno nei momenti difficili, almeno i tifosi veri come li definisco io. A livello di spogliatoio, come si sa qualche problema lho avuto appena arrivato. Diciamo che i compagni di reparto di allora (Borgonovo e Branca, n.d.a.) non fecero molto per aiutarmi a inserirmi. E poi ricordo che rispondendo a unintervista sul valore di Latorre, mio compagno nel Boca e di proprietà della Fiorentina, dissi che era molto bravo e che avrebbe fatto bene anche in Italia. Qualcuno interpretò male la mia frase e se la prese con me. Quel qualcuno, Massimo Orlando, poi è diventato uno dei miei migliori amici nel gruppo. Un altro che ricordo volentieri è Peppe Iachini: un cuore grande così, in campo e fuori. Appena possibile ci frenquentiamo ancora, le nostre mogli sono molto legate. Invece di andare in pensione gioca ancora... Scherzo, naturalmente: se il Venezia è partito così bene, gran parte dei meriti vanno proprio a lui, uno che non si è mai dato per vinto, neppure nei difficili momenti degli infortuni. Uno che ai giovani ha davvero tante cose da insegnare".
A proposito di giovani: Thiago e Lucas promettono bene?
"Thiago è un bambino sensibile e tranquillo, molto riflessivo. Ma quando ha un pallone tra i piedi si scatena. Lucas è ancora troppo piccolo, ha un anno e mezzo, è un "gordito atorrante", come diciamo noi in Argentina, un "cicciottino terribile" che pensa solo a mangiare e a fare casino. Per il pallone cè tempo, ma non sarà certo il padre a spingerli a fare i calciatori. Il mio sogno, una volta lontano dal calcio, è ritirarmi con la mia famiglia nella nostra fazenda a Reconquista: a mangiare tanti "asados" (la carne alla griglia argentina, n.d.a.), a organizzare battute di cacia e pesca notturna sul fiume Paranà con gli amici, a bere tanto "mate" (un infuso caldo di erbe che si bene dentro una zucchetta svuotata con una cannuccia metallica da dividere tra i bevitori secondo la tradizione india) sotto un albero".
Con ununica avvertenza, destinatari la moglie Irina e Tany, la ragazza di casa: non mettere lo zucchero nel mate di Gabriel. Potrebbe arrabbiarsi più di quando sbaglia un gol.
TUTTO GOL E FAMIGLIA
Sette anni dItalia lo hanno de-argentinizzato a sufficienza. Raccontano i giornalisti dArgentina che, ormai nelle loro interviste, Bati sembra sempre più un "tano": come chiamano gli italiani da quelle parti. Lo senti parlare qui da noi e ti accorgi che anche il "che", quel classico intercalare argentino che diede il soprannome al comandante Guevara, ormai si è perso.
Gabriel Batistuta e lItalia, Gabriel Batistuta e Firenze: una bella storia, ricca di gol, di coppe, di sorrisi e magari anche di qualche incomprensione. Vicina e lontana.
"Tutto il casino di questestate aveva convinto qualcuno che io non fossi più il Batistuta degli anni scorsi. Ci sono volute poche partite, per fortuna, per far rimangiare, a qualche persona, stupidi sospetti e critiche velenose. Che comunque saranno pronte a tornare dattualità, perché il sottoscritto ormai ci è abituato e conosce bene il calcio italiano: basta qualche giornata senza fare gol e comincia a piovere di tutto Lo scorso anno, di questi tempi, arrivarono anche a mettere in giro voci terribili sul conto della mia famiglia. Va bene criticare il calciatore, dargli 4 se gioca male e sbaglia i gol, ma lattacco alluomo non lo permetto. Perché rischia di rovinarti nelle cose più care: gli affetti".
Pronti via: Bati convocò a Firenze una conferenza stampa per zittire il chiacchiericcio da cortile che si faceva sempre più insistente, sempre più insinuante. Da allora è tutto tornato in ordine, la gente ha capito di che pasta è fatto Gabriel, un arcangelo in campo che non ha paura ad alzare la voce fuori se toccato sul vivo. Dalle chiacchiere alle voci di mercato.
Le destinazioni estive erano tante e di prestigio: Barcellona, Madrid sulle due sponde, Manchester e la Milano nerazzurra prima dellarrivo di Ronaldo. "Invece sono rimasto a Firenze, al massimo presto cambierò casa. Irina ne ha trovata una più spaziosa e tranquilla, con tanto di piscina, sulla collina di Fiesole. Questa vicina allo stadio è bella, ci siamo affezionati perché in pratica ci è nato Lucas e ci è cresciuto Thiago, però ormai tutta Firenze sa che abitiamo qui e a me non piace troppo dare nellocchio". Meglio pensare ad altro. A fare gol, per esempio, operazione che da sempre a Gabriel riesce benissimo. "Chi tiene le statistiche dice che ne ho segnati più di duecento, ma personalmente sono convinto di essere già a quota mille. Perché a me i gol piacciono tutti, anche quelli nelle partitelle di allenamento".
A casa, tra le tante cassette di Walt Disney dei Batistuta juniors, il papà conserva gelosamente due pezzi pregiati: "Boca 91", un video del settimanale argentino "El Grafico" con le prodezze dello squadrone di cui Bati era il braccio e Diego Latorre la mente, e "La carica dei 101", tutti i gol italiani che ItaliaUnoSport gli dedicò in due puntate quando aveva toccato la tripla cifra con la Fiorentina.Per il resto il calcio, in casa Batistuta, è argomento tabù. "A Irina non piace, quando può viene a vedermi allo stadio ma giusto perché è la moglie di un calciatore. E poi io detesto vedere le partite in televisione, soprattutto quelle delle coppe europee: penso che invece di stare seduto sul divano potrei essere lì in campo a correre e a lottare, mi viene rabbia e spengo subito la tele".
Il Batistuta dietro le quinte è un papà tenerone che gioca tantissimo con Thiago, quasi 6 anni, uno sguardo furbetto e unintelligenza non comune per i bambini di quelletà. "Nel terrazzo facciamo partite epiche. Lui chiude gli occhi e tira, sembra il papà a inizio carriera ". E dalle parti di via Volta è capitato spesso agli automobilisti vedere uno che sembrava tanto Batistuta rincorrere un pallone per strada caduto dal terrrazzo di una bella villetta. Solo che invece di "sembrare" quella persona "era" proprio lui, Gabriel. Incredibile ma vero. "Anche Lucas mi dà delle soddisfazioni incredibili. Mangia tantissimo e poi deve bruciare le energie: è un terremoto, Irina e Tany, la nostra ragazza di casa, hanno davvero un lavoro pazzesco per tenerlo a bada".
Per chiudere il cerchio della felicità adesso al Bati papà manca solo la luna, anzi, Selene. "Per ora vinco io 2-0 dice Irina con il suo dolce sorriso io preferisco i maschietti, Gabriel vuole a tutti i costi una femminuccia. Vedremo in futuro ".
E il futuro, almeno quello professionale, ha una scadenza fissa: il 10 giugno partono i Mondiali e lui, Batigol, luomo dei record con la "camiseta" della nazionale argentina non vuole perderseli. Negli ultimi tempi Passarella lo ha spesso lasciato a casa ma è anche stato il primo a dire che dei 22 convocati per la Francia Bati è, finora, lunico con il biglietto in tasca. Gabriel raccoglie ma non sembra fidarsi più di tanto. "Passarella mi conosce bene, come del resto conosce il mio amico Balbo. Mi ha fatto piacere quella sua dichiarazione ma mancano ancora più di sei mesi e il calcio è una professione da vivere giorno per giorno".
Correndo verso i 100 gol in campionato (traguardo che Abel Balbo ha raggiunto in ottobre con la tripletta al Napoli) e verso i 50 nella Seleçion, Gabriel Omar Batistuta corre incontro a una storia che gli ha permesso, a lui ragazzo di provincia che fino a 16 anni giocava a calcio solo per le strade sterrate della sua Reconquista, di stracciare i numeri di un Certo Diego Armando Maradona. "Sì, è davvero incredibile pensare che io ho segnato più gol di Diego in Italia e con la maglia della Nazionale. Ma tra me e Diego cè una bella differenza: a me pagano per fare gol, a Diego non chiedevano solo quello ma anche lo spettacolo, quello puro e vero, i colpi di tacco, gli assist smarcanti, delizie che vanno in archivio ma che sono il sale del calcio". A mettere il pepe, intanto, ci pensa Batigol.
I GOL DI BATISTUTA NEL CAMPIONATO ITALIANO
(STAGIONE, AVVERSARIO)
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I gol di Batistuta in Nazionale
(DATA, COMPETIZIONE, SQUADRA, PARTITA, RISULTATO, RETI)
| 8-7-1991 | Coppa America Santiago del Cile | Argentina-Venezuela | 3-0 | 2 | (1 r.) |
| 10-7-1991 | Coppa America Santiago del Cile | Cile-Argentina | 0-1 | 1 | |
| 12-7-1911 | Coppa America Concepcion (Cile) | Argentina-Paraguay | 4-1 | 1 | |
| 17-7-1991 | Coppa America Santiago del Cile | Argentina-Brasile | 3-2 | 1 | |
| 21-7-1991 | Coppa America Santiago del Cile | Argentina-Colombia | 2-1 | 1 | |
| 31-5-1992 | Amichevole Tokyo (Giappone) | Giappone-Argentina | 0-1 | 1 | |
| 3-6-1992 | Amichevole Gifu (Giappone) | Argentina-Galles | 1-0 | 1 | |
| 18-6-1992 | Amichevole Buenos Aires (Arg) | Argentina-Australia | 2-0 | 2 | |
| 16-10-1993 | Amichevole Riahd (Arabia S.) | Argentina-Costa dAvorio | 4-0 | 2 | |
| 17-6-1993 | Coppa America Guayaquil (Ecuador) | Argentina-Bolivia | 1-0 | 1 | |
| 4-7-1993 | CCoppa America Guayaquil (Ecuador) | Argentina-Messico | 2-1 | 2 | |
| 1-8-1993 | Qual. Mondiali Lima (Perù) | Perù-Argentina | 0-1 | 1 | |
| 22-8-1993 | Qual. Mondiali Buenos Aires (Arg.) | Argentina-Perù | 2-1 | 1 | |
| 17-11-1993 | Spareggio Buenos Aires (Arg.) | Argentina-Australia | 1-0 | 1 | |
| 31-5-1994 | Amichevole Tel Aviv (Israele) | Israele-Argentina | 0-3 | 2 | |
| 21-6-1994 | Mondiale Boston (USA) | Argentina-Grecia | 4-0 | 3 | (1 r.) |
| 3-7-1994 | Mondiale Pasadena (USA) | Argentina-Romania | 2-3 | 1 | (r.) |
| 8-1-1995 | Amichevole Riahd (Arabia S.) | Argentina-Giappone | 5-1 | 2 | (1 r.) |
| 22-6-1995 | Amichevole Mendoza (Arg) | Argentina-Slovacchia | 6-0 | 2 | |
| 30-6-1995 | Amichevole Buenos Aires (Arg) | Argentina-Australia | 2-0 | 1 | |
| 8-7-1995 | Coppa America Paysandù (Uruguay) | Argentina-Bolivia | 2-1 | 1 | |
| 11-7-1995 | Coppa America Paysandù (Uruguay) | Argentina-Cile | 4-0 | 2 | |
| 17-7-1995 | Coppa America Rivera (Uruguay) | Argentina-Brasile | 2-2 | 1 | |
| 24-4-1996 | Qual. Mondiali Buenos Aires (Arg) | Argentina-Bolivia | 3-1 | 1 | |
| 1-9-1996 | Qual. Mondiali Buenos Aires (Arg) | Argentina-Paraguay | 1-1 | 1 | |
| 15-12-1996 | Qual. Mondiali Buenos Aires (Arg) | Argentina-Cile | 1-1 | 1 | (r.) |
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